ANCONA
18 Luglio 1944
La liberazione d’Ancona è il prodotto di un percorso strategico militare, culminato in una serie di battaglie dedicate allo scopo. Infatti, Il generale Anders lancia ordini ben precisi ”Prendete lo scalo Dorico”. I primi di Giugno i polacchi conquistano Loreto, Castelfidardo e Osimo. I tedeschi all’alba del 17, attestati tra Offagna e Polverigi si rendono subito conto di essere quasi accerchiati e, decidono di abbandonare i due paesi, che sono liberati lo stesso giorno. Il 18, abbandonano anche Ancona, lasciando alle truppe polacche un gravoso lavoro di sminamento, ma anche l’orgoglio di aver conquistato e liberato l’importante città. “Sembra di vederli i Lancieri di Carpazia, del II corpo d’Armata polacco. Scendere da Porta Santo Stefano, proseguire per via: Montebello. Sono le 14:00 del 18 Luglio, il Sole è senza pietà e, in guerra si soffre anche quando si è felici. Le divise dei liberatori sono ormai permeate dal sudore. Gli elmetti, lasciano scivolare sui visi di quei ragazzi il risultato della loro fatica. Occhi azzurri, segnati dall’immane sforzo. Guardano, scrutano, forse anche i particolari di una città ormai in ginocchio; devastata, distrutta e colpita nell’anima. Ma nei pressi di Piazza Cavur: decine di migliaia d’anconetani, li accolgono festanti. I Soldati ragazzini dimenticano di aver appena liberato la città, e tra la confusione non sfugge il sorriso di una donna, che rifiorisce in loro lontani ricordi. Un bambino sfugge alla stretta mano del padre e, come una furia, scavalcando macerie, dribblando la festante folla, raggiunge un soldato e lo abbraccia. A questo punto i ragazzi del II corpo d’Armata, vivono delle emozioni che sicuramente mai potranno dimenticare. Sono tutti soddisfatti, la popolazione civile e i soldati, insieme almeno per il momento hanno sconfitto entrambi i loro comuni nemici: i tedeschi e la…Morte”.
GIOVANNI LAFIRENZE
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