L'ITALIA E' DISSEMINATA DI ORDIGNI INESPLOSI
Tre ordigni bellici non esplosi, del peso di cento chili ciascuno, e alcuni reperti archeologici, tra cui tre anfore risalenti molto probabilmente all’epoca romana, sono emersi ieri mattina vicino al cavalcavia di via del Partigiano, nell’area compresa tra la ferrovia e lo stabilimento delle officine Reggiane.
Le bombe, probabilmente sganciate dagli inglesi nel gennaio del 1944, sono state trovate nel corso dei lavori di bonifica che sta eseguendo una ditta padovana per conto dell’****, che dovrà poi costruire in quell’area una centrale d’accumulo per il teleriscaldamento.
E’ stato un tecnico di una ditta specializzata, Giovanni La Firenze, a telefonare ieri mattina ai carabinieri per segnalare il ritrovamento delle tre bombe da aereo. Sul posto sono intervenuti immediatamente i militari della stazione di Santa Croce che, nell’attesa che le bombe vengano rimosse o fatte esplodere dagli artificieri, hanno transennato e messo in sicurezza l’area. Toccherà agli esperti del Genio militare di Firenze valutare se gli ordigni potranno essere trasportati in sicurezza o se si dovrà ricorrere all’uso di una carica esplosiva per renderle del tutto inoffensivi. Le bombe, lunghe circa ottanta centimetri, pesano un centinaio di chili ciascuna: sono state trovate a una decina di metri l’una dall’altra, in prossimità del ponte di via del Partigiano. Non è la prima volta che nella zona vengono ritrovati ordigni bellici risalenti alla seconda guerra mondiale: l’area, infatti, venne bombardata il 7 e l’8 gennaio del 1944, quando Reggio venne ricoperta d a una p ioggia di b omb e sganciate dagli aerei inglesi. Proprio per questo motivo, prima di iniziare i lavori di ristrutturazione della rete del teleriscaldamento, che in quell’area prevedono la costruzione di una centrale di accumulo di acqua calda, l’***** ha commissionato i lavori di bonifica alla ditta padovana, che nei giorni scorsi ha iniziato gli scavi. Lo stesso intervento di bonifica ha permesso di riportare alla luce alcuni reperti archeologici, che potrebbero rivelarsi un vero e proprio «tesoro sepolto». In mezzo alla terra, a poco più di due metri di profondità, sono state trovate tre grosse anfore che potrebbero risalire all’epoca romana. Sotto la supervisione della soprintendenza regionale ai beni architettonici e culturali, gli esperti di «Archeosistemi » stanno cercando di recuperare i reperti riaffiorati e di trovarne eventualmente altri, che sono ancora nascosti sotto terra. Il ritrovamento di ordigni bellici e dei reperti archeologici ha rallentato i lavori di bonifica dell’area.
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