L'ABRUZZO BOMBARDATO

 

Al Commissario straordinario della
Città di Giulianova
Dott.ssa Paola Iaci
Vs. residenza Municipale
e.p.c. agli organi di stampa locali


Oggetto: richiesta di apposizione targa in ricordo delle vittime dei bombardamenti sulla città di Giulianova, 1943-44.

Preg.mo Commissario straordinario.

In qualità di semplice cittadino e membro delle Guardie D'Onore al Pantheon di Roma, propongo, visto lo stato
d'avanzamento dei lavori dietro il palazzo comunale (attraversata da Via Cavour e Via Braga, nel cuore del
centro storico) e l'imminente riconsegna alla cittadinanza, di chiedere (ma già il sottoscritto lo aveva segnalato
alla precedente amministrazione), visto che ancora persiste un cantiere aperto, una targa (nelle forme che riterrete più
opportune ed economiche per le casse comunali) dedicata alle vittime dei bombardamenti degli angloamericani del 1943-44
sulla città di Giulianova, con circa 23 morti (fonte Archivio Stato, documenti della Prefettura di Teramo e
Archivio Parrocchiale di San Flaviano). La targa potrebbe avere il seguente epitaffio (La comunità giuliese, nella
memoria ancora viva degli orrori della 2° Guerra Mondiale, ricorda i sui figli vittime dei bombardamenti
angloamericani del 1943-44. Ne affida la cara memoria alla storia e le loro anime a DIO. A perenne memoria delle
generazioni future) o da altri storici locali. La scelta della piazza non è casuale. Il 29 febbraio del 1944, i
bombardieri angloamericani, scaricarono sulla nostra città un enorme quantitativo di bombe di grosso calibro, causando
la morte di numerosi civili in particolar modo sul palazzo (Morganti) dietro l'attuale sede comunale, distruggendolo
(oggi futura piazza, ma in passato, con scelte discutibili fu costruito un magazzino, sede del mercato coperto e poi
sede provvisoria dei mezzi comunali). Il bilancio fu davvero pesante, vi perse la vita anche il noto giornalista
giuliese, Francesco Manocchia.

Mi corre l'obbligo segnalare che proprio la nostra città fu la più pesantemente bombardata di tutta la provincia di
Teramo (mentre il 15 settembre 2005, l'allora capo dello stato, Carlo Azeglio Ciampi, conferirà la Medaglia di
Bronzo al Merito Civile al Gonfalone del comune di Martinsicuro per i bombardamenti subiti (in realtà era la
città di Colonnella che meritava tale onorificenza, visto che era il Comune giurisdizionaleall'epoca dei fatti: 19
morti, 9 feriti e 3 invalidi.)), visto il collegamento tra l'adriatica, l'interno del teramano e per la presenza
dell'approdo marittimo. I bombardamenti sulla città iniziarono il 12 ottobre del 1943 e proseguirono il 14, 26
(notturno), 29 (attaccata con successo, scriveranno nei rapporti ai propri comandi), 30 (il porto alle 09:00 e alle
12:00), sempre dello stesso mese; a novembre il 3, 12, 13, 20, 21 (ponte del Salinello della S.S. Adriatica), 27
(notturna), 29 e il 30; dicembre il 4 e 9 (sulla ferrovia Teramo-Giulianova). Nel 1944: a gennaio il 2, 12, 22, 23,
24, 26 (sui ponti Salinello e Tordino, da cannoneggiamento da navi inglesi) e 28; febbraio il 27 e il 29 (lido, in
particolar modo la stazione ferroviaria e il centro storico); a marzo solo il 16 e 24; ad aprile il 2, 3, 9, 12
, 16, 18 (più volte il ponte del Salinello) e 24; a maggio il 2, 3, 4, 5, 9, 11, 14 e 21. I bombardamenti causarono 23
morti e 43 feriti (fonte Prefettura di Teramo, da b. 3 vers. III c/o Archivio di Stato di Teramo). La Air Force
U.S.A., con la N.A.T.B.F. (Northwest African Tactical Bomber Force) e la DAF (Desert Air Force); la S.A.A.F.
sudafricana (South African Air Force) e la R.A.F. inglese (Royal Air Force), parteciparono con i seguenti
caccia e bombardieri: il Republic P-47 Thunderbolt (caccia) , il Consolidated B-24 Liberator (bombardiere americano),
il B-17 Flying Fortress (bombardiere americano, detto fortezza volante). Il North American B-25 Mitchell
(bombardiere minore) e il Martin B-26 Marauder ( detto "il Predone").

Sicuro di quanto sopra, resto a disposizione per eventuali chiarimenti e per fornirLe opportuna documentazione in
merito.

Giulianova alta lì, domenica 22 marzo 2009. in fede,
Walter De Berardinis

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