Perchè la bonifica bellica

Monumento Nazionale Caduti Campi Minati Castel Bolognese

Perchè la bonifica bellica

A causa di motivi tecnici gli ultimi aggiornamenti riguardanti

la pagina index e le ultime notizie sono stati momentaneamente

trasferiti al seguente indirizzo

biografiadiunabomba.blogspot.it

Ci scusiamo per il disagio, il servizio riprenderà il prima possibile

Il webmaster: Elio Giannatempo

Perchè la bonifica bellica

Venerdì, 21 settembre, ore 10,00
Presentazione di "Schegge Assassine" di Giovanni Lafirenze.
Sala del Consiglio Comunale di Foggia, Palazzo di Città.

Relazioneranno:
Dott. Ing. Giovanni Battista Mongelli - Sindaco di Foggia
Avv. Raffaele Piemontese – Presidente del Consiglio Comune di Foggia
Coll. Augusto Candido – Comandante 11^ Reggimento Genio Guastatori Foggia
Coll. Vincenzo Cipullo – Comandante 21^ Reggimento Artiglieria Terreste Foggia
Prof.ssa Roberta Magarelli – Florestano Edizioni Bari
Sergente Maggiore Biagio Orillo – Presidente Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia

Sarà presente l’autore

Il Presidente A.N.S.I
Serg. Magg. Biagio Orillo

Perchè la bonifica bellica

SICUREZZA LAVORO, PDM: BONIFICA ORDIGNI BELLICI E' LEGGE, GRAZIE A NOI FINALMENTE REGOLE E COMPETENZE CHIARE PER IMPRESE E P.A.

Roma 13 settembre 2012

"Ieri il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge (2892) Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di sicurezza sul lavoro per la bonifica degli ordigni bellici, già approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Moffa e Farina Coscioni.

La proposta proposta di legge approvata in via definitiva pone finalmente delle regole certe in un settore dove fino ad oggi è stato solo il "caso" che ha evitato gravi incidenti nei cantieri e durante le opere di scavo.

Questa legge è stata fortemente voluta dai parlamentari radicali e dal Partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia (Pdm) perchè fossero chiare le regole e le competenze delle imprese e delle amministrazioni chiamate a vigilare a salvaguardia della sicurezza e della salute pubblica tanto degli addetti ai lavori di scavo quanto di quelli degli operatori delle Forze armate e delle forze di polizia che sono chiamati a garantire i presidi necessari in caso di ritrovamento di ordigni bellici.

Vogliamo pubblicamente ringraziare, perché il loro contributo è stato determinante nell'esame dei testi congiunti svolto dalle Commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera, l'Associazione delle imprese di Bonifica ASSOBON, gli artificieri dell'Esercito e delle Forze di polizia che con i loro contributi hanno permesso di far comprendere a tutti gli schieramenti politici la particolarità di un lavoro - quello degli artificieri - estremamente delicato e che meriterebbe maggiori tutele e una regolamentazione specifica."

Fonte:
http://www.partitodirittimilitari.org/index.php?option=com_content&view=article&id=641:sicurezza-lavoro-pdm-bonifica-ordigni-bellici-e-legge-grazie-a-noi-finalmente-regole-e-competenze-chiare-per-imprese-e-pa-&catid=1:latest-news&Itemid=113

Perchè la bonifica bellica

Per la bonifica degli ordigni bisogna dare centralità alle Forze Armate

(AGENPARL) - Roma, 12 set - "Il ddl sulla bonifica degli ordigni bellici desta molte perplessità e, senza dare centralità alle Forze armate in un settore di intervento così complesso, rischia di rappresentare solamente una scatola vuota, inutile e controproducente".
Lo ha dichiarato, annunciando il voto di astensione in Aula, la senatrice dell'Italia dei Valori Giuliana Carlino, che ha proseguito: "Anzitutto, si rischia di creare un paradosso: mentre la legge, con il decreto 81/2008, stabilisce già l'obbligo di considerare tutti i pericoli per chi opera in un campo così pericoloso, il testo in esame impone all'imprenditore solo la verifica di alcuni rischi specifici. Si continuano ad aggiungere meccanismi di accertamento preventivo, quando invece servono controlli durante le attività e sanzioni certe per chi sbaglia. Abbiamo poi sempre sottolineato la necessità di andare verso la cessazione degli albi professionali, invece con questo provvedimento continuiamo a crearne di nuovi. L'Idv ritiene che le imprese specializzate debbano essere iscritte in un apposito registro e che, per definire i criteri di iscrizione, debba essere istituita una Commissione interministeriale composta da dieci membri, di cui almeno cinque appartenenti al personale militare delle Forze armate in possesso di adeguati titoli ed esperienze. Le forze militari sono le uniche ad avere una reale specializzazione nel campo della bonifica di ordigni bellici, che andrebbe valorizzata anche con il riconoscimento delle giuste indennità economiche".

Fonte:
http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20120912-difesa-carlino-idv-per-bonifica-ordigni-dare-centralita-a-forze-armate



LA BONIFICA BELLICA UNA SCATOLA VUOTA…?


In Italia è necessario considerare reale il rischio per chi opera movimentazioni terra di rinvenire accidentalmente residuati bellici risalenti le due guerre mondiali. Il nostro paese a partire dall’ 11 giugno 1943 ha subito i primi bombardamenti aerei. Velivoli francesi che decollavano dalle proprie basi in Corsica. Nel corso del conflitto la guerra aerea strategica inglese ha distrutto intere aree urbane: Milano, Torino, La Spezia, Porto Marghera eccetera, eccetera. Contemporaneamente altri aerei britannici con base a Malta sganciavano ordigni sui centri dell’ Italia meridionale: Messina, Marsala, Foggia, (completamente distrutta dai B17 nell’estate del 1943), Augusta, Siracusa, Trapani, Reggio Calabria, Catanzaro, Cagliari, Napoli, (tristemente famoso il bombardamento del primo novembre 1941). L’incursione nipponica del 7 dicembre a Pearl Harbor convince gli Stati Uniti ad entrare in guerra. Sempre la città di Napoli subirebbe la prima incursione americana di un certo rilievo dalla Nona Forza Aerea. Queste incursioni aeree terminano nel 1945 colmando il sottosuolo italiano di bombe d’aereo inesplose. Le Armate anglo-americane sbarcano in Sicilia trasferendo lentamente la guerra di terra verso nord, lasciando inesplose granate d’ogni genere. Nasce la linea Gustav, la guerra continua verso il Nord. I tedeschi creano altro sbarramento difensivo denominato “Linea Gotica”, altro sangue, altre bombe inesplose. Nel contempo la guerra civile (…) semina altri ordigni inesplosi. Non dimentichiamo il materiale che a fine guerra è stato sotterrato, inabissato da partigiani compresi. Perciò in Italia è giusto valutare il rischio da residuati bellici con reale visione storica ed obbiettiva. I residuati bellici nel nostro Paese continuano ad esplodere ( esempi, bombe d’aereo esplose ad Ostiglia e Fermo) a ferire ad uccidere. Certo se il decreto 81/2008 fosse in vigore probabilmente nessuno abbandonerebbe granate nei fossati o addirittura per strada e diminuirebbero le numerose emergenze che bloccano città, cantieri anche di una certa importanza. Naturalmente una bonifica bellica sistematica non richiesta, seguita da un rinvenimento occasionale produce un disagio economico per l’economia del luogo. La bonifica bellica preventiva (imprese private) è gestita dai Reparti Militari competenti ed in ogni caso non è possibile parlare di scatole vuote, anzi al contrario le scatole citate indiscutibilmente sono colme di passione per la professione, certo molte volte possiamo sbagliare, ma sempre convinti d’aver operato nel miglior modo possibile. Per quanto riguarda l’albo professionale dovremmo e con urgenza ripristinarlo. Ogni rastrellatore BCM: ispeziona, localizza, individua il probabile residuato bellico, con grande professionalità (esperienza, metodo competenza ed attenzione), mette in luce il residuato bellico da segnalare alle autorità competenti in zona. Il vero paradosso è che il nostro lavoro non è riconosciuto dal D.L. 11 agosto 1993, n. 374
“…i lavori usuranti sono quelli per cui è richiesto un impegno psico-fisico particolarmente intenso e continuativo, condizionato da fattori che non possono essere prevenuti da misure idonee”.
Gentile Senatrice Giuliana Carlino oltre a condividere il Suo pensiero, credo d’essere in grado di confermarle che la bonifica bellica potrebbe considerarla una scatola svuotata dall’ex Governo quando indebitamente decide d’abrogare le normative da sempre in vigore. Oggi la scatola lentamente si riempie del nostro inesauribile orgoglio professionale.
Se desidera chiarimenti tecnici o quant’altro può contattarmi in ogni momento. Spero Voglia gradire i migliori saluti

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

Ordigno bellico in Porto a Genova

(ANSA) - GENOVA, 11 SET - Un ordigno bellico risalente alla II guerra mondiale è stato rinvenuto nel pomeriggio in porto nel corso dei lavori per il nodo ferroviario a calata Massaua. Sul posto sono intervenuti Capitaneria di Porto e vigili del fuoco che hanno bloccato i lavori e avviato accertamenti. Non è ancora chiara la grandezza e la potenza dell'ordigno. A fine agosto il porto era stato chiuso per un'intera domenica per la rimozione di un grosso ordigno americano ritrovato durante i lavori a calata Bettolo.

Fonte: ANSA

Trovato altro ordigno bellico nel porto di Genova

Genova - Un nuovo ordigno bellico risalente con tutta probabilità alla Seconda Guerra mondiale è stato rinvenuto nel pomeriggio nel porto di Genova dove proseguono i lavori per il nodo ferroviario di calata Massaua. A fine agosto un altro era stato rimosso e messo in sicurezza a calata Bettolo ma ora nuove misure di sicurezza dovranno essere adottate anche per questo. Sul luogo sono subito intervenuti uomini della Capitaneria e vigili del fuoco mentre nelle prossime ore verranno fatti tutti i rilievi del caso.

Fonte: http://www.cittadigenova.com/Genova/Cronaca/Trovato-altro-ordigno-bellico-nel-porto-55286.aspx

Perchè la bonifica bellica

Ordigno in porto, parla il "cacciatore di bombe"

Un'intervista a Giovanni Lafirenze

Fonte: http://www.primocanale.it/video/ordigno-in-porto-parla-il-cacciatore-di-bombe--48271.html

Perchè la bonifica bellica

Trovato ordigno bellico inesploso vicino alla riva del lago di Caldonazzo

Ore di apprensione sul lago di Caldonazzo, al «Valcanover», dove fra l’altro si sta svolgendo una gara di nuoto di gran fondo (10 km.), perché i tecnici subacquei una ditta che si sta occupando della posa di catenarie sul fondo ha rimosso e recuperato un oggetto metallico giacente sulla sabbia vicino al pontile in quanto intralciava i lavori.
Deposto sul molo, i ragazzi che stavano lavorando hanno avuto l’impressione che anziché di un martinetto idraulico come sembrava a prima vista l’oggetto potesse essere un ordigno bellico.

I Carabinieri, chiamati dai responsabili dell’azienda, hanno fatto intervenire il comando di compagnia di Borgo, che ha stabilito che si trattava effettivamente di un proietto che misurava circa 35 cm di lunghezza per 10 di diametro.
Sulla punta del proietto spiccava una copiglia, che con ogni probabilità andava tolta prima di far partire il colpo.

I Carabinieri hanno messo in sicurezza la zona e l’hanno isolata, hanno imposto divieto di balneazione e di pesca, e impedito ai dipendenti della ditta in questione di proseguire nel lavoro di posa subacquea.
Sentiti da noi, i militari di Borgo hanno precisato che con ogni probabilità già domattina gli artificieri del genio potrebbero recuperare l’ordigno e smaltirlo secondo le prassi consolidate.
Domani verrà rimosso.

Fonte: http://www.ladigetto.it/permalink/20210.html

Perchè la bonifica bellica

Una bomba nel campo ma nessuno la porta via

di Paolo Fizzarotti

ZAVATTARELLO. Vivere con la bomba: in senso reale, non metaforico. Da 12 giorni un agricoltore di Zavattarello non può lavorare il suo campo perchè in un angolo c’è una grossa bomba da mortaio, risalente alla seconda guerra mondiale. A trovare l’ordigno è stato lui stesso, durante il lavoro. Ora la bomba è lì, a cielo aperto, “protetta” solo da una sottile striscia di plastica segnaletica. In teoria, chiunque può andare lì e toccarla: anche dei bambini. Scenario della vicenda è stato un campo di grano in località Valle Superiore, una frazione di Zavattarello. Il terreno appartiene da sempre alla famiglia Giannini. Prima c’era il padre, Carlo Guglielmo: ora che il capostipite non c’è più, se ne occupa il figlio. «Avevo appena finito di arare il mio campo con il trattore - spiega Agostino Giannini - Alla fine, quando sono andato a controllare il lavoro, ho notato in uno dei solchi uno strano oggetto affusolato, abbastanza grosso. Mi sono avvicinato e ho visto che si trattava di una bomba d’aereo o di mortaio, che risaliva di certo alla seconda guerra mondiale. Tra me e mio padre abbiamo arato quel campo decine di volte, ma non è mai uscita fuori prima: vai a sapere perchè».
Giannini non ha toccato nulla e ha subito dato l’allarme alla forestale e ai carabinieri di Zavattarello, che poco dopo hanno raggiunto il posto, piuttosto isolato. E’ intervenuta anche la protezione civile di Romagnese. I militari hanno appurato che la bomba, benchè sporca e arrugginita, non presentava lesioni esterne tali da precluderne il funzionamento e c’era dentro ancora la spoletta: quindi poteva esplodere. La forestale e i carabinieri, quindi, non hanno potuto fare altro che segnalare la zona con un nastro di plastica bianco e rosso, richiedendo poi l’intervento degli artificieri che dovranno far brillare l’ordigno. “Dovranno”, al futuro. «Qui, infatti, non si è visto ancora nessuno - conferma il padrone del terreno - Dopo il primo momento, in cui sono venuti i forestali e i carabinieri, la bomba è rimasta lì. In teoria nessuno si può avvicinare, ma in realtà non c’è nessuno a controllare. Io non mi preoccupo più di tanto, anche perchè ho camminato su quel punto per anni. Però forse bisognerebbe risolvere il problema. Anche perchè, fino a quando non la portano via o non la fanno scoppiare, non posso lavorare lì vicino».
su twitter @paolofizzarotti

Fonte: http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2012/08/24/news/una-bomba-nel-campo-ma-nessuno-la-porta-via-1.5589675

Perchè la bonifica bellica

Operazione bomba in porto
Telefonini muti, aerei a terra

L'ora "x" sono le 9, quando cominceranno le operazioni di disinnesco della bomba, risalente alla seconda guerra mondiale, rinvenuta qualche settimana fa in porto, a Calata Bettolo, nella zona di San Benigno. Per sicurezza, già dalle 7 sarà sgomberata e delineata una "danger zone" dentro il porto, con un raggio di almeno 300 metri da dove si trova l'ordigno.

Diversi i disagi per i cittadini: sparirà il campo dei telefonini dalle 9 alle 12.45. Gli operatori interromperanno infatti il servizio, nel raggio di un chilometro, per evitare interferenze con le attrezzature utilizzate per disinnescare l'ordigno. Per evitare interferenze spente anche le trasmissioni tv e radio nel raggio di otto chilometri.

Tra le 7 e le 13, poi, sarà fermo il traffico aereo. Nessun velivolo potrà atterrare o decollare: i voli previsti, spiegano in aeroporto, subiranno ritardi o cancellazioni.

Limitazioni anche in mare: la navigazione sarà vietata nelle acque antistanti calata Bettolo per un raggio di 0,5 miglia nautiche.

Nessun vincolo invece al traffico ferroviario, che sarà regolare.

Non sarà necessario neppure sfollare persone; solo i dipendenti di due uffici che lavorano di domenica.

Fermo il traffico dei tir dentro il porto: chiusi i varchi sul lungomare Canepa.

Fonte: http://genova.repubblica.it/cronaca/2012/08/25/news/ordigno-41455819/

Perchè la bonifica bellica

Bomba in porto, Esercito in campo

Genova - Nulla si può escludere e nulla, per questo, è lasciato al caso. Il conto alla rovescia per la bonifica di Calata Bettolo è partito e la macchina che ruoterà attorno al lavoro degli artificieri è pronta: alle 9 in punto di domenica si parte per disinnescare l’ordigno sbucato dalla terra durante le operazioni di riempimento del nuovo terminal. E a quell’ora tutte le precauzioni, per impedire interferenze alla strumentazione dell’esercito, saranno già state adottate. Tra queste, per citare le principali, una dozzina di ripetitori tv spenti, telefonini muti in un raggio (medio) di un chilometro. Senza contare lo stop al traffico aereo e marittimo, l’alt ai treni merci gestiti da Fuorimuro in porto, la sospensione dell’energia elettrica da parte di Enel, e lo sgombero, in un raggio di 300 metri dal residuato bellico - la cosiddetta danger zone - di tutti gli edifici.
Una macchina imponente, quella messa a punto e dosata, passo passo, nelle righe di un’ordinanza siglata dal vicario della prefettura di Genova, Paolo D’Attilio. A tracciarne i confini sono state le richieste dei militari del 32° reggimento guastatori di Torino, che, dopodomani mattina, guideranno le operazioni. Un’ora e mezza la durata prevista e non sarà una passeggiata. Anche perché l’ordigno, lanciato da un bombardiere americano nell’agosto del 1944, è armato con due spolette, una delle quali ha risentito dell’azione delle ruspe che l’hanno sollevata dal terreno smosso e, poco dopo, depositata su una banchina.
In altre parole, rendere la bomba inerte potrebbe riservare qualche difficoltà in più. Tanto che la prefettura ha ordinato all’Autorità portuale di predisporre un cerchio di terra, attorno al luogo del “despolettamento”, per consentire che l’onda d’urto di un’eventuale esplosione si propaghi verso l’alto, invece che in direzione delle vicine infrastrutture portuali, su tutte le sensibilissime cisterne di calata Olii minerali.
La tabella di marcia modellata dalla prefettura prevede l’istituzione di una centrale operativa, con i rappresentati di tutte le istituzioni, negli uffici della capitaneria di porto. Gli sgomberi nella zona rossa scatteranno alle 7. Si tratta, in pratica, delle sedi di una serie di aziende che lavorano anche alla domenica. La guardia costiera impedirà il transito in un raggio di mezzo miglio marino, l’equivalente di 1.852 metri. Chiuso al traffico dei mezzi pesanti la confluenza tra lungomare Canepa, via di Francia, e il casello autostradale di Genova-Ovest. Interrotta anche l’erogazione dell’energia elettrica a bassa e media tensione, nelle immediate vicinanze della bonifica (nessuna conseguenza è prevista, quindi, nemmeno per le zone residenziali, nemmeno i quartieri più vicini), così come sempre soltanto in zona portuale sarà sospesa la fornitura di gas e acqua. Lo stop a tutte le attività scatterà anche per il terminal Sech.
Poco dopo gli artificieri “aggrediranno” la bomba. Essenzialmente, si tratta di rimuovere le spolette. E preparare la bomba, 500 libbre di peso (227 chilogrammi), per il trasporto altrove. Se tutto andrà per il verso giusto, entro le 10.30 una gru avrà caricato l’ordigno, a quel punto inoffensivo, su un camion. La polizia stradale a quel punto scorterà la bomba alla cava di Pallare, nei dintorni di Savona, già utilizzata, anche nel recente passato, per il brillamento di residuati della seconda guerra mondiale. Anche per quella zona, d’intesa con il prefetto di Savona, sono previste misure di sicurezza analoghe a quelle che saranno prese a Genova. L’impatto, tuttavia, sarà assai minore. sia perchè l’area è poco urbanizzata, sia per le caratteristiche - una sorta di conca - che proteggeranno le operazioni da gran parte delle interferenze elettromagnetiche.

Fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2012/08/24/APJPB4GD-bomba_esercito_porto.shtml

Perchè la bonifica bellica

Scalata esplosiva. Alpinisti trovano ordigno della Grande Guerra

A distanza di quasi cento anni dal primo colpo di cannone sparato sugli altopiani nel maggio del 1915, la Grande Guerra sulle nostre montagne non smette di far parlare di sé.
I ghiacciai si ritirano e spuntano cannoni, baracche, proiettili e talvolta persino resti umani. Ma anche dove il ghiaccio non c'è mai stato l'azione degli agenti atmosferici può svelare tracce inquietanti come bombe inesplose. Tanto più inquietante diventa poi il ritrovamento se avviene in un luogo che non permette deviazioni. È quanto è accaduto alla cordata composta dal veronese Eugenio Cipriani e dal vicentino Claudio Tessarolo. Al penultimo tiro di corda di una via che stavano aprendo sulla parete ovest del Sass de Stria, a 2500 metri sulle Dolomiti ampezzane presso il passo Falzarego, i due scalatori sono stati costretti ad oltrepassare un ordigno inesploso, ma ancora in perfetto stato di conservazione. Dentro un diedro-canale ripidissimo e scivoloso, il proiettile avrebbe potuto rotolare da un momento all'altro con conseguenze che avrebbero potuto anche essere letali.
Gran parte dei detonatori delle granate, dei proiettili e delle bombe a mano inesplose che ancora oggi si trovano sui campi di battaglia della Prima Guerra mondiale non funzionano più. Ma alcuni possono ancora scoppiare manifestando tutta la loro potenza distruttiva. È impossibile, però, stabilire a priori quale sia l'ordigno ancora potenzialmente pericoloso e quale no. Bisogna trasportare il reperto in un luogo sicuro e bisogna poi che mani esperte di artificiere smontino l'ordigno o lo facciano brillare. Un lavoro lungo e difficile. Davanti alla bomba i due scalatori avevano due sole possibilità: rinunciare alla salita e ridiscendere in corda doppia alla base della montagna, oppure oltrepassarla e raggiungere la cima. La scelta è caduta sulla seconda ipotesi. I due, quindi, hanno dovuto agire con molta prudenza e grande delicatezza di movimenti per evitare non solo di smuovere l'ordigno ma anche, una volta oltrepassatolo e fotografato, di farvi incidentalmente cadere sopra qualche pietra.
Per questa volta tutto è andato nel verso giusto ma il proiettile, a giudizio di Tessarolo e Cipriani, meriterebbe di essere recuperato e bonificato. Un violento temporale potrebbe infatti smuoverlo e, dalla posizione in cui si trova, cadrebbe fino alla base della parete dove corre un sentiero un tempo poco noto, ma che recentemente è stato risistemato e segnalato allo scopo di promuoverne la frequentazione. Ed una bomba a due passi da un sentiero sarebbe veramente pericolosa. Sempre sulla ovest del Sass de Stria una decina di anni prima lo stesso Cipriani, assiduo frequentatore delle pareti attorno al passo Falzarego, all'ultimo tiro di corda di una via di scalata aveva rinvenuto una bomba a mano. Anche in questo caso l'ordigno era in ottimo stato di conservazione.

Roberto Luciani

Fonte: http://www.larena.it/stories/Home/395926_scalata_esplosiva_alpinistitrovano_bomba_della_grande_guerra/

Perchè la bonifica bellica

Anzio: ritrovato ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale

9 agosto 2012

Una bomba sganciata da un aereo Usa nella seconda guerra mondiale è stata ritrovata ad Anzio, in località Santa Teresa, all’interno di un lotto incolto tra via Anteo e via delle Roselle, durante il corso di alcuni lavori. L’ordigno di 500 libbre è armato con una spoletta anteriore e una spoletta posteriore. Le operazioni di disinnesco della bomba, ovvero il suo dispolettamento, avverranno quanto prima sul luogo del ritrovamento cui seguirà il trasporto in un’area idonea al brillamento dell’ordigno. L’area è già stata perimetrata e transennata per motivi di sicurezza. Presto altri aggiornamenti.

Fonte: http://www.inliberuscita.it/cronoca/13813/anzio-ritrovato-ordigno-bellico-della-seconda-guerra-mondiale/

Perchè la bonifica bellica

Ordigno bellico in poarto, la città si ferma

di Alberto Maria Vedova

Genova - Terminal portuali bloccati, stop al traffico aereo, semaforo rosso per le navi - traghetti e navi da crociera compresi - ed evacuazione per tutti entro un raggio che, attendendo i rilievi degli artificieri, non si può ancora indicare. C’è una bomba da 500 libbre, un residuato bellico che ha dormito per settant’anni e ora giace solitario nel cuore del porto di Genova, con cui bisogna fare i conti.
Uno dei tanti ordigni lanciati dagli aerei alleati su Genova e le riviere, sepolti nel cuore della terra, che ora gli scavi per la realizzazione di Calata Bettolo hanno riportato alla luce. Impossibile proseguire il cantiere, fermo ormai da qualche giorno, improponibile anche togliere di mezzo la bomba con procedure “leggere”. Bisognerà fermare tutto, portare i 227 chili di acciaio altrove e farla brillare.
Quando e come. Il nodo, ancora più delicato in piena estate, sta tutto qui. A condurre le danze è la prefettura di Genova, e in particolare a coordinare le operazioni è il vicario Paolo D’Attilio, titolare anche della Protezione civile. Lo stesso uomo che aveva gestito, nel corso del 2011, la rimozione di tre bombe inesplose a Recco. Per l’ultima, un ordigno da mille libbre, era stato necessario allontanare 5 mila persone.
È verosimile che, questa volta, non sia necessario arrivare a tanto, se non altro perché la zona in cui adesso riposa la bomba non è immediatamente a ridosso delle abitazioni. Ma la riserva sarà sciolta soltanto nei prossimi giorni, quando arriverà in prefettura una relazione tecnica da Piacenza, dove ha sede il 2° reggimento genio pontieri dell’esercito. Nella sostanza, gli esperti di esplosivi dovranno approfondire le caratteristiche della bomba e stabilire in questo modo quanto sarà la distanza di sicurezza da mantenere durante la bonifica.

Fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2012/08/10/APj3ho9C-bomba_citta_porto.shtml

Perchè la bonifica bellica

Otranto grosso ordigno bellico in mare, effetuato brillamento

(8 agosto 2012) OTRANTO – Nel corso della giornata di ieri sono state effettuate le operazioni di brillamento in mare di una grossa mina, residuo bellico presumibilmente della 2^ guerra mondiale, sotto il coordinamento della Sala Operativa della Guardia Costiera di Otranto.

L’ordigno, individuato qualche giorno fa durante le prospezioni obbligatorie per la posa di una condotta fognaria da parte del Comune di Otranto, è stato rinvenuto, imbracato e trasferito in zona di sicurezza dagli uomini del Servizio Difesa Antimezzi Insidiosi di Taranto, chiamati a svolgere il delicato lavoro per mezzo di speciali palloni.
Al momento del ritrovamento, appena sotto la superficie sabbiosa a 28 metri di profondità, nella zona di mare a circa 1000 metri al largo del faro di Otranto, esso risultava ben conservato e del tipo “P 200”, all’epoca largamente utilizzato come mina di tipo navale (diametro 1,2 m e peso compreso tra i 50 e i 100 kg).
L’ordigno è stato quindi fatto esplodere a circa 2 miglia dalla costa, all’altezza del faro, ad una profondità di 58 metri mediante il posizionamento sullo stesso di una cosiddetta “contro carica” esplosiva.
Le operazioni si sono svolte con successo, grazie all’impiego di due mezzi (un battello pneumatico e la motovedetta CP518) ed una dozzina di militari, nonostante le cattive condizioni del mare.

Fonte: http://lecce.ilquotidianoitaliano.it/dalla-provincia/2012/08/news/otranto-grosso-ordigno-bellico-in-mare-effettuato-brillamento-32629.html/

Perchè la bonifica bellica

Dozza, spunta ordigno bellico: al via disinnesco, evacuata intera area

07/08/201

Una bomba di 500 libbre è stata rinvenuta durante dei lavori di ristrutturazione all'interno dell'azienda "Cantine Brusa", lungo la via Emilia all'altezza del chilometro 82, nel Comune di Dozza. L'ordigno bellico è risultato inesploso, sarà dunque necessario avviare le operazioni di disinnesco, che avranno il via il prossimo 19 agosto. Coinvolti nell'operazione di dispolettamento, trasporto e brillamento, il Reggimento Genio Ferrovieri di stanza a Castel Maggiore (Bologna). Dozza, bomba a La "Cantina Brusa" : il 19 agosto disinnesco
„MODALITA' DISINNESCO, AVVERTENZE PER I RESIDENTI. Per le operazioni e' stata definita un'area di sgombero ("Danger Zone 1") che si estende per un raggio di 400 metri dalla bomba che copre un territorio in cui ricade parte del Comune di Dozza (lato Ovest) e parte del Comune di Imola (lato Est), ma tratti della via Emilia lato oltre che di altre strade. All'interno di questa area sara' fatta evacuare tutta la popolazione residente: 124 persone (non ci sono fra loro dei disabili), di cui 98 di Dozza e 26 Imola. Per chi non sa dove traslocare durante le fasi del disinnesco ci sara' un punto di accoglienza coperto nel Centro sociale Zona Orti di via Chiusure a Toscanella, aperto dalle 7.30 fino a cessate esigenze e sara' al servizio anche dei residenti nel Comune di Imola. Avra' anche un presidio sanitario per le persone non autosufficienti o ammalate. I Comuni di Dozza e Imola si faranno carico di accompagnare anziani, disabili e chi non puo' spostarsi da solo.

Le operazioni di bonifica dell'ordigno inizieranno alle 8.30: il despolettamento durera' un'ora, il brillamento richiedera' invece 120 minuti. In piu' ci sono i tempi necessari per il trasporto al luogo di brillamento. Questo significa che la popolazione sara' evacuata dalla "Danger Zone 1" a partire dalle 7.30, fino presumibilmente alle 10.15-10.30 circa, mentre dalle 8 sara' chiusa la viabilita' ordinaria nella zona interessata. Dalle 8, fino indicativamente alle 10-10.15 sara' quindi interrotto il collegamento fra Imola e Toscanella lungo la via Emilia, cosi' come la viabilita' lungo le strade all'interno dell'area di sgombero. L'area per il brillamento, la "Danger Zone 2", ha un raggio minimo di 300 metri dal punto di brillamento.
In via Calanco, all'incrocio con la via Emilia, a Toscanella, sara' posizionata sia un'ambulanza del 118 con personale medico sia una autobotte con relativa squadra per emergenza antincendio e primo soccorso dei Vigili del fuoco. Tper adeguera' il servizio di trasporto pubblico tenendo conto dell'interruzione del traffico dalle 8.15 sino. Tutti gli interventi sono coordinati da una Unita' di vrisi, che sara' attiva al Comune di Dozza dalle 7.30 fino a cessate esigenze.

Fonte: http://www.bolognatoday.it/cronaca/bomba-dozza-via-emilia-disinnesco-19-agosto.html

Perchè la bonifica bellica

Monterchi, scopre nel proprio terreno un ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale

Imprenditore agricolo scopre una bomba nel proprio terreno mentre è intento ad arare. Quello che è accaduto nei giorni scorsi a Monterchi - per la precisione nella località di Pantaneto - ha dell'incredibile e ha lasciato per alcuni secondi con il fiato sospeso anche l'agricoltore. L'uomo, un pensionato residente in zona, stava eseguendo i lavori di routine previsti nel terreno in questo periodo dell'anno, quando si è accorto di aver colpito – per sbaglio, ovviamente – un residuo bellico inesploso, esattamente un pezzo di mortaio risalente alla Seconda Guerra Mondiale. L'uomo, alla vista dello strano oggetto, per un attimo è rimasto basito, non sapendo cosa fare. Nel giro di breve tempo, l'agricoltore ha allertato immediatamente i carabinieri della Stazione di Monterchi che, una volta appurato di cosa si trattasse, hanno avvertito la sezione degli artificieri dell'Arma di Bologna, i quali sono intervenuti giovedì mattina per disinnescare l'ordigno. Non è la prima volta che nelle zona di Monterchi viene ritrovato un residuo bellico: nell'ottobre dello scorso anno, infatti, un agricoltore nel campo di tabacco da lui stesso gestito – ubicato nei pressi della frazione di Le Ville - aveva rinvenuto un oggetto simile a quest'ultimo, probabilmente di origine inglese. Ritornando all'ultimo caso, però, gli artificieri di Bologna sono giunti in Valcerfone attorno alle 11.00 dell'altro ieri con i propri mezzi, insieme ad alcune auto dei carabinieri e a un'ambulanza. Immediatamente sono iniziate le varie procedure: per prima cosa, è stata messa in sicurezza l'intera area, poiché nel raggio di qualche chilometro sono presenti anche degli stabilimenti produttivi e delle abitazioni. Quaranta minuti dopo circa, l'ordigno è stato fatto brillare: un forte boato ha messo fine per sempre a quello che, se non individuato per tempo, sarebbe potuto risultare un vero e proprio rischio per l'intera popolazione di Monterchi.

Fonte: http://www.saturnonotizie.it/news/leggi/50081/Monterchi-scopre-nel-proprio-terreno-un-ordigno-bellico-della-Seconda-Guerra-Mondiale.html

Perchè la bonifica bellica

Capri, presunto ordigno in fondali Grotta bianca

Napoli, 4 ago. - (Adnkronos) - E' stato rinvenuto, nei fondali antistanti la localita' Grotta bianca di Capri, un presunto ordigno bellico inesploso, segnalato da un subacqueo locale mentre effettuava immersioni. Adagiato ad una profondita' di circa 15 metri e a 50 metri dalla costa, il presunto proiettile da contraerea ha una lunghezza di 40 cm e 15 cm di larghezza. Il comandante dell'Ufficio circondariale marittimo di Capri, Alessandro Sarro, ha attivato immediatamente le procedure previste interessando gli organi istituzionali competenti per pianificare le operazioni di bonifica.

Contestualmente, la Circomare di Capri ha emanato un'ordinanza di interdizione a tutte le attivita' di superficie e subacquee dello specchio d'acqua nel raggio di 200 metri dal punto in cui si trova l'ordigno, con l'obbligo per le associazioni, organizzazioni e societa' interessate di esporre l'ordinanza "in un luogo ben visibile all'utenza nonche' di darne conoscenza ai propri associati e clienti".

Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Campania/Capri-presunto-ordigno-bellico-in-fondali-Grotta-bianca_313570307544.html

Perchè la bonifica bellica

Ordigno trovato in un cantiere per inceneritore

di DIEGO LONGHIN

A causa del ritrovamento di un ordigno bellico il cantiere per la costruzione dell'inceneritore del Gerbido è stato bloccato e isolato. Tutti gli operai sono stati allontanati. Ora sono al lavoro gli artificieri per capire e stimare la pericolosità della bomba, inglese, che risale alla seconda guerra mondiale.

In serata vertice in prefettura a Torino per capire come intervenire: se disinnescare l'ordigno in loco o trasportarlo altrove per farlo brillare. Gli operai hanno trovato nella tarda serata di ieri la bomba scavando un cunicolo di due metri davanti al mega camino del futuro impianto, nell'area del cantiere tra lo scalo di Orbassano e la zona di Mirafiori.

Fonte: http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/08/03/news/ordigno_all_inceneritore_isolata_l_area_del_gerbido-40300749/

Perchè la bonifica bellica

Rinvenuto un residuato bellico tra Donnalucata e Marina di Ragusa

31/07/2012
Nel corso dei servizi di prevenzione e controllo lungo la fascia costiera ragusana, personale della Squadra Nautica della Polizia di Stato ha segnalato, a circa duecento metri dalla costa, la probabile cospetto di un ordigno nello specchio di mare tra Donnalucata e Marina di Ragusa. Il personale, con le strumentazioni e con l’eco scandaglio in dotazione al proprio natante, ha calcolato le coordinate e l’esatta posizione, sul fondale marino, ove sarebbe adagiato il residuato bellico della seconda guerra mondiale, che si troverebbe ad una profondità di circa 5 metri.
Immediatamente la Questura di Ragusa ha attivato la procedure per le eventuali operazione di rimozione. La “Volante del mare” sta effettuando un costante pattugliamento lungo tutta la fascia costiera della provincia per il controllo e contrasto dell’immigrazione clandestina, realizzando, nel contempo, una attenta vigilanza in mare degli obiettivi sensibili, nonché di ordine e soccorso pubblico e garantendo, in tal modo, la sicurezza dei bagnanti, affinché possano godere in tutta tranquillità degli spazi nelle acque antistanti le spiagge.

Fonte: http://www.radiortm.it/2012/07/31/rinvenuto-un-residuato-bellico-dal-personale-della-squadra-nautica-della-polizia-di-stato-tra-donnalucata-e-marina-di-ragusa/

Perchè la bonifica bellica

Un ordigno bellico sul portocanale

Di Annarita Bova

01 agosto 2012
PORTO GARIBALDI
. «Abbiamo trovato una bomba sul Portocanale». La telefonata è arrivata ieri mattina attorno alle 7 direttamente ai carabinieri di Comacchio. Un ordigno bellico, risalente alla Seconda guerra mondiale, si è “materializzato” sulla banchina del Porto, all’altezza delle vecchie scuole elementari e ad accorgersi dello stesso un turista che stava passeggiando. Ora, che in fondo al nostro mare così come nelle campagne o comunque sotto terra ci siano ancora diverse bombe inesplose non è certo una novità. Quello che in tutta questa vicenda colpisce è che qualcuno ha ben pensato di lasciare un’arma così pericolosa sotto al sole, in un luogo pubblico molto frequentato e soprattutto vicino alla colonnina del rifornimento per le imbarcazioni.
Una volta sul posto, i carabinieri di Comacchio hanno avvertito immediatamente gli uomini della Capitaneria di porto e quindi gli agenti della polizia municipale i quali hanno fatto arrivare transenne, nastro rosso e grossi sacchi di sabbia per delimitare una buona parte dell’area considerato che diversi curiosi, nonostante gli inviti a restare lontani, hanno continuato ad avvicinarsi e a scattare qualche foto. Su chi sia stato a ritrovare l’ordigno e ad abbandonarlo sul Porto, al momento nessuna traccia. Si pensa, comunque, a qualcuno che è andato a pescare durante la notte, incurante del fermo pesca, e che si sia ritrovata la bella “sorpresa” incastrata nelle reti e non potendo denunciare le cosa perché in quel momento irregolare, per paura di una bella contravvenzione ha ben pensato di depositare la bomba a due passi da bar, case e imbarcazioni.
Mentre le forze dell’ordine portano avanti tutte le indagini del caso, gli uomini della polizia municipale hanno presidiato l’area per tutta la mattina, per lasciare posto poi alla Guardia di finanza ed alla Capitaneria di porto. L’ordigno verrà fatto brillare nella giornata di oggi dagli artificieri di Bologna. Intanto se qualcuno dovesse mai ritrovarsi un una situazione simile, si raccomanda di abbandonare l’eventuale ordigno dalla parte opposta del Portocanale, all’altezza della Darsena dove non ci sono abitazioni e dove le persone non possono accedere. E quindi, anche con una telefonata anonima, avvertire immediatamente le forze dell’ordine.

Fonte: http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2012/08/01/news/un-ordigno-bellico-sul-portocanale-1.5486325

Il mio commento

LA BOMBA IN BANCHINA

Non ha torto la dott.ssa Annarita Bova giornalista de La Nuova Ferrara, infatti i nostri fondali (ma non solo) sono colmi di residuati bellici di ogni tipo, genere e caricamento. Qualcuno pensa che conclusa la seconda guerra mondiale in Italia, molte munizioni non utilizzate siano state scaricate tra Adriatico e Tirreno. Da sempre questo portale evidenzia lo stesso problema in terraferma. L’ultima guerra tra operazioni di bombardamento, avanzamenti, ritirate militari colma il paese di residuati bellici, comprese le già micidiali “mine”. Oggi la notizia per mezzo de “la Nuova Ferrara: un villeggiante, un turista di passaggio, quest’ultimo scorge il perverso manufatto a ridosso di una banchina di Porto Garibaldi nei pressi d’alcune scuole elementari e udite, udite, accanto ad una colonnina per rifornire le imbarcazioni. L’uomo intuisce il momento di grande pericolo, non perde tempo, telefona immediatamente ai Carabinieri di Comacchio. I militari tempestivamente sono sul luogo, increduli identificano il residuato bellico. E’ una bomba d’aereo risalente la seconda guerra mondiale. La recintano, creano aree di sicurezza, la piantonano, allontanano le folle di curiosi, contemporaneamente i Carabinieri tentano di spiegarsi in quale modo la bomba abbia raggiunto il piccolo molo. Non è possibile spostare una bomba d’aereo a mani nude. E’ troppo pesante, fosse pure da 100 libre. Questo particolare dovrebbe escludere la teoria del pescatore, dei pescatori. Non solo, un residuato bellico sommerso in mare da tanti anni muta aspetto, l’involucro si ricopre di piccole alghe, sassolini, sabbia e tanto altro. Altra sembianza assume la bomba se rinvenuta nel sottosuolo del luogo: un corpo sporco, unto di qualcosa di simile all’argilla. Anche in questo caso non sarebbe possibile spostare l’ordigno senza l’aiuto di un mezzo meccanico o idraulico.

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

Ordigno bellico rinvenuto ad Olbia

27/07/2012

OLBIA - Giovedì pomeriggio, in via Logudoro a Olbia, nei pressi dell’ex deposito di artiglieria, è stato rinvenuto un ordigno bellico. Si tratta di una bomba di aereo inesplosa, risalente alla 2^ guerra mondiale.

Il ritrovamento casuale è stato effettuato dall’operaio di un’impresa di movimento terra di Cabras, mentre manovrava una ruspa durante i lavori di sistemazione degli argini del Rio Gadduresu.

Sul posto sono giunti i carabinieri artificieri del Comando Provinciale di Nuoro che hanno messo in sicurezza la zona, in attesa dell’intervento degli esperti del Genio militare di Macomer. Per precauzione è stato chiuso al traffico il sovrastante cavalcavia tra via V. Veneto e via Roma.

Fonte: http://notizie.alguer.it/n?id=50642

Il mio commento

LA BOMBA AD OLBIA: STORIA E TEMPI DA RISPETTARE

Premesso che in questo preciso momento storico irto di numerose difficoltà economiche, puntualizzare quali dovrebbero essere le condotte da perseguire in fase di scavo edilizio (e non solo) per non incorrere nel rischio d’incocciare un residuato bellico potrebbe sembrare banale, ma così non è. Infatti nessuna recessione giustifica scavi, scatolari, trincee, senza una bonifica bellica preventiva, ancora peggio se codesti lavori si effettuano nei pressi di ex depositi o polveriere militari in uso alla prima o Seconda Guerra Mondiale. Naturalmente queste righe sono orientate nei confronti della bomba d’aereo rinvenuta ad Olbia, in pieno centro urbano, nei pressi di un ex deposito militare, a qualche centinaio di metri sia dal fascio ferroviario sia da Via Redipuglia, una bellissima strada la quale oltre ad essere frequentatissima è la via di comunicazione (lungomare) che conduce al vicino porto della città. Il tutto documentato da un lancio Ansa del 27 luglio 2012 il quale spiega come un lavorante della ditta (…) comandato a riordinare, risistemare due argini del Rio Gadduresu, nel pomeriggio del 26 (a poche ore dal rientro a casa) per mezzo del mezzo meccanico incappa un tremendo ostacolo. L’uomo è stato risparmiato da una bomba d’aereo residuato dei bombardamenti dell’estate 1943. Olbia durante la seconda guerra mondiale è stata colpita in ogni luogo, sia militare, sia civile. La struttura portuale era strategicamente fondamentale, l’isola riceveva rifornimenti da Civitavecchia, Livorno e Genova. Ma torniamo al rinvenimento occasionale del 26 luglio, mi chiedo, ci dovremmo chiedere: questa crisi giustifica la non inclusione della bonifica sistematica prima di eseguire scavi edili ? Come può essere possibile per un progettista di Salerno, (…) Olbia non includere nel progetto competente il rischio bellico? In questo caso è stata commessa una grave leggerezza a scapito della sicurezza sul lavoro e non solo (una bomba in città). La proprietà o chi gestisce in questo caso il corso d’acqua, luogo del rinvenimento non ha minimamente pensato a tutto ciò che ha patito la città nel corso dell’ultima guerra? La presenza dell’ex deposito militare? Da non credere ma è così. Forse committente, DL, responsabili alla sicurezza inconsapevolmente hanno confuso storia della città con tempi da rispettare a tutti i costi. Attenzione e che nessuno possa credere che il pericolo sia impercettibile: “il 21 luglio a Treviso un uomo ha subito numerosi danni fisici per aver volutamene provocato l’esplosione di un piccolo (7.35) residuato bellico”. Non solo, l’esplosione del 19 luglio di una bomba a causa di un rogo tra i campi di Venafro.
Immaginate l’esplosione di una bomba d’aereo (Fermo, Ostiglia docet…)

Alla prossima bomba

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

Indagine 40814

Il booktrailer del romanzo thriller "Indagine 40814" di Luca Valente (Attilio Fraccaro Editore, 2011). Video: Francesco Sandonà. Musiche: Alessandro Casula. [versione standard (3 min. circa). In lavorazione la versione lunga (10 min. circa)].

Fonte: http://www.lucavalente.it/indagine40814/

Perchè la bonifica bellica

Bomba nel parco Nicholas Green

25/07/2012
Ha portato il figlio a giocare nel parco, quando incredulo, a pochi metri da loro ha visto un oggetto metallico spuntare da un cespuglio. Insospettito ed allarmato ha allertato la polizia: si trattava di una bomba a mano 'Oto'. Ennesimo ordigno bellico, rinvenuto casualmente per le vie della città.
A fare la scoperta un papà bolognese, ieri pomeriggio ai giardini Nicholas Green, vicino via della Certosa. Sul luogo sono intervenuti gli artificieri del Genio ferrovieri dell'Esercito, che hanno prima delimitato la zona, poi hanno prelevato l'ordigno che è stato depositato in un'area demaniale in attesa di essere fatto brillare.

Fonte: http://www.bolognatoday.it/cronaca/bomba-parco-Nicholas-Green-certosa.html

Perchè la bonifica bellica

I roghi fanno esplodere un ordigno bellico

19/07/2012 - VENAFRO

Vasto incendio, dalle 10 di stamani, tra Venafro e Conca Casale. Sul posto in azione 4 squadre della protezione civile regionale, una dei Vigili del Fuoco e una del Corpo Forestale dello Stato con due elicotteri della Protezione civile regionale. Alle 13,45, in quest’area, contrada Le Sode per la precisione, durante le fasi di spegnimento le fiamme hanno fatto scoppiare un ordigno bellico. L’esplosione, fortunatamente, non ha arrecato danni a cose o persone. L’area è stata perimetrata, verificata e bonificata. Tutto il territorio interessato dall’incendio è attualmente in fase di bonifica.
Una ventina fino a questo momento gli interventi, sparsi sull’intero territorio regionale. Il rogo più preoccupante ed esteso quello a San Martino in Pensilis, che non è stato ancora domato. Sull’area, coordinate dalla S.O.U.P (Sala Operativa Unificata Permanente) sono ancora al lavoro in maniera ininterrotta da stamani le squadre dei Vigili del Fuoco, della Forestale e della Protezione civile con un elicottero della Protezione civile regionale.

Fonte: http://www.informamolise.com/ultime-notizie/92124-venafro-conca-casale-il-rogo-fa-esplodere-un-ordigno-bellico

Perchè la bonifica bellica

Stelvio, Monte Scorluzzo: artificieri in azione per un ordigno della prima guerra mondiale

Ancora ritrovamenti bellici sulla linea del fronte della Grande Guerra nei dintorni dello Stelvio. Stavolta si tratta di un ordigno, evidentemente inesploso, rinvenuto nell’area dello Scorluzzo che è particolarmente ricca di reperti e tracce della prima guerra mondiale e per questo motivo sempre molto frequentata.

Proprio per questo motivo, per evitare ogni possibile rischio ai tanti visitatori, è stato deciso di intervenire per mettere l’area in completa sicurezza. Come ci ha comunicato il sindaco di Bormio, Giuseppe Occhi, l’operazione di bonifica verrà messa in atto nella giornata di mercoledì 25 luglio 2012 con esperti artificieri che provvederanno a far brillare l’ordigno bellico rinvenuto nella zona Filon del Mot – Monte Scorluzzo.
Un intervento per il quale è stata deciso per tutta la giornata il divieto di accesso a questa area (transitando sia dal Passo dello Stelvio sia dalla II o III Cantoniera) ed il sorvolo della zona stessa.
Analoga operazione è stata annunciata per il 26 luglio 2012, questa volta in territorio di Valfurva e più precisamente nell’area del ghiacciaio Dosegù. Al riguardo il sindaco di Valfurva Angelo Cacciotto ha disposto con una propria ordinanza il divieto di accesso nell’area interessata dalle operazioni per un raggio di 1.500 metri dal punto di intervento degli artificieri.

Fonte: http://www.altarezianews.it/2012/07/23/stelvio-monte-scorluzzo-artificieri-in-azione-per-un-ordigno-della-prima-guerra-mondiale/

Perchè la bonifica bellica

Operai di Hera trovano 15 ordigni bellici

20/07/2012 - IMOLA

Allo spuntare di residuati bellici siamo abituati, un po’ meno se si tratta di ben quindici proiettili di artiglieria da circa cinquanta chili l’uno, lunghi 55 centimetri con un diametro di 15, più qualche candelotto e formella di tritolo. Questa invece è la singolare scoperta fatta da alcuni operai di Hera che nella mattinata di mercoledì 11 luglio stavano scavando per posizionare delle tubature sulle colline imolesi, in via Suore, non lontano dall’incrocio con via Montecatone. Tra un colpo di benna e l’altro sono emerse le bombe risalenti alla Seconda guerra mondiale. Immediata la telefonata al Commissariato. Sul posto si sono precipitati il dirigente Sergio Culiersi e gli artificieri. Mentre gli agenti transennavano la zona, gli artificieri hanno messo in sicurezza gli ordigni. Vista la vicinanza con la Linea Gotica, con tutta probabilità si tratta di materiale lasciato dai tedeschi durante la ritirata del 1944, magari in previsione di un attentato per rallentare l’avanzata alleata. Non è la prima volta che in un cantiere di Hera si scoprono ordigni bellici. Un mese fa, durante la posa di nuovi tubi del gas in via Busa, tra via Remondino e via Piratello, fu trovata una bomba inesplosa.

Fonte: http://www.sabatosera.it/index.php/operai-di-hera-trovano-quindici-ordigni-bellici-81284/

Perchè la bonifica bellica

Esplode ordigno bellico: ferito un uomo

MARINA DI GROSSETO - Aveva una passione per le vecchie munizioni del tempo della guerra che cercava nei campi un tempo terreno di battaglia. Un uomo di 53 anni di Marina di Grosseto è rimasto seriamente ferito, nel primo pomeriggio di oggi, mentre, nella sua abitazione stava sistemando la sua collezione di munizioni.
L’uomo è stato trasferito all’Ospedale Misericordia di Grosseto. Sull’incidente sono in corso le indagini dei Carabinieri di Grosseto.

Fonte: http://www.ilgiunco.net/2012/07/14/esplode-ordigno-bellico-ferito-un-uomo/

Perchè la bonifica bellica

FANNO IL BAGNO NEL PIAVE E TROVANO UNA BOMBA

SERNAGLIA DELLA BATTAGLIA - Fanno il bagno nel Piave e scoprono un ordigno bellico della prima guerra mondiale.
E' successo qualche giorno fa a Falzè di Piave. Tre ragazze avevano deciso di fare il bagno nel fiume sacro alla patria e per raggiungere l'altra sponda hanno iniziato a camminare sul greto. Ed è qui, tra i sassi, che hanno notato l'enorme bomba di cannone. Le ragazze hanno dato subito l'allarme e chiamato la polizia locale di Sernaglia della Battaglia.
Sul posto gli agenti hanno transennato l'area e fatto rimuovere l'ordigno, che ora attende di esser fatto brillare dagli artificieri.

Fonte: http://www.oggitreviso.it/fanno-bagno-nel-piave-trovano-una-bomba-49473

Perchè la bonifica bellica

La bomba al Crescent? Non è seria
Visita di 100 architetti nella «zona rossa»

SALERNO - La prima cosa che viene in mente nel mettere a confronto la bomba rinvenuta nell'area del Crescent con quella che tenne Salerno con il fiato sospeso, quattro anni fa, è un celebre aforisma di Carlo Marx: «la storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa». Se nel 2008 infatti il ritrovamento dell'ordigno bellico ebbe una cadenza quasi da psicodramma collettivo, con la gente realmente impressionata dall'ipotesi esplosione, stavolta ci troviamo di fronte ad una situazione quasi da commedia all'italiana. Vediamo perchè. Anzitutto non è ancora ben chiaro perchè siano trascorse ventiquattr'ore e più dal momento in cui la bomba è stata ritrovata, giovedì alle 16.30, al momento in cui è scattata la vera e propria emergenza (comunicato della Prefettura delle ore 19.37 di venerdì).

L'ESCURSIONE - In questo lasso di tempo si colloca, venerdì mattina, l'escursione, assolutamente incosciente (nel senso che non sapevano) di cento architetti provenienti da tutt'Italia proprio nel cantiere di piazza della Libertà, in quella che a tutti gli effetti già doveva essere «zona rossa». Ma c'è un altro elemento che deve far riflettere: ieri mattina a poche decine di metri dal luogo del ritrovamento, sulla spiaggia di Santa Teresa, la gente prendeva tranquillamente il sole. Ma allora è pericoloso o non è pericoloso stare nei paraggi della bomba? E se da una parte gli esperti, parlando di spoletta a rilascio ritardato, lasciano intendere che le operazioni di disinnesco saranno più complicate di quattro anni fa, dall'altra c'è il sindaco De Luca che invita ad evitare allarmismi. La gente ha altro a cui pensare: il trasporto pubblico ormai definitivamente morto, Minosse che non dà tregua, il ritorno della Salernitana. La bomba, con questi chiari di luna, rischia di far solo ridere. E' una bombetta.

Gabriele Bojano

Fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2012/9-luglio-2012/bomba-crescent-non-seriavisita-100-architetti-zona-rossa-201929214370.shtml

Seguirà commento...

Perchè la bonifica bellica

Ordigno bellico nel cassonetto
Ecocentro chiuso d'urgenza

09/07/2012
Peschiera. Isola ecologica chiusa dopo il ritrovamento all'interno del container destinato alla raccolta del ferro di una bomba da mortaio di circa 15 centimetri risalente alla seconda guerra mondiale e inesplosa, cioè perfettamente integra. L'ecocentro rimarrà chiuso sino alla bonifica che dovrà essere fatta dagli artificieri, attesi per un sopralluogo già oggi. Ignoto l'autore o gli autori del gesto che poteva avere conseguenze anche gravi e che sono state evitate grazie al controllo regolarmente svolto dagli addetti in servizio alla struttura.
«Chiunque sia stato ha compiuto una leggerezza inaudita», dice l'assessore Valter Carletti, «perché questo tipo di container viene svuotato con il cosiddetto ragno, ovvero quella specie di grande pinza che preleva il ferro, lo solleva e lo fa cadere nel contenitore del mezzo di trasporto. Un'operazione nella quale questo ordigno, che si presenta esternamente intatto, per quanto vecchio di sessant'anni, poteva esplodere. Meno male che il personale addetto all'ecocentro verifica tutti i giorni lo stato dei vari container».
Dopo il ritrovamento è stato lo stesso personale a contattare la polizia locale e gli amministratori comunali. Fatto il primo sopralluogo, gli agenti hanno immediatamente chiuso con transenne l'isola ecologica. Completati gli accertamenti, il sindaco Umberto Chincarini ha firmato l'ordinanza «contingibile e urgente» di chiusura. Il provvedimento è stato trasmesso, oltre che al Comando della polizia locale, anche alla Prefettura di Verona, Compagnia e Stazione dei carabinieri di Peschiera del Garda e alle aziende interessate all'attività dell'ecocentro.
«Per garantire la piena sicurezza dell'area abbiamo chiuso anche la strada laterale che da Borgo Secolo va verso il campo sportivo perché sappiamo che in questa stagione viene spesso utilizzata dai ragazzi che partecipano ai grest estivi», precisa l'assessore. «Attendiamo l'arrivo degli artificieri che speriamo possano intervenire subito, perché in estate la presenza di turisti e dei proprietari delle seconde case aumenta inevitabilmente la mole di lavoro dell'ecocentro. Per questo contiamo di poterlo riaprire al più presto». Se tutto andrà bene, forse già oggi. G.B.

Fonte: http://www.larena.it/stories/dalla_home/384200_ordigno_bellico_nel_cassonetto_ecocentro_chiuso_durgenza/

Perchè la bonifica bellica

Trovato ordigno della Seconda Guerra Mondiale

SALERNO - Un ordigno bellico, risalente alla seconda guerra mondiale, è stato trovato a una profondità di dieci metri nel cantiere del Crescent, il progetto di riqualificazione urbano di Salerno,oggetto di numerose contestazioni da parte degli ambientalisti.Sul posto i carabinieri, con gli speciali reparti degli artificieri e gli artificieri dell'Esercito, per effettuare una prima ricognizione. Da quanto si è appreso la bomba, sganciata da un aereo, peserebbe 500 libre e sarebbe munita di due spolette, proprio come quella disinnescata qualche anno fa nel centro di Salerno in via Rafastia, dove fu necessario evacuare la popolazione nel raggio di un chilometro. E' stata convocata una riunione del Centro Coordinamento Soccorsi in Prefettura al quale partecipano, oltre al vice prefetto vicario Giovanni Cirillo e il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, anche i massimi esponenti delle forze dell'ordine provinciali e i rappresentanti del Genio di Caserta con gli esperti artificieri.

Fonte: http://www.campanianotizie.com/cronaca/salerno/28452-trovato-ordigno-bellico-della-ii-guerra-mondiale.html

Perchè la bonifica bellica

26 ordigni bellici in bosco vicino alla A1

(ANSA) - FIRENZE, 06 LUG - Sono 26 le bombe di mortaio risalenti alla seconda guerra mondiale che sono state ritrovate oggi in un bosco a 50 metri dell'autostrada A1, nel tratto compreso tra Barberino del Mugello e Roncobilaccio. La scoperta e' stata fatta alle 15,30 da un cercatore di funghi. Sul posto polizia stradale e artificieri della polizia, che hanno disinnescato i residuati bellici e li hanno trasportati in una cava dove saranno fatti brillare in sicurezza nei prossimi giorni. Le operazioni non hanno causato disagi al traffico.

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/toscana/2012/07/06/26-ordigni-bellici-bosco-vicino-1-disagi-traffico_7154193.html

Perchè la bonifica bellica

Costa, due mesi di stop alla rimozione
dell'ordigno bellico sul fondale

Sarà sospesa la procedura di rimozione e bonifica dell'ordigno bellico trovato il 16 giugno scorso sul fondale dell'Isola del Giglio, davanti a cala Arenella, poco distante dal relitto della Costa Concordia. Il provvedimento resterà in vigore «fino alla fine del prossimo mese di agosto, data orientativamente prevista per il completamento delle operazioni di stabilizzazione del relitto della Concordia».
È quanto stabilito oggi in una riunione tenuta presso la prefettura di Grosseto, presenti il prefetto Marco Valentini e, tra gli altri, rappresentanti della Regione Toscana, della Provincia di Grosseto, del Comune di Isola del Giglio, del nucleo Sdai del dipartimento militare marittimo di La Spezia, del commissario delegato per l'emergenza del naufragio nave Costa Concordia. «Per quanto concerne le necessarie attività di bonifica - si legge in una nota della prefettura -, è stata in particolare affrontata la questione della prossimità del relitto della nave Costa Concordia, nella condivisa necessità di escludere che un'eventuale esplosione accidentale dell'ordigno nel corso delle relative operazioni di rimozione, che non può essere a priori esclusa, possa comportare conseguenze sulla stabilità dello scafo».
Una volta che la situazione lo consentirà, sottolinea la prefettura, «su indicazione del consorzio incaricato del recupero del relitto, si procederà tempestivamente alla bonifica che potrà essere anticipata ove si possa disporre, nel frattempo, di elementi scientifici certi che escludano effetti sulla stabilità dello scafo della nave Costa Concordia derivanti da un'eventuale esplosione accidentale in fase di rimozione». «L'attività svolta nei giorni scorsi dal nucleo Sdai del dipartimento militare marittimo di La Spezia - si spiega - ha in primo luogo consentito di accertare che l'oggetto ritrovato è effettivamente una mina di fabbricazione italiana, posizionata a 188 metri dalla costa, adagiata sul fondale a 53 metri di profondità, distante circa 500 metri in linea di aria dallo scafo della nave Costa Concordia». Il tratto di mare interessato è interdetto alla navigazione.
03 luglio 2012

Fonte:
http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2012/3-luglio-2012/costa-due-mesi-stop-rimozione-la-rimozione-un-ordigno-bellico--201863028995.shtml

Perchè la bonifica bellica

Buongiorno Afghanistan - Puntata con Pierdavide De Cillis

3^ Puntata di Buongiorno Afghanistan di Fabio Caressa in cui c'è un servizio sugli Artificieri Italiani con un omaggio a DAVIDE, MAURO e gli altri caduti.

Fonte: http://www.youtube.com/watch?v=Bqu8jp5pkRs&feature=share&noredirect=1

Perchè la bonifica bellica

Nel mare di Formia rinvenuto un ordigno bellico a 7 metri di profondità

28 Giugno 2012
Nell'ambito delle attività di ispezione dei fondali marini di Molo Azzurra di Formia, la Guardia Costiera ha rinvenuto, a sette metri di profondità, un ordigno bellico - un proiettile da mortaio - risalente ai bombordamenti alleati della primavera 1944. Il residuato bellico verrà fatto brillare al largo dagli artificieri della Marina Militare di Taranto.

Fonte:
http://www.latinapress.it/cronaca-latina-provincia/notizie-cronaca/cronaca-provincia/5421-nel-mare-di-formia-rinvenuto-un-ordigno-bellico-a-7-metri-di-profondita

Perchè la bonifica bellica

Cinecittà: esplosione in un appartamento, muore un operaio

ROMA - Esplosione in un appartamento a Cinecittà: un operaio romeno di 26 anni è morto dilaniato da una bomba a mano che i proprietari della casa usavano come ferma carte. Sembra che uno dei familiari avesseavuto un passato nell'esercito. La tragedia è avvenuta al primo piano di un palazzo in via Tuscolana 791, all'altezza della fermata metro Lucio Sestio. Gli operai stavano facendo un lavoro di ristrutturazione. Gli altri due colleghi dell'operaio deceduto si sono salvati perché erano andati a pranzo.

Fonte: http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/cinecitt_esplosione_in_un_appartamento_muore_un_operaio/notizie/205263.shtml

Perchè la bonifica bellica

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
CAPITANERIA DI PORTO LA MADDALENA
SERVIZIO SICUREZZA DELLA NAVIGAZIONE E PORTUALE
- SEZIONE TECNICA E DIFESA PORTUALE -
ORDINANZA N. 59/12

Interdizione in località Isola Giardinelli – lato Nord, Comune di La Maddalena (OT)- Ritrovamento di presunto ordigno bellico.
Il sottoscritto Capitano di Fregata (CP), Capo del Circondario Marittimo e Comandante del Porto di La Maddalena,
VISTA
la denuncia in data 27.06.2012, assunta in pari data al prot. n. 10341, del Sig. PLASTINA Luigi, relativa al ritrovamento di un presunto ordigno bellico nello specchio acqueo antistante Isola di Giardinelli – lato Nord, Comune di La Maddalena (OT) più precisamente a circa 8 metri dalla costa, ad una profondità di 2 metri circa;
CONSIDERATA
la necessità di prevenire il verificarsi di possibili incidenti e salvaguardare l’incolumità delle persone e/o delle cose, nonché le esigenze relative alla sicurezza della navigazione;
VISTI
gli artt. 17 – 30 del Codice della Navigazione e l’art. 59 del relativo Regolamento di Esecuzione (Parte Marittima).
ORDINA
Articolo 1
A partire dalla data odierna e sino a termine esigenze, per un raggio di 100 metri dal punto “ALFA”, di coordinate Lat. 41° 14.229′N – Long. 009° 26.564′E (Sistema di riferimento WGS 84), meglio indicate nell’allegata cartina, parte integrante della presente Ordinanza, sono interdetti: il transito, la sosta, l’ancoraggio, la pesca, l’attività subacquea e qualsiasi attività diportistica e/o professionale in genere.
Articolo 2
I contravventori alla presente, salvo che il fatto non configuri un diverso e/o più grave illecito, saranno perseguiti ai sensi degli artt. 1164 e 1231 del Codice della Navigazione e dell’art. 53 del Codice sulla Nautica da Diporto. Gli stessi, saranno altresì ritenuti responsabili per eventuali danni a terzi in dipendenza di omissioni o violazioni alla presente Ordinanza.
Articolo 3
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservare e far osservare la presente Ordinanza, la cui diffusione verrà assicurata: mediante l’affissione all’albo di questa Capitaneria ex art. 59 del Regolamento di Esecuzione al Codice della Navigazione, comunicazione agli organi di informazione, l’invio ai soggetti interessati e la pubblicazione sul sito internet www.guardiacostiera.it/lamaddalena/ordinanze.

Fonte: http://www.lamaddalenatv.it/2012/06/27/ritrovamento-di-presunto-ordigno-bellico/

Falso allarme per residuo bellico

Finale Ligure. Mobilitazione della Capitaneria di Porto nello specchio acqueo della spiaggia della Finanza a Finale. Il bagnino di uno stabilimento balneare ha segnalato la presenza di un presunto ordigno bellico, un oggetto che appariva come un residuato di guerra, nel tratto di mare a circa 10 metri dalla spiaggia libera.
La pattuglia della Guardia Costiera ha identificato sul posto l’oggetto metallico, quindi in via precauzionale ha interdetto la zona di arenile interessata con alcune transenne ed ha posto un gavitello a segnalazione del potenziale pericolo. All’operazione hanno partecipato anche gli agenti della polizia municipale.
Un centro diving locale, poi, si è offerto di effettuare fotografie all’oggetto. Le immagini sono state inviate al nucleo Sdai di Maridipart della Spezia per ottenere un parere tecnico sulla situazione.
Dopo aver visionato le foto, la Marina Militare ha escluso che si potesse trattare in alcun modo di materiale esplosivo, ritenendo invece probabile che si tratti di residui di materiale edile. Domani gli operatori provvederanno alla rimozione dei residui metallici.

Fonte: http://www.ivg.it/2012/06/finale-falso-allarme-per-residuo-bellico-alla-spiaggia-della-finanza/

Il mio commento…

Un bagnino crede, pensa di riconoscere un residuato bellico sommerso nei pressi del lido della Guardia di Finanza a Pietra Ligure. Ovviamente il guardaspiaggia segnala i propri dubbi alla Guardia Costiera di zona, la quale per naturali ragioni di sicurezza invia propri uomini ad interdire l’area di mare interessata in attesa dei gruppi autorizzati a riconoscere e rimuovere l’eventuale bomba. In fatti in questi casi nessuno può varcare il limite indicato dall’autorità portuale. Ancora peggio avvicinarsi ad eventuali piccole boe posizionate per indicare la posizione del residuato, regole queste ultime infrante da un centro diving locale il quale in buona sostanza decide di scattare qualche foto alla probabile bomba da far pervenire ai tecnici della Marina Militare. Gli specialisti in divisa azzurra ricevute le foto comprendono subito che non si tratta d’alcun residuato bellico smorzando ogni emergenza e future polemiche sia per chi avrebbe concesso impossibili (per legge) autorizzazioni ad avvicinarsi a residuati bellici sommersi, sia per chi si sarebbe accostato per scattare foto a residuati segnalati, violando le disposizioni emesse della Capitaneria di Finale Ligure.

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

 

10° Reggimento Genio Guastatori - Granata disinnescata

Data: 21 giugno 2012

Ieri un pericoloso residuato bellico della prima guerra mondiale è stato rimosso e neutralizzato, nel comune di Valfurva (SO), a cura degli artificieri del 10° reggimento genio guastatori di Cremona.
L’ordigno, una granata di artiglieria italiana da 210 mm ad alto esplosivo della 1^ Guerra Mondiale, era stato rinvenuto a 1627 metri di quota, nella zona boschiva fra il comune di Valfurva e la frazione di Santa Caterina di Valfurva, incastrato sulla riva del fiume Frodolfo.
Coordinate dalla Prefettura di Sondrio, le operazioni di bonifica sono iniziate nella prima mattinata con l’identificazione dell’ordigno, la messa in sicurezza, la rimozione e il brillamento dell’ordigno in un’idonea località, a circa 25 km di distanza, scelta in seguito alla valutazione dell’area di ritrovamento, particolarmente scoscesa.
L’intervento, durato circa sei ore, è uno dei tanti che le 7 unità dell’Arma del genio, coordinate dal 1° Comando Forze di Difesa comandato dal Generale Danilo Errico, eseguono per bonificare l’Italia centro-settentrionale dai numerosi e ancora pericolosi residuati bellici presenti.
Il solo 10° reggimento ne ha effettuati 132 nel 2011, per un totale di 1.336 ordigni bellici bonificati, fra i quali 8 bombe d’aereo.
La preparazione tecnico-professionale e la preziosa esperienza degli specialisti EOD (Esplosive Ordinance Disposal), spesso maturata nei Teatri di Operazioni disinnescando insidiosi ordigni di circostanza (IED), risulta indispensabile per l’esecuzione degli interventi nella necessaria cornice di sicurezza.

Fonte: http://www.esercito.difesa.it/Notizie/Pagine/GRANATADISINNESCATA120621_33.aspx

Perchè la bonifica bellica

 

Ritrovati ordigni bellici - artificieri in azione

23 giugno 2012
La terra restituisce ordigni inesplosi che risalgono all’ultimo conflitto mondiale: due proiettili da mortaio sono stati ritrovati vicino alla spiaggia lungo il corso dell’Oglio, nel tratto tra Castelvisconti e Borgo San Giacomo, mentre nella campagna di Cumignano sul Naviglio è venuta alla luce una bomba.
A scoprire i due proiettili è stato un pescatore che frequentemente si reca sulle rive dell’Oglio; l'ordigno di Cumignano, invece, è stato rinvenuto da un trattorista al lavoro nei campi. In entrambi i casi le aree a rischio sono state transennate: si attende, ora, l'intervento degli artificieri.

Fonte: http://www.laprovinciadicremona.it/territorio/ritrovati-ordigni-bellici-artificieri-in-azione-1.199164

Perchè la bonifica bellica

 

San Lazzaro, rinvenuta bomba: 850 famiglie evacuate, chiuso tratto A14 e ferrovia

“San Lazzaro, trovata bomba: domanica 24 giugno traffico interdetto si A14 e treni Bologna-Taranto
Ritrovata a San Lazzaro una bomba risalente alla seconda guerra mondiale: una GenBomba da 500 libbre inglese d'aereo, inesplosa. Era sepolta all'angolo di via Caduti di Sabbiuno e via Poggi, in corrispondenza della rotonda Iqbal Masih (precedentemente indicata all'incrocio tra via Vittoria e via Spinelli). A portarla alla luce gli operai impegnati in un cantiere per la realizzazione di una condotta di gas metano.„

San Lazzaro, trovata bomba: domanica 24 giugno traffico interdetto si A14 e treni Bologna-Taranto
"L'ordigno sarà disinnescato - per ordinanza della prefettura di Bologna - domenica 24 giugno. La delicata operazione richiederà l'evacuazione di 850 famiglie circa, domiciliate nella zona circostante, e la chiusura di alcuen vie al traffico."
"Entro le 11.30 del 24 giugno - specifica il Comune di San Lazzaro - dovranno essere evacuati tutti gli edifici nel raggio di 800 metri dalla bomba.
Gli accessi all'area saranno transennati dalla Polizia Municipale, mentre le strade interessate saranno pattugliate dai Carabinieri. (consulta Planimetria strade chiuse al traffico). Le operazioni di disinnesco della bomba inizieranno alle 13.20 e saranno condotte dal Genio Ferrovieri di Castel Maggiore." "Raccomandiamo - conclude il Comune - di chiudere porte, imposte ed il rubinetto del contatore del gas utilizzando l'apposita valvola. Le finestre e le vetrate vanno lasciate aperte (nell'impossibilità di tenere aperte finestre o vetrine, provvedere ad idonea nastratura dei vetri).
viabilità e trasporti - Tutte le strade comprese nella Danger Zone, come visibili nella Planimetria strade chiuse al traffico saranno chiuse dalle ore 11.45 e sino alla conclusione del disinnesco. Verrà istituito il divieto di sosta sul lato sud di via Pasolini e sull'area del parcheggio adiacente alla sede della Polizia Municipale.
A partire dalle ore 13.20 sarà interrotto il traffico ferroviario sulla linea Bologna-Taranto. Il tratto dell'autostrada A14 compreso tra i caselli Bologna fiera e Castel San Pietro sarà temporaneamente chiuso.
Le corse della linea 19 C termineranno al capolinea di via Kennedy anzichè al capolinea di via Ca' Ricchi.

Fonte: http://www.bolognatoday.it/cronaca/san-lazzaro-bomba-24-giugno-treni-a14.html

Perchè la bonifica bellica

Trovata bomba nel cantiere

12/06/2012

IMOLA - Un ordigno bellico risalente alla Seconda guerra mondiale è stato rinvenuto ieri mattina dagli operai al lavoro in un cantiere stradale in via Busa, tra via Piratello e via Remondino.
Scava, scava, gli addetti hanno fatto la pericolosa scoperta mentre erano impegnati nella posa di nuove condutture della rete del gas per conto di Hera. Una giornata di martelli pneumatici e vanghe si è così trasformata in una custodia di svariati chili di esplosivo.

Del caso si stanno occupando gli agenti della polizia di Stato che per prima cosa hanno transennato l’area interessata, obbligando a distanza di sicurezza curiosi e passanti. Un cartello metteva così in guardia: “Pericolo esplosione ordigno bellico”.
Ora tutto passerà nelle mani del nucleo artificieri, che dopo la rimozione dell’ordigno, inesploso dopo essere stato lanciato da un bombardiere, provvederanno a farlo brillare in area sicura.

Fonte:
http://www.romagnanoi.it/news/Cronaca/732476/Trovata-una-bomba-nel-cantiere.html

Perchè la bonifica bellica

Colico, al forte Fuentes
trovate tre bombe a mano

6 Giugno 2012

Isola del Giglio: Un altro problema per l'isola del Giglio. E' stato infatti ritrovato un ordigno bellico nel mare antistante il Giglio, in località Cala Arenella. La Capitaneria di Porto ha interdetto lo specchio acqueo in un raggio di 100 metri. E' fatto divieto di transito, ancoraggio, sosta e pesca fino a quando l'ordigno non sarà fatto brillare e la zona messa al sicuro. Si tratta, nello specifico, di una bomba di 2 metri tonda risalente alla seconda guerra mondiale, posizionata a 53 metri di profondità. Cala Arenella si trova a Giglio Porto, non distante dalla nave Concordia.

Fonte:
http://www.maremmanews.tv/it/index.php?option=com_content&view=article&id=20420:ordigni-bellici-ritrovati-allarenella&catid=42:cronoca&Itemid=54

Perchè la bonifica bellica

Colico, al forte Fuentes
trovate tre bombe a mano

COLICO - I responsabili del Forte Montecchio Nord hanno trovato tre bombe a mano della Seconda guerra mondiale nelle cisterne di raccolta dell'acqua piovana. Si tratta di ordigni del tipo Srcm, società romana costruzioni meccaniche, modello 1935. Difficile datarle perché sono ancora in uso nell'esercito italiano. E' intervenuto il Nucleo regionale degli artificieri per far brillare gli ordigni.

Fonte: http://www.laprovinciadilecco.it/stories/Cronaca/294137_colico_al_forte_fuentes_trovate_tre_bombe_a_mano/

Perchè la bonifica bellica

Amati: ritrovati altri ordigni bellici nel sottosuolo nuova sede Regione

04 Giugno 2012

È salito a 12 il numero degli ordigni ritrovati nell'area dove sorgerà la nuova sede del Consiglio regionale della Puglia. Lo comunica l'assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile, Fabiano Amati. Durante i lavori in corso per bonificare l'area "Campo San Marco" infatti, sono stati ritrovati altri due ordigni bellici risalenti alla Prima Guerra Mondiale. Si tratta di due bombe d'aereo al fosforo di nazionalità inglese. Sul posto sono tempestivamente intervenuti uomini del Comando di zona dei Carabinieri, che hanno rinterrato gli ordigni e messo in sicurezza l'intera area. Quanto prima si recheranno sul posto uomini dell'XI Reparto del Genio Militare di Foggia per eseguire le necessarie operazioni di ritiro o brillamento in loco. Le opere di bonifica hanno portato al ritrovamento di altri 10 ordigni e stanno riguardando la rimozione dei rifiuti speciali esistenti nell’area e quella da ordigni esplosivi residuati bellici. I lavori sono eseguiti da una ditta specializzata sotto il controllo dell’Ispettorato delle Infrastrutture dell’Esercito, 10° Reparto Infrastrutture Ufficio B.C.M., che procede anche al collaudo delle aree bonificate contestualmente all’avanzamento dei lavori. Il ritrovamento dell'ordine e la presenza di diffusi segnali ferromagnetici, rilevati da speciali apparecchiature, sta costringendo all'esecuzione delle opere di scavo per strati successivi.

Fonte: http://www.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&id=13172&opz=display

Perchè la bonifica bellica

Bomba della Vallugola giace ancora in fondo al mare

Pesaro, 30 maggio 2012 - SONO CONTINUATE per tutta la giornata di oggi le ricerche della bomba - un residuato bellico di circa 100 chili della seconda guerra mondiale, lunga quasi due metri, sganciata da un bombardiere - trovata da un sub nel marzo scorso, a circa 600 metri a sud del porto dal porto della Valugola e a circa 200 metri dalla costa. L'ordigno dovrebbe trovarsi in un tratto di mare profondo circa 2 metri e mezzo. Era stato localizzato, ma pare che negli ultimi giorni si sia insabbiato rendendo difficile il suo recupero. Per oggi era previsto infatti un brillamento al largo dell'ordigno che non c'è stato.
I sommozzatori dello Sdai di Ancona - il Servizio Difesa Antimezzi Insidiosi della Marina Militare - stanno lavorando da due giorni per trascinare la bomba più al largo e farla brillare. Le operazioni di recupero erano state rimandate per diverse settimane a causa delle condizioni avverse del mare. La zona è stata interdetta per un ampio tratto, per ovvie ragioni di sicurezza, dalla Capitaneria di Porto e il luogo da ieri mattina è stato presidiata da polizia, uomini della Protezione Civile e Polizia municipale.
Sul posto anche qualche curioso. L'imminente inizio della stagione turistica fa sì che la vicenda sia seguita con ancora maggiore interesse.
ale. maz.

Fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/2012/05/30/721291-bomba_della_vallugola_giace_ancora_fondo_mare.shtml

Perchè la bonifica bellica

Ordigno bellico nella sabbia davanti al villaggio Marzotto

JESOLO. Ordigno bellico nella sabbia, paura davanti al villaggio Marzotto dopo piazza Torino. Un operatore e un bagnante lo hanno visto affiorare dalla sabbia ieri mattina e hanno dato immediatamente l'allarme, mentre tutt'attorno si sono riuniti i bagnanti incuriositi dal ritrovamento.
Sul posto sono giunti gli agenti della capitaneria di porto che hanno transennato l'area in attesa dell'arrivo degli artificieri della polizia di Stato e del commissariato di Jesolo che si sono uniti ai vigili del fuoco di Jesolo, anch'essi sulla spiaggia e pronti ad intervenire in caso di emergenza. E' stato subito chiaro che l'ordigno in questione non era a rischio esplosione. Risaliva alla prima guerra mondiale, ed è stato subito messo in sicurezza totale dagli artificieri della polizia e poi trasportato in un luogo sicuro dove sarà fatto brillare come avviene secondo le normali procedure. Nel corso della stagione sarà potenziata questa collaborazione tra le forze dell'ordine per far fronte ad ogni emergenza sulla spiaggia. (g.ca.)
Fonte: http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2012/05/27/news/ordigno-bellico-nella-sabbia-davanti-al-villaggio-marzotto-1.5167882

Perchè la bonifica bellica

Bambini ritrovano ordigno bellico a Fuorigrotta

26 Maggio 2012

NAPOLI - Un ordigno bellico, una granata di fabbricazione jugoslava, è stato rinvenuto nel pomeriggio a Napoli, nei pressi di un camion parcheggiato in via Giacomo Leopardi, quartiere Fuorigrotta. La granata era in grado di esplodere e fare danni ingenti. Ad accorgersi dell'oggetto sono stati alcuni bambini che giocavano all'interno di un parco.Informati gli adulti, questi a loro volta hanno chiamato la polizia. Sul posto sono intervenuti volanti del commissariato San Paolo, dell'Ufficio Prevenzione, artificieri e personale della polizia Scientifica. Tutta l'area è stata messa in sicurezza: l'ordigno era nascosto in un contenitore di plastica ed avvolto in un panno. L'ordigno è stato identificato in una granata a mano di forma ovale liscia, di fabbricazione dell'ex Iugoslavia, modello M52P3, efficiente e completa di spoletta. Su disposizione del pm di turno l'esplosivo è stato rimosso per essere distrutto. Sull'episodio sono in corso indagini da parte della polizia.
Fonte: http://www.campanianotizie.com/cronaca/napoli/24454-bambini-ritrovano-ordigno-bellico-a-fuorigrotta.html

Perchè la bonifica bellica

Arriva l'Estate e gli ordigni bellici restano nel mare

Molfetta - È tornata l'estate, si riapre la stagione balneare, senza bandiere blu per Molfetta, e le istituzioni tacciono sulla bonifica bellica in atto. I divieti di balneazione per Torre Gavetone non sono stati rimossi ma i cartelli della Capitaneria sono stati distrutti dai vandali.
Il Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche (CNBAC) dopo la giornata di studi intitolata “Armi chimiche, un’eredità ancora pericolosa” tenutasi a Roma presso il Senato della Repubblica Italiana il 21 febbraio scorso in collaborazione con la Legambiente Nazionale, torna a riunirsi a Molfetta. Sabato 19 maggio 2012 alle ore 11.30, nella sua sede in via F. Campanella 50, il CNBAC terrà una conferenza stampa per fare il punto della situazione dei siti nazionali interessati alla presenza di ordigni bellici a caricamento chimico, delle iniziative parlamentari promosse dopo il convegno di Roma e della situazione della bonifica a Molfetta.
Relazioneranno i rappresentanti dei vari coordinamenti territoriali (Lago di Vico, Colleferro, Pesaro, Ischia, Molfetta) introdotti dal presidente nazionale Alessandro Lelli di Pesaro.

Fonte: http://www.ilfatto.net/index.php?option=com_content&view=article&id=12412:molfetta-arriva-lestate-e-gli-ordigni-bellici-inesplosi-restano-nel-mare-sabato-una-conferenza&catid=42:Appuntamenti&Itemid=63

Perchè la bonifica bellica

Genvoa - ordigno su ponte Etiopia

10/05/2012

Genova. Un proietto d’artiglieria di fabbricazione tedesca da 203 mm di calibro è stato ritrovato durante il dragaggio del fondale portuale in prossimità di ponte Etiopia. Oggi, con inizio delle operazioni alle ore 09:30, gli artificieri del 32° reggimento genio della brigata alpina Taurinense hanno proceduto alla neutralizzazione dell’ordigno.
L’operazione, resa urgente dalla vicinanza dell’ordigno ad un deposito di carburanti, si è conclusa alle 14:45 con il trasporto e la distruzione del proietto in una cava d’inerti a Campomorone (GE), consentendo così la ripresa dei lavori sospesi con il ritrovamento.
Gli specialisti dell’Esercito appartenenti al 32° genio sono organizzati in team di pronto intervento ‘EOD’, Explosive Ordnance Disposal, cioe’ bonifica ordigni esplosivi, compito che assolvono dal 1 aprile del 2006 per tutto il territorio del nordovest. Questo intervento è stato effettuato dal Caporal Maggiore Capo Alessandro Agus a capo del nucleo EOD che vanta ormai una preziosa esperienza maturata anche nella lotta agli insidiosi ordigni artigianali nel corso delle varie missioni operative svolte all’estero.
Il 32° reggimento guastatori fa parte della brigata alpina Taurinense ed è una delle 7 unità dall’Arma del Genio che hanno l’incarico esclusivo di bonificare il territorio dell’Italia centro settentrionale dai numerosi residuati bellici ancora esistenti e pericolosi (già 38 gli interventi effettuati dall’inizio dell’anno solo nel nord-ovest). Si tratta di un’attività particolarmente delicata pianificata dal 1° Comando Forze di Difesa con sede a Vittorio
Veneto e diretto dal generale Danilo Errico.

Fonte: http://www.genova24.it/2012/05/genova-trovato-ordigno-a-ponte-etiopia-dopo-le-operazioni-di-bonifica-la-distruzione-in-cava-a-campomorone-32799/

Perchè la bonifica bellica

Bari - 10 ordigni rallentano lavori

BARI - «Altri cinque ordigni bellici sono stati ritrovati nell'area dove sorgerà la nuova sede del Consiglio regionale pugliese». Lo rende noto l'Assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati, specificando che si tratta di una parte di una bomba già esplosa e di altro quattro ordigni presumibilmente al fosforo e di fabbricazione inglese. «Le operazioni di bonifica - ha detto Amati - stanno procedendo per strati successivi e i continui ritrovamenti, già 10 fino a questo momento, stanno rallentando ulteriormente le operazioni di bonifica dell'intera area. Presumibilmente, gli ordigni che stiamo ritrovando, sono in qualche modo riconducibili ad una delle giornate più tragiche che la città di Bari visse durante la seconda guerra mondiale: il 2 dicembre del 1943. In quella data, persero la vita oltre mille tra civili e militari e il porto di Bari subì un violentissimo bombardamento tedesco, che provocò la maggiore perdita navale delle forze alleate dopo Pearl Harbour». Una squadra di artificieri ha già eseguito un sopralluogo questa mattina ed a breve tornerà per rimuovere le bombe. Intanto, è stata fatta brillare la granata ritrovata pochi giorni fa e sono stati rimossi gli altri due ordigni precedentemente individuati. Le operazioni di bonifica e ricerca bellica stanno riguardando l'area «Campo San Marco», su cui sarà realizzata la nuova sede del Consiglio regionale. Allo stato è in corso, infatti, la prima fase dei lavori, relativa alle opere di bonifica dell’area, acquistata dall’Agenzia del Demanio, e già sede della polveriera militare intitolata al tenente d’artiglieria Carlo Cassinis. La bonifica riguarda la rimozione dei rifiuti speciali esistenti nell’area e quella da ordigni esplosivi residuati bellici e sono eseguiti da una ditta specializzata sotto il controllo dell’Ispettorato delle Infrastrutture dell’Esercito, 10° Reparto Infrastrutture Ufficio B.C.M., che procede anche al collaudo delle aree bonificate contestualmente all’avanzamento dei lavori. All’interno dell’area di cantiere sono state rinvenute, inoltre, alcune lastre di eternit in cemento – amianto, che una ditta specializzata provvederà a rimuovere secondo le procedure previste dalla vigente normativa. I materiali scavati inquinanti e non riutilizzabili saranno trasportati alle discariche autorizzate, mentre il restante materiale sarà interamente riutilizzato per il livellamento delle quote esterne e per la realizzazione del grande parco che circonderà sia la nuova sede del Consiglio Regionale che degli Assessorati.

Fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2012/17-maggio-2012/cantiere-regione-gia-10-bombegli-ordigni-bellici-rallentano-lavori-201226023884.shtml

Terzo ordigno a Bari

Bari
Durante i lavori di bonifica bellica eseguita dove sorgerà il nuovo palazzo del Consiglio Regionale pugliese è stata rinvenuta la terza granata risalente alla seconda guerra mondiale. Giovedì 10 maggio sono intervenuti i tecnici EOD dell’undicesimo Reggimento Guastatori Foggia, i quali hanno deciso di effettuare il brillamento all’interno dell’area Campo San Marco. Intanto i lavori di bonifica bellica proseguono. Il dirigente Tecnico BCM Luigi Natale (bonifica Campi Minati) responsabile dell’andamento dei lavori di bonifica, non esclude ulteriori rinvenimenti.
Il team impegnato nel lavoro di bonifica è guidato dall’Assistente Tecnico Bcm Andrea Dicaterino.

Perchè la bonifica bellica

San Gregorio (RC),incendio fa esplodere ordigno bellico, danni a capannone

Un ordigno bellico e' esploso a causa di un incendio di sterpaglie nel greto del torrente San Gregorio a Reggio Calabria.
L'esplosione ha distrutto il tetto di un capannone utilizzato per la vendita di mobili senza provocare danni a persone. La zona dove e' avvenuta l'esplosione si trova nei pressi dell'aeroporto di Reggio che fu bombardato durante la seconda guerra mondiale. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia, gli artificieri ed i vigili del fuoco.
Fonte:

http://www.ntacalabria.it/78096/san-gregorio-rcincendio-fa-esplodere-ordigno-bellico-danni-a-capannone/

(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 15 MAG - Un ordigno bellico e' esploso a causa di un incendio di sterpaglie nel greto del torrente San Gregorio a Reggio Calabria.

L'esplosione ha distrutto il tetto di un capannone utilizzato per la vendita di mobili senza provocare danni a persone. La zona dove e' avvenuta l'esplosione si trova nei pressi dell'aeroporto di Reggio che fu bombardato durante la seconda guerra mondiale. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia, gli artificieri ed i vigili del fuoco.(ANSA).
Fonte:
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/calabria/2012/05/15/Incendio-fa-esplodere-ordigno-bellico-danni-capannone_6874750.html

Reggio Calabria: ordigno bellico innescato da incendio sterpaglie finisce su tetto azienda

Reggio Calabria, 15 mag. (Adnkronos) - Un residuato bellico e' esploso questo pomeriggio a San Gregorio, nella zona sud della citta' di Reggio Calabria. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, l'esplosione e' stata innescata da un incendio si sterpaglie lungo il fiume. La granata e' finita sul tetto di un'azienda di mobili e ha provocato qualche danno, ma fortunatamente non sono state interessate persone.
Sul posto e' giunto l'artificiere del XII Reparto Mobile che ha analizzato l'ordigno stabilendo che era un residuato della Seconda guerra mondiale.

Fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/1015309/Reggio-Calabria-ordigno-bellico-innescato-da-incendio-sterpaglie-finisce-su-tetto-azienda.html

ESPLODE RESIDUATO BELLICO A R. CALABRIA, DANNI A CAPANNONE DITTA

(AGI) - Reggio Calabria, 15 mag. - Un proiettile di granata, quasi certamente residuato bellico, e' esploso a causa di un incendio di sterpaglie nel greto del torrente San Gregorio, a Reggio Calabria, raggiungendo, a oltre 50 metri di distanza, il tetto di un capannone di un negozio di mobili. Il fatto e' accaduto intorno a mezzogiorno in localita' San Gregorio. La zona e' adiacente all'aeroporto dello Stretto, bersaglio, durante l'ultimo conflitto mondiale, di intensi bombardamenti alleati. L'incendio di sterpaglie probabilmente ha innescato l'ordigno, che giaceva inesploso sotto al torrente, la cui onda d'urto ha sfondato il tetto del capannone della ditta "Costantino Cucine Arredamenti", fortunatamente senza provocare danni a persone. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti, i vigili del fuoco e l'artificiere antisabotaggio in forza al XII Reparto Mobile. (AGI) Red/Adv

Fonte: http://www.ilquotidianoweb.it/news//350528/Esplode-residuato-bellico--Danni-al-tetto-di-un-capannone.html

REGGIO CALABRIA

Esplode residuato bellico
Danni al tetto di un capannone

Un ordigno risalente alla seconda guerra mondiale è esploso a seguito di un incendio divampato nei pressi del torrente San Gregorio. Probabilmente le fiamme hanno innescato la bomba che esplodendo ha sfondato il tetto di un capannone di un negozio di mobili

Un proiettile di granata, quasi certamente residuato bellico, è esploso a causa di un incendio di sterpaglie nel greto del torrente San Gregorio, a Reggio Calabria, raggiungendo, a oltre 50 metri di distanza, il tetto di un capannone di un negozio di mobili. Il fatto è accaduto intorno a mezzogiorno in località San Gregorio. La zona è adiacente all'aeroporto dello Stretto, bersaglio, durante l'ultimo conflitto mondiale, di intensi bombardamenti alleati. L'incendio di sterpaglie probabilmente ha innescato l'ordigno, che giaceva inesploso sotto al torrente, la cui onda d'urto ha sfondato il tetto del capannone della ditta «Costantino Cucine Arredamenti», fortunatamente senza provocare danni a persone. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti, i vigili del fuoco e l'artificiere antisabotaggio in forza al XII Reparto Mobile.
15 maggio 2012 16:36

Fonte:
http://www.ilquotidianoweb.it/news//350528/Esplode-residuato-bellico--Danni-al-tetto-di-un-capannone.html

Perchè la bonifica bellica

Nell'appartamento Milani nascondeva arsenale

BRENTONICO. Avevano ragione da vendere i vicini di casa di Ettore Milani a temere per la loro incolumità. Dopo l'esplosione di sabato pomeriggio nello scantinato di Crosano mentre l'uomo tentava di aprire una granata, i carabineri hanno ispezionato l'abitazione di Milani trovando un vero e proprio arsenale: sei bombe a mano ed altri quattro ordigni a carburo. E fortuna, viene da dire, che Milani vittima di un'insana passione per i reperti della guerra, li tenesse in casa: fossero stati custoditi nel locale dove era solito armeggiare per disinnescarli, l'esplosione di sabato avrebbe avuto effetti davvero devastanti.
Sarebbe finita ben peggio per lui che ora si trova ricoverato al Santa Chiara di Trento in condizioni gravi ma non in pericolo di vita. Dovrà rinunciare alle tre dita (un quarto dito lesionato invece pare salvo) della mano destra maciullate dall'esplosione: nonostante il tempestivo intervento subito dopo l'arrivo a Trento in elicottero non c'è stato nulla da fare. Scongiurata, e questa è una notizia positiva, l'amputazione della gamba gravemente lesionata. Difficilmente Milani, grande sportivo oltre che appassionato di ordigni bellici, potrà tornare a fare il maestro di sci ed il bagnino, ma almeno potrà tornare a camminare. Non potrà invece esimersi dal fare i conti con la giustizia visto che si è beccato una denuncia per detenzione di armi da guerra (già in passato i carabinieri gli avevano trovato ordigni in casa) con il rischio di una condanna da 1 a 8 anni.
Tirano un sospiro di sollievo Danilo Frisetti, che abita nell'appartamento sotto Milani, e i vicini di casa che più di una volta lo avevano diffidato dal custodire reperti bellici pericolosi. Quei reperti che i carabinieri di Brentonico con i colleghi del nucleo anti sabotaggio di Bolzano hanno trovato e sequestrato nell'appartamento. Sei bombe a mano e quattro ordigni a carburo che sono saltati fuori nel corso dell'ispezione. Una semplice follia, quella di Milani, che ha messo in pericolo anche la vita di altri: e a cosa serve, come ha fatto mentre era a terra sanguinante, chiedere scusa ai vicini?

Fonte: http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2012/05/07/news/nell-appartamento-milani-nascondeva-un-vero-arsenale-1.4476066

Il mio commento:

LA FOLLIA
Certo si potrebbe pensare e scrivere che da anni l'Italia è pronta a sbalordire tramite comportamenti talvolta completamente privi di buon senso. Sabato 5 maggio 2012 più quotidiani lanciano la grave notizia:
Esplode un residuato bellico probabilmente risalente alla prima guerra mondiale, un colpo da cannone da 149 mm. Il protagonista di questa storia dell'assurdo è un quarantunenne residente a Crosano di Brentonico, provincia di Udine. Sembra a dire delle numerosi fonti che l'uomo fosse intento ad aprire la granata aiutato (sembra) da una lama elettrica (roba da pazzi). L'illegale passione di questa persona era già nota in paese. Infatti il tizio riceve più denunce dalle Forze dell'Ordine competenti nel territorio. Ma torniamo all'accaduto: L'uomo raccoglie il residuato chissà dove (nel momento che lo raccoglie è già denunciabile per detenzione), lo trasporta nel garage di casa (a discapito della sicurezza di chi incrocia per strada), dove pensa bene di aprire e svuotare la granata del proprio esplosivo ( quale esplosivo…? Cosa intende farne…?). Ma è illuminato dal suo Dio, infatti per compiere tale lavoro decide stringere la bomba tra le gambe…!!!!! (no non è possibile….!!!!). L'esplosione è devastante, l'uomo è proiettato fuori dal garage, ovviamente con numerose ferite sul corpo (…), è stato soccorso dalla Croce Rossa del paese ed è stato trasportato con un elicottero all'ospedale Santa Chiara di Trento.
Morale della storia:
Questo signore (per non scrivere altro), sicuramente non è mosso dall'amore per la storia, non condivide alcuna passione rivolta ai cimeli dei Caduti in guerra, perché i veri ricercatori storici del settore, al cospetto di un residuato bellico esplodente, allertano le Forze dell'Ordine, non si portano la granata a casa (un condominio…!!!!!). Vista la grave situazione economica italiana a questo tizio gli farei pagare, sia le spese del soccorso per mezzo dell'elicottero, sia le spese mediche. Non ricordo più da quanti anni biografiadiunabomba "sito web"ben conosciuto continua a spiegare che le granate non possono essere rimosse…mah….

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

Bomba sotto l'ospedale, arrivano gli artificieri

Silva Collecchia

9 maggio 2012

Sarzana - Un ordigno, residuato bellico sganciato dagli aerei alleati durante il secondo conflitto mondiale, è riaffiorato sotto il pavimento del vecchio ospedale di Sarzana. Il complesso fu gravemente danneggiato da un bombardamento che a fine dicembre del 1943 provocò la morte di ben otto persone. La scoperta dell'ordigno, che in città ha riaperto una ferita mai del tutto rimarginata, è stata fatta dagli operai del cantiere che sta ristrutturando l'antico edificio destinato ad ospitare la "Cittadella della salute".
La bomba si trova sotto una parte del pavimento della struttura che si affaccia su via Paci, aveva la spoletta danneggiata. L'ordigno sarà preso in consegna domani dagli artificieri della Taurinense che effettueranno quasi un tour in Val di Magra.
Prima di occuparsi della bomba spuntata al San Bartolomeo, infatti gli artificieri saranno impegnati sulle colline di Castelnuovo Magra. Anche in questo caso la storia ha fatto riaffiorare un ordigno bellico la cui spoletta risulta gravemente danneggiata e quindi in condizioni di "instabilità".
Gli uomini del 32° Reggimento del Genio guastatori dell'Esercito che fanno parte della Brigata Taurinense entreranno in azione domattina alle 10 in via Paradiso a Castelnuovo Magra. La bomba riposa nello scavo di una cantiere edile. Quando gli operai l'hanno vista hanno subito avvertito i carabinieri che hanno transennato la zona.
Gli artificieri prenderanno in consegna le due bombe che saranno trasportate in una cava della Val di Vara - nel territorio del comune di Riccò del Golfo - dove saranno fatte brillare.
Per consentire le operazioni di rimozione e bonifica dei siti, saranno impegnati gli uomini delle forze dell'ordine presenti in Val di Magra che saranno all'opera per vietare che la circolazione di messi e persone ostacoli l'operazione. Non è stata prevista però alcuna evacuazione dei residenti, ma un servizio d'ordine rafforzato nelle zone più critiche.

Fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/la_spezia/2012/05/08/APhZfUTC-bomba_sotto_ospedale.shtml#ixzz1uNGxgp75

Perchè la bonifica bellica

Deposito di esplosivi sotto l'arcata di
un ponte: nascondeva ordigni nazisti

8 Maggio 2012
PORDENONE - A oltre 65 anni di distanza ritrovati detonatori tedeschi vicino a un ponte che l'esercito nazista voleva evidentemente far saltare per coprirsi la ritirata. Sono stati i carabinieri di Cimolais a sequestrare questa mattina a Claut 159 residuati bellici che risalgono alla Seconda guerra mondiale. I militari stavano compiendo perlustrazioni nella vallata sulla base di segnalazioni della popolazione su un deposito di esplosivo, occultato sul finire del conflitto mondiale.

Ricostruendo gli elementi, i militari sono giunti al ponte sul torrente Chialedina. Sotto l'arcata del manufatto, hanno rinvenuto i detonatori, di fabbricazione tedesca, efficienti e ottimamente conservati, e la canna parzialmente arrugginita di un fucile di tipo ancora non identificato. Le indagini mirano ora ad accertare se vi fosse qualcuno che conoscesse il deposito.

Fonte: http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=194787&sez=NORDEST

Perchè la bonifica bellica

Ordigni bellici rinvenuti a Selinunte

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Egr. Sig. Lafirenze,
la presente per comunicarle che quanto ella ha scritto su tp://www.biografiadiunabomba.it ci riguarda, purtroppo non risponde al vero, e mi meraviglia che un uomo con la decantata esperienza che ne fa sul suo sito internet abbia abboccato a una notizia distorta data da qualche inesperiente giornalista.
Ho scritto e pubblicato la notizia sulla bonifica avvenuta a Selinunte, ma non ho mai detto che la bonifica l'abbia fatta l'ASSOCIAZIONE ANGELI PER LA VITA di Castelvetrano, della quale sono oltre che volontario l'addetto stampa.
La nostra Associazione è si intervenuta ufficialmente sul luogo teatro della bonifica, ma con una ambulanza di soccorso avanzato 2 soccoritori qualificati e un dottore in scienze infermieristiche, solo per assicurare il primo soccorso, in quanto attivati da Prefettura e Dipartimento di protezione civile, poichè abbiamo competenza nel settore sanitario.
A dimostrazione di quanto affermo e nell'attesa di una correzione delle notizie divulgate, Le invio il testo originale del comunicato con allegate le foto inviate ai media.
L'occasione mi torna gradita per porgere cordiali saluti.

Linkiamo l'articolo dell'Associazione Angeli per la Vita: CLICCA QUI

Riportiamo inoltre link di quotidiani on-lineche hanno riportato correttamente la notizia:

http://www.castelvetranoselinunte.it/ordigni-bellici-recuperati-a-selinunte/19425/#testoarticolo
http://www.mazaraonline.it/?p=36805
http://castelvetranonews.it/notizie/attualita/selinunte/3-bombe-nelle-acque-vicine-il-porticciolo-di-selinunte-effettuata-la-bonifica/

Associazione_Angeli_per_la_Vita

Associazione_Angeli_per_la_Vita

Associazione_Angeli_per_la_Vita

venerdì 4 maggio 2012
È stato bonificato il porticciolo di Selinunte dal dipartimento regionale di protezione civile e dall'associazione gli angeli per la vita di Castelvetrano.
Sono state recuperate 3 bombe che giacevano a circa 4 metri di profondità nello specchio d'acqua antistante il porticciolo, a circa 200 metri dal bagnasciuga.

Fonte: http://www.telesud3.com/cronaca/ordigni-bellici-rinvenuti-a-selinunte-10632.asp

Il mio commento:
Una notizia davvero curiosa. La fonte dichiara una bonifica bellica portata a termine da un dipartimento di protezione Civile coadiuvata da un'associazione dello stesso paese. La bonifica si è conclusa con il rinvenimento a pochi metri dal bagnasciuga di 3 bombe probabilmente a vista posate sul fondo dai tempi della guerra mondiale o per altri motivi. Naturalmente è necessario comprendere se queste persone sono abilitate alla ricerca di residuati bellici del tipo esplodente, probabilmente no.

Le bombe in acqua
Ogni residuato bellico posato sul fondo marino, con il passare del tempo diventa indistinguibile in quanto l'involucro dello stesso assume stessi colori, stesso aspetto dell'ambiente che lo circonda, perciò è inevitabilmente ricoperto di vegetazione, sassolini etc..Ma una volta riconosciti, individuati come deve comportarsi il sub impegnato nell'operazione subacquea…? Non deve toccare, spostare nulla, proprio perché non essendo un tecnico non può riconoscere stabilità, nazionalità e caricamento del residuato bellico. Anzi è obbligo avvisare carabinieri e Capitaneria di Porto. Quest'ultima Autorità avvierà ogni procedura per l'eliminazione dei probabili residuati bellici, per mezzo dei nuclei SDAI della Marina Militare (mia convinzione che le operazioni siano state affidate appunto allo Sdai).
G.L.

Perchè la bonifica bellica

Bomba da 500 libbre scoperta in un campo

04/05/2012
Una memoria di ferro, non c'è che dire. È merito di un pensionato se s'è potuta scoprire una bomba della Seconda guerra mondiale in un campo di via Chioda alle Golosine. L'altro giorno la ditta che esegue periodicamente dei lavori di bonifica nel terreno del consorzio Zai ha rinvenuto una bomba da 500 libbre nel terreno. Ma a dare l'imbeccata è stato un nonnetto residente nella zona che si ricordava che all'epoca aveva fatto notizia quella bomba caduta e non esplosa, ed era stata meta di pellegrinaggi dei ragazzini. Ebbene l'ordigno di fabbricazione britannica è ancora lì, come hanno avuto modo di constatare ieri i due sott'ufficiali del VIII genio guastatori paracadutisti Folgore della Briscese che sono stati a fare il sopralluogo per verificare lo stato dell'ordigno. Il caponucleo caporal maggiore capo Saverio Gallo e il sergente maggiore Giuseppe Quattruomini, coordinati dal capitano Giuseppe La Ianca hanno esaminato la bomba che era stata coperta da un telo di nylon e hanno subito notato che la spoletta posteriore era ancora innescata e anche rotta. Quindi la bomba è potenzialmente pericolosa. Di spostarla non se ne parla proprio. Per ragioni di sicurezza non diamo l'esatta ubicazione di dove si trova. L'area attorno è stata transennata e il luogo verrà tenuto d'occhio dalle forze dell'ordine. Ieri pomeriggio sul posto c'era anche una pattuglia delle Volanti e pure l'automedica, perchè quando ci sono i sopralluoghi l'allerta è massima. Adesso il Genio farà una relazione dettagliata che fornirà alla prefettura. Verranno poi fatti i comitati per il disinnesco e il trasporto del reperto bellico. E verrà fissata la data per il brillamento.A.V.

Fonte: http://www.larena.it/stories/dalla_home/358618_bomba_da_500_libbre_scoperta_in_un_campo/

Perchè la bonifica bellica

Bomba in via Chioda
Area già in sicurezza

E' stata messa in sicurezza l'area di via Chioda dove nei giorni scorsi è stato rinvenuto un grosso ordigno bellico della seconda guerra mondiale. Nel pomeriggio c'è stato il primo intervento degli uomini dell'ottavo reggimento genio guastatori "Folgore" di Legnago, che hanno bonificato l'area isolando i congegni di accensione. Nei prossimi giorni il vertice, in Prefettura, in cui verranno definite le operazioni per il disinnesco e il brillamento. Agli ordini del capitano Giuseppe La Ianca hanno operato il caporal maggiore Saverio Gallo e il sergente maggiore Giuseppe Quattromini. La bomba, di fabbricazione inglese, pesa cinquecento libbre e conterrebbe circa duecentocinquanta chili di esplosivo.
La Ianca ha rivolto un plauso alla proprietà dell'area, il Consorzio Zai, per avere attivato una bonifica preventiva a seguito della segnalazione di un anziano residente del posto. L'area è poco abitata ma è accanto alla linea ferroviaria Verona-Mantova e in un corridoio di volo del Catullo.

Fonte: http://www.tgverona.it/pages/121/325546/Bomba_in_via_ChiodaArea_gia_in_sicurezza.html

Perchè la bonifica bellica

I sommozzatori faranno brillare una bomba sotto la condotta dell'Eni

di Giacomo Mascellani

Cesenatico (Forlì Cesena), 2 maggio 2012 - Slittano a questo fine settimana o all'inizio della prossima, le operazioni di recupero della bomba rinvenuta a circa 15 chilometri dalla costa di Cesenatico nord, che si trova sotto una condotta dell'Eni, che dalla piattaforma "Cervia A" dove si estrae gas, porta a terra sino al Rubicone.
Soltanto domani arriveranno gli operai dell'Eni per preparare il terreno alla squadra specializzata della Marina Militare, che poi si dovrà organizzare. Il residuato bellico ha una lunghezza di circa un metro ed un diametro di una ventina di centimetri. La bomba fu scoperta due settimane fa da alcuni operai dell'Eni, che stavano posizionando una condotta di piccole dimensioni a lato della condotta principale. I lavori sono stati interrotti, ma i primi tentativi di ricognizione e recupero, imposti dalla prefettura di Forlì, sono andati a vuoto a causa della scarsa visibilità.
Così l'autorità marittima ha deciso di far intervenire prima una squadra di subacquei dell'Eni per posizionare due gavitelli e segnalare l'area dove è presente l'ordigno. Questo dovrebbe appunto avvenire domani, e successivamente entreranno in azione i sommozzatori dello Sdai di Ancona, per capire precisamente di quale ordigno si tratta e quindi attivare le procedure per farlo brillare in un tratto di mare sicuro, ovviamente distante dalla piattaforma.

Fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/cesena/cronaca/2012/05/02/706183-sommozzatori_faranno_brillare.shtml

Perchè la bonifica bellica

Residuati bellici trovati a Crotone, arriva il Genio Militare

26 aprile 2012
Sono arrivati poco dopo le 11:30 in piazza Castello a Crotone gli uomini dei Genio Militare, con un apposito mezzo, per le ricerche di residuati bellici nell'area, rinvenuti durante le operazioni di risistemazione della zona. In particolare, le ricerche si concentrano nell'area delimitata che è quella della cosìddetta vasca, in cui si ritiene possibile la presenza di ordigni o altro materiale bellico. E gli uomini del genio militare, insieme ad una ditta specializzata, dovranno accertare la presenza di questo materiale, per poi, eventualmente, rimuoverlo e poter proseguire i lavori di riqualificazione della piazza.

Fonte: http://www.cn24.tv/news/45979/residuati-bellici-trovati-a-crotone-arriva-il-genio-militare.html

 

Perchè la bonifica bellica

Bari, ordigno bellico
in area nuova sede
Consiglio regionale

23 aprile 2012

BARI – Ancora un ordigno esplosivo, il secondo nel giro di pochi giorni, risalente alla seconda Guerra Mondiale, è stato trovato nell'area dove sorgerà la nuova sede del Consiglio Regionale pugliese a Bari, nel quartiere Japigia. Lo rende noto l'assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile, Fabiano Amati. Si tratta di una granata di 88 millimetri contenente circa 2 chilogrammi di tritolo, di fabbricazione presumibilmente tedesca, che sarà quanto prima rimossa dagli artificieri.

Nella zona sono in corso operazioni di bonifica e ricerca di residuati bellici: si tratta dell'area denominata Campo San Marco, che è stata sede della polveriera militare. La bonifica sta riguardando la rimozione dei rifiuti speciali esistenti nell'area e quella di ordigni esplosivi residuati bellici. I lavori – precisa Amati in una nota – sono eseguiti da una ditta specializzata sotto il controllo dell'Ispettorato delle Infrastrutture dell'Esercito, che procede anche al collaudo delle aree bonificate contestualmente all'avanzamento dei lavori. Il ritrovamento dell'ordigno e la presenza di diffusi segnali ferromagnetici – è precisato – sta costringendo all'esecuzione delle opere di scavo per strati successivi.

Fonte: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=513017&IDCategoria=11

Perchè la bonifica bellica

Montagnareale: rinvenuto ordigno bellico alla scuola materna di Santa Nicolella, intervento degli artificieri

20 Aprile 2012
Ieri mattina il personale specializzato in servizio presso il Comando 4° Reggimento Genio Guastatori di Palermo ha fatto brillare n. 1 colpo da mortaio da 8 cm HE di nazionalità tedesca, residuo bellico del secondo conflitto mondiale in pessimo stato di conservazione.

L'ordigno bellico era stato rinvenuto, qualche giorno fa, nella Frazione Santa Nicolella di Montagnareale nei pressi della scuola materna e di abitazioni private.

"Esprimo il mio apprezzamento ed il mio plauso ai Carabinieri della Stazione di Patti per la professionalità e serietà con le quali sono state condotte le fasi di allerta e l'intervento di brillantamento/distruzione dell'ordigno bellico e le fasi di allerta" asserisce il Sindaco Anna Sidoti intervenuta sui luoghi, una volta venuta a conoscenza dell'accaduto.

Sul posto sono giunti anche il Dirigente Scolastico, professoressa Pina Pizzo, ed il suo Vice, professore Santino De Luca Gaglio, oltre ad alcuni collaboratori comunali.

Fonte: http://www.incamminoweb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=8701:montagnareale-ordigno-bellico-alla-scuola-materna-di-santa-nicolella-intervento-degli-artificieri&catid=105:cronaca

Perchè la bonifica bellica

Trovano bomba in mare e poi la perdono

18/04/2012
CESENATICO - L'hanno vista e poi persa. In mare tutto si è fermato considerato l'oggetto di cui stiamo parlando: un presunto ordigno bellico di circa un metro di lunghezza e 20 centimetri di diametro, avvestato nei giorni scorsi dagli operai Eni che si trovavano al lavoro nella piattaforma Cervia A, a circa 16 miglia dalla costa di Cesenatico. Appena avvistato ha obbligato gli operai a interrompere i lavori in mare, facendo intervenire i sommozzatori della marina militare del nucleo Sdi di Ancona.

Giunti nell'area della segnalazione però, i militari non sono riusciti a rintracciare l'ordigno, portando così la prefettura di Forlì-Cesena a chiedere alla capitaneria di porto di Cesenatico di firmare un'ordinanza per proibire nuovamente il divieto alla navigazione, dopo la scadenza di quella già emessa da Rimini. Nei prossimi giorni agli operai Eni sarà concesso di tornare sul posto per sistemare dei cavitelli e rendere più riconoscibile il presunto ordigno e permettere così ai sommozzatori della marina di individuare l'oggetto alla deriva e recuperarlo per le opportune verifiche.

Fonte: http://www.romagnanoi.it/news/cesena/730272/Trovano-la-bomba-in-mare-poi-la-perdono.html

Perchè la bonifica bellica

Fa le pulizie in garage e trova ordigno Lo impacchetta e lo porta in caserma

Brivio, 18 aprile 2012 – Un pensionato ha trovato una bomba inesplosa nel proprio garage di casa. Invece che allertare subito i carabinieri, ha preso l'ordigno, lo ha messo in una busta di plastica e si è recato lui in caserma. Il piantone ha immediatamente preso in carica il residuato e lo ha deposto in un giardinetto interno al presidio di pubblica sicurezza, costruendo una sorta di trincea con sacchi di sabbia e sgomberando l'edificio. Poi ha subito allertato gli artificieri.
Tutto è successo l'altra mattina, quando un 72enne di Airuno si è armato di ramazza per ripulire il box della propria abitazione in vista della vendita dell'immobile. Durante le "pulizie" di primavera è saltata fuori una granata di mortaio a goccia da 81 millimetri. Come nulla fosse l'ha impacchettata e l'ha portata in caserma a Brivio. Nel pomeriggio gli esperti del Nucleo antisabotaggio hanno fatto brillare la bomba in una cava del paese. L'anziano invece è stato denunciato per detenzione abusiva da arma da guerra perchè a quanto sembra teneva l'ordigno nella rimessa da circa vent'anni.

Fonte: http://www.ilgiorno.it/lecco/cronaca/2012/04/18/699381-lecco-brivio-ordigno.shtml

Perchè la bonifica bellica

Una vecchia granata
trovata nel cantiere
per la nuova Regione Puglia

BARI – Una granata del diametro di 75 mm e lunga 40 cm risalente alla seconda guerra mondiale è stata trovata a Bari durante i lavori di scavo per la realizzazione della nuova sede del Consiglio regionale nel quartiere Iapigia. Lo rende noto l'assessore regionale alle opere pubbliche Fabiano Amati, secondo cui il ritrovamento costringerà ad eseguire "gli scavi per strati successivi", con il rischio di condizionare il cronoprogramma dei lavori.

L'ordigno è stato neutralizzato e rimosso da personale militare specializzato. Nella zona è in corso una prima fase di lavori per la bonifica dell'area "acquistata dall'Agenzia del Demanio – precisa Amati – e già sede della polveriera militare intitolata al tenente d'artiglieria Carlo Cassinis". "La bonifica – prosegue – riguarda la rimozione dei rifiuti speciali esistenti nell'area e quella da ordigni esplosivi residuati bellici".

I lavori sono eseguiti da una ditta specializzata sotto il controllo dell'Ispettorato delle Infrastrutture dell'Esercito, 10ø Reparto Infrastrutture Ufficio B.C.M., che procede anche al collaudo delle aree bonificate contestualmente all'avanzamento dei lavori. "Il ritrovamento dell'ordigno e la presenza di diffusi segnali ferromagnetici – afferma ancora Amati – rilevati da speciali apparecchiature, sta costringendo all'esecuzione delle opere di scavo per strati successivi.

Fonte: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=511557&IDCategoria=1

Perchè la bonifica bellica

Bomba di aereo scoperta nel Mar Piccolo

(AGI) - Bari, 19 apr. - Una grossa bomba di aereo delle dimensioni di 1 metro, del peso di circa 250 Kg, con al suo interno circa un quintale di tritolo, e' stata scoperta dai finanzieri della Sezione Operativa Navale di Taranto nel primo seno del Mar Piccolo. L'ordigno, posizionato sopra la meda di allineamento utilizzata dalle navi per entrare in Mar Piccolo dal Ponte girevole, era mimettizato con un groviglio di cime, probabilmente per non renderlo visibile alla vista delle forze dell'ordine, ed era pronto per essere svuotato del contenuto di tritolo per il successivo utilizzo, probabilmente da pescatori di frodo. I sommozzatori della Guardia di Finanza hanno infatti rinvenuto un altro ordigno bellico gia' svuotato del contenuto di tritolo. La Prefettura ha coordinato e pianificato le attivita' necessarie a garantire l'ordine e la sicurezza pubblica nelle acque circostanti il luogo del rinvenimento sino al definitivo brillamento.
(AGI) ta2/Tib

Perchè la bonifica bellica

Bomba della seconda guerra mondiale è riaffiorata a Santa Barbara. Gli artificieri l'hanno messa in sicurezza

13 aprile 2012
Ritrovato un ordigno bellico della Seconda guerra mondiale a Santa Barbara. La bomba è venuta alla luce durante dei lavori di scavo in corso su una strada e subito sono stati allertati i carabinieri di Castelnuovo dei Sabbioni, che hanno transennato la zona.
La bomba, pesante alcune decine di chili, probabilmente era stata sganciata da un piccolo aereo come quelli utilizzati per colpire obiettivi più piccoli come le linee ferroviarie. Il luogo del ritrovamento fa pensare che l'obiettivo della missione fosse la tratta ferroviaria fra San Giovanni e Santa Barbara, utilizzata per il trasporto della lignite dalla miniera alla Ferriera.
L'ordigno, messo in sicurezza dagli artificieri che hanno provveduto a renderlo innocuo rimuovendo la spoletta, verrà fatto brillare all'interno del bacino minerario, che anche in passato più volte ha ospitato altre operazioni del genere.

Fonte: http://valdarnopost.it/news/bomba-della-seconda-guerra-mondiale-e-riaffiorata-a-santa-barbara-gli-artificieri-l-hanno-messa-in-sicurezza

Perchè la bonifica bellica

Tav, ordigni bellici a Bariano
Trovati proiettili, cantiere fermo

10 aprile 2012
Gli artificieri hanno rimosso mercoledì 11 aprile tre grossi proiettili da mortaio della Seconda guerra mondiale da un punto del tracciato ferroviato della Teb, nella campagna di Bariano, dove erano state ritrovata sepolte tre settimane fa. Si tratta di bombarde da 88 millimetri di diametro.

Da tempo sono in corso i lavori di sbancamento del terreno sul quale passerà la nuova ferrovia e le ruspe lo scorso 24 marzo avevano individuato a circa un metro e mezzo di profondità i tre residuati bellici inesplosi. Gli operai aveva subito bloccato i lavori di escavazione lanciando l'allarme. Ed erano state attuate subito le misure di sicurezza.

Le tre bombarde sono state rimosse dai militari del 10° Reggimento genio guastatori di Cremona sotto il diluvio che mercoledì mattina ha interessato la Bassa e ha penalizzato un po' l'intervento, peraltro concluso senza problemi. I proiettili da mortaio sono stati caricati su un apposito mezzo e trasportati altrove per farli esplodere. Sul posto anche i carabinieri di Treviglio, il personale del 118 e i tecnici del cantiere ferroviario.

Fonte: http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/626390/

Perchè la bonifica bellica

ITRI – FATTO BRILLARE RESIDUATO BELLICO TROVATO DURANTE IL TAGLIO DELLA LEGNA PER I FALO' DI SAN GIUSEPPE

Intervento congiunto, ieri a Itri, da parte degli Artificieri dell'Esercito Italiano, dei Carabinieri della locale stazione e dei Vigili urbani del posto. Il lavoro sinergico si è reso necessario per far brillare un residuato bellico della seconda guerra mondiale, venuto alla luce nel periodo che precedeva la festività di San Giuseppe quando, nel tagliare la legna da destinare ai nove falò in programma il 19 marzo nei rioni del paese, gli addetti a questa operazione trovarono nei boschi del versante nordorientale della fascia collinare un proiettile di cannone. Il residuato risultava perfettamente attivo, come si era potuto evincere dal tempestivo sopralluogo effettuato dagli operatori del reparto Artificieri dell'Esercito, per cui si era resa necessaria la
sua provvisoria collocazione in un luogo sicuro. Ieri, poi, dopo essere stato trasportato in una cava estrattiva sulla Itri-Formia, è stato fatto brillare. Si trattava di un proiettile di cannone lanciato dalle truppe alleate e rimasto inesploso. Purtroppo quello di ieri non è l'unico residuato bellico trovato negli undicimila ettari del territorio comunale. Si contano a decine i ritrovamenti, anche dopo alcuni decenni alla fine del conflitto, di bombe, mine e proiettili, qualcuno dei quali ha lasciato segni tragici, mentre molti hanno segnato rammaticamente
l'esistenza di persone, in maggior parte ragazzi, rimasti feriti in maniera irrecuperabile dall'esplosione delle armi belliche rimaste attive sotto terra. Da parte dei responsabili della sicurezza per queste problematiche è giunto l'invito a non sottovalutare il rischio sempre in agguato soprattutto in occasione di scavi o di movimento terra.

Fonte: http://www.h24notizie.com/news/2012/04/06/itri-fatto-brillare-residuato-bellico-trovato-durante-il-taglio-della-legna-per-i-falo-di-san-giuseppe/

Perchè la bonifica bellica

Trovati due ordigni bellici
Il sindaco rassicura: «Non c'è pericolo di esplosioni»

SELVAZZANO. Due ordigni inesplosi vicino al ponte di Tencarola. Durante le bonifiche di routine nell'ambito dei lavori di consolidamento degli argini danneggiati dall'alluvione, i sommozzatori del Genio civile hanno trovato due bombe sul tratto arginale destro: una di dimensioni contenute, l'altra da quattro quintali, tra i più grossi ritrovamenti su scala nazionale. La prima si ritiene risalga all'ultimo conflitto mondiale, la seconda, più rara, ha una datazione ancora incerta. Entrambe pare siano state portate dall'ondata di piena del Bacchiglione.
Mercoledì scorso, i tecnici del Genio hanno trasmesso un rapporto alla prefettura di Padova, che si è rivolta al comando del Fod (Forze operative difesa) di Vittorio Veneto. Passate le vacanze pasquali, gli artificieri del Genio guastatori di stanza a Trento e Bolzano effettueranno un sopralluogo. Dopo le telefonate in municipio di cittadini preoccupati dalla presenza delle bombe, Enoch Soranzo tranquillizza gli animi: «Non abbiamo ricevuto», rassicura il sindaco, «nessuna comunicazione su un eventuale pericolo d'esplosione. Nelle prossime settimane, ci informeranno se sarà necessario procedere con alcune evacuazioni entro un determinato raggio di distanza dagli ordigni. Con il Genio civile abbiamo intanto condiviso la modifica del cronoprogramma del cantiere. Ho sollecitato il viceprefetto Alessandro Sallusto perché l'area interessata venga bonificata al più presto».
Mattia Rossetto

Fonte: http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2012/04/07/news/trovati-due-ordigni-bellici-1.3786552

Perchè la bonifica bellica

Bomba della II Guerra Mondiale nel mare di Vallugola, la trova un sub

E' stato un sub durante un'immersione a rinvenire un ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale a largo delle coste pesaresi, tra sabato 31 marzo e domenica 1 aprile. Un ordigno che è stato fotografato dallo SDAI (Servizio Difesa Antimezzi Insidiosi) su richiesta della Capitaneria di Porto per studiarlo meglio e capire se si può spostarlo o farlo brillare dove si trova, a circa 600 metri a sud del porto di Vallugola, a 200 metri dalla costa, su un fondale profondo neanche 2 metri

Il tratto di mare antistante Vallugola, uno specchio d'acqua di 500 metri, è stato interdetto alla balneazione, alle attività subacquee, alla pesca, al transito e alla sosta delle barche, in attesa che si proceda alla detonazione sottomarina dell'ordigno lungo oltre un metro.

di Carlo Leone

Fonte: http://www.pesarourbinonotizie.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5036&Itemid=33

Perchè la bonifica bellica

Col trattore urta una bomba nel campo

30 marzo 2012
Guardamiglio - Lavora in mezzo ad un campo e spunta una granata d'artiglieria della seconda guerra mondiale. Sorpresa, a Mezzana Casati, frazione di San Rocco al Porto: il proprietario della cascina Dossarelli Nuovi, Pierenrico Castelli, mentre stava rullando il terreno nei pressi dell'argine, ha sentito uno strano rumore: da sottoterra, a circa 20 - 25 centimetri di profondità, è spuntato un oggetto cilindrico che, al momento, non sembrava un ordigno.

L'agricoltore ha fermato il mezzo, è sceso ed ha raccolto lo strano oggetto portandolo verso la cascina. In un secondo momento, ha capito che poteva essere un residuato bellico e ha chiamato i carabinieri. I militari dell'Arma della stazione di Guardamiglio hanno accertato che il manufatto, lungo circa venti centimetri e del peso di circa tre chilogrammi, era una granata da carroarmato risalente all'ultimo conflitto mondiale.

Il vecchio ordigno è stato dunque sepolto sotto alcuni centimetri di terra e il luogo del ritrovamento è stato recintato con un nastro bianco e rosso in attesa che il Decimo Reggimento del Genio Guastatori di Cremona arrivi sul posto e disinneschi il residuato. Probabimente gli uomini dell'esercito arriveranno la prossima settimana. Alla fine di aprile del 2010, in un campo non distante, sempre a Mezzana Casati, affiorò una bomba contenente ottanta chili di fosforo.
Autore: m.s.

Fonte: http://www.fombio.com/notizia.php?NewsID=4681

Perchè la bonifica bellica

Artificeri sulle colline di Andora per disinnescare una bomba della Seconda Guerra Mondiale

30 marzo 2012
Gli artificieri sono arrivati ieri ad Andora per un sopralluogo al villaggio Aurora, sulla collina dove pochi giorni fa era stata trovata una bomba di aereo, un residuato bellico inesploso, ma ancora attivo. A ritrovare la bomba sono stati alcuni operai che stanno lavorando per sistemare la zona. «Non c'è alcun pericolo», tranquillizza il sindaco Franco Floris. Il sopralluogo degli artificieri è il primo passo per arrivare allo spostamento dell'ordigno che potrebbe essere spostato e fatto brillare anche in un'altra zona. A tempi brevi sarà coordinato dalla Prefettura un servizio interforze.
scritto da Antonio Amodio

Fonte: http://www.puntoalbenga.it/news/2012/03/30/artificeri-sulle-colline-di-andora-per-disinnescare-una-bomba-della-seconda-guerr_96606533-1e74-4551-bc49-38da5333f76e

Perchè la bonifica bellica

Salerno: ritrovato ordigno bellico della seconda guerra mondiale

Salerno, 28 mar. (Adnkronos) - Un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale e' stato trovato stamattina nei pressi dello svincolo di Ponte Cagnano dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. L'ordigno e' stato scoperto all'interno di un canale di irrigazione da un'operaio del consorzio per il miglioramento fondiario del picentino che stava lavorando nella zona. L'uomo ha subito contattato i carabinieri del Comando provinciale di Salerno. L'intera area e' stata messa in sicurezza dai militari della compagnia di Salerno.

Fonte: http://napoli.repubblica.it/dettaglio-news/18:02/4138716

Perchè la bonifica bellica

Dalle zolle spunta una bomba

OSTIGLIA. Stava arando col trattore un terreno vicino a casa, in via Cascine a Correggioli. Improvvisamente, tra le zolle di terra, ha visto emergere un grosso proiettile, dieci centimetri di diametro per mezzo metro di lunghezza e ha bloccato il trattore. Una rotata in più o in meno e la bomba - un residuato bellico risalente alla Seconda Guerra Mondiale - perfettamente intatto, avrebbe potuto esplodere. Per fortuna il pericolo è stato scongiurato dalla prontezza dell'agricoltore, Roberto Oltramari, che ha visto in tempo l'ordigno emergere dal terreno e subito l'ha riconosciuto. Ha così allertato la polizia stradale di Ostiglia, che in pochi minuti era già sul posto.
È successo ieri pomeriggio all'una. La pattuglia della Stradale subito ha recintato l'area, peraltro vicina al nucleo abitato, e avvisato la prefettura e il Comune.
Dopodiché sono stati chiamati gli artificieri. Intanto sono stati informati anche i residenti della zona, affinché nessuno si avvicini all'area recintata.
Certo, il proiettile, che probabilmente era stato inserito in un cannone da campagna con funzione da contraerei, giace sepolto sotto la terra da quasi sett'anni e non è mai successo nulla. Però, essendo inesploso, è potenzialmente attivo quindi pericoloso.
Il nucleo artificieri già domani sarà in sopralluogo, dopodiché la bomba sarà fatta brillare, probabilmente in loco.
I ritrovamenti di ordigni bellici sono ormai una consuetudine nella nostra provincia.
Vengono perlopiù ritrovati proiettili di cannoni usati batteria della contraerei . La Seconda Guerra ha prodotto due diversi tipi di cannoni contrarerei, con due diverse modalità di impiego: pezzi di piccolo calibro (40 mm) con alta cadenza di tiro ed elevata mobilità tattica e pezzi di grosso calibro (90 mm) con maggiore gittata ma minore mobilità tattica e minore velocità. (d.m.)

Fonte: http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2012/03/23/news/dalle-zolle-spunta-una-bomba-1.3717085

Perchè la bonifica bellica

Bomba sulla Pompeiana, si muove il commissariato

Fermo Bomba della seconda guerra mondiale rinvenuta in un campo nei pressi della strada Pompeiana: avviato l'iter per l'arrivo degli artificieri

sabato, 24 marzo 2012 - Già nella mattinata di ieri gli agenti del Commissariato di Polizia di Fermo si sono recati sul posto per i relativi accertamenti ed hanno interdetto lo spazio dov'è stata rinvenuta, dal signor Ilario Ferroni, la spoletta risalente alla seconda guerra mondiale. Sempre ieri tutti i documenti del caso sono stati inviati agli uffici della Prefettura di Fermo che provvederà nell'immediato ad allertare gli artificieri del genio militare.

"Quando i cittadini rinvengono residuati bellici del tipo spolette o bombe – spiega il vice prefetto Francesco Martino - devono immediatamente andare in una caserma di polizia o carabinieri per fare le dovute denunce di quanto trovato in modo tale che le istituzioni competenti possano avviare le procedure di rito. Questo è quanto mai importante per la sicurezza".

Dopo la segnalazione fatta dal signor Ilario Ferroni al Corriere Adriatico, la Prefettura ha chiesto formalmente sia al commissariato di polizia che al comando dei carabinieri se nell'ultimo periodo erano arrivate segnalazione della presenza della bomba in questione in zona Pompeiana. Vice prefetto che ha convocato il maresciallo dei carabinieri chiedendo di visionare tutti i documenti sul caso.

L'ultima segnalazione risale al 2007 e dalle carte risulta che c'è stato l'intervento degli artificieri che hanno effettuato la bonifica facendo brillare gli ordigni in questione. A parte quel caso non sono emerse nuove segnalazioni.

Ieri comunque, grazie all'impegno degli uffici competenti, c'è stata una nuova mobilitazione generale per garantire la sicurezza dell'area in questione e del lavoro quotidiano nei campi del signor Ilario Ferroni. Non resta ora che attendere l'arrivo degli artificieri che faranno brillare la bomba rendendo innocuo il residuato bellico. Basti pensare che sono state venti, nel corso degli anni, le bombe rinvenute in quella zona.

Fonte: http://sfoglia.corriereadriatico.it/Articolo?aId=1271354

Il mio commento:

Signor Prefetto, Lei ha tutta la nostra solidarietà! Noi siamo qui dal 2005 a cercare di spiegarlo agli italiani!

Perchè la bonifica bellica

Fratticiola, nei campi un ordigno bellico

Ritrovato da alcuni tagliatori di legna che l'avevano urtato con l'auto. Ordinanza del sindaco per la messa in sicurezza

PERUGIA - Un ordigno bellico della Seconda guerra mondiale dimenticato per sei decenni a lato di una stradina di campagna. A riportarlo alla luce sono stati alcuni tagliatori di legna, che avevano urtato il proiettile di artiglieria inesploso con la loro macchina mentre percorrevano un sentiero sterrato, che dalla strada per Fratticiola porta in mezzo ai campi. Sul posto, l'erba tagliata da pochi giorni ha permesso di individuare l'ordigno, lungo circa 40 centimetri e di 15 di diametro, che il conducente dell'auto sembra abbia inizialmente scambiato per un sasso che intralciava la marcia.
I carabinieri della stazione di Farneto di Colombella hanno delimitato l'area con cordoni di nastro segnaletico e messo in sicurezza la zona, vietando l'accesso per motivi di sicurezza. Disposizioni ribadite dal sindaco, Wladimiro Boccali, in un'ordinanza comunale emessa ieri.
Il ritrovamento del proiettile da artiglieria «in discreto stato di manutenzione», si legge nell'ordinanza del sindaco, è avvenuto in Strada per Fratticiola Selvatica, all'altezza del Km. II in un terreno agricolo di proprietà della Civitella D'Arna Società Semplice. «La presenza dell'ordigno - si legge nel documento firmato dal primo cittadino - rappresenta comunque fonte di rischio e di potenziale pericolo e richiede l'adozione di idonee misure di sicurezza. Alla proprietà - continua il testo dell'ordinanza - l'assoluto divieto di accesso alla zona di pericolo al fine di impedire a chiunque di avvicinarsi sia in maniera volontaria che accidentale, fino ad avvenuta bonifica».

Fonte: http://www.giornaledellumbria.it/article/article23289.html

Perchè la bonifica bellica

Santo Stefano al Mare: trovato ordigno bellico ai bordi della pista ciclabile, in arrivo gli artificieri

16/02/2012 - Un ordigno bellico, presumibilmente una granata da mortaio risalente alla Seconda Guerra Mondiale, è stato ritrovato questo pomeriggio ai bordi della pista ciclabile a Santo Stefano al Mare. Il tratto in questione è quello all'altezza del centro storico del comune. Sul posto si sono subito recati i carabinieri della locale stazione, il sindaco Marcello Pallini ed il personale di Area 24.
L'ordigno, ritrovato dal personale della cooperativa Il Cammino che stava effettuando i consueti interventi di manutenzione sulla pista ciclabile, è in una porzione di giardino che separa il tracciato con l'Hotel Anthurium. La zona è stata immediatamente transennata ed interdetta al pubblico. Ora si sta attendendo l'arrivo degli artificieri che effettueranno un primo sopralluogo. La granata, lunga circa 30 centimetri, è senza spoletta con un conseguente maggior pericolo.
"Attendiamo l'arrivo degli artificieri e poi valuteremo la situazione - ha commentato il sindaco di Santo Stefano al Mare Marcello Pallini - presumibilmente questo ordigno non era li da molto, in quanto vengono effettuati spesso dei lavori di pulizia e nessuno l'ha mai visto. Ci sono alcune case a circa 50 metri di distanza ma non sono a rischio. Per questo, allo stato attuale, oltre ad isolare la zona di pista in questione, non abbiamo assunto alcun altro provvedimento".

Fonte: http://www.sanremonews.it/2012/03/16/leggi-notizia/argomenti/cronaca/articolo/santo-stefano-al-mare-trovato-ordigno-bellico-ai-bordi-della-pista-ciclabile-nel-centro-storico.html

Perchè la bonifica bellica

Nella ghiaia spunta la bomba

COSTA DE' NOBILI – Oggi alle 11 a Costa dè Nobili è stato ritrovato un ordigno bellico. Il rinvenimento è avvenuto presso il deposito della ditta Vaga srl. All'interno di un cumulo di ghiaia proveniente dalle cave del fiume Trebbia è infatti spuntato un ordigno da mortaio. La bomba, in mediocre stato di conservazione – presumibilmente residuato dell'ultimo conflitto mondiale – è stata adeguatamente protetta in attesa dell'intervento di personale specializzato dell'esercito. Sul posto i carabinieri.

Fonte: http://www.vogheranews.it/wp/2012/03/costa-de-nobili-15032012-nella-ghiaia-spunta-la-bomba/

Perchè la bonifica bellica

BACOLI / Operaio scopre 3 ordigni bellici della Seconda Guerra Mondiale sulla spiaggia del Fusaro

BACOLI - Ad appena un mese di distanza dal ritrovamento di una bomba a mano, altri proiettili di artiglieria pesante risalenti alla Seconda Guerra Mondiale sono venuti alla luce sulla spiaggia del Fusaro, a Bacoli. Questa volta la sabbia ha restituito 3 proiettili di artiglieria pesante della lunghezza di circa mezzo metro. La scoperta è stata fatta questa mattina poco dopo le 10 durante i lavori di scavo in un complesso di proprietà privata all’interno del parco Quarantennale in via Cavitello.

LA SCOPERTA – A rinvenirli un operaio della ditta DMD impegnata nei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo del complesso immobiliare “Ex colonia marina Lorenzo Pasquinelli”. Nella fattispecie l’operatore, durante le operazioni di scavo per la realizzazione di una piscina, si insospettiva della presenza dei tre strani oggetti misti al terreno finiti nella benna dell’escavatrice che stava manovrando. Sul posto in quel momento c’era anche l’archeologa incaricata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali. Trovatisi di fronte ai residuati bellici inesplosi, i due immediatamente avvertivano il responsabile del cantiere che faceva scattare le misure di sicurezza all’interno del cantiere. Sul posto giungevano i carabinieri della stazione di Bacoli diretti dal maresciallo Carmine Napolitano e i militari della compagnia di Pozzuoli che disponevano la chiusura dell’area.

SMINAMENTO - Interdetta la zona dello scavo, nella quale ora sono state fermate tutte le operazioni di scavo, per i prossimi giorni è previsto l’arrivo degli artificieri che oltre a far brillare gli ordini dovranno provvedere allo sminamento dell’intera area. Il timore è che in quell’area possano esserci altri residuati bellici. Ipotesi avvalorata dal precedente rinvenimento, che risale ad appena un mese fa quando sempre durante gli stessi lavori fu rinvenuta una bomba a mano poi successivamente fatta brillare dagli artificieri.

GENNARO DEL GIUDICE

Fonte: http://www.cronacaflegrea.it/bacoli-operaio-scopre-3-ordigni-bellici-della-seconda-guerra-mondiale-sulla-spiaggia-del-fusaro-le-foto/


Perchè la bonifica bellica

Troina. Artificieri esercito fanno brillare ordigno bellico risalente al secondo conflitto mondiale

13 Marzo 2012

Troina. Gli artificieri dell'Esercito hanno provveduto al brillamento di un ordigno bellico risalente al secondo conflitto mondiale che un allevatore di Troina aveva rinvenuto in un suo terreno in contrada Feudo Grande.
L'allevatore aveva segnalato la presenza del sospetto ordigno ai Carabinieri, che avevano attivato la procedura per l'intervento di bonifica.
Sovente nelle campagne di Troina sono stati rinvenuti residuati bellici inesplosi, tutti risalenti al secondo conflitto mondiale. Nell'agosto del 1943, infatti, nell'area di Troina compresa fra le contrade di monte Acuto e Femminamorta, i tedeschi avevano dislocato la resistenza contro l'avanzata della Prima Divisione dell'esercito statunitense.
Dallo scontro che ne nacque, passato alla storia come la "Battaglia di Troina", persero la vita numerosi cittadini troinesi.
Per le sofferenze patite dalla cittadinanza in quel periodo, il comune di Troina è stato insignito della Medaglia d'Oro al Valore Civile.

Sandra La Fico

Fonte: http://www.vivienna.it/2012/03/13/troina-artificieri-esercito-fanno-brillare-ordigno-bellico-risalente-al-secondo-conflitto-mondiale/

Perchè la bonifica bellica

Residui bellici, un conto aperto ancora da pagare

I fondi per la bonifica delle bombe del conflitto ad Anzio

Bombe a caro prezzo. Nel territorio di Anzio, a circa 70 anni dal termine della seconda guerra mondiale, ancora si paga il prezzo del conflitto, che ha lasciato tracce indelebili nella memoria dei cittadini, ma anche nelle tasche dei contribuenti. Nella zona di Padiglione, dove dovrebbe sorgere la nuova Città artigiana, anche di recente l'Amministrazione comunale ha dovuto deliberare una spesa di oltre 70mila euro per le operazioni di bonifica degli ordigni bellici tornati alla luce.

Un'operazione necessaria considerati i lavori di scavo della zona, anche per garantire la sicurezza dei cittadini, ma di certo alcune cifre hanno lasciato basiti molti cittadini. Nella delibera di spesa si fa riferimento anche ad un transennamento dell'area dove erano presenti gli ordigni e alla presenza di un servizio di vigilanza, attività affidate con "somma urgenza" alla stessa ditta incaricata della bonifica, un'azienda della provincia di Caserta , chissà perché non una società della zona. Il tutto per un totale superiore agli 83mila euro, predisposti immediatamente sempre in virtù della "somma urgenza".

«Mi sembra davvero un esborso eccessivo- ha riferito Antonio C, ingegnere ambientale-. Con la stessa cifra si poteva bonificare gran parte della città e non solo un quartiere, per non parlare dei soldi che potrebbero essere investiti nei servizi sociali e nel rilancio della città. Non è la prima volta che assistiamo inermi a finanziamenti così repentini e cospicui, basti pensare alla nuova pista ciclabile realizzata al quartiere Zodiaco, per la quale sono stati investiti circa 200mila euro di soldi pubblici, quando con la metà si poteva non solo dare vita alla pista, ma risistemare anche gran parte della zona, dove il degrado regna incontrastato. In un momento cos' delicato per l'economia locale e nazionale, certi sprechi non sono più tollerabili». Sarebbe da augurarsi che non ci siano più bombe nel sottosuolo, onde evitare altre somme urgenze.

Marcello Bartoli

Fonte: http://www.cinquegiorni.it/news.asp?id=7666


Residui bellici, un conto aperto ancora da pagare

I fondi per la bonifica delle bombe del conflitto ad Anzio

Bombe a caro prezzo. Nel territorio di Anzio, a circa 70 anni dal termine della seconda guerra mondiale, ancora si paga il prezzo del conflitto, che ha lasciato tracce indelebili nella memoria dei cittadini, ma anche nelle tasche dei contribuenti. Nella zona di Padiglione, dove dovrebbe sorgere la nuova Città artigiana, anche di recente l'Amministrazione comunale ha dovuto deliberare una spesa di oltre 70mila euro per le operazioni di bonifica degli ordigni bellici tornati alla luce.

Un'operazione necessaria considerati i lavori di scavo della zona, anche per garantire la sicurezza dei cittadini, ma di certo alcune cifre hanno lasciato basiti molti cittadini. Nella delibera di spesa si fa riferimento anche ad un transennamento dell'area dove erano presenti gli ordigni e alla presenza di un servizio di vigilanza, attività affidate con "somma urgenza" alla stessa ditta incaricata della bonifica, un'azienda della provincia di Caserta , chissà perché non una società della zona. Il tutto per un totale superiore agli 83mila euro, predisposti immediatamente sempre in virtù della "somma urgenza".

«Mi sembra davvero un esborso eccessivo- ha riferito Antonio C, ingegnere ambientale-. Con la stessa cifra si poteva bonificare gran parte della città e non solo un quartiere, per non parlare dei soldi che potrebbero essere investiti nei servizi sociali e nel rilancio della città. Non è la prima volta che assistiamo inermi a finanziamenti così repentini e cospicui, basti pensare alla nuova pista ciclabile realizzata al quartiere Zodiaco, per la quale sono stati investiti circa 200mila euro di soldi pubblici, quando con la metà si poteva non solo dare vita alla pista, ma risistemare anche gran parte della zona, dove il degrado regna incontrastato. In un momento cos' delicato per l'economia locale e nazionale, certi sprechi non sono più tollerabili». Sarebbe da augurarsi che non ci siano più bombe nel sottosuolo, onde evitare altre somme urgenze.

Marcello Bartoli

Fonte: http://www.cinquegiorni.it/news.asp?id=7666

Il mio commento

Gentile Marcello Bartoli purtroppo l'Italia tutta è costretta a pagare errori del passato (…). Ovviamente in questo caso la seconda guerra mondiale ha ridotto il nostro paese in una vera discarica bellica colma di bombe d'aereo a causa dei numerosi Bombardamenti aerei patiti dalle nostre grandi o piccole città. Non solo, al termine delle missioni strategiche inglesi, l'aviazione americana ha dato il via al bombardamento tattico, vale a dire colpire dall'alto ponti ferroviari, stradali, stabilimenti, capannoni, etc…La 12a Forza Aerea interveniva anche a sostegno dei movimenti militari in terra come per esempio lo sbarco di Anzio il quale nelle convinzioni angloamericane rappresentava più soluzioni: la prima sbloccare empasse militare della battaglia di Cassino (…) la seconda aprire una via per la conquista o liberazione della Città Eterna. Lo sbarco (22/1/44) già produce i primi colpi inesplosi e interrati, le armate americane devono stroncare le vie di comunicazione, bloccare i rifornimenti tedeschi con destinazione Cassino. Tuttavia intenzioni a parte, la guerra di terra nella sacca di Anzio termina (…) dopo quattro mesi, cioè il 4 giugno dello stesso anno. Ovviamente in questo lungo periodo il sottosuolo è colmato da bombe d'aereo sia alleate, sia tedesche, di mine tedesche, di colpi di cannone di entrambi gli schieramenti militari e di tutto ciò che è stato volutamente sotterrato da militari in ritirata o nel corso di "semplici" avanzamenti. Ovviamente la guerra è l'errore/orrore più grande dell'umanità e chi la produce non pensa affatto a ciò che accade al termine della disputa armata. I costi per vinti e vincitori superano di gran lunga le spese per la stessa guerra: ricostruzione dei paesi, infrastrutture danneggiate e tanto ma tanto altro. E tra questi costi è indispensabile includere la bonifica bellica, per mezzo della quale diventa possibile ricostruire. Naturalmente lei chiederà: ma nel 2012 è possibile che questi residuati bellici possano rappresentare un pericolo per i cittadini…? A questo proposito, evitando i rinvenimenti occasionali del passato remoto le ricordo l'ordigno segnalato da uno sportivo nella pineta di Castel Fusano il 15 dicembre 2010. Sempre lo stesso anno, ma il 18 ottobre un automobilista (Nettuno) mentre percorre con il proprio mezzo la via Alberone, improvvisamente urta un residuato bellico della seconda guerra mondiale, il protagonista dichiara al giornalista: "la bomba era proprio al centro della strada". incredibile ma vero.! Ma perché la bomba si trovava in quel punto..? La logica dovrebbe aiutarci a sciogliere lo strano enigma: "Qualche camion l'ha persa mentre inconsapevolmente trasportava terreno e granate da qualche cava o cantiere della zona". Per evitare d'essere ripetitivo poso l'ultimo esempio: "Il casuale rinvenimento del 9 giugno 2011, quando in via Orazio dello Sbirro alcuni dipendenti municipali impegnati in operazioni di scavo rinvengono un piccolo residuato bellico". Alla luce di tutto questo ancora una volta ripeto che i residuati bellici del tipo esplodente ancora oggi rappresentano un gravissimo pericolo per cittadini e operai che scavono in aeree non bonificate. A sostegno di ciò che scrivo rammendo la bomba d'aereo esplosa la notte del 26 settembre 2011 nei pressi di Fermo al fianco della linea ferroviaria che unisce Porto Sant'Elpidio a Porto San Giorgio creando oltre al grande cratere enormi disagi per più giorni. Perciò è buona norma considerare "IN OGNI CASO", il residuato bellico sempre attivo e pericoloso. Spero d'essere stato d'aiuto nel far comprendere quanto sia importante la bonifica preventiva o sistematica prima d'iniziare operazioni di scavo. Per quanto riguarda cifre, paragoni e ciò che pensa l'ingegnere ambientale Antonio C. posso (come addetto ai lavori) affermare che con le cifre da lui indicate al massimo si possono bonificare 100.000 metri quadri e no "gran parte di Ostia". Per quanto riguarda il resto vorrei ricordare all'ingegnere che nel 1944 nasce la scuola sminamento di Capua, senza togliere nulla a nessuno i miei più grandi "maestri" sono stati di Caserta e Asiago.

Stima e simpatia

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

Ordigni da mortaio e cannone. Nuovo stop al cantiere del piano Botta

di Carlo Ruocco
Sarzana, 9.3.2012

Nuovo ritrovamento di materiale bellico nei cantieri del progetto Botta e nuova sospensione dei lavori.
Questa mattina la polizia è stata allertata dopo che gli operai hanno rinvenuto nel terrapieno di un edificio diroccato, a ridosso del muro di cinta che da sua via Emiliana, trentasei ordigni da mortaio e due proiettili da cannone in pessimo stato di conservazione.
L'area sulla quale sorgevano i vecchi depositi di materiale ferroso era appartenuta in passato all'industriale del ferro Bigagli. Il materiale bellico è in pessimo stato di conservazione, ma può costituire comunque un pericolo per gli abitanti del palazzo confinante, dove si trova l'agenzia ippica, in quanto i proiettili sono pieni di esplosivo. La prossima settimana è previsto l'intervento degli artificieri. Saranno loro a decidere se nel corso delle operazioni di rimozione gli edifici confinanti dovranno essere fatti evacuare.
La possibile presenza di ordigni bellici nell'area era stata segnalata dagli stessi proprietari di un tempo, che a loro volta avevano raccolto le testimonianze degli anziani operai dei laboratori artigianali sorti su via Muccini. E' stato detto e scritto che si tratterebbe di depositi di materiali esplosivi creati dai partigiani dopo la guerra per un'eventuale insurrezione armata. Ieri abbiamo incontrato in via Emiliana il partigiano "Loris". Alto, magro, una ancor folta capigliatura bianca, alla soglia dei novant'anni, percorreva la strada con passo spedito verso il centro città. Lo abbiamo avvicinato. Ci ha fornito solo il nome di battaglia e non ha voluto essere fotografato. Gli abbiamo riferito del ritrovamento e posto la domanda: ma può davvero trattarsi di un deposito partigiano?
"Di esaltati dopo la guerra ce n'erano. Io dopo la Liberazione dopo venti mesi di battaglie sui monti dell'Apennino ligure, toscano ed emiliano, non ho toccato neppure più una pistola. Ma qualche esaltato c'era. Mi sembra strano però bombe di mortaio. Non avevamo mortai, tanto meno cannoni. Forse un mortaio sì. Ma non ci giurerei".
Altrimenti a chi potrebbero essere appartenute?
"Quando gli eserciti si ritirarono, abbandonarono qua e là depositi di munizioni, magari nascosti alla bell'e meglio. Bisognerebbe vedere di che tipo di munizioni si tratta prima di dire chi le ha abbandonate o nascoste".

Fonte: http://www.sarzanachebotta.org/2012/03/ordigni-da-mortaio-e-cannone-nuovo-stop-al-cantiere-del-piano-botta/

Perchè la bonifica bellica

Ordigno bellico ritrovato a Faicchio nel Beneventano

08 Marzo 2012

Un ordigno bellico probabilmente risalente alla seconda guerra mondiale è stato trovato stamattina a Faicchio, in località Mazzucchi, nel beneventano.. Alcuni operai di una ditta edile lo hanno trovato mentre stavano eseguendo lavori di scavo all`interno di un cantiere per conto della locale amministrazione comunale.Sul posto sono giunti i carabinieri della stazione di San Salvatore Telesino e hanno accertato che si tratta di un proiettoile d`artiglieria di una lunghezza di 65 centimetri e diametro di 14, in cattivo stato di conservazione. Il cantiere è stato messo in sicurezza e la zona debitamente recintata: sono state avviate le procedure per le operazioni di brillamento.
Fonte: http://www.campanianotizie.com/cronaca/benevento/17841-ordigno-bellico-ritrovato-a-faicchio-nel-beneventano.html

Perchè la bonifica bellica

Villaseta, rinvenuto ordigno bellico

Un ordigno bellico è stato rinvenuto ieri a Villaseta da alcuni operai impegnati i lavori edili. Immediatamente è scattato l'allarme. Sul posto si sono subito recati i vigili del fuoco e i carabinieri della locale Stazione. I lavori sono stati bloccati e la zona transennata. Oggi arriveranno gli artificieri che si dovranno occupare della distruzione del residuato bellico. Non si sa ancora che questo verrà fatto brillare sul posto o se verrà trasportato altrove per la distrizione.

Fonte: http://www.agrigentoflash.it/2012/03/07/villaseta-rinvenuto-ordigno-bellico/

Perchè la bonifica bellica

Al via dalle 8 del 29 febbraio il disinnesco degli ordigni bellici a Jesolo e San Donà di Piave (Ve)

Nei territori dei comuni di San Donà di Piave e Jesolo, in provincia di Venezia, sono stati ritrovati 3 ordigni residuati bellici a caricamento speciale che risalgono alla Prima Guerra mondiale.

Le operazioni per il trasporto e il brillamento delle bombe, definite in prefettura nel corso di una serie di riunioni preparatorie, inizieranno domani alle 8 e si concluderanno venerdì 2 marzo. Saranno condotte, per l'aspetto tecnico operativo, dal Centro tecnico logistico interforze (Cetli) di Civitavecchia e dal 3° Reggimento Guastatori di Udine. Il coordinamento spetta alla prefettura, con la collaborazione del Nucleo batterio chimico radiologico del Comando provinciale dei Vigili del fuoco e la presenza dell'ambulanza del servizio unico emergenza 118 di Venezia.

L'area interessata dalle operazioni sarà sgomberata per un raggio di circa 900 metri, sottoposta a divieto di sorvolo e alla sospensione di caccia e pesca nelle zone circostanti.Saranno sgomberate alcune abitazioni a Jesolo. Le persone evacuate saranno ospitate assistite dai servizi sociali del comune.

Fonte: http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/dalle_Prefetture/2012/0101_2012_02_28_brillamento_ordigni_Jesolo_.html

Perchè la bonifica bellica

Residuo bellico ritrovato a Capua, riunione in prefettura

Nella mattinata di ieri si è svolta presso la Prefettura di Caserta una riunione avente ad oggetto la programmazione delle operazioni di brillamento dell'ordigno bellico, di rilevanti proporzioni (250 lbs.), rinvenuto nei giorni scorsi nel territorio comunale di Pastorano, nei pressi del casello autostradale di Capua.
Alla riunione hanno preso parte i rappresentanti della Provincia di Caserta, del Comune di Pastorano, della Polizia Stradale, della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri, della Guardia di Finanza, del servizio 118, del 21° Rgt. Genio Guastatori, del 2° FOD, del Corpo Forestale dello Stato, della GEA s.r.l. Bonifica Bellica, del COA Polstrada di Napoli, dell'ANAS, della Autostrade per l'Italia S.p.A. e del 10° Reparto Infrastrutture.
Nel corso dell'incontro sono state verificate le misure attuate per la messa in sicurezza del sito in cui è stato rinvenuto l'ordigno ed è stata avviata la predisposizione del piano che entro qualche giorno comporterà il brillamento dello stesso.
Un'ulteriore riunione si terrà venerdì 2 marzo per definire i dettagli operativi dell'intervento....

Fonte: http://www.julienews.it/notizia/cronaca/residuo-bellico--ritrovato-a-capua-riunione-in-prefettura/102766_cronaca_2.html

Perchè la bonifica bellica

Bomba inglese scoperta a 15 metri
dallo svincolo dell'autostrada A1

di Claudio Coluzzi
CASERTA - Certo il pilota che ha sganciato quelle bombe, mezzo secolo fa, non avrebbe mai immaginato che tra i danni ci sarebbe stata la chiusura al traffico di un tratto dell'A1 nel 2012. E invece è andata proprio così. Ieri mattina i tecnici della Gea, societa specializzata nella bonifica da ordigni bellici, ha scoperto, a 15 metri dallo svincolo autostradale di Capua, un ordigno da 250 libbre di fabbricazione inglese.

La bomba è venuta fuori nel corso delle indagini, commissionate dalla Società Autostrade, in un'area in cui dovrà essere installato un impianto a panneli fotovoltaici. Immediatamente sul posto sono giunti gli artificieri del XXI Reggimento dell'Esercito e la Polstrada ha seguito le fasi della perimetrazione e messa in sicurezza dell'area.

«Si tratta di un ordigno molto potente - dice Fabrizio Comparini che insieme a Luca è ai vertici della Gea - ed ha un innesco ritardato di circa 6 giorni. Per questo dovrà trascorrere una settimana per poi procedere in tutta sicurezza alle operazioni di brillamento».

Nel frattempo la Società autostrade si prepara a chiudere al traffico la corsia sud dell'A1 nel tratto compreso tra Capua e S. Maria Capua Vetere. La circolazione verrà instradata, a corsie ridotte, sull'altra carreggiata. Qualche disagio per gli automobilisti è quindi da mettere in conto, anche perchè dovrebbe essere chiuso anche il casello di Capua dell'A1.

Ma alla fine quella bomba verrà neutralizzata e non potrà più rappresentare un pericolo. Nemmeno in tempo di pace e distanza di molti anni dal momento in cui era stata sganciata per colpire le armate tedesche che si ritiravano verso il Nord in seguito all'avanzata degli Alleati.

In Foto:
Amedeo Postiglione Assistente Tecnico e artificiere bcm
Fabrizio Comparini
Maresciallo Ferdinando D'Antona,
Assistente Tecnico BCM Palunbo

Fonte: http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=182469&sez=CAMPANIA

Perchè la bonifica bellica

SCATTA LA PRESCRIZIONE PER LE CASE DANNEGGIATE DALL'ORDIGNO

OSTIGLIA
Condannati in primo grado per crollo colposo per l'ordigno bellico interrato esploso ad Ostiglia nel maggio del 2003, ieri mattina la prima sezione penale della corte d'appello di Brescia ha dichiarato prescritto il reato. Ad impugnare la sentenza del tribunale di Mantova erano stati l'ex sindaco di Ostiglia Graziella Borsatti e l'ex prefetto di Mantova Gianni Ietto, condannati in primo grado rispettivamente a otto mesi e un anno, pena sospesa, in qualità di autorità comunale e provinciale di protezione civile. La corte bresciana ha però confermato tutto il resto della sentenza per quanto riguarda le parti civili e la provvisionale pattuita.
Per il crollo delle due abitazioni ex sindaco ed ex prefetto erano stati condannati a versare alle parti civili - le famiglie Sergio Soliani e Giovanni Ferrari, proprietari degli immobili danneggiati - una provvisionale immediatamente esecutiva di 180 mila euro, con danno da liquidarsi in separato giudizio. Un prima parte è stata liquidata,ora per i legali delle parti civili, in attesa della motivazione della nuove sentenza, si apre la strada del recupero delle somme rimanenti. Per decenni le famiglie Soliani e Ferrari avevano dormito su una grossa bomba d'aereo di fabbricazione americana, del peso di 500 libbre, residuato bellico della seconda guerra mondiale. L'esplosione era avvenuta la notte del 20 maggio 2003. Un boato tremento che fece tremare i due edifici, danneggiandoli gravemente. Per questo disastro che - fortunatamente non ha coinvolto persone -erano finiti a processo, con l'accusa di crollo colposo, l'allora sindaco Graziella Borsatti e il prefetto Gianni Ietto, mentre a conclusione delle indagini furono prosciolti due funzionari della prefettura. Ietto e la Borsatti erano finiti nei guai perché il primo in qualità di capo della protezione civile, essendo prefetto, e la Borsatti come sindaco, ai fini dell'emanazione - come aveva sostenuto l'accusa - dei provvedimenti doverosi in materia di protezione civile, non si sarebbero adoperati per ottenere l'ordinanza della presidenza del Consiglio dei Ministri o del ministero dell'Interno per rimuovere l'ordigno bellico al fine di evitare un evento dannoso. Non avrebbero, insomma, seguito quel percorso che le normative prevedono per ottenere una delibera dello stato di emergenza. La vicenda era partita da una lettera del 1985 trovata dalla proprietaria di una delle case coinvolte dall'esplosione, lettera che faceva riferimento ad una missiva del 1955 che parlava della presenza di una bomba in quella zona. Entrambe furono inviate al sindaco e ai carabinieri di Ostiglia. Ma solamente nel 2001 la prefettura - pare su sollecitazione della Borsatti - dispose una bonifica superficiale, dalla quale non era emersa la presenza di nessun ordigno.

Fonte:
http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2012/01/18/news/case-danneggiate-dall-ordigno-bellico-scatta-la-prescrizione-1.3082528

Perchè la bonifica bellica

POZZO E RESIDUATI BELLICI

Il 13 gennaio la notizia giunge per mezzo del quotidiano web ilgiornalediragusa.it: "Un agricoltore mentre svolge operazioni di riordino e manutenzione in un pozzo situato nel campo agricolo di sua proprietà in contrada Mazzara riviene numerosi residuati bellici".
La vecchia cisterna da tempo adibita ad accogliere acqua anche per l'irrigazione del terreno coltivato oggi è colma di fango, tuttavia il contadino non ha dubbi: i pezzi di ferro che vede nel piccolo pantano sono vecchi fucili, perciò allerta le Forze dell'Ordine appartenenti al Commissariato di Vittoria (Ragusa).
La Polizia già impegnata in ordinarie operazioni di controllo sul territorio, interviene in tempo reale accertando la natura di quei pezzi del passato: "6 fucili, 16 pistole mitragliatrici di caratteristiche varie oltre a 5 canne, 22 caricatori e 1235 munizioni di vario calibro, etc...".
Naturalmente tutto questo può stupire, ciò nonostante se rievochiamo i tempi della seconda guerra mondiale possiamo comprendere le ragioni storiche del rinvenimento di quelle vecchie armi.
Il Comune di Vittoria è posizionato a pochi chilometri dal mare e tra Gela, Licata, Ragusa, Modica, Comiso ( sede di aeroporto militare), Pozzallo e Siracusa, ovviamente questi luoghi ricordano i giganteschi movimenti militari a causa dello sbarco anglo-amicano del 10 luglio 1943, le numerose battaglie lasciano sepolti un indefinibile numero di ordigni inesplosi.
Non solo, mentre le truppe dei Generali Patton e Montgomery avanzano conquistando o liberando Paesi e Città, un gran numero di militari dell'Asse impegnati a difesa dell'isola si ritirano nascondendo, sotterrando ogni munizione (per non consegnarla al nemico), perciò anche celandole nei pozzi.
Per questa ragione è facile intuire quanto la zona del Comune di Vittoria e tutte le località citate siano ancora oggi permeati da pericolosissimi residuati bellici da eliminare
(vedi Piazza Armerina).

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

Il Parco di Portofino nasconde ancora ordigni

di Consuelo Pallavicini
E' notizia di qualche giorno fa che un ordigno esplosivo, residuato bellico della Seconda Guerra Mondiale, è stato rinvenuto presso la località "Batterie" dove attualmente sono in corso i lavori per il restauro dei bunker e dei sentieri di collegamento. L'ordigno era una bomba di mortaio modello "Brixia " da 45 mm. Sul posto sono intervenuti gli artificieri dei Carabinieri che, in collaborazione con i Guardiaparco, hanno provveduto al brillamento in sicurezza della bomba. Al momento il sito è precluso ai visitatori, che devono rispettare rigorosamente i divieti presenti nell'area interessata dai lavori.
<Non è la prima vota che accade. Nella primavera del 2005 furono trovate due bombe a mano del comune tipo "Balilla", una da me nella zona sotto Batterie e l'altra nella zona vicina al Semaforo Nuovo dai Volontari Antincendi Boschivi Gruppo Picchio del Comune di Camogli – spiega Benedetto Mortola, dell'Ente Parco di Portofino – Ambedue furono fatte brillare in sicurezza dagli artificieri dei Carabinieri, intervenuti dopo la nostra segnalazione. È vero che i meccanismi di scatto dopo tanti anni possono essere ossidati, ma ricordo che l'artificiere mi disse che il tritolo che queste bombe contengono "non scade mai". Esiste quindi sempre un pericolo. Colgo l'occasione per ricordare ai visitatori l'obbligo di utilizzare i soli sentieri autorizzati e segnalati e di non uscire dagli stessi ed in caso di ritrovamento di oggetti sospetti evitare sempre di toccarli, ed avvisare il personale del parco avendo cura di segnalare esattamente la posizione dove sono stati rinvenuti.

Fonte: http://www.levantenews.it/index.php/2012/01/11/il-parco-di-portofino-naconde-ancora-pericolosi-ordigni/

Perchè la bonifica bellica

Quelle "schegge assassine" che colpiscono ancora

di MARIO GIANFRATE

Sono anni che Giovanni Lafirenze, quasi un profeta nel deserto, porta avanti una campagna di sensibilizzazione sui pericoli dei residuati bellici, di cui, a distanza di quasi settant'anni dalla fine della guerra, è ancora disseminato il suolo nazionale.
Gli ordigni inesplosi sono, infatti, a distanza di tempo, causa di tragedie nelle quali, vittime innocenti, sono stati i bambini – ma anche adulti – che, avendo rinvenuto l'oggetto metallico, per curiosità e per gioco, nel maneggiarlo sono saltati per aria sfracellati.
Oggi le bombe da innescare sono quelle, per lo più da bombardamento o mine sotterrate sotto il terreno: quello che, comunque è evidente è che l'azione di bonifica del territorio non debba conoscere rallentamenti o interruzioni per prevenire drammi umani.
Lafirenze, barese, di mestiere fa proprio questo: disinnescare le bombe. E lo fa con professionalità, unendo, insieme alla competenza, passione e follia. Perché sono indispensabili, tutte, per affrontare il rischio, per non guardare il luccichio della falce impugnata dalla morte, per non udirne il suo ghigno maledetto ma per concentrarsi, invece, sul suo "lavoro".
Un lavoro nel quale si mette, ogni volta, a repentaglio la propria vita, per salvarne delle altre.

Fonte: http://www.ilsudest.it/cultura-menu/55-cultura/972-quelle-qschegge-assassineq-che-colpiscono-ancora.html

Perchè la bonifica bellica

Bombe trovate nella scuola erano riproduzioni a fini didattici

Non erano vere bombe, ma fedelissime riproduzioni di ordigni bellici, utilizzati per fini didattici.

Lo hanno accertato i carabinieri di Massa Carrara che ieri si erano recati alla scuola elementare di Fivizzano, comune in provincia di Massa Carrara, dove un incendio nel magazzino al piano terra aveva portato in superficie bombe e proiettili da mortaio. Erano stati i vigili del fuoco a trovare gli ordigni, dopo aver spento le fiamme, durante le manovre di bonifica e la perfezione con cui erano stati realizzati li aveva indotti a pensare fossero veri.

Chiamati gli artificieri e i carabinieri è stato poi scoperto che in realtà si trattava di riproduzioni, risalenti alla seconda guerra mondiale: proiettili e bombe venivano mostrate ai giovani alunni affinché, se le avessero trovate giocando nei campi o nei boschi, dove si è svolta la Resistenza dei Partigiani, avrebbero saputo come comportarsi.

Questa mattina, in attesa che carabinieri e artificieri sciogliessero le riserve sugli otto pezzi ritrovati nell'incendio, la scuola elementare di Fivizzano è rimasta chiusa per sicurezza, come ha voluto il sindaco della città Paolo Grassi.

Fonte: http://www.gonews.it/articolo_114127_Bombe-trovate-nella-scuola-erano-veri-ordigni-riproduzioni-fini-didattici.html

Di seguito riportiamo le notizie del ritrovamento

21 Dicembre, 2011

Incendio doloso porta alla scoperta di residuati bellici

I vigili del fuoco hanno scoperto bombe a mano e proiettili da mortaio e da contraerea mentre bonificavano il magazzino di una scuola elementare andato a fuoco.

Fivizzano (Massa Carrara) - Per una volta un incendio è stato provvidenziale. A Fivizzano (Massa Carrara) i vigili del fuoco sono intervenuti per soffocare le fiamme che si erano sprigionate nel magazzino della scuola elementare. Durante le operazioni di bonifica successive allo spegnimento dell'incendio, i pompieri hanno scoperto numerosi residuati bellici ed hanno fermato le operazioni. In pochi minuti sono giunti nel magazzino della scuola i carabinieri, che hanno allertato la Prefettura di Massa Carrara della presenza di bombe a mano, proiettili da contraerea e da mortaio al di sotto del pavimento del magazzino. Adesso si dovranno rimuovere i residuati bellici ed indagare su chi possa aver appiccato il rogo all'istituto elementare, dato che l'incendio pare essere di origine dolosa.

Fonte: http://www.stamptoscana.it/articolo/notizie-toscana/incendio-doloso-porta-alla-scoperta-di-residuati-bellici

Bombe a mano in scuola toscana, scoperte durante incendio

A elementari di Fivizzano trovati proiettili da vigili del fuoco

21 dicembre 2011

(ANSA) - FIVIZZANO (MASSA CARRARA), 21 DIC - Bombe a mano, proiettili da contraerea e da mortaio sono tornati alla luce grazie a un incendio in una scuola elementare di Fivizzano (Massa Carrara). I vigili del fuoco dovevano spengere le fiamme in un magazzino al piano terra della scuola ma durante le manovre di bonifica, hanno scoperto numerosi residuati bellici e hanno dovuto fermare le operazioni. Sul posto anche i carabinieri. Allertata la prefettura di Massa Carrara. Il fuoco e' stato domato senza gravi danni alla scuola. (ANSA).

Perchè la bonifica bellica

(ANSA) - BEIRUT, 21 DIC - Cinque bambini in Siria sono stati uccisi da un residuato bellico israeliano nella regione siriana del Golan, a sud-ovest di Damasco.
Lo riferisce l'agenzia ufficiale Sana.
L'agenzia afferma che l'esplosione di una vecchia mina israeliana si è verificata ieri mattina nei pressi di un orto della famiglia Buniyan nel villaggio di Rafid, a sud della regione di Qunaytra.

Perchè la bonifica bellica

Ordigno bellico ritrovato al Granatello

di Luigi Espinosa
16 dicembre 2011

La scoperta che ieri ha paralizzato il Granatello per un'intera giornata è opera di un gruppo di pescatori, che al termine di una battuta mattutina ha notato un qualcosa di insolito nelle reti: un ordigno inesploso risalente all'ultimo conflitto mondiale.
Immediata l'allerta delle autorità, che chiudono le banchine ed i bar della zona ed inibiscono l'attività dei pescherecci.
Nel primo pomeriggio l'arrivo degli incursori della Marina di stanza a Taranto, mette ordine in una situazione tesa. L'ordigno, fino ad allora assicurato al verricello del peschereccio che lo aveva ritrovato, viene calato in mare e condotto da un mezzo della Guardia Costiera al largo della costa, ove intorno alle 16 viene fatto brillare dai sommozzatori. Pochi istanti dopo l'emergenza è dichiarata conclusa, ed il porto viene riaperto.

Fonte: http://www.portici24.com/ordigno-bellico-ritrovato-al-granatello

Perchè la bonifica bellica

Cento ordigni bellici ritrovati a Carbonara

Seppelliti un metro e mezzo sotto terra nella strada del campo sportivo Giovedì prossimo il sopralluogo con gli artificieri, poi verranno fatti brillare

di Rossella Canadè

CARBONARA di Po
15 dicembre 2011

Cento ordigni bellici, seppelliti sotto un metro e mezzo di terra in un campo di Carbonara Po, a un centinaio di metri dal campo sportivo. La spia è stata una vecchia foto aerea scattata nel 1945, dove i volontari del museo della seconda guerra mondiale di Felonica hanno riconosciuto una trincea a zigzag scavata dai tedeschi. La conferma è arrivata dai magnetometri, che sono impazziti sul campo di via Battisti per l'enorme quantità di metallo che hanno rilevato. L'allarme, infine, è scattato il 3 dicembre con i primi scavi quando sono comparsi i colpi da cannone ammucchiati. Completi di bozzolo e doppia spoletta, lunghi sessanta centimetri, sono divisi in due distinti buchi. Il sindaco Gianni Motta ha emesso immediatamente un'ordinanza per avvertire i cittadini e vietare l'accesso all'area, che è stata transennata e viene controllata regolarmente dai carabinieri. «Sono reperti bellici sepolti lì da 66 anni – dice il primo cittadino – non è successo niente finora, ma non possiamo correre rischi. Sono già stati allertati gli artificieri». Per giovedì prossimo è stata organizzata una task force composta dagli articieri del genio granatieri di Cremona, dai volontari del museo e dai carabinieri. Dopo il sopralluogo, gli esperti decideranno se far brillare gli ordigni sul posto o trasportarli altrove. Il pericolo di un'esplosione esiste, nessuno lo nasconde. «Sapevamo che in questa zona c'era un deposito durante la seconda guerra mondiale, ma non conoscevamo la localizzazione precisa – spiega il sindaco – sono stati gli esperti del museo di Felonica a trovare gli ordigni, grazie ai loro strumenti. È un campo di proprietà di un privato, distante 150 metri da due abitazioni. Non è un posto abitualmente molto frequentato, se non da qualche cacciatore. L'ordinanza resterà in vigore fino al nulla osta degli artificieri. «Siamo andati a controllare il punto che era indicato nella foto – racconta Simone Guidorzi, direttore del museo di Felonica – il metal detector ci dava tre grossi segnali e abbiamo scavato lì. A un metro e mezzo di profondità c'eraproprio una distesa di Pak 40, colpi per i cannoni che venivano utilizzati per colpire i carri.
Dopo il ritrovamento li abbiamo ricoperti subito per sicurezza». Le ipotesi degli esperti di Felonica sono due: «O quello era un punto dove tenevano i cannoni per controllare la strada, oppure provengono da veicoli che li trasportavano che sono stati colpiti e smantellati».

Fonte: http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2011/12/15/news/cento-ordigni-bellici-ritrovati-a-carbonara-1.2858648

Perchè la bonifica bellica

SCUSATE IL FUORI TEMA

Ogni ragazzo pensa sia normale divertirsi con i botti di fine anno, ma non comprende quanto questi ultimi possano rappresentare più minacce nei confronti dei propri cari. Tuttavia dovremmo per mezzo di giuste informazioni tentare ugualmente di proteggerli e difenderli da tali rischi. Anche se inconsapevoli i nostri ragazzi a tale proposito non devono subire la violenza del nostro assurdo silenzio.
Tuttavia è nostro dovere riflettere sul conteggio dei feriti delle festività natalizie 2010/2011.
Le cronache del gennaio trascorso stimano 500 persone rovinate da petardi esplosi inavvertitamente.
Codesti incidenti appaiono geograficamente ben distribuiti su tutta la penisola ( a Napoli una vittima a causa di un proiettile vagante *) e travolgono 68 ragazzini e 59 adolescenti, (13 feriti a Bari). Poso l'esempio del ragazzo che al policlinico gli amputano tre dita della mano sinistra. Ma come ben sapete il fenomeno è nazionale infatti un ragazzo residente a Catania subisce l'amputazione della mano destra (Ospedale di Cannizzaro)
Tra i tanti tragici episodi accaduti a Milano a causa dei petardi fai da te ricordiamo il bimbo di 11 anni colpito all'inguine da un petardo lanciato da uno sconosciuto poi fuggito via.
Il caso più grave accaduto lo scorso anno a Palermo interessa un quarantenne ricoverato in un reparto di chirurgia i medici amputano 3 dita.
Ovviamente dobbiamo sempre ricordare che tali manufatti procurano lesioni in ogni parte del nostro corpo. Questi petardi rovinano il futuro dei nostri ragazzi, i quali oltretutto privi di coperture assicurative fornite dal fabbricante non possono reclamare alcuna garanzia in tal senso in quanto il vero tutelato dalle odierne normative è proprio il petardo individuato, venduto ed acquistato come "GIOCO PIRICO", un giocattolo che contiene polvere pirica, che produce fuoco sempre in grado di annientare futuro e sogni dei nostri ragazzi.
Un giocattolo pirico (petardo), per essere considerato tale, necessita di alcuni dati evidenziati sull'involucro del manufatto stesso:
1) Nome e sede del produttore
2) luogo di fabbricazione
3) Una relazione tecnica
4) L'indicazione in grammi e la composizione centesimale delle cariche attive (esplosive) presenti nel gioco pirico.
5) L'indicazione del peso del petardo
6) le risultanze dei vari collaudi (prove tecniche)
7) le istruzioni d'impiego.
Tutto questo se mortaretti, razzi, ecc…sono commerciabili, al contrario se illegali questi "fuochi d'artificio", non presentano alcun dato.
Ma consideriamo i "botti legali":
ma i ragazzi che acquistato codesto materiale sono tutti esperti d'esplosivistica….???
Riescono a comprendere le indicazioni in grammi delle cariche attive….????
Quando sfregano lo fanno in base al peso del petardo…???
Certamente no….!!!!
Perciò il rischio resta sempre notevole (ogni fine anno a dispetto delle etichette è sempre una tragedia).
Difatti una semplice stella filante se usata impropriamente è in grado di procurare danni a cose e persone (bruciare tende, divani ecc…). Naturalmente produzione, collaudi, trasporto, deposito e vendita dei "giochi pirici" è materia severamente regolamentata da Testo Unico di Pubblica Sicurezza, al contrario acquisto ed accensione di questi prodotti esplodenti delegano ogni responsabilità ai genitori (ma questo come ben sappiamo è discutibile), perché non è possibile declassificare un artifizio contenente polvere pirica. Infatti nei giorni di fuoco sono numerosi appelli di questo genere:
"…I genitori dei minori o chi esercita la patria potestà a vigilare su di essi affinché non facciano uso o detengano materiali esplodenti, al fine di scongiurare pericoli derivanti da un loro utilizzo improprio e/o maldestro…", invito quest'ultimo impossibile da portare a termine perché un genitore non può seguire, inseguire per strada contemporaneamente due o più figli. Concludo questa mia con la sincera speranza che queste prossime festività possano colorare ed "illuminare" le nostre città del buon senso che meritano.

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

Catania: San Giovanni La Punta, trovati 800 ordigni bellici in due anni

Giovedì sono stati rinvenuti 91 ordigni inesplosi risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Il ritrovamento delle bombe è avvenuto in via degli Ulivi, strada che collega via Deodato con via Ravanusa

Quasi 800 sono gli ordigni bellici trovati nel giro di due anni nel territorio di San Giovanni La Punta. Ieri, infatti, sono stati rinvenuti altri 91 ordigni inesplosi risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Il ritrovamento delle bombe è avvenuto in via degli Ulivi, strada che collega via Deodato con via Ravanusa.
Già da due anni l'intera zona è sottoposta a costanti controlli da parte delle forze dell'ordine, poiché, come anticipato prima in quell'area sono stati trovati altri 700 residui bellici tra cui proiettili della lunghezza di 25 cm, pallottole d'artiglieria da 88mm e granate.
Secondo gli storici, il sito di San Giovanni La Punta nel periodo bellico era stato destinato dai tedeschi a ubicazione di una caserma con annesso deposito di ordigni esplosivi.
All'arrivo degli americani, i soldati fuggirono velocemente abbandonando le armi e le munizioni. La zona, a partire da lunedì 19 dicembre fino a venerdì 23 dicembre, verrà bonificata dagli artificieri del IV Reggimento Genio Guastatori di Palermo

Potrebbe interessarti: http://www.cataniatoday.it/cronaca/san-giovanni-la-punta-trovati-800-ordigni-bellici-inesplosi-in-due-anni.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/CataniaToday/215624181810278

Perchè la bonifica bellica

Molti gli appelli per la bonifica della Valle dei Dadi che è demaniale, ma dal Ministero della Difesa nessun segnale. Un mese fa ritrovate due vecchie bombe.

Decine di ordigni inesplosi sono stati ritrovati nella Valle dei Dadi nel corso degli anni, una piccola valle che si trova nel comune di Onore e che molto spesso viene percorsa da cacciatori ed escursionisti. Gli ultimi ordigni sono stati rinvenuti il 13 novembre scorso.
Si tratta di una piccola bomba da mortaio e di un'altra di grandi dimensioni, che sono state disattivate grazie all'intervento degli artificieri del Genio guastatori del reggimento di Cremona. La zona contenente gli ordigni era stata recintata dal nastro bicolore dei carabinieri e fino al 30 novembre le bombe inesplose sono rimaste lì dov'erano in attesa dell'intervento degli artificieri.
Non sono i primi né saranno gli ultimi ordigni ritrovati nella valle. La zona, infatti, fin dalla seconda guerra mondiale era l'ex poligono di esercitazione militare, dismessa solo a partire dal 1999 ma mai bonificata. Nel corso degli anni sono stati molti gli incidenti causati dalle bombe, come quello del 1950 che ha visto coinvolti i fratelli Dante, Giulia e Lidia Colotti, dilaniati dallo scoppio di un proiettile di artiglieria trovato in un prato mentre stavano portando al pascolo le loro mucche. Un tragico episodio analogo è stato quello che ha visto coinvolta Guglia Schiavi e la sua famiglia. Il 18 agosto del 1982, mentre stava passeggiando per la Valle dei Dadi vede uno strano oggetto nascosto dall'erba alta.
Lo sfiora solo con un piede ma è quello che basta per scatenare l'esplosione. Guglia ricorda solo di essersi trovata a terra con lo stivale fumante, poi le corse in ospedale e le cure lunghe e dolorose che alla fine non sono bastate a salvarle due dita del piede destro. Il ritrovamento di ordigni inesplosi continua nel corso degli anni. Come afferma Tatiana Trussardi, un'escursionista della zona: "quasi tutte le domeniche passo da queste parti e mi capita di imbattermi in qualche scheggia, più raramente in ordigni veri e propri". Anche oggi come allora l'indignazione degli abitanti è molta e sono state sollevate numerose proteste che però non hanno trovato risposta ma solo un muro di silenzio da parte del ministero della Difesa, l'organo competente che dovrebbe occuparsi di questa faccenda.
Come afferma il primo cittadino di Onore, Gianpietro Schiavi: "L'area dovrebbe essere sottoposta a bonifica. Noi come comune purtroppo non possiamo fare nulla perché gli interventi necessari per disinnescare gli ordigni sono particolarmente costosi e comunque non è una faccenda di nostra competenza. Gli artificieri poi intervengono solo quando vengono rinvenuti degli ordigni, senza alcun intervento di tipo preventivo. L'unica cosa che posso fare è chiudere l'intera area della Valle dei Dadi dichiarandola "off limits" anche se il problema è fino a quando, visto che il ministero della Difesa non è intenzionato a bonificarla. Finché i ritrovamenti di ordigni rimangono sporadici non posso fare nulla, in caso contrario prenderò la drastica decisione di vietare l'accesso all'intera zona".

Articolo di Daniela Picciolo

Fonte: http://www.bergamonews.it/il-territorio/onore-nellex-poligono-bombe-ed-ordigni-154276

Barbara: ordigno bellico in mezzo ad un campo, ritrovata una bomba della Seconda Guerra Mondiale

di Riccardo Silvi

Poteva ancora esplodere. Una bomba a mano del tipo "ananas" è stata trovata in un campo nelle campagne di Barbara da un contadino. La bomba, inesplosa, era ancora potenzialmente pericolosa.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno immediatamente isolato l'area e posto in sicurezza l'ordigno. Sul posto è intervenuta anche una squadra di artificieri che ha preso in consegna la bomba. Il luogo del ritrovamento non era molto distante dal centro abitato. E' il secono rinvenimento di ordigni bellici nelle campagne della zona in pochi giorni. Già qualche giorno fa infatti era stato ritrovato un proiettile sempre della Seconda Guerra Mondiale inesploso a Monterado.
Fonte: http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&articolo_id=327698

Perchè la bonifica bellica

Residuati bellici in Italia: lo scarso interesse dei media

Ecco uno squarcio della situazione italiana in materia di residuati e bonifica bellica. Nel nostro paese vi sarebbero ancora centinaia di bombe inesplose risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.
Ce ne parla Giovanni Lafirenze, bonificatore e autore del libro "Schegge Assassine" presentato a Bari il 2 dicembre scorso.

Lorena Perchiazzi - 7 dicembre -

Non tutti sanno che il nostro Bel Paese è in realtà completamente permeato da residuati bellici esplodenti, sepolti o affondati, risalenti soprattutto alla Seconda Guerra Mondiale. Allora, infatti, dai B-17, dai Lancaster e in seguito dai Messerschmitt furono lanciate una titanica quantità di bombe d'aereo, molte delle quali tuttora inesplose, e al termine della guerra con molta probabilità ogni esercito ha poi abbandonato e sotterrato le munizioni che non erano state utilizzate e che costituiscono oggi un grave pericolo oltre che per l'ambiente, anche per tutti coloro i quali vivono in determinate aree: questi ordigni inesplosi, disposti nelle maniere più impensate e per le ragioni più disparate erano, e sono, in grado di scoppiare al minimo urto e di distruggere tutto ciò che è presente nel loro raggio d'azione. Ad Asiago, nell'Alto Friuli, nel Carso e in altri luoghi della Prima Guerra Mondiale, addirittura, ancora scoppiano le granate e gli ordigni lasciati dal 1915 al 1918. A Milano, a Roma, a Treviso, a Bologna, a Firenze e in tante altre città, dopo ogni bombardamento, erano segnalate alle Autorità le posizioni e le presenze delle bombe d'aereo che non erano scoppiate. A partire dal 1945 era dunque evidente la necessità d'inertizzare ed eliminare le bombe inesplose: così, localmente, cominciarono a formarsi gruppi autonomi di volontari, il più delle volte radunati dai Comuni delle città bombardate, i quali diedero l'avvio a questa prima fase di bonifica bellica. Si trattava di civili, guidati da esperti ex genieri ed ex artificieri militari, o anche improvvisati, che poi, lavorando, affinarono l'esperienza e l'arte e divennero, se superstiti, specializzati in questo lavoro. Numerosi civili e molti professionisti hanno perso la vita investiti dalle schegge roventi o sono rimasti feriti e mutilati. Pur subendo drastiche diminuzioni per i numerosi incidenti e le dimissioni dei meno qualificati, questi centri incrementarono il numero dei rastrellatori e la quantità degli interventi bonificatori. Sono nate, così, le scuole BCM (inizialmente a Capua, Viterbo, Chieti, Orbetello, Spoleto, in seguito anche a Campobasso, Forlì ) e in seguito è nata l'indispensabile figura della "Sezione BCM", la quale segue, coordina, addestra e collauda i lavori di bonifica bellica, e che è sostenuta, ancora oggi, dai Reparti BCM di Napoli e Padova. Per rendersi conto della gravità del problema, che non riguarda soltanto il periodo immediatamente post bellico, ma che è tuttora reale, basti vedere che gli ultimi episodi di rinvenimento di ordigni inesplosi sono molto recenti: lo scorso 28 novembre, ad esempio, un ordigno bellico di fabbricazione inglese, risalente alla seconda guerra mondiale, è stato scoperto a Mariotto, una frazione di Bitonto, in provincia di Bari, e disinnescato dai artificieri dei carabinieri. Erano stati agenti della Polizia Municipale a segnalare la presenza dell'ordigno, modello 36m 'Mills', nelle vicinanze di un deposito. I carabinieri artificieri del reparto operativo del comando provinciale di Bari hanno quindi fatto brillare l'ordigno e messo in sicurezza l'intera area. Data la scarsa informazione sull'argomento, ai meno esperti verrà spontaneo domandarsi come possa un residuato bellico esplodere a distanza di tanti anni. Semplice la risposta: ogni residuato bellico ( bombe d'aereo, granate, bombe da mortaio) contiene esplosivo, il quale raramente perde del tutto la propria capacità detonante, come dimostrano gli ultimi episodi: nel maggio del 2003 ad Ostiglia, di notte, esplode una bomba d'aereo che abbatte due cascine del luogo, mentre nell'aprile del 2006 nei pressi del Cimitero di Cervinara (AV) è esplosa un'altra bomba, sempre di notte.
Si potrebbe entrare ancor più nello specifico, per quanto riguarda la città di Bari, il cui porto fu bombardato dalla Luftwaffe tedesca un lontano 2 dicembre 1943, quando furono sparpagliate sul fondale del mare ordigni rimasti inesplosi: fino ad ora si suppone che gli involucri contenenti le sostanze tossiche siano ancora integri, con conseguenze disastrose per il mare e l'ambiente circostante.
Giovanni Lafirenze ha affrontato questo difficile argomento nel suo libro-denuncia, "Schegge assassine – Perché la bonifica bellica BCM", presentato lo scorso 1 dicembre a Bari, a Largo S.Sabino. In questo libro l'autore, oltre a sottolineare la necessità e l'importanza della bonifica bellica in Italia, oltre a citare alcuni articoli di giornale che trattano il rinvenimento di ordigni inesplosi o lo scoppio di quelli recuperati da inesperti, ripercorre la storia di una realtà che non è ancora del tutto conosciuta, soprattutto a causa di una mancanza di informazione, mirando a informare, dunque, tutti coloro i quali non sono a conoscenza del pericolo rappresentato dagli ordigni inesplosi, che ancora infestano in quantità inquietante il territorio italiano, con tutti i rischi e i pericoli che ne derivano.
Prima che scrittore, lei è un cercatore di bombe. Un mestiere non proprio diffuso e certamente non facile.
Vero, le nostre ricerche molte volte richieste da aziende, Province, Comuni, in procinto di costruire strade, palazzi, ponti, gasdotti, ecc devono tutelare in materia di sicurezza ogni lavoratore impegnato in queste grandi o piccole opere. Infatti non è possibile esporre i lavoranti al rischio del rinvenimento di un residuato bellico esplodente. Perciò la nostra professione esige da chi la esercita spirito e morale ben orientati a questo scopo.

"Schegge Assassine": come è nato questo libro? Di cosa si occupa nello specifico e quale messaggio vuole trasmettere?

Quest'ultimo libro nasce per più ragioni e tutte di grande interesse. La prima riflessione del testo è indirizzata a far comprendere il grande pericolo che produce l'inatteso scontro tra pale meccaniche o quant'altro con questi oggetti mortali. Sempre "Schegge assassine" suggerisce al lettore di considerare quando sia sconveniente toccare, spostare, rimuovere bombe e granate visto i numerosi incidenti anche mortali che ancora oggi esse stesse producono. Il testo è anche una risposta al precedente Governo che sarà ricordato da tutti noi per aver abrogato le normative che dal dopoguerra regolamentavano la sfera BCM.

Ci racconti uno dei suoi ritrovamenti.

Nel corso della mia vita BCM ho trovato migliaia di residuati bellici, il caso più eclatante è rappresentato proprio da un lavoro nei pressi di Sequals (Pordenone) in sei settimane e da una buca di 17 metri per 13 rinveniamo 1003.000 pezzi tra detonatori, spolette, bombe da mortaio e granate in genere di più calibri. Cito il lavoro nei pressi di Udine quando rinvenimmo più di 4000 pezzi tutti ben accatastati e ben conservati. Ricordo le 5 bombe d'aereo di Reggio Emilia, Le 20 bombe sempre d'aereo ma di fabbricazione italiana all'interno del Dal Molin a Vicenza. La bomba razzo rinvenuta a Faenza, ecc…

Perché è necessaria una bonifica bellica?

La bonifica bellica sistematica o preventiva è (a mio dire) necessaria in quanto rassicura ogni ente, pubblico o privato che sia, di far operare le maestranze delle proprie ditte in piena sicurezza. Ma non solo, se il residuato bellico è rinvenuto nel corso di operazioni di bonifica BCM l'emergenza già nasce moderata e in piena tranquillità.

La situazione attuale in Italia: quanti ordigni inesplosi ci sono ancora e dove?

L'intero Bel Paese in questa direzione è da considerare a codice rosso. Infatti Prima Guerra Mondiale a parte, l'ultima guerra patita dall'Italia nasce già il giorno successivo alla famosa dichiarazione di guerra, quando dalla Corsica aerei Francesi bombardano alcune città della Toscana e della Liguria. Le incursioni aeree nel tempo diventano del tipo strategico vale a dire si bombarda per distruggere intere aree urbane (teoria dell'italiano Giulio Dohuet). Questi bombardamenti a tappeto in Italia a partire dalla data dello sbarco in Sicilia sono lentamente sostituiti dai bombardamenti tattici i quali risparmiano le nostre città ormai devastate, ma colpiscono i comuni, teatri di guerra di terra. Quest'ultima parte dalla Sicilia lentamente si sposta verso il nord Italia. Per questa serie di motivazioni non esiste un'area del suolo italiano non a rischio, le guerre mondiali trasformano i paesi interessati in vere discariche belliche, terreni colmi di bombe d'aereo, granate, mine, colpi da mortaio ecc…perciò è la stessa storia a suggerire prima di procedere a scavi e quant'altro a richiedere operazioni di bonifica preventiva.

Quali misure preventive bisognerebbe adottare? È possibile risolvere definitivamente la situazione?

La cosa più urgente a mio parere consiste nel ripristinare le normative rivolte al settore abrogate dal precedente governo. Poi ricordare a tutti (…) che le guerre non terminano mai con strette di mano televisive, ma continuano sepolte, celate da qualche metro di terreno a rappresentare pericoli per le generazioni future. Difatti schegge assassine è la puntuale testimonianza di ciò che affermo. In conclusione le guerre non risparmiano mai né vinti né vincitori.

Fonte: http://www.articolotre.com/2011/12/residuati-bellici-in-italia-lo-scarso-interesse-dei-media/50421

Perchè la bonifica bellica

Ritrovata una bomba da aereo

Un agricoltore l'ha centrata con il vomero dell'aratro in un campo

LUZZARA
Un agricoltore, mentre stava arando il terreno in via Valbrina a Luzzara, lunedì ha sentito un rumore metallico proprio mentre il vomero, attaccato al trattore, affondava la lama nella lingua di terra.
Fermato il mezzo, è sceso a controllare e con sua grande sorpresa ha visto che dalle zolle di terra spuntava una bomba d'aereo. Immediata la chiamata al 112, per chiedere l'intervento dei carabinieri.
L'ordigno bellico, risalente probabilmente al secondo conflitto mondiale, è stato messo in sicurezza in una zona isolata, in attesa dell'arrivo degli artificieri che provvederanno – in caso la bomba sia ancora "armata" con tanto di spoletta – a farla brillare.
I carabinieri di Luzzara hanno transennato la zona e hanno vietato l'accesso a tutte le persone non autorizzate. Entro la settimana gli artificieri del Genio Guastatori di Cremona attiveranno le procedure per il recupero della bomba dopodichè si provvederà a individuare una zona protetta e sicura per farla esplodere. (m.p.)

Fonte: http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2011/11/02/news/ritrovata-una-bomba-da-aereo-1.1642561

Perchè la bonifica bellica

Bomba alla "Piccola velocità": non sarà necessaria l'evacuazione del quartiere

(a.c.) Sganciata da un aereo durante la Seconda Guerra Mondiale, atterrata al suolo senza esplodere, è stata sepolta sotto due metri di terra per 65 anni. La bomba da 125 chilogrammi scoperta durante i lavori per la Piccola Velocità sarà fatta brillare, ma non in loco. L'ipotesi più probabile prospettata dai militari del Genio di Cremona è quella di rendere inoffensivo il dispositivo e trasportarlo lontano dalla città, in una cava, per farlo esplodere con i minori rischi possibili. Pare esclusa al momento la necessità sia di evacuare i residenti nel raggio d'azione potenziale della bomba, sia di interrompere la fornitura di gas durante l'operazione di bonifica. Il trasporto dell'ordigno coinvolgerà le forze dell'ordine e la Protezione Civile, e sarà coordinato dalla Prefettura.

Fonte: http://bsnews.it/notizia/11874/17_11_2011_Bomba_alla_Piccola_velocit%D7%90_non_sar%D7%90_necessaria_levacuazione_del_quartiere_

Perchè la bonifica bellica

Bomba in stazione. Il disinnesco domenica

Scatterà probabilmente domenica 20 novembre l'operazione di disinnesco e brillamento dell'ordigno bellico rinvenuto nel cantiere di fronte alla stazione di Porta Nuova dove sono in corso i lavori di sistemazione di piazzale XXV Aprile e di realizzazione di un parcheggio sotterraneo. Ieri il personale del Genio Guastatori paracadutisti Folgore di Legnago ha messo in sicurezza il residuato. Si tratta di una bomba d'aereo statunitense da 250 libbre risalente alla seconda guerra mondiale. La data del disinnesco sarà decisa in un vertice che si terrà in Prefettura, forse domani stesso, con i rappresentanti dei militari, dei carabinieri, della polizia municipale e della Protezione civile per mettere a punto il piano di sicurezza e di evacuazione della zona interessata.
In alternativa al 20 novembre, per il «bomba-day» si parla anche del 27 novembre. In entrambe le domeniche non saranno giocate partite di calcio al Bentegodi.
Il potenziale distruttivo della bomba (250 libbre) è la metà di quella rinvenuta alle ex Cartiere. Nel vertice in Prefettura, quindi, si dovrà stabilire, sulla base anche di questo dato, quante persone dovranno essere evacuate, se in un raggio di 800 o di 500 metri dal punto in cui si trova l'ordigno. L'indicazione sarà data dai militari. Il Comune, con l'assessore Marco Padovani, e la Protezione civile dovranno predisporre un centro di raccolta per gli «sfollati». Si pensa già al Palasport o alla Fiera.
Ma l'operazione avrà grosse ripercussioni anche sul traffico ferroviario e sulla viabilità cittadina poiché la zona interessata si trova in uno snodo cruciale anche per la vicina uscita della tangenziale, senza dimenticare che il piazzale della stazione è punto di partenza e di arrivo di decine di mezzi pubblici urbani ed extraurbani. La macchina organizzativa, intanto, si è già messa in moto. La polizia municipale si è già attivata per individuare i recapiti dei residenti che dovranno essere invitati a lasciare momentaneamente le loro abitazioni. E.S.

Fonte: http://www.larena.it/stories/dalla_home/306171_bomba_in_stazione_il_disinnesco_domenica/

Perchè la bonifica bellica

 

Mentana. Bombe d'artiglieria fatte brillare nel bosco di Gattaceca

9 novembre 2011

Un deposito di armi che potevano esplodere è stato rinvenuto nei giorni scorsi all'interno del bosco di Gattaceca, poco distante da via Moscatelli. Appena di fronte alle case sequestrate del residence Selva, a pochi metri dalla bretella Fiano-San Cesareo. Gli artificeri dell'Esercito sono arrivati a Mentana per far brillare gli ordigni con delle operazioni a più riprese che hanno visto coinvolti per la sicurezza anche i carabinieri della locale stazione e i volontari della Croce Rossa.
Si tratta di uno dei ritrovamenti più importanti degli ultimi anni nella zona, dopo la bomba da mille libbre fatta brillare a Fiano Romano meno di un anno fa. Non sono i primi ordigni che vengono ritrovati all'interno del bosco di Gattaceca.
Durante la Seconda Guerra Mondiale a Sant'Angelo Romano c'era una base tedesca, mentre a Mentana e Monterotondo gli americani insieme agli italiani. Dunque la presenza di ordigni americani lascia presumere delle battaglie vere e proprie o dei ricoveri, nell'ultima fase del conflitto in ritirata o avanzata.
In mezzo al bosco ovviamente era facile occultare e recuperare viveri o acqua. Oggi il posto è frequentato da chi ama fare le passeggiate, jogging, raccogliere funghi, andare in bici e i circa dieci ordigni erano ammassati in una specie di cratere con il rischio che qualcuno li potesse calpestare inavvertitamente e far esplodere.
Dopo la segnalazione arrivata al comandante dei carabinieri Angelo Sgueglia, sono iniziati i sopralluoghi, insieme agli artificieri dell'Esercito e al maresciallo capo Andrea Fagiani, che ben conosce il territorio, essendo residente in zona.
«Gli ordigni erano accatastati come se fosse un piccolo deposito che serviva come santa barbara dei pezzi di artiglieria americani – spiega Fagiani – tutti proietti d'artiglieria inesplosi calibro dai 75/105/155 millimetri di diametro. Probabilmente c'era una base di occultamento di mezzi e uomini. Non è il primo ritrovamento a Gattaceca, dove probabilmente ci sono state delle vere e proprie battaglie. Grazie alla segnalazione del comandante Sgueglia e il lavoro di squadra è stato possibile far brillare gli ordigni e mettere in sicurezza l'area. Altrimenti ci sarebbero potuti essere problemi per l'incolumità pubblica. L'esplosione avrebbe avuto un effetto molto forte, visto che i residui bellici erano accatastati tutti insieme».
Le operazioni sono andate avanti per diversi giorni e sono terminate martedì 7 dicembre. Hanno partecipato gli artificieri dell'Esercito, coordinati dal maresciallo capo artificiere Andrea Fagiani. Il cordonamento e l'incolumità pubblica è stata affidata all'intervento dei carabinieri di Mentana diretti dal maresciallo Angelo Sgueglia, mentre l'attività sanitaria nei diversi brillamenti alla professionalità dei volontari della Croce Rossa Italiana di Fonte Nuova, coordinati dal responsabile Marcello Fabriani. Le operazioni sono state svolte nel rispetto delle norme di sicurezza e del protocollo, grazie alla lavoro di squadra tra i vari corpi.

Fonte: http://www.fianoromano.org/w/?p=5455

Perchè la bonifica bellica

Altre due bombe chimiche al mercato del Partidor

Udine, ora i residuati bellici rinvenuti nel cantiere sono arrivati a quota cinque.

04 novembre 2011 - UDINE.

Fra un allarme bomba e l'altro, il cantiere aperto al mercato ortofrutticolo del Partidor, alla periferia di Udine, procede a singhiozzo. Ieri pomeriggio, alle 15.30, sono stati messi nuovamente in allerta gli artificieri. Gli operai dell'impresa edile, lavorando con le ruspe, hanno rinvenuto infatti due granate di grosso calibro, da 104 e 100 millimetri, nello scavo. I residuati bellici sono in pessimo stato di conservazione, ma avrebbero potuto rappresentare un serio pericolo per l'incolumità degli operai. Si tratta, peraltro, di proiettili d'artiglieria a caricamento speciale, contenenti dunque agenti chimici (gas o acidi).
Stessa tipologia, dunque, dell'ordigno venuto alla luce il giorno precedente (che aveva però un calibro lievemente superiore: 105 millimetri). I proiettili risalgono alla seconda guerra mondiale a differenza dell'altro. Con quest'ultimo ritrovamento, si arriva così a quota cinque residuati bellici, comprese le due granate da mortaio da 50 millimetri scoperte durante lo scavo effettuato alla fine del mese scorso. In quel caso, tuttavia, era stato stimato che risalissero alla Grande Guerra. Erano lunghe 50 centimetri per 20 centimetri di diametro.
Avvistato il nuovo ordigno nella fossa, gli operai hanno subito chiamato il 112. I carabinieri si sono precipitati, così, in piazzale dell'Agricoltura, con la stazione mobile. Gli artificieri del comando provinciale dei carabinieri di Udine e il personale specializzato del 3º reggimento Genio guastatori hanno poi messo in sicurezza l'area in un paio d'ore. Le granate sono state trasportate in un luogo sicuro, che non è stato reso noto, lo stesso in cui è custodito il terzo proiettile contenente agenti chimici. Qui i tre ordigni rimarranno, in attesa del disinnesco, senza causare alcun pericolo.
È già stato richiesto, hanno precisato infatti i carabinieri, l'intervento del Genio guastatori di Civitavecchia. È l'unico reparto in Italia specializzato nel disinnesco di questo speciale tipo di ordigni con aggressivi chimici. Il comando generale del Genio, allertato dalla Prefettura di Udine, l'organo deputato a inoltrare le richieste, non ha ancora comunicato la data di arrivo del reparto specializzato. È probabile che bisognerà attendere ancora qualche giorno: i ritrovamenti di bombe chimiche sono frequenti nell'intera penisola e il reparto del Genio capace di effettuare il disinnesco è uno solo e dunque molto richiesto.
A questo punto si sospetta, però, che la zona del mercato ortofrutticolo fosse stata adibita durante i conflitti bellici a deposito di una postazione d'artiglieria, visti i ritrovamenti così frequenti di ordigni e, soprattutto, ancora inesplosi. Gli operai hanno ricordato che già in occasione della costruzione del mercato erano stati rinvenuti numerosi proiettili durante le operazioni di sbancamento della terra. Altre granate inesplose, dunque, potrebbero celarsi sottoterra al Partidor. Se così fosse, le chiamate agli artificieri proseguiranno anche nei prossimi giorni, fino alla chiusura del cantiere.
Attualmente i lavori interessano l'area limitrofa al mercato, dove si sta edificando una nuova piattaforma. Il progetto del Comune prevede anche una nuova viabilità.

Fonte:
http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2011/11/04/news/altre-due-bombe-chimiche-al-mercato-del-partidor-1.1644730

Perchè la bonifica bellica

La ruspa si incaglia in una bomba d'aereo

Marmirolo, l'ordigno scoperto dai muratori che stavano ristrutturando una casa Il sindaco: nessun pericolo per i cittadini, presto arriveranno gli artificieri

MARMIROLO (Marengo)
Un residuato bellico nel cantiere. Casuale scoperta a Marengo di Marmirolo: un gruppo di operai che in questi giorni sta lavorando alla ristrutturazione di una casa, ha ritrovato un ordigno che, secondo i primi accertamenti, risalirebbe alla seconda guerra mondiale.
«Nel giro di tre o quattro giorni – spiega il sindaco di Marmirolo, Paolo Rasori – arriveranno gli artificieri per capire con precisione di cosa si tratta. La sera del ritrovamento (venerdì, ndr) abbiamo immediatamente avvertito la Prefettura, che ci ha suggerito di aspettare l'arrivo degli esperti, che poi valuteranno il da farsi».
«È importante – continua il sindaco – che i cittadini sappiano che non corrono nessun pericolo: la situazione è sotto controllo».
La notizia della "bomba ritrovata", in effetti, ha fatto velocemente il giro del paese: da qui la necessità da parte di Rasori di tranquillizzare i marmirolesi.
In molti hanno infatti visto arrivare sul posto i carabinieri e si sono chiesti cosa potesse essere successo in quel cantiere, ora recintato.
Secondo i primi rilievi, l'ordigno misurerebbe circa 130 centimetri per quaranta di diametro: dotrebbe trattarsi di un una bomba sganciata da un aereo durante la seconda guerra mondiale.
Il ritrovamento è avvenuto nei pressi di Palazzo Custoza-Botturi a Marengo, dove scorre il canale Molinella.
Molti curiosi in queste ore hanno voluto sbirciare, da lontano, il luogo del ritrovamento. Macchina fotografica e foto ricordo per altri.
Insomma, tanta curiosità per un pezzo di storia rimasto incastrato nella campagna marmirolese.
La prossima settimana arriveranno gli artificieri che, dopo gli opportuni rilievi, decideranno come procedere e se far brillare l'ordigno. Cantiere chiuso, ovviamente, in attesa della probabile esplosione pilotata della prossima settimana.
Vincenzo Corrado

Fonte: http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2011/10/30/news/la-ruspa-si-incaglia-in-una-bomba-d-aereo-1.1634415

 

Perchè la bonifica bellica

Schegge impazzite di una guerra infinita

I residuati bellici nei nostri mari. ne ha parlato sabato Giovanni Lafirenze, ospite degli Eredi della Storia

Tutti (o quasi) sanno che il mare antistante Molfetta è infestato da ordigni bellici inesplosi "gentilmente concessi" dalle truppe alleate che si ritiravano alla fine del secondo conflitto mondiale.

La nostra città è rimasta da allora, suo malgrado, legata a questo fenomeno: in città si è visto o sentito parlare di ritrovamenti e operazioni di bonifica, di cui la vicenda del porto è solo l'ultima e forse più evidente testimonianza. Ecco perché la presentazione dell'ultima fatica letteraria di Giovanni Lafirenze sul tema ,dal titolo "Schegge assassine", ci tocca forse da vicino, se ci concedete l'espressione non priva di ironia, "nel profondo".

«L'autore vuole trasmettere una passione che può essere anche un lavoro. E' il caso di «quelli che si chiamavano recuperanti e poi rastrellatori e che bonificavano i campi di battaglia rischiando la vita per poter rivendere i metalli delle bombe», spiega in apertura il presidente dell'associazione Eredi della Storia, Michele Spadavecchia.

«Ancora oggi in Italia c'è bisogno di bonificare un territorio sul quale si vuole costruire per evitare di incappare in spese maggiori. Oltre che i pericoli immediati derivanti dalla detonazione - continua Spadavecchia - bisogna tener conto anche delle alterazioni subite dal pesce da fondale. Per tutti questi motivi questo è un problema attualissimo e a noi vicino di cui non bisogna smettere di parlare».

A dare invece un parere tecnico sul mestiere di artificiere e su come oggi si svolge ci ha pensato Paolo Cutolo, ispettore-artificiere della Polizia di Stato: «Il libro è da apprezzare per come si ostina a voler spiegare soprattutto alla gente comune la pericolosità di questi ordigni. Noi facciamo un lavoro in cui non vale il detto: "sbagliando s'impara". Anche se la tecnologia oggi ci aiuta vale ancora la definizione che nel libro è data del bonificatore come "invisibile sentinella di vita».

«Un mese fa a Fermo è esplosa una bomba a pochi metri dalla ferrovia e solo per un caso fortuito non ha causato vittime. Ma ormai nessuna rete nazionale ha dato la notizia eppure il pericolo c'è ancora in diverse zone del nostro Paese», ha ricordato Lafirenze.
Tra queste zone c'è la Puglia, «sede della quindicesima forza aerea alleata, che a fine seconda guerra mondiale ha provveduto a liberarsi delle bombe». Il rischio, quindi, senza voler creare allarmismi, c'è ed è vicino. «A Molfetta è stata fatta una bonifica già negli anni Settanta», ha continuato Spadavecchia, annunciando la recente scoperta di altri quattro presunti ordigni nelle nostre acque, che presto «dovrebbero essere rimossi».

Fonte: http://www.molfettalive.it/news/Attualit%C3%A0/163394/news.aspx

Perchè la bonifica bellica

Bomba day, 100 volontari al lavoro

DISINNESCO A BORGO BERGA. Manca una giornata all' operazione che allontanerà dalle proprie abitazioni oltre 500 residenti . Via entro le 8.30
42 residenti dentro l'anello non sono stati rintracciati e 60 non hanno deciso che cosa fare Oggi ci sarà l'ultimo appello

Polizia locale, Suem, volontari della Protezione civile di Comune, Provincia, gruppo alpini sezione di Vicenza, Coni e Agesci-Veneto settore protezione civile zona Vicenza Berica sono disponibili per presidiare la zona inaccessibile e per prestare assistenza ai residenti. In totale domani un centinaio di persone lavoreranno per "Bomba day", oltre agli artificieri.
Domani dalle 8.30 veicoli e pedoni non potranno entrare nei 15 varchi creati nell'anello di trecento metri attorno all'ex Cotorossi dove è stato rinvenuto l'ordigno. A quell'ora i cittadini dovranno lasciare le abitazioni fino alla conclusione delle operazioni di disinnesco.
Trenta agenti della polizia locale gestiranno la viabilità e l'informazione con altoparlanti: di questi 15 resteranno nei varchi per vietare l'accesso nella zona interessata. A disposizione ci saranno anche 30 volontari della Protezione civile del Comune, 10 della Provincia e 22 del gruppo alpini sezione di Vicenza. Inoltre, a disposizione ci saranno anche altre forze dell'ordine impegnate a mantenere l'ordine pubblico e la sicurezza.
Due i residenti che verranno accompagnati all'ospedale da ambulanze del Suem. Sedici anziani troveranno ricovero al centro parrocchiale di Santa Caterina, 13 dei quali giungeranno autonomamente o con il supporto delle squadre della Protezione civile. Per gli altri tre è stato chiesto l'intervento dei servizi sociali.
Nei due centri di accoglienza troveranno ricovero alcune persone già contattate dal Comune: nel centro parrocchiale di S. Caterina 16 anziani saranno accolti dai volontari Agesci-Veneto e l'Ipab provvederà ai pasti caldi, mentre nella palestra dell'istituto Lampertico, dove saranno ospitate le famiglie, ci sarà personale del Coni che organizzerà attività adatte anche ai bambini. Inoltre Confcommercio che insieme al Comune organizza domani l'ultima delle tre giornate dedicate a CioccolandoVi, offrirà a coloro che sono costretti a lasciare le loro case per il disinnesco della bomba una tazza di cioccolata calda. I buoni che consentiranno di ricevere la bevanda verranno distribuiti nei due centri di accoglienza e nei gazebo informativi dislocati al park Bassano, davanti al ristorante Zushi in piazzale Fraccon e in viale Riviera Berica accanto al distributore di benzina in Riviera Berica vicino all'incrocio con viale dello Stadio.
I buoni potranno essere spesi per ritirare una cioccolata calda durante tutta la giornata di domenica nei gazebo di Piazza Duomo, La Bottega del dolce di Cornuta (Tv), in piazza Garibaldi al dolci Express di Merate (Lc) e a dolcilandia di Molano, in piazza dei Signori a cioccolateria Chocopassion di Merate (Lc) al Sil di San Donà di Piave (Ve) e da Morisco Dolciaria Cittadella (Pd). Infine in Piazza Biade da Gelato Buonissimo di Conegliano (Tv) e da Francesco Lotto di Quinto Vicentino.
Il Suem, inoltre, si è reso di esponibile per dare assistenza psicologica a coloro che ne avranno necessità, sia nei centri di accoglienza predisposti, sia per esigenze particolari.
Quarantadue residenti che dovrebbero lasciare l'area interessata non sono stati rintracciati nelle loro abitazioni, pertanto si presume che si siano trasferiti pur mantenendo la residenza in città.
62 persone invece non hanno ancora comunicato come intendono regolarsi: oggi verranno contattate per avere la mappatura completa della zona.
Tutte le disposizioni e i consigli per chi sarà evacuato sono pubblicati sul sito www.comune.vicenza.it nella sezione Primo piano.

Fonte: http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/dalla_home/299406__bomba_day_100_volontari_al_lavoro/

Perchè la bonifica bellica

Olbia blindata per operazione brillamento ordigni bellici

Convoglio con 400 munizioni attraversa la città

(ANSA) - OLBIA, 18 OTT - Olbia blindata questa mattina per il passaggio in citta' di un convoglio militare che ha trasportato gli ordigni bellici per essere fatti brillare nella zona del vecchio aeroporto di Venafiorita. L'Operazione sicurezza e' scattata alle 9:45: il convoglio, caricate tutte le 400 munizioni da decenni seppellite nell'ex artiglieria di Olbia ha percorso le vie Logudoro, Barbagia, Roma e Loiri. Traffico pedonale e veicolare bloccato per una ventina di minuti. Chiuso per due ore anche l'aeroporto. Gli ordigni sono stati poi fatti brillare in sicurezza dai militari del Reggimento Genio Guastatori di Macomer.

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2011/10/18/visualizza_new.html_670665971.html

Perchè la bonifica bellica

Residuati bellici e rifiuti tossici, il 22 un convegno

Gli Eredi della Storia presentano il libro "Schegge assassine" di Giovanni Lafirenze

16/10/2011

Sabato 22 ottobre alle ore 18,30 nella Fabbrica San Domenico di Molfetta (BA) – Sala Finoccchiaro, l'associazione culturale Eredi della Storia organizza una serata dedicata alla presentazione del libro-denuncia "Schegge assassine" di Giovanni Lafirenze (Florestano Edizioni - Bari).

In presenza dell'autore, introduce Nico Bufi, presidente dell'associazione Anmig. Relatori Paolo Cutolo, ispettore-artificiere della Polizia di Stato e Michele Spadavecchia, ricercatore e presidente degli Eredi della Storia.

Il testo è una aperta denuncia che vorrebbe mettere in evidenza un problema che tocca da vicino la nostra comunità (Molfetta), ma che va oltre in quanto colpisce l'intera nazione. «Non esiste angolo e anfratto - commentano gli organizzatori - nel territorio italiano che non sia "sede" di un residuato bellico o rifiuto tossico.

Quello del traffico di rifiuti e scorie tossiche è in effetti un business ad altissimo profitto, ma è anche una "vetrina" in cui tutti vogliono apparire».

L'incontro prevede anche la proiezione multimediale di foto e filmati inediti frutto della ricerca degli Eredi della Storia.

L'ingresso è libero.

Fonte: http://www.molfettalive.it/news/Cultura/162334/news.aspx#main=articolo

Perchè la bonifica bellica

 “Un’americana” a Milano: in operazione con il 10° Reggimento Genio Guastatori di Cremona

Articolo a cura di Andrea Thum

La notizia era stata diffusa, sebbene con minimo risalto, il 30 agosto ultimo scorso: una bomba d’aereo inesplosa era stata rinvenuta a Milano (immagini 1, 2 e 3), durante opere di scavo nel cantiere del futuro complesso edilizio “City Life”, sull‘area dell’ex Fiera Campionaria.

Un residuato bellico risalente al secondo conflitto mondiale, come tanti altri che ancora oggi vengono occasionalmente scoperti sul territorio nazionale e i cui ritrovamenti sono sempre più relegati alla cronaca locale minore. Questa volta, però, l’ordigno riguardava direttamente una parte, per quanto drammatica, della storia recente di questa mia città. Già nel settembre dello scorso anno, grazie all’amico Giovanni Lafirenze si era materializzata la possibilità, tramite il Maresciallo Giuseppe Pinzone del 10° Reggimento Genio Guastatori di Cremona, di recarmi sull’area del brillamento della terza bomba di Segrate per effettuare un reportage fotografico. L’opportunità era purtroppo sfumata, a causa di una visita guidata che avrei dovuto condurre, quella stessa domenica, nel ricovero antiaereo dell’ex V Sezione Aeronautica Breda, all’interno del Parco Nord Milano.
L’occasione ora si ripresentava: poter visionare il residuato appena riemerso da quel suolo che l’aveva celato per più di mezzo secolo rappresentava un importante compendio alle ricerche che, da tempo, conduco in tema di ricoveri e protezione antiaerea. Inoltre, e non meno importante, avrei avuto la possibilità di confrontarmi personalmente con veri competenti, per fugare quelle perplessità che spesso permangono dopo la sola consultazione di documentazione e testi d’epoca.
Contattai nuovamente Giovanni e questa volta interlocutore presso il 10° RGGC sarebbe stato il Maresciallo Vincenzo Bavetta che interpellai immediatamente. L’autorizzazione giunse nel volgere di qualche giorno, il tempo necessario per richiedere il benestare ai propri Superiori e avvisare le altre Istituzioni coinvolte: sarei stato aggregato ai Guastatori durante le operazioni di rimozione e brillamento della bomba.
“Americana o inglese?” fu una delle prime delle numerose domande che sottoposi al Maresciallo. Nella prima parte del conflitto Milano venne tempestata di ordigni da parte del Bomber Command britannico, in una progressione di attacchi conclusisi con le quattro pesanti incursioni dell’agosto 1943. Bombe dirompenti di vario peso e potenza, devastanti “coockies” da 4.000 libbre, centinaia di migliaia di spezzoni e altri ordigni incendiari nei primi tre anni di guerra avevano provocato lutti, feriti e gravissimi danni al patrimonio edilizio. Sino a quel momento l’armamento di caduta, rilasciato in crescendo con l’applicazione dei principi dell’area bombing sull’intero territorio urbano, risultava di produzione britannica.
“E’ americana, una General Purpose da 500 libbre”. A tale risposta e considerando la zona del rinvenimento, il pensiero si volse immediatamente al 20 ottobre 1944, una data tragica per la storia della città sotto i bombardamenti. Ordigni di fabbricazione statunitense erano iniziati a cadere sull’area metropolitana nel marzo 1944, con l’attacco allo smistamento ferroviario di Milano Lambrate. La giornata del 20 ottobre di quello stesso anno, invece, era stata scelta dalle Forze aeree da bombardamento strategico americane per effettuare tre incursioni contro altrettanti complessi industriali milanesi: Alfa Romeo, Isotta Fraschini e Breda. I primi due erano situati nella zona nord occidentale della metropoli, il terzo a Sesto San Giovanni, al confine settentrionale della periferia della città. Poco meno di un centinaio di quadrimotori B-24 “Liberator” sganciarono 842 bombe di tipo GP da 500 libbre, che iniziarono a cadere alle 11,30 circa verso la Breda e l’Alfa Romeo e mezz’ora più tardi contro l’Isotta Fraschini. Anche se sempre meno marcato nel ricordo comune, il 20 ottobre 1944 rimarrà indissolubilmente legato alla tragedia della Scuola elementare “Crispi”, nel quartiere di Gorla, con una delle numerose bombe rilasciate dai velivoli impegnati nell’attacco al complesso Breda che colse in pieno l’edificio scolastico, provocando la morte di 184 piccoli alunni. Quel giorno, però, le vittime nelle zone interessate dai bombardamenti risultarono complessivamente quasi 630. Un numero di per se già molto elevato, ancor più se rapportato ai morti (nei loro noti testi, Bonacina e Rastelli stimano circa un migliaio) causati dagli oltre 850 velivoli della R.A.F. che, nel corso dei quattro raids notturni dell’agosto 1943, avevano distrutto una consistente porzione della città.
Paradossalmente il 20 ottobre 1944 si ebbero meno decessi presso i comparti industriali, obiettivi delle incursioni  - il numero più alto, 47, sarà riscontrato fra le maestranze dello stabilimento Alfa Romeo - che fra la popolazione, colta dalla pioggia di ordigni nelle proprie abitazioni, per strada, in qualche esercizio o forse, come accadde agli scolari della Scuola “Crispi”, nel tentativo di raggiungere la protezione offerta da un ricovero antiaereo. Le cause di così gravi perdite in termini di vite umane possono essere molteplici. Relativamente pochi velivoli scaricarono una massa ingente di bombe dirompenti, e l’analisi degli specialisti Alleati della foto interpretazione (immagine 4) rilevò complessivamente una mediocre precisione delle incursioni, con lo sciame delle bombe al suolo disseminato per una vasta area circostante i bersagli prescelti.

 

Inoltre, da poco tempo era entrata in vigore una nuova modalità per la comunicazione dello stato di pericolo alla popolazione, all’epoca suddivisa tra “piccolo” e “grande allarme”, e fu breve il tempo che intercorse fra le due segnalazioni, creando in alcuni anche perplessità sulla corretta interpretazione dell’imminente minaccia. Purtroppo non va anche tralasciata la pessima abitudine assunta da molti, ormai psicologicamente assuefatti allo stato di guerra e ai numerosi allarmi, spesso incruenti, di trascurare la situazione di pericolo fintanto che lo stesso non si fosse concretamente materializzato.
Malgrado l’elevata dispersione dei colpi, si può ragionevolmente supporre che l’ordigno rinvenuto nell’ex complesso della Fiera Campionaria, in linea con la rotta percorsa per l’attacco al vicino stabilimento Alfa Romeo, sia stato rilasciato da uno dei quadrimotori in forza al 484th Bomb Group, appartenente al 49th Bomb Wing della 15° U.S.A.A.F. Qualche anno fa, durante le opere di sbancamento dell’ex area del Portello, era stata rinvenuta un’altra bomba inesplosa “figlia” della medesima operazione. Inoltre, anche in questo ultimo ritrovamento tipologia e peso dell’ordigno corrispondevano a quelli imbarcati, quel 20 ottobre 1944, nelle stive dei “Liberator”.
Sabato 10 settembre 2011: è il giorno fissato per le operazioni di rimozione e, come da indicazioni, alle 08,30 mi trovo all’interno del cantiere di “City Life”, in attesa della colonna dei mezzi del 10° Reggimento Genio Guastatori di Cremona che arriva qualche minuto dopo. Il contingente è guidato dal Colonnello Pier Francesco Cacciagrano, coadiuvato per l’intervento dai Capitani Pierluigi Donati e Marco Mannino. Il Maresciallo Bavetta, invece, è già sul luogo da circa mezz’ora: come tecnico specialista avrà la grande responsabilità, assistito da un piccolo team, di intervenire in prima persona sulla bomba, dettando i tempi necessari alle delicate fasi operative. Durante le ricognizioni eseguite nei giorni precedenti l’ordigno era già stato ispezionato per stabilirne correttamente la tipologia, soprattutto quella delle due spolette, potenzialmente ancora attive. Fossero state di tipo a innesco chimico con effetto ritardato (a volte anche di molte ore, vere trappole mortali per le squadre di soccorso impegnate nella rimozione delle macerie alla ricerca di eventuali superstiti), fra le più instabili e pericolose per le operazioni di inertizzazione, come misura precauzionale sarebbe stata necessaria l’evacuazione di un’area circostante il perimetro della storica Fiera Campionaria. Invece, il risultato dell’analisi consentiva di operare, in sicurezza, senza ricorrere allo sgombero della popolazione di una zona densamente abitata. In ogni caso l’ordigno, per evitare comunque eventuali danni a persone e alle costruzioni circostanti, sarebbe stata racchiuso in un una massiccia struttura protettiva (immagine 5), una sorta di parallelepipedo con pareti e copertura spessi un paio di metri, quasi gli stessi valori impiegati nella costruzione degli speciali ricoveri antiaerei di tipo antibomba realizzati nel corso della guerra.

Ma, a differenza dei rifugi, questo manufatto impiega incastellature di alluminio, al cui interno sono disposti contenitori in tessuto riempiti di sabbia. Nell’eventualità di un malaugurato incidente, la struttura protettiva conterrà in massima parte gli effetti dell’esplosione, il calore prodotto da questa tenderà a vaporizzare il morbido metallo delle intelaiature evitando così la proiezione di pericolose schegge, mentre la sabbia si nebulizzerà nell’aria senza produrre danni.
Mi accordo con il Capitano Donati: il mio punto di osservazione sarà presso l’Incident Control Point, il centro predisposto per ospitare il personale istituzionale della Prefettura e della Questura, i responsabili e i dirigenti del cantiere, della Protezione civile e della Croce Rossa, unitamente ai Vigili del Fuoco. Il sito è collocata in uno degli edifici in costruzione del complesso “City Life”, a circa 150 metri dal manufatto entro il quale il Maresciallo Bavetta e il suo team stanno già operando sull’ordigno. A breve distanza da questo i Guastatori del 10° RGGC stabiliranno anche un Incident Control Point “avanzato”, una postazione che permetterà loro di monitorare in sicurezza la fase di rimozione delle due spolette. I tempi pioneristici degli artificieri muniti di chiave inglese appartengono ormai al passato: grazie alle esperienze, allo studio e alla profonda conoscenza dei residuati bellici, unitamente all’affinamento delle tecniche, da tempo l’attività più critica viene eseguita e seguita in “remoto”. Per l’operazione viene impiegata la cosiddetta “chiave a razzo”, un attrezzo la cui forma potrebbe in qualche modo richiamare quella dei volanti delle attuali vetture di Formula Uno. Saldamente bloccato alla parte esterna della spoletta, lo strumento reca alle estremità due alloggiamenti destinati ad ospitare piccole cariche esplosive, fra loro contrapposte e azionate a distanza. La loro detonazione imprimerà allo speciale dispositivo il movimento rotatorio necessario a svitare questa componente dell’innesco della bomba. Alla “chiave a razzo” sono anche collegati alcuni tiranti elastici, ancorati ben tesi ad un supporto infisso nel terreno. Grazie a questo semplice espediente la spoletta, una volta estratta dalla sua sede, sarà rapidamente allontanata dall’ordigno: se per caso dovesse esplodere in questa fase per le sollecitazioni a cui è stata sottoposta, la detonazione avverrà lontano dalla bomba e dal suo pericoloso contenuto. Un valido ausilio per verificare in tempo reale, ma con la massima tutela, il successo dell’operazione consiste nella telecamera installata sullo speciale robot, comandato a distanza, in dotazione ai Guastatori. Tale dispositivo sarà posizionato accanto all’ordigno e le riprese video verranno trasmesse ad un monitor presente presso l’Incident Control Point “avanzato”. Il piccolo robot, con le varie componenti con le quali può essere attrezzato, è uno strumento prezioso per la salvaguardia degli uomini del 10° Reggimento Guastatori di Cremona. In special modo durante le missioni che essi compiono all’estero e che li vedono impegnati nella messa in sicurezza di aree e vie di comunicazione percorse dai militari e dai mezzi dei nostri contingenti. In questi territori, di per se già spesso ostili, i Guastatori si trovano a dover affrontare anche ordigni non convenzionali, per questo infidi e considerati ad alto rischio rispetto agli “ordinari” residuati bellici (mi si conceda tale specifica che nulla vuol togliere alla pericolosità anche di questi ultimi). Vorrei cogliere questa occasione per sottolineare che il 10° Reggimento Genio Guastatori è anche operativo in ambito prettamente civile: ad esempio a supporto delle Amministrazioni pubbliche per interventi riguardanti demolizioni di costruzioni abusive, quando alle gare di appalto, e a volte per motivi che purtroppo possiamo facilmente intuire, nessuna impresa raccoglie l’invito a partecipare. Inoltre, compito istituzionale del 10° RGGC è attivarsi sul territorio nazionale in caso di calamità naturali, per collaborare al ripristino delle zone colpite.
Tutte le fasi operative condotte dai Guastatori all’interno del cantiere “City Life” sono ovviamente invisibili per chi si trova all’Incident Control Point, dov’è distaccato il Capitano Donati che, grazie al suo costante contatto con i colleghi, tiene informati gli astanti con aggiornamenti sulla situazione. Nell’attesa comprendo come il macchinista dell’escavatore che ha trovato l’ordigno, a dispetto della giovane età, può considerarsi, suo malgrado, un veterano di questi frangenti. Questa è la sua quarta bomba d’aereo, dopo aver rinvenuto quelle di Segrate dello scorso anno: “al momento pensavo fosse una vecchia bombola arrugginita, poi ho capito e mi sono immediatamente fermato. La  sensazione in quell’istante è tutt’altro che piacevole”. Il suo mezzo meccanico è ancora più titolato, avendo sulle spalle, anzi sulla benna, ulteriori due ordigni. Il Capitano Donati comunica che entro pochi minuti verrà eseguita la rimozione della spoletta di coda della bomba. La delicata manovra sarà eseguita a distanza, ma la telecamera del robot consentirà l’immediata verifica dell’intervento. In caso di esito negativo verrà osservato un intervallo di sicurezza di circa 10 minuti prima che gli specialisti approccino l’ordigno per un nuovo tentativo. Sono le 10,45 e una detonazione secca, ma attutita dalle spesse pareti del manufatto protettivo, eccheggia nell’aria. Il telefonino del Capitano suona subito dopo: l’operazione è perfettamente riuscita, ora si passerà a operare sulla spoletta anteriore. Il Maresciallo Bavetta mi aveva anticipato che questa si era leggermente deformata, a causa dell’impatto e della penetrazione nel suolo e che per questo motivo avrebbe probabilmente opposto qualche resistenza. E difatti sono necessari tre interventi della “chiave a razzo” prima che anche questo innesco, alle ore 11,37, ceda al proprio rapido destino. Infatti, se tutto ciò ha reso “quasi” inoffensivi i circa 120 chilogrammi di miscela esplosiva contenuti nell’ordigno, lo stesso non si può dire per le due spolette. Malgrado il loro modesto potere deflagrante esse risultano maggiormente instabili e quindi pericolose, e per tale motivo devono essere celermente distrutte. Gli ampi spazi ancora liberi da costruzioni consentono di eseguire quest’opera all’interno del cantiere stesso (immagine 6): sono circa le 12,20 quando la piccola carica di demolizione predisposta per il brillamento delle spolette esplode con un colpo nettamente più deciso rispetto ai precedenti, provocando una nube nerastra (immagine 7) che in pochi istanti si dissolve nell’atmosfera. La prima fase operativa è quasi conclusa: osservo gli uomini del 10° RGGC che, con l’ausilio di un piccolo escavatore, trasferiscono la bomba all’esterno della struttura protettiva per caricarla su un loro rimorchio (immagine 8). Prossima tappa al “Parco delle Cave”, area verde pubblica ubicata alla periferia nord occidentale della città, dove anche la 500 libbre verrà eliminata.

Prima della partenza ho l’occasione di incrociare brevemente il Maresciallo Bavetta, a bordo di uno dei mezzi militari: ci salutiamo, esprimo i complimenti a tutto il personale per il buon esito dell’intervento e scambiamo rapidamente due parole. Espone, anche un po’ sorpreso, che nel corpo bomba, all’interno degli alloggiamenti delle spolette malgrado il lungo tempo trascorso erano ancora presenti abbondanti tracce di grasso, e in buono stato di conservazione. Particolari forse insignificanti ai più, ma non per chi svolge con grande attenzione il proprio lavoro.
Il viaggio verso il “Parco delle Cave” non è dei migliori. La strada che avevo pianificato di percorrere è chiusa al traffico per lavori, non dispongo di un navigatore satellitare e non conosco particolarmente la zona. Vago in un dedalo di vie sconosciute prima di trovare l’uscita del labirinto nel quale mio malgrado sono finito, con il risultato di arrivare in ritardo all’appuntamento. Questo mi costa il fermo da parte di alcuni Agenti della Polizia, molto cortesi, ma che non disponendo di una lista delle persone accreditate al sito, hanno l’incarico di bloccare l’acceso a chiunque. Una telefonata rimuove l’ostacolo burocratico: pochi minuti di attesa e un Agente motociclista della Polizia Locale del Comune di Milano giunge per condurmi all’interno dell’area riservata, dove è stato ripristinato l’Incident Control Point, questa volta in una tenda da campo sistemata a cura della Protezione Civile comunale. Ho appena il tempo di parcheggiare e rivedere alcuni volti noti della mattinata che un mezzo del 10° RGGC mi preleva per portarmi al punto scelto per il brillamento dell’ordigno, nel frattempo già collocato nella postazione dove sarà distrutto. Osservo i Guastatori  impegnati nel proprio lavoro: alcuni operano per predisporre le connessioni necessarie a condurre l’impulso elettrico che innescherà il detonatore della carica di demolizione (immagine 9). Di questa, invece, se ne sta occupando il Maresciallo Bavetta unitamente ad altro personale (immagine 10).

Il Colonnello Cacciagrano e i Capitani Donati e Mannino controllano e coordinano le operazioni, dando indicazioni e suggerimenti ai propri sottoposti. Una breve pausa nelle attività mi permette di essere presentato al Colonnello, che mi accompagna sul bordo della profonda buca sul fondo della quale, adagiata su alcuni sacchetti di sabbia (immagine 11), la bomba attende che gli uomini del 10° RGGC pongano termine alla sua pericolosità.

Mentre l’osservo mi tornano alla mente alcuni racconti sui bombardamenti di Milano che, sin dalla più tenera età, ho spesso ascoltato dalla nonna materna: il velivolo dalla colorazione scura (Lancaster NdA) che sabato 24 ottobre 1942 era passato, a bassissima quota sulla verticale di piazza V Giornate (“Era così basso che si vedevano gli aviatori al suo interno!”), uno dei tanti che in quel tardo pomeriggio si erano improvvisamente materializzati sulla testa degli attoniti milanesi, per rovesciare sulla città il loro carico di distruzione. La casa di famiglia, talmente solida da resistere egregiamente allo scoppio di una delle tante dirompenti rilasciate dai bombardieri della R.A.F. nel corso dei pesanti raids dell’agosto dell’anno seguente. Le vacanze al mare, quando i tuoni più assordanti dei temporali estivi facevano spesso esclamare al fratello di lei: “Sembrava proprio una bomba. Ricordi?”. Loro due, il boato provocato dalle esplosioni delle bombe lo avevano sentito davvero. Sorrido, invece, ripensando ai tempi della terza elementare e ai tragicomici sforzi di mia madre per farmi apprendere, a memoria, “Milano, agosto 1943”, la poesia di Salvatore Quasimodo assegnatami quale compito a casa dalla maestra. Minacce di feroci ritorsioni e grida di irritazione da parte del genitore, esasperato da ore di inutili tentativi, e reso ancora più adirato nel constatare che la sorellina, non ancora in età scolastica, ascoltando probabilmente per qualche migliaio di volte la ripetizione del “prolisso” componimento, la poesia l’aveva imparata: io no. Ottime le prime due o tre righe, poi nella testa si addensava la nebbia più fitta, formata dal pensiero rivolto agli adorati Topolini e trenini elettrici che mi attendevano dopo i compiti. Ora, invece, mi trovo a pochi metri da un ordigno strettamente connesso a quegli eventi , e per mia precisa volontà: a volte è curioso il percorso che la vita ci riserva.
Il Colonnello Cacciagrano mi illustra le prossime fasi operative: la carica di demolizione consiste in un panetto di alcuni chilogrammi di tritolo che verrà applicato longitudinalmente al corpo della bomba. Per implementare il contatto fra i due solidi di forma differente ( un cilindro e un parallelepipedo) e quindi aumentare l’effetto distruttivo, lo spazio fra questi sarà colmato da esplosivo al plastico, lo stesso che verrà inserito anche all’interno degli ormai vuoti alloggiamenti delle spolette, a diretto contatto con il pericoloso contenuto dell’ordigno. L’effetto termico dell’esplosione, interna ed esterna, causerà la vaporizzazione istantanea di buona parte dell’involucro della bomba, limitando così la produzione di schegge e frammenti metallici. In ogni caso la buca, profonda quasi cinque metri,  prima del brillamento verrà colmata di sabbia. Assolutamente deprecato l’impiego di terra: sassi e altri ciottoli in essa contenuti si trasformerebbero in pericolosi proiettili, scagliati a forte velocità e distanza dalla potenza della detonazione. Ragioniamo anche sul bombardamento di quel 20 ottobre 1944, con l’ampia dispersione delle bombe che dovevavo essere indirizzate, invece, verso obiettivi specifici e che provocò, come già esposto, un così elevato numero di vittime.
I Guastatori hanno quasi terminato. Inizia ora una fase critica e, per motivi di sicurezza, mi devo allontanare, ritornando all’Incident Control Point da dove assisterò alla parte conclusiva dell’intervento. La giornata è particolarmente calda e attendo pazientemente all’ombra di una pianta, da dove osservo un veicolo dell’Esercito che si avvicina lentamente. Alcuni militari lo seguono appiedati (immagine 12), stendendo sul terreno, alle loro spalle, le connessioni elettriche (immagine 13) necessarie ad attivare il detonatore della carica di demolizione.

Infine, dal sito del brillamento si allontanano anche i due mezzi da cantiere impiegati per colmare la profonda buca, preceduti dal Colonnello Cacciagrano e dal Capitano Donati che controllano l’area e verificano il corretto operato dei loro uomini (immagine 14).

Siamo giunti all’epilogo, manca ormai poco al momento in cui “l’americana” cesserà di esistere. Il mio punto di osservazione non è particolarmente felice a causa delle piante d’alto fusto che celeranno, in massima parte, gli effetti visivi dell’esplosione. Posso vedere bene, invece, la postazione dove si è raccolto il 10° Guastatori, a poche decine di metri di distanza. Sono circa le 15,50 e nel silenzio del “Parco delle Cave” eccheggia il grido: “Pronti al fuoco: 3, 2, 1…Fuoco!”.
La detonazione non è assordante come mi sarei aspettato, ma comunque decisa e corposa, degna di un ordigno di tale potenza. In lontananza un leggero fumo biancastro si fa largo fra la vegetazione per poi disperdersi rapidamente. Il 10° Reggimento Genio Guastatori di Cremona ha portato a termine, con pieno successo, un altro dei numerosi interventi che li vede impegnati pressoché quotidianamente nell’importante attività della bonifica bellica del territorio nazionale. Quest’anno sono già oltre 200 le operazioni che hanno condotto per l’inertizzazione e la distruzione di residuati bellici.
Sul luogo del brillamento si è formato un cratere di una decina di metri di diametro (immagine 15), il cui fondo e bordi esterni paiono ricoperti da una leggera patina di sabbia semi solidificata, forse effetto dello shock termico dell’esplosione.

Che la manovra sia stata magistralmente condotta può essere anche evinto dalle vicine piante e altri arbusti, che non sembrano aver patito alcun danno.
Mi accomiato dai Guastatori: è stata una giornata particolarmente rilevante sotto il profilo storico tecnico. Ho avuto inoltre la possibilità di osservare e comprendere l’attività di professionisti che svolgono con impegno ed elevata preparazione l’importante e pericoloso compito a cui sono preposti e che, al tempo stesso, si sono rivelati persone estremamente disponibili e cortesi. Saluto e ringrazio di cuore per l’ospitalità il Colonnello Cacciagrano, che mi invita a visitare la loro Caserma, offerta che accetto con piacere e che spero presto di onorare. Congedandomi, stringo calorosamente la mano al Maresciallo Bavetta, che probabilmente ho tediato all’impossibile con centinaia di domande alle quali ha sempre prontamente risposto, risolvendomi perplessita e illustrandomi con dovizia e perizia numerosi aspetti tecnici legati alla loro attività. In questa sede colgo l’occasione per ringraziare Il Capitano Donati, il Capitano Mannino e tutto il restante personale del 10° Reggimento Guastatori di Cremona presente quel giorno sul campo, non citato individualmente nel testo, ma che con uguale garbo ha sopportato la mia anomala presenza. E, naturalmente, esprimo profonda gratitudine all’amico Giovanni Lafirenze, senza la cui intercessione i contenuti di questo testo non avrebbe potuto essere redatti.
A volte capita di leggere o ascoltare dai media esternazioni sul moderno impiego delle cosiddette bombe intelligenti. Forse lo è stata, in un modo del tutto particolare, anche questa rinvenuta a Milano: conscia della strage che le sue numerose “colleghe” stavano compiendo al suolo, quel tragico 20 ottobre 1944 decise di non esplodere, preferendo attendere oltre sessant’anni l’arrivo del 10° Guastatori per farsi destare in totale sicurezza e senza produrre gli effetti distruttivi e letali per i quali era stata creata.

Perchè la bonifica bellica

Bomba da 100 chili di tritolo in centro: apprensione, cinque famiglie evacuate

Pesaro, 6 ottobre 2011 - CINQUE famiglie evacuate, venti persone sistemate da parenti e amici, la strada principale del paese bloccata e transennata. E una bomba da un quintale da estrarre e portare via per farla esplodere in un luogo sicuro. Apprensione ieri a Montecchio per il ritrovamento di una bomba d'aereo inesplosa contenente 100 chili di tritolo. E' stata rinvenuta durante i lavori di scavo lungo via 21 Gennaio. Ad eseguirli Marche Multiservizi che stava posizionando le nuove condotte idriche all'altezza dell'incrocio con via Cipressi. Quando la ruspa ha toccato qualcosa di solido, l'operatore ha capito che doveva trattarsi di qualcosa di pericoloso ed ha bloccato immediatamente gli scavi. Sono andati sul posto i carabinieri e gli artificieri dell'esercito che hanno provveduto a transennare la zona. Si è capito subito che per la sicurezza dei residenti, si doveva procedere ad una rapida evacuazione delle famiglie che abitano nei palazzi prospicienti alla bomba, al civico 163.
DOPO UNA RIUNIONE tra i responsabili, è stato deciso di sgomberare i due palazzi vicini perché non si poteva correre il rischio di una deflagrazione durante le operazioni di bonifica. Non è chiaro quando ciò avverrà, ma è certo che stamani faranno un nuovo sopralluogo gli artificieri dell'esercito per stabilire come agire nella massima sicurezza. Prima di estrarla, va disattivato il meccanismo dell'innesco e questo richiede competenza e sangue freddo. La bomba di un metro di lunghezza è di probabile fabbricazione alleata perché durante il passaggio del fronte, l'esercito alleato ha martellato per giorni con bombardamenti aerei per liberare la strada all'avanzata e smantellare la guarnigione tedesca che si era asseragliata a difesa della linea gotica.
E' PROBABILE che nel sottosuolo di Montecchio ci siano ancora ordigni bellici inoffensivi e ormai sotterrati per sempre. In questo caso, c'è voluto il lavoro di scavo per la nuova condotta idrica scesa ad una profondità vicina al metro per ritrovare la bomba. La prefettura di Pesaro, subito informata di quanto era stato trovato, ha fatto in modo di accelerare le operazioni di bonifica assicurandosi che i cittadini con le abitazioni più vicine fossero messi in sicurezza. Il traffico così è stato deviato e i disagi che si sono creati continueranno fino ad oggi.

ro.da.

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/liguria/2011/10/01/visualizza_new.html_696371021.html

Perchè la bonifica bellica

Bomba d'aereo in aeroporto Albenga, vertice prefettura

(ANSA) - VILLANOVA D'ALBENGA (SAVONA), 1 OTT - Sara' necessaria una riunione tecnica supplementare, dopo quella di stamani tenuta in prefettura a Savona, per decidere il programma di bonifica dell'aeroporto Clemente Panero dalla bomba d'aereo da 250 chilogrammi ritrovata nel corso degli scavi per la costruzione del nuovo stabilimento Piaggio Aero Industries.

Stamani, nel corso della riunione convocata dal prefetto Claudio Sammarino, e' stato predisposto un nuovo sopralluogo in attesa che gli artificieri decidano la data per far brillare il residuato bellico.

La zona dove e' stata trovata la bomba e' stata transennata dai carabinieri di Alassio e Villanova.(ANSA).

Fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/2011/10/06/595083-bomba_chili.shtml

Perchè la bonifica bellica

SICUREZZA: COMELLINI (PDM), URGENTE APPROVARE LEGGE BONIFICA ORDIGNI BELLICI

(AGENPARL) - Roma, 27 set - "Questa volta è andata bene ma le modalità con cui è esplosa questa notte la bomba d'aereo a spoletta ritardata risalente alla seconda guerra mondiale esplosa nelle campagne tra P.S. Giorgio e Porto S. Elpidio, in località Casabianca, in provincia di Fermo, non lontano dalla linea ferroviaria adriatica, deve richiamare l'attenzione del Senato per giungere nel più breve tempo possibile all'approvazione definitiva del ddl 2892 (modifiche al d.lgs. 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro per la bonifica degli ordigni bellici) il cui iter è iniziato oggi presso l'11 Commissione permanente dopo l'approvazione da parte della Camera dei deputati lo scorso 7 settembre". E' quanto dichiara, in una nota, Luca Marco Comellini - segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di Polizia. (Pdm). "Il ddl in esame al Senato è il frutto di una proposta bipartisan pienamente condivisa, nella quale è confluita anche la proposta di legge (C. 3481) che il Pdm presentò tramite il deputato radicale Maria Antonietta Farina Coscioni per ridisciplinare in modo più rigoroso il settore bonifiche al fine di garantire un maggiore livello di sicurezza. L'unica norma che disciplinava le attività di bonifica degli ordigni bellici fu abrogata lo scorso 9 ottobre 2010 con l'entrata in vigore del Codice dell'Ordinamento militare da parte del Ministero della Difesa, è quindi urgente una rapida approvazione del ddl 2892 per consentire un'immediata ripresa delle attività di bonifica degli ordigni bellici sul territorio nazionale ed evitare - conclude Comellini - che altri incidenti si verifichino con effetti e conseguenze drammatiche a causa di ordigni "dormienti".

Fonte: http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20110927-sicurezza-comellini-pdm-urgente-approvare-legge-bonifica-ordigni-bellici

Il mio commento

ESPLODE RESIDUATO BELLICO
Il Resto del Carlino e precisamente la redazione di Fermo il 27 settembre 2011 lancia una tremenda notizia: la notte precedente un boato scuote il territorio di Casabianca. Ovviamente sul luogo dell'esplosione intervengono Vigili del Fuoco e Forze dell'Ordine del Comune di Fermo, i quali notano un cratere, una buca di notevoli dimensioni e numerose schegge, (frammenti di bomba) a pochi metri dai binari ferroviari che collegano Porto Sant'Elpidio a Porto San Giorgio.
Il Dott. Fabio Castori nell'articolo precisa: la detonazione è stata causata da un residuato bellico risalente alla seconda guerra mondiale.
Nel contempo i tecnici del Gruppo Ferrovie di Stato interrompono la circolazione dei treni.
Ai tempi della Seconda Guerra Mondiale le stupende cittadine marittime, al pari di Macerata, Civitanova Marche patiscono l'attenzione della 12a Air Force la quale incursiona linee ferroviarie, importanti nodi stradali, stazioni, strutture e depositi.
Cito l'esempio del bombardamento del 19 ottobre 1943 proprio su Porto Sant'Elpidio avente come obbiettivo Stazione e fascio dei binari ferroviari, ma una considerevole percentuale di bombe non esplode a causa di spolette difettose o quote di sgancio errate restando interrate fino ai nostri giorni.
In tanti si potrebbero chiedere: come può un residuato bellico esplodere a distanza di tanti anni....? La risposta è semplice:
Ogni residuato bellico ( bombe d'aereo, granate, bombe da mortaio, ecc....) contiene esplosivo, il quale raramente perde del tutto la propria capacità detonante, infatti nel maggio del 2003 ad Ostiglia sempre nella notte esplode una bomba d'aereo che abbatte due cascine del luogo. Nell'aprile del 2006 nei pressi del Cimitero di Cervinara (AV) esplode altra bomba e sempre di notte. Potrei continuare, tuttavia mi rendo conto d'aver già inserito sufficienti esempi.
Naturalmente sul luogo dell'esplosione non è esclusa la presenza di altri residuati bellici (a quei tempi i bombardieri sganciavano grappoli di bombe), tuttavia sono convinto che i comuni interessati stiano già richiedendo operazioni di bonifica preventiva.
Non solo, desidero condividere l'appello del Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di Polizia ( Luca Marco Comellini ) urgentemente divulgato a proposito del ripristino delle normative BCM che regolano e disciplinano il settore.

Giovanni Lafirenze

Ordigno bellico esplode vicino alla ferrovia. Cratere di 4 metri.

E' successo nella notte in un canneto a monte della linea ferroviaria Porto Sant'Elpidio-Porto San Giorgio

Ferrovia, 27 settembre 2011 - Un boato assordante percepito anche a grande distanza. Frammenti sparsi su una vasta area. A provocarlo è stato un ordigno bellico esploso nella notte in un canneto a monte della linea ferroviaria Porto Sant'Elpidio-Porto San Giorgio.
Non ci sono stati feriti ne' danni (in quel momento non passavano treni). Nessuno era a conoscenza della presenza del residuato bellico, una bomba da aereo della Seconda guerra mondiale, la cui deflagrazione, avvenuta al km 257+530, nel territorio di Casabianca, ha scavato un cratere profondo 4 metri e largo oltre 5.
Dall'una alle 2 la circolazione dei treni e' stata interrotta, poi e' ripresa a velocita' ridotta, per tornare alla normalita' alle 3:55. Sul posto sono intervenuti gli artificieri, la polizia ferroviaria e la scientifica, carabinieri e vigili del fuoco, tecnici del Gruppo ferrovie dello Stato.

Fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/fermo/cronaca/2011/09/27/589075-bomba_aerea_esplode.shtml

Ordigno bellico esplode vicino ferrovia Fermo, nessun danno

Bomba aereo scava cratere di 4 metri, circolazione ripresa alle 4

FERMO, 27 SET - Una bomba da aereo della seconda guerra mondiale e' esplosa nella notte in un canneto a monte della linea ferroviaria Porto Sant'Elpidio-Porto San Giorgio (Fermo). Non ci sono stati feriti ne' danni (non passavano treni) ma il boato e' stato sentito anche a grande distanza. La deflagrazione e' avvenuta al km 257+530, a Casabianca, ha scavato un cratere profondo 4 metri e largo oltre 5. Dall'una alle 2 la circolazione dei treni e' stata interrotta, per tornare alla normalita' alle 3:55. Sul posto gli artificieri.

(ANSA).

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/marche/2011/09/27/visualizza_new.html_698281453.h

Il mio commento

Anche questa volta, per fortuna, non si è fatto male nessuno. Per questa volta.

G.L.

Perchè la bonifica bellica

Ripristino delle normative BCM

Il territorio italiano al termine del secondo conflitto mondiale è completamente permeato da residuati bellici esplodenti, sepolti o affondati. La guerra aerea strategica distrugge intere aree urbane, ogni territorio del Bel Paese. Le incursioni aeree del tipo tattico colpiscono ponti ferroviari, importanti nodi stradali, stazioni ferroviarie, capannoni industriali, strutture portuali e tanto altro. La furia dei B-17, dei Lancaster, in seguito dei Messerschmitt lascia inesplosa una titanica quantità di bombe d'aereo.
La guerra di terra in Italia nasce per mezzo dello sbarco in Sicilia colmando l'intera penisola di ordigni inesplosi.
A fine guerra ogni esercito "probabilmente " abbandona, sotterra, affonda una grande quantità di munizioni mai utilizzate.
Ovviamente già nel 1945 i militari anglo americani cercano d'individuare soluzioni in grado di restituire agibilità ad un territorio impraticabile a causa del pericolo rappresentato da questi ordigni inesplosi.
Infatti tra il 1944 e il 1948 partecipano a queste campagne di bonifica circa 4500 civili, molti professionisti muoiono investiti da roventi schegge, altri restano feriti e mutilati, ma con grande sprezzo del pericolo i rastrellatori BCM restituiscono la vita a residenti, agricoltori, pastori, ecc...
Inizia una ricostruzione altrimenti impossibile. Nascono le scuole BCM ( Capua, Viterbo, Chieti, Campobasso, Bologna, Ferrara, ecc....), in seguito nasce l'indispensabile figura della "Sezione BCM", la quale segue, coordina, addestra e collauda i lavori di bonifica bellica.
Il tempo passa, molte sezioni BCM (non comprendo i motivi) oggi non esistono più, ma fortunatamente la bonifica bellica ancora oggi è sostenuta dai Reparti BCM di Napoli e Padova, questi ultimi continuano a distribuire storia, competenza, saggezza e non solo, ad operatori BCM: dirigenti, assistenti o rastrellatori di qualsiasi ditta specializzata nel recupero ordigni bellici.
Questa professione è da sempre disciplinata dal decreto legislativo luogotenenziale 12 aprile 1946, N. 320, ma quest'ultimo il 9 ottobre 2010 è inaspettatamente "abrogato".
Tutto ciò crea sbando, caos.
Il vuoto normativo impedisce la ricerca sistematica dei residuati bellici e crea seri problemi ad ogni ente pubblico o privato in procinto di costruire o scavare.
L'emergenza pare sia giunta alla conclusione, (…) infatti dopo aver erroneamente pensato di delegare la competenza di gestire un lavoro enormemente tecnico e pericoloso al Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, o della salute, (!?) qualcuno ha compreso la gravissima "gaffe" e suggerito di restituire questo onere all'Ente competente militare, unico ad aver l'autorità e titoli per gestire corsi BCM, concessione e rinnovo dei brevetti personali, autorizzazioni o prescrizioni.
Vorrei concludere questo articolo per mezzo di un pensiero precedentemente scritto per altra causa:

Il lavoro continua esclusivamente per ricordare che ancora oggi produciamo sicurezza; per far comprendere a chi afferma il contrario, quanto la bonifica bellica BCM non può e non deve diventare una vetrina per nessuno, ma sopratutto, prima di affrontare questo argomento conviene conoscerlo a fondo, viceversa diventa necessario un saggio e conveniente silenzio…!

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

RIFLESSIONE SUL TESTO APPROVATO

L'approvazione alla camera del testo di attuazione delle delega contenuta all'articolo 1 della legge 123/2007, in materia di sicurezza sul lavoro.
intervenendo sugli articoli 28, 91, 100, 104, nonché sugli allegati XI e XV, del D. Lgs. 81/2008, ha di fatto e di diritto finalmente previsto esplicitamente
la valutazione preliminare del rischio bellico residuale all'interno dell'attività di analisi dei rischi residuali possibili
L'estensione della disciplina della valutazione del rischio ai rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili,
interessati all'attività di scavo, produrrà effetti immediati in tutta la disciplina della sicurezza nei luoghi di lavoro; nel dettaglio riportiamo:
a) Obbligo a carico del CSP di eseguire la valutazione del rischio bellico, sentito il parere del Ministero della Difesa;
b) Obbligo a carico del CSP di prevedere la messa in sicurezza convenzionale (bonifica ordigni bellici) in aree a rischio;
c) Obbligo a carico Ministero della Difesa di istituire apposito albo professionale dei bonificatori con potenziale definito.
A nostro avviso tale emendamento modifica in modo importante la disciplina in oggetto; tra gli effetti positivi prodotti da tale modifica legislativa possiamo elencare:
a) Equiparazione legislativa rischio bellico ad altri rischi residuali già previsti da normativa in essere (archeologico, ambientale)
b) Definizione in sede di appalto di un costo stimato per la messa in sicurezza (bonifica bellica) non soggetto a ribasso;
c) Attribuzione a Ministero Difesa del compito di verifica requisiti imprese di bonifica (nuovo albo professionale)
I principali effetti negativi, sono riconducibili al problema della bassa disponibilità finanziaria in materia di sicurezza:
a) Aggravio delle responsabilità a carico del CSP, non suffragato spesso da adeguata copertura finanziaria;
b) Maggiori oneri strutturali a carico del Ministero della Difesa, per attività istruttorie e di controllo, nonché di verifica;
c) Appesantimento potenziale delle procedure di rilascio concessioni in sede di conferenza di servizi.
In sintesi riteniamo sia stato inserito un ulteriore tassello positivo per migliorare le condizioni di sicurezza per maestranze impegnate nei cantieri di lavoro;
resta in sospeso (sul collo del CSP) l'eterna spada di Damocle derivante dalle scarse risorse finanziarie disponibili in materia di sicurezza lavoro.

SNB SOCIETA' NORD BONIFICHE SAS di Maurizio Braggion

Perchè la bonifica bellica

Ordigno bellico disinnescato dagli artificieri della polizia a Cassino

Cassino (Fr) | 17 settembre 2011
Artificieri della Polizia di Stato in azione, questo pomeriggio, per disinnescare un ordigno bellico, risalente quasi certamente al secondo conflitto mondiale e rinvenuto da una Volante del commissariato di Cassino impegnata in un apposito servizio di prevenzione e controllo.
L'ordigno, un colpo di mortaio inesploso, è stato notato lungo il ciglio di via Solfegna Cantoni strada ad alta frequentazione e densità abitativa nel corso del monitoraggio disposto dalla Prefettura di Frosinone a seguito del gravissimo fatto di cronaca avvenuto lo scorso lunedì nel comune di Arpino e che ha fatto registrare sei vittime.

La sicurezza e la tutela del cittadino come priorità assoluta e per questo motivo il dirigente del commissariato di Cassino, il vice questore Francesco Putortì, ha disposto l'arrivo di personale della Polizia di Stato direttamente da Roma. Artificieri esperti, coordinati dal Sost. Commissario Salvatore TIMPANO della Questura di Roma, che con l'utilizzo di un robottino hanno provveduto a rimuovere e disinnescare l'ordigno. La zona del Cassinate negli anni passati ha fatto registrare incidenti collegati all'insana passione di alcuni cittadini che amano collezionare ordigni bellici che, se maneggiati con leggerezza, possono trasformarsi in trappole letali.

Fonte: http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2011/09/17/ordigno-bellico-disinnescato-dagli-artificieri-della-polizia-a-cassino/

Perchè la bonifica bellica

Ordigno bellico abbandonato al mare sotto un platano

Individuato un ragazzo che ha dato l'allarme. Sempre ieri mattina rinvenute altre due bombe a Tavullia

10 settembre 2011 - Pesaro

Qualcuno ha trovato scomodo occuparsi di un ordigno bellico probabilmente rinvenuto nel proprio campo e nottetempo ha avuto la brillante idea di collocarlo ai piedi di un grosso platano all'incrocio tra viale Trieste e viale Verdi. Ieri mattina un ragazzo che transitava lungo la strada ha notato il residuato e ha subito riconosciuto il potenziale pericolo: armato di cellulare l'ha fotografato e si è recato in questura mostrando quanto aveva rinvenuto. A quel punto è scattato l'allarme, la zona è stata transennata e il passaggio di pedoni e mezzi interdetto. Sul posto sono intervenuti sia gli agenti della polizia che vigili urbani che hanno vissuto momenti ad alta tensione visto che oltre al movimento delle persone dirette in spiaggia, ieri si effettuavano controlli anche per l'arrivo delle bancarelle della Fiera di San Nicola e dunque il passaggio di gente era piuttosto intenso e la confusione imperante.

Tempestivo l'arrivo degli artificieri che hanno prima messo in sicurezza l'ordigno, un proiettile da mortaio risalente alle seconda guerra mondiale, che è stato poi trasportato nella zona industriale alla periferia della città e fatto brillare nei pressi della Pica.

Abbandonare il residuato è stato un gesto inqualificabile visto e considerato che l'esplosivo contenuto all'interno dell'ordigno era ancora in grado di esplodere. Ovviamente la polizia sta tentando di stabilire chi sia l'autore della sconsiderata azione.

Curiosa coincidenza il fatto che sempre nella giornata di ieri sono venuti alla luce altri due ordigni. Altri due residuati bellici di identica fattura e molto simili a quello abbandonato sotto il platano del lungomare che sono stati rinvenuti sempre ieri mattina, in un cantiere edile dove è in costruzione un'abitazione nel territorio di Tavullia. Si tratta anche in questo caso di proiettili da mortaio, rinvenuti però lungo il tracciato della linea Gotica. Vista la situazione di maggiore sicurezza, entrambi i residuati sono stati portati via dal cantiere grazie all'intervento dei carabinieri e degli artificieri e verranno entrambi fatti brillare nei prossimi giorni.

Fonte: http://sfoglia.corriereadriatico.it/Articolo?aId=1199165

Perchè la bonifica bellica

Idro, ordigno bellico nella zona industriale Artificieri al lavoro per operazioni di bonifica

Non si tratta del primo caso in località Arca: già in passato erano stati rinvenuti residuati dello stesso tipo. Le bombe saranno fatte brillare da un Nucleo speciale in una cava di Capovalle

Idro, 7 settembre 2011 - Un ordino bellico è stato ritrovato nella zona industriale di Idro, in località Arca. Al momento sono in corso le operazioni di bonifica da parte degli artificieri del X Reggimento Genio Guastatori di Cremona. Non è cosa insolita che, in questa zona, peraltro interessata da numerosi interventi di urbanizzazione, vengano rinvenuti residuati bellici.
Anche in questo caso, come nei precedenti, si tratterebbe di ordigni di artiglieria a caricamento speciale, di tipo chimico: per questo dovrebbero poi essere fatti brillare in una cava di Capovalle con l'intervento del Nucleo Eod (Explosive Ordnance Disposal) del Centro logistico interforze di Civitavecchia, per motivi di sicurezza.

Fonte: http://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/2011/09/07/576614-idro_ordigno_bellico.shtml

Perchè la bonifica bellica

Tragedia in Birmania, esplode residuato bellico: 7 morti

Premessa: Il commento

Il 3 settembre per mezzo del quotidiano "La Nazione", redazione Terni, apprendiamo la notizia del rinvenimento di un residuato bellico risalente alla seconda guerra mondiale. Una bomba d'aereo di fabbricazione americana da 1000 lb (240 Kg di tritolo !?) rinvenuta in località Ciconia (Orvieto), nel corso di un lavoro edile. Il 5 settembre sempre la stessa testata giornalistica intervista l'operatore del mezzo meccanico che ha incocciato la bomba, il quale confessa: " SUL MOMENTO non mi sono accorto di niente e non ho pensato nulla di particolare quando ho sentito che la benna era stata bloccata da qualcosa di duro. All'inizio avevo pensato a una pietra, magari di grosse dimensioni. Poi, ma soltanto in un secondo momento, mi sono reso conto di avere a che fare con una bomba. Solo la notte, quando sono andato a dormire, ho realizzato il rischio che avevo appena corso". Naturalmente comprendiamo lo sgomento del lavorante al quale è doverosa la solidarietà di tutti. Ma ciò che non riusciamo a capire è la posizione dei responsabili alla sicurezza della ditta, i quali hanno esposto i propri operai ad un rischio tanto grave. Infatti il territorio che dal torrente Paglia si estende tra Allerona, Orvieto è colmo di bombe inesplose a causa dei numerosi bombardamenti aerei aventi come obbiettivo il ponte ferroviario sul Paglia. Il conducente del mezzo meccanico (escavatorista) conclude con altre affermazioni: " mentre scavavo la benna del mezzo ha colpito la spoletta anteriore". In pratica una strage evitata (bomba Ostiglia docet) ed una pesante lezione nei confronti di chi gestisce la sicurezza nei cantieri della stessa ditta (vorremmo leggere il POS). Non solo, qualche giorno prima e precisamente il 2 settembre tre poderosi incendi divampano tra Venafro, (Monte Corno) Sant'Agapito ed Isernia, la zona ai tempi dell'ultima guerra mondiale è stata teatro di feroci battaglie di terra e colpita da bombardamenti aerei del tipo "tattico". I mezzi dei Vigili del Fuoco non possono intervenire, il territorio è colmo di residuati bellici esplodenti interrati. Infatti la Regione Molise per l'emergenza impiega due insufficienti Canadair. Tutto questo lo ripetiamo ancora, ignorando la sicurezza di chi abitualmente frequenta quei luoghi. Ma la vera tragedia si consuma il primo settembre in Birmania quando a causa dell'esplosione di un residuato bellico sempre risalente alla seconda guerra mondiale, muoiono 7 persone compresi due bambini di 10 e 12 anni. Ovviamente le fonti di queste tre notizie sono state volutamente cercate ed individuate via Internet, in quanto anche questa volta i canali d'informazione hanno ignorato i comunicati Ansa. Anzi in Birmania la sciagura si consumava mentre le nostre TV trasmettevano immagini di festosi guerriglieri che sparavano tra la folla convinti di aver concluso e vinto una guerra che in realtà continuerà nascosta, occultata, sepolta da qualche metro di terra. Concludiamo queste righe con l'invito a considerare i residuati bellici, oggetti mortali.

Giovanni lafirenze

La notizia

Una vera e propria tragedia ha sconvolto in questi giorni la Birmania. Nell'ovest del paese sono morte 7 persone, tra cui due bambini di 10 e 12 anni, a seguito dell'esplosione di un ordigno risalente alla seconda guerra mondiale. Fonti governative riferiscono che l'incidente è avvenuto domenica pomeriggio nei pressi di un villaggio costiero nel distretto di Sittwe, nell'Arakan State. Testimoni presenti sul posto hanno ricostruito l'accaduto: alcuni abitanti del villaggio avrebbero trasportato la bomba in riva al mare e, ignorando la natura dell'oggetto che avevano tra le mani, avrebbero tentato di aprirlo provocandone l'esplosione. Per motivare la presenza del residuato bellico occorre ricordare che durante il conflitto, in quella zona le truppe britanniche ingaggiarono feroci battaglie con quelle giapponesi, che si erano impossessate dell'allora colonia britannica.

Fonte: http://www.lenovae.it/tragedia-in-birmania-esplode-residuato-bellico-7-morti/

Perchè la bonifica bellica

Ha visto la morte in faccia "Qui poteva esplodere tutto"

Marco Pacifici manovrava la benna che ha intaccato la bomba

Orvieto, 5 settembre 2011 - «LI' SUL MOMENTO non mi sono accorto di niente e non ho pensato nulla di particolare quando ho sentito che la benna era stata bloccata da qualcosa di duro. All'inizio avevo pensato a una pietra, magari di grosse dimensioni. Poi, ma soltanto in un secondo momento, mi sono reso conto di avere a che fare con una bomba. Solo la notte, quando sono andato a dormire, ho realizzato il rischio che avevo appena corso». Marco Pacifici è un miracolato. Senza essere andato a Lourdes, l'operaio della ditta Frosinini ha avuto la fortuna di chi vede la morte in faccia e la scansa come una mosca, senza battere ciglio.

GLI ARTIFICIERI intervenuti per porre finalmente in sicurezza l'intera zona hanno poi confermato che urtare con una benna la spoletta di una bomba d'aereo non solo è altamente sconsigliabile a chi aspira a una vita serena e, soprattutto, lunga, ma è stato davvero un caso straordinario che l'operaio non sia saltato in aria con tutto l'escavatore e, probabilmente, anche con un pezzo della palazzina accanto alla quale sorge il cantiere. La benna condotta da Marco, infatti, ha addirittura raschiato la bomba fino a spezzare con un colpo la spoletta anteriore dell'ordigno. Per un vero miracolo, dunque, non si è innescata l'esplosione: le premesse di fatto c'erano tutte. Sarebbe stata una tragedia.

La seconda spoletta, quella posteriore, era invece rimasta perfettamente integra. Sotto all'ordigno bellico rinvenuto ai piedi della rupe orvietana era ancora ben leggibile la data di fabbricazione: febbraio 1943, Stati Uniti. Questa bomba, come le tante altre che presumibilmente si trovano ancora sotto terra e costituiscono, a distanza di decenni, potenziali pericoli, non è esplosa perché caduta in posizione orizzontale su un terreno morbido che ne ha attutito il colpo, fino a impedire che le due estremità toccassero il suolo con forza e innescassero la micidiale deflagrazione.

Perchè la bonifica bellica

ORDIGNO BELLICO A CICONIA

Un escavatorista ha rischiato la vita strappando, inavvertitamente la spoletta

Un ordigno bellico di fabbricazione americana da 240 Kg di tritolo è stato rinvenuto questo pomeriggio in un cantiere edile di Ciconia, frazione di Orvieto. E' stato un escavatorista, mentre stava lavorando, a strappare con la benna del mezzo la spoletta dell'ordigno che fortunamente non è esploso. Sul posto si sono subito recati i vigili del fuoco di Terni per una prima ricognizione dell'area che è stata transennata ed è attualmente sorvegliata dalle forze dell'ordine. Nei prossimi giorni si terrà una riunione in Prefettura per decire giorno e modalità di rimozione della bomba.

Fonte: http://www.terninrete.it/headlines/articolo_view.asp?ARTICOLO_ID=299201

Perchè la bonifica bellica

 

Milano, trovato ordigno bellico nel cantiere CityLife

(30 agosto 2011) MILANO – In molte occasioni pubbliche si organizzano celebrazioni e manifestazioni in memoria della seconda guerra mondiale, delle vittime e dei deportati. A volte però quel ricordo che appare sempre più lontano è rinvigorito dal ritrovamento di qualche ordigno bellico sepolto e dimenticato.
È il caso della bomba rinvenuta questa mattina a Milano nel cantiere di CityLife, situato nella zona Fiera. Molta paura per gli abitanti del quartiere ignari della lunga convivenza con il pericoloso reperto. Alcuni operai impegnati negli scavi di un lotto del cantiere in corrispondenza di via Duilio 5, nei pressi di Porta Carlo Magno, giunti a circa tre metri di profondità hanno scoperto l’ordigno lungo circa un metro e hanno immediatamente avvertito la Polizia di Stato.
Allontanati i curiosi e sospesi i lavori le autorità hanno chiamato gli artificieri dell’esercito. In attesa dell’arrivo dei guastatori del X Reggimento genio Cremona che si occuperanno di disinnescare la bomba la Polizia ha presidiato il luogo del ritrovamento.
Essendo una zona con un’alta densità di abitanti si sta valutando una momentanea evacuazione dei residenti di alcune abitazioni limitrofe a titolo preventivo.
Eleana Martiradonna

Fonte: http://www.ilquotidianoitaliano.it/gallerie/2011/08/news/milano-trovato-ordigno-bellico-nel-cantiere-citylife-111804.html/

Perchè la bonifica bellica

Il resoconto del brillamento tra imprevisti e corsa contro il tempo

Riunione dopo l’operazione bomba. Ieri pomeriggio si sono riuniti presso la caserma dei vigili del fuoco di Ferrara il prefetto Provvidenza Raimondo, il capitano Giuseppe Laianca – dell’8° reggimento del genio guastatori “Folgore” di Legnago -,  il colonnello Patrizi del 1° comando Fod di Vittorio Veneto, il comandante provinciale dei vigili del fuoco Cristiano Cusin, l’ingegnere capo del comune di Ferrara Capozzi Luca e il delegato provinciale per la protezione civile Nicola Ardizzoni. Assieme hanno spiegato e commentato l’esito della difficile operazione sostenuta per rimuovere e neutralizzare il residuo bellico ritrovato in zona Isola Bianca.

Rispetto ad altri interventi simili, il prefetto Raimondo ha fatto notare come “in questo caso la rimozione dell’ordigno è stata particolarmente complicata. La bomba si trovava in una posizione molto scomoda, inaccessibile. Per organizzare le attività sono state necessarie numerose riunioni di coordinamento”.

Dallo staff confermano di Palazzo Giulio d’Este: “normalmente l’intera operazione riesce a svolgersi nell’arco di due settimane a partire dal ritrovamento, i tempi per questo ordigno si sono allungati: il rinvenimento risale al 25 giugno”. A riguardo il comandante Laianca ha specificato che “nulla succede per caso. I risultati si ottengono solo quando il sistema funziona in modo perfettamente sinergico e coordinato. Abbiamo cercato di mettere in sicurezza il territorio nel minor tempo possibile. A causa dei cicli di innalzamento delle acque non era possibile temporeggiare rispetto la data di intervento ”.

Il trasferimento della bomba, inizialmente pianificato lungo la idrovia ferrarese, ha richiesto l’attuazione di una progettualità alternativa: un imprevisto presso le chiuse del canale Boicelli ha infatti reso obbligatorio il passaggio verso la sponda veneta del fiume.

Il trasferimento si è concluso in mattinata. Nel pomeriggio gli artificieri hanno predisposto l’esplosione. Alle 15 e 38 si è prodotto il brillamento, alle 15 e 43 la verifica finale. “Servono circa 15 kg di esplosivo per neutralizzare un congegno del genere. Nei giorni scorsi abbiamo approntato i mezzi e i materiali – ha aggiunto il comandante Laianca -. Oggi [ieri,ndr] la bomba è stata collocata in una buca profonda 4 metri, è stata allacciata alle cariche di tritolo ed il tutto è stato ricoperto con terra di ricavo e infine innescato. La fase finale di verifica sembra scontata ma non lo è: il capo nucleo deve controllare che sia avvenuto il totale brillamento”.

Testimoniano la complessa gestione dell’intervento la quantità di forze impiegate: sono stati coinvolti 4 artificieri, 15 vigili del fuoco di Ferrara e 10 di Rovigo, 7 agenti della municipale, 6 dipendenti comunali per la protezione civile e 25 volontari, oltre ovviamente ai carabinieri di entrambe le province coinvolte e l’ufficio della prefettura ferrarese.

Tutti i rappresentanti delle autorità hanno invitato i cittadini alla cooperazione. Il prefetto Raimondi ha spiegato che “non è da escludere che ordigni simili possano ancora essere occultati in zona. Il coinvolgimento dei cittadini è fondamentale: bisogna avere spirito di osservazione e segnalare immediatamente alle forze dell’ordine il ritrovamento di qualcosa che sembra diverso da un semplice pezzo di ferro. La triste evoluzione di un conflitto mondiale è anche questa: bisogna fare prevenzione”.


Fonte: http://www.estense.com/?p=163570

Perchè la bonifica bellica

L'AQUILA: ORDIGNO BELLICO AL PARCO DEL SOLE AREA MESSA IN SICUREZZA, ATTESI GLI ARTIFICIERI

L'AQUILA - Un proiettile da mortaio, risalente alla Seconda guerra mondiale, è stato rinvenuto abbandonato all'interno del Parco di Collemaggio, vicino al laghetto e a poca distanza dalla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, dove domani è prevista l'apertura della Porta Santa.
Ad accorgersi del residuato bellico, trasportato da ignoti nel corso della notte, un operaio dell'Asm che ha immediatamente dato l'allarme. Sul posto stanno operando i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia, gli agenti della Digos della Questura.
L'area ricompresa in 200 metri circa è stata messa in sicurezza. È atteso l'arrivo degli artificieri di Chieti. In serata proprio all'interno del parco di Collemaggio si terrà un concerto, nell'ambito delle celebrazioni del 717ª edizione della Perdonanza celestiniana.
 
27 Agosto 2011

Fonte: http://www.abruzzoweb.it/contenuti/laquila-ordigno-bellico-al-parco-del-sole-area--messa-in-sicurezza-attesi-gli-artificieri-/34572-4/

Perchè la bonifica bellica

Biassono, paura per bomba della seconda Guerra mondiale

Biassono - Abbandonato un ordigno sul ciglio della strada di via Locatelli, all'inizio del tratto a fondo chiuso che porta ad alcune ditte e alla piattaforma ecologica. Il fatto è accaduto mercoledì 17 agosto. Ad accorgersi della presenza di una vecchia bomba è stato un operaio del Comune. Mentre stava raggiungendo la discarica in fondo a via Locatelli, l'uomo ha notato un cartone lasciato sul ciglio della strada a pochi metri da un campo.

L'operatore ecologico si è subito fermato per recuperare il contenitore. Ma quando ha cercato di sollevarlo, si è accorto che conteneva qualcosa di piuttosto pesante. All'interno infatti, giaceva un ordigno. Più precisamente un mortaio, 81 millimetri, 30 centimetri di lunghezza per 10 di diametro, di fattura italiana e risalente presumibilmente alla seconda Guerra Mondiale. Un congegno utilizzato solitamente per il lancio aria - terra. Fatta la curiosa scoperta, l'operaio del Comune ha riposizionato a terra il cartone, allertando la Polizia locale.

Gli agenti sono subito intervenuti sul luogo, transennando la zona e informando la Prefettura di Milano. Per mancanza di personale dovuto alle ferie, e la partenza di diversi uomini per l'Afghanistan, l'intervento del nucleo artificieri dell'esercito è stato possibile solo venerdì mattina. Nel frattempo, grazie alla disponibilità immediata dei volontari della Protezione civile di Biassono, l'area nei pressi della bomba è stata presidiata.

Suddivisi in più turni, i volontari, guidati dal presidente Ferdinando Bernardi, hanno controllato la zona 24 ore su 24. Venerdì mattina gli artificieri hanno rinvenuto nella bomba un residuo di polvere esplosiva che è stata fatta bruciare dietro il centro sportivo. Al momento non si conoscono l'identità di chi ha compiuto un tale gesto e tanto meno i motivi.

L'ipotesi più probabile è che la bomba sia stata rinvenuta da qualcuno in un cantiere edile, e che abbia deciso di liberarsene per evitare il blocco dei lavori che ne consegue a ritrovamenti di residui bellici. Il fatto certo è che è stato un gesto irresponsabile, senza pensare a possibili conseguenze.
 
di Erica Sironi

Fonte: http://www.ilcittadinomb.it/stories/Brianza%20Sud/227672_biassono_-_bomba/

Perchè la bonifica bellica

Alla Fiera del Levante si parla di bonifica e Gavetone

Il 18 settembre a cura dell'Accademia Karol Wojtyla un convegno e la presentazione di un progetto

Si parlerà di bonifica da ordigni bellici e di Torre Gavetone alla prossima Fiera del Levante.

Nello stand 152/bis del Consiglio Regionale della Puglia si svolgerà il 18 settembre a cura dell'Accademia Karol Wojtyla un convegno nazionale dal titolo "Emergenza da inquinamento bellico della Costa Meridionale del Mare Adriatico", in cui si presenterà il progetto "Torre Gavetone" proposto dall'accademia al Ministero dell'Ambiente.

Il convegno si svolgerà dalle 10 alle 17.30.

Per gli Studenti della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Bari iscritti asi lavori, la possibilità di un credito formativo per "altre attività".

Fonte: http://www.molfettalive.it/news/Attualit%C3%A0/156733/news.aspx#main=articolo

Perchè la bonifica bellica

UK: esplosa mina nel cantiere della più grande centrale offshore del mondo

esplosione
E' stata fatta brilare ieri nel cantiere sottomarino della Greater Gabbard wind farm, che con le sue 140 turbine e con i suoi 500 MW di capacità eolica installata. sarà il più grande impianto offshore mai realizzato
Una mina della seconda guerra mondiale stata fatta brillare ieri, lunedì 22 agosto, all’interno del cantiere per la realizzazione di quello che sarà il più grande parco eolico offshore del mondo. La mina, di fabbricazione tedesca, era localizzata sul fondale, in un’area di mare a 33 km di distanza dalla terraferma, a 35 m di profondità ed è stata fatta esplodere dalla Ramora UK, azienda britannica specializzata in sistemi di eliminazione di mine e ordigni esplosivi.

Il cantiere è quello per la costruzione della Greater Gabbard wind farm, un impianto eolico da 500 MW, al largo delle coste del Suffolk, in Inghilterra, che ospiterà più di 140 turbine Siemens SWT3.6-107, in grado di produrre circa 1,9 TWh all’anno. Per l’occasione è stata interdetta al traffico marittimo un’area di 1.500 m, al centro della quale è stato fatto brillare l’ordigno bellico, grazie all’utilizzo di un veicolo teleguidato ROV (Remotely Operated Vehicle). L’esplosione ha lasciato sul fondale un cratere largo 20 metri e profondo quattro. Il progetto verrà concluso e consegnato  tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012. (a.m.)

Perchè la bonifica bellica

I palombari della Marina fanno brillare un siluro di oltre 1.500 kg

22 agosto 2011

Di Ebe Pierini
Una colonna d’acqua si solleva dal mare e svetta verso il cielo fino a oltre 50 metri d’altezza. Un misto tra meraviglia e paura per chi osserva dalla spiaggia. Nessun mostro marino che sputa acqua dalle fauci. Nessuna creatura mitologica che vive negli abissi. Si tratta dell’effetto dell’onda d’urto scatenata dal brillamento di un siluro della 2^ guerra mondiale ritrovato lungo le coste della Calabria.

È grazie all’esperienza e alla professionalità degli uomini del Nucleo SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Augusta della Marina Militare che il residuato bellico è stato trasportato al largo e fatto esplodere in condizioni di sicurezza. Un lavoro difficoltoso ed estremamente pericoloso. Ma la missione anche per questa volta è compiuta.

Il siluro di 6 metri di lunghezza e 60 centimetri di diametro di origine inglese, della seconda guerra mondiale, probabilmente lanciato da un sommergibile, era stato ritrovato da un cittadino lo scorso 2 agosto. L’ordigno era posizionato sul fondale, a 12 metri di profondità, nei pressi della la foce del torrente Galati, tra i comuni di Palizzi e Brancaleone, in provincia di Reggio Calabria. Immediato era scattato l’allarme e la Capitaneria di Porto di Reggio Calabria, per garantire la sicurezza di bagnanti e cittadini dei paesi limitrofi,  aveva emanato un’ apposita ordinanza interdittiva.  

Le operazioni di brillamento hanno impegnato via mare 3 mezzi nautici della Guardia Costiera, un mezzo nautico della Marina Militare e un mezzo nautico della Polizia di Stato e via terra personale militare della Direzione Marittima di Reggio Calabria, diretta dal capitano di vascello Vincenzo De Luca, delle locali stazioni dei carabinieri, delle locali polizie municipali oltre a un presidio medico del 118.

L’attività è stata coordinata al personale specializzato del nucleo SDAI di Augusta della Marina Militare, dipendente dal Comando Militare Marittimo Autonomo in Sicilia,  e dalla centrale operativa della Guardia Costiera di Reggio Calabria guidata dal capitano di fregata Isidoro Daniele Intelisano.

Il team di palombari del Nucleo SDAI che ha operato in Calabria, è comandato dal tenente di vascello Giovanni Torraco e composto dal luogotenente Crescenzo Aiello, responsabile EOD, dal luogotenente Rosario Mirulla, dal luogotenente Antonino Inzerillo, dal capo di prima classe Sandro Taiani e dal capo di prima classe Francesco Tomasello, infermiere abilitato in fisiopatologia subacquea di Marinferm Augusta. Un lavoro certosino, meticoloso che non si improvvisa. Si studia, si prepara a tavolino. Si attendono le condizioni del mare ideali per intervenire.

Possiamo consultare le previsioni per verificare che le condizioni del meteo siano favorevoli al nostro intervento – spiega il tenente di vascello Giovanni Torraco – Possiamo pianificare e individuare una data per portare a compimento l’operazione ma poi sono le condizioni del mare a dettare i tempi”.

Insomma il mare decide. Quel mare che nasconde nel suo ventre per decenni ordigni di dimensioni enormi e poi li restituisce in tutta la loro pericolosità. Ordigni che vanno disattivati, annientati, distrutti. Per la sicurezza di chi in mare ogni giorno opera ma anche per i bagnanti che spesso inconsapevolmente si trovano a convivere sulla spiaggia e in mare con residuati bellici inesplosi e potenzialmente pericolosi se maneggiati da mani inesperte.

Il siluro ritrovato a Palizzi è stato sicuramente l’ordigno bellico più imponente che io abbia mai fatto brillare nel corso della mia esperienza di palombaro – racconta il comandante Torraco – In un primo momento io e gli altri componenti del team del nucleo SDAI abbiamo provveduto ad imbrigliare l’ordigno con palloni ad aria. Un’operazione che ha richiesto molte ore di lavoro sott’acqua anche perché il siluro andava maneggiato con estrema cautela e, dato il suo enorme peso, tendeva a scivolare sul fondo non consentendoci di avvolgerlo nelle funi. Poi abbiamo posizionato sullo stesso delle contro cariche di esplosivo poi servite al brillamento. In seguito lo abbiamo sposato ad una profondità di 25 metri per consentire alla motovedetta della Guardia Costiera di trainarlo al largo, a tre miglia dalla costa”.

Lo specchio di mare antistante l’area deputata al brillamento viene pattugliato dalla motovedetta della Guardia Costiera per evitare che altre imbarcazioni invadano la zona interessata dall’esplosione. Tutti a distanza di sicurezza di mille metri. Solo gli uomini del nucleo SDAI, a bordo del loro gommone, si avvicinano all’area dove è posizionato il siluro, inabissato a 100 metri di profondità.

Il comandante inizia il conto alla rovescia e poi ordina ai suoi marinai “brillamento”. Dal fondo si sprigionano delle gigantesche bolle d’aria effetto della deflagrazione marina. Poi lo spettacolo che lascia senza fiato del prepotente getto d’acqua che si protende verso le nuvole. “Non sottovalutiamo nulla – spiega Torraco – Predisponiamo tutto con molta attenzione. Con gli esplosivi non si scherza. Ogni volta che vediamo sprigionarsi la colonna d’acqua dal fondo del mare capiamo che il nostro lavoro è andato a buon fine e siamo pronti a ripartire per la missione successiva”.

La Marina Militare italiana per far fronte a bonifiche di questo tipo si è dotata di un certo numero di Nuclei SDAI che sono dislocati a La Spezia, Taranto, Augusta, Ancona, Cagliari e La Maddalena. “Tra i nostri compiti ci sono la difesa delle opere portuali contro attacchi di mezzi insidiosi, la bonifica degli ordigni esplosivi nelle acquee nazionali, i lavori subacquei in prossimità delle carene delle unità militari – racconta Torraco – Data la complessità degli interventi la Marina Militare ha formato un nucleo di operatori subacquei in grado di svolgere anche le operazioni più difficili. A capo di ogni nucleo c’è un ufficiale qualificato subacqueo. È composto   da  sottufficiali e personale di truppa appartenenti alla categoria dei palombari. Inoltre siamo in possesso di una camera di decompressione che garantisce un supporto al servizio sanitario nazionale per la cura delle malattie da decompressione e delle altre malattie per le quali la somministrazione di ossigeno puro in alta pressione è necessaria. All’occorrenza possiamo intervenire nelle operazioni di salvataggio del personale dei sommergibili nel caso di incidenti”.

Ogni anno i nuclei SDAI della Marina Militare intervengono a seguito di centinaia di segnalazioni di ritrovamento di ordigni bellici lungo le nostra spiagge. “Riceviamo continuamente segnalazioni da parte di persone che individuano casualmente perlopiù proiettili inesplosi adagiati lungo la nostra coste – spiega ancora il tenente di vascello – Certo quello di Palizzi è stato davvero un ritrovamento eccezionale che ha richiesto un impegno particolare”. Far brillare ordigni bellici di quelle dimensioni è importantissimo in quanto vengono sottratti alla criminalità organizzata possibili fonti di rifornimento di esplosivo. In passato infatti mafia, camorra e ‘ndrangheta hanno utilizzato il materiale rinvenuto proprio nei residuati bellici per confezionare ordigni artigianali per i propri attentati.

Fonte: http://www.italnews.info/2011/08/22/19084/

Perchè la bonifica bellica

Trova 7 chili tritolo nel bosco e li porta in Comune

A Cavazzo Carnico; era materiale della seconda guerra mondiale

20 agosto 2011

(ANSA) - UDINE, 20 AGO - Va a camminare nel bosco e nota del materiale esplosivo. Incurante del pericolo lo raccoglie in una borsa e lo porta in Comune per poi chiamare i Carabinieri. E' accaduto a Cavazzo Carnico (Udine). Protagonista e' Sandro Brunetti, 56 anni, consigliere comunale e membro del gruppo locale della protezione civile. Il materiale, sette chili di esplosivo, e' risultato poi essere del tritolo residuato bellico della seconda guerra mondiale, completamente innocuo. (ANSA).

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/friuliveneziagiulia/2011/08/20/visualizza_new.html_753694516.html

Il Mio commento:

Trasportare esplosivo è reato, il tritolo anche se datato non perde del tutto la propria capacità detonante...!

Detenere e trasportare esplosivi è sempre un gravissimo reato sia penale sia civile in quanto lungo il percorso l'incosciente coinvolge nel pericolo inconsapevoli ed ignari passanti. Infine (pare a dire dell'AGI) il Tritolo è stato bruciato dai team EOD delle forze dell'Ordine, da questa operazione di smaltimento si evince che il TNT in questione non aveva perso del tutto la propria capacità detonante. Ancora una precisazione: l'incosciente è pure un funzionario della Protezione Civile, questo ruolo avrebbe richiesto altri e più consapevoli comportamenti.

G.L.

Perchè la bonifica bellica

Rinvenuto ordigno bellico a Balestrate

20 Agosto 2011
Un ordigno bellico inesploso, probabilmente risalente alla seconda guerra mondiale è stato rinvenuto questa mattina nelle acque del mare di Balestrate, vicino l’ex colonia. A segnalare la presenza della bomba è stato un bagnante mentre si immergeva ad alcune decine di metri dalla costa. L’uomo ha notato uno strano oggetto che emergenza dalla sabbia. Dopo aver lanciato l’allarme, sono subito intervenuti gli uomini della Capitaneria di Porto guidati dal tenente di vascello Alberto Boellis e il Nucleo degli Artificieri del comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo con il supporto degli agenti della Polizia di Stato di Partinico. I militari stanno valutando se far brillare l’ordigno in acqua o recuperarlo per disinnescarlo in un altro luogo. L’area interessata dalle attività delle forze dell’ordine è stata transennata. 'Tutte le operazioni di prelievo, trasporto e brillamento del congegno – assicurano gli artificieri- saranno curate nella massima sicurezza'. Nel comprensorio del partinicese, non è la prima volta che si verificano queste allarmanti scoperte. A Borgetto nel novembre 2009 ne fu trovato uno nei pressi della strada statale 187, mentre a Partinico ad ottobre dello scorso anno, ne furono rinvenuti addirittura tre in Piazza Duomo. In quel caso, probabilmente qualcuno li trovò nelle campagne della zona e invece di chiamare le forze dell’ordine, pensò incoscientemente di portarli in pieno centro abitato a Partinico.
(Teleoccidente)

Fonte: http://sicilianews24.it/index.php?option=com_content&view=article&id=55648&catid=476

Perchè la bonifica bellica

Missione compiuta: il siluro è esploso Le condizioni del mare hanno facilitato il lavoro di Capitaneria e Sdai

Pietro Parisi
Palizzi
Ore 12.08 di ieri: missione compiuta. Una colonna d'acqua, alta circa dieci metri, fa subito capire che l'ordigno bellico, un siluro risalente alla seconda guerra mondiale, lungo 6,50 metri e con un diametro di circa 60 cm, è stato fatto brillare al largo della foce del torrente Galati, nel comune di Palizzi.
L'evento è avvenuto a distanza di sicurezza, a poco più di tre miglia dalla spiaggia e ad una profondità di circa 350 metri. A comandare le operazioni è stato Paolo Del Giudice che, assieme agli otto uomini del suo equipaggio, ha poi illustrato le fasi del brillamento. Le operazioni sono state coordinate da terra via radio, dal comandante del reparto operativo della Capitaneria di porto di Reggio Calabria, capitano di fregata Isidoro Daniele Intelisano.
Per garantire l'ordine e la sicurezza e il normale svolgersi delle operazioni, tante le rappresentanze delle forze dell'ordine presenti, tra cui marinai e sottufficiali della Direzione marittima e della Capitaneria di porto, il maresciallo capo, comandante la stazione dei carabinieri di Brancaleone (uno dei due Comuni interessati), Antonio Caminiti, il comandante dei vigili urbani dello stesso Comune, Cinzia Valastro, il comandante della stazione di Palizzi centro, Stefano Maraglino, la delegazione di spiaggia della Capitaneria di porto di Bianco e Brancaleone, al comando del maresciallo di prima classe, Alessandro D'Erchia.
Presente anche una delegazione del 118 di Bianco, diretta dal dott. Giuseppe Foti. L'operazione di brillamento è stata compiuta e portata a termine con competenza, professionalità dal tenente di vascello, Giovanni Torraco il quale, assieme ai suoi uomini, cinque più l'infermiere, ha provveduto ad imbrigliare il siluro e poi a farlo brillare.
«Siamo fortunati – ci ha riferito il tenente Torraco – a trovare le condizione del mare ideali per questo tipo d'operazioni. Certo, ha aggiunto – le condizioni meteo le conosciamo in anticipo, la qual cosa ci consente di stabilire la data delle operazioni, ma con il mare non si sa mai».
L'intervento, ci ha spiegato Torraco, è consistito in due fasi: la prima quella d'imbrigliare l'ordigno con palloni ad aria compressa, portarlo ad una certa linea di profondità (25 metri) e metterlo nelle condizioni d'essere trainato dalla motovedetta della Guardia costiera.
La seconda, quella di farlo brillare con delle "controcariche" (esplosivo contro esplosivo).
Anche il "trasporto" del siluro è avvenuto in condizioni di sicurezza ottimali e, al momento del brillamento, comunicato via radio e in tempo reale dal tenente Torraco agli equipaggi della motovedetta e dei gommoni della Guardia costiera, la distanza di sicurezza dei mezzi è stata di mille metri.
Nella fase preparatoria, il comandante della motovedetta, un'unità d'altura veloce, con un'autonomia di 800 miglia, Paolo Del Giudice, non s'è concesso un attimo di respiro nel coordinare e nel vigilare il mare per allontanare dalla zona interessata eventuali imbarcazioni, cosa che è avvenuta parecchie volte. La perfetta sinergia tra gli uomini dello Sdai (Sminamento difesa antimezzi insidiosi), comandati dal tenente Torraco e gli uomini della Direzione marittima e della Capitaneria di porto, ha consentito la perfetta riuscita dell'operazione. Finito? Macché. Tutti gli uomini impegnati nell'operazione odierna, sono subito ripartiti alla volta di Bocale, per un altro sminamento...

Fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=115818&Edizione=7&A=20110820

Perchè la bonifica bellica

Siluro della 2^ Guerra Mondiale fatto brillare al largo di Capo Spartivento.

Segnalato ieri sera da un bagnante a Bocale II°,la presenza di un altro residuato di presunta provenienza bellica risalente alla seconda guerra mondiale  avente la forma di un proiettile, cilindrico.
Reggio Calabria 19 agosto 2011. Foce Torrente Galati – Comuni di Palizzi e Brancaleone – Alle ore 12.15 è stato fatto brillare il siluro (avente le seguenti dimensioni: lunghezza 6 metri e diametro 60 cm ) della seconda guerra mondiale di origine inglese probabilmente lanciato da un sommergibile, che era stato ritrovato da un privato cittadino in data 02 agosto scorso sul fondale, ad una profondità di circa 12 metri, antistante la foce del torrente Galati tra i Comuni di Palizzi e Brancaleone, e per la quale questa Capitaneria di Porto aveva emanato apposita ordinanza interdittiva n° 64/2011.
Le operazioni, che hanno visto impegnate via mare n° 3 mezzi nautici della Guardia Costiera, n° 1 mezzo nautico della Marina Militare e n° 1 mezzo nautico della Polizia di Stato e via terra personale militare della Direzione Marittima di Reggio Calabria, delle locali stazioni dei Carabinieri, delle locali polizie municipali, ed un presidio medico del 118, sono state coordinate congiuntamente dal personale specializzato del nucleo SDAI della Marina Militare e dalla centrale operativa della Guardia Costiera di Reggio Calabria. Le operazioni si sono svolte regolarmente.


Reggio Calabria – Località Bocale II° - Nel corso della serata di ieri 18 agosto, è stato segnalato da un bagnante che a pochi metri dalla battigia in località Bocale II° del Comune di Reggio Calabria, a circa 1 metro di profondità, la presenza di un altro residuato di presunta provenienza bellica risalente alla seconda guerra mondiale  avente la forma di un proiettile, cilindrico e con le seguenti dimensioni: lunghezza 50 cm, diametro 12 cm circa.
Immediatamente personale dipendente ha provveduto a transennare l’area al fine di evitare pericoli per la pubblica e privata incolumità, informando la locale Prefettura per l’invio del nucleo artificieri.
Le operazioni di brillamento sono organizzate, anche queste, nel corso dell’odierna giornata, sempre ad opera nel  Nucleo Artificieri della Marina Militare.
Per quest’ultimo presunto ordigno ritrovato è stata emanata apposita ordinanza n° 84/2011 in data 18.08.2011, consultabile sul sito internet istituzionale www.guardiacostiera.it/reggiocalabria alla sezione ordinanze, che vieta per un raggio di 300 metri dal ritrovamento, la balneazione, la navigazione e la sosta di natanti, nonché ogni attività di pesca, subacquea e diportistica in genere.


Fonte: http://www.mnews.it/2011/08/19/siluro-della-2-guerra-mondiale-fatto-brillare-al-largo-di-capo-spartivento/

Perchè la bonifica bellica

Una santa barbara sul greto del Tevere

Rinvenuti dai sommozzatori della polizia provinciale di Perugia trenta proiettilil di artiglieria controcarro, di fabbricazione tedesca,  contenenti esplosivo ad alto potenziale, nel tratto del fiume tra Perugia e Torgiano Su una sponda del fiume Tevere, nella zona compresa tra i comuni di Perugia e Torgiano,  sono stati individuati dal Nucleo Sommozzatori della Polizia Provinciale, di recente istituzione nell’ambito delle specialità del Corpo, trenta proiettilil di artiglieria controcarro, di fabbricazione tedesca,  contenenti esplosivo ad alto potenziale.
Il rinvenimento è stato subito stato segnalato alla Prefettura di Perugia che, a sua volta, attiverà il competente reparto artificieri del Genio Militare per la bonifica.
L’attività  del personale militare sarà  particolarmente delicata perché dovrà necessariamente riguardare anche l’alveo del fiume nel tratto segnalato. Immediatamente, in attesa delle ulteriori disposizioni della Questura, sono state  assunte dalla Polizia Provinciale le misure necessarie per assicurare il controllo del luogo del rinvenimento.

Negli ultimi  anni sono stati effettuati nella provincia di  Perugia numerosi rinvenimenti di ordigni bellici inesplosi ma, quello di oggi è quantitativamente  uno dei più rilevanti. L’intervento è stato diretto dal Ten. Stefano Bennati (Istruttore sub) ed eseguito dagli agenti: Roberto Pispolini, Franco Palombi e Giovanni Bonifazi.
L’attività svolta dal personale del Corpo di Polizia Provinciale si inquadra nel più generale concetto di “polizia di prossimità” incentivato dal Presidente dell’Ente Marco Vinicio Guasticchi in un ottica di prevenzione svolta  a trecentosessanta gradi con il precipuo scopo di contribuire alla sicurezza dei cittadini anche a fronte di rischi del presente e del passato, talvolta come gli ordigni bellici inesplosi “dimenticati” ma proprio per questo ancora più pericolosi.

Fonte: http://www.iltamtam.it/Generali/Cronaca/Una-santa-barbara-sul-greto-del-Tevere.aspx

Perchè la bonifica bellica

Mormorola, spunta un ordigno nella stazione ecologica

Valentino Straser
Il nastro a bande bianche e rosse avvolge il perimetro della stazione ecologica di Mormorola per segnalare il divieto assoluto di passaggio per il ritrovamento di un ordigno bellico della seconda guerra mondiale.
L’ordigno, inesploso e conficcato nel terreno, è stato rinvenuto casualmente ieri mattina dall’operatore della stazione ecologica durante la normale apertura settimanale dell’impianto gestito da Montagna 2000.
L'attenzione dell'operatore, intento a spostare alcuni materiali, è stata richiamata da un oggetto arrugginito che spuntava dal terreno. La forma dell’oggetto, che ricorda il missile di un mortaio utilizzato nell’ultimo conflitto bellico, non è passata inosservata e l’operatore non ha esitato a segnalarne il rinvenimento agli uffici comunali e alla stazione dei carabinieri.
Una pattuglia dell’Arma del Comando di Borgotaro ha raggiunto in poco tempo la stazione ecologica di Valmozzola per il sopralluogo di rito. Dopo aver effettuato gli accertamenti del caso, i carabinieri hanno transennato l’area in attesa della rimozione dell’ordigno da parte degli artificieri di Piacenza che provvederanno, successivamente, a far brillare il «missile».
Si tratta del secondo ordigno bellico rinvenuto a distanza di pochi giorni nella montagna parmense. La settimana scorsa, infatti, sul versante opposto, a Cassio era emersa dal terreno una granata, recuperata e fatta brillare dagli esperti, pochi giorni dopo non lontano dal luogo del rinvenimento, a poche centinaia di metri dal centro abitato. Anche la Valmozzola, come altri luoghi del Parmense, fu teatro di scontri a fuoco negli anni più difficili del conflitto bellico, come testimoniano i numerosi reperti e documenti raccolti dagli esperti e dai ricercatori, conservati nel Museo della Resistenza di Mormorola. L’ordigno bellico, rinvenuto ieri mattina nella stazione ecologica, potrebbe costituire un potenziale pericolo per qualche utente distratto. La struttura, infatti, si trova a lato della strada provinciale che unisce la Valmozzola a Varsi, e non di rado le persone gettano i rifiuti, come ad esempio elettrodomestici o pneumatici, direttamente dalla strada senza attendere il giorno di apertura settimanale del sabato mattino. La preoccupazione, quindi, rimane quella che un utente disinformato possa lanciare qualche oggetto all’interno e urtare l’ordigno. Un cartello affisso sulla porta di ingresso della stazione ecologica ne sottolinea, in ogni caso, il divieto. Solo all’inizio della settimana prossima sarà reso noto, da parte delle autorità competenti, quando saranno effettuate le operazioni di rimozione e di brillamento dell’ordigno bellico.

Fonte: http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/2/99613/Mormorola_spunta_un_ordigno_nella_stazione_ecologica.html

Perchè la bonifica bellica

I militari fanno brillare una mina carica di tritolo

L'ordigno bellico, di fabbricazione tedesca, residuato della seconda guerra mondiale, trovato a mezzo miglio dal porto di Otranto. Aveva 350 chili di esplosivo, rischiava di esplodere su qualche nave

12 agosto 2011

OTRANTO – Un aggeggio piuttosto pericoloso. Si trovava a circa mezzo miglio dalla costa otrantina. Non lontano dalla zona del porto. Trasportato, forse, dalle correnti. Si tratta di una mina antinave, contenente una forte carica esplosiva: 350 chili di tritolo. Recuperata e annientata questa mattina dagli uomini del nucleo Sdai (sminamento difesa antimezzi insidiosi) di Taranto. E’ il reparto specializzato di palombari della marina militare.

I sommozzatori hanno fatto brillare la mina, dunque, evitando possibili danni alle imbarcazioni di qualche malcapitato. I rilievi hanno permesso di stabilire che l’oggetto era una mina da ormeggio di fabbricazione tedesca. Era, questo, un sistema distruttivo utilizzato di frequente, durante il secondo conflitto mondiale. E ogni anno, diversi residuati, vengono scovati nel mare Adriatico. Non solo. Il tritolo è un tipo esplosivo molto resistente e potente. In teoria, la bomba marina sarebbe stata pronta ad esplodere, nel caso di urto con lo scafo di unità navali di passaggio.

La sicurezza del tratto di mare interessato dalle operazioni è stata garantita dalla motovedetta Cp 809, unità specializzata della guardia costiera, di stanza presso l’ufficio circondariale marittimo di Otranto. Ora il tratto è bonificato e si può navigare con sicurezza. E, a proposito di ordigni, il comando della guardia costiera di Otranto lancia un appello rivolto a tutti i fruitori del mare: in caso di ritrovamento in acqua o sulla costa di oggetti potenzialmente individuabili quali ordigni bellici, a seguire le procedure dettate con l’ordinanza numero 68/09 del 4 novembre 2009, consultabile alla voce “ordinanze” sul sito istituzionale www.otranto.guardiacostiera.it.

In ogni caso, per qualsiasi emergenza, il numero blu è 1530 (in alternativa, si può contattare direttamente l’ufficio circondariale marittimo di Otranto allo 0836/801073).


Fonte: http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=29416

Perchè la bonifica bellica

Artificieri dello "Sdai" della Spezia fanno brillare un proiettile di mortaio

09/08/2011
Liguria. Gli artificieri dello "Sdai" della Marina Militare della Spezia lo hanno fatto brillare un proiettile da mortaio, risalente alla seconda guerra mondiale, nel mare al largo dei Balzi Rossi, famosa spiaggia di Ventimiglia al confine con la Francia, dove era stato trovato da un subacqueo sportivo. Il residuato bellico è stato messo in sicurezza e portato a circa tre miglia al largo.
La capitaneria di Porto di Sanremo, per l'occasione, ha emesso un'ordinanza che vietava il transito in superficie su un cerchio di sicurezza di mille metri.

Fonte: http://www.cittadellaspezia.com/Liguria/Cronaca/Artificieri-dello-Sdai-della-Spezia-90875.aspx

Perchè la bonifica bellica

Un sub trova una bomba inesplosa e la porta in spiaggia

Un turista munito di maschera e pinne stava facendo snorkeling nei pressi della spiaggia riese, e una volta avvistato l'oggetto lo ha (incautamente) portato tranquillamente a riva. Un centro diving poi lancia l'allarme

Un  ordigno inesploso, probabilmente un residuato bellico, sarebbe stato recuperato questo pomeriggio sulla spiaggia di Ortano. I particolari del recupero sarebbero quantomeno inquietanti per l'imprudenza dimostrata dal ritrovatore, un turista che, munito di maschera e pinne, stava facendo snorkeling nei pressi della spiaggia riese, e una volta avvistato l'oggetto, lo ha incautamente recuperato dal fondo portandolo tranquillamente in spiaggia.
Si tratterebbe di un ordigno di una cinquantina di centimetri di lunghezza, che inizialmente è stato depositato sulla spiaggia, mettendoci sopra un patino per allontanare eventuali curiosi. L'allarme sarebbe stato lanciato da un operatore di un diving che lavora nella zona: l'uomo, pensando al potenziale rischio per la sicurezza pubblica, ha avvertito i Carabinieri della stazione di Rio Marina, i quali a loro volta hanno chiesto l'intervento degli artificieri per neutralizzare le ipotetiche potenzialità esplosive del proiettile, che da chissà quanti anni si trovava sul fondo del mare. Sul posto è intervenuto anche personale della Guardia costiera.

Fonte: http://www.tenews.it/giornale/2011/08/08/ordigno-inesploso-38731/

Il mio commento:

Il Sub che crede di riconoscere un residuato bellico in mare, non deve cedere ad alcuna curiosità, anzi può dimostrare il suo coraggio segnalando l'eventuale bomba presso la Guardia Costiera competente nel territorio, in alternativa alle Forze dell'Ordine di zona. Ripeto: “ per far ciò si lega una cima ad un masso, sasso o quant'altro (se il fondale è completamente sabbioso può legare la cima anche a dei piombi (zavorra), l'altra estremità della cima ad una piccola boetta colorata, infine raggiungere la riva e recarsi presso le autorità su citate. Recuperare, spostare, portare il residuato bellico in giro per la località turistica è uno schiaffo in pieno volto alla sicurezza di tanti bagnanti e non solo...!!!!!!

Perchè la bonifica bellica

Fatto brillare ordigno in spiaggia

09 AGO 2011

(AGI) - Ventimiglia (Imperia), 9 ago. - E' stato fatto brillare, questo pomeriggio, a circa 3 miglia a largo della costa di Ventimiglia un proiettile da mortaio della seconda guerra mondiale che e' stato trovato da un sub a circa 2 metri dalla costa, durante un'immersione ai Balzi Rossi. Le operazioni di messa in sicurezza del residuato bellico sono state condotte dagli artificieri del nucleo Sdai della Marina Militare di La Spezia con gli uomini della capitaneria di porto di Sanremo e della locale delegazione di spiaggia. A scopo cautelativo e' stata emessa un'ordinanza che, durante le operazione di brillamento dell'ordigno, vietava il transito in mare di imbarcazioni nel raggio di un chilometro. (AGI)

Fonte:
http://www.agi.it/genova/notizie/201108091714-cro-r010362-ventimiglia_residuato_bellico_in_spiaggia_balzi_rossi

Perchè la bonifica bellica

Ex mercato ortofrutticolo: rinvenuto ordigno bellico, giovedì 11 il disinnesco

E'  stato  rinvenuto un ordigno bellico risalente al 2°conflitto mondiale, di fabbricazione americana del peso di 100 libbre nell'area dell'ex Mercato ortofrutticolo,  nel  terreno  compreso  tra  via  Gobetti  e la tratta Rfi Bologna centrale diramazione Arcoveggio.

OPERAZIONI DI DISINNESCO. Giovedì 11 agosto, dalle ore 8 alle ore 9  inizieranno le operazioni di dispolettamento  e  trasporto dell'ordigno, che saranno compiute, adottando tutte le  misure atte a garantire il massimo della sicurezza, da personale del Comando Reggimento Genio Ferrovieri - Uff. OAI - di Castelmaggiore (BO) come riportato dall'ordinanza.

LA CIRCOLAZIONE. Dalle  9  sarà  interdetta la circolazione veicolare e pedonale, e comunque subordinando  il  tutto  a cessate esigenze all’interno dell’area predetta, con particolare riferimento alla via Gobetti, al Parco Angeletti e al Parco Lunetta Mariotti. L'ordigno  una  volta  disinnescato  sarà  fatto  brillare  in  una cava in località Osteriola di Pianoro. La "danger zone" non interessa abitazioni.

I DETTAGLI. Dalle ore 8.00 in un'area con raggio di 200 metri dal luogo di rinvenimento, per   motivi  precauzionali,  dovrà  essere  sospesa  ogni eventuale  attività  ed allontanato chiunque vi si  trovi. Tale raggio non interessa  Piazza  Liber Paradisus e  via Fioravanti. E' invece ricompreso  all'interno  di  tale  area   una  parte  di  via  Gobetti, che  può approssimativamente  indicarsi tra  via  Lugli e via del Battiferro che comunque  rimangono  percorribili.  E' altresì ricompresa una porzione di area all'interno del Parco di Villa Angeletti e della Lunetta Mariotti. Dalle ore 09.00 cessazione della circolazione veicolare e pedonale in via Gobetti: veicolare, blocco in entrambi i sensi di marcia; pedonale, blocco sul solo lato del marciapiede numeri pari. Operativa del Corpo di Polizia Municipale: telefono 051 266626.

Fonte:
http://www.bolognatoday.it/cronaca/ex-mercato-ortofrutticolo-rinvenuto-ordigno-bellico-giovedi-11-il-disinnesco.html

Perchè la bonifica bellica

Trovato ordigno nell'ex mercato ortofrutticolo

Una bomba all'ex mercato ortofrutticolo. Un residuato bellico, che verrà disinnescato giovedì mattina previa evacuazione di un'area del raggio di 200 metri, attorno a via Gobetti.

La disposizione è in un'ordinanza pubblicata nelle ultime ore sull'albo pretorio comunale. La bomba, che risale alla Seconda guerra mondiale ed è di fabbricazione Usa, è stata ritrovata all'interno del cantiere Manelli, che sta costruendo uno studentato per conto di Ergo. Pesante 100 libbre, l'ordigno è "pericoloso in quanto innescato, ma non esploso a seguito del lancio". Le operazioni di disinnesco "richiedono l'adozione di particolari misure di sicurezza a tutela della incolumità della popolazione, consistenti nell'evacuazione ed impedimento della circolazione stradale entro un raggio di 200 metri dal luogo del rinvenimento dell'ordigno", recita l'ordinanza.

Tutto dovrebbe svolgersi giovedì 11 dalle 8 del mattino. "Sino al termine delle attività di disinnesco", verrà disposto "l'allontanamento temporaneo e precauzionale di tutta la popolazione presente a qualsiasi titolo nella zona di pericolo". La circolazione anche pedonale verrà sospesa a partire dalle 9, "con particolare riferimento a via Gobetti, al parco Angeletti e al parco Lunetta Mariotti"

Fonte:
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/08/08/news/trovata_una_vecchia_bomba_usa_gioved_l_esplosione_controllata-20177456/

Perchè la bonifica bellica

Cassio, ordigno bellico ritrovato in un campo

08/08/2011

È stata rinvenuta in un campo alle porte della borgata di Cassio una bomba d’aereo nella Seconda Guerra mondiale. 
L’ordigno bellico è stato trovato da un agricoltore del paese mentre effettuava lavori in un campo. 

Il ritrovamento
Ad un certo punto dei lavori, in un tratto dove sono sistemate delle rotoballe di fieno, l’erpice si è impigliato contro un ostacolo nel terreno e solo allora il contadino si è reso conto dell’ordigno bellico sganciato a Cassio, come ricordano alcuni testimoni, nel settembre del 1944. 
L'intervento dei carabinieri
La zona è stata transennata dai carabinieri della stazione di Calestano che hanno effettuato un sopralluogo insieme alla polizia municipale di Terenzo. L’ordigno, per non alimentare la curiosità delle persone, vista la delicatezza della vicenda, è stato coperto con della terra. 
La storia
La bomba d’aereo era stata sganciata a Cassio nel 1944 dalle truppe alleate.
 Nel bombardamento rimasero uccise diverse persone, una trentina di cavalli e distrutto il coro della chiesa parrocchiale. 
Momenti di tensione
La notizia del rinvenimento della bomba si è sparsa rapidamente nel paese, creando in alcuni casi apprensione fra gli abitanti per la vicinanza dell’ordigno alle case e alla chiesa. 
La festa dedicata agli antichi mestieri e alle specialità gastronomiche della zona, con la rievocazione degli armigeri, svolta nell’antica borgata del paese e nel sagrato della parrocchiale, si è svolta ugualmente. 
Il recupero

In questi giorni saranno rese note le modalità di recupero dell’ordigno bellico rimasto sepolto per 67 anni e mai notato in passato, neppure durante l’aratura del campo. 

Fonte: http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/2/98862/Cassio_ordigno_bellico_ritrovato_in_un_campo.html

Perchè la bonifica bellica

Scoppia una bomba al fosforo dentro a un tombino
Si tratta di un residuato bellico della seconda guerra mondiale. Non ci sono stati feriti

02 agosto 2011 VERGATO (BO) - È stata una bomba incendiaria al fosforo bianco, residuato bellico della seconda guerra mondiale, a provocare uno scoppio che ieri pomeriggio ha creato un certo allarme a Cereglio, una frazione di Vergato, sull'Appennino bolognese.
Vigili del fuoco, carabinieri e personale di Hera sono accorsi dopo la segnalazione di una forte esplosione all'interno di un tombino dal quale usciva fumo bianco, oltre a un forte odore di zolfo. Non ci sono stati feriti, ma a scopo precauzionale la strada è stata chiusa e quattro famiglie residenti nei pressi sgomberate dalle loro abitazioni.
Le prime ipotesi di una perdita di gas sono state smentite dalle verifiche, sia alla rete del gas che a quella fognaria, che hanno dato esito negativo. Per vederci chiaro, i carabinieri hanno fatto ispezionare il tratto di rete fognaria con telecamere, che hanno rivelato la presenza nelle condotte di alcuni frammenti di un ordigno bellico ormai esploso. Sono intervenuti anche gli artificieri dell'Arma, che ispezionando i resti hanno stabilito che si trattava di una bomba, risalente all'ultimo conflitto mondiale, caricata a fosforo bianco e deteriorata dal tempo. Gli agenti esterni hanno probabilmente corroso l'involucro da cui è fuoriuscita la sostanza che, a contatto con l'aria, si è incendiata ed è quindi esplosa. La rete fognaria non ha subito danni. (fonte Ansa)

Fonte: http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2011/2-agosto-2011/scoppia-bomba-fosforo-dentro-un-tombino-1901225910521.shtml

Perchè la bonifica bellica

Ad Ariccia operazioni di despolettamento

29/07/2011

(Adnkronos) - Alle 15,30 termineranno presumibilmente le operazioni di despolettamento e distruzione degli ordigni e sara' possibile rientrare nelle abitazioni e la riattivazione delle utenze domestiche del gas. Infine verra' riaperta al traffico l'area evacuata e finira' il divieto di sorvolo sulla zona interessata.
Tutta l'area sara' presidiata dalle forze di polizia e sara' possibile accedervi solo su autorizzazione del Com, centro operativo misto che coordina le operazioni dal plesso scolastico di Ariccia, in via Coriolano.


Fonte: http://www.libero-news.it/news/793510/Roma-Ariccia-operazioni-despolettamento-e-distruzione-ordigni-bellici-2.html

Perchè la bonifica bellica

La bomba sarà trasportata con un elicottero militare

Sarà un elicottero militare a trasportare il delicato involucro dell’ordigno bellico trovato sull’Isola Bianca e metterlo in sicurezza. Si stanno mettendo a punto in queste ore i contorni dell’operazione che porterà domenica 28 agosto al brillamento della bomba trovata sul Po.
Le operazioni come precisa Mariaclaudia Ricciardi, coordinatrice dell’operazione per conto della prefettura di Ferrara, inizieranno alle ore 10 ed è previsto anche il blocco provvisorio del transito dei treni della linea Bologna Padova. Da un primo esame il raggio scelto per l’evacuazione interessa complessivamente oltre mille persone, settecento tra i residenti di Santa Maria Maddalena e quattrocento nella sponda ferrarese tra le frazioni di Pontelagoscuro e Francolino.
E’ prevista anche l’evacuazione di ulteriori 15 persone che abitano tra i confini dei comuni di Ferrara e Vigarano Mainarda, nei pressi della Cava Sei dove il grosso ordigno bellico verrà fatto brillare. Si tratta di una bomba di una tonnellata la metà della quale è composta da esplosivo, sganciata probabilmente da un aereo anglo-americano durante le ripetute incursioni a Pontelagoscuro durante la seconda guerra mondiale.
Le operazioni logistiche, vista la presenza del fiume, sono più delicate del previsto e per questo sono già stati fatti numerosi sopralluoghi. E’ stata disboscata anche una parte dell’Isola Bianca come conferma il vicepresidente nazionale della Lipu, Lorenzo Borghi, per consentire l’atterraggio dell’elicottero militare che servirà per trasportare l’ordigno in una zona di sicurezza per il brillamento conclusivo.

Fonte: http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2011/07/27/news/la-bomba-sara-trasportata-con-un-elicottero-militare-1.748783

Brillamento bomba, domenica 3.500 evacuati a Gorizia

(ANSA) - GORIZIA, 26 LUG - Sara' fatto brillare nella mattinata di domenica, a Gorizia, l'ordigno risalente alla prima guerra mondiale ritrovato nelle scorse settimane a Sant'Andrea, nei pressi della rotonda d'accesso al raccordo autostradale Villesse-Gorizia. Per ragioni di sicurezza, la Prefettura di Gorizia ha disposto lo sgombero dei residenti nel raggio di 900 metri dal punto in cui sara' fatta brillare la bomba. Nel corso delle operazioni di neutralizzazione della bomba, che inizieranno alle 11 per concludersi alle 13, circa 3.500 abitanti saranno chiamati a lasciare le proprie abitazioni.

Fonte: ANSA

Perchè la bonifica bellica

Oltre mille persone saranno evacuate per la bomba sul Po

26 luglio

Saranno oltre mille le persone che verranno evacuate domenica 28 agosto per alcune ore per consentire agli artificieri di far brillare la grossa bomba che è stata trovata sulla sponda dell’Isola Bianco nel Po. La decisione è stata presa ieri mattina nel corso di un summit in Prefetture tra le forze dell’ordine e di volontariato coordinate dalla dottoressa Mariaclaudia Ricciardi, responsabile della prefettura per questo tipo di emergenze che riguardano la protezione civile. Il provvedimento riguarda circa 700 abitanti di Santa Maria Maddalena (sponda veneta) e circa 400 nella destra Po ferrarese, con residenti a Pontelagoscuro e Francolino. Come sempre viene scelto un giorno festivo e prefestivo per fare questi tipi di operazioni per limitare al minimo i disagi ai quei cittadini che devono lasciare la loro casa per il tempo necessario alla messa in sicurezza dell’ordigno esplosivo. Sono già stati attivati tutti i servizi medici e alla persona per soccorrere chi ha delle difficoltà. Il servizio di evacuazione della prefettura è ormai collaudato perché è un’emergenza che è già scattata più volte in città a seguito di rinvenimenti di grossi ordigni bellici. Le bombe più grosse e che hanno portato all’evacuazione di tante persone sono state rinvenuti nel 1999 in via Gustavo Bianchi quando il 27 giugno furono evacuate 10 mila persona della città e nel 2003 quando il 23 marzo furono oltre 5.000 gli abitanti di Borgo Punta che dovettero abbandonare le abitazioni per alcune ore a seguito del rinvenimento di una grossa bomba in via Pannonio.
La bomba sull’Isola Bianca è stata rinvenuto lo scorso 25 giugno da Lorenzo Borghi, vicepresidente nazionale della Lipu, l’ente che ha in gestione l’oasi naturalistica sul Po. La bomba pesa una tonnellate e ha due spolette.

Fonte: http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2011/07/26/news/oltre-mille-persone-saranno-evacuate-per-la-bomba-sul-po-1.747281

Una nuova bomba intralcia i cantieri della Gorizia-Villesse

21 luglio 2011 —   pagina 17   sezione: Regione

di Stefano Bizzi

GORIZIA - Un’altra bomba di notevoli dimensioni è stata rinvenuta nel corso dei lavori di trasformazione in autostrada del raccordo Gorizia-Villesse. A occuparsene saranno gli artificieri appartenenti al Terzo genio Guastatori di Udine. Il reparto della Brigata di cavalleria “Pozzuolo del Friuli” è stato allertato per occuparsi delle operazioni di bonifica dell’area.

L’Esercito ha effettuato una prima ricognizione della zona, ma non si è ancora espresso sull’attività che verrà svolta. I dettagli dell’intervento e le caratteristiche dell’ordigno verranno resi noti soltanto oggi. Nel tardo pomeriggio di ieri è stato possibile ottenere solo informazioni frammentarie. Il cantiere non è stato bloccato, ma per evitare che, come era successo negli scorsi mesi a Gradisca d’Isonzo, dove la bomba era stata disotterrata e trafugata da ignoti prima che gli artificieri potessero trasferirla e farla brillare, il punto del ritrovamento non è stato rivelato.

Rispetto al residuato bellico gradiscano, quello rinvenuto nei dintorni tra Gorizia e Farra avrebbe un potenziale maggiore. Per la presenza nelle vicinanze di alcune condutture, la bomba non può essere fatta brillare sul posto, ma non può neppure essere trasportata in un poligono militare. Gli esperti stanno cercando quindi una soluzione sicura per risolvere il problema e farla esplodere in sicurezza ad alcune centinaia di metri dal punto del rinvenimento.

Ieri mattina si è svolta in Prefettura una riunione preliminare, ma le soluzioni tecniche definitive sono attese per questa mattina quando il personale militare presenterà ai rappresentanti istituzionali una relazione completa sulle caratteristiche dell’ordigno e sulle operazioni da svolgere. A quel punto gli uffici del palazzo del Governo potranno predisporre gli atti da inviare ai Comuni (presumibilmente quello di Gorizia e quello di Savogna d’Isonzo) e agli enti interessati (Irisacqua). La viabilità lungo il raccordo Gorizia-Villesse potrebbe dunque essere interrotta per una ventina di minuti.

Fonte: Il Piccolo di Gorizia - Si ringrazia per il permesso di pubblicazione

Perchè la bonifica bellica

Trionfale, ordigno bellico trovato dagli operai di un cantiere edile

21 Luglio 2011
ROMA - Questa mattina verso le 8.30 alcuni operai hanno trovato un ordigno bellico nel cantiere edile dove stavano lavorando, in via Lucilla Domizia, al Trionfale. Si tratta di un colpo di mortaio munito di spoletta risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Gli artificieri hanno messo in sicurezza l'ordigno. Sul posto gli agenti del Commissariato di polizia Monte Mario.

Fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=156960&sez=HOME_ROMA

Perchè la bonifica bellica

Ariccia: due nuove bombe ritrovate nel cantiere dell'Ospedale dei Castelli

Nel cantiere del nuovo ospedale dei Castelli sono stati rinvenuti altri due ordigni bellici risalenti alla seconda guerra mondiale e saranno fatti brillare il prossimo 2 agosto. Altri erano stati rinvenuti lo scorso mese

di Francesca Ragno 20/07/2011

Il cantiere del nuovo Ospedale dei Castelli continua a far rinvenire numerosi residuati bellici risalenti al secondo conflitto mondiale. Solo un mese fa erano stati fatti brillare dal Genio miliatare altre due bombe.Dall'inizio dell'apertura dei cantieri nell'are le ditte che stanno realizzando il nuovo centro ospedaliero hanno ritrovato ben più di 250 ordigni bellici di varia taglia. Tutti messi in sicurezza, come questi due nuovi ritrovamenti, bombe d’aereo da 250 libre circa 125 chilogrammi.
Il disinnesco deciso dalla prefettura è stato fissato per 2 agosto e verrà pertanto attivato il Centro operativo misto presieduto dalla Prefettura stessa che coordinerà le operazioni.

Operazioni che avranno ricadute più limitate sulla popolazione residente e sulla viabilità. Infatti sono solo 4 le famiglie che verranno sgomberate e, buona notizia, la Nettunense non verrà chiusa come è avvenuto a giugno in quanto gli ordigni si trovano più distanti dall’importante arteria viaria. Chiusa al traffico sarà esclusivamente via di Campoleone. Dunque disagi limitati per residenti ed automobilisti.

Fonte: http://castelli.romatoday.it/ariccia/bombe-cantiere-ospedale-castelli.html

Perchè la bonifica bellica

MOLFETTA. Un ordigno bellico inesploso a pochi metri dalla riva di un lido balneare molfettese

Molfetta - Un ordigno bellico inesploso è stato rinvenuto in mare, a pochi metri dalla riva, in località Torre Rotonda, nelle vicinanze di un noto lido balneare della città. A breve, sempre sul sito www.ilfatto.net, maggiori informazioni sull'accaduto.

fonte:
http://www.ilfatto.net/index.php?option=com_content&view=article&id=10566:molfetta-un-ordigno-bellico-inesploso-a-pochi-metri-dalla-riva-di-un-lido-balneare-molfettese&catid=35:Cronaca&Itemid=56

Perchè la bonifica bellica

Pescatore trova una bomba in Trentino la porta a Milano e la consegna alla polizia

Un giovane di 26 anni ha trovato l'ordigno, ancora attivo, durante il weekend con la sua
fidanzata. Lo ha portato a casa in auto e solo il giorno dopo lo ha portato agli agenti

Ha trovato una bomba a mano andando a pescare nel fine settimana a Folgaria, in Trentino, con la fidanzata, e invece di chiamare i carabinieri o consegnarla alle autorità locali l'ha tenuta per tutto il viaggio di ritorno fino a casa, a Milano. E solo il giorno dopo l'ha consegnata agli agenti del commissariato. D.B., 26 anni, ha raccolto l'ordigno, una bomba a mano priva di spoletta d'innesco ma con la carica esplosiva intatta, e l'ha portata in auto fino a casa sua.

Dopo un  giorno l'ha portata al commissariato Garibaldi-Venezia, nella zona in cui abita, dove i poliziotti, piuttosto allarmati, l'hanno subito isolata chiamando gli artificieri, che l'hanno messa in sicurezza e portata via. Il magistrato di turno ne ha disposto la distruzione.

Fonte: http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/07/12/news/pescatore_trova_una_bomba_in_trentino
_la_porta_a_milano_e_la_consegna_alla_polizia-19022528/

Perchè la bonifica bellica

Scoperta inusuale a Casatenovo Passante cammina e trova una granata

Casatenovo, 9 luglio 2011 - Ritrovamento shock in Brianza. Questa mattina intorno a mezzogiorno un passante mentre passeggiava per via Ugo Foscolo nella frazione Galgiana di Casatenovo si è imbattuto in una bomba a mano. Ripresosi dallo spavento e dallo stupore, l'uomo ha prontamente contattato i carabinieri della compagnia di Merate che sono subito accorsi sul posto, chiudendo la strada.
 
Con ogni probabilità dovrebbe trattarsi di un ordigno risalente ai tempi della Seconda Guerra mondiale, ma le indagini sono ancora in corso ed è presto per poter tracciare delle conclusioni certe. Resta anche da chiarire come la bomba sia arrivata in via Foscolo costeggiata su un fianco dalle abitazioni e dall'altra dai campi. Punti interrogativi ancora privi di una risposta. Sul luogo sono attesi gli artificieri che dovranno far brillare l'ordigno completamente integro e spolettato.

Fonte: http://www.ilgiorno.it/lecco/cronaca/2011/07/09/540812-scoperta_choc.shtml

Perchè la bonifica bellica

A buon fine l'operazione di disinnesco ordigni a Licata

Si sono concluse l'8 luglio scorso le operazioni di disinnesco e brillamento del più grande quantitativo di esplosivo mai rinvenuto in Sicilia, n. 1664 ordigni residuati bellici, rinvenuti a Licata durante i lavori di bonifica del territorio posti in essere per l'attraversamento dell'acquedotto Gela – Licata. Le operazioni di brillamento coordinate dalla Prefettura con l'attivazione della sala integrata di protezione Civile presso la sede del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, sono state effettuate dal quarto reggimento genio guastatori di Palermo a partire dal 20 giugno scorso e definite l'8 luglio 2011. Per l'occasione è stato disposto un piano di evacuazione dei residenti e di tutti coloro che gravitano nella zona, in un raggio d'azione di circa 300 metri dal punto di ritrovo e dal luogo di brillamento. L'esito positivo delle operazioni è stato possibile grazie alla sinergica, fattiva e costruttiva partecipazione dei rappresentanti delle forze dell'ordine e dei Vigili del Fuoco, del Comune di Licata, del dipartimento regionale di protezione civile, servizio provinciale di Agrigento, dell'azienda sanitaria Provinciale di Agrigento, dell'Anas, dell' Enel e del Gas Natural distribuzione Spa che in apposite riunioni tecniche coordinate dalla Prefettura hanno concordato le misure di sicurezza connesse alle gestione delle predette operazioni di distruzione degli ordigni.

Fonte: http://licata.agrigentonotizie.it/cronaca/buon-fine-loperazione-di-disinnesco-ordi_61510.php

Perchè la bonifica bellica

Pomigliano/S.Anastasia. Ordigno bellico ritrovato in un giardino

di Gabriella Bellini

Pomigliano d’Arco. Con la pala ha toccato qualcosa di duro e metallico, un suono strano per chi si trova a fare una buca in un giardino e fino a quel momento aveva spostato solo del morbido terreno. Quando si è chinato per guardare meglio lo strano oggetto che aveva trovato non credeva ai suoi occhi: un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale. Lo straordinario ritrovamento in via Locatelli a Pomigliano d’Arco nel primo pomeriggio di ieri. Ad effettuarlo un uomo che era intento a piantare un albero nel suo giardino della sua abitazione e per questo stava scavando una buca profonda, tanto profonda da andare a scovare una bomba che stava lì da oltre 60 anni. Allarmato ha subito avvisato le forze dell’ordine e sul posto sono prontamente intervenuti i carabinieri della locale Stazione (agli ordini del maresciallo Massimo Sante Longo) e quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castello di Cisterna. I militari si sono interessati del servizio d’ordine e di rendere sicura la zona, bloccando la strada e evacuandola per oltre 30 metri, mentre della bomba si sono occupati gli esperti del gruppo artificieri dell’esercito del distaccamento di Caserta. E’ stato deciso di rimuovere l’ordigno in sicurezza e farlo brillare poi in un luogo più isolato. Certo via Locatelli era la meno adatta essendo in pieno centro urbano, con intorno diverse abitazioni risalenti a ben prima della guerra: l’epoca fascista. Gli esperti hanno subito escluso si potessero verificare esplosioni accidentali, la bomba era lì da fin troppo tempo, ma comunque una volta dissotterrata andava rimossa. L’ordigno in questione aveva dimensioni pari a 10 centimetri di larghezza per 33 di lunghezza. Per stabilire dove farlo esplodere in sicurezza i carabinieri hanno contattato prima il sindaco di Pomigliano d’Arco, Lello Russo, ma in città non vi era nessun luogo idoneo all’operazione militare. Così, per esclusione, sono state contattate anche le amministrazioni dei Comuni limitrofi. A rispondere tempestivamente l’esecutivo di Sant’Anastasia. Proprio Carmine Esposito, leader del Pdl, ha individuato una cava in una zona periferica della città: via Eduardo de Filippo. Adatta alle attività degli artificieri. Per spostare l’ordigno da Pomigliano alla vicina Sant’Anastasia, sono state mobilitate, pattuglie dei carabinieri, mezzi dell’esercito e un’ambulanza. Tanto trambusto non poteva non attirare l’attenzione, In tanti si sono chiesti cosa stesse succedendo. Alla fine la risposta non era semplice: una bomba arrivata dal cielo era risbucata dal terreno.

Fonte: http://www.laprovinciaonline.info/spip.php/local/cache-vignettes/ecrire/plugins/socialtags/socialtags/local/cache-vignettes/spip.php?article6480

Perchè la bonifica bellica

Mappatura dei fondali, in arrivo il cacciamine Termoli

A partire da lunedì 11 luglio, la nave Termoli al comando del tenente di vascello, Giancarlo Fabiano, con a bordo il comandante della 53esima squadriglia Dragamine, il capitano di fregata, Alessandro Serafini, effettuerà operazioni di “route survey” nelle acque antistanti il porto di Civitavecchia.L’attività specialistica svolta con regolarità dalle forze di contromisure mine della marina militare, ha lo scopo di verificare e mappare i fondali delle rotte di accesso ai principali porti nazionali e di aggiornare i relativi database, nonché identificare eventuali ordigni residuati bellici per poi procedere alla loro neutralizzazione.
La route survey consente di garantire con rapidità ed efficacia la sicurezza della navigazione per l’accesso ai porti e scongiurare la possibile minaccia da ordigni subacquei, anche di natura terroristica.
Nave Termoli è una unità cacciamine della classe Gaeta, dallo scafo in vetroresina (Glass Reinforced Platic) dotata di sonar ad alta frequenza a profondità variabile e veicoli di investigazione subacquea, con un equipaggio di 44 militari.
L’unità, al termine delle operazioni di fronte a Civitavecchia, ritornerà a La Spezia effettuando gli stessi tipi di controllo sulle rotte di rientro.

Fonte: http://www.trcgiornale.it/news/porto/44092-mappatura-dei-fondali-in-arrivo-il-cacciamine-termoli.html

Perchè la bonifica bellica

Chi l'ha visto?

nonno

Pubblichiamo una richiesta arrivata alla nostra redazione:

"Vorrei sapere chi è l'uomo nella foto, so solo che ha partecipato alla 2° guerra mondiale e che nel luglio-agosto 1944 si trovava a Grosseto... Se avete notizie vi prego di inviarmele... grazie. Sabrina"

Le risposte possono essere inviate all'indirizzo info@biografiadiunabomba.it

Perchè la bonifica bellica

Una testimonianza anonima

Perdoni l'anonimato del sottoscritto e dell'azienda che rappresento, la prego dunque di rispettarlo.

Le narro una breve storia come esempio per i colleghi che si trovassero in una situazione simile. Durante un lavoro di movimentazione terra in un cantiere edile dal materiale rimosso affiorarono due bombe a mano della II GG. Immediatamente, riconosciuto l'evidente pericolo, il responsabile del cantiere fece allontanare con calma tutto il personale e nel mentre avvisò i CC. Questi giunsero in brevissimo tempo e crearono un perimetro di sicurezza. Il nucleo artificieri giunse in pochi minuti, valutò la situazione e organizzò una bonifica. Le caratteristiche del cantiere permisero il brillamento il loco. In brevissimo tempo fu effettuato il brillamento e un controllo al fine di scongiurare la presenza di altri ordinigni. Quindi ci venne consentita la ripresa dei lavori senza che questo evento creasse ritardi. Noi ci aspettavamo e accettavamo l'idea di perdere giorni di lavoro.
Esemplare professionalità dei militari che aumentò in tutti noi la stima e la gratidutine nei confronti dell'Arma dei Carabinieri.

M.

Perchè la bonifica bellica

Salerno ordigno bellico nel cantiere del Porto Marina d'Arechi

02/07/2011
Gli uomini della Capitaneria di Porto sono intervenuti ieri a Torre Angellara, presso l’area adibita a cantiere per la costruzione del Porto Marina d’Arechi (progettato da Santiago Calatrava) dove era stata segnalata dagli operai la presenza di un ordigno bellico. L’area è stata circoscritta e messa in sicurezza per consentire un rapido sgombero della bomba da parte degli artificieri. Non è la prima volta che nel territorio viene ritrovato un residuato del II conflitto mondiale.
Il precedente più celebre in città, è quello del settembre 2008, quando circa 5mila abitanti della zona compresa tra il Carmine ed il Centro vennero evacuati dalle proprie abitazioni per consentirne lo spostamento e la successiva detonazione controllata.
In quel caso si trattò di una bomba da 500 libbre, di fabbricazione inglese a spoletta differenziata, non si conoscono ancora le caratteristiche dell’ordigno ritrovato.

Fonte: http://www.salernonotizie.it/notizia.asp?ID=17707

Perchè la bonifica bellica

Licata, sospesa la rimozione degli ordigni bellici

L’Amministrazione comunale di Licata comunica che da oggi, venerdì 1 luglio, le operazioni di rimozione, trasferimento ed esplosione degli ordigni residuati bellici rinvenuti in contrada Piano Bugiades saranno sospese. Le stesse riprenderanno lunedì 4 luglio. Pertanto, domani non sarà necessario procedere allo sloggio forzato dei residenti della zona e a porre in essere tutte le altre operazioni volte alla tutela della sicurezza pubblica..
Fonte: http://www.salernonotizie.it/notizia.asp?ID=17707

Perchè la bonifica bellica

Trovato ordigno bellico al nuovo "Delle Alpi"

Gli scavi per la realizzazione del nuovo stadio della Juventus hanno riportato alla luce oggi pomeriggio un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale. I dipendenti delle ditte che stanno ultimando l'allestimento del nuovo 'Delle Alpi' hanno immediatamente chiamato i vigili del fuoco. Sul posto è intervenuta una squadra di artificieri. L'ordigno verrà fatto brillare nel corso della giornata.

Fonte: http://www.videopiemonte.it/cronaca/14592_trovato-ordigno-bellico-al-nuovo-delle-alpi.html

Perchè la bonifica bellica

Ritrovato ordigno bellico lungo i binari di Aversa

Disagi per i viaggiatori in partenza dalla stazione di Napoli Centrale. Dalle 10.30 di oggi la circolazione ferroviaria è stata sospesa nella stazione di Aversa, sulla linea Napoli–Formia, per il ritrovamento di un ordigno bellico in prossimità dei binari, rinvenuto durante le operazioni di scavo per lavori di manutenzione lungo la linea. SERVIZI CON AUTOBUS – I disagi riguardano soprattutto l’utenza dei treni regionali piuttosto che i convogli a medio-lunga percorrenza, drasticamente ridotti a beneficio dei treni ad alta velocità. Per garantire la mobilità, in attesa dell’intervento degli artificieri, Trenitalia ha organizzato servizi sostitutivi con autobus.

Fonte: http://www.campaniasuweb.it/story/ritrovato-ordigno-bellico-lungo-i-binari-di-aversa

Perchè la bonifica bellica

Una grossa bomba affiora dal Po

Non c’è pace per l’Isola Bianca. Dopo le piene del Po che l’hanno devastata più volte in questi mesi adesso c’è il pericolo bomba. Sabato pomeriggio infatti è stato rinvenuto tra l’acqua e il terreno dell’isola un grosso ordigno bellico, risalente probabilmente alla seconda guerra mondiale e può creare non pochi problemi soprattutto alla navigazione.
Il rinvenimento è stato fatto alle ore 16.30 da Lorenzo Borghi, responsabile della Lipu, l’associazione ambientalista che ha in concessione l’Isola Bianca sul Po da oltre 20 anni.
«Stavo tornando al pontile della Canottieri - dichiara Borghi - dopo aver fatto la manutenzione periodica dei sentieri. Ho visto questa forma anomala a pelo d’acqua e ho subito intuito dalle fattezze che si trattava di un grossa bomba di aereo. Probabilmente è emersa dopo l’ultima piena visto che è franata una parte della sponda dell’isola. La bomba adesso esce dal terreno ed è a pelo dell’acqua. A quel punto mi sono sentito in dovere di chiamare le forze dell’ordine per denunciare la presenza dell’ordigno bellico in una zona che, specie nel periodo estivo, potrebbe essere battuta da qualche imbarcazione che solca il Po». Dopo la denuncia alla locale stazione dei carabinieri di Pontelagoscuro, con i militari che hanno provveduto ad informare anche gli artificeri, sul posto sono stati allertati anche i vigili del fuoco che hanno aiutato i volontari della Lipu a circoscrivere la zona attorna alla bomba con delle boe e delle taniche di plastica galleggianti per evitare il contatto con qualcuno di passaggio. Da oggi il problema dovrebbe essere affrontato dagli articiferi che dovranno mettere in sicurezza l’Isola Bianca.

Fonte: http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2011/06/27/news/una-grossa-bomba-affiora-dal-po-1.703219

Perchè la bonifica bellica

Po, trovato ordigno bellico sull'Isola Bianca

Ferrara, 27 giugno 2011 - UN GROSSO ordigno bellico è stato ritrovato sull’Isola Bianca, a 300-350 metri dal pontile della società Canottieri. L’allarme è stato dato da un volontario della Lipu sabato pomeriggio. Si tratta, secondo i primi accertamenti, di una bomba risalente alla Seconda Guerra Mondiale, un ordigno forse datato 1944 anno in cui venne bombardato Pontelagoscuro.
L’AREA, al momento, è stata completamente messa in sicurezza grazie all’intervento dei vigili del fuoco i quali, ieri pomeriggio, l’hanno delimitata con boe e nastro per evitare che qualcuno si avvicini troppo. L’ordigno, come si può vedere nelle foto accanto, è affiorato dall’acqua, probabilmente una piena del fiume ha spostato terriccio e detriti rendendolo così visibile alla luce del sole.
NEI PROSSIMI giorni saranno gli artificieri a stabilire quando e come farlo brillare. Al momento, per totale sicurezza, sono state annullate tutte le visite all’Isola Bianca.

Fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/2011/06/27/532634-trovato_ordigno.shtml

Perchè la bonifica bellica

Artificieri di nuovo in azione Ritrovate 11 bombe a S. Rossore

Pisa, 24 giugno 2011 - UN AUTENTICO arsenale costituito da undici bombe da mortaio di fabbricazione tedesca è stato trovato ieri mattina dagli operai dei Fiumi e Fossi che stavano risagomando il piccolo fosso che divide il viale Regina Elena dalla Lama Grande, a San Rossore. Una circostanza molto fortunata ha impedito che gli operai, lavorando con mezzi pesanti all’escavazione del fosso, non abbiano colpito la spoletta di una delle bombe provocando un’esplosione a catena dalle conseguenze inimmaginabili. Mentre non è raro trovare ancora, a tanti anni dalla fine della guerra, bombe di aereo inesplose, è considerato del tutto insolito, nel ritrovamento dei residuati bellici, imbattersi in bombe da mortaio che venivano in genere portate via con la batteria che le ha in uso. mentre è assai più facile la bomba d’aereo inesplosa
 
 
IL VIALE REGINA Elena, nell’estremo lembo sud ovest della tenuta, corre lungo l’Arno, dal Boschetto alla foce del fiume, laddove è collocata la base dei parà incursori della ‘Folgore’, in parallelo quindi, con il viale D’Annunzio al di là del fiume. Sono stati proprio i parà della base, distante circa trecento metri dal luogo del ritrovamento, i primi ad intervenire chiamati dagli operai, mentre veniva avvertita anche la direzione della tenuta che provvedeva subito ad isolare l’area per impedire il transito di ogni mezzo. La direzione della tenuta ha anche avvertito la Questura di Pisa e da qui è scattato l’allarme che ha messo in moto gli artificieri dell’esercito.
 
 
IL DEPOSITO rappresentato dalle undici bombe di mortaio è il probabile residuato di una batteria tedesca che era stata posta nei primi mesi del ’44 a presidio dell’ingresso della foce dell’Arno contro incursioni di forze nemiche. Ad un primo esame le undici bombe sembrano ancora in ottimo stato di conservazione e l’ipotesi di rimuoverle per trasportarle in un luogo dove farle brillare parrebbe essere stata esclusa perché considerata troppo laboriosa e quindi rischiosa.
Il ritrovamento dei residuati bellici lungo il viale Regina Elena a San Rossore è l’ennesimo sul nostro territorio a quasi 67 anni dalla fine della guerra. Negli ultimi mesi in particolare sono stati due i ritrovamenti: uno a Marina e uno all’aeroporto.

Fonte: http://www.lanazione.it/pisa/cronaca/2011/06/24/530668-artificieri_nuovo_azione.shtml

Perchè la bonifica bellica

ORDIGNI BELLICI IN MARE

La stagione estiva è già iniziata. Presto vedremo pubblicità e servizi televisivi rivolti a difesa della persona, contro le insolazioni, o a favore degli animali, contro l'abbandono. Ma non ascolteremo mai le regole da seguire nel caso dovessimo rinvenire, credere di riconoscere un residuato bellico o qualcosa del genere in mare. Ovviamente la categoria più esposta ad “incontri ravvicinati” di questo genere è quella dei sub, sia se munita di areatore, ( snorkeling ), sia per i professionisti dell’ara (muniti di brevetto e bombole). Provo a scrivere due righe:

IL SUB

Rinvenire in mare residuati bellici non è semplice per tante ragioni: l’ex Icram per esempio indica la posizione di questi involucri a profondità proibitive per l’uomo; altro motivo per non distinguere il residuato è l’incrostazione patita dal tempo, perciò una bomba a mano potremmo facilmente scambiarla per un piccolo sasso collocato tra gorgonie, alghe o quant’altro. Ma immaginiamo per assurdo una piccola granata, o una semplice bomba a mano posizionata a pochi metri di profondità e riconoscibile in quanto priva di stratificazioni dovute al tempo trascorso in acqua. Bene…il sub vede qualcosa di simile ad una bomba a mano, in tempo reale comprende il pericolo che l’oggetto rappresenta, decide di avvisare la Capitaneria di Porto. La prima regola da seguire è non toccare in alcun modo l’oggetto…!!!!!! Nessuno a parte lo SDAI (in mare) è in grado di valutare caricamento e stabilità del residuato….Seconda regola dettata dal buon senso è segnalare la posizione dell’involucro per mezzo di una cima legata ad un masso vicino, (ma non troppo) alla bomba, l’altra estremità della cima ad una boetta da segnalazione (anche una bottiglia vuota di plastica), che renderà dalla superficie ben visibile il punto esatto del rinvenimento. Fatto ciò il sub, potrà riemergere, tornare a riva e correre a segnalare il tutto sia alla Capitaneria, sia alle Forze dell’Ordine competenti per zona.

Giovanni Lafirenze

Fonte: http://www.giulianovanews.it/2011/06/italia-ordigni-bellici-in-mare/

Perchè la bonifica bellica

Mare Sicuro: ordinanza della Capitaneria di Siracusa

Siracusa, 20 giugno –  Dal 20 giugno avrà inizio l’operazione “ mare sicuro 2011”, impegno che il Comando Generale delle Capitanerie di Porto ha voluto mantenere, anche quest’anno, lungo il litorale del Compartimento marittimo di Siracusa e che assicurerà, unitamente alle quattro motovedette assegnate, il costante presidio delle coste nel periodo di maggiore uso del mare , delle spiagge e delle fasce demaniali.

Alle motovedette saranno affiancati tre battelli veloci con a bordo personale abilitato al salvamento a nuoto e pattuglie via terra, nell’ottica innanzitutto di prevenire incidenti e di garantire allo stesso tempo la vigilanza continua lungo il litorale di giurisdizione, assicureranno una serena stagione estiva 2011.

Si informa inoltre, che il 27 giugno entrerà in vigore l’Ordinanza di Sicurezza Balneare N. 70/2011, emanata da questa Capitaneria di porto in data 15 giugno 2011, in ordine agli aspetti relativi alla tutela della sicurezza della navigazione, dei bagnanti in particolar modo e degli utenti in genere della zona di mare e della fascia demaniale marittima ricadenti nell’ambito della giurisdizione del Compartimento marittimo di Siracusa, che comprende il tratto di costa delimitato a nord dal faro della Penisola Magnisi ed a sud dalla foce del Pantano Longarini.

La predetta Ordinanza sostituisce l’Ordinanza di sicurezza balneare n. 94/2009 in data 15.06.2009 e successive modifiche ed integrazioni. Essa comprende una serie di norme tese a disciplinare tutte le attività che si svolgono durante la stagione estiva e che potrebbero comportare potenziali pericoli per l’incolumità dei bagnanti e degli utenti in genere quali ad esempio la navigazione sottocosta, l’esercizio dello sci nautico e delle attività similari, la pesca nelle zone di mare frequentate dai bagnanti, il sorvolo delle spiagge da parte dei velivoli, il rinvenimento di presunti ordigni bellici in mare, il prelievo di acqua di mare da parte dei velivoli della protezione civile, ecc…, nonché a regolare la predisposizione dei servizi resi all’utenza che hanno particolari riflessi sulla sicurezza in genere quali il servizio di salvamento, l’istituzione delle postazioni di pronto soccorso, il segnalamento a mare della zona riservata alla balneazione, la realizzazione dei corridoi di lancio, le indicazioni riguardanti eventuali tratti di costa interdetti alla balneazione per motivi sanitari o per rischi connessi all’instabilità geologica della costa, ecc…Per questi ultimi aspetti vengono posti degli obblighi sia a carico dei concessionari di strutture destinate alla balneazione che dei Comuni per le spiaggie destinate alla libera fruizione.

È auspicabile che al presente comunicato venga data la massima valorizzazione e diffusione allo scopo di sensibilizzare gli utenti del mare al rigoroso rispetto delle norme contenute nella nuova Ordinanza e poste a tutela principalmente della salvaguardia della vita umana in mare affinché venga assicurato il regolare svolgimento delle attività balneari durante la stagione estiva.

Numeri utili

1530 (Chiamata Gratuita – Emergenze In Mare);

0931/481004 (Sala Operativa Capitaneria Di Porto Siracusa);

0931/481011 (Centralino Capitaneria Di Porto Siracusa);

0931/759077 (Centralino Sezione Staccata Santa Panagia);

0931/842600 (Centralino Ufficio Locale M.Mo Di Portopalo Di Capo Passero) ;

0931/842600 (Centralino Delegazione Di Spiaggia Di Marzamemi).

Sala Operativa:Tel 0931/481004 - Fax 0931/69260

L’Ordinanza di Sicurezza Balneare N. 70/2011 è disponibile anche sul sito istituzionale all’indirizzo www.guardiacostiera.it/siracusa.

Perchè la bonifica bellica

Nell'agrigentino 1.500 ordigni bellici, via a disinnesco

(ANSA) - LICATA (AGRIGENTO), 20 GIU - Sono cominciate questa mattina, e andranno avanti fino all'8 luglio, le operazioni di disinnesco degli ordigni bellici trovati a Licata durante i lavori per l'attraversamento dell'acquedotto Gela-Licata. Si tratta di 1.500 ordigni circa ed e' il piu' grosso quantitativo di esplosivo mai scoperto in Sicilia. A fare brillare le bombe, risalenti alla Seconda guerra mondiale, sono gli artificieri del quarto reggimento guastatori di Palermo. Data la complessita' delle operazioni, il Comune ha disposto l'evacuazione di quanti vivono in un raggio di circa 300 metri. (ANSA).

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sicilia/2011/06/20/visualizza_new.html_815571595.html

Ariccia: ordigni bellici, domani la bonifica

19 giugno 2011

(Ariccia - Cronaca) - Previsto per domani domenica 19 giugno lo sgombero dell'area del cantiere dove sorgerà il Policlinico dei Castelli Romani ad Ariccia entro la quale sono stati rinvenuti diversi ordigni bellici che saranno fatti brillare. Il blocco del traffico comincerà alle 9:30 e interesserà il tratto di via Nettunense che va da via Giovanni XXIII a via Montegiove, più via Coriolano e via Corioli. La riapertura è prevista per il tardo pomeriggio.

Due equipe della assistenza domiciliare della Asl RmH interverranno sul luogo delle operazioni e saranno presenti presso il centro anziani di piazza Nenni, luogo di raccolta destinato alla popolazione evacuata. Presso lo stesso centro sarà operativa una equipe del Centro di salute mentale, composta da un medico psichiatra, uno psicologo e due infermieri. Un centro mobile di rianimazione, con equipaggio completo di medico anestesista, sarà a disposizione per le eventuali emergenze. Tutti i servizi collegati all'emergenza nell'ambito del presidio ospedaliero di Albano saranno attivabili immediatamente in caso di necessità. Saranno inoltre presenti mezzi di soccorso della Croce Rossa e del 118.

Sara Testa

Fonte: http://www.castellinews.it/index.asp?id=17855&act=v&20110618

Perchè la bonifica bellica

Brillate mille bombe ritrovate alle foci del Timavo

Sono stati distrutti tramite brillamento oggi pomeriggio alle 14.45 a Monfalcone in località Cassa di Colmata circa un migliaio di residuati bellici, pari a circa 250 chili di esplosivo, recuperati in quest’ultima settimana alle foci del Timavo a San Giovanni di Duino, dove sono in corso le operazioni finali di recupero e risanamento dell’area dagli ordigni esplosi risalenti alla seconda guerra mondiale. I brillamenti di oggi rientrano nel calendario di attività disposte dal Prefetto di Trieste, Alessandro Giacchetti, che ha coordinato le operazioni di recupero e smaltimento degli ordigni e che fin dalle battute iniziali ha aperto presso la Prefettura di Trieste un tavolo per coordinare tutte le forze in campo per portare a termine le operazioni di bonifica dell’area del parco del Timavo, che ritornerà dopo trent’anni ad essere fruibile dai turisti e dai cittadini della provincia di Trieste.
Le operazioni, iniziate lunedì 6 giugno, proseguiranno ancora per una settimana. Protagonisti del recupero e dello smaltimento rispettivamente i subacquei del Nucleo SDAI della Marina Militare di Ancona e il Nucleo EOD del 3° Genio Guastatori dell’Esercito di Udine.
Per il brillamento, effettuato dal Genio Guastatori, sono stati coinvolti numerosi enti del territorio provinciale di Trieste e di Gorizia: dalla Protezione civile regionale che ha fornito le telecamere per la sorveglianza dell’area al Comune di Duino Aurisina, alle forze di polizia di Trieste, Duino e Monfalcone, alla capitaneria di porto di Monfalcone, alla polizia municipale di Duino e di Monfalcone, all’Enac e all’Enav per i divieti di sorvolo dell’area fino alle forze del volontariato come la Croce Rossa.

giovedì 16 giugno 2011

Fonte: http://bora.la/2011/06/16/brillate-mille-bombe-ritrovate-alle-foci-del-timavo/

Perchè la bonifica bellica

L'Associazione Culturale Storia Viva, ha il piacere di invitarLa alla proiezione del documentario/fiction

"IL CANTO DEGLI ITALIANI - la storia dell'Inno d'Italia di Mameli/Novaro di Mauro Vittorio Quattrina

presso il Circolo Ufficiali dell'esercito di Verona, a Castelvecchio,

Giovedì 16 giugno 2011 con inizio alle ore 21,00.

Sarà presente il regista.

 

Perchè la bonifica bellica

Scoperta una bomba nella Conca di Stra

di Giusy Andreoli

NOVENTA PADOVANA. Una bomba è stata trovata ieri nell'alveo del Naviglio Brenta a monte della chiusa di via 4 Novembre. A rinvenirla sono stati gli operai incaricati dal Genio civile di effettuare lavori di sicurezza idraulica alla «Conca di Stra» dove alcune infiltrazioni ne stavano minando la stabilità. «La scoperta è stata fatta casualmente - spiega Paolo Santello del Genio civile -. Gli operai dovevano infiggere le palancole nella platea di cemento sottostante la Conca per rafforzarla quando la strumentazione usata per monitorare il fondo ha rilevato una massa ferrosa. La bomba, lunga una quarantina di centimetri, era sotto un metro di fango. Da una prima ricognizione sembra che risalga al primo conflitto mondiale».

I tecnici del Genio hanno fatto fermare il sistema di apertura e chiusura della Conca, compresi gli acquedotti che alimentano i canali a valle. Abbassato il livello dell'acqua, un sommozzatore si è calato per bloccare la bomba sul fondo e assicurarla alla bricola, i pali in legno per l'attracco. Un'operazione da farsi in brevissimo tempo, pena il rischio di secca a valle con la messa in difficoltà di eventuali natanti. «La bomba andava fissata per evitare che si spostasse alla riapertura degli acquedotti, che provocano una notevole turbolenza - ha spiegato Enzo Rossi dei Sistemi territoriali che hanno in gestione la navigazione interna -. Non è detto che sia stata sempre lì, può essere venuta giù con qualche piena del Brenta». E potrebbero essercene altre, per questo il Genio farà eseguire un'ulteriore bonifica prima di posizionare le palancole.

I lavori di messa in sicurezza, così come la navigazione in quel tratto, sono stati sospesi fino alla rimozione della bomba, che verrà presa in carico dal Genio militare tramite la Prefettura. Da lì passano i natanti delle compagnie che portano i turisti a Venezia. Sul posto i carabinieri della locale stazione, gli agenti della polizia locale e il sindaco Alessandro Bisato.

Fonte: http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2011/06/15/news/scoperta-una-bomba-nella-conca-di-stra-4439990

Perchè la bonifica bellica

Ordigno bellico nel lago

15/06/2011

La bomba, ancora integra, è stata trovata nei pressi degli scogli

Paola Pucciatti VITERBO
Rinvenuto un ordigno bellico a Capodimonte durante la terza giornata ecologica volta alla salvaguardia dell'ambiente lacustre organizzata dalla locale Sezione della Lega Navale Italiana. Il presidente, Andrea Stefano Marini Balestra, ha sottolineato l'enorme valore dell'iniziativa volta a sensibilizzare i cittadini e i giovani al pericolo in cui si incorre nel gettare nel lago materiali inutilizzati. «L'acqua dolce, contrariamente all'acqua del mare – afferma l'avvocato Marini - non è in grado disperdere sostanze nocive e la stessa struttura di trasparenza delle acque non riesce degradare nel tempo quanto vi si trovi, anche a pochi metri di profondità». Per dimostrare questo, 15 sub della Scuola Subacquea Orcasub di Corchiano e lo stesso presidente Marini Balestra si sono immersi nelle acque sottostanti il promontorio di Capodimonte estraendo dai fondali molti quintali di rifiuti di vario genere tra i quali: pneumatici, vasi, pentole, bottiglie di vetro e una gabbia per uccelli. Lo stupore è arrivato quando, a pochi metri dagli scogli del promontorio, è stato rinvenuto un ordigno bellico del tutto integro, identificato in una bomba lanciata da un aereo durante la seconda guerra mondiale. La particolare e inaspettata presenza è stata subito segnalata ai carabinieri. Tra quindici giorni l'ordigno verrà fatto brillare dagli artificieri provenienti da Roma. Mentre i subacquei operavano sui fondali, un gruppo di bambini della scuola primaria, armati di retino, hanno ripulito il sottoflutto della spiaggia e le banchine del porto.

Fonte: http://www.iltempo.it/lazio_nord/2011/06/15/1265061-ordigno_bellico_lago.shtml

Perchè la bonifica bellica

Ariccia: ordigni bellici, conto alla rovescia per la bonifica

Ariccia - Cronaca) - Sarà sgomberata l'area del cantiere dove sorgerà il Policlinico dei Castelli Romani ad Ariccia. Nei quindici ettari di superficie sono state rinvenute due bombe d'aereo (contenente ognuna circa 125 chili di esplosivo) e altre decine di ordigni bellici. Stabilita ufficialmente per domenica 19 giugno l'operazione di disinnesco e brillamento che coinvolgerà un raggio d'azione di 250 metri. I Vigili Urbani di Ariccia, coordinati dal Comandante Luigi De Ciuceis, stanno procedendo a notificare alle famiglie interessate (135 per circa 385 persone) l'avviso di sgombero a partire dalle 7:30 del mattino. Chi non avesse un posto dove appoggiarsi può alloggiare presso il Centro anziani di piazza Nemi. La macchina della Protezione Civile sarà in moto tutto il giorno e inoltre, insieme alla Croce Rossa, sarà disponibile ad accompagnare al Centro anziani i residenti che non avessero possibilità di raggiungerlo con mezzi propri. Le operazioni di sminamento e brillamento, saranno eseguite dagli artificieri del Sesto Reggimento della Cecchignola, diretti dal primo maresciallo Roberto D'Alterio, il capitano Tuzi e il Colonnello Vetìca, sono in programma per le 15. Il blocco del traffico comincerà alle 9:30 e interesserà il tratto di via Nettunense che va da via Giovanni XXIII a via Montegiove, più via Coriolano e via Corioli. La riapertura è prevista per il tardo pomeriggio.

Fonte: http://www.castellinews.it/index.asp?id=17772&act=v&20110613

Perchè la bonifica bellica

Riportato alla luce un ordigno bellico in via Orazio dello Sbirro

Gli operai della ditta incaricata dal Comune di effettuare alcuni sondaggi in via Orazio dello Sbirro, avevano iniziato a scavare già da un paio d’ore quando tra i pezzi di asfalto e la terra, la ruspa ha riportato alla luce un ordigno bellico.

Sono le 11 di ieri mattina: in strada, a due passi dal grande mercato coperto e dalla frequentatissima via delle Baleniere, ci sono centinaia di persone.

A chiamare la polizia prima e i carabinieri dopo, è lo stesso assessore municipale ai Lavori Pubblici Amerigo Olive, chiamato dagli operai.

Sul posto si precipitano vigili del fuoco e carabinieri.

Gli inquilini dei palazzi che affacciano sulla strada iniziano uno ad uno a sbirciare dalle finestre: le sirene dell’autobotte dei pompieri e della gazzella che la segue coprono il rumore delle macchine e il chiacchiericcio dei passanti mentre una folla ingestibile di curiosi già circonda l’ordigno vecchio di sessant’anni.

Gli artificieri dell’Arma non hanno dubbi: si tratta di una bomba a mano, modello “ Oto Balilla” in uso durante il secondo conflitto mondiale. Secondo i risultati della perizia tecnica effettuata sul posto, l’esplosivo di tipo ananas avrebbe un raggio d’azione di oltre otto metri.

Riportato alla luce inconsapevolmente dagli operai, al lavoro proprio per verificare la possibilità di allargare il mercato rionale, avrebbe potuto provocare una strage deflagrando in pieno centro cittadino.

La situazione è rimasta sospesa per tre ore, tra il panico dei passanti e il traffico deviato.

Solo alle 14, quando i militari dell’Esercito hanno rimosso l’ordigno, la situazione è potuta tornare alla normalità con la riapertura della strada.

“Il rischio è stato grande – conferma il presidente del XIII Municipio Giacomo Vizzani intervenuto sul posto appena saputa la notizia – Fino a quando il Prefetto non ha dato l’autorizzazione a dislocare la bomba la preoccupazione è stata generale. La fortuna ha voluto che l’escavatrice raccogliesse l’ordigno senza schiacciarlo, altrimenti chissà cosa sarebbe potuto accadere”.

Fonte: http://www.ilnuovogdo.it/index.php?option=com_ingdoarticoli&view=articolo&id=6529&Itemid=15 

Agricoltore trova ordigno bellico in un campo: disinnescato da artificieri

di Nicola Rosselli del 13/06/2011
GRICIGNANO. Stava lavorando nel proprio campo, alla periferia di Gricignano, quando ha notato una zolla un po’ più grande che non si sbriciolava.
Si è avvicinato e si è accorto che non di terra compattata si trattava, ma di una bomba a mano risalente alla seconda guerra mondiale. Immediato l’allarme con la denunzia dell’accaduto ai carabinieri della locale stazione che, a loro volta, hanno allertato i colleghi del reparto territoriale di Aversa, agli ordini del colonnello Francesco Marra. Sul posto sono giunti gli artificieri dal comando provinciale di Caserta che sono riusciti a disinnescare l’ordigno bellico.

Fonte: http://www.pupia.tv/gricignano/notizie/0002299.html

Perchè la bonifica bellica

Melito Porto Salvo (RC), rinvenuti ordigni nelle campagne melitesi

di Francesco Iriti

Rinvenute due bombe a mano di nazionalità italiana nelle campagne di Melito Porto Salvo. La scoperta è stata effettuata da un agricoltore che era intento ad arare la terra nel proprio giardino con il proprio aratro. Ad un certo punto ha percepito qualcosa di strano sotto il trattore e si è fermato.

Da qui il ritrovamento con l’involucro dei due ordigni che era stato andato distrutto parzialmente. Per fortuna gli ordigni non sono scoppiati altrimenti sarebbero state altre le conseguenze. L’uomo ha avuto il tempo anche di lanciare l’allarme permettendo l’intervento degli organi competenti. Sono, quindi, scattate le procedure di rito con la segnalazione alla Prefettura ed alle autorità competenti che hanno informato l’EOD che sono esperti nei residuati bellici.

Il primo sopralluogo è stato reso possibile grazie all’artificiere della Polizia di Stato, Giovanni Sergi, del dodicesimo reparto mobile che ha eseguito la prima parte del lavoro che si rende necessario in questi frangenti. I militari dell’EOD dell’undicesimo reggimento geni guastatori di Castrovillari, guidati dal capitano e comandante della compagnia Tommaso Russo, si sono recati sul posto effettuando le operazioni del caso.

Sul posto il capo nucleo, maresciallo capo Salvatore Giuri e l’operatore, il sergente maggiore Vincenzo Nanè. Si tratta di un reparto speciale dell’esercito italiano che si muove lungo tutto il territorio e che è impegnato anche in missioni particolari per reprimere il terrorismo.

I carabinieri della compagnia di Melito Porto Salvo, guidati dal comandante Onofrio Panebianco hanno portato a termine l’intervento transennando l’area per metterla a sicuro e per permettere la rimozione dei residuati. I materiali rinvenuti sono stati presi in custodia dai militari dell’EOD che, seguiti dall’ambulanza della Misericordia, hanno fatto ritorno al posto di comando.

Fonte: http://www.ntacalabria.it/47296/melito-porto-salvo-rc-rinvenuti-ordigni-nelle-campagne-melitesi/

Perchè la bonifica bellica

Cattolica, da un muro spunta una bomba a mano

venerdì 10 giugno 2011 (red.)
Chissà da quanto tempo sonnecchiava in quella posizone, dimenticata per oltre 60 anni tra le pareti di quell'edifico diventato poi la sede dell'Università Cattolica di Brescia. E lì, avvolta nella carta di un giornale di fine anni Quaranta e legata con dello spago, è stata trovata da un muratore giovedì, durante alcuni lavori di ristrutturazione di un bagno in via Trieste.
Si tratta di una bomba a mano, residuato bellico della Seconda Guerra mondiale, murato in una tramezza. Allertato il Comando provinciale dei carabinieri l'area è stata messa in sicurezza e sul posto è giunta grazie l'unità della Seconda Sezione del Nucleo investigativo (Siss) che ha consegnato l'ordigno agli artificieri. La bomba era una vecchia Oto modello 35, dotata di 36 grammi di carica.L'ordigno è stato fatto successivamente brillare in una cava.

Fonte: http://www.quibrescia.it/index.php?/content/view/26398/218/

OSTIA, TROVATA BOMBA A MANO IN PIENO CENTRO

Alle 11.30 di questa mattina nei pressi del mercato rionale di via Orazio dello Sbirro, in pieno centro urbano a Ostia, e' stata rinvenuta una bomba a mano, residuato bellico. Sul posto sono intervenuti carabinieri, Polizia di Stato e Municipale che ha provveduto ha transennare l'area e interdire il passaggio pedonale. In questo momento gli artificieri dei Carabinieri stanno valutando le condizioni dell'ordigno, per capire se rimuoverlo o affidarlo ai tecnici dell'Esercito. Presumibilmente viste le modeste dimensioni dell'ordigno non verranno sgomberati i palazzi presenti nell'area. La bomba a mano e' stata trovata da alcuni operai municipali che stavano effettuando uno scavo nei pressi del mercato. (omniroma.it)

10 Giugno 2011
Fonte: http://roma.repubblica.it/dettaglio-news/roma-13:01/8091

Ariccia: presto saranno fatti brillare gli ordigni bellici

(Ariccia - Attualità) - Sarà sgomberata l'area del cantiere dove sorgerà il Policlinico dei Castelli Romani ad Ariccia. Quindici ettari di superficie dove sono state rinvenute due bombe d'aereo e circa altri 70 ordigni bellici. Prossima l'operazione di brillamento prevista, ancora ufficiosamente, per la prossima settimana. Ieri si è svolta una riunione convocata dal Prefetto a palazzo Valentini, dove sono stato discussi i dettagli dell'intervento. Domani una riunione tecnica degli addetti ai lavori. Probabilmente ci vorranno diverse ore prima che gli artificieri del VI reggimento Genio Pioneri di Roma possano far brillare le due bombe d'aereo che contengono ognuna 125 chili di esplosivo. Lo sgombero, che interesserà 386 residenti nell'area, potrebbe durare dalle 5 alle 10 ore. Sembra inoltre prevista la chiusura di alcune imprese e il blocco del traffico su una parte di via Nettunense e su vie adiacenti della zona di Corioli.

Fonte: http://www.castellinews.it/index.asp?id=17706&act=v&20110608

Ordigno bellico trovato in spiaggia ad Ancona

(ANSA) - ANCONA, 8 GIU - Un ordigno bellico risalente forse alla seconda guerra mondiale e' stato trovato sulla spiaggetta di Pietralacroce di Ancona, forse abbandonato nottetempo da una barca di pescatori. Si tratta di un proietto di artiglieria da terra, lungo 70 centimetri e largo 30. La Guardia costiera ha chiesto l'intervento degli artificieri per neutralizzarlo. La spiaggia e' quasi inaccessibile via terra. A dare l'allarme e' stato un escursionista. (ANSA).

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/marche/2011/06/08/visualizza_new.html_839636870.html

Ordigno bellico trovato in una fioriera

Napoli, 4 giu. (Adnkronos) - Un proiettile da mortaio di artiglieria modello 81 risalente al secondo conflitto mondiale e' stato rimosso nel pomeriggio di oggi dagli artificieri della Polizia di Stato. E' stato un cittadino a segnalare in forma anonima che all'interno di una fioriera si trovava l'ordigno.
Il ritrovamento e' avvenuto in vico Avvocata, una traversa della centralissima piazza Dante a Napoli. Poco dopo la zona e' stata evacuata dagli agenti delle numerose volanti dell'Ufficio di prevenzione generale giunte nella zona.

L'ordigno e' stato posto in sicurezza e poi rimosso. Secondo quanto si e' appreso nonostante siano trascorsi dei decenni l'ordigno era ancora in grado di esplodere. Sicuramente il proiettile e' stato collocato da qualcuno nella fioriera e successivamente ne e' stato dato l'allarme alla polizia. Gli investigatori stanno svolgendo indagini.

Fonte:
http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Campania/Napoli-ordigno-bellico-del-secondo-conflitto-trovato-in-una-fioriera_312095483963.html

Perchè la bonifica bellica

Trova bomba a mano in soffitta e la porta alla polizia

(ANSA) - MILANO, 3 GIU - Facendo le polizie in soffitta, una vedova di 67 anni ha trovato nella sua casa di via Chiarelli a Milano una bomba a mano.

E cosi' con il figlio - invece di chiamare la polizia perche' gli artificieri intervenissimo - ha portato l'ordigno ancora attivo al commissariato San Siro, rischiando di farla esplodere.

La zona del commissariato e' stata isolata e sono intervenuti gli artificieri che hanno spostato la bomba a mano e l'hanno resa innocua.(ANSA)

Fonte:
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/lombardia/2011/06/03/visualizza_new.html_841400369.html

Il mio commento

Tutto come prima, tutto incredibilmente vero.

L'Ansa il 3 giugno informa: un'anziana signora residente a Milano, nel corso di alcune faccende domestiche, rinviene una bomba a mano forse risalente alla seconda guerra mondiale. Spaventata la donna allerta immediatamente il figlio, il quale decide di portare il residuato bellico direttamente al Comando di Polizia.
La cronaca, fonte sempre la stessa Ansa, allude ad un ordigno ben conservato ed in grado di esplodere, perciò (inconsapevolmente) l'uomo trascina nel rischio una marea di persone e tra queste anche il corpo di Polizia presente al Comando San Siro, infatti in tempo reale ogni attività lavorativa in corso è sospesa fino all'arrivo del gruppo eod preposto ad inertizzare l'oggetto del passato.
In pratica ancora una volta un caos dovuto ad un persistente vuoto informativo nei confronti di questo gravissimo tema.

Ma attenzione...!

Episodi simili non rappresentano alcuna eccezione, anzi, il 22 aprile scorso un uomo residente ad Ariccia (Roma) consegna al commissariato di zona addirittura una bomba da mortaio. In realtà potrei continuare ad elencare tanti episodi simili, ma comprendo che tutto ciò è già sufficiente.
Il vero problema è far comprendere a tutti quanto sia pericoloso maneggiare, spostare, rimuovere o caricare in automobile ordigni bellici risalenti alle guerre mondiali del secolo trascorso.
Certo è nostro dovere segnalare la presenza del residuato, ma è sufficiente una telefonata al 113/112.

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

Pisa, causa ordigno bellico aeroporto sospende tutte le attività di volo di traffico civile e militare

Pisa – Nell’ambito dei lavori preliminari previsti per l’ampliamento delle piste di volo è stato ritrovato oggi, giovedì 26 maggio, un ordigno bellico non esploso residuato da un bombardamento avvenuto durante la seconda guerra mondiale.
Effettuate le valutazioni da parte degli artificieri dell’Esercito del nucleo di Piacenza è stata valutata da questi la necessità di predisporre un’area di sicurezza con un raggio di circa 500 metri dal punto di ritrovamento.
In considerazione della posizione dell’ordigno, ritrovato in prossimità delle piste, il Direttore Aeroportuale ENAC contestualmente al Comandante della 46^ Brigata Aerea hanno deciso la chiusura dell’aeroporto, sospendendo tutte le attività di volo di traffico civile e militare dalle ore 20.30 di quest’oggi, in quanto la delimitazione dell’area di sicurezza comprende un ampio tratto di entrambe le piste di volo.
Sono iniziati immediatamente i lavori per la costruzione di un terrapieno di contenimento che consentirà la riapertura dell’Aeroporto presumibilmente alle ore 10.00 di domani mattina, venerdì 27 maggio 2011.
Per aggiornamenti sullo stato dei voli si consiglia di consultare la sezione “Voli in tempo reale” del sito dell’aeroporto (www.pisa-airport.com) o i siti delle compagnie aeree di riferimento.
L’Aerostazione rimarrà aperta per tutta la notte garantendo un servizio di assistenza per i passeggeri che decideranno di rimanere in aeroporto.

Fonte: http://www.italynews.it/notizie-regionali/toscana/2011/05/27/pisa-causa-ordigno-bellico-aeroporto-sospende-tutte-le-attivita-di-volo-di-traffico-civile-e-militare-25184.html

Ordigno bellico all'aeroporto Pisa, i voli rimangono fermi

Pisa, 26 maggio 2011 - Un ordigno bellico è stato ritrovato in serata in prossimità delle piste dell'aeroporto di Pisa e la Sat, la società di gestione dello scalo, ha immediatamente disposto la chiusura del traffico aereo per motivi di sicurezza. Al momento sono già 12 i voli cancellati in arrivo e partenza, ma la lista è detsinata ad allungarsi. Anche perchè ogni operazione resterà ferma almeno fino alle 10 di domani. restera' invece apertsa l'aerostazione per fornire assitenza ai passeggeri. Lo stop ai voli è stato imposto intorno alle 20.30 dopo che, nel corso di alcuni lavori di manutenzione, e' stata rinvenuta la bomba risalente alla seconda guerra mondiale. Nel raggio di 500 metri dal luogo del ritrovamento è stata creata una zona di sicurezza dove lavoreranno solo tecnici esperti per realizzare un terrapieno che possa in qualche modo garantire allo scalo pisano di riaprire il traffico in attesa della definitiva rimozione dell'ordigno.

Fonte: http://www.lanazione.it/toscana/cronaca/2011/05/26/513328-ordigno_bellico_aeroporto.shtml

Aeroporto Pisa: ordigno bellico vicino a piste, stop a voli

26 maggio 2011

(ANSA) - PISA, 26 MAG - Un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale e' stato ritrovato in serata in prossimita' delle piste dell'aeroporto di Pisa e la Sat, la societa' di gestione dello scalo, ha immediatamente disposto la chiusura del traffico aereo per motivi di sicurezza. Al momento sono gia' 12 i voli cancellati in arrivo e partenza, ma la lista e' destinata ad allungarsi. Anche perche' ogni operazione restera' ferma almeno fino alle 10 di domani. Restera' invece aperta l'aerostazione per fornire assistenza ai passeggeri.(ANSA).

Fonte:
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/toscana/2011/05/26/visualizza_new.html_844344687.html

Perchè la bonifica bellica

Si scava in giardino, spuntano due ordigni bellici

Anomalo "incidente" a Jesolo, in via Argine San Marco. Durante uno scavo in un giardino privato di un'abitazione sono spuntate due bombe, residuati bellici dell'ultima Guerra.

Poco prima dell 14, in seguito alla segnalazione, sono intervennuti sul posto gli agenti del locale Commissariato di P.S. .

Gli agenti hanno accertato che si trattava di due ogive della lunghezza di circa 30 centimetri ciascuna e dalla larghezza di circa 10 cm.
Gli ordigni sono apparsi integri, e sono stati lasciati cautelativamente sul posto, con transennamento del luogo ove sono stati rinvenuti.

Sono state attivate inoltre tutte le procedure del caso.

[20 maggio 2011]

Giorgia Pradolin


Fonte: http://www.lavocedivenezia.it/news.php?extend.3320

Perchè la bonifica bellica

Rifanno il pavimento: trovano bombe e moschetti

20 maggio 2011 Ventotto bombe, 22 bombe stick e 10 moschetti con cartucce e caricatori. Reperti bellici risalenti all'ultimo conflitto mondiale. Li hanno ritrovati ieri pomeriggio dei muratori in uno stabile di via Solari 47 mentre stavano ristrutturando un appartamento al secondo piano. Gli operai hanno sollevato un vecchio pavimento per costruire il massetto (lo strato superficiale del supporto sul quale si esegue la posa pavimentazione) sul quale posizionarne uno nuovo. Le vecchie piastrelle, infatti, come accadeva un tempo, poggiavano direttamente sulla terra. E proprio sotto questo strato di terra sono stati ritrovati bombe, moschetti e munizioni, avvolti ordinatamente in carta da giornale dell'epoca. I muratori hanno subito avvertito i carabinieri. Che hanno portato tutto il materiale in caserma, ma prima hanno distrutto le bombe. L'ultimo residuato bellico fatto brillare a Milano è la bomba d'aereo americana della Seconda guerra mondiale trovata ad agosto dello scorso anno a Redecesio di Segrate, nei pressi dell'aeroporto di Linate. I militari neutralizzarono l'ordigno facendo esplodere in una buca nel terreno. Qualche mese prima, ad aprile, un altro ordigno simile era stato rinvenuto a Solbiate Olona, in provincia di Varese.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/milano/rifanno_pavimento_trovano_bombe_e_moschetti/20-05-2011/articolo-id=524318-page=0-comments=1

Perchè la bonifica bellica

Strada Bertolla, dall'orto di casa spunta un residuato bellico

Un uomo, zappando l'orto di casa, ha trovato un residuato bellico, un proiettile d'artiglieria di grosso calibro. I militari del Genio Artificieri hanno recuperato e fatto brillare l'ordigno

L'allarme scatta alle cinque e mezza del pomeriggio di sabato. La Centrale Operativa della Polizia Municipale di Torino manda una pattuglia in strada Comunale Bertolla. Un uomo, zappando l’orto di casa, ha trovato un residuato bellico, nello specifico un proiettile d’artiglieria di grosso calibro.

Sul posto sono subito arrivato agenti della Polizia di Stato e militari del Genio Artificieri. L’ordigno è stato recuperato e trasportato fuori Torino, in un sito protetto, dove è stato fatto brillare.

Fonte: http://www.torinotoday.it/cronaca/strada-bertolla-uomo-trova-ordigno-bellico-orto-casa.html

Perchè la bonifica bellica

Rinvenuto ordigno bellico nei boschi di Varese Ligure

La munizione di mortaio, in pessimo stato, giaceva semisepolta dalla terra.

Val di Magra - Val di Vara. Stava passeggiando tranquillamente nei boschi intorno a Varese Ligure quando all'improvviso si è imbattuto in un ordigno bellico, semi sepolto nel terreno. E' accaduto stamani ad un pensionato di Varese ligure che durante la sua consueta passeggiata ha rinvenuto nel bosco un oggetto cilindrico, di circa 16 centimetri di diametro e 50 centimetri di lunghezza, probabilmente una munizione da mortaio, conservata in pessimo stato. L'uomo ha avvisato i Carabinieri, che si sono recati sul luogo delimitando l'area e interdendola al pubblico. Sono stati avvisati anche gli Artificieri di Torino che dovrebbero intervenire in serata per disinnescare l'ordigno.

Fonte: http://www.cittadellaspezia.com/Val-di-Magra-Val-di-Vara/Cronaca/Rinvenuto-ordigno-bellico-nei-boschi-di-84021.aspx

Perchè la bonifica bellica

Saldano crocefisso a ordigno bellico che esplode, due feriti

Un 'proietto' 1/a guerra mondiale, saldatore lo credeva vuoto

(ANSA) - TREVISO, 4 MAG - Stavano saldando un piccolo crocefisso su una bomba della prima guerra mondiale, quando l'ordine e' esploso. Sono rimasti feriti cosi' due uomini di Castelfranco Veneto (Treviso). Il piu' grave e' Fortunato Tosato, 65 anni, saldatore: con una saldatrice elettrica stava fissando il crocefisso all'ordigno - un 'proietto', di forma allungata - credendo fosse vuoto, mentre invece conteneva ancora residui di tritolo. L'ordigno, surriscaldato, e' esploso. La deflagrazione ha investito anche Giuseppe Zilio, 68 anni.

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/veneto/2011/05/04/visualizza_new.html_873872428.html

Il mio commento

ESPLODE RESIDUATO BELLICO
Il quattro Maggio 2010 (ANSA) a Castelfranco Veneto (Treviso) un residuato bellico risalente alla Prima Guerra Mondiale, forse una granata di piccolo o medio calibro a causa di un'inopportuna manipolazione esplode ferendo due pensionati del luogo.
I due amici volevano saldare un crocefisso (...) sulla pancia del proietto, trovato chissà dove. "Sicuramente lo pensavano vuoto, ma non lo era". Infatti credo d'immaginare una granata priva d'ogiva, in parte colma d'esplosivo celato da uno strato di terreno, perciò i due improvvisati tecnici, scivolano tra le braccia dell'inganno.
Difatti i due, decisi a portare a termine il proprio stravagante progetto, azionano una saldatrice che sviluppa calore sufficiente a far esplodere la piccola bomba. Quest'ultima proietta sui corpi dei protagonisti roventi schegge ed una forza d'urto ad alta temperatura. Il tecnico saldatore (…) è ricoverato in rianimazione, il curatore del progetto al contrario è dimesso lo stesso giorno. L'esplosione spaventa e allerta la comunità, il panico investe Borgo Vicenza, oltre le ambulanze del 118 intervengono Vigili del Fuoco e Forze dell'Ordine. I Militari dell'Arma accertano che il proprietario del garage è collezionista d'armi da guerra ( regolarmente registrate...? ).

Ancora una volta mi chiedo: questa granata parzialmente colma d'esplosivo come ha raggiunto la casa del collezionista...? I residuati bellici, non si toccano, non si spostano, non si portano a spasso per paesi o città. Veramente stanco di ripete ancora una volta questo concetto, non resta che rispondere al mio stesso quesito per mezzo di una notizia datata 5 maggio 2011 che giunge da Gorizia d'Isonzo: "scomparsa una granata da 305 millimetri, la Magistratura indaga..." 

Perchè la bonifica bellica

Le Guardie del WWF di Salerno rinvengono ad Eboli quattro bombe della II guerra mondiale

Gli agenti del WWF Nucleo di Salerno unitamente a personale di fuori regione, durante una più complessa attività di vigilanza coordinata dal responsabile del servizio, il Coordinatore Provinciale Albero Alfonso, hanno notato due contenitori in ferro affusolati che ad un piu' attento ed accurato controllo risultavano essere, due bombe di aereo, probabilmente della seconda guerra mondiale, ancora complete di spoletta e quindi perfettamente funzionanti. Gli agenti, dopo il primo rinvenimento, con molta cautela hanno provveduto a delimitare l'area ed hanno immediatamente avviato una più capillare attività ispettiva, che consentiva di accertare la presenza a pochi metri di distanza di altri due residuati bellici, anch'essi apparentemente funzionanti. Il rinvenimento delle quattro bombe, della lunghezza di circa 90 cm e del peso apparente di circa 60/80 kg, completamente dissotterrate e ripulite consentiva infatti di ipotizzare che ignoti di li a poco avrebbero tentato di asportarle probabilmente per utilizzarne il suo pericoloso contenuto in attività illecite. Si tratta di un rinvenimento che a causa della estrema vicinanza delle quattro bombe, consentiva anche di ipotizzare che nelle immediate vicinanze potessero essere presenti altre residuati bellici. Si tratta di ritrovamenti a seguito dei quali il personale specializzato, al fine di attuare gli interventi di disattivazione,dovrà necessariamente attivare una nuova ricognizione, al fine di valutare le caratteristiche e la pericolosità degli ordigni nonché l'eventuale presenza di altre bombe in relazione all'ambiente e contesto dove si trovano. Solo successivamente si procederà al loro disinnesco ed alla distruzione nel luogo di rinvenimento o in cave situate nelle vicinanze, mediante l'esplosione controllata di cariche apposite, garantendo la massima sicurezza per la popolazione e le opere circostanti attraverso lavori ed apprestamenti atti alla protezione.

Fonte: http://www.salernonotizie.it/notizia.asp?ID=15802

Perchè la bonifica bellica

Ore 13.00 c/o il Padiglione OVAL, stand Regione Puglia n.Y46 - presentazione libro documentario

Florestano Edizioni - SCHEGGE ASSASSINE di Giovanni Lafirenze

Intervengono l’autore e Luciano Boccalatte,vice direttore dell'Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea" Giorgio Agosti" di Torino

Perchè la bonifica bellica

Albano: consegna alla polizia un ordigno bellico

Un quarantenne di Ariccia ieri ha consegnato al commissariato di Albano un ordigno bellico ritrovato sui sentieri del Lago Albano. Panico nel commissariato dove è scattato il piano di sicurezza per il disinnesco della bomba

Di Francesca Ragno - 22/04/2011


Consegna alla polizia un ordigno bellico trovato lungo il lago di Albano senza chiamare gli artificieri: è quanto accaduto nella giornata di ieri al commissariato di Albano.  Un quarantenne di Ariccia mentre si allenava lungo i sentieri del Lago ha trovato l'ordigno, un mortaio della seconda guerra mondiale, e ha pensato bene invece di chiamare le forze dell'ordine di portarlo al commissariato brevi mano.L'arrivo del residuo bellico, trasportato su un carro attrezzi di proprietà dell'uomo, nel commissariato ha fatto scattare il piano di sicurezza e il blocco delle attività del presidio di polizia per permettere l'arrivo degli artificieri e il disinnesco del mortaio.

Fonte: http://castelli.romatoday.it/albano/albano-consegna-alla-polizia-un-ordigno-bellico.html

Il mio commento

IL BUON SENSO IGNORATO

Il 22 aprile 2011 un quarantenne residente ad Ariccia (Roma) mentre è intento ad allenarsi all'interno dei sentieri del lago di Albano nota una bomba da mortaio, “ovviamente” risalente alla seconda guerra mondiale, la guarda, probabilmente comprende l'identità dell'oggetto, ma non percepisce il pericolo e decide di consegnarla ai Carabinieri di zona. Naturalmente in questa avventata manovra l'uomo non possiede alcuna colpa, lui è in buona fede, desidera eliminare l'oggetto esplodente da una zona frequentata anche da ragazzini. In realtà i residuati bellici non si toccano, non si spostano...!!!! Quando si rinviene, si nota, un oggetto del genere è sufficiente allertare le forze dell'ordine di zona, anche per mezzo di un telefonino (113), esporsi in prima persona ad un pericolo del genere è inutile, caricare in auto la granata è una manovra azzardata per via delle sollecitazioni che lungo il tragitto la bomba subisce, non solo, nel pericolo coinvolgiamo anche le persone (ignare) che incrociamo con l'auto. Ancora una volta ripeto: Se in Italia l'informazione orientata a questo “GRAVISSIMO” tema fosse leggermente più presente, le persone non cadrebbero in questi paradossali e pericolosi errori in grado di sconvolgere la sicurezza di una intera comunità e non solo.

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

Scava in giardino e colpisce una bomba al fosforo

Una gran vampata e un denso fumo invade la via. L'ordigno  era stato inglobato nel cemento e sotterrato alla fine della guerra

Bassano. Sembrava un innocuo blocco di cemento. Improvvisamente, però, quello strano conglomerato emerso durante lo scavo ha preso fuoco, con una vampata bianca e un fumo denso ed acre che ha invaso anche parte delle vie circostanti e che fatto sobbalzare sul sedile del miniescavatore l'operatore, Nicola Perin, titolare dell'omonima impresa di Mussolente.
In quel blocco di cemento era racchiuso nientemeno che il contenuto di uno bomba della Seconda guerra mondiale, caricata al fosforo.
È accaduto ieri verso le 11,45 di via Parini 6 a San Giuseppe di Cassola dove, in uno stabile di due unità, nella porzione di proprietà di Nicola Ceccato, 39 anni, erano in corso alcuni lavori di ristrutturazione della casa, che prevedono anche un nuovo ingresso, su uno dei muri laterali. E proprio a ridosso di quel muro erano in atto gli scavi.
Appena s'è sprigionato il fuoco, accompagnato dal fumo, da via Parini è scattato l'allarme ai vigili del fuoco. Sul posto si è recata una squadra del distaccamento di via Ca' Baroncello.
In un primo momento s'era pensato che ad innescare l'incidente fosse stato del carburo o dello zolfo. In realtà ai vigili del fuoco è apparso subito chiaro che il misterioso blocco di cemento conteneva fosforo, elemento che a contatto con l'ossigeno si era autonnescato.
In supporto sono giunti a San Giuseppe anche i tecnici dell'Arpav, una volante del Commissariato e una pattuglia della polizia locale.
I vigili del fuoco, rimasti a San Giuseppe sino alle 14,45, nel cemento hanno rinvenuto una parte dell'involucro della bomba e della spoletta. Per scongiurare altri autoinneschi i pompieri hanno gettato del cemento secco.
Delimitata e messa in sicurezza l'area dello scavo, infine, gli agenti del Commissariato hanno avvisato gli artificieri dell'esercito che interverranno nel volgere di alcuni giorni per la bonifica del cantiere.
I tecnici dell'Arpav hanno prelevato parte del componente della bomba che verrà analizzato. Stando ai primi riscontri dovrebbe trattarsi di una bomba caricata al fosforo che, subito dopo la fine del conflitto venne inglobata in un blocco di cemento e interrata.
Di quell'ordigno s'era persa la memoria, riaffiorata improvvisamente ieri mattina durante i lavori di ristrutturazione.
Nonostante il grande spavento non ci sono stati pericoli per le persone direttamente coinvolte, vale a dire l'escavatorista e il padrone di casa e per i residenti delle abitazioni vicine.
I problemi pratici però non sono risolti per Nicola Ceccato, il quale pensava di vedere conclusi i lavori paio di giorni.
Teme ora di dover attendere molto più del previsto, perché, prima di tutto, gli artificieri devono portare via il fosforo.
Il fatto è che ora, in attesa della nuova porta, è costretto ad entrare in casa attraverso una finestra salendo su una scala appoggiata al muro. L.Z.

Fonte: http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/245678_scava_in_giardino_e_colpisceuna_bomba_al_fosforo/

 

Perchè la bonifica bellica

Un ordigno bellico scambiato per tubatura

Il ritrovamento da parte di un residentee che stava lavorando su di una fogna intasata. Il residuo è lungo settanta centimetri e pesa venti kilogrammi, di cui sei di materiale esplosivo

Aveva scambiato l'ordigno per una tubatura delle fogne, l'uomo che oggi ha ritrovato per caso il residuato bellico ad Acerra, del peso di circa 20 chilogrammi per 70 centimetri di lunghezza.

Si tratta di un cittadino residente a poche decine di metri dal luogo del ritrovamento. Stava cercando un tombino o le tubature della fognatura per tentare di liberarle da un ostacolo che intasava il flusso. L'ordigno, che pesa circa 20 chilogrammi, per una lunghezza di circa 70 centimetri, contiene circa sei chilogrammi di esplosivo di tipo a schegge.

Secondo quanto si è appreso, l'uomo ha scambiato, in un primo momento, la bomba per una tubatura, ed ha deciso di ripulirla dal terriccio per poi cercare il tombino. Si è poi reso conto del ritrovamento, allertando le forze dell'ordine e la protezione civile.

Sul posto sono attesi gli artificieri dell'Esercito, in quanto quelli della Polizia di Stato, intervenuti in un primo momento, non possono operare sulla bomba a causa del peso e della portata dell'esplosivo. Nella zona in cui è stato ritrovato l'ordigno, ci sono una serie di villette monopiano, ma al momento non è stata disposta l'evacuazione dei residenti.

Fonte: http://napoli.repubblica.it/cronaca/2011/04/20/news/un_ordigno_bellico_scambiato_per_tubatura-15187846/

Perchè la bonifica bellica

Ravenna - Nel dragare pescano una bomba

RAVENNA - Stavano dragando il fondale marino delle acque dell'avamporto di Ravenna quando è spuntato un ordigno bellico lungo circa 40 centimetri e con un diametro di 12. Il ritrovamento è avvenuto intorno alle 00.40 della notte tra venerdì e sabato da parte dell'equipaggio della draga "Marieke", nel corso delle operazioni di approfondimento del fondale marino.
Immediatamente informata, la capitaneria di porto ha dato disposizioni alla draga di uscire dalla zona portuale fino ad arrivare alla rada, dove ha potuto ancorare a circa 0.7 miglia marittime dall'imboccatura del porto. Sul posto è intervenuto il nucleo Sdai del dipartimento marittimo di Ancona che, con l'ausilio dei mezzi nautici ravennati - il battello Gc B88 e la motovedetta Cp 847 -, ha provveduto a mettere in sicurezza la bomba ed a posizionarla a circa 1,5 miglia marittime dalla costa.
La guardia costiera ha infine emesso un'ordinanza per impedire la navigazione, la sosta, la pesca ed ogni altra attività all'interno di un'area di sicurezza del raggio di 1 miglio nautico dal punto di posizionamento dell'ordigno.

Fonte: http://www.romagnanoi.it/News/Romagna/Ravenna/Cronaca/articoli/284172/Nel-dragare-pescano-una-bomba.asp

Montignoso Analizzano il terreno Trovano una bomba

Massa, 14 aprile 2011 - La seconda Guerra Mondiale ha visto le sue pagine più marcate lungo la Linea Gotica che dal Pasquilio va al mare. Tanto da far rinvenire, nel corso di alcuni lavoriin un cantiere lungo la Statale Aurelia, al confine fra Pietrasanta e Montignoso un ordigno bellico risalente al secolo precedente.
 
L'hanno scoperto alcuni operai di un'impresa che, per conto del Consorzio di Bonifica Versilia Massaciuccoli, stavano eseguendo le operazioni di scavo per l'allargamento del canale.
 
 
I lavori si erano gia' fermati per compiere l'analisi dei fanghi inquinanti dagli idrocarburi prodotti dal traffico. Poi una seconda volta per eseguire lo spostamento dei cavi dell'alta tensione dell'Enel. Adesso un nuovo stop per il ritrovamento di questa bomba di circa 80 centimetri. Adesso interverranno gli artificieri di Padova per valutare il da farsi. Il Consorzio di Bonifica ha informato la Prefettura di Massa Carrara, il sindaco di Federico Binaglia e i carabinieri di Montignoso.


Fonte: http://www.lanazione.it/massa_carrara/cronaca/2011/04/14/490559-trovano_bomba.shtml

 

Ordigno bellico rinvenuto a Calendasco

Una granata da 120 millimetri della seconda guerra mondiale è stata rinvenuta ieri a Calendasco, in località Torre Rossi. A scoprire l’ordigno alcuni operai di una ditta che sta eseguendo lavori di scavo per conto del Comune. Immediatamente sono stati avvisati i carabinieri che hanno messo in sicurezza la zona. Sul posto sono poi intervenuti gli artificieri del Genio Pontieri e l’ordigno è stato fatto brillare.

Fonte: http://www.piacenzasera.it/provincia/ordigno-bellico-rinvenuto-a-calendasco.jspurl?IdC=1093&IdS=1093&tipo_padre=0&tipo_cliccato=0&id_prodotto=6404&css=homepage.css&com=c

 

Nissoria. Un uomo si presenta dai Carabinieri con in mano una bomba da mortaio inesplosa

8 aprile 2011

Nissoria. Nel tardo pomeriggio di domenica scorsa, un cittadino nissorino si è presentato alla locale Stazione Carabinieri, cosa del tutto normale se non fosse che portava in mano una bomba da mortaio inesplosa, risalente all’ultimo conflitto mondiale. Il perché della presenza di quell’ordigno è del tutto diverso da quello che si potrebbe pensare, l’uomo infatti come accade spesso la domenica a molte famiglie ennesi, specie quando il tempo è bello e la mite aria primaverile prende il posto del freddo invernale, si era recato in campagna per trascorre con la famiglia una serena giornata all’aria aperta. Dopo il consueto pranzo domenicale i figli, entrambi in quella curiosa fase pre-adolescenziale, stavano giocando all’aperto quando uno di loro è tornato dal papà per mostrargli ciò che di strano aveva appena trovato. La curiosità del genitore si è trasformata subito in terrore quando l’uomo si è reso conto di cosa fosse, il figlio infatti teneva in mano una bomba da mortaio inglese da due pollici di diametro (circa 5 cm), contenete esplosivo ad alto potenziale in pessimo stato di conservazione. Il papà incurante del pericolo che stava correndo, ma con il nobile scopo di salvaguardare i suoi figli, ha deciso di portare l’ordigno alla vicina stazione dei Carabinieri, consapevole che lì come sempre avrebbe trovato, militari pronti ad aiutare la popolazione. I carabinieri di quella Stazione, ben conoscendo le procedure da applicare in una situazione così pericolosa, hanno subito avvisato la centrale operativa del Comando provinciale e la Compagnia Carabinieri di Enna, la quale come previsto ha subito dato disposizione di lasciare la bomba dov’era e di uscire tutti dalla Caserma in attesa dell’arrivo degli artificieri, e dell’accaduto ha informato la scala gerarchica, richiedendo alla Legione Carabinieri “Sicilia” di Palermo, di inviare sul posto un Carabiniere specializzato EOD (è questo l’acronimo militare usato dalla NATO per definire gli artificieri) dal vicino Comando provinciale Carabinieri di Caltanissetta, Comando che con encomiabile solerzia lo ha fatto arrivare a Nissoria in brevissimo tempo. Nel frattempo il Comando provinciale ha avvisato del fatto la Prefettura di Enna. Giunto sul posto l’artificiere attraverso l’utilizzo di specifiche tecniche ha spostato quel pericoloso ordigno in una zona isolata all’interno del protetto perimetro della Stazione, più precisamente in angolo lontano dallo stabile della Caserma e dalle case vicine protetto da muri in cemento armato larghi 50 cm e da una serie di sacchetti di sabbia che per procedura erano già stati preparati dai militari nissorini. Da questo momento ritornata pienamente sicura la Stazione Carabinieri ed opportunamente vigilato l’ordigno la Prefettura di Enna ha avviato una procedura d’urgenza per la rimozione e la definitiva bonifica. Mercoledì 6 aprile infatti tutti gli attori, ossia gli artificieri del 4° Reggimento Genio Guastatori di Palermo (Reparto specializzato preposto a rimuovere e bonificare i residuati bellici), il personale medico dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna (con il compito di intervenire in caso di incidente durante le pericolose e delicate operazioni) e l’Arma dei Carabinieri (con il compito di garantire la vigilanza ed isolare la zona d’operazione), coordinati dal citato Ufficio territoriale Governativo di Enna, hanno dato avvio alle procedure di definitiva bonifica. Così la bomba è stata predisposta al trasporto presso una cava sita nel vicino comune di Agira, che nel frattempo era stata isolata da personale dell’Arma e lì è stata fatta esplodere in modo sicuro, grazie alla professionalità ed al coordinamento di tutte le forze scese in campo.
Seppur come si dice che “è tutto bene ciò che finisce bene” è doveroso ricordare a tutti che la cosa più sicura da fare nel caso si dovessero rinvenire ordigni bellici inesplosi è di allontanarsi subito lasciandoli dove sono (il trasporto senza le dovute accortezze che solo il personale specializzato è in grado di porre in essere, aumenta a dismisura il pericolo potendo essere causa di un’accidentale esplosione) ed avvisare immediatamente le forze dell’ordine, che provvederanno ad isolare la zona e ad avviare le procedure previste.

Fonte: http://www.vivienna.it/2011/04/08/nissoria-un-uomo-si-presenta-dai-carabinieri-con-in-mano-una-bomba-da-mortaio-inesplosa/

Perchè la bonifica bellica

Trovato ordigno bellico sulla strada per Campiglia

08/04/2011

La Spezia. E' stato rinvenuto questa mattina in modo fortuito da alcuni operai dell'Acam un proiettile con spoletta di dimensione 30 centimetri, sulla strada di Porto Venere, ad un chilometro dal bivio per l'abitato di Campiglia. Un ritrovamento delicato, forse risalente alla Seconda Guerra Mondiale, che ha consigliato i tecnici di avvisare la polizia che ha transennato la zona per evitare che qualcuno potesse avvicinarsi. In questi minuti sul posto sono stati inviati gli artificieri.

Fonte:
http://www.cittadellaspezia.com/La-Spezia/Cronaca/Trovato-ordigno-bellico-sulla-strada-81966.aspx

Perchè la bonifica bellica

Ordigno bellico lungo la strada Fucecchio, fatto brillare

07 Aprile 2011

Un ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale è stato scoperto nel comune di Fucecchio, in località Mandriane, nei pressi di Galleno. La bomba da mortaio di fabbricazione tedesca, del diametro di 80 millimetri, è stata fatta brillare oggi dagli artificieri del reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri di Firenze. A trovare l'ordigno un uomo che stava camminando lungo la strada Lucchese Romana per raccogliere asparagi selvatici. A distanza di circa un metro e mezzo dal ciglio della carreggiata asfaltata si trovava l'ordigno. Sono stati avvisati i carabinieri di Fucecchio che hanno subito transennato l' area presidiandola per tutta la notte e parte della mattina fino all'arrivo degli artificieri. Per farla esplodere sul posto sono intervenuti gli artificieri dei carabinieri. Sul posto anche un'ambulanza del 118 e per motivi di sicurezza la strada è stata chiusa.

Fonte:
http://www.lunico.eu/2011040744024/italia/ordigno-bellico-lungo-la-strada-fucecchio-fatto-brillare.html

EXPOLIBRO (FIERA DEL LEVANTE) 7/10 MARZO 2011

Presentazione libri

Sala La Polla ore 17.30

SCHEGGE ASSASSINE di Giovanni Lafirenze

FIGARO STORIA DI UN PARTIGIANO DEL SUD di Luca Cifarelli

Perchè la bonifica bellica

Certo ai tempi della seconda guerra mondiale tutta la Provincia di Parma è oggetto di bombardamenti aerei anche pesanti, causa importanti attraversamenti ferroviari, depositi munizioni e numerosi schieramenti di militari tedeschi. Il capoluogo patisce i primi attacchi aerei la domenica sera del 23 aprile 1944. Qualche velivolo sgancia bengala per illuminare “a giorno” lo scalo ferroviario, il resto delle fortezze volanti lascia precipitare ordigni da 250, 500 lb. Il 25 aprile l'incursione è diurna, le bombe colpiscono il centro della città, alcune centrano il greto torrente. Ma alle ore 12,30 del 2 maggio la città di Arturo Toscanini subisce una terribile azione aerea, in pratica centinaia di bombe sganciate simultaneamente. Otre al centro è colpito il quartiere Cornocchio e precisamente il triangolo urbano compreso tra via Piacenza, via Reggio e per intendersi l'odierna via Primo Savani. Nel 1945 la guerra termina, il mondo riconquista la pace, ma è ancora in fiamme. Il tempo passa, l'Europa lentamente e con grande sforzo ricrea se stessa. Inizia la ricostruzione anche in Italia, grazie al voluto “Piano Marshall”. Contemporaneamente iniziano i grandi (impegnativi) lavori di bonifica bellica in ogni luogo del Bel paese. Oggi molti di questi pionieri della professione non ci sono più, ma le nuove generazioni BCM, continuano a lavorare mantenendo lo stesso spirito, l'identico impegno, poso l'esempio di un gruppo di nuovi protagonisti BCM comandati ad eseguire un lavoro di bonifica bellica proprio nella città di Santa Margherita. Il destino è subdolo e stabilisce per questo gruppo una ricerca proprio nella zona colpita il 2 maggio del 1944, quando la 15a A.F. incursiona tra l'altro l'area compresa tra Viale Piacenza e Via Reggio: Il lavoro inizia nel gennaio del 2010, i protagonisti comprendono subito l'enorme difficoltà da superare a causa di una considerevole mutazione del piano originale. Ma l'assistente tecnico Nicola ha fiducia, sa come procedere, conosce ogni procedura, è aiutato da Ivan, Luca e tanti altri. Il gruppo elimina vegetazione, demolisce e porta via vecchie strutture in cemento armato, per strati successivi elimina terreno incompatibile con le strumentazioni in dotazione. Vincono contro condizioni climatiche avverse, infine l'otto marzo rinvengono una bomba d'aereo che riporta i ragazzi al tragico 2 maggio 1944. Nicola corre a segnalare il rinvenimento ai Carabinieri di zona, ma intervengono per la messa in sicurezza della bomba le Forze di Polizia, la prefettura allerta il 2° Reggimento Genio Pontieri di Piacenza, i quali intervengono quasi in tempo reale e decretano: bomba d'aereo americana da 250 lb.

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

Tenta di disinnescare ordigno bellico, commerciante muore nel Senese

18 marzo 2011

CASTELNUOVO BERARDAENGA (SIENA) – Un uomo di 55 anni è morto venerdì pomeriggio a Castelnuovo Berardenga per la deflagrazione di un ordigno bellico che stava tentando di disinnescare nel proprio garage. L’uomo, Andrea Sacchini, commerciante, era un appassionato di residuati bellici ed era solito collezionarli, dopo averli resi inerti. Nel provarci questa volta, intorno alle 18.30 di oggi, l’ordigno è esploso, trafiggendolo in varie parti del corpo.
Sentito il boato, la moglie lo ha raggiunto subito, ma l’uomo era già in fin di vita. I danni dell’esplosione sono limitati ad alcune schegge nella parete più vicina, mentre per il resto è stato il corpo dell’uomo a fare da scudo.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Siena e gli artificieri di Firenze, anche se l’ordigno e’ andato in frantumi ed è rimasto solo l’anellino della sicura. Il medico legale ha già effettuato una ispezione esterna, in attesa dell’autopsia, anche se non ci sarebbero dubbi sulla causa del decesso.

Fonte: http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/tenta-di-disinnescare-ordigno-bellico-commerciante-789382/

 

QUANDO TUTTO CIO' AVRA' FINE...?

Il 14 marzo 2011 una strana notizia appare su internet :

un agricoltore residente a Guardia Sanframondi (BN) mentre brucia alcune sterpaglie nel proprio campo è investito dallo scoppio di un petardo nascosto nell'erba”, sembra incredibile, per quanto possibile, ma l'articolo continua e spiega : “l'esplosione del mortaretto trancia di netto la mano destra del contadino”. Quest'ultima affermazione non è plausibile in quanto un trauma simile può essere prodotto da una precisa scheggia in metallo che nessun petardo è in grado di produrre, perchè rivestiti da altri materiali come cartone, plastica ecc..In conclusione un petardo può ustionare, se esplode tra le mani può causare amputazioni, danni visivi, all'udito, ma tranciare di netto una mano assolutamente no ! Naturalmente ci chiediamo: Visto che il comune di Guardia Sanframondi ai tempi della seconda guerra mondiale è stato vittima sia della guerra aerea quanto campale, l'esplosione che ha tranciato di netto la mano dello sfortunato agricoltore non potrebbe essere causa di un residuato bellico sfortunatamente sepolto proprio dove inconsapevolmente l'uomo ha deciso di bruciare le sterpaglie ...? Spero che i periti possano valutare questo incidente considerando tutto ciò. Ma questo è un incidente del tutto imprevedibile, al contrario delle notizie del 18 marzo 2011 la prima allucinante la seconda luttuosa. Secondo Adnkronos un ragazzo di 31 anni residente ad Udine è stato denunciato dalla Polizia per illecita detenzione di 200 bombe a mano e svariati residuati bellici risalenti alle due guerre mondiali, violando ogni normativa che disciplina l'argomento. Ma non solo, a mio dire codesto individuo ha messo in serio pericolo sia famigliari, sia ogni persona che ha frequentato la propria abitazione. L'ultima in ordine di tempo giunge da Siena, precisamente dal comune di Castelnuovo Berardaenga è sempre datata 18 marzo 2011. La vittima è un uomo di 55 anni appassionato (…) collezionista di residuati bellici, l'uomo raccoglie chissà dove una granata, la trasporta in casa, (garage), tenta di pulirla o peggio di aprirla, l'incauto è investito da una sfera infuocata colma di roventi schegge, La moglie ode l'esplosione, raggiunge in garage il marito, ma lo trova in un pozza di sangue e privo di vita. Naturalmente possiamo comprendere l'enorme e indefinibile dolore famigliare e non solo. Ovviamente questa notizia sconvolge al punto che non voglio, non posso aggiungere o considerare nulla, ma una domanda la porgo a questi espertissimi ricercatori ed appassionati di materiale esplodente: Quando tutto ciò avrà fine...? Con la speranza di non ricevere più notizie di questo genere, spero, auspico in un serio e definitivo intervento che possa disciplinare definitivamente questa materia.

Giovanni Lafirenze

 

Intervento di Vincenzo Bellei, Presidente di Assobon

Cliccare sulle immagini per ingrandirle ulteriormente

Perchè la bonifica bellica

Carcare: trovano ordigno bellico nel loro terreno e chiamano i carabinieri


10 Marzo - Savona. Erano impegnati a ripulire un terreno di loro proprietà quando hanno notato un oggetto strano che è stato poi identificato come un proiettile di mortaio inesploso, risalente alla seconda guerra mondiale.
E’ successo ad una coppia in una zona boschiva tra Carcare, Pallare e Plodio.
L’area è stata delimitata dai carabinieri, che hanno segnalato il ritrovamento alla Prefettura per dare il via alle procedure che porteranno al suo brillamento ad opera degli artificieri. Teatro della guerriglia tra le bande partigiane e le truppe nazifasciste, negli anni dell’occupazione, la Valbormida non è nuova a questo genere di ritrovamenti.

Fonte: http://www.ivg.it/2011/03/carcare-trovano-ordigno-bellico-nel-loro-terreno-e-chiamano-i-carabinieri/

Perchè la bonifica bellica

Ordigno bellico ritrovato in un cantiere

Centrato in pieno da un escavatorista. Il quartiere San Nicola potrebbe essere evacuato

OLBIA. Un'altra bomba in città. Stavolta non è opera degli attentatori. Ma degli americani. E' un amaro resto dei bombardamenti sulla città del 1943. L'ha centrata in pieno un escavatorista ieri alle 17, nella lottizzazione della Pasana srl in via Petta, a San Nicola. «Abbiamo passato momenti brutti» dice Chicco Tedde, che sta realizzando i lavori per le urbanizzazioni. Altri brutti momenti rischiano di passarli i residenti attorno al cantiere, sigillato in attesa del responso degli artificieri. L'ordigno potrebbe essere fatto brillare lì, possibile l'evacuazione del quartiere.  «L'ho presa con la benna. Ho sentito un colpo forte. Poi l'ho messa sopra il camion e lì ho capito che era una bomba» ha detto l'escavatorista a Tedde.  Non è stata una piacevole scoperta, anche se il sollievo per il pericolo scampato, forse, è stato superiore. Neanche il tempo di pensarci troppo su e i carabinieri, allertati dall'impresa di Tedde, hanno sigillato il cantiere, di 8 ettari. E' in zona San Nicola, è attaccato alle case popolari e a via Petta.  «C'è una bomba?» chiedevano tutti. I militari del reparto operativo di Roma, da settimane in città per rinforzare gli organici dell'Arma, hanno spiegato che si trattava di un ordigno bellico. E in molti hanno cominciato a chiedersi: ci manderanno via dalle nostre case per farlo brillare?  La risposta la potranno dare solo gli artificieri, che sono arrivati a tarda sera nel cantiere. «Sorveglieremo l'area tutta la notte e domani (oggi per chi legge, ndr) sapremo come bisognerà muoversi» spiega il capitano Alessandro Dominici.  Due le opzioni: l'ordigno potrebbe essere spostato; oppure, se questa operazione fosse ritenuta pericolosa, potrebbe essere fatto brillare dentro la lottizzazione. In questo secondo caso, forse, potrebbe essere necessario evacuare i residenti delle case più vicine al cantiere.  L'ordigno è della Seconda guerra mondiale, secondo la prima valutazione. La bomba - da 227 a 545 chili - dovrebbe essere stata sganciata su Olbia nell'attacco aereo degli americani, il 14 maggio 1943. Quel giorno, gli Usa colpirono tutti i porti della Sardegna con l'obbiettivo di indebolire l'offensiva dell'asse italo-tedesco in Algeria e Tunisia. Oe la leada Tunisi, oggi sono guai per Tunisi, è un'espressione ancora viva tra gli olbiesi. I quali, quel giorno, sentendo arrivare i bombardieri americani, pensarono infatti che fossero diretti proprio verso il paese dell'Africa.  Invece, no: 54 bombardieri B25 della Mitchell e 87 caccia P38 della Lockheed, alle 14, colpirono ripetutamente la città; passarono alcuni minuti, è un'altra squadra di bombardieri scaricò a terra, da un'altezza di 3200 metri, il suo carico di morte (si calcola che furono lanciate 75 tonnellate di esplosivo). Ci furono 22 morti accertati, su una popolazione di 12 mila abitanti. Ma molti olbiesi erano sfollati da tempo: avevano trovato riparo a Padru, Loiri, Telti.  Non è un caso che l'ordigno sia stato trovato in zona San Nicola, a qualche centinaio di metri dal Fausto Noce, parco che prende il nome da un aviatore della Prima guerra mondiale morto in combattimento. Perché quell'area, dopo essere stata bonificata dalla malaria nel 1916, divenne di proprietà dell'aviazione militare. Che, proprio dove oggi è in costruzione la lottizzazione di Pasana srl, ville e complessi residenziale, vi realizzò un campo d'atterraggio.  I bombardieri alleati, con tutta probabilità, individuarono in sosta qualche aereo e cercarono di anniettarlo. Una di quelle bombe non esplose e ora ricorda il dolore di quel giorno di 68 anni fa.

Fonte:
http://lanuovasardegna.gelocal.it/cronaca/2011/02/25/news/ordigno-bellico-ritrovato-in-un-cantiere-3543554

Perchè la bonifica bellica

Il percorso editoriale atto ricostruire storia, tracce orme della bonifica bellica in Italia prosegue per mezzo del saggio: “SCHEGGE ASSASSINE”.

Certo la memoria richiama il secondo dopo guerra, quando piccole società BCM inviano propri uomini a deminare ogni luogo del Belpaese.

Erano uomini, tecnici dipendenti di società private, erano civili, ma le mine uccidevano ugualmente. Se rivolgo il pensiero verso codesto passato devo confessare ed ammettere quanto il mio presente professionale sia permeato da cultura e competenza, ereditata da questi autorevoli personaggi del nostro ieri professionale. Ovviamente ciò che scrivo è dettato da una giusta ( sempre insufficiente), conoscenza del settore BCM.

L'editoriale campagna a favore di questi uomini continua, perchè mentre scrivo queste “banali righe”, molti colleghi raggiungono remote località a caccia di residuati bellici, ammorbidendo le numerose emergenze che creano questi oggetti del passato.

Il lavoro continua giusto per ricordare che ancora oggi produciamo sicurezza; per far comprendere a chi afferma il contrario, quanto la bonifica bellica BCM non può e non deve diventare una vetrina per nessuno, ma sopratutto, prima di affrontare questo argomento conviene conoscerlo a fondo, viceversa diventa necessario un saggio silenzio...!

Giovanni Lafirenze

SCHEGGE ASSASSINE

Continuare, caparbiamente, a spiegare cos’è la bonifica bellica e a documentare episodi relativi a ritrovamenti di ordigni bellici, causa oggi di numerosi tragici incidenti, è la conseguenza di una campagna di sensibilizzazione che, da anni, l’autore di questo libro, Gianni Lafirenze, indirizza contro l’indifferenza di coloro che non conoscono o rimangono inermi verso un’incognita ancora lontana dall’essere risolta.
Da sempre, infatti, il rischio di una mancata bonifica è causa di numerose vittime tra la popolazione civile e il rischio, a detta degli esperti del settore, rimane altissimo e, purtroppo, sottovalutato da parte di chi dovrebbe investire, a più ampio raggio, sulla sicurezza di tutti noi ignari dei pericoli mortali che ancora si celano dappertutto nel sottosuolo, sia in città che in campagna.
La professionalità e l’abnegazione dei bonificatori, invisibili sentinelle di vita, rimangono elementi indispensabili per affrontare un problema che inspiegabilmente, rimanendo confinato ai margini di ogni importante notizia, è sminuito nella sua portata anche quando a rischiare sono uomini che lavorano accanto a bombe e ordigni pronti ad esplodere.
In questo libro l’Autore, oltre a definire, in sintesi, l’importanza di una bonifica, ripercorre, filtrando anche attraverso una documentazione acquisita da Internet e dal suo sito, www.biografiadiunabomba.it, le tappe episodiche passate e presenti di notizie inerenti i ritrovamenti di ordigni e relativi incidenti.

Luca Cifarelli

schegge assassine

FLORESTANO EDIZIONI - Casa Editrice
Florestano Edizioni Via Di Tullio 30 70124 Bari Italy, Tel +39 080 9727052 Fax +39 080 9727051

Trartto da "l'Altopiano" - Quindicinale di attualità, cultura

Schegge assassine
Nuovo libro dello sminatore Lafirenze, "per capire la bonifica bellica"
Continuare, caparbiamente, a spiegare cos' è la bonifica bellica e a documentare epi- sodi relativi a ritrovamenti di ordigni bellici, causa oggi di numerosi tragici incidenti, è la conseguenza di una cam- pagna di sensibilizzazione che, da anni, l' autore di que- sto libro, Giovanni La Firen- ze, indirizza contro l'indiffe- renza di coloro che non co- noscono o rimangono inermi verso un' incognita ancora lontana dall' essere risolta. Da sempre, infatti, il rischio di una mancata bonifica è causa di numerose vittime tra la popolazione civile e il ri- schio, a detta degli esperti del settore, rimane altissimo e, purtroppo, sottovalutato da parte di chi dovrebbe inve- stire, a più ampio raggio, sul-
la sicurezza di tutti noi ignari dei pericoli mortali che an- cora si celano dappertutto nel sottosuolo, sia in città che in campagna. La professio- nalità e l' abnegazione dei bonificatori, invisibili sentinel- le di vita, rimangono elementi indispensabili per affrontare un problema che inspiegabilmente, restando confinato ai margini di ogni importante notizia, è sminui- to nella sua portata anche quando a rischiare sono uo- mini che lavorano accanto a bombe e ordigni pronti ad esplodere. In questo libro l' autore, oltre a definire, in sintesi, l' importanza di una bonifica, ripercorre, filtrando anche attraverso una docu- mentazione acquisita da internet e dal suo sito,
www.biografiadiunabomba.it, le tappe episodiche passate e presenti di notizie inerenti i ritrovamenti di ordigni e re- lativi incidenti. All'interno della ricerca l'autore ha quin- di inserito alcuni articoli di giornale che trattano lo scop- pio di ordigni causati da no- velli recuperanti, tra questi la disgrazia occorsa sull' A ltopiano di A siago in località Pennar a Antonio Pertile ("Toni Bomba"), nel gennaio 2008. Il volume è edito da Florestano Edizioni, costo 10,00 euro.
G.D.F

Link alla copia in PDF

Trartto da "Il Quotidiano" - Giornale della città di Bari

Dopo ‘La mia bonifica’, Giovanni Lafirenze torna sul tema della bonifica bellica con una nuova pubblicazione edita da Florestano
Nel 2006 per i tipi dell’editore Florestano usciva ‘La mia bonifica’, un libro a firma di Giovanni Lafirenze, tecnico BMC (Bonifica Campi Minati). A distanza di cinque anni, con caparbietà, l’autore - un barese classe ’59 – torna sull’argomento. ‘Schegge assassine’ (Florestano, 2011) è prosieguo di una personale campagna ...  
Nel 2006 per i tipi dell’editore Florestano usciva ‘La mia bonifica’, un libro a firma di Giovanni
Lafirenze, tecnico BMC (Bonifica Campi Minati).

A distanza di cinque anni, con caparbietà,
l’autore - un barese classe ’59 – torna sull’argomento. ‘Schegge assassine’ (Florestano, 2011) è
prosieguo di una personale campagna di sensibilizzazione contro l’indifferenza e il pressapochismo
dell’uomo della strada e del Pubblico Amministratore. E’ inquietante la quantità di residuati bellici
in cui ancora incappano agricoltori, operai, pescatori, sub, escursionisti. E’ il risultato –
limitatamente al territorio nazionale – di due guerre mondiali e di una mancata, sistematica azione
di bonifica delle moltissime aree che furono teatro di guerra. Il fatto che più ordigni dormano sotto
terra o sul fondo del mare anche da quasi un secolo non esclude che questi congegni non siano
ancora in grado di “portare a termine la propria missione di morte”. Con puntiglio, Lafirenze
raccoglie le testimonianze più recenti. Il piccolo dossier abbraccia l’intero territorio nazionale.

Vediamo i ‘casi’ pugliesi. Nelle acque di San Cataldo il 24/8/ ’06 viene individuato un siluro. Nel
mare di Palese (18/1/’07) sub rinvengono una bomba d’aereo da 1000 lb di fabbricazione USA.
Ancora in Adriatico, questa volta all’altezza di Capitolo, il 29/8/’07 uomini dello SDAI di Taranto
identificano una bomba torpediniera antisommergibile modello MK6 risalente al secondo conflitto
mondiale. Spostiamoci sulla terraferma. In contrada Rifezza (Gravina) il 3/5/’09 un agricoltore
disseppellisce un altro ordigno. Nel territorio di Lucera (1/8/09) un residuato esplode durante un
incendio di sterpaglie. Tra Francavilla Fontana e Villa Castelli un raccoglitore di rottami trova fra
gli sterpi una bomba anticarro. A Savelletri il caso più interessante, non tanto per la ‘qualità’ del
rinvenuto ma per le scorrettissime modalità di recupero dello stesso : ”Un sub nota una bomba a
amano... la recupera... la posa tra gli scogli... L’ordigno dimenticato incautamente sul posto, viene
trascinato in mare a causa di una mareggiata”. Il ragazzo, ammonisce Lafirenze, non avrebbe
dovuto recuperare nulla, ma usare una semplice boetta di segnalazione o, in alternativa, anche una
bottiglia di plastica, una cima e un sasso come corpo morto. Il tema della leggerezza con cui il non
professionista si accosta al reperto è ripreso più avanti.

Quando una ditta addetta al ‘movimento terra’ (lavori di sterro o di sbancamento) opera dove non si è provveduto ad alcuna opera di bonifica, può succedere che mescolati a sassi, fango, argilla, sabbia, si celino granate di piccolo e
medio calibro. Ebbene gli addetti ai bulldozer e ai tir non sanno quante volte rischiano la vita per via delle sollecitazioni che gli ordigni subiscono dal momento in cui la benna dell’escavatore le ‘riesuma’ a quello in cui cadono sul pianale dei camion. Superati indenni gli scossoni del viaggio, un’ultima sollecitazione attende i residuati, allora che il camion, giunto in discarica, si disfa del proprio carico. Per molta gente, quella che sembra ‘routine’ è invece una specie di roulette russa, sia pure a fronte di un numero di possibilità a favore piuttosto alto. Ma non è il caso di sfidare troppo a lungo la sorte. Le discariche non contengono solo veleni.
italointeresse@alice.it

Fonte: http://www.quotidianodibari.it/cultura-e-spettacoli/1998-camminare-nuotare-sugli-ordigni.html

Link al PDF

Perchè la bonifica bellica

Olbia, bomba inesplosa nel cantiere: quartiere transennato dagli artificieri

Brutta sorpresa per alcuni manovali di un cantiere intenti nello scavo di una lottizzazione nel quartiere San Nicola di Olbia. Gli operai si sono trovati di fronte a un enorme bomba inesplosa risalente alla seconda guerra mondiale.

L'area adiacente al cantiere è stata subito transennata e isolata. Le forze dell'ordine, chiamate dagli operai che hanno trovato l'ordigno, sono in attesa dell'arrivo degli artificieri che dopo un sopralluogo decideranno il da farsi. Le ipotesi più probabili sono due: optare per il trasporto in un luogo sicuro o predisporre una zona di contenimento per consentire l'esplosione indotta della bomba. Le pessime condizioni del residuato potrebbero indurre gli esperti all'esplosione nel luogo stesso del rinvenimento

Fonte: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/214657

Link al video: http://www.videolina.it/view/servizi/10683.html

Content on this page requires a newer version of Adobe Flash Player.

Get Adobe Flash player

 

Perchè la bonifica bellica

Evento: mostra personale di Pasquale Altieri
Titolo : War Games Inaugurazione: Venerdì 18 febbraio ore 18.00
Date: dal 18 febbraio al 02 marzo
Comunicato stampa
Luogo: Art-up – Via delle Piagge, 23 – 01100 - Viterbo
Info: Tel.0761.091142 – Cell. 328.9127921
Ufficio Stampa: Art-up - 328.9127921

A cura di: Art up

Pasquale Altieri in mostra con un doppio evento "War Games" e "Open Space" un cantiere di restauro, aperto al pubblico all'interno della galleria Art-up in collaborazione con la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell'Università della Tuscia
Il 18 febbraio prossimo verrà inaugurata all'interno della manifestazione "Arte in loco 2011" presso la galleria Art up di Viterbo la mostra di Pasquale Altieri "War Games", opere ed installazioni ispirate agli eventi bellici nel mondo, alla guerra in diretta. Oggetti quotidiani che assumono ben altri contenuti per dei particolari che non si possono ignorare: la carta geografica, l'appendiabiti, la vecchia lettera 32, la comoda poltrona in peluche sono come icone incombenti che non rassicurano l'osservatore. Altieri ci ha abituati a riflettere, a considerare ciò che non è solo apparenza, a provocare con il tridimensionale e la contestuale paura di toccare. Paura che forte si esprime nella dura ironia delle bombe aeree in gara tra loro (La Gara). A proposito di questo ready-made, realizzato con veri reperti bellici della Seconda Guerra Mondiale, l'artista dichiara: "Salire sul podio come atto conclusivo di una gara sottende quella corsa agli armamenti che da sempre caratterizza la nostra ed ogni società 'civile' impegnata nell'allestimento di eserciti e mezzi di distruzione. L'opera narra la peggiore decadenza della ragione: nell'arte della guerra, chi provoca più morte sale sul podio ed è campione. In un gioco dove in realtà si perde sempre. "

Proprio questa opera sarà oggetto di una interessante novità per l'arte contemporanea, "Open Space": un cantiere di restauro, aperto al pubblico all'interno della galleria Art-up.

In collaborazione con la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell'Università della Tuscia il restauro avverrà sui 3 ordigni bellici che compongono l'opera "La Gara", al fine di fermarne il degrado materico in atto, pur mantenendone tutte le caratteristiche estetiche. Al cantiere didattico lavoreranno alcuni studenti universitari (tirocinanti e tesisti) con lo scopo di individuare e applicare le metodologie d'intervento più idonee per garantire all'opera una buona conservazione nel tempo. Un'impresa difficile, visto che i materiali utilizzati dall'artista non rientrano tra quelli di tipo convenzionale.
Il progetto verrà realizzato grazie alla partecipazione di:
Associazione culturale Art-up,
Prof. Ulderico Santamaria, docente di Scienza e Tecnologie dei Materiali,
Prof.ssa Patrizia Mania, critica d'arte e docente di Storia dell'arte contemporanea,
il restauratore Emanuele Ioppolo,
l'artista Pasquale Altieri, la laureanda Giovanna Romano.

L'intero evento è stato ideato e realizzato da Marina Ioppolo e Fabio Vincenti
La mostra e il cantiere di restauro resteranno aperti dal lunedì al sabato con orario 17.00 – 20.00 fino al 02 marzo. Per appuntamento tel. 0761.091142

bombe in mostra

Perchè la bonifica bellica


Padova 14/02/2011

Alla C.A
Comissario
Dott.
Flavio Tito Petrelli
Comune di Nimis

Oggetto: richiesta realizzazione museo

Come da telefonata intercorsa, sono a richiederLe la relizzazione di un Museo presso la struttura già esistente all'interno del Ristorante La Tana Dell'Orso.
Le confermiamo l'appuntamento fissato per Giovedi 17/02/2011 alle ore 10.00 presso il Suo ufficio; sarà presente il Sig. Paolo Garlant, proprietario della struttura sopra citata che avrà modo di illustrarLe il progetto Museale, che sara gratuito per tutti i visitatori, comprese le scolaresche. Riteniamo che nell'occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, per non dimenticare i sacrifici compiuti dagli eserciti, sia importante sostenere l’iniziativa dei seguenti siti:

www.lagrandeguerra.net

www.csigrandegurra.it

www.biografiadiunabomba.it

RingraziandoLa sin d’ora porgiamo distinti saluti

Il Vice Presidente

Giancarlo Albertin

 

Risponde Giovanni Lafirenze
Seguiranno i ringraziamenti per il Dott. Oscar Barcella
www.truppealpine.it

Perchè la bonifica bellica

Legambiente: «Preoccupati per Quirra»

14 febbraio 2011
CAGLIARI - Duro monito di Legambiente, secondo la quale «notizie sempre più preoccupanti continuano a giungere dai territori di Quirra» (zona situata nella Sardegna centro-orientale, ndr). Quanto sta succedendo - prosegue l’associazione - non è un fatto locale ma riguarda tutta la politica dei Poligoni militari di Quirra, Capo Teulada e Capo Frasca per cui è necessario un intervento del Ministero dell’Ambiente e della Salute per mettere in sicurezza i territori e in particolare l’ambiente marino».
«A quelle già gravi sull’alta percentuale di leucemie riscontrate fra i pastori che operano nel raggio di tre km dal Poligono e al ritrovamento di una discarica di materiale e attrezzature utilizzate per esercitazioni belliche - ha sottolineato l’associazione ambientalista - si aggiunge quella altrettanto allarmante del missile inesploso rinvenuto nel mare di Capo S. Lorenzo». Zona dove si trovano resti di numerosi ordigni utilizzati negli anni scorsi nel poligono militare.
«Siamo in presenza di un territorio e di un mare malati, in cui il fondamentale diritto alla salute è da troppo tempo ignorato. Troviamo pertanto assolutamente poco credibili - ha aggiunto Legambiente - i dati sulla radioattività e presenza di nano particelle nell’area del Poligono, definiti nella norma». Carla Migoni, direttrice regionale di Legambiente Sardegna, intervenendo ieri alla manifestazione di Quirra ha espresso: «pieno sostegno al Procuratore della Repubblica di Lanusei Fiordalisi, per poter giungere presto alla verità dei fatti».

Fonte: http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=106084

Perchè la bonifica bellica

Bomba Recco, Capurro: “Domenica 13 troppi eventi, data di bonifica incerta”

02 febbraio 2011
Tamara Turatti

Recco.
Come preannunciato ieri, a Recco oggi sono arrivati gli artificieri del 32/mo Reggimento Genio di Torino per l’ispezione dell’ordigno bellico ritrovato nel cantiere di Via XXV Aprile, a seguito dell’attività di ulteriore bonifica, dopo il ritrovamento della bomba del mese scorso. La terza bomba, che come voleva la leggenda di Recco è stata trovata a pochi metri dalla seconda attende di essere sminata.
“Oggi è stata identificata – spiega il sindaco Dario Capurro – ed è risultata simile alla bomba ritrovata a gennaio. I militari hanno quindi redatto una relazione tecnica per il tavolo operativo che si terrà in Provincia, probabilmente già domani”. Quanto alle operazioni di bonifica, la data non è ancora certa. Se gli artificieri sono orientati per domenica 13 febbraio, il sindaco, a riguardo, mostra qualche perplessità: “A ridosso del 13 ci sono una serie di eventi con grandi flussi di persone: a Camogli è prevista la festa di S.Valentino, a Pieve Ligure, invece, c’è la sagra della mimosa. L’evacuazione di Recco sarebbe nel mezzo, con conseguenti gravi disagi per il traffico previsto, sia a levante sia a ponente. Ho suggerito quindi date diverse – ha detto Capurro – si potrebbe fare durante la settimana tra il 14 e il 18, quando sono chiuse le scuole per la pausa, anche se comporterebbe non pochi disagi per i pendolari, oppure la domenica dopo, il 20. Al vaglio anche una data della prossima settimana, anche se sarà difficile: al Comune servono 4 o 5 giorni per disporre le operazioni logistiche, ma agli enti coinvolti, penso soprattutto a ferrovie e strade, serve più tempo per dare comunicazione e organizzare i servizi”.

Fonte: http://www.genova24.it/2011/02/bomba-recco-capurro-domenica-13-troppi-eventi-nei-dintorni-data-di-bonifica-incerta-7459

Perchè la bonifica bellica

Recco: ritrovata la “bomba” mancante, prevista nuova maxi evacuazione

Recco. Sorpresa a Recco: ieri sono ricominciati i lavori all’interno del cantiere per la realizzazione del “grattacielo” in via XXV Aprile e oggi arriva la notizia del ritrovamento di un’altra bomba. Pare uno scherzo ma così non è.
L’avevano detto i vecchi del paese che doveva esserci nelle vicinanze un altro ordigno bellico. Nessuno ci credeva, fino a pochi minuti fa. Si dovrebbe trattare di una bomba di 500 chili di tritolo, il ritrovamento è  avvenuto a quattro metri di distanza dalla precedente, sulla stessa linea di sgancio. A fare la scoperta questa mattina intorno alle 11 la ditta incaricata a svolgere le verifiche sulla presenza di ordigni.
“La bomba è quasi tutta interrata, ma secondo i tecnici dovrebbe essere uguale alla precedente – riferisce l’assessore comunale Franco Senarega -. Quindi, le modalità di sminamento dovrebbero essere le stesse di due settimane fa. Domenica prossima o, molto più probabilmente, domenica 13 potrebbe avvenire lo sminamento. Attendiamo, comunque, la Prefettura”.

Fonte: http://www.genova24.it/2011/02/recco-ritrovata-la-bomba-mancante-prevista-nuova-maxi-evacuazione-7372

Perchè la bonifica bellica

Recco seconda bomba d'aereo in meno di quindici giorni e sempre nello stesso cantiere.

(AGI) - Recco (Genova), 1 feb. - Una bomba della seconda guerra mondiale e' stata rinvenuta a Recco, nella stessa via dove quindici giorni fa era stato scoperto un altro ordigno inesploso (500 chili di tritolo) che aveva portato all'evacuazione di 4500 residenti della cittadini durante l'operazione di sminamento. Il ritrovamento e' avvenuto in un cantiere in via XXV Aprile nella cittadina ligure del Golfo Paradiso a pochi metri da quella rinvenuta nel gennaio scorso.
  Al momento sul posto ci sono i carabinieri della locale stazione mentre l'amministrazionale comunale si e' subito attivata ed e' in attesa delle indicazioni della Prefettura per lo sminamento che, probabilmente, causera' un' altra evacuazione dei residenti nella cittadina rivierasca con la chiusura della A12 e della viabilita' ferroviaria. (AGI) G3/Sep

Fonte: http://www.agi.it/genova/notizie/201102011312-cro-rt10118-ordigno_bellico_rinvenuto_a_recco_probabile_evacuazione

Perchè la bonifica bellica

(ANSA) - PARMA, 31 GEN - Durante i lavori in corso a Parma per il nuovo piano urbanistico e per la nuova stazione, e' stato scoperto un ordigno della seconda guerra mondiale. Nel perimetro della cosiddetta 'zona rossa' sono finiti anche due binari ferroviari per cui, su quelli, dalle 17 e' stata interrotta la circolazione. Per questo motivo Rfi prevede lievi ritardi sulle linee Bologna-Milano (esclusa l'alta velocita'), Parma-La Spezia, Parma-Brescia, Parma-Suzzara. In attesa delle decisioni della prefettura, domani i disagi per i viaggiatori potrebbero aumentare vista la maggiore affluenza di treni. (ANSA).
Fonte:

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/emiliaromagna/2011/01/31/visualizza_new.html_1613521336.html

Perchè la bonifica bellica

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

"Sono un appassionato di reperti del 1915-1945 e a parte fare il recuperante (naturalmente non sposto alcun ordigno bellico), mi piace che la gente ammiri e veda gratuitamente cio' che ha fatto parte della nostra storia ed e' x questo motivo cari amici che vi scrivo chiedendo a qualcuno di voi se vi e' un modo x far si che 3 carri armati tedeschi lasciati in stato di assoluto abbandono in acqua dolce vengano recuperati e restaurati x far si che vi sia la possibilità di ammirare queste cose belle che anno fatto parte di noi e poi abbandonate, se qualcuno sa darmi una risposta seria, concreta e fattibile di modo che queste cose vengano alla luce vi prego di illuminarmi. G.P.

Risposta di Giancarlo Albertin, vice-presidente del Centro Studi Informatico - "La Grande Guerra"

Ciao Giovanni rispondo cortesemente alla tua richiesta, per risolvere il problema che ti hanno posto allora lo sai quanto ci teniamo alla scoperta e riportare alla luce la storia dei nostri nonni che hanno contribuito grazie ai loro sforzi e sacrifici ha costruire questa nazione si può rivolgere per una risposta al seguente indirizzo.
Restando a disposizione Porgo Cordiali Saluti 
Csi Grande Guerra
Giancarlo Albertin 

Perchè la bonifica bellica

Trova residuato bellico e lo porta alla... moglie

19 gennaio 2011
 POMARANCE. Trova un residuato bellico, forse della seconda guerra mondiale, lo raccoglie e lo porta a casa a far vedere alla moglie. È quest'ultima a capire che la situazione può essere rischiosa e chiamare i carabinieri. Sul anche gli artificieri. L'ordigno, che per fortuna non era più in grado di nuocere, è stato messo in sicurezza.

Fonte: http://iltirreno.gelocal.it/pontedera/cronaca/2011/01/19/news/trova-residuato-bellico-e-lo-porta-alla-moglie-3216563

Perchè la bonifica bellica

Montemarcello: ordigni bellici nel vecchio forte

12 gennaio 2011

Gli abitanti di Montemarcello rischiano di essere evacuati a causa di una di una Santabarbara ritrovata all’interno della Batteria Chiodo. Il rinvenimento è avvenuto ieri mattina da alcuni operai che stavano lavorando all’interno del Forte che è in fase di ristrutturazione. Scavando all’interno dell’ex Batteria, in mezzo al fango sono spuntate una decina di proiettili utilizzati per i cannoni dell’antiaerea che durante la Seconda guerra mondiale si trovano nel forte che sovrasta il Golfo dei poeti. Il munizionamento, rimasto alle intemperie per oltre sessanta anni, è in pessime condizioni e pertanto anche la rimozione degli ordigni è subito apparsa difficoltosa. Inoltre è possibile che sotto alle bombe ritrovate ve ne siano altre ancora nascoste dal fango. Infatti la zona è abbandonata da anni e invasa da sterpaglia e sassi che potrebbero nascondere altre pericolose munizioni risalenti anch’esse alla Seconda guerra mondiale.

Fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/la_spezia/2011/01/12/ANXUNIcE-montemarcello_ordigni_bellici.shtml

Perchè la bonifica bellica

Comune "chiude" bosco Bellia per bombe
Ordigni bellici a Piazza Armerina

Un'ordinanza prevede oltre un chilometro e mezzo di recinzioni

di Roberto Palermo   
Mercoledì 12 Gennaio

Piazza Armerina - Il Comune mette il lucchetti su una parte dei boschi per bombe. Recinzioni previste per oltre un chilometro e mezzo, cartelli e segnaletica di pericolo su una vasta area attorno ai boschi di Santa Caterina in via cautelare per via degli ordigni bellici risalenti alla seconda guerra mondiale, sparpagliati più di mezzo secolofa tra gli alberi della zona dopo lo scoppio di una polveriera. Il sindaco Carmelo Nigrelli ha firmato un'ordinanza con cui ha disposto il divieto di accesso e la temporanea inagibilità del bosco Bellia, nella riserva naturale orientata Rossomanno-Grottascura-Bellia, per il continuo rinvenimento di ordigni bellici risalenti alla seconda guerra mondiale e i conseguenti pericoli all’incolumità pubblica.

Di recente, nel corso di alcune operazioni di bonifica, il 28 e 29 ottobre del 2010, vennero trovate 47 bombe inesplose. L’ispettorato Infrastrutture dell’esercito ha scritto agli uffici comunali: "Esiste un grave rischio di presenza di ordigni bellici interrati che potrà essere eliminato solo con la bonifica a carico dell’ente proprietario". E ha consigliato la recinzione dell’area. Adesso l’ufficio Tecnico si occuperà di predisporre e installare la recinzione e la segnaletica di pericolo, mentre alla Protezione civile è stato assegnato il compito di concordare via corrispondenza con i militari le modalità di avvio di una fase di bonifica e messa in sicurezza delle aree.

Una prima fetta di bosco dovrà essere resa inaccessibile con la realizzazione di una vera e propria recinzione metallica di 1.600 metri. Mentre un’altra area, ricadente nella zona A della riserva, compresa tra la strada statale 288 per Aidone, la strada di asfalto che parte dalla statale, all’altezza del distaccamento dei vigili del fuoco e arriva fino al serbatoio idrico dell’Ingarronato, i confini territoriali dei comuni di Aidone ed Enna, sarà in via cautelare vietata all’accesso, ma non recintata, con l’installazione a cura dell’ufficio Tecnico di manifesti e segnaletica di pericolo. 

Il 24 agosto del 2009, nei boschi di contrada Santa Caterina, durante le operazioni di spegnimento di un incendio, si verificarono ben 6 esplosioni. Nell’ottobre dello stesso anno altri 11 ordigni bellici inesplosi erano stati rinvenuti dal Corpo Forestale sempre nella zona di Santa Caterina e poi fatti brillare dall’esercito.

Fonte: http://www.ilgiornaledienna.it/notizie/cronaca/9312-comune-qchiudeq-bosco-bellia-per-bombe-ordigni-bellici-a-piazza-armerina.html

Perchè la bonifica bellica

Adrano: rinvenuti altri due ordigni bellici


A distanza di circa 24 ore dal primo ritrovamento sono state ritrovate altre due bombe da mortaio da 81 millimetri e lunghe circa 25 centimetri nello stesso punto, ovvero nel cantiere di lavoro dove dovrà nascere la nuova chiesa di San Paolo a nord della città. Questa mattina si è registrato lo stesso copione: l’evacuazione della zona, strade bloccate e artificieri della Polizia a lavoro. Gli ordini sono stati portati in una cava dismessa sempre ad Adrano e poi fatti brillare. Alle operazioni, che si sono concluse alle 14:00, hanno partecipato oltre alla Polizia di Stato, i Vigili del Fuoco del distaccamento adranita, la Polizia Municipale e la Misericordia. Secondo gli investigatori i residuati bellici potrebbero essere stati portati involontariamente sul posto da alcuni camion che trasportavano terra e pietre (che dovevano servire da riempimento)provenienti da materiale di scavo della metropolitana che si sta svolgendo nella vicina contrada Naviccia. Visto il numero degli ordigni trovati occorrerà quindi bonificare le due aree interessate. Infatti non si esclude la presenza di altre bombe. Sarà necessario interrompere i lavori per qualche giorno.
Fonte: http://www.videostartv.net/?p=2294

Segue commento...

Perchè la bonifica bellica

04/01/2011

Biografiadiunabomba saluta il 2010 con la curiosa notizia del 16 dicembre:

“Uno sportivo residente ad Ostia, mentre è impegnato a confrontarsi con il proprio allenamento nella pineta di Castel Fusano per caso nota un residuato bellico presumibilmente risalente la seconda guerra mondiale, naturalmente l'uomo allerta immediatamente le Forze dell'Ordine che in tempo reale ripristinano la sicurezza del luogo”.
Poi la sosta, le festività trascorse tra famigliari, parenti, amici di ieri e non solo.
Ma il giovane anno per biografiadiunabomba si presenta già in piena forma, infatti l'esordio è incredibile:
“Un'anziana vedova residente nel comune di Padova per bloccare una particolare porta del proprio appartamento decide di utilizzare una vecchia bomba a mano da sempre custodita in una vetrina dal defunto marito. Questo bizzarro fermaporte del tipo esplodente e magari anche a frattura prestabilita, termina l'improprio compito quando il nipote dell'anziana le rende visita per gli auguri di fine anno. Naturalmente la nonnina, accoglie con notevole entusiasmo il giovane parente. A quest'ultimo non gli sfugge un particolare tanto incredibile, quanto pericoloso: Vede una bomba a mano posata al fianco di una porta. Il giovanotto superato l'empasse del momento, allerta immediatamente i Carabinieri di zona, i quali subito segnalano la presenza del residuato bellico ai propri artificieri che giunti sul posto decidono di portarsi via il tremendo manufatto bellico. In pratica una storia a lieto fine, anche perchè molto probabilmente la bomba a mano sarà donata a qualche Museo della zona”.


Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

MONTECASSINO - Artificieri all'opera per disinnescare 3 ordigni bellici

21 dicembre 2010

MONTECASSINO - Una squadra di artificieri di Roma farà brillare oggi 3 ordigni bellici emersi nella zona che circonda l’Abbazia Benedettina, risalenti alla Seconda Guerra Mondiale rinvenuti in una proprietà di privata. Sarà presente per il Parco regionale dei Monti Aurunci il Commissario straordinario Iris Volante. A individuare le tre bombe che sono state custodite dal terriccio per oltre sessant’anni, è stato Giovanni Pacitto proprietario di un terreno che ricade all’interno del Monumento naturale di Montecassino che, lo ricordiamo, è stato istituito dalla Regione Lazio nell’aprile scorso ed affidato in gestione all’Ente Parco degli Arunci. La zona dell’intervento sarà quella relativa alla località di Colle Maggio che dalle ore 10 di domani (martedì 21 dicembre) sarà evacuata ai fini della rimozione delle tre bombe dagli uomini del Sesto Reggimento Genio Artificieri di Roma. E’ il primo intervento di tutela che il Parco dei Monti Aurunci svolge nell’area protetta di Montecassino ed è anche la prima azione che effettuerà in collaborazione con i residenti della zona. “Siamo soddisfatti che i proprietari di questi terreni abbiano cominciato ad accettare l’istituzione del Monumento di Montecassino ad area protetta – dichiara il direttore Giuseppe Marzano – e superato le iniziali perplessità. Lo dimostra il fatto che per risolvere il problema hanno sollecitato il Parco affinché intervenisse per salvaguardare la loro incolumità. L’affidamento della gestione del Monumento di Montecassino al Parco dei Monti Aurunci potrà dare alle famiglie residenti ed al territorio soltanto benefici e vantaggi, in termini di protezione dell’ambiente e di sviluppo”.

Fonte:

http://www.ultimissime.net/Cronaca/MONTECASSINO-Artificieri-all-opera-per-disinnescare-3-ordigni-bellici.html

Perchè la bonifica bellica

Scavi alla rete gas, emerge residuato bellico

16/12/2010 15:13

Dei lavori alla rete del gas, hanno dato alla luce un residuato bellico. In via Perosio nel quartiere di Albaro a Genova, gli operai stavano effettuando uno scavo ma con sorpresa, e un po di spavento, è stato scoperto qualcosa di veramente antico. Al momento sono in corso gli accertamenti con i vigili del fuoco e la polizia municipale.

Fonte: http://www.primocanale.it/news.php?id=81345

Segue commento...

CASTEL FUSANO, FA JOGGING IN PINETA E TROVA ORDIGNO BELLICO

16 dicembre 2010

Un ordigno bellico, presumibilmente della seconda guerra mondiale, è stato trovato nel pomeriggio a Ostia da un uomo che faceva jogging nella pineta di Castel Fusano. L'uomo ha dato l'allarme a una pattuglia della polizia municipale del Gruppo XIII che si trovava in zona. Dalle prime informazioni sembra si tratti di una bomba a mano americana della seconda guerra mondiale. Sul posto polizia municipale e carabinieri
Fonte: http://roma.repubblica.it/dettaglio-news/roma-17:02/5079

Segue commento...

 

RINVENUTA BOMBA D'AEREO RISALENTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE

Massa, 13 dicembre 2010 - Alcuni operai che stavano effettuando lavori agricoli hanno trovato, vicino alla caserma dei carabinieri, una bomba della Seconda Guerra mondiale. L'ordigno era in un terreno di Villafranca in Lunigiana. I carabinieri hanno subito allertato gli artificieri dell'Esercito che hanno recuperato l'ordigno sganciato da un aereo durante il conflitto mondiale.
 
La bomba è stata trasportata nella cava Monteporro a Calamazza, nel comune di Aulla dove domattina sarà fatta brillare. Per consentire le operazioni degli artificieri, il sindaco di Aulla Roberto Simoncini ha emesso una ordinanza di sgombero da domattina alle 8 fino alle 14 per una distanza di cento metri dal luogo della cava Monteporro.
Fonte: http://www.lanazione.it/massa_carrara/cronaca/2010/12/13/428635-trovato_ordigno_bellico_della_seconda_guerra_mondiale.shtml

Perchè la bonifica bellica

Bari, il bombardamento del porto diventa documentario

“Voll besetz” – “completamente pieno”: è la mattina del 2 dicembre 1943 quando Werner Hahn, pilota di un ricognitore tedesco, comunica alla sua base che il porto di Bari è gremito di navi. Allo Stato Maggiore della Luftwaffe in Italia non aspettano altro. La stessa sera 105 bombardieri tedeschi JU 88 colgono completamente di sorpresa le difese alleate: alla fine dell’incursione 17 navi saranno distrutte, il porto di Bari sarà reso inutilizzabile per molte settimane.
Ma non è finita: centinaia di marinai e di cittadini si recano negli ospedali: non hanno preso fuoco, non hanno ferite, ma cominciano ad averi eritemi sulla pelle, bruciature agli occhi, problemi respiratori: molti iniziano inspiegabilmente a morire.
Perché? Che cosa sta succedendo? Quale segreto militare si celava dietro questi strani decessi?
E’ Eisenhower stesso ad inviare un suo ufficiale medico per fare luce sugli avvenimenti: un mercantile americano, la John Harvey, trasportava un segretissimo carico: bombe all’iprite - un velenosissimo gas letale - vietato dalle Convenzioni di Guerra del 1925. E’ esploso nel porto, ha disperso nell’aria le sue 550 tonnellate di gas mortale.
Una rigidissima censura militare verrà imposta sugli avvenimenti di Bari. Tutta la documentazione viene classificata e diventa Top Secret; ad imporre la segretezza è Churchill stesso, che nei documenti britannici fa eliminare qualsiasi riferimento all’iprite, in profondo contrasto con gli americani.
Perché il bombardamento aereo del Porto di Bari è stato uno dei maggiori segreti della 2. Guerra Mondiale? Perché gli Alleati trasportavano una nave carica di armi chimiche in Italia? A cosa serviva? Perché Churchill, ostinatamente, negherà sempre, di fronte all’evidenza, che a Bari vi fosse dell’iprite? Davvero i tedeschi vennero a sapere che a Bari era scoppiata una nave carica di iprite? Chi era a conoscenza del carico di iprite a Bari quando la nave scoppiò? Fu fatto tutto il possibile per salvare le vite umane o furono sacrificate in nome della segretezza militare?
Il documentario sarà strutturato come un'investigazione. Gli eccezionali documenti d’inchiesta originali ritrovati nei vari archivi sparsi nel mondo costituiranno la base per la realizzazione del documentario, insieme alle interviste di alcuni testimoni ancora in vita.

Fonte: http://www.sdcinematografica.com/index.php?code=progetti_pagina_4_543

http://www.youtube.com/watch?v=stkcRwCDW1M&feature=player_embedded
(La notizia di Antenna Sud)

http://www.youtube.com/watch?v=LwTKnpYtUbg
(Il trailer del documentario)

Ordigno bellico rinvenuto a Sala Cresce l'attesa per il disinnesco

ISTRANA. La frazione di Sala attende di sapere quando verrà disinnescata la bomba rinvenuta la scorsa settimana in via Donatori del Sangue, in un campo nei pressi dell'area artigianale. L'ordigno - sganciato da un aereo durante la prima guerra mondiale - è stato subito messo in sicurezza dai carabinieri dal momento che rappresenta un potenziale pericolo. La Prefettura ha già avviato la macchina organizzativa per procedere al disinnesco della bomba. A Sala arriverà una squadra specializzata di artificieri che valuterà se rendere inoffensivo l'ordigno in loco o se trasportarlo in uno spazio aperto e lì farlo brillare. Generalmente gli ordigni bellici vengono fatti esplodere nelle cave di Bidasio. Il sindaco Enzo Fiorin ed il comandante dei carabinieri attendono la comunicazione, da parte della Prefettura, dell'arrivo degli artificieri.
Fonte:
http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2010/12/11/news/ordigno-bellico-rinvenuto-a-sala-cresce-l-attesa-per-il-disinnesco-2950172

 

 

Perchè la bonifica bellica

 

Bomba nel Milanese
Domenica stop treni Mi-Ve

Il traffico ferroviario lungo la linea Milano-Venezia subirà  un’interruzione del servizio dalle 8.30 alle 12, per la rimozione e neutralizzazione di un residuato bellico della Seconda Guerra Mondiale, rinvenuto a Cassano d’Adda
Milano, 9 dicembre 2010 - Un residuato bellico della Seconda Guerra Mondiale, rinvenuto a Cassano d’Adda, nel Milanese bloccherà il traffico ferroviario lungo la linea Milano-Venezia dalle 8.30 alle 12 domenica prossima. E' stata scelta, infatti, la data di domenica 12 dicembre per neutralizzazione la bomba della Seconda Guerra Mondiale. "Puntiamo però a ridurre i disagi e concludere questa fase entro le 11", assicurano dall’Esercito.
 
Le operazioni di bonifica, condotte dal 10/o Reggimento Genio Guastatori di Cremona, dureranno circa sette ore. L’intervento di messa in sicurezza, coordinato dalla Prefettura di Milano, inizierà alle 8.30 con il disinnesco della bomba da 500 libbre che verrà poi spostato alla cava di Cassano dove verrà fatto brillare entro le 17.
 
I residenti della zona non verranno evacuati grazie ad alcuni lavori di barricamento e trinceramento progettati dai genieri, mentre squadre di pronto intervento sono state attivate per l’eventuale disattivazione temporanea dei sottoservizi.

Fonte:
http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2010/12/09/426779-bomba_milanese.shtml

 

Perchè la bonifica bellica

Rinvenimenti a cura del 10° Reparto BCM Napoli
a Pignataro Maggiore (Caserta)

Segue commento...

Perchè la bonifica bellica

4 dicembre - S. Barbara

Santa Barbara è protettrice di artificieri, genieri, marinai, Vigili del Fuoco e non solo. Infatti la Santa è festeggiata anche da minatori, sminatori e tante altre figure professionali. Naturalmente anche il Mondo BCM (rastrellatori, assistenti, dirigenti ecc...), oggi 4 dicembre festeggia la propria Santa Protettrice.

Perchè la bonifica bellica

PETACCIATO

Il comune di Petacciato provincia di Campobasso è posizionato su un colle a 250 m sul livello del mare, perciò tatticamente importate ai tempi dello sbarco alleato del 3 ottobre 1943 a Termoli. Ancora oggi è possibile vedere i resti di alcune batterie impegnate a contrastare l'avanzata dell'ottava Armata britannica. In realtà i soldati tedeschi, malgrado avessero minato e danneggiato ogni stabile della modesta struttura portuale, subiscono una furiosa e cruenta battaglia di terra che produce centinaia di vittime militari (su entrambi gli schieramenti) e una cinquantina di vittime civili. Ma non dimentichiamo i bombardamenti aerei tattici a sostegno dell'avanzata alleata della 12 Air Force patiti dalla popolazione del comune di San Rocco (15 e 18 ottobre 1943).

GIUGNO 2010

L'estate travolge i petacciatesi, tra numerosi eventi culturali e musicali, sagre gastronomiche e non solo, in sostanza si preparano ad accogliere e soddisfare le esigenze dei già numerosi villeggianti. Tuttavia l'amministrazione comunale non perde di vista le quotidiane problematiche territoriali: “ambientali, agricole, edili, ecc...”, nonché lavori di semplice manutenzione atti a prevenire pericolose emergenze. In questo contesto, un gruppo di manutentori comunali intenti a ripulire un canale di scolo intasato ed adiacente un tratto di strada interrotta, rinviene alcuni residuati bellici risalenti la seconda guerra mondiale. Una sensazione di sbigottimento investe i lavoranti, si fermano, comprendono il pericolo del momento e celermente allertano il responsabile dei lavori, il quale segnala l'accaduto ai Carabinieri di zona che, rapidamente si recano sul posto. I militari dell'Arma recintano l'area infestata dalle bombe, impedendo l'accesso ad eventuali curiosi e comunicano l'imprevisto alla Prefettura di Campobasso. L'occasionale circostanza chiama in causa l'Undicesimo Reggimento Genio Guastatori con base a Foggia. Infatti dopo qualche ora il Capitano Michele Manna e i suoi uomini giungono sul luogo, esaminano le granate, scrutano ogni particolare dell'area a ridosso della strada e non escludono la presenza di altre bombe interrate. Il Capitano Manna pianifica con il Capo Sezione del Decimo Reparto Genio Infrastrutture Napoli il Dott. Mario Attardi, un lavoro di ricerca strumentale BCM all'interno del canale di scolo. Napoli per questo delicato lavoro invia l'assistente tecnico e artificiere Amedeo Postiglione e il rastrellatore artificiere Salvatore Beneduce. Le operazioni di ricerca si presentano difficoltose e lente a causa dei numerosi rinvenimenti di granate, bombe da mortaio e quant'altro. Ma per la squadra di Michele, Amedeo, Salvatore e tanti altri loro colleghi tutto ciò rappresenta il quotidiano, infatti giornalmente rinvengono o distruggono questi mortali testimoni delle guerre trascorse in Italia. Uomini che hanno dedicato la propria vita al mondo della bonifica bellica EOD o BCM, magari stornando parte del proprio privato a favore di questa strana, amata, odiata, snobbata, nascosta, adorata professione.

Giovanni Lafirenze

Canale di scolo adiacente la strada interrotta

Bombe da mortaio

Capitano Michele Manna, Amedeo e Marco Postiglione

 

Perchè la bonifica bellica

Il Comune di Piazza Armerina ( Enna) e precisamente i sentieri che tracciano i boschi in località Santa Caterina, ospitano numerosi appassionati della mountainbike. Naturalmente l'area è curata, seguita e gestita dal Corpo Forestale. Uomini in grado di confrontarsi con quotidiani problemi di ogni statura:


2009

“...Infatti già nell'agosto 2009, mentre erano intenti a soffocare atroci fiamme che distruggevano il sottobosco, udivano strane esplosioni. Ovviamente il Corpo Forestale intuiva il problema perciò richiedeva urgenti operazioni di bonifica bellica sistematica, in grado di rinvenire numerosi residuati bellici. Sempre in quei giorni il Corpo Forestale lanciava un nuovo allarme: “il bosco necessita di successive bonifiche”. I guardiani del bosco notavano in altra area del parco una bomba da mortaio tra i solchi lasciati dai giovani ciclisti. Stessi allarmi partivano da alcuni raccoglitori di verdure che muniti di zappette involontariamente stuzzicavano residuati bellici celati da qualche centimetro di terreno. Naturalmente i militari del Genio Guastatori di Palermo raccoglievano le bombe rinvenute e le smaltivano all'interno di una cava nel territorio di Montagna Gebbia. Tuttavia la vicina ex polveriera creava enorme preoccupazione (esplosa ai tempi della seconda guerra mondiale). Infatti mentre i tecnici comunali cercavano di studiare una definitiva soluzione al grave problema, il Corpo Forestale lanciava numerosi appelli ai frequentatori del bosco...”

2010

Le operazioni di bonifica bellica sistematica proseguono per mezzo del team BCM Massarotti e coadiuvate dal Decimo Reparto Infrastrutture Napoli.

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica


A Sinistra L'assistente tecnico BCM e artificiere Amedeo Postiglione - X Reparto Infrastrutture Napoli

Due rastrellatori BCM del Team Massarotti

Perchè la bonifica bellica

Aumentano gli incidenti dovuti alle bombe inesplose


Di Marco Managò

Quest’intervista fa seguito a quella pubblicata lo scorso 25 marzo 2010, in cui Giovanni Lafirenze, addetto alla bonifica degli ordigni inesplosi sul territorio italiano, esperto del settore, forniva un quadro della situazione. L’intervistato ricordava quanto “le guerre non terminano mai con una stretta di mano televisiva, ma continuano sepolte, affondate e nascoste”. Lamentava, inoltre, l’insufficiente spazio che i media dedicano all’argomento, salvo “quando il rinvenimento del residuato bellico crea notevole e vasto disagio ferroviario o autostradale”. Una scarsa informazione che non apporta un contributo serio a una prevenzione divenuta indispensabile, visto l’altissimo (e sottaciuto) numero di ordigni scaricati dagli Alleati sul nostro territorio.
A fronte di una nuova problematica affiorata negli ultimi mesi, relativa a un notevole crescendo di ferimenti da parte di distratti “collezionisti” o a causa di singoli rinvenimenti di ordigni, si è reso necessario effettuare una disamina e un monito.

In questi ultimi mesi in cui, purtroppo, gli eventi di ferimento si sono moltiplicati, ha riscontrato un parallelo e proficuo interesse da parte dei media e delle altre testate giornalistiche?

Il fenomeno dei ferimenti, a causa dei residuati bellici, impercettibilmente ha destato una maggiore attenzione della stampa locale; al contrario, le grandi testate nazionali hanno continuato a ignorare le gravi e incalzanti notizie.

La sensazione è che la cronaca locale sia propensa a considerare la questione come “fenomeno di costume”. E’ proprio così o c’è qualche ragione più profonda che ha fatto precipitare la situazione?

Forse qualcuno pensa al recupero bellico come fenomeno di costume, ma in realtà non è così. In Italia, e non solo, la bonifica bellica deve seguire ordinamenti ben precisi principalmente rivolti nei confronti della sicurezza dei cittadini, eventuale committente e non per ultima quella di chi opera. Tuttavia il consistente aumento di incidenti e fermi di questi ultimi mesi chiama in causa il recupero bellico non autorizzato.

Dietro la detenzione di ordigni inesplosi c’è soltanto una pura incoscienza da “collezionista” o c’è anche l’intenzione di riciclare l’esplosivo per altri usi?


Non comprendo a fondo le motivazioni in grado di spingere una persona a detenere, o custodire all’interno della propria abitazione, materiale esplodente (residuati bellici o quant’altro), La cronaca di questi ultimi mesi ha evidenziato una perfetta assenza di buon senso. Un esempio per tutti consiste proprio con l’arsenale rinvenuto in Via Giovanni Giorgi, nel quartiere Portuense a Roma. In alcuni casi, a seguito di perquisizioni nei locali, si riscontra la volontà di detenere esplosivo per riutilizzarlo.

Ci può elencare alcuni dei fatti più incresciosi degli ultimi mesi?

In questi ultimi mesi i residuati bellici hanno colpito e ferito a Roseto degli Abruzzi (TE), a Riesi (CL), Darfo Boario Terme (BS), Lecco, Ponte Lambro (CO) e Modena. Ma non sono mancati episodi davvero particolari, come la bomba da mortaio posata al centro strada di Via Alberone a Nettuno (RM) e centrata di netto da un automobilista in transito; per fortuna la granata non è esplosa, in quanto (parere personale) priva di spoletta e semivuota.

Quali sono, secondo lei, le iniziative da intraprendere per sensibilizzare maggiormente la collettività e coinvolgere anche l’informazione nazionale?

Un’ipotesi sarebbe costituire un affidabile gruppo di studio che possa interagire con i canali informativi.

Come è considerata la detenzione di materiale bellico nel nostro ordinamento? A cosa può andare incontro, oltre agli incidenti domestici, l’incauto “collezionista”?

Il collezionista, quello vero, segue sempre sia l’attuale legislazione sia le regole del buon senso, infatti recupera gavette, mostrine, elmetti e tutto ciò che appaga il proprio desiderio di conoscenza storica ed evita ogni contatto con granate o altro materiale esplodente. Al contrario non è possibile considerare “collezionista” colui che cerca, detiene, smonta manufatti bellici inesplosi. Questa figura è consapevole di commettere una serie di reati, è cosciente dei rischi che procura a se stesso e a terze persone. Naturalmente, se individuato, rischia una denuncia o, nei casi più eclatanti, l’arresto.

E’ azzardato affermare che detenere in casa vecchie bombe sia un pericolo anche per i restanti condomini, ignari del tutto?

Certamente, la detenzione inizia nel momento in cui l’incauto recupera un residuato bellico, violando ogni normativa legale e di sicurezza. L’uomo scava, individua la granata e già si espone ai primi rischi, perché elimina il terreno che copre corpo e ogiva di un manufatto che non riconosce. Successivamente la carica in automobile e si avvia verso la propria abitazione, lungo il tragitto il residuato, oltre a subire pericolosissime sollecitazioni, crea pericolo a ogni ignaro automobilista o pedone che incrocia. Giunto a casa, l’incauto trasporta la granata all’interno del box, luogo a suo dire idoneo a lavorare il pezzo esplosivo, evitando di considerare che in questo momento la condizione di assoluto pericolo si estenda a tutto il condominio o villette adiacenti.

In quale modo si deve comportare il singolo nel caso di rinvenimento occasionale?

I lavoranti che rinvengono un residuato bellico allertano il responsabile del cantiere, il quale blocca ogni operazione all’interno dell’area e segnala la presenza della bomba presso le forze dell’ordine competenti per zona; questa procedura è identica per ogni ritrovamento in terraferma o acque interne. Al contrario, per segnalare un probabile ordigno in mare occorre recarsi presso la Capitaneria di Porto o Guardia Costiera competente.

Quali sono le zone italiane in cui è necessario prestare maggiore accortezza in quanto soggette in passato a bombardamenti massicci?

A partire dall’11 giugno del 1940 alcune città italiane patiscono i primi bombardamenti. Il 10 luglio del 43, per mezzo dello sbarco in Sicilia, l’Italia patisce la guerra di terra: bombardamenti aerei di sostegno ai movimenti delle truppe militari, granate, mine, e tutto questo mentre la guerra di terra si sposta sempre verso nord, sulla linea Gustav (dal Garigliano al Sangro), Montecassino (FR), Ortona (CH), San Pietro Infine (CE), gli sbarchi di Salerno e Anzio (RM). Compresi gli eventi romani: i bombardamenti sulla capitale, Frascati, la battaglia di Porta San Paolo. Molte munizioni sono state sepolte o affondate, perciò non credo ci siano nel Belpaese località dove non sia necessaria un’accurata attenzione: ho sempre affermato che l’Italia è una vera discarica bellica.

In un Paese come il nostro, non ancora completamente sminato, è possibile l’incidente per urto accidentale, soprattutto nelle campagne o nelle zone periferiche non ancora seppellite dal cemento?


Sì, nel passato ci sono stati diversi casi anche mortali: ad Asiago (VI), San Lazzaro di Savena (BO), ecc. Non è possibile abbassare la guardia o mostrare superficialità al problema.

Le nostre metropoli poggiano davvero su tappeti di bombe che forse rimarranno lì per secoli?

Non è possibile rispondere a questa domanda, certo l’Italia nel corso delle due guerre mondiali è stata permeata di residuati bellici inesplosi di ogni genere. La sequela di rinvenimenti che rintraccio via internet è spaventosa, ma non può rendere alcuna idea.

Ci può fornire una stima di quante siano le istituzioni, pubbliche e private, nonché gli addetti coinvolti nell’opera di bonifica? Sono in misura sufficiente o sarebbe necessario un maggior numero?

In Italia il compito di gestire, seguire e collaudare ogni lavoro di bonifica bellica preventiva è affidato a due uffici BCM (bonifica campi minati): il 10° Napoli, competente per il centro sud, il 5° Padova, responsabile per il centro nord; questi uomini, inoltre, impegnano la propria professionalità a difesa di agricoltori, popolazioni urbane, ecc. Li vedrete viaggiare nei loro piccoli pullman verde oliva e raggiungere le località più remote. Ancora: sono d’ausilio e prodighi di consigli nei confronti di tutti noi addetti BCM.
Il mondo BCM include, a oggi, un buon numero di imprese collocate su tutto il territorio nazionale, ognuna di queste (grande o piccola) è dotata di notevole competenza e professionalità. La bonifica occasionale, viceversa, è portata a buon fine dai Reparti Genio EOD (explosive ordinance disposal): questi tecnici intervengono nel momento in cui una ditta edile o un contadino rinvengano, occasionalmente, un residuato bellico; diffondere sicurezza è un loro “status mentis”.
Tocca a loro organizzare le operazioni del residuato bellico da distruggere nonché restituire la tranquillità persa a causa dell’ordigno. Nonostante tutto ciò, l’Italia è, parere personale, un’infinita discarica bellica impossibile da bonificare del tutto.
Fonte: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=5096

Perchè la bonifica bellica

Ordigno a due passi dal duomo

24/11/2010

Malo. L'alluvione fa riaffiorare gli ordigni bellici nell' Altovicentino. Uno di questi è saltato fuori nel cuore di Malo, proprio di fianco al duomo e a poche decine di metri dalla casa di riposo e dall'ex ospedale, ora Rsa.
Il ritrovamento è avvenuto all'interno del cantiere edile per il restauro delle ex scuole elementari del paese, al civico 2 di via Roma, acquistate dall'agenzia assicurativa Assiteam. Una ventina di giorni fa gli operai stavano scavando nell'area esterna, quando all'improvviso sono incappati in un proiettile di cannone, di almeno 20 cm di larghezza.
Immediato lo stop dei lavori per consentire l'intervento di messa in sicurezza da parte dei carabinieri che in via temporanea hanno sigillato il pezzo d'artiglieria all'interno di un pozzetto di cemento con coperchio, in attesa degli artificieri per il completamento della bonifica.
Da allora però sono passati molti giorni e il proiettile continua a giacere all'aperto, appoggiato sul terreno, proprio sul bordo di uno scavo profondo qualche metro. Il rischio è che in caso di piogge abbondanti, che certo non mancano in questi giorni, possa esserci un piccolo smottamento conseguenze potenzialmente pericolose.
Dall'analisi effettuata dai militari dell'Arma infatti l'ordigno risulta tutt'ora funzionante, anche se non si è riuscita a stabilire con precisione la tipologia: tra le ipotesi ci sono quelle di un contenuto a base di un miscuglio polveri da sparo oppure di gas.
«Abbiamo seguito le procedure indicateci dai carabinieri – ha spiegato Michelangelo Scarpinato, uno dei titolari della proprietà – quindi da oltre due settimane i lavori esterni non vanno avanti. Anche se all'interno si può proseguire, siamo comunque in una situazione di disagio. Le chiamate in Prefettura sono ormai quotidiane, l'attesa sta diventando davvero troppo lunga. Inoltre c'è preoccupazione anche sul fronte sicurezza: alla fine il proiettile è all'aperto, se qualche malintenzionato saltasse dentro di notte e tentasse di prenderlo, cosa potrebbe succedere?».
Sembrerebbe che la proroga dell'intervento sia stata causata dal sovrapporsi di emergenze verificatesi nelle ultime settimane per il maltempo in tutta la provincia.Ma questa mattina dovrebbe essere la volta buona.
In questi giorni ci sono stati altri due rinvenimenti di ordigni bellici, in via Offiche a Valli del Pasubio nell'ambito di lavori di ristrutturazione di una casa, e in via Gecchelina a Monte di Malo.in ambedue i casi i carabinieri sono già intervenuti per mettere in sicurezza la situazione, in vista dell' intervento di oggi da parte degli artificieri.
Silvia Dal Ceredo

Fonte: http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Provincia/203844_ordigno_a_due_passi_dal_duomo/

Perchè la bonifica bellica

Queste immagini in grado di rappresentare pochi istanti del mio percorso professionale (BONIFICA BELLICA SISTEMATICA) è rivolto come esempio nei confronti di chi ancora oggi ignora l'importanza di questa professione esclusivamente orientata nei confronti della sicurezza altrui....

Perchè la bonifica bellica

Caro Giovanni ho letto con interesse l'articolo di “biografia di una bomba” inerente l'abolizione D.L.Lgt. 320/46. Trovo decisamente discutibile abolire un articolo senza produrne uno nuovo. Per quanto, riguarda la bonifica bellica in Italia, non afferro le giuste parole per commentare una lacuna del genere. Tuttavia spero che questa delicata situazione venuta a crearsi si risolva al più presto.

Porgo Cordiali Saluti
Giancarlo Albertin.

(Vice Presidente Centro Studi Informatico “La Grande Guerra” e collaboratore del Museo Grande Guerra in Canove - Vicenza)

Perchè la bonifica bellica

Ordigno bellico a vista

rinvenuto un ordigno bellico (probabile bomba da mortaio) nel territorio di Altamura (Bari)...Un gruppo di volontari del Wwf nel corso del proprio servizio di vigilanza all'ambiente notano il piccolo residuato bellico. Immediatamente allertano le autorità competenti.

Fonte: http://www.laltramolfetta.it/pages/news_zoom.asp?id_news=7932

Perchè la bonifica bellica

Intervento del Brigadier Generale Antonio Torregrossa Già Capo Sezione B.C.M. della ex
6a Direzione Genio Militare (Bologna)

Caro Lafirenze, ho trovato su internet il D.L. 15.03.2010, n. 66 (G.U. 08.05.2010, n. 106) avente per oggetto "Codice dell'ordinamento militare". Ho scorso tutti i 2272 articoli, ma nell'elenco delle Leggi soppresse non ho trovato il nostro D.L.Lgt. 320/46. Ho trovato importante l'articolo 1906 "Provvidenze a favore delle vittime di ordigni bellici in tempo di pace" che indica tra i "beneficiari" le vittime...."per scoppio di armi e ordigni esplosivi lasciati incustoditi o abbandonati dalle F.A. in tempo di pace in occasione di esercitazioni combinate o isolate". Possibile che a nessuno (e dico a nessuno) dei collaboratori (?) che hanno ispirato l'articolo, non sia venuto in mente che dovevano e devono essere inclusi anche i danni provocati dallo scoppio di armi e ordigni esplosivi lasciati incustoditi o abbandonati (o lanciati e non esplosi), dalle opposte fazioni belligeranti in tempo di guerra?! Ciò fa parte del progressivo programmato disinteresse per quello che era uno dei prioritari compiti istituzionali delle FF.AA.. Sarebbe ora che qualcuno a chiare lettere emanasse precise indicazioni su quale è ora l'Istituzione responsabile delle bonifiche e di chi sono tutte le eventuali responsbilità derivanti dall'incarico. Con affetto e simpatia la saluto caramente.


Perchè la bonifica bellica

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

1. La valutazione preliminare del rischio bellico residuo di un’area progettuale è attività di analisi rischi residui prevista e con un profilo di responsabilità riconducibile direttamente a legislazione attualmente vigente in territorio nazionale (Determinazione Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici n 9 del 09/04/2003 - Deliberazione Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici n 249 del 17/09/2003 - Testo Unico Sicurezza [D. lgs 81/2008] e s. m .i. in corso d’opera [Disegno di Legge nr 3222/10].

 2. La suddetta normativa prevede, in caso di rischio bellico residuale documentato per una determinata area progettuale, la necessità di porre in atto tutti gli interventi di antropizzazioni previsti da normativa vigente per la messa in sicurezza del sito (bonifica precauzionale da ordigni esplosivi residuati bellici).
 3. La bonifica da ordigni esplosivi residuati bellici era disciplinata in dettaglio dal D. L. L. 320/1946, descrivente procedure di qualificazione, specializzazione e competenze in materia.
 4. Il complessivo riordino del’ordinamento militare avvenuto con D. Lgs nr 66 del 15 marzo 2010 ha prodotto tra gli altri risultati l’abrogazione del suddetto D. L. L. 320/1946, con carenza effettiva di normativa tecnica riferibile a tale attività, rendendo di fatto e di diritto nulli atti, direttive tecniche, prescrizioni e procedure operative in dettaglio disciplinanti la materia “bonifica ordigni residuati bellici”, emanate a mezzo Nulla Osta e Capitolato Speciale Bcm dai competenti organi esecutivi Ministero Difesa (5° Reparto Infrastrutture Ufficio Bcm Padova – 10° Reparto Infrastrutture Ufficio Bcm Napoli).
 5. E' in fase di produzione una Circolare Ministero Difesa in cui si sospendo le attività descritte dei R.I. di cui al punto 4.), presumo a decorrere dalla data di pubblicazione del D.Lgs n 66/2010.

 Ciò premesso, poniamo i seguenti quesiti di merito:

 1. Eseguita la preliminare valutazione del rischio bellico residuale che tipo di attività dobbiamo prevedere a titolo di procedura operativa di messa in sicurezza per eliminare il rischio bellico residuale nelle aree in fase di progettazione, visto l’eliminazione della precedente procedura?

 2. A chi spetta la responsabilità in caso di mancata messa in sicurezza in sito in attesa di definizione di normativa prescrivente procedura operativa sostitutiva, visto che l’abrogazione della normativa di riferimento associata all’eliminazione dell’ex albo A. F. A. (2003) rende di fatto e di diritto “non responsabili” i dirigente tecnici delle imprese b. c.m.?

 3. A chi spetta la responsabilità in caso di rinvenimento residuati bellici inesplosi od esplosione di ordigno provocante danni materiali o personali in un’area in cui era ampiamente noto e documentato il rischio bellico residuale?

Firmato:
Biografia di una bomba

Perchè la bonifica bellica

MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI.

Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:

l'attività di bonifica degli ordigni bellici residuati della 1a e 2a Guerra Mondiale, intesa come attività di bonifica sistematica preventiva all'esecuzioni di opere comportanti operazioni di scavo era regolata, fino al giorno 8 ottobre 2010, dal decreto legislativo luogotenenziale 12 aprile 1946, n. 320;
il decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, (entrato in vigore il 9 ottobre 2010, all'articolo 2268, n. 258, ha abrogato il citato decreto legislativo luogotenenziale 12 aprile 1946, n. 320. Il pericoloso vuoto normativo che, di fatto, si è venuto a creare con la soppressione della norma in parola ha cancellato anche la successiva regolamentazione emanata dal Ministero della difesa inerente la bonifica sistematica preventiva alla quale, fin dal 1946, le ditte private hanno sempre fatto riferimento nello svolgimento delle loro attività con il proprio personale, addestrato e brevettato dal Ministero della difesa;

l'Associazione di categoria delle imprese bonifiche belliche (ASSOBON) ha fatto rilevare agli interroganti che in particolare si è determinata una assenza assoluta di norme atte a regolamentare un'attività tanto delicata per quanto attiene la sicurezza sui cantieri edili ma anche per la manipolazione degli stessi residuati bellici. Infatti, allo stato attuale, sembrerebbe che chiunque possa eseguire dette operazioni secondo le proprie necessità anche avvalendosi di personale non adeguatamente addestrato ed inoltre si è determinata una preoccupante incertezza sull'esito e sulla prosecuzione delle attività lavorative delle aziende che operano nel settore con un organico complessivo di oltre 1.000 unità;
l'attuale situazione indubbiamente riversa i suoi effetti negativi oltre che sulle economie delle ditte interessate dalle attività di bonifica degli ordigni bellici, anche sulla sicurezza dei cantieri di lavoro, nonché e a maggior ragione sull'incolumità dei lavoratori e dei cittadini residenti nelle aree limitrofe ai medesimi cantieri -:
quali immediati interventi intenderà attuare per porre rimedio all'evidente e grave errore contenuto nel decreto legislativo n. 66 del 2010 e quali immediate iniziative per ristorare gli eventuali danni che l'impropria abrogazione del decreto legislativo luogotenenziale in premessa ha causato e continuerà a causare alle ditte del settore;
se non ritenga opportuno assumere iniziative normative per sospendere l'applicazione del decreto legislativo n. 66 del 2010 ed istituire un'apposita commissione interministeriale con lo scopo di rivedere e correggere i molteplici errori contenuti nella predetta norma al fine di evitare nuovi e maggiori danni dovuti alla grave approssimazione con cui secondo gli interroganti ha lavorato la commissione di esperti e tecnici che hanno operato per redigere l'attuale testo vigente.
(4-09475)

Fonte: http://parlamento.openpolis.it/atto/documento/id/53371

Perchè la bonifica bellica

TROVATE E FATTE BRILLARE 6 BOMBE A MANO

21/11/10 - Sirone -
   Gli artificieri hanno dovuto lavorare non poco, nella mattinata di oggi, domenica 21 novembre, per mettere in sicurezza gli ordigni esplosivi che sono stati ritrovati sabato in Brianza. Le sei bombe a mano, risalenti alla seconda guerra mondiale erano sotterrate in un orto di Sirone. Gli ordigni sono stati fatti brillare dopo che le forze dell'ordine avevano fatto allontanare da casa i residenti della frazione San Benedetto. Tutti i particolari e le fotografie, sul Giornale di Lecco in edicola lunedì 22 novembre.
Fonte: http://www.giornaledilecco.it/leggi.php?artID=1694665

 

Perchè la bonifica bellica

Aveva arsenale e bomba d'aereo in casa

Scoperto dai Carabinieri

(ANSA) - TORINO, 19 NOV - Pistole, fucili, munizioni, una mitragliatrice, polvere nera, armi del XIX secolo e persino una bomba d'aereo: custodiva un arsenale, nella propria villetta di San Mauro Torinese, un uomo di 48 anni che e' stato arrestato per violazione della legge sulle armi.

C'erano anche 23 bombe a mano, un lanciarazzi, della polvere nera, una pistola in dotazione alla Regia Arma dei Carabinieri nel 1814, un fucile risalente al 1856 utilizzato dai bersaglieri e una pistola francese del 1770. (ANSA).
fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/piemonte/2010/11/19/visualizza_new.html_1698598913.html

Segue commento....

 

Perchè la bonifica bellica

Queste immagini in grado di rappresentare pochi istanti del mio percorso professionale (BONIFICA BELLICA SISTEMATICA) è rivolto come esempio nei confronti di chi ancora oggi ignora l'importanza di questa professione esclusivamente orientata nei confronti della sicurezza altrui....

 

Perchè la bonifica bellica

Il Consiglio federale avvia la consultazione per la Convenzione sulle munizioni a grappolo

Berna, 18.11.2010 - Il Consiglio federale ha avviato oggi la consultazione per la ratifica della Convenzione sulle munizioni a grappolo (Convention on Cluster Munitions CCM). La Convenzione proibisce in modo esaustivo l’uso, lo sviluppo e la produzione nonché l’acquisizione, il trasferimento e lo stoccaggio delle munizioni a grappolo.

Lo sviluppo e l’impiego delle munizioni a grappolo sono da ricondurre alla Seconda guerra mondiale. Negli anni Sessanta e Settanta le pesanti conseguenze del loro impiego nel Sud-Est asiatico (soprattutto in Laos e Vietnam) hanno avuto risonanza mondiale. L’alta percentuale di munizioni inesplose rappresenta un grave problema umanitario: il materiale inesploso causa numerose vittime anche a molti anni dalla fine del conflitto e non permette la ricostruzione di un Paese.  
Il 30 maggio 2008, la Conferenza internazionale di Dublino ha adottato la Convention on Cluster Munitions CCM, sottoscritta il 3 dicembre 2008 a Oslo a nome del governo nazionale dalla consigliera federale Micheline Calmy-Rey. Ad oggi 108 Paesi del mondo hanno firmato la Convenzione e 46 Paesi l’hanno ratificata; tra questi anche la Germania, la Francia, la Norvegia, il Regno Unito, il Canada, l’Australia e il Giappone. 
A livello di politica estera, la Svizzera si impegna a fondo nelle questioni riguardanti la sicurezza umana e il diritto umanitario internazionale. L’obiettivo primario è quello di tutelare i diritti dei singoli individui in tempo di pace e di guerra. Una delegazione svizzera ha partecipato al primo vertice sulla Convenzione, tenutosi dal 9 al 12 novembre a Vientiane, in Laos, uno dei Paesi più colpiti dal fenomeno delle munizioni a grappolo.

La Svizzera investe ogni anno più di 16 milioni di franchi in progetti per lo sminamento umanitario e per l’eliminazione dei residuati bellici esplosivi.

Tali progetti sono effettuati anche in Laos, dove quaranta anni dopo la guerra si sospettano 78 milioni di munizioni inesplose.
Anche l’esercito svizzero possiede riserve di munizioni d’artiglieria che rientrano nella proibizione prevista dalla CCM. Essa riguarda in particolare le munizioni a grappolo del tipo KaG-88, KaG-88/99, KaG-90 e KaG-98. Con la ratifica della Convenzione la Svizzera si impegna tra l’altro a distruggere le sue riserve di munizioni a grappolo entro 8 anni.  
La ratifica della Convenzione richiede inoltre una revisione della legge sul materiale bellico. La legge dovrà essere completata con una proibizione concernente le munizioni a grappolo e con le disposizioni penali relative.  
La Convenzione sulle munizioni a grappolo rappresenta idealmente il seguito del divieto di mine antiuomo (Convenzione di Ottawa), di cui la Svizzera è stata, il 3 dicembre 1997, tra i primi Paesi firmatari, ratificandola poi il 24 marzo 1998. 
Per ulteriori informazioni:
Informazione DFAE, tel. +41 31 322 31 53 o e-mail a info@eda.admin.ch

Perchè la bonifica bellica

LAVORI DI DRAGAGGIO NEL PORTO DI GENOVA .ORDINANZA DELLA CAPITANERIA

Il Capo del Circondario Marittimo e Comandante del Porto di Genova: RENDE NOTO che dal 15/11/2010 al 31/12/2010 l'impresa TECNIS S.p.A. – Impresa di Costruzioni Generali, aggiudicatrice dei lavori per l'esecuzione dei dragaggi del Porto di Genova, appaltati dall'Autorità portuale, eseguirà, quale mezzo al fine, i suddetti lavori di dragaggio dei fondali marini (2^ fase) del Bacino Porto Vecchio, Bacino di Sampierdarena e Porto Petroli

O R D I N A

ART. 1 A decorrere dalle ore 08:00 del giorno 15 novembre 2010 è interdetta la navigazione la sosta ed ogni attività di superficie e subacquea negli specchi acquei portuali interessati dai lavori

ART. 2 I mezzi utilizzati nei lavori di dragaggio devono essere regolarmente armati ed equipaggiati;

ART. 3 Le unità navali in transito nelle adiacenze dello specchio acqueo interdetto devono:
a) mantenersi ad una distanza non inferiore a 50 metri dall'area interdetta;
b) non interferire in alcun modo con le attività in corso d'opera;
c) moderare la velocità sino al limite minimo consentito dalla capacità di manovra della propria unità.

ART. 4 E' vietata l'esecuzione dei lavori in condizioni meteo marine avverse e condizioni di visibilità non ottimali.

ART. 5 La Soc. TECNIS S.p.A. – Impresa di Costruzioni Generali dovrà comunicare a questa Capitaneria di Porto, il nominativo e la reperibilità telefonica del responsabile operativo dei mezzi impiegati.

ART. 6 Le navi che per motivi operativi devono necessariamente attraversare, quale unica via di transito, lo specchio acqueo di cui all' art. 1, devono essere autorizzate da questa Capitaneria di Porto che si avvale, per l'immediatezza del suggerimento delle rotte da seguire, del Corpo dei Piloti del Porto da contattare sul canale 12 VHF per il porto commerciale e canale 10 VHF per il porto di Multedo-Voltri.

ART. 7 I comandanti delle unità indicate nel RENDE NOTO, devono eseguire con piena prontezza e sicurezza gli spostamenti disposti da questa Capitaneria di Porto o per il tramite del Corpo dei Piloti del Porto di Genova secondo quanto indicato nel successivo art 8.

ART. 8 E' fatto divieto di iniziare i lavori senza le preventive comunicazioni giornaliere, via radio sul CH 11 VHF con la Sala Operativa del 1° M.R.S.C., nonché sul CH 12 VHF con la
Corporazione dei Piloti del Porto di Genova l?inizio, il termine dei lavori nonché il trasferimento dei mezzi dall?area di lavoro all?ormeggio ed ottenendo da questi il “ricevuto” delle comunicazioni stesse.

ART. 9 Il Comandante della Draga SHOALWAY dovrà contattare la Sezione Tecnica distaccata di Multedo sul CH 9 VHF per i lavori da eseguire nella canaletta di accesso del Porto di Multedo, comunicando inizio e fine dei lavori e trasferimento.

ART. 10 I mezzi nautici impiegati devono essere costantemente in ascolto sui canali 16 e 12 VHF pronti a muovere per ogni eventuale necessità connessa alla sicurezza della navigazione portuale e sospendere i lavori qualora ne faccia richiesta personale di questa Capitaneria di Porto o il Corpo Piloti del Porto.


ART. 11 I lavori non possono essere eseguiti in aree non certificate come sgombre da ordigni/residuati bellici.


ART. 12 Tutti i mezzi navali impiegati nei lavori, dovranno esporre i prescritti segnali diurni e notturni, previsti dalla COLREG „72.

Genova,  IL COMANDANTE Contrammiraglio (CP) Felicio ANGRISANO

Fonte: http://www.genovapress.com/index.php/content/view/39388/107/

Perchè la bonifica bellica

CODICE ORDINAMENTO MILITARE , TURCO E COMELLINI: AL PEGGIO NON C’E’ MAI FINE

Roma 3 nov 2010 – Dichiarazione del deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), e Luca Marco Comellini, segretario del Pdm.

“Il nuovo codice dell’Ordinamento militare è entrato in vigore solo lo scorso 9 ottobre e noi ne abbiamo denunciato fin da subito gli aspetti negativi e repreressivi verso i diritti dei militari ma ogni giorno che passa ci è sempre più evidente il pastrocchio che sono riusciti a scrivere quelli del ministero della difesa e che riversa i suoi effetti negativi anche in altri settori o competenze dello Stato.

Dopo aver denunciato l’abrogazione del decreto legislativo 14 febbraio 1948, n. 43 (Divieto delle associazioni di carattere militare), fatta con  l’evidente scopo  di salvare alcuni esponenti politici della maggioranza da un processo che li vedeva imputati, oggi apprendiamo con preoccupazione che anche la normativa riferita alle bonifiche dei campi minati e degli ordigni bellici (decreto legislativo luogotenenziale 12 aprile 1946, n. 320) è stata abrogata dall’articolo 2268, n. 258.

Ci sembra solo  il caso di ricordare che  in Italia l’attività di bonifica degli ordigni bellici ha permesso solo nel triennio 2007/2009 di rinvenire sull’intero territorio nazionale ben 235830 ordigni e 534 bombe d’aereo.

Adesso che la norma è stata abrogata di chi sono le competenze su questa materia ? Chi è il soggetto istituzionale che deve eseguire le verifiche nei cantieri di lavoro ed effettuare gli interventi di bonifica degli ordigni bellici al fine di garantire l’incolumità dei lavoratori, la salute e la sicurezza pubblica?”

Fonte: http://www.partitodirittimilitari.org/index.php?option=com_content&view=article&id=233:codice-ordinamento-militare--turco-e-comellini-al-peggio-non-ce-mai-fine-&catid=1&Itemid=113

Intervento radiofonico del Presidente Associazioni di categoria imprese di Bonifica belliche (ASSOBON), a proposito del D.lgs 66/2010 che di fatto ha liquidato ogni norma rivolta alla bonifica bellica.

Fonte: http://www.partitodirittimilitari.it/CITTADINI IN DIVISA/cittadini_in_divisa 16.htm

Perchè la bonifica bellica

Disinnescata una BOMBA da mortaio della seconda guerra mondiale a Villa Voronoff di Ventimiglia

Una bomba da mortaio di 25 centimetri circa di diametro, residuato bellico della seconda guerra mondiale, e' stata scoperta in una serra situata all'interno del recinto di Villa Voronoff, a La Mortola, di Ventimiglia, ed e' stata disinnescata oggi in un intervento che ha visto all'opera gli artificieri e i carabinieri. L'ordigno, dopo essere stato messo in sicurezza, e' stato portato alla cava bergamasca per essere fatto brillare. Alle operazioni hanno preso parte anche i militi della Croce Verde Intemelia, intervenuti, come da protocollo, in via precauzionale.

di Fabrizio Tenerelli

Fonte: http://www.riviera24.it/articoli/2010/11/17/97595/disinnescata-una-bomba-da-mortaio-della-seconda-guerra-mondiale-a-villa-voronoff-di-ventimiglia

Perchè la bonifica bellica

Trova ordigno bellico in campagna. Contadino trasporta la bomba nella sua auto e la porta in caserma

16 novembre 2010 - Un contadino trova in campagna una bomba inesplosa della seconda guerra mondiale, la mette nel cofano della sua automobile e, incurante del pericolo di un possibile improvviso scoppio, la porta alla guardia di finanza. E' successo nella tarda mattinata a Gela, dove gli agenti delle fiamme gialle, che stentavano a credere al racconto dell'uomo, hanno fatto scattare l'allarme-sicurezza, chiudendo la zona al transito di persone e mezzi. L'autovettura, una Yundai Athos, lasciata in sosta davanti alla caserma di via Ettore Romagnoli, è stata piantonata a distanza, mentre le transenne venivano poste agli incroci da via Eutimo a via Giuffrida, isolando l'area dell'ufficio postale di "Gela Centro". L'ordigno rinvenuto sarebbe una granata MK2 americana, una bomba a mano conosciuta col soprannome di "ananas". Si attende, da Palermo, l'arrivo degli artificieri per rimuoverla e poi farla brillare.

fonte: http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/109486/trova-bomba-inesplosa-porta-casermaarea-transennata-attesi-artificieri-gela-disinnescare-ordigno-bellico.htm

BELGIO: TROVATA BOMBA II GUERRA MONDIALE, EVACUATA SEDE NATO

Il quartier generale della Nato a Bruxelles e' stato evacuato dopo che alcuni operai hanno rinvenuto una bomba da 50 kg della II Guerra Mondiale. Il personale e' stato fatto allontanare a titolo precauzionale su consiglio degli artificieri che stanno disinnescando l'ordigno. Il residuato bellico e' stata trovato durante gli scavi sul boulevard Leopoldo III, la grande arteria che costeggia il palazzo della Nato, per realizzare una linea di tram .

Fonte: http://ilpiccolo.gelocal.it/dettaglio-news/bruxelles-18:17/3872314

Perchè la bonifica bellica

Pallanzeno: ritrovato un ordigno bellico

venerdì 12 novembre 2010 - Un ordigno, residuato bellico da mortaio, risalente alla seconda guerra mondiale è stato ritrovato ieri pomeriggio in una zona dietro al campo sportivo di Pallanzeno tra i canali dell’Enel e il Toce. A ritrovarla pare un addetto del Comune. L’ordigno era in un sacchetto di plastica, evidentemente abbandonato da qualcuno. Sul posto gli agenti del commissariato di Domodossola che presidiano a turno la zona, insieme a Carabinieri e uomini della Forestale, in attesa dell’arrivo degli artificieri del genio guastatori, previsto per la giornata di domani.

Fonte:
http://www.vcoazzurranews.info/index.php?option=com_content&task=view&id=24367&Itemid=215

 

Perchè la bonifica bellica

08 novembre 2010

Bomba a mano in un sacco di patate

Non si sa come ci possa essere capitata dentro, ma a Bari è successo che un uomo ha acquistato un sacco di patate in un mercato rionale e pochi metri dopo si è accorto che oltre ai tuberi c'era anche una bomba a mano.
L'acquirente del sacco ha così lasciato la borsa della spesa su un marciapiede di via Giulio Petroni e fermato una pattuglia della Guardia di Finanza, che ha chiesto l'intervento degli artificieri. Poco dopo è giunto il nucleo specializzato dei carabinieri del Comando Provinciale di Bari che, accertato che realmente si trattava di un ordigno risalente alla II Guerra Mondiale, ha preso in consegna la bomba a mano che sara' fatta brillare nei prossimi giorni.
Fonte:
http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=18709

Il mio commento:

08 novembre 2010

Mentre nelle campagne nei pressi della Città di Prato un agricoltore accidentalmente rinviene una bomba a mano residuato bellico risalente la seconda guerra mondiale, nel capoluogo pugliese un residente termina le proprie compere, tra queste anche un sacchetto di patate, dopo qualche attimo l'uomo si rende conto che l'involucro contiene un oggetto diverso dal normale tubero. Guarda bene e distingue una bomba a mano. La naturale sorpresa è seguita da sbigottimento nonché da giustificata paura, perciò posa sacchetto e bomba su un marciapiede e ferma una pattuglia della Guardia di Finanza in transito. Questi ultimi allertano i Carabinieri che inviano un gruppo di artificieri. Naturalmente sarebbe interessante conoscere la provenienza del carico di patate...

G.L.

 

CEPRANO 1944 - 2004
LA GUERRA IN CASA IL PERCORSO DELLA MEMORIA

Autori
Francesco Arcese
Mauro Lottici
Marco Marzilli
Antonio Velardo

Tratto del retro copertina

“...Nel Maggio 1944 le unità della 5a divisione corazzata e della 1a di fanteria canadese, dopo aver scardinato le difese tedesche sulla linea Hitler, occupavano Ceprano che costituiva il principale obbiettivo dell'operazione “Chesterfield”, un altro tassello della sanguinosa battaglia per la conquista di Roma. Al loro fianco la 78a divisione di fanteria britannica si spingeva verso nord all'inseguimento dei tedeschi in ritirata, dopo aver perso la corsa per l'ingresso quale liberatori della nostra città. Il comune di Ceprano e l'Associazione Culturale Historia hanno voluto ricordare quei tragici giorni attraverso questa pubblicazione, che vuole rappresentare un doveroso atto di riconoscimento dei sacrifici e delle sofferenze accomunarono le nostre popolazioni ai vincitori ed ai vinti...”

Sommario:

LA VALLE DEL LIRI
La guerra in casa
La nuova strategia difensiva tedesca
Lo scenario
La battaglia della linea d'inverno
Il calvario di Cassino
La distruzione di Montecassino
Lo sfondamento della “linea Gustav”
La battaglia per la “linea Hitler”
Operazione “Chesterfield”, la conquista di Ceprano
I CANADESI NELLA VALLE DEL LIRI
LA MEMORIA NELLE IMMAGINI
LA MEMORIA NELLE TESTIMONIANZE
CEPRANO NELLA STAMPA
SCHEGGE DI MEMORIA
IL COLORE DELLA MEMORIA
ELENCO CADUTI CIVILI E MILITARI

 

Perchè la bonifica bellica

Nel giardino spunta un ananas esplosivo

RITROVAMENTO. L'ordigno in una palazzina di via del Minatore
È un reperto della Seconda guerra mondiale Artificieri della Folgore al lavoro per farlo brillare

31/10/2010 - Dal giardino di casa in mezzo agli alberi di melograno e cachi spunta un ananas, ma non si tratta del frutto esotico, bensì di una bomba a mano americana, Mk2, della Seconda guerra mondiale, ormai priva di accenditore.
A trovarla è stato uno dei condomini del palazzo che si trova in via del Minatore all'intersezione con circonvallazione Raggio di Sole. Dopo aver ripulito il giardinetto delle erbacce ha trovato in un angolo, proprio sotto la cancellata l'ordigno e ha subito allertato i carabinieri.
Sul posto ieri mattina è andato anche il comandante di compagnia Filippo Melchiorre, per accertarsi che la bomba non fosse di pericolo immediato. Ha quindi chiesto l'ausilio degli artificieri di stanza a Legnago. Nel frattempo, una pattuglia mista, composta da militari e carabinieri è rimasta di picchetto al di fuori del giardino. L'ordigno è stato denunciato verso mezzogiorno. E la procedura burocratica in questi casi è lenta come una tartaruga assonnata. Così di telefonata in telefonata s'è potuti arrivare a contattare l'ottavo reggimento genio guastatori Folgore di stanza a Legnago che non ha una squadra di pronto intervento. Quindi s'è costituita la squadra che verso le 17 è arrivata a Verona. A capo del team, sempre lui, il maresciallo capo Rocco Pezzano, che dal 1997 presta servizio a Legnago. Il suo incarico è quello di comandante di plotone Eod (Explosive ordnance disposal-bonifica ordigni esplosivi) e dal 2000 svolge attività di bonifica del territorio nazionale. Il maresciallo con il suo collaboratore ha portato la bomba in Basso Acquar e l'ha fatta brillare. Nessun pericolo neanche se l'avessero presa a zappate, assicura l'esperto.
A.V.

Fonte: http://www.larena.it/stories/Cronaca/196566__nel_giardino_spunta_un_ananas_esplosivo/

Perchè la bonifica bellica

Residuato bellico in ciocco di legno posto nel camino: lievi escoriazioni per due donne a Modena

22 ott 10

Nel pomeriggio odierno a Modena madre e figlia, abitanti in via Pio La Torre, hanno riportato lievissime escoriazioni al corpo perchè colpite dalle schegge di legno provenienti dal ciocco che avevano posto nel camino per alimentare il fuoco. All’interno del legno non si erano accorte della presenza di un residuato bellico della seconda guerra mondiale che, con l’inteso calore, è scoppiato. Il residuato è riconducibile ad un bossolo di 20 mm. Dell’accaduto è stata data comunicazione ai carabinieri.

Fonte:
http://www.bologna2000.com/2010/10/22/residuato-bellico-in-ciocco-di-legno-posto-nel-camino-lievi-escoriazioni-per-due-donne-a-modena/

Perchè la bonifica bellica

NETTUNO, RITROVATO ORDIGNO BELLICO ATTIVO E PERICOLOSO. PRELEVATO IN STRADA DAGLI ARTIFICIERI

19/10/2010
Attivo e pericoloso. Così è stato definito l'ordigno bellico ritrovato ieri a Nettuno, in via Alberone 3, nella periferia nettunese. E' stato infatti necessario l'intervento degli artificieri della Questura di Roma intervenuti sul posto appena allertati.
A sollevare l'allarme è stato un uomo che verso le 12 di ieri, a bordo della sua auto, ha urtato al centro della strada questo proiettile da mortaio, un ordigno bellico con molta probabilità risalente alla seconda guerra mondiale.

Insomma, una vera e propria fortuna che il proiettile, lungo circa quindici centimetri, non sia esploso quando è stato urtato dalla vettura. Un ordigno attivo e pericoloso avrebbe infatti potuto creare una strage

Fonte:
http://www.anzionettuno.info/news.asp?idnews=3585

IL MIO COMMENTO

LA STORIA INFINITA

Il 19 ottobre 2010 per mezzo del portale d'informazione Anzio Nettuno apprendo una notizia davvero incredibile:

Un automobilista mentre percorre con il proprio mezzo la via Alberone, improvvisamente urta un residuato bellico della seconda guerra mondiale (ovvio lo sbarco del 44).

Il protagonista di questa assurda e mostruosa vicenda, dichiara al giornalista:

“la bomba da mortaio era proprio al centro della strada”.

INCREDIBILE...!!!!

Un residuato bellico risalente la seconda guerra mondiale al centro di una strada....????

La logica dovrebbe aiutarmi a porgere una risposta più o meno verosimile:

“Qualche camion l'ha perso mentre inconsapevolmente trasportava terreno e granate di qualche cava o cantiere della zona”.

Ma in realtà non è assolutamente pensabile muovere terra in quei luoghi senza procedere ad una bonifica preventiva.

Il giornalista conclude:

...Insomma, una vera e propria fortuna che il proiettile, lungo circa quindici centimetri, non sia esploso quando è stato urtato dalla vettura. Un ordigno attivo e pericoloso avrebbe infatti potuto creare una strage...

PRECISAZIONE

E' buona norma considerare “IN OGNI CASO”, il residuato bellico sempre attivo e pericoloso.

Giovanni Lafirenze

 

Perchè la bonifica bellica

UN SECCHIO COLMO DI ESPLOSIVO

Il 14 ottobre 2010 per mezzo della pagina web “QuiBrescia.it apprendiamo la notizia del ferimento a causa di un residuato bellico
...risalente la seconda guerra mondiale,di un 36enne residente a Darfo Boario Terme.

Il quotidiano bresciano spiega come l'incidente sia avvenuto all'interno dell'abitazione dell'incauto e precisamente in cantina, mentre tenta
di “aprire” il piccolo manufatto bellico recuperato nel corso di una immersione subacquea (l'uomo sarebbe un provetto Sub). Il secco
boato attira l'attenzione dei genitori, che immediatamente allertano il 118 di Esine, ovviamente intervengono anche Vigili del Fuoco.
I medici diagnosticano serie ferite alle mani ed escoriazioni varie al volto.
Sul momento qualcuno pensa sia scoppiata una bombola ARA, ma la perquisizione del locale, (sempre a dire del portale
d'informazione su citato),  scopre un “vero arsenale” vale a dire:

“...varie parti di armi da guerra, proiettili d'artiglieria di diverso calibro e pericolosità, tre granate di tipo 'ananas' di fabbricazione
americana e una baionetta...”, naturalmente l'uomo è stato fermato per detenzione illegale di armi da guerra..."

Il giorno dopo (15 ottobre) Bresciaoggi.it specifica la dinamica dell'incidente: Il giovane stava maneggiando un proiettile di
mitragliatrice per mezzo di una smerigliatrice. Precisa il contenuto del “vero arsenale” e menziona il ritrovamento di un secchio
colmo di esplosivo (pazzesco, come voleva utilizzarlo...????). Bresciaoggi precisa che questa operazione è stata portata a
termine con il brillamento di tutto il materiale rinvenuto.

Ma
ancora una volta non riusciamo a comprendere le motivazioni che spingono un ragazzo a conservare materiale bellico: “ bene,
qualcuno (non è proprio così), può affermare che il semplice involucro di una bomba a mano (vuota), non costituisce alcun
pericolo, perciò è lecito custodirla ( la legge dice il contrario), ma questa volta vogliamo essere in sintonia con i fautori di questa
filosofia.

Ma
c'è qualcuno disposto ad asserirci che smerigliare un piccolo proiettile non costituisca grave fonte di pericolo per se, per terze
persone...?

C'è
qualcuno in grado di convincerci che conservare un secchio riempito d'esplosivo nella cantina di un condominio, di uno stabile, villetta
o quant'altro, non costituisca una gravissima situazione di enorme pericolo per tante persone...?

Cosa
spinge un ragazzo ad assumere atteggiamenti tanto gravi...?

Come
custodire in casa un secchio d'esplosivo...???

Mah...

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

06/10/2010

Ricordo un lavoro di bonifica bellica effettuata tra le acque lagunari del capoluogo veneto e precisamente località “Dogaletto” (Malcontenta). L'albergo che ci ospitava era poco distante, ma dopo cena non di rado raggiungevano il centro cittadino per visitare la città dei Dogi . Piazza Roma era l'area addetta al parcheggio delle nostre auto. Sembra di rivedere, il gran numero di turisti e non solo...

A distanza di pochi anni la notizia:

...Il sei ottobre 2010 a Venezia una persona ubriaca procura spavento e panico proprio a Piazza Roma e per mezzo di una datata bomba a mano.

La folla intimorita fugge, le Forze dell'Ordine vedono, comprendo, riconoscono il protagonista di questa assurda storia e intervengono sia per allontanare ogni passante, sia per fermare l'incosciente, il quale a malincuore consegna l'ordigno nelle mani di un artificiere del gruppo della Questura di Santa Chiara.

L'agente vede la bomba a mano è vuota, l'uomo non racconta nulla, ma è ugualmente fermato...”

Lo stesso giorno, in provincia di Como (Ponte Lambro), una bomba a mano ferisce seriamente un operaio di trentuno anni.

Il giovane, di nazionalità kosovara e residente a Lecco, mentre è intento a portare a buon fine il proprio compito lavorativo, nota all'interno del piccolo cantiere una minuscola “palla rossa”, non comprende cosa sia, ma la raccoglie e la butta via.

Il violento contatto al suolo produce un potente ( testimonianza della fonte) boato. E' la secca esplosione di una bomba a mano che proietta le proprie schegge in ogni direzione, l'autore dell'incauto lancio subisce numerose ferite, perciò è trasportato d'urgenza all'Ospedale Fatebenefratelli di Erba, ma per sua fortuna a parte una lesione al timpano e qualche ferita da taglio causata dai frammenti della bomba non è in pericolo di vita.

Per i colleghi tanto spavento a causa dell'improvvisa detonazione e giustificata apprensione per l'amico ferito.

Giovanni Lafirenze

Fonti:

http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cronaca/159463_scoppia_una_bomba_in_cantiere_muratore_ferito_dalle_schegge/

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/6-ottobre-2010/a-spasso-una-bomba-mano-panico-strada-arrivano-artificieri-1703896124041.shtml

Perchè la bonifica bellica

Albenga: bomba a mano scoperta nel greto del Rio Carenda

06/10/2010 - Albenga - Una bomba a mano, probabilmente un residuato bellico della Seconda Guerra Mondiale, e' stato trovato stamane nel greto del rio Carenda ad Albenga. Sono stati i tecnici di un'impresa impegnati nei lavori di ripristino della fognatura a scoprire l'ordigno mentre stavano intervenendo nei pressi della strada che da Campochiesa conduce all'altra frazione albenganese di Salea all'altezza dell'azienda 'Cosmoflor'. Dopo il rinvenimento della bomba gli operai sul posto sono intervenuti i carabinieri, gli agenti della polizia municipale, il vice sindaco Roberto Schneck per coordinare l'intervento di messa in sicurezza della zona.

fonte: http://www.savonanews.it/2010/10/06/leggi-notizia/argomenti/cronaca-2/articolo/albenga-scoperta-nel-greto-del-rio-carenda-una-bomba-a-mano.html

Perchè la bonifica bellica

Ennesimo ritrovamento di un ordigno bellico, stavolta a Portella, frazione di Sant'Elia Fiumerapido.

Paura per una bomba della Seconda Guerra mondiale rinvenuta in località Portella. Ieri sono intervenuti gli artificieri di Roma, i quali hanno provveduto a far brillare l'ordigno.
Si è conclusa così una settimana di disagi in via Stretta, una strada comunale in una zona rurale ma densamente abitata. Nei giorni scorsi infatti, dopo i lavori di manutenzione e pulizia laterale della strada da parte degli operai comunali, alcuni cittadini avevano avvistato l'ordigno. Si trattava di una bomba a mano di fabbricazione americana (una Mk.2, generalmente chiamata "Ananas") ritenuta molto pericolosa.
Segnalata alle Autorità, tempestivamente il Comune ha provveduto alla messa in sicurezza della strada con un'apposita ordinanza.
Sono pertanto intervenuti gli Agenti della Polizia Municipale guidati dal comandante Volante, che hanno transennato la via, rimasta quindi chiusa per quasi tutta la settimana sia al traffico veicolare che a quello pedonale.
Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri della stazione di Sant'Elia, guidati dal comandante Costantino Zona della Compagnia di Cassino. Ieri mattina quindi, verso le 10,30, gli artificieri giunti da Roma hanno provveduto alla rimozione dell'ordigno e al suo brillamento presso una cava dismessa. A loro detta la bomba era potenzialmente pericolosa. A destare preoccupazione dei residenti e dei cittadini anche il triste ricordo dei drammatici fatti che video nel 1978 la morte di due bambini proprio a Portella per lo scoppio di un ordigno della Seconda Guerra mondiale.

Il secondo conflitto mondiale coinvolse direttamente il centro e il territorio di Sant’Elia Fiumerapido, in quanto si trovava lungo la linea Gustav predisposta dai Tedeschi per sbarrare il passaggio all'esercito degli Alleati che risalivano la penisola.
Il calvario dei Santeliani cominciò la notte del 19 luglio 1943 con il bombardamento dell'aeroporto di Aquino. Nel corso della guerra le famiglie furono costrette a sfollare e si rifugiarono sui colli circostanti, cercarono riparo nelle grotte o nei ricoveri scavati nella roccia, nella frazione di Valleluce, negli anfratti esistenti lungo il Canale. Il primo bombardamento aereo si ebbe l'8 dicembre.

I Tedeschi trovarono su Monte Cifalco la collocazione ideale per le loro postazioni, alcune tuttora visibili.
Nel territorio di Sant’Elia Fiumerapido operarono i francesi, soprattutto lungo il vallone di Portella, il Secondo Corpo Polacco e il Decimo Corpo Inglese.
Dopo la conquista di Montecassino da parte dei soldati Polacchi, il 18 maggio 1944, i Santeliani tornarono mestamente nel paese distrutto e ricominciarono con coraggio la ricostruzione. La guerra lasciò come retaggio la malaria, la scabbia, i pericolosi residuati bellici. Le vittime di tale sciagura furono 350 civili, 50 militari e 116 feriti.

Fonte: http://digilander.libero.it/historiamilitaria2/portella.htm

 

Perchè la bonifica bellica

Esplosione, condannati ex sindaco ed ex prefetto

Il caso della bomba di Ostiglia

Il proprietario di un campo agricolo situato nel comune di Ostiglia (Mantova) in più circostanze denuncia la probabile presenza di un residuato bellico sepolto nel proprio fondo. Notizia quest'ultima ricevuta dall'anziano genitore. L'anomala segnalazione (inascoltata dal 1955), produce una bonifica di superficie che nel 2001, indaga il primo metro di profondità del sito inquinato dalla probabile bomba. Il vaglio strumentale non rileva alcuna presenza di residuati bellici, in questo caso è indispensabile una bonifica profonda. Nel maggio del 2003 quest'ultima per cause ancora ignote esplode, producendo un boato che spaventa l'intero paese, seri danni a villette, cascine e non solo. Una testimonianza:“Credevamo a un terremoto, ma era la bomba del nonno Oddone, un preciso nel ' 55, quando c' era un orto al posto delle case, fece bonificare il terreno: gli dissero di quella bomba, vicino a un fosso e allo zuccherificio. Avvisò il Comune per iscritto. E dal luglio del ' 95 io ho continuato a insistere. Risultato il botto. E solo per caso non ci sono stati morti o feriti” Era una bomba d'aereo da 500 lb di fabbricazione americana dormiente a meno tre metri di profondità. Tutto ciò genera accuse ben precise: “crollo colposo” infatti il 17 marzo del 2009 inizia il processo a carico dell'ex Sindaco e dell'ex Prefetto. Secondo il Pubblico Ministero i due funzionari non si sarebbero adoperati per ottenere i fondi per una bonifica profonda dell'area. Il primo ottobre 2010, La Gazzetta di Mantova riporta la sentenza di primo grado che, condanna l'ex Sindaco (otto mesi pena sospesa) e l'ex Prefetto (dodici mesi pena sospesa), di reclusione, entrambi dovranno versare una provvisionale pari a 180 mila euro alla parte civile, i danni saranno calcolati e liquidati in separato giudizio..

Fonte: http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2010/10/01/news/esplosione-condannati-ex-sindaco-ed-ex-prefetto-2447114

Perchè la bonifica bellica

Bombe a mano e chili di tritolo
L'arsenale della guerra in cantina

Cinquanta bombe a mano e 10 chili di tritolo, oltre a una decina tra fucili e mitragliatrici, risalenti alla Seconda guerra mondiale, sono stati trovati in una cantina durante lavori di ristrutturazione a San Quirico d’Orcia

SAN QUIRICO D'ORCIA (SIENA) - Cinquanta bombe a mano e 10 chili di tritolo, oltre a una decina tra fucili e mitragliatrici, tutti risalenti alla Seconda guerra mondiale, sono stati trovati in una cantina durante alcuni lavori di ristrutturazione a San Quirico d’Orcia (Siena). L’intero palazzo è al momento disabitato ma per precauzione è stata fatta evacuare una famiglia che risiede in una villetta adiacente. Sul posto sono intervenuti gli artificieri che hanno messo in sicurezza l’esplosivo, che questa notte sarà sorvegliato dai militari e poi, domani, portato a brillare in una cava. Il ritrovamento è avvenuto durante lavori di scavo nella cantina compiuti con una pala meccanica: il pessimo stato di conservazione di armi ed esplosivo, soprattutto a causa della ruggine, avrebbe fatto rischiare un’esplosione. Secondo alcune ipotesi maturate dopo il ritrovamento, esplosivo e armi potrebbero essere stati nascosti alla fine della guerra da qualche gruppo partigiano operante nella zona del Basso Senese.

30 settembre 2010

Fonte: http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2010/30-settembre-2010/bombe-mano-chili-tritolo-arsenale-guerra-cantina-1703864279697.shtml

Perchè la bonifica bellica

Esplode una bomba, ferito trentenne ma il riesino nascondeva 3 ordigni bellici

Domenica 26 Settembre 2010 - RIESI - Un uomo è stato colpito dallo scoppio di un ordigno esplosivo. Rosario Spicuzza, 33 anni, è rimasto ferito delle schegge di una bomba nei pressi della sua abitazione, ieri, nel rione di “Monte degli Ulivi”.

L’uomo stava scendendo dalla sua auto, quando all’improvviso, dalle mani gli è scivolato l’ordigno. Diverse schegge sono schizzate così sul suo corpo provocandogli delle ferite. Soccorso immediatamente dai carabinieri è stato trasportato all’ospedale Santo Stefano di Mazzarino. Spicuzza pur riportando lesioni multiple e ferite, non rischia la vita. È stato dichiarato guaribile in 30 giorni. Ai sanitari ed ai carabinieri in un primo momento ha raccontato di essere rimasto vittima di un attentato.

L’uomo ha infatti ammesso di essere stato colpito da una bomba esplosa da un tombino mentre scendeva dall’auto per tornare a casa. La versione del trentenne non ha convinto però i carabinieri guidati dal Maggiore Alessandro Magro. Il giovane pressato dai militari ha confessato di aver trovato nelle campagne di Riesi un sacchetto contenente tre bombe. Dopo averle raccolte, le ha caricate in auto, dove si trovava pure il figlio di cinque anni. Giunto dinanzi la sua abitazione ha preso uno degli ordini che purtroppo gli è scivolato dalle mani provocando l’esplosione. Rosario Spicuzza, piantonato in ospedale dai carabinieri, è stato tratto in arresto per detenzione illegale di armi da guerra.

di Delfina Butera

Fonte: http://www.ilgiornaledigela.it/cronaca/11179-esplode-una-bomba-ferito-un-trentenne.html

Il commento di Giovanni Lafirenze

LA NOTIZIA

Domenica 26 Settembre 2010 RIESI (Caltanissetta) - Ormai abbiamo compreso che l'incoscienza non possiede confini. Un trentatreenne residente nel Comune di Maria SS. Della Catena, porta a spasso il proprio figliolo tra prati e campi della località. A suo dire nota una curiosa busta, la apre e riconosce tre ordigni bellici. L'uomo non ha dubbi, incurante della presenza del proprio figlio recupera le tre bombe caricandole in macchina, e incredibilmente si avvia verso la propria casa. Giunto nei pressi dell'abitazione ferma il mezzo, apre il cofano, afferra la prima bomba, che gli sfugge. L'ordigno a contatto con il suolo esplode, proiettando numerose schegge sul corpo dell'incauto. Il bambino assiste al ferimento del padre che, è subito soccorso dai Carabinieri e dal 118 che lo trasportano all'Ospedale Santo Stefano di Mazzarino, in stato d'arresto per detenzione illegale di armi da guerra.

CIO' CHE PENSO

Natura e ordinamento giuridico obbliga ai genitori di seguire, educare, formare, proteggere, aiutare istruire e tutelare i propri figli. In questo caso il padre del bambino ha violato ogni norma che regola la tutela della sicurezza del proprio figlio, ma non solo: questa diseducativa e triste avventura, priva di ogni morale, segnerà per sempre la coscienza del piccolo. In questo caso il Tribunale dei Minori può e deve prendere una posizione chiara nei confronti del bambino (cinque anni). Infatti in questi casi la legge prevede pesanti sanzioni civili e penali e privare al padre della potestà (il minimo). Ancora peggio se qualche scheggia avesse colpito il piccolo. Per il resto credetemi non ho più parole..

Giovanni Lafirenze

Il commento del webmaster

Parlo in qualità di (indegno) webmaster di questo sito, e in qualità di educatore. Sono trasalito nel leggere che a bordo di questo scavezzacollo, ci fosse anche suo figlio di cinque anni. Mi scoraggio, e concordo con una frase che viene attribuita al prof. Albert Einsten "Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima."
Sono dispiaciuto che l'italiano medio non cerchi su google "bonifica bellica", o "ordigni esplosivi", ma che ancora continui a cercare il proprio nome e cognome per vedere se esce la propria pagina di facebook.
Sono amareggiato nel constatare che nell'italiano medio esiste ancora un concetto di "bomba sicura", come se il tempo potesse fermare la pericolosità di un ordigno.
Sono terrificato nel vedere che di fronte ad un fatto compiuto, di stupidità inaudita, il soggetto protagonista abbia cercato di giustificarsi davanti ai carabinieri dicendo "c'era una bomba nel tombino", come i bambini si giustificano davanti alla maestra, o davanti un adulto quando combina qualcosa di sbagliato.

Ciò nonostante, il lavoro della bonifica bellica prosegue, silenzioso, continuo, metodico. Solo un dubbio rimane. Che questo lavoro, nato come un gesto di amore atto a dare la possibilità alla società di riappropiarsi dei propri spazi per ricostruire dopo la guerra, ora sia diventata una necessità per preservare gli ordigni dal vero "pericolo vagante": la stupidità umana.

Elio Giannatempo.

Perchè la bonifica bellica

Giovanni Iacono: “Gela. Le operazioni dei Reparti italiani nella battaglia del 10-11 luglio 1.943”, edito dall’autore, Ragusa 2008, pp. 155, euro 13.

Dopo la Campagna di Sicilia, avvenuta nel luglio-agosto del 1943, si è largamente diffusa la tesi secondo la quale l’Esercito aveva “tradito”. Tesi ripresa da quasi tutti gli autori italiani e stranieri, secondo i quali i soldati italiani si erano arresi agli Alleati senza colpo ferire o quasi. La ricerca dell’autore, basata su materiale dell’Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito, nonché su testimonianze di civili del luogo, mira a confutare tale tesi, in quanto nel settore specificatamente trattato nell’opera le diserzioni furono una parte insignificante.
I fatti. Nella notte tra il 9 e 10 luglio 1943 gli Alleati attuarono il più grande sbarco anfibio mai tentato fino ad allora, impiegando nel solo settore di costa compreso tra la città di Gela e Scoglitti (Sicilia sud-orientale), 580 navi da guerra e da sbarco, oltre a 1124 mezzi anfibi, che sbarcarono due intere Divisioni (la 1^ a Gela e la 45^ a Scoglitti, per un totale di circa 40.000 uomini suddivisi in circa 27 battaglioni).
L’urto iniziale fu sostenuto da 5 battaglioni delle unità costiere (XVIII Brigata costiera), che opposero una strenua resistenza, ma prima dell’alba furono ridotti al silenzio dal fuoco delle artiglierie navali. La reazione dei Comandi italiani fu immediata. Già alle 05.00 del 10 luglio il Gruppo mobile “E”, di stanza a Niscemi, mosse al contrattacco; riuscì a penetrare fin dentro l’abitato di Gela, ma intorno alle 11.00, a causa del fuoco delle artiglierie navali subì forti perdite e dovette ripiegare sulle posizioni di Ponte Olivo. La mattina dell’11 luglio, unitamente alla Divisione H. Goering, mosse al contrattacco la Divisione Livorno al completo. Alle 11.00 gli uomini della Livorno erano giunti alle porte di Gela, ma ancora una volta l’intervento dell’artiglieria navale fu decisivo. I Reparti furono decimati, per cui dovettero ripiegare sulle posizioni di partenza. In due giorni di combattimento la sola Divisione Livorno aveva perso, tra morti feriti e dispersi, circa 7.214 uomini su 11.400 effettivi, senza considerare le perdite dei Reparti costieri, che ammontavano a circa il 50% degli effettivi.
Dalla lettura di quest’opera emerge la grande capacità dell’autore di mettere in risalto, oltre alla condotta delle operazioni dei Reparti italiani, l’umanità e spesso anche qualche giustificata debolezza dei soldati italiani, che nonostante avessero la netta sensazione di aver perso ancora prima di aver iniziato a combattere compirono numerosi atti di eroismo, spesso sconosciuti ai più.
Ricordare questi eventi e tramandarli alle generazioni future, é un dovere morale per onorare la memoria di quei soldati, spesso dimenticati, che sacrificarono la propria vita per mantenere fede al giuramento prestato, difendere la Patria.

 

 

Perchè la bonifica bellica

Abruzzo. La presenza del residuato bellico Nostra intervista a Giovanni Lafirenze

La presenza del residuato bellico
Nostra intervista a Giovanni Lafirenze
Di Walter De Berardinis

Abbiamo incontrato Giovanni Lafirenze, fondatore ed ideatore del sito web www.biografiadiunabomba.it , dopo gli ultimi ritrovamenti a Roseto degli Abruzzi e nel cimitero di Giulianova di bombe inesplose. Lo abbiamo intervistato per farci spiegare come mai, dopo 65 anni dagli ultimi fatti della 2° guerra mondiale, continuano a riaffiorare ordigni bellici.

Recentemente è stata fatta brillare un bomba ritrovata nel nostro cimitero di Giulianova. Ma siamo sempre in emergenza ogni volta che si aprono cantieri che prevedono uno scavo?

Certo! Come ben sai, l’Abruzzo, nel corso della seconda guerra mondiale subì numerose incursioni aeree angloamericane (vedi anche la triste cronologia da te curata sulla tua città e inserita nel mio sito web www.biografiadiunabomba.it). A quei tempi i bombardieri, ma non solo, lasciavano precipitare ordigni da 100, 250, 500, 1000 libre del tipo esplodente. Queste missioni aeree, erano considerate tattiche (quasi sempre diurne), se colpivano obbiettivi ben precisi come: Stazioni, ponti ferroviari e stradali, vie di comunicazione in genere, mulini, caserme, aziende commerciali o industriali, strutture portuali, ecc..

 

O al contrario strategiche (notturne), quando colpivano a tappeto l’area urbana senza considerare con precisione il luogo d’impatto delle bombe. In quest’ultimo caso i bombardieri della prima ondata sganciavano bombe illuminanti e incendiarie ( con semplice aggiunta di alluminio o cariche di Fosforo o di Termite), per rendere visibile il punto di mira consentendo ai bombardieri delle ondate successive minori margini di errore.

Quindi i massicci bombardamenti hanno portato anche una maggiore percentuale di bombe inesplose?
Queste munizioni aeree montavano spolette meccaniche che dovevano esplodere subito dopo il contatto (suolo strutture edifici), o chimiche se la detonazione era prevista dopo qualche ora o in alcuni casi anche nei giorni seguenti. Ma a causa di più motivazioni (difetti meccanici delle spolette, quote di sgancio errate, ecc.) una considerevole percentuale di queste bombe (circa il 3%) restava inesplosa e sepolta da qualche metro di terra. Ma bisogna considerare anche i bombardamenti aerei della Luftwaffe (famosa l’incursione su Lanciano del 20/04/1944). Ancora peggio la guerra di terra patita in Abruzzo, che lasciava interrati residuati bellici di ogni tipo, dimensione, peso e calibro. Non solo, consideriamo anche che i militari tedeschi in ritirata minavano paesi, campi agricoli, scali e sotterravano munizioni ingombranti per rendere più agevole ogni spostamento di truppe, compreso le munizioni seppellite dalle numerose formazioni partigiane del luogo.

Quindi i nostri territori e in particolar modo l’Abruzzo è disseminato di bombe e altri ordigni?

Perciò non è possibile stupirsi per i numerosissimi rinvenimenti del passato e per quelli del futuro. A mio parere ogni località abruzzese è in grado di restituire questi testimoni dal profumo mortale dell’ultima guerra: “mine Teller, Shrapnel, Stock, Lpz, Farfalle, Topf, Riegelmine, ecc…, bombe a mano, proietti, nastri caricatori e cartucce in genere, sicuramente bombe d’aereo di fabbricazione americana della serie AN-M (100, 250,500,1000 lb e AN-M GP munita anche di spoletta di coda);   Bombe d’aereo tedesche, riconoscibili dalle spolette sul corpo dell’ordigno del tipo SC da 50 250 Kgr e qualche bomba d’aereo inglese GP o MC ”.

Esistono gruppi di studi su questo fenomeno?
Non sono a conoscenza se oggi esistono gruppi di studio addetti a questo scopo, forse l’ex Icram continua a monitorare i depositi di munizioni affondati in mare. Per quanto riguarda le foto del mio sito web: www.biografiadiunabomba.it è connessa al portale web del 340th Bomb Group: http://57thbombwing.com/340th_History/487th_History/missions/340thMissions_index.htm
Desidero concludere queste intervista (repetita iuvant), con il solito tormentone: la sola presenza del residuato bellico produce una situazione di pericolo incalcolabile e incontrollabile, perciò non si toccano, non si spostano, ma si allertano subito le Forze dell’ordine di zona.

Walter De Berardinis

http://www.giulianovanews.it/2010/09/abruzzo-la-presenza-del-residuato-bellico-nostra-intervista-a-giovanni-lafirenze/

Perchè la bonifica bellica

RIMOZIONE E DISTRUZIONE DUE BOMBE LOCALITA' CAVANELLA D'ADIGE (CHIOGGIA)

24/09/2010 - Si comunica che, a seguito del rinvenimento in località Cavanella d'Adige nel comune di Chioggia di due bombe d'aereo rispettivamente da 1100 e 500 libbre, risalenti all'ultimo conflitto mondiale, questa prefettura ha avviato diverse riunioni tecniche di coordinamento con gli enti preposti ed i soggetti interessati, allo scopo di valutare e definire le misure di prevenzione, nonchè le procedure di intervento connesse al trasporto e brillamento degli ordigni.

Tali operazioni, dirette per gli aspetti di carattere tecnico-operativo dal 3° reggimento guastatori di Udine, inizieranno alle ore 9.00 di lunedì 27 settembre p.v. e termineranno nell'arco della giornata. Gli interventi si presentano particolarmente complessi per il rilevante potenziale esplosivo. Le attività si svolgeranno in due fasi distinte: nella prima è previsto il prelievo ed il trasporto degli ordigni dall'area di rinvenimento fino al luogo di brillamento; nella seconda, invece, lo sgombero di un'area di 300 metri di raggio per la neutralizzazione delle bombe. Lo sgombero dell'area interessata non comporterà l'evacuazione di abitazioni civili, in quanto la zona di brillamento si trova in aperta campagna.

Contemporaneamente sarà disposto il divieto di sorvolo dell'area, nonché la sospensione delle attività venatorie nelle zone circostanti. Durante lo svolgimento delle operazioni di caricamento, trasporto e brillamento degli ordigni sarà assicurata l'assistenza sanitaria con la presenza di un presidio di emergenza medica a cura dell'asl 14 di Chioggia. l'intera attività verrà coordinata dalla prefettura di Venezia, con l'attivazione di un posto di comando presso il centro civico sito in località Cavana del comune di Chioggia (VE). Sarà attivato, inoltre, un collegamento radio, con i volontari ari che assicurerà le comunicazioni nei luoghi di sgombero e con la cellula di risposta costituita presso la prefettura di Venezia.

Fonte: http://www.prefettura.it/venezia/?f=Spages&id_argomento=372&id_avviso=6381&id_sito=1247&s=news.php&ttt=cdd636c4ef33db27a996379ad4247c360ee9469fc.1285040712.7127.16379&MyPage=2010-09

 

Perchè la bonifica bellica

Il 10° Reggimento Genio Guastatori (AGI) - Milano, 21 set. - Un altro ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale e' stato scoperto nei campi vicini all'aeroporto di Milano Linate, nel comune di Segrate. La bomba e' stata ritrovata l'11 settembre a Redecesio di Segrate e per il suo disinnesco verranno limitati i voli nella giornata di domenica prossima.

Il Prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi ha disposto che le operazioni dalle 8 del mattino e rende noto che l'area interessata sara' di 500 metri. I circa 1.500cittadini residenti nella zona interessata saranno evacuati ed ospitati presso l'oratorio della parrocchia Madonna del Rosario a Redecesio. La prefettura fa sapere inoltre che l'intervento rendera' necessario anche il divieto di sorvolo, quindi i voli in arrivo all'aeroporto di Milano Linate non potranno atterrare dalle 8 alle 11 e dalle 13 alle 15. Le operazioni si concluderanno presumibilmente intorno alle ore 15.

Il disinnesco della bomba e il successivo brillamento saranno curati dagli artificieri del 10° Reggimento Genio Guastatori. Gia' le scorse settimane erano stati rinvenuti nella stessa zona altri due ordigni bellici. (AGI)

Fonte: http://www.agi.it/milano/notizie/201009211405-cro-rmi0048-scoperto_altro_ordigno_bellico_a_linate_domenica_voli_limitati

Perchè la bonifica bellica

A cura di Maria Tiberio

Tra il 1943 e 1944, la città di Penne fu duramente colpita e la popolazione del centro urbano e delle contrade limitrofe conobbero gran parte delle conseguenze dirette della cosiddetta guerra in casa: fucilazioni di civili, deportazioni, ra...strellamenti, vittime dei bombardamenti e distruzioni degli edifici. E’ stato calcolato che complessivamente furono 61 i morti, un centinaio i feriti e oltre 500 gli sfollati che raggiungero Penne da molti comuni abruzzesi e dalle regioni limitrofe. Tre i bombardamenti subiti dal centro abitato, che provocarono i maggiori danni: il 7 novembre del ‘43, il 13 e il 24 gennaio del ‘44.

La prima incursione aerea colpì la linea ferroviaria Penne-Pescara provocando 25 morti; nella seconda, la città subì il suo primo bombardamento massiccio e il bilancio fu di 3 morti, 10 feriti e diverse decine di senzatetto a causa del crollo di alcune abitazioni; l’ultimo attacco fu il più duro e devastante, provocato da circa 60 bombardieri e 10 caccia, che riversarono sulla città oltre 400 bombe di medio e grosso calibro. Giovanni De Caesaris, descrisse così nel suo diario “Cronaca di Penne 1943/1944? quella giornata: “Il 24 gennaio 1944 Penne subì la prova più tremenda che le potesse essere destinata. Erano circa le 8,15 allolrchè si udì sulla città un rapido forte volo di aeroplani e quindi un succedersi di detonazioni fragorose, immense”.

A questa prima ondata, ne seguì poco dopo un’altra e furono ancora bombe sul centro storico: cadde il portale del Duomo del XII secolo, colpita la biblioteca del Seminario, e poi ancora l’ingresso e l’abside della cattedrale, l’episcopio e il teatro comunale in Piazza Luca da Penne. Tra il mattino e il pomeriggio, furono ben cinque le ondate di aerei sulla città. Furono colpiti anche altri importanti edifici pubblici: il Liceo, gli Uffici Finaziari, le scuole elementari di via Dante e via Mario dei Fiori, l’Ospedale civile, l’Ufficio Postale e molte Chiese. Quasi tutta la popolazione sfollò in quel 24 gennaio, per farvi ritorno solo dopo cinque mesi, il 13 giugno 1944, giorno della liberazione di Penne ed inizio di una nuova vita cittadina: la città fu ricostruita, le attività economiche riavviate, grazie all’impegno, ai sacrifici e alla grande forza di volontà dei pennesi.

Fonte... http://www.tuttopenne.com/2009/04/per-non-dimenticare/

Perchè la bonifica bellica

04 settembre 2010, Roseto degli Abruzzi, è quasi sera, Via Calvario sembra vivere una normale quotidianità, i residenti sono indaffarati con le solite faccende. Un uomo di 50 anni vuole controllare come procedono il lavori di ristrutturazione nel magazzino di sua proprietà. Il cinquantenne entra nel locale, sembra tutto in ordine, ma poco distante vede accumulato del materiale di risulta, lentamente raggiunge i calcinacci, tra questi nota uno strano oggetto, non comprende cosa sia, un alone misto di stupore e curiosità avvolge l'uomo. Quest'ultimo tenta con il piede di spostare lo sconosciuto manufatto, il quale improvvisamente esplode. Il proprietario del magazzino a causa di una potente onda d'urto viene scaraventato vicino ad una parete, ma ciò che preoccupa sono le numerose ferite riportate all'arto sinistro. Anche in questo caso a detonare è stato un residuato bellico della seconda guerra mondiale.?

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

Spett.le Associazione di Cultura Politica
Il Cittadino Governante
c/a Capogruppo al Consiglio Comunale
dott. Franco Arboretti

e.p.c alla stampa locale

Oggetto: Vostra proposta di intitolare una piazza in ricordo di Angelo vassallo

Preg.mo dott. Franco Arboretti,

in data odierna è stata diffuso un comunicato stampa dell’Associazione di Cultura Politica Il Cittadino Governante in ricordo del Sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, al termine del comunicato stampa si legge: “……..E proponiamo, infine, che la memoria di una figura pubblica così esemplare venga onorata con un’iniziativa duratura nel tempo: l’intitolazione ad Angelo Vassallo della piazza retrostante il municipio di Giulianova ed il contestuale gemellaggio con il comune di Pollica.”

Da semplice cittadino e cultore di storia patria, voglio inviarle una mia proposta (già presentata all’ex Sindaco Claudio Ruffini e poi al Commissario Prefettizio, Paola Iaci. Senza esito.), nella speranza che venga inserita insieme alla vostra richiesta, chiedo almeno di apporre una targa in onore dei caduti dei bombardamenti degli angoloamericani su Giulianova.

Nello spirito costruttivo, credo che bisogna ricordare anche i nostri concittadini in tutte le sue forme, anche attraverso l’intitolazione di Vie e Piazze

Giulianova, 10 settembre 2010.

Walter De Berardinis
(Cittadino Giuliese)

Di seguito il testo inviato al commissario Prefettizio il 22 marzo 2010

Al Commissario straordinario della
Città di Giulianova
Dott.ssa Paola Iaci
Vs. residenza Municipale

e.p.c. agli organi di stampa locali

Oggetto: richiesta di apposizione targa in ricordo delle vittime dei bombardamenti sulla città di Giulianova, 1943-44.

Preg.mo Commissario straordinario.
In qualità di semplice cittadino e membro delle Guardie D’Onore al Pantheon di Roma, propongo, visto lo stato d’avanzamento dei lavori dietro il palazzo comunale (attraversata da Via Cavour e Via Braga, nel cuore del centro storico) e l’imminente riconsegna alla cittadinanza, di chiedere (ma già il sottoscritto lo aveva segnalato alla precedente amministrazione Ruffini), una targa (nelle forme che riterrete più opportune ed economiche per le casse comunali) dedicata alle vittime dei bombardamenti degli angloamericani del 1943-44 sulla città di Giulianova, con circa 23 morti (fonte Archivio Stato, documenti della Prefettura di Teramo e Archivio Parrocchiale di San Flaviano). La targa potrebbe avere il seguente epitaffio (La comunità giuliese, nella memoria ancora viva degli orrori della 2° Guerra Mondiale, ricorda i sui figli vittime dei bombardamenti angloamericani del 1943-44. Ne affida la cara memoria alla storia e le loro anime a DIO. A perenne memoria delle generazioni future) o scritte da altri storici locali. La scelta della piazza non è casuale. Il 29 febbraio del 1944, i bombardieri angloamericani, scaricarono sulla nostra città un enorme quantitativo di bombe di grosso calibro, causando la morte di numerosi civili in particolar modo sul palazzo (detto Morganti) dietro l’attuale sede comunale, distruggendolo (oggi futura piazza, ma in passato, con scelte discutibili fu costruito un magazzino, sede del mercato coperto e poi sede provvisoria dei mezzi comunali). Il bilancio fu davvero pesante, vi perse la vita anche il noto giornalista giuliese, Francesco Manocchia.

Mi corre l’obbligo segnalare che proprio la nostra città fu la più pesantemente bombardata di tutta la provincia di Teramo (mentre il 15 settembre 2005, l’allora capo dello stato, Carlo Azeglio Ciampi, conferirà la Medaglia di Bronzo al Merito Civile al Gonfalone del comune di Martinsicuro per i bombardamenti subiti (in realtà era la città di Colonnella che meritava tale onorificenza, visto che era il Comune giurisdizionale all’epoca dei fatti: 19 morti, 9 feriti e 3 invalidi.)), visto il collegamento tra l’adriatica, l’interno del teramano e per la presenza dell’approdo marittimo. I bombardamenti sulla città iniziarono il 12 ottobre del 1943 e proseguirono il 14, 26 (notturno), 29 (attaccata con successo, scriveranno nei rapporti ai propri comandi), 30 (il porto alle 09:00 e alle 12:00), sempre dello stesso mese; a novembre il 3, 12, 13, 20, 21 (ponte del Salinello della S.S. Adriatica), 27 (notturna), 29 e il 30; dicembre il 4 e 9 (sulla ferrovia Teramo-Giulianova). Nel 1944: a gennaio il 2, 12, 22, 23, 24, 26 (sui ponti Salinello e Tordino, da cannoneggiamento da navi inglesi) e 28; febbraio il 27 e il 29 (lido, in particolar modo la stazione ferroviaria e il centro storico); a marzo solo il 16 e 24; ad aprile il 2, 3, 9, 12, 16, 18 (più volte il ponte del Salinello) e 24; a maggio il 2, 3, 4, 5, 9, 11, 14 e 21. I bombardamenti causarono 23 morti e 43 feriti (fonte Prefettura di Teramo, da b. 3 vers. III c/o Archivio di Stato di Teramo). La Air Force U.S.A., con la N.A.T.B.F. (Northwest African Tactical Bomber Force) e la DAF (Desert Air Force); la S.A.A.F. sudafricana (South African Air Force) e la R.A.F. inglese (Royal Air Force), parteciparono con i seguenti caccia e bombardieri: il Republic P-47 Thunderbolt (caccia), il Consolidated B-24 Liberator (bombardiere americano), il B-17 Flying Fortress (bombardiere americano, detto fortezza volante). Il North American B-25 Mitchell (bombardiere minore) e il Martin B-26 Marauder ( detto “il Predone").

Sicuro di quanto sopra, resto a disposizione per eventuali chiarimenti e per fornirLe opportuna documentazione in merito.

Giulianova alta lì, domenica 22 marzo 2009.

in fede, Walter De Berardinis

 

Perchè la bonifica bellica

Esplode ordigno bellico fra le mura di casa. Un ferito

di Franco Lofrano

04 Settembre 2010 - ROSETO - Un ordigno probabilmente della seconda guerra mondiale esplode in un magazzino ferendo gravemente il proprietario dell’immobile.
E’ accaduto nel pomeriggio di ieri, intorno alle 18,40, quando il signor Antonio Cuccaro, di anni 50, è sceso nel magazzino della propria abitazione di Via Calvario 10, nei pressi del comune e di piazza Sant’Antonio nel centro storico, per controllare i lavori, ancora in via di completamento, di ristrutturazione dell’immobile.

Ha notato tra il materiale di risulta sparso sul pavimento, un oggetto strano e non conosciuto e la curiosità lo ha spinto a spostarlo con il piede destro. Fatalmente è scoppiato e il botto lo ha scaraventato contro la parete e come se non bastasse l’alluce del piede sinistro è quasi completamente saltato, oltre a riportare ferite lacero contuse profonde agli arti inferiori. I familiari della vittima immediatamente hanno allertato il servizio di emergenza 118 di Trebisacce. I sanitari con l’ambulanza con a bordo la dottoressa D’Urso, l’autista Franchino e l’infermiere professionale Galizia si sono, a sirene spiegate, portati sul posto prestando le prime cure. Da lì il trasferimento al pronto soccorso dell’Ospedale “G.Chidichimo” di Trebisacce dove era già atteso dal dottore Serrago che immediatamente è intervenuto con l’intero staff sanitario.

Al momento si rimane in attesa di conoscere l’esito delle radiografie, ma è ipotizzabile un ulteriore trasferimento presso un vicino presidio ospedaliero attrezzato di reparto di chirurgia.

Fonte: http://dirittodicronaca.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4225%3Aesplode-ordigno-bellico-fra-le-mura-di-casa-un-ferito&catid=43%3Acronaca&Itemid=69

Segue commento...

Perchè la bonifica bellica

Incendi: in fiamme pineta minata tra Molise e Lazio
Delicata situazione per ordigni bellici sepolti durante guerra

 

02 settembre (ANSA) - ISERNIA, 2 SET - Task force della Protezione Civile del Molise per spegnere l'incendio che da due giorni devasta un bosco tra le province di Isernia e di Frosinone. Le fiamme erano partite dal sottobosco di una pineta tra Pozzilli (Isernia) e Acquafondata (Frosinone). La difficolta' dei mezzi terresti per raggiungere l'area impervia hanno causato serie difficolta'. La pineta e' ''minata''. Infatti li' sono sepolti molti residuati bellici della Seconda Guerra Mondiale. Dalla sala operativa della Protezione civile del Molise fanno sapere che ''comunque l'incendio e' sotto controllo. (ANSA).

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/molise/2010/09/02/visualizza_new.html_1787917935.html


Fonte: http://www.vigilfuoco.it/sitiVVF/frosinone/galleria.aspx?codnews=10310&s=43

IL MIO COMMENTO
I residuati bellici non sono fantasmi da dimenticare, ma concreti oggetti mortali

Il primo settembre un grave incendio si estende e devasta aree boschive tra i Comuni di Pozzilli, (Isernia) e Acquafondata, (Frosinone). La notizia parte da un lancio Ansa del 2 settembre 2010. Infatti quest'ultima specifica: le fiamme divampano tra residuati bellici inesplosi ai tempi della seconda guerra mondiale. L'ansa conclude affermando che il rogo è sotto controllo.

Naturalmente la conferma a tutto ciò è rintracciabile solo nel sito dei Vigili del Fuoco di Frosinone. Infatti anche in questo caso i canali informativi locali e nazionali hanno snobbato la gravissima notizia.

Certo domare un rogo di tali dimensioni non è semplice, ancora peggio se quest'ultimo si estende su terreni colmi di bombe interrate e pronte ad esplodere a causa dell'alta temperatura generata delle fiamme. Ovviamente i Vigili del Fuoco sono affiancati dal Corpo Forestale e da numerosi gruppi della Protezione Civile, (elicotteri e Canadair). La presenza delle numerose granate non può stupire nessuno in quanto le due località nel corso dell'ultima guerra sono state teatro di feroci scontri di terra, ( Pozzilli tra Volturno e linea Gustav, mentre Acquafondata è a 10 chilometri da Montecassino).

Tuttavia l'ottimismo delle due righe Ansa, ( ...comunque l'incendio e' sotto controllo...,) non è condivisibile perchè nessuno è in grado di stabilire la quantità delle bombe sepolte e il tipo di caricamento di quest'ultime. Non posso che prendere atto sia della completa disinformazione locale e nazionale, quanto dell'indifferenza dimostrata nel passato dalle ex amministrazioni locali nei confronti dei cittadini che nel corso degli anni hanno abitualmente frequentato quelle pinete e quei boschi. Ancora una volta ripeto: “ I residuati bellici non sono fantasmi da dimenticare, ma concreti oggetti mortali”.

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

Fatti esplodere tre ordigni bellici Rinvenuti vicino il fiume Dirillo

di Gianluca Maganuco

02 Settembre 2010 Gela - Tre ordigni bellici sono stati fatti brillare ieri mattina nei pressi del fiume Dirillo. Si tratta di mortai a forma di proiettile, lunghi 30 centimetri con una circonferenza di 10 centimetri. Sono stati scoperti da alcuni tecnici impegnati in rilevamento di aree dove avviare una collocazione di impianti fotovoltaici. Gli stessi, muniti di appositi rilevatori, stanno proseguendo col monitoraggio dell’area. Sul posto sono intervenuti gli artificieri provenienti in città dal capoluogo siciliano, accompagnati dai carabinieri e assistiti da una squadra sanitaria retta dal dirigente dell’unità operativa di Pronto soccorso dell’ospedale, Gaetano Orlando. Il mese scorso un ordigno era stato fatto esplodere sul litorale della frazione balneare di Manfria.

fonte: http://www.ilgiornaledigela.it/attualita/10872-fatti-esplodere-tre-ordigni-bellici-rinvenuti-vicino-il-fiume-dirillo.html

Perchè la bonifica bellica

Residuati bellici a pochi metri dalle case

Alcuni residenti di via Pinchera hanno segnalato ieri ai Nos del Corpo Forestale dello Stato la presenza di un ordigno bellico in un terreno a pochi metri dalla strada e dalle abitazioni. Nascosta tra rovi e spine una bomba da mortaio probabilmente risalente al secondo conflitto mondiale ancora innescata e, quindi pronta ad esplodere. Per questo il Corpo Forestale dello Stato ha messo in sicurezza l’area transennandola in attesa dell’intervento degli artificieri

Fonte: http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2010/08/29/trovata-una-bomba-a-pochi-metri-dalle-case/

Cesena - Domenica scatta il bomba day
Artificeri in azione per rendere inoffensivo il residuato bellico da 500 libbre ritrovato nell'alveo del fiume Savio

25/08/2010 - CESENA - Una bomba d'aereo americana ancora attiva da 500 libbre (circa 227 Kg.), residuato bellico della II guerra mondiale e' stata rinvenuta durante i lavori di scavo in un cantiere lungo l'alveo del fiume Savio (via Iv Novembre) e sara' rimossa e neutralizzata domenica a cura dell'ottavo Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti 'Folgore', una delle Unita' dell'esercito incaricate di bonificare il territorio dell'Italia centro-settentrionale dai numerosi residuati bellici ancora esistenti e pericolosi (nell'anno 2009 sono stati disinnescati oltre 2000 ordigni solo nel Nord Italia).

Si tratta di una attivita' particolarmente delicata, coordinata dal primo Comando Forze di Difesa con sede a Vittorio Veneto e diretto dal Generale di Corpo d'Armata Mario Marioli. Le operazioni di messa in sicurezza del territorio saranno coordinate dalla Prefettura di Forli'-Cesena e avranno inizio alle 8.30, in concomitanza con il disinnesco dell'ordigno ed il successivo spostamento in localita' Cava Sapiro di Selvagnone nel comune di Forlimpopoli, luogo idoneo a farlo brillare.

Saranno evacuati circa 1400 residenti e sara' sgomberata un'area di circa 500 metri lungo tutto l'itinerario utilizzato per trasportare l'ordigno laddove sara' fatto esplodere, con divieto assoluto di sorvolo. L'intervento complessivo (despolettamento, caricamento sul mezzo, trasporto, preparazione delle cariche, brillamento) ha una durata prevista di circa 5 ore. L'operazione sara' portata a termine dal maresciallo capo Rocco Pezzano e dal nucleo di specialisti Eod (Explosive Ordnance Disposal-Bonifica Ordigni Esplosivi). Il team vanta una preziosa esperienza maturata in analoghi interventi in Italia e nel corso delle varie missioni all'estero.

Fonte: http://www.romagnanoi.it/News/Romagna/Cesena/Cronaca/articoli/212762/Domenica-scatta-il-bomba-day.asp

Perchè la bonifica bellica

Ragazzo ritrova bomba nel messinese

14 agosto 2010 - Una bomba da mortaio di 81 mm, risalente alla seconda guerra mondiale, è stata ritrovata nei pressi di un lido balneare sulla spiaggia di Furnari, nel messinese. A recuperarla in acqua un ragazzino che, dopo essersi accorto di cosa si trattava, ha dato l'allarme. Sul posto sono giunti gli artificieri del Nucleo antisabotaggio della questura di Messina che hanno provveduto a mettere in sicurezza la zona. In giornata l'ordigno verrà fatto brillare.

Fonte: http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/99817/rinvenuto-ordigno-bellico-spiaggia-messinese.htm

Perchè la bonifica bellica

Linate, riaffiora un altro ordigno bellico
un altro ritrovamento dopo il caso di settimana scorsa

La bomba d'aereo urtata da una ruspa sarà disinnescata a settembre. «Molti abitanti da sfollare»

MILANO- «Bomba day», la frazione Redecesio di Segrate e l'aeroporto di Linate sono pronti a replicare. A nemmeno una settimana dalle operazioni di disinnesco e distruzione dell'ordigno bellico venuto alla luce durante i lavori per la tangenzialina, un altro «ricordo» dei bombardamenti americani del 1944-45 affiora dal passato.

Questa volta l'ordigno, in tutto e per tutto simile a quello fatto brillare domenica scorsa, è stato trovato durante i lavori di scavo per le fondamenta di un nuovo complesso residenziale tra le vie Donizetti e Trento, in pieno centro a Redecesio. La bomba, un proiettile d'aereo del peso di 550 libbre, di fabbricazione o inglese o americana, è stata urtata da una escavatrice, che ha immediatamente sospeso il lavoro e dato l'allarme. Collocata in posizione verticale, dovrà adesso essere esaminata dagli artificieri per verificarne le condizioni e stabilire un piano di intervento in vista del disinnesco.

Operazioni che con ogni probabilità non potranno tenersi prima di settembre e che richiederanno inevitabilmente uno sforzo maggiore rispetto a quello messo in campo domenica scorsa, quando l'evacuazione riguardò meno di 1.200 persone, in gran parte già assenti dalle abitazioni visto il periodo estivo. Il rischio per il prossimo piano di evacuazione è che siano interessati molti più residenti, sia per la zona molto più centrale, sia per il periodo. Nei prossimi giorni in Prefettura verrà tracciato il piano d'emergenza, individuato il giorno adatto - con ogni probabilità la prima o la seconda domenica di settembre - e stabilite le modalità di creazione dell'area di sicurezza.

Una serie di decisioni ormai ben conosciute a Segrate, dove il rinvenimento di ordigni bellici di queste dimensioni non è certo una novità. Gli stessi artificieri intervenuti domenica scorsa si aspettavano nuovi rinvenimenti, anche se probabilmente nessuno pensava ad una tempistica così ravvicinata.

Barbara Sanaldi 13 agosto 2010

fonte: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_agosto_13/linate-sanaldi-1703569664934.shtml

IL MIO BREVE COMMENTO: questa è la seconda emergenza (sforzo economico e non solo) che deve patire il comune, mi chiedo: per logica è più conveniente se un lavorante urta e sposta una bomba (per mezzo di una macchina escavatrice), o investire in sicurezza con la bonifica bellica...???? Mah...

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

a cura dell'Assistente tecnico BCM Giuseppe Ardito

La lapide si trova ad Alfonsine (Ravenna) sulla s.p.105. Infatti dallo sminamento del dopoguerra ne sono stati trovate circa 800 mine Teller. dal racconto del fratello della vittima, la vittima ritornato dalla guerra seguì un corso di sminamento, ma data la giovane età e l'inesperienza nel campo, al primo intervento (fatto nella sua città), si trovò davanti una mina trappolata ad un' altra e alla rimozione della prima causò l'esplosione e di conseguenza la sua morte. Dall'incidente molti colleghi abbandonarono questo lavoro.

Perchè la bonifica bellica

(Guerra 1915 – 1918 Stipanescu Toma) Durante la costruzione della strada comunale per Ranzi, a seguito dello scoppio di una mina, il 27 novembre 1917 in Regione câ di Marco morì il prigioniero di Guerra Stipanescu Tomat fu Ivan di anni 21 minatore – nazionalità Austro – Ungarica.

Lungo la strada si nota una targa in metallo, in ricordo della giovane vittima. Per la cronaca tramandiamo che detti prigionieri di Guerra erano accasermati presso un baraccamento sito in V. Oberdan. Ed un’ altro gruppo invece era alloggiato vicino all’ antica Chiesa Parrocchiale in quel di Borgio. La contabilità giornaliera dei prigionieri di Guerra era tenuta dall’ allora Assessore Comunale, Agostino Rembado di Ranzi. Stefania Saule

Perchè la bonifica bellica

Mauro e Davide

La squadra del Primo Maresciallo Mauro Gigli è da tempo impegnata in Afghanistan in varie operazioni di sminamento. Mercoledì 28 luglio il team di genieri è indaffarato a neutralizzare alcune mine artigianali (Iedd) nel territorio di Herat. Mauro ( 32° Reggimento Genio di Torino (Brigata Alpina Taurinense) è aiutato dal Caporalmaggiore Pier Davide De Cillis, ( 21° Reggimento Genio di stanza a Caserta), dal Capitano Federica Luciani, (2° Reggimento Genio Pontieri Piacenza) e tanti altri.

E' sera, il lavoro è quasi giunto al termine, il gruppo di Mauro ha già pianto la scomparsa, (ordigno posto sul ciglio di una strada nei pressi dello stesso territorio di Herat), dei commilitoni Massimiliano Ramadù e Luigi Pascazio. Ma il loro lavoro consiste nel salvare altre vite, quindi per mezzo di una considerevole umanità bilanciano timori e speranze. I militari iniziano a sterrare ai fianchi della mina consapevoli di eliminare un oggetto mortale. Mauro scava, scava, scava, elimina ogni accenditore, forse anche i detonatori dell'ordigno, nulla di particolare è il proprio lavoro, Mauro è cosciente di aiutare la popolazione civile, ma non si considera un Eroe. Ora la mina è disattiva, improvvisamente Mauro nota un Timer, intuisce l'incontrollabile trappola radiocomandata.

E' un attimo, Mauro non è un Eroe, ma deve tentare un lavoro impossibile, proprio contro una morte invisibile. Il carisma di Mauro è in grado di far allontanare dal posto i colleghi più giovani che con difficoltà obbediscono al Primo Maresciallo. Anche il Caporalmaggiore Pier Davide De Cillis e il Capitano Federica Luciani, colgono il dramma del momento, sanno di non essere Eroi, ma decidono di restare al fianco di Mauro per sostenerlo in questa ultima rischiosissima fase. I tre Genieri sanno che la trappola è radiocomandata, ma tentano di inertizzarla. Non è possibile, il terrorista invia il segnale e la bomba esplode. Mauro sa di non essere un Eroe, ma con il proprio corpo protegge (dalle schegge) quello del Capitano Federica Luciani. Mauro e Davide restano esangui sul terreno, ormai inconsapevoli di lasciare un grosso e incolmabile “vuoto” colmo di sofferenza, dolore, angoscia, disperazione, tormento, tra famigliari, amici, conoscenti e colleghi. Ma in ogni italiano nasce una convinzione: “Questi ragazzi sono stati veri Eroi”.

Giovanni Lafirenze

Ricostruzione tratta dalle varie testate giornalistiche

Perchè la bonifica bellica

Tra fantascienza e realtà

Sembra di raccontare favole o racconti di pura fantascienza: il 22 luglio 2010 un signore rientra in possesso del proprio appartamento, (Firenze).
Il proprietario intento a riordinare la proprietà, in una vecchia scatola nota una vecchia bomba a mano. Naturalmente intervengono gli artificieri della Polizia che in piena sicurezza rimuovono l'ordigno.

Sabato 22 luglio un sub mentre si diletta tra le splendide acque del mare nei pressi di Savelletri (BR) nota (a suo dire) una bomba a mano modello SRCM mod. 35. Il subacqueo la recupera, e con attenzione la posa tra gli scogli, la strana manovra non sfugge ai vicini bagnanti che per precauzione abbandonano il posto. Tuttavia il ragazzo non “doveva” recuperare nulla, ma usare una semplice boetta di segnalazione, in alternativa anche una bottiglia di plastica, una cima e un sasso come corpo morto.
Naturalmente questo caso è seguito dalle Forze dell'Ordine, dalla Capitaneria di Porto di Savelletri, ma inutilmente infatti domenica 25 luglio una mareggiata trascina nuovamente in mare la bomba.

Ancora: Il 24 Luglio A Viterbo un anziano signore ex fochino, decide colmare le numerose vertenze in sospeso con i vicini di casa, per mezzo di una bomba artigianale, ma quest'ultima esplode al momento dell'accensione dilaniandolo. Lascia una moglie disabile, tanti perchè, […], ed un quesito: può uomo di 84 anni conservare in casa materiale esplosivo, all'insaputa di famigliari e parenti...?

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

CADUTA FASCISMO - 25 LUGLIO 1943

Il giorno successivo alla caduta del fascismo - un assolato lunedì di fine luglio - anche i Pietresi, come in tutta l’Italia, scesero in piazza esultanti per l’improvviso cambio di Governo.

Il modo di pensare e le abitudini con cui vent’anni di regime Mussoliniano avevano indottrinato la gente, erano scomparsi.

La camicia nera, il fez, lo stemma col fascio all’occhiello della giacca e tanti altri simboli del regime si volatilizzarono…. Dagli Uffici, sia pubblici che privati, nonché dalle scuole e colonie, vengono frettolosamente tolti i quadri del Duce.

Viene pure abbattuta la lapide in marmo, sormontata dal fascio littorio, affissa sulla facciata del Palazzo Comunale a ricordo delle “Sanzioni”, mentre quella incisa nella pietra, nei pressi dell’archivolto dell’Aurelia, a memoria dell’importante arteria nazionale appena inaugurata, viene aggredita a suon di scalpello. Stessa sorte subisce lo stemma del fascio affisso sul civico mattatoio sito in via Crispi.

Anche la toponomastica cittadina fu soggetta a rapida trasformazione: sparì il Fascio che incorniciava le targhe col nome delle vie e piazze. Operai del Cantiere Navale e alcuni cittadini si prestarono con moto spontaneo alla bisogna, onde cancellare il più sollecitamente possibile ogni traccia del passato regime.

In quell’indimenticabile 26 Luglio 1943 il popolo Pietrese e della Val Maremola, le maestranze del Cantiere Navale Camed, i dipendenti del Pio Istituto Santa Corona e di altri Enti accorsero nella Piazza Nuova (a Ciassa Növa), per poi dirigersi – Banda Musicale Cittadina in testa - alla Chiesa del Soccorso, per il canto di ringraziamento del “Te Deum”. Al termine della cerimonia religiosa, il corteo festante rientra in Paese. Sul palco della Banda Musicale di Piazza xx Settembre - oggi San Nicolò - sventola una vistosa bandiera tricolore, messa a disposizione dal locale Cantiere Navale Camed . Seguono i discorsi di circostanza dei concittadini: Mario Sodi, Rag. Amedeo Salvaterra, Prof. Silvio Accame, Cap. Vincenzo De Vincenzi (U Cucciu), Edoardo Ciribì, Giuseppe Ferrando (U Barùn) ed altri ancora. Finalmente dopo tanti anni si riascoltano parole comme : Libertà e Democrazia.

Dal balcone dell’ex “Casa del Fascio” affaciantesi nella piazza del Municipio - nella tarda mattinata - un gruppo di Socialisti ed ex combattenti della Grande Guerra, gettano registri, documenti vari, schedari, e mobili ed anche un busto bronzeo di Mussolini, distruggendo il tutto e dandolo al fuoco purificatore…. Il grande quadro del Duce che troneggiava nell’ampio salone de “Fascio” venne distrutto in mille pezzi, così come altri a soggetto patriottico che adornavano i muri. I fucili in dotazione ai “Balilla Moschettieri”, di cui anch’io avevo fatto parte, la mitragliatrice dell’ex Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.) nonché i relativi moschetti con le munizioni, vengono prontamente prelevati dagli operai del Comune e trasferiti su di un carro presso la caserma dei Reali Carabinieri, sita nel corso “Camicie Nere”.

Un contadino del posto, B.F., contraccambiò i due sonori ceffoni ricevuti dallo squadrista A.P., allorché il 28 Ottobre 1928, durante il corteo commemorativo della Marcia su Roma (1922), non si tolse il cappello in segno di deferenza al gagliardetto. In Pietra, nel complesso, non successero fatti gravi, come accaderro in altri paesi. Anche nell’allora tranquilla Frazione di Ranzi , non accade nulla di rilevante, se non un pestaggio atipico. Infatti, alcuni antifascisti, sapendo che da sempre R,R, manifestava le sue simpatie per Mussolini, lo convincono ad un radicale cambiamento: attesolo nell’oscuro androne nella antica casa de “Dransciü” e incappucciatolo con un grosso sacco di olive, lo bastonano sonoramente. Da quel momento R.R. non si interesserà più di politica…La lezione era servita. Così, con la fine di quell’intensa giornata, che aggiunse un ‘altro tassello alla microstoria locale, tramontò un ‘epoca. Nere nubi, tuttavia si affacceranno dopo l’8 settembre 1943.

Stefania Saule Da Archivio Storico personale di Giacomo Accame - Diario Storico Periodo Bellico 1940/1945

Perchè la bonifica bellica

Sicuramente il mese di luglio, distrae ogni italiano desideroso di raccogliere notizie provenienti dal nostro Bel Paese. In tanti già godono delle sospirate ferie in villaggi turistici,e non solo, altri contano i giorni mancanti per ottenere il meritato periodo di riposo.
Ma esiste una parte della popolazione impegnata a gestire i bisogni chi non può partire, […], certo colpa dell'Euro, ma anche di gravi mali fisici, (il nostro plauso nei confronti di ogni volontario e non solo occupato a gestire le corsie dei nostri ospedali, (sciopero a parte).

Ma l'informazione...? Sicuramente qualcuno sebbene la calura continua a seguire con passione i percorsi dei vari Formigoni, Caldoro, Vendola, Ciancimino e Fitto. Anche il problema intercettazioni continua a tenere banco nonostante l'afa estiva. Non solo, c'è chi al riparo di un ombrellone continua a discutere sia nei confronti della Magistratura, sia sull'indice Ftse Mib, la borsa, il dollaro, il prezzo de greggio a barile e la marea nera.

Ancora: si continua a questionare su quanto sia giusto o meno continuare a progettare e costruire impianti eolici (forse qualcuno desidera il nucleare). Ma il vero tormentone politico/sociale di questa estate è concentrato e orientato in direzione della legge bavaglio. Ovviamente un decreto destinato a eliminare notizie di grande popolarità. Ma esistono notizie sebbene molto gravi, che non trovano spazio a causa dell'indifferenza generale sull'argomento “in Italia i residuati bellici continuano a far male”.

Infatti il 14 giugno dal Comune di Cannobio giunge una tremenda notizia: Una bambina mentre nuota tra le acque del torrente nota uno strano sassolino, incuriosita prima lo recupera, poi lo consegna tra le mani dei genitori. L'oggetto ritrovato dalla bambina in realtà è una bomba a mano (residuato bellico delle guerre trascorse), in pochi attimi il panico coinvolge tutti i bagnanti, in tanti allertano le Forze dell'Ordine che in tempo quasi reale giungono sul posto e rasserenano i turisti.

Il torrente (Cannobino), come una macchina del tempo ha raccolto lungo il proprio percorso il manufatto di ieri, per consegnarlo tra le inconsapevoli manine di una piccola bimba...! Non è finita: Il 19 luglio Nel Comune di Casoni ( Modena), un residuato bellico esplode tra le mani di un 59enne, mentre quest'ultimo “ingenuamente” cerca di pulire l'oggetto per mezzo di smerigliatrice elettrica.

Naturalmente ha perso la mano sinistra, tre dita della destra, Numerose e profonde ferite al volto e all'addome, nel corso della dovuta perquisizione i militari dell'Arma hanno trovato nell'abitazione dell'uomo numerosi residuati bellici ancora efficienti. Ma la notizia: "i residuati bellici in grado di uccidere", editorialmente non procura alcun vantaggio", l'importante è che Corona abbia mollato Belen...

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

Manipola un residuato bellico che esplode: gravissimo

Dramma a Casoni di Ravarino: ferito un idraulico di 59 anni. I Carabinieri hanno scoperto che aveva in casa armi ed esplosivi dell'ultima guerra mondiale. Lo stabile è stato sgomberato e piantonato

Modena, 18 luglio 2010. Stava manipolando in casa un proiettile esplosivo, un residuato bellico, che è esploso con una violenta deflagrazione. Un idraulico di 59 anni è rimasto gravemente ferito nella sua abitazione di Casoni di Ravarino, ed è stato trasportato all'ospedale di Baggiovara.

E' in terapia intensiva, ha perso alcune dita e altre schegge lo hanno ferito all'addome Sono intervenuti i carabinieri di Nonantola, supportati dagli artificieri di Bologna, che eseguito una perquisizione domiciliare e hanno scoperto che l'uomo deteneva illegalmente numerose armi ed esplosivi da guerra riconducibili all’ultimo conflitto mondiale.

Per precauzione, lo stabile è stato sgomberato e piantonato: i residuati bellici sono stati sequestrati.

Fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/2010/07/18/358270-manipola_residuato_bellico.shtml

 

Perchè la bonifica bellica

"...Secondo i dati ufficiali (nota prot. M-D/GGEN/01/01059/121/800/10 del 5 febbraio 2010)
nel 2007 gli ordigni rinvenuti sul territorio nazionale sono stati 91.386, le bombe d'aereo 190;
nel 2008 gli ordigni rinvenuti sono stati 67.238, le bombe d'aereo 191;
nel 2009 sono stati ritrovati 77.206 ordigni e 153 bombe d'aereo..."

Perchè la bonifica bellica

“...LA BOMBA E LA BIMBA...”

Luglio 2010, ogni località del lago Maggiore è colma di villeggianti, distribuiti fra antichi Castelli, Ville, Parchi, Musei o intenti a confrontarsi tra le piacevolissime sensazioni che procurano le limpide e fresche acque del lago. Tutto ciò termina con il rientro in albergo o in campeggio.

Il 14 giugno dal Comune di Cannobio giunge una tremenda notizia: Una bambina mentre nuota tra le acque del torrente nota uno strano sassolino, incuriosita prima lo recupera, poi lo consegna tra le mani dei genitori. L'oggetto ritrovato dalla bambina in realtà è una bomba a mano (residuato bellico delle guerre trascorse), in pochi attimi il panico coinvolge tutti i bagnanti, in tanti allertano le Forze dell'Ordine che in tempo quasi reale giungono sul posto e rasserenano i turisti. Il torrente (Cannobino), come una macchina del tempo ha raccolto lungo il proprio percorso il manufatto di ieri, per consegnarlo oggi tra le inconsapevoli manine di una piccola bimba...!

Giovanni Lafirenze

Fonte: http://luino.virgilio.it/notizielocali/Bimba-trova-bomba-a-mano-nel-fiume-25200206.html

Perchè la bonifica bellica

11 luglio 1944
a cura di Stefania Saule

11 Luglio 1944 ore 11,30 c.a. 66 anni fa ancora un’ altro bombardamento aereo si abbatte su Pietra Ligure altri seguiranno come già scrissi in precedenza. Sei caccia bombardieri provenienti dal mare sganciano micidiali ordigni sui Ponti del Torrente Maremola, che, tuttavia, nn riescono a colpire. Centrano, invece, alcune case nei pressi del Cimitero, il terreno dei Morello (Marchéttu) e il mattatoio pubblico (V. Crispi). Alcune bombe esplodono sul martoriato Quartiere Aietta, distrutto il 29.06.1944

 

Tratto da Diario Storico – periodo bellico di G. Accame.

Perchè la bonifica bellica

Bomba aerea con 300 chili di esplosivo ritrovata a largo della costa di Barletta

BARLETTA (7 luglio) - Una mina di forma cilindrica antisommergibile, risalente alla seconda guerra mondiale, armata con 200 chili di tritolo, potenzialmente pericolosa, usata in guerra come sbarramento difensivo contro navi e sommergibili, e una bomba d'aereo, del peso di circa 227 chili di esplosivo, di nazionalità americana, sono state trovate sui fondali del mare a Barletta, lungo la litoranea di ponente.

Dopo la segnalazione alla guardia costiera di un sommozzatore, addetto, per conto del Comune di Barletta, alla manutenzione del depuratore cittadino, sul posto sono intervenuti i militari del nucleo Sdai, Sminamento difesa antimezzi insidiosi. Gli ordigni, infatti, forse arrivati lì dopo essere rimasti incastrati nelle reti di pescatori, si trovavano infangati a ridosso della condotta sottomarina per la depurazione delle acque, a circa 1600 metri dalla costa, ad una profondità di circa dieci metri.

Le operazioni di brillamento della mina antisommergibile sono avvenute a tre chilometri di distanza dalla costa che, in quel tratto, è stata evacuata. Le operazioni saranno completate domani con il brillamento della bomba aerea.

Fonte: http://www.quotidianodipuglia.it/articolo.php?id=109831&sez=BARI

Perchè la bonifica bellica

La Marina Militare di Barletta nelle operazioni utili per il brillamento dell'ordigno bellico

07/07/2010 - Barletta – IN meno di 24 ore dalla segnalazione alla Guardia Costiera il Nucleo Sdai della Marina Militare, con l’ausilio della motovedetta CP845 e del gommone GC138 ha individuato, rimosso e fatto brillare un ordigno residuato bellico di fronte alla litoranea di Ponente di Barletta.

Un palombaro in servizio locale, cui il Comune di Barletta ha affidato la manutenzione della condotta sottomarina a servizio del depuratore cittadino, in occasione dell’ispezione subacquea, ha infatti notato a ridosso della condotta, adagiati sul fondo ma seminfangati, due oggetti che a prima vista gli sono sembrati una mina ed una bomba d’aereo.

Il punto dove si trovavano questi ordigni era a circa 1600 metri dalla costa, ad una profondità di oltre 9 metri. Subito la Guardia Costiera di Barletta, come da procedura ormai consolidata, ha informato la Prefettura di Bari, che ha chiesto l’intervento del nucleo SDAI, specializzato di artificieri, al Comando in Capo del Dipartimento Militare Marittimo.

LE OPERAZIONI – Nella mattina del 7 luglio le operazioni sono iniziate ed i sommozzatori della Marina Militare hanno constatato la presenza, effettivamente, di una mina di forma cilindrica antisommergibile da ormeggio a contatto tipo P5, risalente alla seconda Guerra Mondiale, armata con 200 chili di tritolo e quindi potenzialmente pericolosa, che a suo tempo veniva usata come sbarramento difensivo contro navi e sommergibili, nonché di una bomba d’aereo tipo DEMO da 500 libre (circa 227 chili) di esplosivo di nazionalità americana.

Prima di tutto, intorno alle 12.00, è stata fatta brillare la mina antisommergibile, dopo che le forze dell’ordine avevano fatto allontanare dalle spiagge (Lido Massawa, Lido Mennea) in corrispondenza dell’ordigno i bagnanti; l’ordigno stesso nel frattempo era stato rimorchiato ad oltre 3 chilometri di distanza dalla costa. Subito dopo è quindi cessato l’allarme e la zona di mare è tornata liberamente fruibile.

Domani 8, sempre al largo, verrà fatta brillare la bomba d’aereo, nel frattempo resa comunque inoffensiva. Ben 14 i militari complessivamente impegnati in mare nell’operazione, coordinata dal Capo Nucleo SDAI della Marina Militare Capitano di Fregata Giambattista Acquatico, coadiuvato dal Comandante di Circomare Barletta Giuseppe Stola. Domani il completamento delle operazioni.

Fonte: http://www.statoquotidiano.it/07/07/2010/a-barletta-la-marina-fa-brillare-residuato-bellico/31495/

Perchè la bonifica bellica

Furci Siculo, rinvenuto ordigno bellico in pieno centro

FURCI SICULO. Un ordigno bellico risalente alla II Guerra mondiale è stato rinvenuto a Furci Siculo, in pieno centro, nel corso di lavori ad una privata abitazione. Secondo una prima analisi si tratterebbe di un ordigno anti carro. L’area è stata immediatamente transennata ed è costantemente monitorata dai vigili urbani che hanno predisposto un servizio ininterrotto sino all’intervento degli artificieri. Contestualmente sono state avviate le procedure per viste in questi cas, anche attraverso la segnalazione alla prefettura. L’ordigno sarà disinnescato nell’alveo del torrente.

Data: 06/07/2010

fonte: http://www.tele90.it/news/2010/07/06/furci-siculo-rinvenuto-ordigno-bellico-in-pieno-centro/9013/

Perchè la bonifica bellica

BARI. Gode del patrocinio degli enti locali e della biblioteca multimediale del Consiglio regionale, Teca del Mediterraneo, l´iniziativa dell´associazione culturale barese "Virtute e conoscenza".

L'associazione Ha promosso la pubblicazione del volume "Haiti chiama Bari", a cura di Santa Vetturi, stampato da Levante, 231 pag. 15 euro, dando un senso allo sgomento che ha assalito tutti, il 12 gennaio, mentre la televisione rimandava le immagini del disastroso terremoto sull´isola caraibica.

Il libro nasce dalla sensibilità di 34 scrittori/artisti di Terra di Bari, che rispondendo generosamente all'appello della poetessa Vetturi, hanno messo la loro creatività - in forma di poesie, racconti, fotografie, dipinti - al servizio di una causa: raccogliere fondi per donare lettini all'Ospedale pediatrico N.P.H. Saint Damien della Fondazione Francesca Rava in Haiti.

Nasce perché l'emergenza continua, in maniera drammatica, in un Paese tra i più poveri della Terra, a danno soprattutto dei più indifesi, i bambini. "Nasce perché non si può stare sempre e solo a guardare".

fonte: http://www.giornaledipuglia.com/2010/06/libri-haiti-chiama-bari-sulla-linea.html

Perchè la bonifica bellica

Pescano bomba al fosforo e restano intossicati

Due pescatori di Comacchio erano al bordo di un motopesca quando hanno lanciato una richiesta di soccorso alla Capitaneria di porto. Entrambi denunciati perché pescavano in zona proibita Guardia Costiera

Ravenna, 29 giugno 2010 - Erano in mare a pescare quando improvvisamente nella rete si è incastrato un ordigno al fosforo, probabilmente risalente alla Seconda Guerra mondiale, che ha iniziato a sprigionare fumo. Due pescatori di Comacchio di 50 e 51 anni, che si trovavano a bordo della motopesca a un miglio al largo di Foce Reno (poligono di tiro sul litorale ravennate) hanno lanciato una richiesta di soccorso alla Capitaneria di porto, che in breve tempo li ha intercettati. I pescatori manifestavano difficoltà respiratorie dovute all'inalazione del gas fuoriuscito dalla bomba. Gli uomini della guardia costiera hanno quindi provveduto a rigettare in mare l'ordigno e a soccorrere i due che sono stati ricoverati al Santa Maria delle Croci. La zona è poi stata bonificata dal nucleo Sdai di Ancona della marina militare. Entrambi i pescatori sono stati denunciati a piede libero perché stavano pescando in una zona proibita.

Fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/2010/06/29/351217-pescano_ordigno.shtml

Segue commento...

Perchè la bonifica bellica

Ravenna - Dal fondale pescano una bomba Paura in mare.
Dalla rete di una motopesca emerge un ordigno bellico. Due persone inalano il fumo sprigionato, li salva la Capitaneria di porto

RAVENNA - Altro che pesce nella rete. Sono stati attimi di paura per l'equipaggio di un peschereccio che nella serata di ieri stava concludendo la giornata di lavoro con le ultime pescate: ritirando la rete, le due persone a bordo hanno notato che dal fondale era emerso un ordigno bellico. Che, una volta raggiunta la superficie ha iniziato a sprigionare fumo. Immediato sos lanciato alla capitaneria di porto, che ha raggiunto l'imbarcazione, battezzata "Al Fra". Qui i due pescatori si trovavano a bordo, con evidenti difficoltà respiratorie dovute all'inalazione del gas fuoriuscito dalla bomba. Gli uomini della guardia costiera hanno quindi provveduto a rigettare in mare l'ordigno e a soccorrere i due che sono stati consegnati al personale medico per le cure del caso.

Fonte: http://www.romagnanoi.it/News/Romagna/Ravenna/Cronaca/articoli/190297/Dal-fondale-pescano-una-bomba.asp

Perchè la bonifica bellica

Testimonianza a cura di Stefania Saule

29 Giugno 1944 ( Bombardamento aereo S. Pietro) Pietra ligure 29 Giugno 1944

”Sono sfollato con la mia famiglia a Giustenice”…Inizia proprio così il Diario bellico dello Storico Pietrese Giacomo Accame Ex Sindaco di Pietra Ligure, all’epoca quindicenne – Verso le ore 18 e 15 minuti circa diciotto bombardieri U.S.A. nn riescono a colpire l’obbiettivo prefissato : i tre ponti sul torrente Maremola, ma in compenso cancellano per sempre il “seicentesco” quartiere dell’Aietta - Cinque civili muoiono sotto le macerie del Béu (Lavatoi pubblici) siti in Via Borro.

I Cinque concittadini sono : Antonio Baracco, Luigi Pirovano, Domenico Morino, Eugenia Barone con il figlioletto Roberto Marongiu di un anno .Per la storia ricordiamo che una sentinella tedesca di guardia al ponte sul torrente Maremola rimane sotto le macerie. 350 vani del Quartiere Aietta rimangono polverizzati dai micidiali ordigni del peso di 250 kg. caduno.

Ricordiamo che Pietra Ligure subì circa n. 30 incursioni aeree, (bombardamenti e mitragliamenti) oltre ad un cannoneggiamento navale che colpì il Cantiere C.A.M.E.D oltre ad alcuni palazzi. L’ Amministrazione Comunale a suo tempo intitolò una via alle vittime dei bombardamenti del 1944 .

Stefania Saule

Perchè la bonifica bellica

Note di Regia

La Guerra Sepolta entra in punta di piedi nella coscienza della gente,risvegliando, attraverso suggestioni visive e narrative l'interesse per lo stato problematico dell'Attività di Bonifica Bellica in Italia e in Puglia. E' stato un piacere lavorare e collaborare con il Sig. Giovanni Lafirenze. E' un uomo meticoloso ed arguto. Attraverso la sua testimonianza di operatore B.C.M. percorriamo quasi un secolo di storia bellica italiana, riflettendo sullo stato di oblio che permea il suo mestiere e quello di tanti altri angeli custodi, investiti del difficile compito di bonificare dalle bombe di due guerre mondiali i nostri campi e le nostre città. Il documentario "La Guerra Sepolta" mette in luce, senza sensazionalismi e con una cristallina semplicità, i problemi di un uomo e di tutti gli italiani, costretti ad ammettere che gli orrori bellici sepolti nel sottosuolo possono provocare terribili danni anche a distanza di decenni. Giovanni Lafirenze riesce a farci riflettere con garbo sui pericoli nascosti e latenti nel nostro sottosuolo. Perchè non basta seppellire una guerra per restare immuni dai suoi danni.

Michele M. Caricola, regista del Documentario "La Guerra Sepolta."

Perchè la bonifica bellica

San Lazzaro di Savena: rimosso l'ordigno trovato nel cantiere del nuovo Polo Scolastico San Lazzaro di Savena.

E' stato rimosso il 24 giugno l’ordigno bellico, probabilmente risalente alla seconda guerra mondiale, rinvenuto nei giorni scorsi nell’area di cantiere del nuovo Polo scolastico, in parco Europa. Il ritrovamento è avvenuto durante la sistemazione del terreno dell’area verde del Polo. E’ probabile che l’ordigno sia stato portato lì nel momento in cui, a suo tempo, fu trasportato il terreno di riporto. L’impresa ha immediatamente informato i Carabinieri che, con l’ausilio del Genio Militare, hanno disposto tutte le misure necessarie per mettere in sicurezza l’area e per provvedere, nei termini più rapidi, alla rimozione dell'ordigno.

Fonte: http://www.sabatoseraonline.it/home_ssol.php?site=1&n=articles&category_id=190&l_id=12&article_id=131319&l=it

Perchè la bonifica bellica

Un aereo sommerso nel mare

SANTA CATERINA - Giace immobile da oltre sessant'anni, su un fondale di 35 metri a circa 2 miglia e mezzo ad Ovest di Santa Caterina di Nardò, uno "Junker 88", aereo da guerra tedesco, risalente alla Seconda Guerra mondiale. Come si sia inabissato in quel tratto di mare non è dato saperlo. Molti appassionati ed esperti di mare e di storia, salentini e non solo, lo hanno cercato per anni senza trovarlo, al punto che si faceva largo sempre più la convinzione che l'esistenza del relitto di un aereo da guerra da quelle parti fosse una "leggenda" o che l'aereo che gli anziani, nei loro avvincenti racconti ai più giovani, dicevano di aver visto precipitare nel mare al largo di Santa Caterina, in un non meglio precisato giorno "durante l'ultima guerra", dopo che per un'intera giornata l'orizzonte in direzione di Taranto era stato rischiarato da bagliori di esplosioni, fosse magari un aereo a struttura lignea e quindi disintegratosi nel tempo. Notizie storiche e ufficiali di un aereo abbattuto, insomma, non ce ne erano. Evidentemente, però, qualche indizio presso l'archivio storico della Marina Militare doveva esserci se per anni la presenza di un relitto aereo era segnata in modo approssimativo sulle carte nautiche poco a Nord di Gallipoli.

Continua a leggere... Fonte: http://www.portadimare.it/cronaca/716-foto-aereo-guerra-mondiale

"Haiti chiama Bari"

Una raccolta di autori vari, che servirà a raccogliere fondi da devolvere alle popolazioni di Haiti.

Disponibile il libro

Le scosse telluriche del 12 e 14 gennaio 2010 provocano quasi trecentomila morti, tre milioni di persone coinvolte... il mondo intero partecipa con ogni mezzo al sostegno della popolazione colpita.

Infatti ciò che resta di Haiti è sorretto da Agire, Medici Senza Frontiere, Unicef, Croce Rossa, Caritas, Ucodep, la Fondazione Francesca Rava e tante altre ONG e Onlus...

Santa Vetturi (presidentessa dell'Associazione Culturale Virtute e Canoscenza), inizia ad interagire con la Fondazione Francesca Rava, espone la propria idea e nasce il libro/progetto “Haiti Chiama Bari”, orientato a devolvere il proprio ricavato alla Fondazione "Francesca Rava", per l'acquisto di lettini pediatrici da collocare presso l'Ospedale “Saint Damien” in Haiti...

Santa è seguita da 34 artisti che condividono lo stesso desiderio, infatti la poetessa Elisa Rubino tuona: “Il 48541 non è sufficiente, dovremmo adoperarci maggiormente”... Comune, Provincia di Bari e Teca Del Mediterraneo patrocinano l'iniziativa editoriale...

Per mezzo di un parziale contributo economico della Banca Popolare Di Bari Santa è in grado di donare il primo lettino all'Ospedale “Saint Damien”...

Il 14 giugno 2010 giunge la notizia che il libro può essere distribuito... Concludo queste righe con la speranza di condividere con tutti voi il nobile obbiettivo del progetto...

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

Polveriera, da oggi brillano le bombe

Lunedì, 21 giugno 2010 - Da oggi fino al 16 luglio ci sono oltre 800 ordigni bellici da neutralizzare nell'ex deposito munizioni di Mompiano. Bisogna rimuoverli e neutralizzarli. La media prevista sarà di una cinquantina al giorno. E per un lavoro di questo tipo è indispensabile l'intervento dell'Esercito.

Le «bombe» o «bombette» risalgono alla Seconda guerra mondiale. Quello che andrà in scena da oggi sarà un lavoro di stretta pertinenza degli artificieri del 10° Reggimento genio guastatori di Cremona. I primi ritrovamenti risalgono all'inizio del 2009. Durante la messa in sicurezza dell'area dove sorgeva il deposito si era riscontrata la necessità d'intervenire. Il lavoro è tanto e vista la materia bisogna maneggiare il tutto con estrema cura.

Il 18 ottobre scorso gli artificieri cremonesi avevano proceduto alla bonifica di alcuni ordigni particolarmente significativi, tra i quali spiccava ad esempio una bomba d'aereo americana dal peso di 500 libbre. La zona sarà rigorosamente interdetta alla circolazione di mezzi e persone. La chiusura nell'area della polveriera di Mompiano sarà totale: sette giorni su sette, anche nei fine settimana quando pure gli artificieri non saranno al lavoro. Mettere in sicurezza e bonificare totalmente la ex Polveriera è un passaggio obbligato anche per poi consentire al Comune di utilizzare quest'area che verrà messa al servizio del Parco delle colline.

Fonte: http://www.giornaledibrescia.it/in-citta/polveriera-da-oggi-brillano-le-bombe-1.361095


Perchè la bonifica bellica

Trani, trovato un ordigno bellico in mare
La Marina Militare lo fa brillare nelle acque antistanti il castello

sabato 19 giugno 2010 - In meno di 24 ore dalla segnalazione alla Guardia Costiera il nucleo SDAI della Marina Militare, con l’ausilio della motovedetta CP539, ha individuato, rimosso e fatto brillare un residuato bellico di fronte alla costa a nord di Trani.

L’ordigno, un proiettile di grosso calibro PGC, era adagiato a quasi 7 metri sul fondo del mare, a 800 metri dal litorale nord di Trani, nei pressi del castello svevo, a 0,7 miglia dal molo di San Nicola, ed era da considerarsi pericoloso per la pubblica incolumità.

Dopo aver segnalato la sua presenza alla Prefettura di Bari, quest’ultima ha chiesto al Comando in Capo della Marina Militare di Taranto l’invio del personale specializzato nel brillamento, avvenuto sotto il controllo della della Guardia Costiera che ha garantito lo sgombero dello specchio acqueo interessato. Dieci i militari complessivamente impegnati nell’operazione. Subito dopo è cessato l’allarme e la zona di mare è tornata liberamente fruibile.

Fonte: http://www.traniweb.it/trani/informa/13156.html

 

Perchè la bonifica bellica

PERICOLO BOMBE: ARTIFICIERI IN AZIONE ALLA RICERCA DI ORDIGNI

15/06/2010 - Petacciato. Artificieri da Foggia e da una divisione di San Giorgio a Cremano in azione stamattina 15 giugno a Petacciato Marina su dei terreni incolti in una zona vicina ad un cavalcavia autostradale e ad oltre un chilometro dalla spiaggia. Si tratta di un intervento programmato dopo il ritrovamento, avvenuto pochi mesi fa, di diversi ordigni nella stessa area, fra l’altro di recente urbanizzazione. Gli artificieri si sono messi all’opera con delle attrezzature specifiche che rilevano la presenza di ordigni bellici. Nelle prime ore di ricerche, per fortuna, non si è verificato alcun ritrovamento. A coadiuvare il lavoro dei militari, una pattuglia dei Carabinieri della locale stazione, alcuni operai comunali al lavoro con un escavatore, tecnici del Comune di Petacciato e un’ambulanza per il necessario servizio medico qualora fosse necessario.

Fonte: http://www.primonumero.it/attualita/news/index.php?id=1276596072

La battaglia di Rimini

di Luca Vici

I drammatici giorni del 1944 - La lapide del Parco Cervi ricorda la peggior tragedia che ha colpito la nostra città

Nell'ottobre 2004 è stata inaugurata una lapide commemorativa per ricordare i caduti nello sfondamento della Linea Gotica collocata nel Parco Cervi, nei pressi delle mura malatestiane. In quell'occasione furono presenti 200 reduci canadesi, l'allora governatore del Canada Adrienne Clarkson, il ministro per i veterani Albina Guarnieri.

Ma cosa fu quella che gli storici hanno battezzato "la battaglia della Linea Gotica"? La stessa fondazione di Rimini, nel 268 a. si deve alla sua posizione geografica strategica, quale "porta" della pianura padana. Quasi 2000 anni dopo, nel gennaio del 1944, questa stessa posizione fu la causa della sua rovina: Hitler, nell'autunno del 1943 aveva individuato la "linea degli Appennini" come baluardo per frenare l'avanzata degli Alleati. A Teheran Churchill, Roosvelt e Stalin chiamavano quell'ostacolo "linea Pisa-Rimini".

Nel febbraio del 1944 Hitler la ribattezzò Linea dei Goti. Uno sbarramento naturale che tagliava la penisola lungo le creste dell'Appennino per 320 km. Qui si arroccarono due armate tedesche comandate dal maresciallo Albert Kesselring: la 14a dal generale Joachim Lemelsen nel settore toscano, e la 10a dal generale Heinrich von Vietinghoff-Scheel sull'Adriatico. In tutto 14 divisioni, alle quali se ne aggiungeranno altre sette nei tre mesi dell'offensiva per un totale di 170-200.000 uomini che dovevano affrontare l'8° armata inglese, detta "l'Armata Arlecchino" perché composta da truppe provenienti da tutto il Commonwealth più Polacchi e Greci.

La "Battaglia di Rimini" fu una delle più cruente della Seconda Guerra mondiale: iniziò il 25 agosto sul fiume Metauro, ebbe i suoi culmini più sanguinosi a Coriano e a Rimini, e cessò il 29 settembre sul fiume Rubicone con l'arrivo degli Alleati a Svignano. Le vittime furono 60 mila tra morti, feriti e dispersi, con la perdita di 661 carri armati alleati e 93 tedeschi. (Fonte: Amedeo Montemaggi, Storia illustrata di Rimini)

Interi paesi spazzati via
La popolazione fu presa nella morsa dei combattimenti fra Tedeschi e Alleati Al primo assalto i Polacchi presero Pesaro, i Canadesi San Giovanni in Marignano e Cattolica, gli Inglesi si insediarono a Morciano, Montefiore Conca e San Clemente, mentre gli Indiani si spinsero verso Onferno. Gli Alleati credevano di avere vinto, tanto che i Canadesi cantavano "A mezzogiorno a Rimini" ed avevano scritto sui bordi dei loro veicoli la parola "Wien" (Vienna) che indicava l'obiettivo primario della grande offensiva. Ma a Misano e a Riccione i Tedeschi fecero forte resistenza, con il crinale di Coriano perno della difesa di Rimini. Il 17 settembre 1944 iniziò la battaglia della Linea Gialla, la più grande fra mezzi corazzati mai combattuta in Italia. Durò per ben tre giorni, con Covignano percosso da 360 mila bombe e granate, fino alla resa dei Turcomanni, arruolati dai Tedeschi - ai Canadesi e l'arretramento dei Diavoli Verdi, i parà tedeschi reduci da Cassino. Nel tardo pomeriggio del 20 settembre, il maresciallo Kesserling fu costretto a dare l'ordine di evacuare Rimini, che fu lasciata ai Greci i quali la mattina del 21 settembre trovarono una città distrutta da 388 bombardamenti. Nessun centro fu risparmiato, dalla piccola Gemmano alla stessa San Marino, fra indicibili sofferenze della popolazione.

Quel carro armato ai piedi dell'Arco Al borgo San Giovanni è legata una delle più famose immagini fotografiche risalenti allo sfondamento della Linea Gotica a Rimini, quella di un carro armato Sherman del 19° reggimento corazzato neozelandese arenato nel fango del greto dell'Ausa di fronte all'arco d'Augusto. La foto fu rinvenuta da Amedeo Montemaggi nel 1959 all'Imperial War Museum di Londra. Per prevenire eventuali sbarchi di aggiramento dal mare Adriatico, i tedeschi fortificarono la nostra costa con bunker e barriere, abbattendo - non fossero bastati i bombardamenti - anche numerose costruzioni che ostacolavano la visuale difensiva. Altre demolizioni si ebbero al momento della ritirata, specie lungo il Corso, mentre il ponte di Tiberio sfuggì miracolosamente alla dinamite già innescata.

Fonte: http://www.chiamamicitta.net/1000/2435/notizie/Rimini/Vici_Luca/articolo/La_battaglia_di_Rimini.html

Perchè la bonifica bellica

Livorno, trovati in mare 4 ordigni bellici

Il ritrovamento di quattro ordigni bellici risalenti alla seconda guerra mondiale ha costretto la Capitaneria di porto di Livorno a chiudere un tratto di mare di circa 200 metri. L'ordinanza di divieto, emessa venerdì sera, riguarda l'ancoraggio, la pesca, la balneazione ed ogni altra attività subacquea e di superficie.

Da quanto si apprende dalla Capitaneria, infatti, gli ordigni sono stati trovati venerdì durante un’esercitazione dei vigili del fuoco, a circa 12 metri di profondità, nelle vicinanze della “Diga della Vegliaia”, la barriera di protezione a circa un chilometro dal lungomare livornese.
Le quattro bombe sono lunghe 80 centimetri e larghi 20. Dopo una prima ispezione da parte dei sommozzatori della marina militare, si è deciso di interrompere le operazioni fino a lunedì, giorno in cui si provvederà alla rimozione e al brillamento dei quattro proiettili.

Tale operazione dovrebbe essere svolta a circa 4.000 metri di distanza dalla costa, al confine con Rosignano. Anche in quel caso saranno disposti i divieti per tutte le misure di sicurezza necessarie: divieto di qualsiasi attività subacquea e divieto di navigazione in un raggio di 500 metri.

Fonte: http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/livorno-quattro-ordigni-bellici-mare-420153/

 

Perchè la bonifica bellica

PISTOIA - Stava tagliando l'erba nel campo quando ha scorto un oggetto che spuntava dal terreno: si è avvicinato e ha capito che si trattava dell'ogiva di un grosso proiettile. E immediatamente ha dato l'allarme al 113. Erano da poco passate le nove di ieri mattina quando il residuato bellico - un proiettile da mortaio risalente alla Seconda guerra mondiale - è stato scoperto in un campo adiacente a via Toscana, nei pressi del distributore di benzina della Erg. Sul posto è accorsa una volante della questura e gli agenti hanno messo in sicurezza la zona in attesa dell'arrivo da Firenze degli artificieri della polizia.
Quest'ultimi hanno verificato a prima vista che, dato lo stato di forte ossidazione, non c'era un vero pericolo che l'ordigno potesse esplodere, a meno di un impatto molto violento. Comunque lo hanno prelevato con tutte le cautele del caso e con un contenitore apposito lo hanno trasportato in un luogo dove farlo brillare in sicurezza.

Fonte: http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2010/06/01/news/taglia-l-erba-e-trova-un-proiettile-di-mortaio-2052557

Il mio commento:

Perchè prima di scrivere o affermare improprie teorie, non ragionare prima...?????
Questa figura con quale mezzo eliminava l'erba...???? Un comune tagliaerba...????
Un decespugliatore munito di filo o disco...????
Questi attrezzi sono in grado (a causa della veloce rotazione del disco) sia di proiettare piccoli sassi ad alta velocità, sia (se a contatto con il residuato bellico) di rappresentare un serio pericolo per l'operatore e chi lo affianca. Perciò la mia continua delusione consiste nell'appurare ad ogni notizia di cronaca rivolta ai rinvenimenti dei residuati bellici, la completa assenza di chiarezza vale a dire:
“...La sola presenza del residuato bellico esplodente è fonte di pericolo...!!! Poi si può discutere sulle dimensioni di quest'ultimo e con perizia valutare ogni margine di sicurezza....” Ma ripeto la sola presenza della granata è sorgente di "PERICOLO"....!!!!!

Perchè la bonifica bellica

Ritrovato ordigno bellico a Santa Maria del Focallo
Nei prossimi giorni, la data è ancora da stabilire, è atteso l’intervento degli artificieri dei carabinieri

Ritrovato un ordigno bellico a Santa Maria del Focallo, lungo la costa sul territorio di Ispica. La Capitaneria di porto di Pozzallo ha rinvenuto l’ordigno lunedì. Si trovava sprofondato nella sabbia a, circa, dieci metri dalla battigia, nei pressi del villaggio turistico Marispica. L’area è stata subito transennata e interdetta, per bene tre cento metri, al traffico veicolare e marittimo. Ovviamente, anche alle persone è severamente vietato avvicinarsi. Nei prossimi giorni, la data è ancora da stabilire, è atteso l’intervento degli artificieri dei carabinieri, i quali procederanno a far brillare il vecchio ordigno bellico.

Eva Brugaletta

Fonte: http://www.corrierediragusa.it/articoli/cronache/ispica/9460-ritrovato-ordigno-bellico-a-santa-maria-del-focallo.html

Perchè la bonifica bellica

Bomba sotto il tetto. Evacuato immobile in via Mentana

Venerdì 04 Giugno 2010 - Ordigno bellico Mobilitazione generale ed evacuazione di uno stabile per la presenza di un residuato bellico, ieri mattina a Como, all’angolo tra le vie Mentana e XX Settembre. L’allarme è scattato quando i muratori impegnati in lavori di ristrutturazione si sono accorti della presenza di un ordigno nel sottotetto. Sul posto sono intervenuti forze dell’ordine e artificieri.

Fonte: http://www.corrieredicomo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=16644:bomba-sotto-il-tetto-evacuato-immobile-in-via-mentana&catid=14:prima-pagina

Perchè la bonifica bellica

Domenica saranno fatti brillare alcuni ordigni inesplosi rinvenuti sulla Strada della Torre

Nel corso della mattinata di domenica prossima, 6 giugno 2010, gli artificieri del Reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore (Bologna) procederanno a un intervento di bonifica consistente nel far brillare alcuni ordigni bellici inesplosi risalenti al 2° conflitto mondiale e rinvenuti durante i lavori per la terza corsia dell’autostrada A14 lungo la Strada della Torre, immediatamente a ridosso del tracciato autostradale.

Gli ordigni rinvenuti sono per la precisione di una bomba d'aereo inglese di 250 libbre e di altri ordigni di piccole dimensioni. Per consentire di effettuare tutte le operazioni nella massima sicurezza, sarà vietato avvicinarsi nel raggio di 300 metri dal punto del rinvenimento. L’Ufficio Comunale di Protezione Civile ha già avvisato i residenti nella zona che dalle ore 8 del mattino saranno fatti allontanare temporaneamente dalle proprie abitazioni.

Le operazioni di bonifica inizieranno alle ore 8,30 e si concluderanno presumibilmente per le ore 10. Durante l’intervento sarà anche interrotta la circolazione del traffico veicolare, non solo sulla strada della Torre (applicando deviazioni che saranno segnalate sul posto, fin dalle ore 7,30 e almeno fino alle ore 11), ma anche nel segmento autostradale da Ancona nord a Marotta, dove i conducenti saranno costretti all’uscita obbligatoria presso i caselli limitrofi appena indicati. Prefettura, Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Municipale, Vigili del Fuoco, Servizio 118 e volontari della Protezione Civile, oltre che la Società Autostrade, svolgeranno la propria attività per consentire la migliore riuscita delle operazioni, che saranno coordinate da un comitato operativo costituito presso la Stazione Carabinieri di Marzocca.

Il Sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi, ha emanato un’ordinanza per disciplinare lo svolgimento delle attività, che comprende anche l’allestimento di un apposito centro di raccolta della popolazione sgomberata, che potrà riunirsi presso la struttura “Pet Village” (Strada della Torre n° 2). A tal fine saranno anche attivati tutti i necessari interventi di assistenza e trasporto delle persone non in possesso di capacità di deambulazione e/o motoria. Durante lo svolgimento delle attività di brillamento dell’ordigno nessuno potrà accedere all'interno dell'area interessata, fatta eccezione per i soggetti che devono garantire, nell'emergenza, la sicurezza e la sanità pubblica.

Di conseguenza sarà sospesa in questa area circoscritta ogni altra attività di qualunque carattere, da quelle agricole a quelle commerciali, di somministrazione, turistico-ricettiva, artigianale, professionale, ricreativa, sportiva anche amatoriale, o comunque in contrasto con l’ordine di sgombero ed evacuazione delle persone. L’ordinanza comunale invita infine i proprietari degli immobili, o chi li utilizza a qualunque titolo, di chiudere prima dell’evacuazione le utenze del gas, dell’elettricità e dell’acqua e a tenere aperti gli infissi in vetro.

Fonte: http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&articolo_id=247793

Perchè la bonifica bellica

Germania: esplode ordigno bellico, 3 morti

Mercoledì 02 giugno 2010 00.43

Una bomba della Seconda guerra mondiale è esplosa ieri a Gottinga, nella regione tedesca della Bassa Sassonia, uccidendo tre persone e ferendone altre sei. L'ordigno è esploso poco prima che gli artificieri intervenissero per disinnescarlo. Secondo quanto hanno reso noto i vigili del fuoco della cittadina universitaria, l'ordigno da 500 chilogrammi è esploso inaspettatamente dopo il completamento delle procedure che dovevano precedere l'intervento degli specialisti dell'esercito. Varie migliaia di persone erano state evacuate dalla zona prima delle operazioni di disinnesco. La bomba era stata sganciata sulla Germania da un aereo alleato.

Fonte: http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/News/182898

Perchè la bonifica bellica

Trovati ordigni bellici, sospesa la linea Fs Campania-Lazio
Servizi sostitutivi con autobus tra stazioni Vairano e Cassino

28 maggio (ANSA) - NAPOLI - Circolazione ferroviaria sospesa dalle 11.25 sulla linea Napoli-Cassino, tra Vairano, nel Casertano, e Cassino, nel Lazio. A provocare lo stop e' stato il ritrovamento di ordigni bellici in prossimita' dei binari. I residuati sono stati scoperti durante lo scavo per lavori di palificazione della linea ferroviaria. Per garantire la mobilita', in attesa dell'intervento degli artificieri, Trenitalia (Gruppo FS) ha attivato servizi sostitutivi con autobus fra le stazioni di Vairano e Cassino. (ANSA)

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/campania/2010/05/28/visualizza_new.html_1816970637.html

Perchè la bonifica bellica

7.00 - 19.30 biblioteca Civica "Pietro Acclavio"
Taranto P.zza Dante 1/2


"In realtà eravamo una squadra e ognuno di noi era in ogni momento attore primario della bonifica,poichè in ogni momento metteva a disposizione la propria vita per gli altri. Una volta un giornalista mi chiese: - Il vostro è un lavoro pericoloso? - La mia risposta fu immediata e precisa: - No,è colmo di novanta anni d'amore!"

L'ASSOCIAZIONE CULTURALE LE MUSE PROJECT PRESENTA

"LA MIA BONIFICA"
(FLORESTANO Edizioni - Bari)
di Giovanni LAFIRENZE

Introduce: Michele FILIPPONIO (produttore del documentario cinematografico inedito "LA GUERRA SEPOLTA")

Dialoga con l'autore: Giuse ALEMANNO (scrittore e giornalista)
Interviene: il Ven.Lama Ghesce NAMGYAL (dell'Istituto Jangtse Thoesam di Leporano,accompagnato dall'interprete Deborah Vasco)
Leggono brani tratti dal libro: Edoardo Gargaro e Lia BIBLIOTECA CIVICA "PIETRO ACCLAVIO"

ore 17:00 INGRESSO LIBERO

Con il Patrocinio morale del Comune di Taranto e della Circoscrizione Tre Carrare Solito
Direzione artistica a cura di Lucrezia MAGGI

 

Perchè la bonifica bellica

E' adesso disponibile il documentario "LA GUERRA SEPOLTA"

la guerra sepolta

Un documentario con GIOVANNI LAFIRENZE

Regia e Montaggio
MICHELE M. CARICOLA

Musiche Originali
MINO DE GIGLIO

Fonico di presa diretta
GERRY LA GIOIA

Illustrazione di copertina
DANIELE DIELLA

Ufficio Stampa
FEDERICO II EVENTI, Bari

Soggetto e produzione
MICHELE FILIPPONIO

Perchè la bonifica bellica

Disinnesco bomba del secondo conflitto mondiale

22/5/2010 - Personale dell’Esercito, specializzato EOD (Exsplosive Ordinance Disposal), ha effettuato un intervento di bonifica da ordigno esplosivo, per un residuato bellico della seconda guerra mondiale, ritrovato nel centro di NAPOLI.

Le delicate operazioni per il disinnesco, il trasporto presso un’idonea cava fuori città e il brillamento dell’ordigno, iniziate alle ore 20:30 di ieri, sono terminate alle ore 15:30 di oggi (sabato 22 maggio 2010).

L’ordigno, del tipo bomba d’aereo da 70 Kg. ad alto potenziale, di nazionalità tedesca, risalente al secondo conflitto mondiale, è stato rinvenuto nei pressi di piazza San Pasquale a Chiaia, all’interno del cantiere per la realizzazione della linea 6 della metropolitana. A seguito della segnalazione della presenza dell’ordigno, in relazione alla pericolosità e alla collocazione dello stesso, l’Esercito ha, tempestivamente, fatto confluire sul posto una squadra di personale specializzato per la bonifica da ordigni esplosivi, che, dopo una attenta valutazione, ha definito le modalità esecutive.

L’intervento degli artificieri del 21° reggimento genio è stato coordinato con la Prefettura e disposto dal 2° Comando delle Forze di Difesa, Comando Operativo dell’Esercito per il Centro, Sud Italia e le Isole, con al vertice il Generale di Corpo d’Armata Francesco TARRICONE. La bonifica da ordigni esplosivi costituisce, da sempre, uno dei compiti più delicati e importanti che l’Esercito Italiano è chiamato ad assolvere sul territorio nazionale, per la difesa e l’incolumità dei cittadini.

Fonte: http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=34353

Perchè la bonifica bellica

Una bomba lungo la superstrada

SOLAGNA. - Ieri rinvenuto un ordigno della Grande guerra. Transennata la zona per sicurezza, oggi tocca agli artificieri

19/05/2010 - È proprio una notizia... bomba quella risalente alla serata di ieri. A Solagna è stato infatti trovato un ordigno bellico in via Trento, lungo la strada statale Valsugana. Erano circa le 20.30 quando la segnalazione è partita, ad opera di alcuni residenti, contestualmente alla volta delle forze dell'ordine e dei vigili del fuoco, prontamente accorsi sul luogo. Agli inquirenti si è presentata una bomba a mano di tipo "ananas", di dimensioni non molto grandi, probabilmente inesplosa, risalente alla Grande guerra (datazione attribuibile per l'assenza della sicura meccanica) e appartenente all'esercito italiano...

Continua a leggere... http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Bassano/152329__una_bomba_lungo_la_superstrada/

ROCCALUMERA, ESPLODE UNA BOMBA VICINO LA BATTIGIA

Roccalumera – Una bomba da mortaio risalente alla seconda guerra mondiale, da 65 anni giaceva inesplosa tra i fondali del mare Jonio, a pochi metri dalla battigia. Era coperta dalla sabbia e non è stato mai avvistata dai bagnanti o dai sub. Eppure, in quel tratto di spiaggia, quasi dirimpetto la chiesa Madonna della Catena, ogni... estate sono migliaia le persone che si prendono la tintarella e poi si tuffano nelle acque del mare. Grazie a Dio non è successo mai niente...

Continua a leggere...

http://www.gazzettajonica.it/news.asp?news_id=3629

Bombe sversate in Adriatico, a Corato ne brillano altre 43

19 maggio 2010 - Corato - Le prime 60 bombe erano state fatte brillare esattamente un anno fa. Ora, trascorsi dodici mesi, il copione si ripete: da lunedì scorso e sino a venerdì prossimo a Corato - nella cava del "Gruppo Edile Leone" sulla Ruvo-Bisceglie - si stanno facendo brillare altri 43 ordigni fra quelli ritrovati nei fondali della vicina Molfetta. Tutte bombe di aereo, mine antiuomo e anticarro, bombe a mano offensive e difensive, sversate in Adriatico alla fine della II Guerra Mondiale. Il punto in cui da lunedì sono partite le operazioni di "dispolettamento e brillamento" delle bombe - a cura degli artificieri dell'11° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito di Foggia - è stato evacuato nel raggio di 300 metri, definendo una "danger zone" in cui sono state adottate tutte le misure finalizzate a garantire la massima sicurezza. Secondo l'ordinanza sindacale, l'interdizione nella "danger zone" - che prevede l'allontanamento temporaneo di tutte le persone presenti, la sospensione di qualsiasi attività produttiva e l'interdizione veicolare - è prevista dalle ore 9,00 alle ore 16,00 e, comunque, fino a cessate esigenze e limitatamente alla percorrenza dell’autocolonna trasportante gli ordigni bellici ed al solo momento del brillamento degli stessi. Tutto sta andato come previsto, senza intoppi. Gli ordigni giungono a Corato perchè non è stato possibile bonificare le mine in mare, come avvenuto in altri casi, poichè le bombe al fosforo sono in grado di generare energia termica a livelli sufficienti per annientare la vita marina degli ambienti circostanti.

fonte: http://www.coratolive.it/News/news.aspx?idnews=10080

Perchè la bonifica bellica

Lauro - Rinvenuto ordigno bellico in un giardino privato

Lauro – Rinvenuto e isolato un ordigno risalente probabilmente al secondo conflitto mondiale in un giardino a Lauro, nei pressi della proprietà dove un tempo risiedeva il generale Umberto Nobile. Erano circa le 11 di ieri quando un operaio intento ad effettuare alcuni lavori all'interno del fondo ha lanciato l’allarme e allertato le forze dell’ordine. I militari non ha potuto far altro che transennare l'area e richiedere l'intervento immediato degli artificieri dell'Esercito.

Fonte: http://www.irpinianews.it/Cronaca/news/?news=69082

Perchè la bonifica bellica

12.05.2010 - Trento, disinnescati due residuati bellici nel comune di Ronzo Chienis

Si sono svolte ieri ed oggi nel territorio del comune di Ronzo Chienis (Tn) le operazioni di inertizzazione, cioè il renderli innocui, di due ordigni residuati bellici (granata di artiglieria da 210 mm. e Proietto d’artiglieria da 149 mm) risalenti alla 1^ Guerra Mondiale contenenti, come appurato nel corso delle operazioni, fosgene ed esplosivo ad alto potenziale. Alle operazioni, coordinate sul posto dal Commissariato del Governo, hanno partecipato, oltre al personale dell’esercito preposto alla disattivazione dei residuati, forze dell’ordine, Corpo forestale Provinciale, Nuclei N.B.C. dei Vigili del Fuoco e del Servizio Trentino Emergenza 118, Servizio Reti e Telecomunicazioni della Provincia Autonoma di Trento e personale delle Amministrazioni comunali interessate. La neutralizzazione degli ordigni ha richiesto l’intervento specialistico del personale del Centro Tecnico Logistico Interforze N.B.C. di Civitavecchia che ha operato in collaborazione con il 2° Reggimento Genio Guastatori di Trento. Il raggio di sgombero durante le operazioni di inertizzazione è stato fissato in 1000 metri senza tuttavia arrecare disagio alla popolazione ed alla viabilità atteso che il sito individuato, libero da abitazioni ed infrastrutture, è stato prescelto proprio in considerazione delle peculiari caratteristiche.

Fonte: http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/dalle_Prefetture/2010/0169_2010_05_12_Inertizzazione_ordigni_bellici.html_8783074.html

Il mio commento

Questi rinvenimenti rievocano le antiche linee di confine austro-ungariche a salvaguardia del trentino meridionale. Infatti nel 1914 lo Stato Maggiore asburgico da il via ai lavori del futuro fronte, (la parte occidentale, con lo Stivo e il Creino, sottoposta al Comando di Riva del Garda, mentre quella orientale è gestita dal Comando di Rovereto), che inizia dal Monte Faè, per giungere sul Nagià Grom e proseguire verso il lago di Garda. Tra i monti Biaena, Creino e Corno gli austriaci posizionano artiglierie preposte a difesa dei futuri depositi militari; perciò nel corso della Guerra Mondiale queste aree diventano obiettivo dei cannoni italiani. Nel maggio 1916, a causa di una poderosa offensiva austo-ungarica (Strafexpedition) l’esercito italiano si ritira dai contrafforti meridionali della Val di Gresta (Piandin, Carpeneda, ecc..) per trincerarsi presso il Monte Baldo. Anche la vicina località di “S. Barbara” è ferocemente segnata della Grande Guerra, infatti il Comune diventa sede di un villaggio militare austriaco. Ancora oggi in questi luoghi sono ben visibili, camminamenti, trincee e tante altre tracce della Grande Guerra. Nell'area del Comune di Ronzo Chienis qualcuno rinviene un 210 mm e un 149 mm a caricamento chimico e precisamente Fosgene: “Gas soffocante, incolore, odore di fieno bagnato e una persistenza variabile, procura lesioni polmonari e conseguenti asfisie”. Al temine della P.G.M. questo gas, sarà responsabile dell'80% dei morti per arma chimica. Ma già nel Già nel 429 A.C. durante la guerra nel Peloponneso, Tucidide svela, dell’ impiego di gas, polveri e fiammate nell’assedio di Platea. In pratica, gli spartani collocavano sotto le mura delle città assediate, grandi cataste, di legno impregnato di zolfo e pece. Ovviamente, accesi i mucchi di legno, questi sprigionavano gas capaci di soffocare i militari preposti a difesa delle città. Nel Medio Evo gli agenti chimici a scopo bellico, sono descritti come sfere infuocate, contenenti: “Zolfo e grassi, mescolati con salnitro, carbone, tiglio, solfuro d’arsenico, ambra e canfora”. Naturalmente i gas prodotti da questi primitivi ordigni bellici, sono idonei (grazie all’arsenico), a rendere impossibile la respirazione del nemico. Esempio: “Nel 1456 i Cristiani salvavano Belgrado (insediata dai Turchi), servendosi di semplici stracci, permeati da sostanze chimiche che fumanti producevano vapori tossici”. Ancora: “Nel mezzo della guerra di Crimea, (1855), un ufficiale britannico, (Lord Dundonald), proponeva di utilizzare contro le truppe Russe munizioni cariche di zolfo”. Concludendo possiamo comprendere che l’impiego dell’arma chimica, sebbene disorientato e privo di una certa conoscenza delle sostanze utilizzate c’insegue da oltre 2500 anni. Il 22 aprile del 1915 Ypres, (Leper in olandese) città belga delle Fiandre, è investita da 168 tonnellate di cloro. La velenosa nube spinta da un vento favorevole sorprende e soffoca 15.000 soldati francesi e provoca 5000 vittime. Il Cloro replica in Italia il 26 giugno del 1916, precisamente fra Monte san Michele e San Martino del Carso, quando una densa nube di cloro è liberata da bombole da 50 Kg, che penetra le trincee e stermina 4000 fanti italiani. Ma è il 1916 l’anno che vede esordire il Fosgene, gas maggiormente tossico e più maneggevole rispetto al Cloro. Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

Lunedì 10 Maggio 2010 16° Corso BCM

Scuola Genio Cecchignola Roma

 

Perchè la bonifica bellica

(ANSA) - LODI - 28 APR - E' scoppiata prima che gli artificieri la facessero brillare la bomba trovata nel Lodigiano in un campo a ridosso della'Autostrada del Sole. Nessun ferito. L'ordigno conteneva circa 80 chilogrammi di fosforo ed era di fabbricazione americana. E' esploso appena dopo che i militari l'avevano imbragato per trasportarlo in un altro luogo. Se la bomba fosse esplosa qualche secondo prima avrebbe potuto provocare una tragedia.

Il mio commento

Ho letto i vari articoli usciti, e sono molto confusi. Poso una personalissima, probabile deduzione tratta dai giornali stessi.

In un campo agricolo adiacente e nei pressi delle barriere autostradali Piacenza Nord e Piacenza Sud, un agricoltore rinviene una bomba d'aereo risalente l'ultima guerra mondiale a caricamento speciale e precisamente del tipo incendiario (Fosforo). Questo tipo di ordigno conserva la sostanza incendiaria, all'interno di un contenitore metallico ben distante dall'involucro esterno della bomba. Il contadino a bordo del trattore (munito di aratro), lesiona la parte esterna del residuato bellico. Intervengono i militari vedono analizzano la stabilità del contenitore ancora in buono stato (non lesionato) e probabilmente decidono uno smaltimento controllato della bomba a caricamento speciale.

Perchè la bonifica bellica

In data 25 aprile 2010 su internet appare una notizia piuttosto curiosa e contraddittoria. Sembra che nel comune di Rovellasca (Como), una signora impegnata nella pulizia dell'abitazione di un anziano parente scomparso da qualche giorno, trova in soffitta una strana scatola. Il pacco custodisce due bombe a mano e una bomba da mortaio, la donna spaventata allerta le Forze dell'Ordine. L'articolista (forse confuso) spiega: “le granate erano in buone condizioni, ma inerti”.Il primo contrasto chiama in causa la logica: se la condizione delle granate è “buona” (buono stato), ovviamente non possono essere inerti. Infatti la granata inerte deve essere vuota, scarica, priva di detonatore e spoletta (la presenza di questi due congegni già costituisce una sorgente di grave pericolo). Il giornalista continua: “Bombe e granata non avrebbero comunque rappresentato un pericolo già da molto tempo”. Ma scherziamo o cosa...???? Pochi esplosivi perdono efficacia con il tempo, anzi molti di loro non la perdono affatto, perciò inserire via internet un articolo che possa in qualche modo giustificare maneggio e custodia dei residuati bellici è operazione piuttosto inconsueta e bizzarra, (eufemismi), in pratica un feroce duello tra buon senso logica e ragione.

Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

Un arsenale sotto terra È l’eredità della guerra
In tutto il territorio italiano migliaia di bombe inesplose
Il bonificatore Lafirenze: «Centro Italia da codice rosso»

PERUGIA - Migliaia di bombe d’aereo, proiettili di artiglieria, granate e mine disseminate nel sottosuolo italiano e lungo migliaia di chilometri di coste. C’è un vero e proprio arsenale, nascosto sotto terra, che ogni tanto riaffiora. È uno degli aspetti, spesso sottovalutati, dell’eredità che ci ha lasciato la Seconda Guerra Mondiale con i bombardamenti e le azioni militari in terra e in mare che nel quinquennio 1940-1945 seminarono distruzione in tutta la Penisola. L’eco di un conflitto che si è propagato fino ad oggi, fatto di residuati bellici altamente pericolosi, come dimostrano gli incidenti, alcuni dei quali mortali, registrati in oltre sessanta anni di storia. A dare credito a questa tesi è Giovanni Lafirenze, assistente tecnico BCM (Bonifica Campi Minati), un passato da Geniere nell’esercito, che sull’argomento ha scritto un libro, “La mia bonifica”, e ha creato un sito internet ricco di dettagli (www.biografiadiunabomba.it).

La questione dei residuati bellici nel sottosuolo italiano che portata ha ?

«L’Italia subisce i primi bombardamenti aerei dal 1940, ma sono incursioni “leggere”, mentre nel 1941 e nel 1942 le missioni aeree iniziano a creare enormi danni alla popolazione e alle aree urbane. Nell’estate del 1943, con lo sbarco degli Alleati in Sicilia, l’Italia conosce la guerra di terra: granate, mine, e quant’altro. La guerra di terra non blocca i bombardamenti aerei, che termineranno nel 1945, e a questi si aggiungono quelli tattici, di ausilio alle truppe e per ostacolare movimenti militari tedeschi. In pratica una guerra aerea e terreste in grado di trasformare l’Italia in una discarica bellica».

È possibile una stima del numero di ordigni inesplosi che si trovano ancora oggi nel territorio italiano?

«È difficile un calcolo del genere. Si può ipotizzare una percentuale di ordigni interrati e inesplosi per le bombe d’aereo il 3% ma non possiamo stabilire ciò che è stato sepolto o affondato per rendere più agevole una ritirata o spostamenti militari in genere. Chiediamoci, ad esempio, che fine ha fatto tutto il materiale esplosivo, e non solo, inutilizzato al termine del conflitto».


Quali sono le zone del Paese più a rischio?

«Il Nord Est, in cui si sono combattute due Guerre Mondiali, ma ogni luogo della Penisola comporta un considerevole rischio d’imbattersi in residuati bellici».

Qual è il livello di pericolosità nel centro Italia?

«Sicuramente è da codice rosso. Le faccio qualche esempio per comprendere meglio: il 14 febbraio 2007 a Cisterna di Latina alcuni operai che stanno scaricando un camion di pozzolana vedono rotolare una bomba d’aereo. L’8 ottobre 2007 a Piombino, in località spiaggia Lunga viene fatto brillare, a circa 500 metri dalla costa un ordigno rinvenuto il 20 settembre. Dieci giorni dopo, a Subbiano, in provincia di Arezzo, per una strana coincidenza semplici escursionisti e agenti del Corpo Forestale ritrovano quasi contemporaneamente più di 40 ordigni. Il 9 novembre dello stesso anno, a Ceccano, nel corso di lavori edili, operai addetti al cantiere rinvengono un ordigno bellico. E la lista potrebbe essere lunghissima».

Qual è il livello di pericolosità di questi ordigni?

«Ogni residuato bellico è pericolosissimo e non deve essere toccato.
Un rinvenimento occasionale deve essere subito denunciato alle autorità competenti di zona. Questi manufatti bellici hanno ucciso a Reggio Calabria, San Donà di Piave, Crocetta del Montello, San Lazzaro di Savena ed Asiago. A conferma che i residuati bellici non sono semplici pezzi di ferro, ma congegni in grado di portare a termine la propria missione di morte».

Spesso il ritrovamento di questi ordigni inesplosi provoca disagi alla popolazione dell’area interessata. Cosa può essere fatto a livello di prevenzione per diminuire disagi e rischi?

«Naturalmente un rinvenimento occasionale crea disagi improvvisi mentre una bonifica sistematica pianifica già in anticipo ogni procedura».

C’è attenzione alla questione da parte delle istituzioni?

«C’è un grande lavoro da parte delle istituzioni militari per mezzo delle sezioni Bcm di Napoli e Padova, e dei vari Reparti Genio Eod, che sono costantemente in missione per lo smaltimento dei residuati bellici».

Cosa potrebbe essere fatto in più?

«Tanta informazione, far capire a tutti che la bonifica sistematica evita emergenze costosissime e che nessuna bomba è mai stata concepita biodegradabile».

Lei porta avanti da anni una “battaglia” per divulgare questo tipo di contenuti spesso in secondo piano. Perché?

«Perché il lettore o l’utente radiotelevisivo sono attratti da altre priorità e non ci si rende conto di quale sia il livello di pericolo derivante dai residuati bellici. Ma io non mollo».

Intervista a cura di David Barbetti
Articolo estratto da "Hermes: Corriere Nazionale del 23/04/2010"

Fonte: Clicca qui per il pdf

IN UMBRIA
«Qui gli Alleati bombardarono per nove mesi»

PERUGIA «Dall’agosto del 1943 al giugno del 1944, in Umbria, i bombardamenti degli Alleati colpirono soprattutto le vie di comunicazione, dunque strade, linee ferroviarie e ponti, che i tedeschi utilizzavano per rifornire la linea Gustav, che univa le coste tirreniche a quelle adriatiche, spezzando in due l’Italia. Non è strano, dunque, che i maggiori ritrovamenti di residuati bellici vengano effettuati nell’orvietano o nelle altre aree della regione dove c’erano obiettivi sensibili». Lo spiega Angelo Bitti, professore di Lettere e autore del libro “Distruzioni belliche e ricostruzione economica in Umbria 1943-1948”: «Ad essere interessate dal fuoco alleato prosegue Bitti furono in particolar modo la tratta ferroviaria RomaAncona e quella Roma-Firenze, con le stazioni di Fossato di Vico, Orte e Orvieto che subirono pesanti bombardamenti. Fu colpita anche la zona di Allerona, sempre nell’orvietano, dove in effetti negli ultimi anni sono venuti alla luce diversi ordigni inesplosi. Altri obiettivi sensibili che finirono nel mirino degli Alleati furono an che le acciaierie di Terni, le fornaci di Marsciano, alcune industrie della Valnerina e i ponti, come a Ponte San Giovanni, alle porte di Perugia, per evitare gli spostamenti delle truppe tedesche».

A cura di David Barbetti - Articolo estratto da "Hermes: Corriere Nazionale del 23/04/2010"

Fonte: Clicca qui per il pdf

I DATI DEL 2009
Centinaia gli interventi dell’esercito
Il tenente La Cognata, del Genio Pionieri: «L’anno scorso sono stati 400» A gennaio per un ordigno d’aereo fu chiuso un tratto dell’autostrada A1

ROMA A confermare il numero piuttosto elevato di ritrovamenti di residuati bellici nel Centro Italia c’è anche il dato che riguarda gli interventi effettuati ogni anno dal Genio Pionieri di Roma: «Nel 2009 sono stati circa 400 quelli che abbiamo effettuato nella nostra zona di competenza spiega Diego La Cognata, tenente del VI Reggimento del Genio Pionieri di Roma, chiamato ad intervenire nel caso di ritrovamenti in Umbria, nel Lazio ad esclusione della provincia di Latina, e nelle province abruzzesi di Teramo e de L’Aquila - ed è un dato che non si discosta di molto da quelli degli anni passati. Nella sola Umbria, nel 2009, ci sono stati circa 50 ritrovamenti». «Di questi prosegue la maggior parte riguardano proiettili di artiglieria, come le bombe da mortaio, che spesso vengono trovate a gruppi, mentre cinque o sei hanno riguardato bombe d’aereo, per le quali il procedimento di disinnesco e brillamento è più complesso. In questi casi è necessario un tavolo preliminare con le diverse autorità coinvolte, come Prefettura, forze dell’ordine, enti locali, Protezione Civile». L’Italia centrale è una delle zone del Paese in cui è più facile imbattersi in ritrovamenti di questo genere: «Ci sono aree in cui è più probabile rinvenire ordigni inesplosi, come quella della provincia di Frosinone, e in particolare Cassino, teatro durante la guerra di molti bombardamenti. Ma anche quella di Roma o quella dell’orvietano: in quest’ultima, per l’intervento che abbiamo effettuato a gennaio si è resa necessaria la chiusura temporanea di un tratto dell’autostrada A1 tra il casello di Orte e quello di Valdichiana per effettuare le nostre operazioni».

A cura di David Barbetti - Articolo estratto da "Hermes: Corriere Nazionale del 23/04/2010"

Fonte: Clicca qui per il pdf

Perchè la bonifica bellica

A Cura di Italo Interesse
Quei campi minati sulla Murgia

In un libro di prossima pubblicazione a firma di Giovanni Lafirenze a proposito di bonifica bellica e di cui abbiamo avuto il privilegio di leggere le bozze, si impone tra le “memorie ignorate” la testimonianza di un soldato pugliese. Reduce  dal campo di prigionia, il giovane rimette piede a Gravina nel 1944. Ritrova indenne la sua “amata” città, non il territorio. “I soldati tedeschi avevano infestato le nostre campagne di quei congegni assassini che con calma attendono d’imbattersi in qualche sventurato pastore, agricoltore o di un semplice gruppo di ragazzini in festa…”. Campi minati sulla Murgia? Quando da noi si parla di seconda guerra mondiale la mente corre solo all’agguato della notte di Taranto, ai rovinosi bombardamenti di Bari e Foggia e all’eccidio di Barletta. Invece l’ultimo conflitto interessò, e pesantemente, anche le aree più periferiche della nostra regione, come la Murgia. Dopo l’8 settembre  il V Corpo d’armata britannico aveva conquistato l’aeroporto di Gioia. Per impedire che da quello scalo decollassero bombardieri verso il nord Italia, i Tedeschi dislocarono tra Gravina, Altamura e Spinazzola  la 14esima Divisione Paracadutisti. L’azione di contrasto provocò ripetuti bombardamenti aerei dall’una e dall’altra parte sui centri murgiani. Alla fine le forze germaniche  dovettero ripiegare. Nell’abbandonare - tra requisizioni e danneggiamenti - Altamura, Gravina, Santeramo e Spinazzola, i Tedeschi difesero l’opera di ripiegamento lasciandosi alle spalle ettari di campi minati. Su quegli ordigni sono saltati in tanti, alcuni morendo, i più restando mutilati a vita. Chi scrive ha memoria, verso la fine degli anni cinquanta, di un grande cartellone esposto nella migliore evidenza nell’atrio di una Scuola Elementare del capoluogo dove, a pastello, era rappresentato un bimbo dall’aria mogia, monco d’una gamba e sorretto da una stampella. Ai suoi piedi, cubitale, una scritta ammoniva : “Se vedi questi oggetti, non toccare! Avvisa subito i tuoi genitori”. L’immagine, già funesta, era poi contornata dalla riproduzione dei modelli di mine antiuomo in dotazione ai Tedeschi. Quante vite avranno salvato quei cartelloni? A quanti innocenti avranno risparmiato lo strazio d’un’amputazione? Molti, pensiamo. Perciò dietro i tanti successi – sulla Murgia e altrove – degli uomini del reparto BCM (Bonifica Campi Minati) c’è stata pure la prudenza, la tempestività di un bambino. Adesso sulla Murgia non ‘salta’ più nessuno, ma siamo sicuri che l’area sia stata ripulita al 100%? L’esperienza BCM dice che solo un’azione capillare ed affidata ad esperti garantisce la sicurezza. Ciò è avvenuto nell’area murgiana? Inquieta il pensiero di minuscoli strumenti di morte sprofondati nel terreno ma suscettibili d’essere dissotterrati da una ruspa, un trattore, una motozappa…

italointeresse@alice.it

fonte:
http://www.quotidianodibari.it/cultura-e-spettacoli/1020-quei-campi-minati-sulla-murgia.html

Perchè la bonifica bellica

Intervista a Giovanni Lafirenze assistente tecnico BCM    (24 Marzo 2010)

di: Marco Managò

In cosa consiste il suo mestiere di “rastrellatore di mine”?

Il mio lavoro, alle dipendenze di ditte private specializzate nel settore, consiste nella ricerca, individuazione e localizzazione in Italia dei numerosi residuati bellici, risalenti alle due guerre mondiali del secolo scorso. Oggi la bonifica bellica può essere occasionale o sistematica. E’ considerata occasionale quando l’intervento non è voluto. Mi spiego: una ditta edile impegnata in operazioni di scavo rinviene un residuato bellico del tipo esplodente (bomba d’aereo, granata, o quant’altro). In questi casi il direttore dei lavori segnala l’episodio ai carabinieri di zona i quali allertano subito la prefettura che, a sua volta, rivolge l’allarme al comando EOD addetto. L’EOD è un nucleo dell’esercito, di ricerca e disattivazione ordigni d’ogni tipo, che si avvale di unità cinofile.
E’ considerata sistematica (o preventiva) quando il residuato bellico inesploso è rinvenuto da una ditta BCM, al servizio di committenti come provincie, comuni, enti vari, imprese di costruzioni. In questo caso è la stessa squadra BCM a intervenire in tempo reale sul residuato bellico: gli uomini recintano l’area e creano margini di sicurezza. Tutto ciò mentre l’assistente tecnico è già al comando dei carabinieri a segnalare la presenza della bomba.

Qual è la molla che fa scattare l’interesse e il coraggio per un mestiere così pericoloso?

Naturalmente la strada professionale, tracciata dai colleghi più anziani, è in grado di trasmettere ulteriore passione per questo strano universo sconosciuto. Il coraggio è sempre bilanciato da una sensazione di rispetto in tutte le fasi (ricerca, individuazione e messa in luce del residuato bellico) del nostro lavoro.
Quanti ordigni inesplosi stima di aver rinvenuto sinora? Quanti potrebbero essere ancora quelli sepolti?
Tanto per rendere l’idea cito solo due bonifiche: Sequals (provincia di Pordenone) 100300 pezzi e Udine 4000 (sempre ordigni di ogni tipo e genere). A partire dal secondo dopoguerra le operazioni di bonifica sistematica (ditte civili) non si sono fermate: i continui rinvenimenti occasionali rivelano, in modo inequivocabile, l’enorme presenza di residuati bellici sepolti o affondati.

Ci spieghi la sua opera di bonifica in relazione alle istituzioni locali e nazionali. In questi anni di attività ha riscontrato un vero e sentito impegno da parte dello Stato?

Sì, senz’altro. Lo Stato delega la pianificazione dei lavori di bonifica bellica ai comandi militari BCM: il V Reparto infrastrutture Padova gestisce la bonifica bellica sistematica per il centro e il nord Italia, il X Reparto infrastrutture Napoli è competente per il centro e il sud, isole comprese.

Esiste un particolare criterio secondo il quale sono assegnate le bonifiche tra soggetti privati e pubblici?

Un solo criterio: la gara pubblica.

E’ nota la sua opera di sensibilizzazione nei confronti delle popolazioni coinvolte, ha notato un atteggiamento più maturo e consapevole nel corso degli anni?

No, decisamente. La problematica, finché non riguarda da vicino le persone, rimane piuttosto marginale, resta in fondo nelle proprie classifiche e priorità intellettuali.

Reputa che ci fu un particolare accanimento bellico in Italia da parte degli Alleati?

Il bombardamento aereo su Roma, del 19 luglio 1943, secondo il mio parere anticipa la crisi del regime fascista; rallenta, inoltre, le pesanti incursioni aeree (già da tempo programmate) a danno delle città italiane. A partire dall’8 settembre 1943 l’Italia evita i bombardamenti strategici (che avevano distrutto La Spezia, Torino, Milano, Marghera, Napoli, Foggia, Messina, Reggio Calabria ecc.), le incursioni aeree diventano quasi tutte del tipo tattico (supporto ad azioni di terra) vedi Montecassino, linea Gustav, la sacca di Anzio e la linea Gotica. La fine del secondo conflitto mondiale, infatti, indica le città tedesche come Berlino, Essen, Amburgo e Colonia le più massacrate. Dresda, alla pari del bombardamento aereo su Treviso, continua a essere ancora oggi un tristissimo quesito.

Ci conferma l’intento degli Alleati di creare e gettare ordigni appositamente realizzati per un effetto di “esplosione ritardata”?

Certo, le bombe erano identiche, mutavano solo le spolette. Quest’ultime esplodevano con ritardi già calcolati.

Come giudica lo spazio che i media dedicano all’argomento?

Insufficiente! I media dedicano spazio all’argomento solo quando il rinvenimento del residuato bellico crea notevole e vasto disagio ferroviario o autostradale. Manca l’informazione indirizzata nei confronti della questione. L’11 marzo scorso, infatti, a Cividale del Friuli, in provincia di Udine, un residuato bellico è esploso tra le mani di un pensionato di sessant’anni ferendolo seriamente. Ciò che manca è l’informazione preventiva: i residuati bellici non si toccano!

Ci descriva in breve come avviene il disinnesco di una bomba.

Disinnescare una bomba non è un mio compito, intervengono i Reparti Genio EOD competenti per zona. Anzi, colgo l’occasione, di questa piacevole intervista, per ribadire (repetita iuvant) il comportamento da mantenere nel caso di un rinvenimento occasionale (ditte di scavo o movimento terra, escursionisti ecc.): non toccare o spostare il residuato bellico, non cedere a curiosità varie, ma avvisare prima possibile le forze dell’ordine competenti per zona.

Lei sull’argomento ha scritto un volume dal titolo inequivocabile “La mia bonifica” (Florestano Editore), quale messaggio ha voluto lanciare al Paese?

Ho voluto ricordare che le guerre non terminano mai con una stretta di mano televisiva, ma continuano sepolte, affondate e nascoste. Rappresentano, inoltre, pesanti sforzi economici a danno di vinti e vincitori.

Dal suo stato di “operatore”, munito di informazioni e macchinari moderni, cosa sente di rendere ai colleghi più anziani, alcuni dei quali davvero costretti all’improvvisazione e spesso saltati in aria insieme agli ordigni?

Naturalmente il mio pensiero è sempre rivolto nei confronti di questi “pionieri”, cerco di non deludere i loro insegnamenti e di conservarne la memoria.

http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=1218

 

 

Montecassino

E' il 21 marzo 2010 i fuochi pirotecnici illuminano e colorano il cielo in onore di San Benedetto, (sembra), venti minuti di puro spettacolo pirotecnico. Ma resti incandescenti incendiano alcuni sterpeti. Il fuoco divampa e dilaga tra le pendici e sul costone del Monte. Solerti i Vigili del Fuoco intervengono per arginare l'infuocata emergenza. Purtroppo a causa della,(presunta...????),presenza di qualche residuato bellico i Vigili del Fuoco operano con grande rischio personale e con immensa difficoltà. Qualcuno (in Italia sempre a posteriori) si lamenta:
”...Venti minuti di pirotecnia sono stati troppi...”,
“ ...è sembrata più essere una rievocazione audio e video del criminale ed immotivato bombardamento dell’Abbazia della seconda guerra mondiale...”,
“ ...non era forse meglio destinare quei soldi ad altre cause..?”
Aggiungo: Caro Comune di Montecassino e non solo [...] la Vostra priorità (visto i precedenti dei mesi scorsi), è la messa in sicurezza dell'area, frequentata da “scolaresche, turisti, Boy Scout, ecc...”. Certo quest'ultima ha il suo costo, ma è indispensabile, necessaria e U-R-G-E-N-T-E-

Giovanni Lafirenze

 

Continua...

Perchè la bonifica bellica

Disinnescato ordigno bellico a Marghera

A Marghera gli artificieri del 3° Reggimento genio guastatori di Udine, hanno provveduto a neutralizzare una bomba d’aereo da 500 libbre, residuato bellico del secondo conflitto mondiale, rinvenuta all’interno di capannoni industriali non più in uso.
L’operazione di disinnesco, consistente nella disattivazione e rimozione dell’ordigno, che è stato poi fatto brillare in un’area appositamente attrezzata, ha previsto lo sgombero per un’area di 500 metri dal punto di ritrovamento.
Fonte:

http://www.dedalonews.it/it/index.php/03/2010/disinnescato-ordigno-bellico-a-marghera

Perchè la bonifica bellica

Auto e treni fermi strade deviate
E’ il bomba day

Artificieri all'opera dalle 8 del mattino: via Libertà vuota fino alla comunicazione di cessato allarme

VENEZIA — Due ore col fiato sospeso ma soprattutto di disagi per il «Bomba day». Gli artificieri saranno all’opera dalle 8 di domenica e fino ad una loro comunicazione via Libertà deve rimanere vuota. Niente pedoni, autobus, automobili, motorini, treni e biciclette. Tutta l’area attorno a via delle Industrie 32, dove è stata rinvenuta la bomba, dovrà essere evacuata. Gli esperti dicono che non c’è alcun pericolo reale, meglio però essere previdenti e dunque Prefettura e Comune hanno firmato due ordinanze che rendono l’area off-limits.

Poco prima delle 8 del mattino la polizia municipale devierà il traffico diretto a Venezia per corso del Popolo, via Torino e San Giuliano. Viceversa chi deve lasciare la città storica dovrà dirigersi al cavalcavia evitando via Righi e via Libertà. In mezz’ora, e dunque prima delle 10, dovrebbe già essere tutto finito, prova ne è che i treni tra le stazioni di Mestre e Venezia si bloccano solo tra le 8.40 e le 9. Gli artificieri del terzo Reggimento guastatori di Udine metteranno l’ordigno in sicurezza e poi lo trasporteranno alle Giare di Mira per farlo brillare. Non è la prima volta però che avviene una simile operazione, visto che Venezia durante la seconda guerra mondiale è stata oggetto di attacchi incrociati di Alleati e tedeschi e a distanza di quasi settant’anni continuano a riemergere i segni del conflitto dal sottosuolo: ogni anno nel vasto territorio provinciale emergono una settantina di reperti bellici di questo genere. Nell’aprile 2009, fu fatta esplodere in mare una bomba della stessa entità di quella che domenica sarà portata via dalla prima zona industriale. Si tratta di un ordigno americano da 500 libbre sganciato da un aereo e mai esploso.
Chiunque domenica avrà l’obbligo di tenersi almeno a mezzo chilometro di distanza da via Libertà. Gli uffici dovranno essere vuoti come anche le vie Paganello, Gioia, delle Industrie, Ferraresi, Pacinotti e dell’Elettronica. Non appena saranno staccate le spolette dell’ordigno—ancora attivo — gli artificieri lo caricheranno su un camion e sarà trasportato a Mira. Qui in via Giare il traffico sarà vietato indicativamente tra le 9.30 e le 14 e cioè fino all’esplosione della bomba. La delicata operazione avverrà anche in caso di maltempo, a differenza di quanto avvenuto un anno fa quando le condizioni meteo avverse hanno obbligato a rinviare l’intervento in alto mare.
Gloria Bertasi
20 marzo 2010

Fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/20-marzo-2010/auto-treni-fermi-strade-deviate--bomba-day-1602689530818.shtml

Perchè la bonifica bellica

Rifanno il soffitto dell'ex casa del podestà: spunta un arsenale
I carabinieri di Fabbrico intervengono a Rolo nell'abitazione di una 80enne

ROLO (15 marzo 2010) - Durante i lavori di ristrutturazione tornano alla luce munizioni e bossoli risalenti al secondo conflitto mondiale. L'arsenale è stato sequestrato dai carabinieri.
Nella tarda mattinata del 13 marzo i militari di Fabbrico sono intervenuti in Corso della Repubblica, a Rolo, verificando che in una vecchia casa, all’epoca del podestà del paese ed ora di proprietà di una
80enne del comune della Bassa, nel corso dei lavori di rifacimento del controsoffitto, è stato ritrovato un vero e proprio arsenale bellico: due caricatori per fucile mitragliatore M-38; 3 caricatori per pistola; 3 porta cartucce per mitragliatrice M-38; 2 aste porta cartucce per M-38; 4 scovolini; 6 cartucce L.N. di vario calibro; 20 cartucce S.B.; 10 cartucce F.N.; 44 cartucce G.F.L.; 2 cartucce E.N.; 73 cartucce G.F.L. per fucile mitragliatore M-38; alcuni bossoli; 26 cartucce calibro 37.
Il materiale, inservibile a causa dello stato di ossidazione avanzato, è stato sequestrato.

Il mio commento

...Sembra di rivivere storie del passato. In Corso della Repubblica nel comune di Rolo (Reggio Emilia), una signora decide di ristrutturare il vecchio controsoffitto della propria abitazione. I lavoranti impegnati nei lavori di rinnovo scoprono un piccolo arsenale, (inservibile), dell'ultima guerra. Infatti il datato controsoffitto riconsegna: due caricatori per fucile mitragliatore M-38; 3 caricatori per pistola; 3 porta cartucce per mitragliatrice M-38; 2 aste porta cartucce per M-38; 4 scovolini; 6 cartucce L.N. di vario calibro; 20 cartucce S.B.; 10 cartucce F.N.; 44 cartucce G.F.L.; 2 cartucce E.N.; 73 cartucce G.F.L. per fucile mitragliatore M-38; alcuni bossoli; 26 cartucce calibro 37. Ma a quei tempi era la casa del Podestà...!

G.L.

Perchè la bonifica bellica

12 quintali di piccoli residuati bellici

E' domenica mattina, 15 Marzo 2010 un agricoltore residente a Gottolengo provincia di Brescia decide di recarsi nel proprio podere. L'uomo in pochi minuti accede nel campo di sua proprietà. L'agricoltore inizia una lenta e rigenerante passeggiata, improvvisamente l'incredibile sorpresa: Migliaia di proiettili da mitragliatrice tutti svuotati [...]. L'uomo corre a segnalare la curiosa scoperta ai Carabinieri di zona. Inizia una fastidiosa raccolta in grado di raggiungere un totale di 12 quintali di piccoli residuati bellici...Naturalmente operazione portata a termine a vista...!
G.L.

Perchè la bonifica bellica

La bonifica bellica

Udine, 11 mar. (Adnkronos) - Un uomo di 60 anni, Giuseppe Furlan, e' rimasto gravemente ferito al viso, a una mano e al braccio a seguito di una esplosione avvenuta nella sua abitazione a Cividale del Friuli (Udine). Sul posto, allertati da una telefonata, sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Cividale, i vigili del fuoco e gli artificieri del Comando dell'Arma di Udine. Dalla ricostruzione fornita dai militari, il pensionato era intento a manipolare un residuato bellico non meglio precisato, che e' esploso. Furlan e' stato elitrasportato dal servizio 118 all'ospedale di Pordenone. Sulla vicenda sono in corso accertamenti.

Il mio commento

Ricordo la bonifica effettuata nel torrente Natitose, la squadra bcm, il brillamento dei numerosi residuati bellici rinvenuti nei tra i sassi del greto nei pressi del ponte ferroviario. Calibri della Prima Guerra Mondiale di nazionalità italiana e austroungarica. La memoria risorge il mio stupore nel constatare la quantità di ordigni seminterrati, schegge adagiate in superficie, ecc...
“...Un anziano pescatore del luogo raccontava di convogli colpiti ed esplosi mentre transitavano sul ponte...”. Questa breve testimonianza evidenzia, come sia facile ancora oggi, individuare residuati bellici nel nostro caro e amato Bel Paese. Sicuramente esistono (a proposito della ricerca o detenzione privata di residuati bellici), legislazioni che regolamentano severamente il settore, ma in questo caso chiedo aiuto ad una invisibile, ma costantemente presente norma: “Il Buon Senso”.
La notizia
“...Un uomo di 60 anni, è rimasto gravemente ferito in seguito allo scoppio di un residuato bellico avvenuto nella sua casa a Cividale del Friuli...”
Il Buon senso
In questo caso il buon Senso si chiede: ma il residuato bellico in che modo ha raggiunto quelle stanze...????
Sempre il Buon Senso avverte: “Attenzione in questa materia nessuno può considerarsi l'esperto di turno”
Il buon senso ripete: “non è possibile pulire una granata o parte di essa, perché sfreghiamo e sollecitiamo, congegni ancora nascosti da fango o terreno”.
Ancora il Buon Senso: quando si rinviene un residuato bellico non si trasporta da nessuna parte, anzi è necessario allertare le Forze di Polizia competenti per zona...

Giovanni Lafirenze


 

Il mio commento di Elio Giannatempo

Quante volte si dice ai bambini di non raccogliere i petardi inesplosi dei "botti natalizi"? Perché ovviamente noi adulti sappiamo che se il petardo non è esploso, è perché è difettoso.
"Ma cosa c'entra, questi sono residuati di sessant'anni... se non sono esplosi, non esploderanno più"
Bene. E' stata la stessa risposta che ho avuto da un bambino quando fu ripreso per la sua mania di andare alla ricerca dei botti.
Comprendo il fascino delle deflagrazioni, ma ammettiamo. La differenza tra un uomo di 60 anni e un bambino di 6 evidentemente consiste tutta in uno zero riportato sulla carta di identità.
Vorrei che questo sito sia conosciuto da tutti gli italiani, per ricordare che gli ordigni NON SI TOCCANO.
Ne va della PROPRIA INTEGRITA' FISICA (letteralmente!!!!).
Ma come la storia dell'Italia insegna, soprattutto quella più recente, devo dedurre che l'italiano è masochista.
Evidenza che non si può negare, non credete?

Palese, chiude lo scalo dalle 11 alle 14: c'è da rimuovere bomba di 500 libbre

11 marzo 2010 - BARI - Per consentire la rimozione di un residuato bellico trovato l’8 febbraio scorso durante lavori per l’allungamento della pista dell’aeroporto di Bari Palese lo scalo sarà chiuso stamani dalle 11 alle 14. La direzione aeroportuale non ha specificato il numero dei voli sospesi. Per rimuovere l’ordigno, che sarà fatto successivamente brillare in una cava di Barletta, sono sul luogo i militari dell’ 11/o Genio guastatori di Foggia, polizia, carabinieri e vigili del fuoco. L’ordigno è una bomba aerea del peso di 500 libbre, di fabbricazione americana e ad alto potenziale esplosivo; fu trovata all’inizio di febbraio quasi a bordo pista.

Fonte:
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/11-marzo-2010/palese-chiude-scalo-11-14-c-rimuovere-bomba-500-libbre--1602635815389.shtml

Perchè la bonifica bellica

Tiburtina: trovato un ordigno bellico, domenica la rimozione

L'ordigno è stato rinvenuto in via dello Scalo Tiburtino, dalle parti di Largo Camesena. La Prefettura fa sapere che verrà rimosso domenica. In tutta l'area sarà possibile accedere solo con un'autorizzazione

10/03/2010 - Un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale è stato rinvenuto in via dello scalo Tiburtino, nella zona adiacente Largo Camesena, nel corso dei lavori per la nuova vicina stazione Tiburtina. La prefettura fa sapere che domenica inizieranno le  operazioni di despolettamento e rimozione dell'ordigno.

Si prevedono disagi per la popolazione.  Tutta l'area infatti sarà presidiata dalle forze dell'Ordine e dalla polizia Municipale e sarà possibile accedervi solo su autorizzazione del Centro Operativo Misto che coordinerà le operazioni.

Fonte:
http://www.romatoday.it/municipio/5-tiburtino/tiburtino/bomba-stazione-tiburtina-domenica-14-marzo-blocco.html

Perchè la bonifica bellica

NOVARA, 8 MAR – Momenti di tensione, nel pomeriggio di ieri, in pieno centro città, a Novara. All’angolo tra corso Mazzini e via Nebbia, a pochi passi dall’ospedale Maggiore e da baluardo Lamarmora. Qui, intorno alle 18,30, sono stati rinvenuti, in una cantina, due residuati bellici ancora attivi (una bomba da mortaio e una aerea), che hanno subito creato allarme tra i residenti e i passanti. Immediata la segnalazione alle forze dell’ordine. Sul posto, una Volante della Questura, ma anche una pattuglia dei vigili urbani e, quindi, gli artificieri. Il palazzo dove è avvenuto il rinvenimento è stato fatto evacuare per precauzione. Presente anche un’ambulanza del 118, con personale medico. L’area è stata, quindi, interamente circoscritta, mentre i due ordigni trovati e prelevati saranno fatti brillare nella mattinata di oggi, probabilmente, in una zona periferica di Bellinzago Novarese.

Monica Curino

Fonte: http://www.oknovara.it/news/?p=8024

Il mio commento

Ormai le storie sono ripetitive ed identiche, ciò che muta è solo il luogo, la città che ospita la notizia, il disagio e quant'altro. Il teatro è Novara, il palcoscenico l'area urbana tra Corso Mazzini , Via Nebbia e l'Ospedale Maggiore. La protagonista di questa commedia in cerca d'autore è la solita cantina. Il sipario si alza, le prime scene iniziano intorno le 18:30...!!!Qualcuno […] rinviene (in una cantina condominiale), due ordigni bellici probabilmente risalenti la Seconda Guerra Mondiale, vale a dire: “Una bomba da mortaio e una granata antivelivolo”. Ovviamente l'intervento delle Volanti, dei Vigili urbani, 118, ecc...restituiscono tranquillità a residenti e passanti. Il secondo atto dell'intrigante spettacolo si apre con l'arrivo dei militari artificieri, che sentenziano: “le granate sono attive”. I Genieri decidono di smaltirle (brillamento), in una località poco distante “Bellinzago Novarese”. Cala il sipario di questa assurda storia, ma resta l'amarezza nel constatare che in questo caso, la superficialità di ignoti ha generato rischio e pericolo per un intero condominio e non solo...!!!! Morale della storia: grande paura per i residenti, disagio pedonale, automobilistico, commerciale, ecc...Ma grande merito va distribuito tra chi ancora una volta ha saputo gestire la propria professionalità a favore dei cittadini...!!!!
Giovanni Lafirenze

Perchè la bonifica bellica

La bonifica bellica

Comune di Piazza Armerina (Enna)

Questo l'appello lanciato dagli agenti del Corpo Forestale ai tantissimi giovani che durante la settimana battono alcuni sentieri tra i boschi di contrada Santa Caterina per un'escursione su due ruote a contatto con la natura. E questo almeno fino a quando non partiranno nuove bonifiche per liberare le zone dagli ordigni. La bomba collocata a pelo di terreno, al centro di un sentiero battuto centinaia di volte dalle due ruote, con sopra i solchi delle gomme, ha destato molto stupore e preoccupazione. La scorsa estate, in seguito ad un incendio, furono numerose le esplosioni udite dagli agenti nel corso delle operazioni di spegnimento delle fiamme.

PIAZZA ARMERINA. Hanno rischiato di saltare in aria passando con le loro mountainbike sopra una bomba da mortaio della seconda guerra mondiale. Per i giovanissimi appassionati delle due ruote l'avventura tra i sentieri di contrada Santa Caterina, in mezzo ai boschi comunali, poteva trasformarsi in una tragedia. Gli agenti del Corpo Forestale hanno notato la parte metallica dell'ordigno bellico affiorare dal terreno, con i solchi lasciati dalle due ruote passate sopra. Uno dei tanti sentieri battuti dai mountainbiker tra i boschi della zona. Il residuato bellico è uno degli otto ritrovati nella zona dagli agenti del distaccamento piazzese, avvertiti della presenza delle bombe inesplose anche da alcuni raccoglitori di verdure, oltre che da alcuni giovani in bici. Uno dei raccoglitori stava con la propria zappetta tagliando le radici di alcune "cipolline" quando si è reso conto del rumore metallico. Appena il tempo di spostare un po' di terra e togliere qualche erbaccia per capire di essersi imbattuto in una bomba. Tutto il materiale bellico è stato prelevato dagli agenti nei giorni scorsi e messo in sicurezza. Ieri mattina, poi, è scattata l'operazione di brillamento, con l'ausilio dei militari del Genio Guastatori di Palermo. Una vasta area boscata di contrada Santa Caterina, a ridosso dell'ex polveriera e dell'ex sanatorio, è stata cinturata e isolata da quattro pattuglie del Corpo Forestale per circa due ore. Le otto bombe, tra cui un ordigno "tracciante", di quelli la cui funzione era illuminare il bersaglio nelle ore notturne, sono state fatte esplodere in mattinata. Presente alle operazioni anche un'ambulanza del 118. Una breve segnalazione della vicenda è stata girata dal Corpo Forestale, guidato dal comandante provinciale Francesco De Francesco, alla Prefettura di Enna e al Comune per le eventuali decisioni di competenza. Occorrerebbe una nuova campagna di bonifica dell'area per ragioni di sicurezza. Nella zona di Santa Caterina, come è ormai notorio da decenni, si trova un'ex polveriera risalente alla seconda guerra mondiale. Il deposito di bombe, soprattutto "a mano" e da mortaio, esplose sul finire del conflitto, sparpagliando in un raggio di diversi ettari migliaia di ordigni ancora carichi. Appena qualche mese fa altre nove bombe erano state fatte brillare dai militari. Prelevati da una zona di boschi nel territorio comunale gli ordigni, dal potenziale più distruttivo, erano stati trasferiti all'interno di una cava in contrada Montagna Gebbia e fatti esplodere. Di recente anche l'ufficio Tecnico comunale ha effettuato un sopralluogo con alcuni agenti del Corpo Forestale per capire se e in che modo ridurre al minimo i rischi per le persone.

Roberto Palermo Giornale di Sicilia del 04/03/2010

Fonte:
http://www.teamenergika.it/joomla/component/content/article/1-ultime/98-ordigno-bellico.html

Seguirà commento...

Perchè la bonifica bellica

FATTO BRILLARE L’ORDIGNO RINVENUTO ALL’ ISOLOTTO DI PORTO ERCOLE (GR.)

Questa mattina, alle ore 10.30, a circa tre miglia a Sud di Porto Ercole (GR), gli artificieri del Nucleo S.D.A.I. (Sminamento e Difesa Antimezzi Insidiosi) del Dipartimento Militare Marittimo di La Spezia hanno provveduto al brillamento dell’ordigno bellico rinvenuto nelle acque dell’Argentario il 1 febbraio scorso .
L’ordigno era stata recuperato accidentalmente da un peschereccio locale durante una battuta di pesca e successivamente posizionato ed opportunamente segnalato, su indicazione dell’Autorità Marittima, nei pressi dell’Isolotto di Porto Ercole ad una profondità di 18 metri circa.
L’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Santo Stefano aveva emesso apposita ordinanza di interdizione dello specchio acqueo interessato per un raggio di 100 metri dal punto del ritrovamento, in attesa, appunto, dell’intervento degli Artificieri.
Dopo un primo sopralluogo subacqueo nel pomeriggio di ieri, questa mattina, come disposto dalla Prefettura di Grosseto, gli Artificieri hanno provveduto a mettere in sicurezza l’ordigno bellico, ad imbracarlo opportunamente e a trasportarlo in mare aperto a distanza e profondità idonee a non arrecare danni alla fauna marina.
Si è proceduto quindi al brillamento, operazione alla quale hanno partecipato, garantendo la cornice di sicurezza e la necessaria assistenza, due Motovedette della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera, la CP 2087 di Porto Santo Stefano e la CP 567 di Porto Ercole.
Si trattava di una mina di forma cilindrica della Marina Militare Italiana, tipo “P5”, risalente alla 2^ Guerra Mondiale, armata con 200 kg di tritolo e quindi potenzialmente pericolosa anche se ormai interamente ricoperta dalla vegetazione marina: mine come questa, “ormeggiate” sul fondale, venivano usate soprattutto per creare sbarramenti difensivi contro navi e sommergibili.
Fonte: http://www.0564news.it/notizia.asp?idn=6382

Perchè la bonifica bellica

FIRENZE: RESIDUATO BELLICO IN GIARDINO, RIMOSSO DA ARTIFICIERI POLIZIA

Firenze, 4 mar. - (Adnkronos) - La Squadra Arificieri della Polizia di Stato ha rimosso ieri pomeriggio un proiettile di artiglieria, residuato bellico, emerso a seguito delle abbondanti piogge, nel giardino di un'abitazione in via Gozzoli, a Firenze.
E' stata la proprietaria a scoprire il proiettile, chiamando subito il 113. Dopo un primo intervento, gli uomini delle Volanti hanno chiamato gli artificieri che hanno messo in sicurezza l'abitazione, e rimosso l'ordigno.
Fonte: http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=363011

Il mio commento
LA PIOGGIA, IL GIARDINO E LA GRANATA
Dopo un abbondante pioggia in alcune aree possiamo vedere persone intente alla raccolta di funghi, (prataioli, porcinelli, ecc...), notare altre figure inserire nei propri contenitori decine di lumache commestibili, (lumache bianche, chiocciole ecc..). Certo la pioggia può mettere in luce residuati bellici involontariamente già rimossi, (capita spesso nel mezzo di operazioni adibite a movimento terra), ma apprendere che a causa dell'abbondante pioggia una signora trova nel proprio giardino un proiettile d'artiglieria è notizia davvero incredibile...!!!!

Perchè la bonifica bellica

BOMBA DI AEREO SCOPERTA IN AZIENDA AGRICOLA NEL FOGGIANO

(AGI) - Foggia, 4 mar. - Un ordigno bellico, risalente alla seconda guerra mondiale, e' stato recuperato nelle campagne di Rocchetta Sant'Antonio (Fg). Si tratta di una bomba di aereo di un metro di lunghezza, trovato in un'azienda agricola in localita' "Serre delle Volpe". La zona dove e' stata recuperata la bomba e' stata delimitata in attesa dell'arrivo degli artificieri dell'Esercito Italiano.(AGI) cli/Tib
Fonte: http://www.agi.it/bari/notizie/201003041112-cro-rt10054-bomba_di_aereo_scoperta_in_azienda_agricola_nel_foggiano

Perchè la bonifica bellica

Ordigno bellico in mare: vietata la navigazione all'Argentario

Per consentire le operazioni di recupero è stata vietata la navigazione a "tutte le navi, motopesca e unità da diporto in genere"

Monte Argentario (Grosseto), 2 marzo 2010 - Ordigno bellico sul fondale di Porto Ercole, in località Isolotto, e per consentire le operazioni di recupero, l'ufficio circondariale marittimo di Porto Santo Stefano ha emesso un'ordinanza di divieto di navigazione ''per tutte le navi, motopesca e unità da diporto in genere'' a partire dalle 8 di domani fino al termine delle operazioni. L'area interdetta alla navigazione ha un raggio di 2500 metri.

Fonte: http://lanazione.ilsole24ore.com/grosseto/cronaca/2010/03/02/299223-ordigno_bellico.shtml

Perchè la bonifica bellica

DOMENICA SARA’ RIMOSSA LA BOMBA DENTRO LA LUCCHINI

Sarà rimosso domenica 7 marzo l’ordigno bellico rinvenuto lo scorso nell’area industriale della Lucchini. La bomba, del peso di 500 libbre circa, verrà disinnescata a partire dalle ore 10 di domenica mattina, e poi trasportata dagli artificieri del Genio Pontieri in una sede deputata al brillamento.
La riunione che si è svolta questa mattina nella sala consiliare del palazzo comunale, e che ha visto la partecipazione della Prefettura, delle forze dell’ordine, protezione civile, vigili del Fuoco,  Arcelor Mittal e Lucchini, Asl, Asa, Ferrovie delllo Stato, Terna, ha messo a punto un piano di intervento che prevede, tra le altre misure, anche l’allontamento temporaneo per almeno un paio d’ore di 190 cittadini, di cui 33 stranieri, residenti in una parte del quartiere Cotone.
Le operazioni di evacuazione inizieranno alle 8 di domenica mattina e prevedono l’allontamento della popolazione che risiede entro un perimetro di 500 metri dalla zona delle operazioni militari. In particolare i residenti dei “blocchi” ai numeri civici 19, 20, 21, 22, 29, 30, 31, 32.
Per agevolare le operazioni e diminuire i disagi, è stato allestito un centro di accoglienza, presso il Ciasa di San Rocco, che potrà essere raggiunto dai cittadini con mezzi pubblici messi a disposizione gratuitamente da Atm a partire dalle 8,30.  L’inizio e la fine delle operazioni verranno comunque annunciati da sirene (suono alternato per l’inizio e suono prolungato per la conclusione).
Dal punto di vista viabilistico, invece, dalle 9 e fino al termine delle operazioni saranno chiuse al traffico via Jonta e l’ultima parte di via provinciale, per evitare l’accesso delle auto al Cotone. Il traffico verso il porto sarà dirottata da via Portovecchio verso via Pisa, mentre le auto in uscita dal porto dovranno transitare obbligatoriamente per viale Regina Margherita. La rotonda di viale Unità d’Italia sarà presidiata comunque dai Vigili urbani e dalla guardia di Finanza.
Il tempo stimato per il disinnesco e la rimozione della bomba è di circa 90 minuti complessivi. Entro la fine della mattinata la viabilità dovrebbe essere quindi tornare alla normalità. Tutti i cittadini interessati all’intervento verranno debitamente informati anche attraverso un avviso plurilingue che verrà affisso all’interno degli edifici.
La Protezione civile raccomanda, come misure generali di sicurezza, di chiudere i rubinetti dell’acqua e del gas, portare con sè denari e preziosi, lasciare aperte le finestre e le porte a vetri assicurando la chiusura di scuri, tapparelle, avvolgibili, purchè non di vetro, di effettuare un salvataggio dei dati contenuti nei propri computer per prevenire eventuali perdite in caso di ipotetica interruzione dell’energia elettrica. Assicurarsi che le porte d’ingresso delle abitazioni siano chiuse.
Prima di uscire assicurarsi inoltre di spegnere tutte le luci dell’abitazione senza staccare l’interruttore generale, non modificare i tempi e le temperature di pressostati e termostati. L’energia elettrica e il gas non verranno comunque interrotti durante le operazioni.

Fonte: http://www.corriereetrusco.it/?p=6131

Perchè la bonifica bellica

Ordigno bellico alla Croce Bianca
Domenica tutti fuori casa all'alba

01/03/2010 Verona. Si terranno nella mattinata di domenica 7 marzo, dalle 6.30 alle 12.30, le operazioni di rimozione dell’ordigno bellico rinvenuto in via Gardesane, alla Croce Bianca. L’intervento coinvolgerà l’area compresa tra via Bartolomeo Bacilieri, stradella Bionde, strada Bresciana e via Gardesane. Tutti i residenti nella zona interessata dovranno allontanarsi dalle abitazioni entro le ore 6.30. Per i cittadini in difficoltà a trovare una sistemazione provvisoria sarà predisposto un punto di accoglienza al Centro Usato Vicentini, in via Bresciana 37. Per attivare il servizio di trasporto delle persone bisognose di assistenza sanitaria è possibile contattare la centrale operativa di Verona Emergenza al “118” entro le ore 12 di giovedì 4 marzo. Chi ha difficoltà a raggiungere il punto di raccolta con mezzi propri, ma non necessita di assistenza, deve contattare la Protezione civile del Comune di Verona al numero 045 8052125 entro le ore 12 di venerdì 5 marzo. Fino al termine delle operazioni di disinnesco saranno chiuse al traffico la Strada regionale 11 e via Gardesane.

Fonte: http://www.larena.it/stories/Home/132070_ordigno_bellico_alla_croce_bianca_domenica_tutti_fuori_casa_allalba/

Perchè la bonifica bellica

CON L'ARSENALE IN SOFFITTA: 72ENNE IN MANETTE
Bombe a mano e polvere da sparo nella soffitta a rischio esplosione

Cornuda – Ancora un collezionista di materiale bellico nei guai. Un pensionato 72enne è stato scoperto con un arsenale in soffitta e arrestato. Materiale talmente pericoloso da rendere la casa una polveriera.
Continua da parte dei Carabinieri la lotta al traffico di armi e munizioni belliche risalenti alla prima e alla seconda guerra mondiale. Un mercato sempre più fiorente ed attivo, almeno a giudicare dagli arresti e dalle denunce che negli ultimi tempi sono aumentati in modo consistente.
Questa volta a finire nei guai per questa pericolosa passione, è un pensionato 72enne residente a Cornuda, attivo collezionista di armi. I Carabinieri della stazione di Valdobbiadene, guidati dal Capitano Giancarlo Carraro, sono arrivati a lui grazie ad alcune soffiate di personaggi che gravitano nel mondo del traffico di munizionamento bellico. Alla vista dei militari l’uomo non sì è scomposto ed ha negato qualsiasi responsabilità assicurando di non avere nulla di illegale in casa. La perquisizione dei Carabinieri, che ha interessato tutta la villetta in cui l’uomo vive, ha però dato esito positivo. Una volta arrivati in soffitta i militari hanno notato uno strano rigonfiamento su un lato della parete rivestita da perline di legno. Smontata l’intercapedine si sono trovati di fronte un vano nel quale era custodito un vero e proprio arsenale di armi: 5 fucili di marca Mauser, Stayer e Remington, 4 bombe a mano, una settantina di cartucce, un sacchetto con 226 grammi di polvere esplosiva comunemente usata per il caricamento di proiettili di artiglieria. Una polveriera che, con un banale cortocircuito o una qualsiasi altra causa accidentale, avrebbe potuto esplodere coinvolgendo anche le abitazioni vicine. Tutto il materiale è stato opportunamente messo in sicurezza e sequestrato. A quel punto il 72enne è stato arrestato per detenzione di armamento e munizionamento bellico e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Fonte: http://www.oggitreviso.it/con-larsenale-soffitta-72enne-manette-22775

Il mio commento:

Certo apprendere la notizia dell'arresto di un settantaduenne a causa di una collezione di armi risalenti le guerre del secolo scorso, suscita pareri contrastanti. Primo: Un uomo di quell'età non deve subire tali umiliazioni. Ma è pur vero che l'anziano signore al cospetto dei Carabinieri di Valdobbiadene ha negato con “energico distacco” di possedere in casa alcun residuato bellico. Viceversa l'attenta perquisizione della villetta di residenza riscontra il contrario: 5 fucili, 4 bombe a mano, cartucce varie, infine un sacchetto contenente 226 grammi di polvere esplosiva. Morale della storia: le bugie hanno le gambe corte...!!!!!

Perchè www.biografiadiunabomba.it1

Una bomba di aereo dissotterrata alla Foce del Torrente Impero: affiorava tra le pietre

Una bomba di aereo, presumibilmente della seconda guerra mondiale, e' stata scoperta, oggi, alla foce del torrente Impero, a Imperia, da un passante che ha allertato il 113. Sul posto sono cosi' intervenuti gli agenti della locale Questura che hanno recintato l'area, organizzando un servizio di sorveglianza al quale partecipano anche i carabinieri. L'ordigno, di 50 centimetri circa di lunghezza e 20 di larghezza, e' stato individuato tra le rocce ed era semicoperto dall'acqua. La Polizia ha avvisato la Prefettura e prossimamente dovrebbero intervenire gli artificieri del Genio Guastatori di Torino per le operazioni di disinnesco. bomba

di Fabrizio Tenerelli
Fonte:

http://www.riviera24.it/articoli/2010/02/24/79928/una-bomba-di-aereo-dissotterrata-alla-foce-del-torrente-impero

Commento:
UNA BOMBA FRA GLI SCOGLI

Forse è un residuato bellico a caduta libera il residuato bellico rinvenuto tra gli scogli (foce), del torrente Impero (Imperia). La città di San Leonardo, nel corso della Seconda guerra mondiale è prevalentemente vittima della Dodicesima Forza Aerea, ma i primi giorni del conflitto patisce attacchi da parte dell' Armèe de l’Air (con base in Corsica). Oggi l'ordigno è stato notato da un passante ( pescatore...????), che ha immediatamente segnalato la strana presenza al 113 di zona. Ovviamente in attesa del personale EOD l'area è stata messa in sicurezza...!!

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Veneto - Il 7 marzo disinnesco ordigno bellico a Verona
Peso di 500 libbre, della seconda guerra mondiale

Verrà disinnescata il 7 marzo la bomba d'aereo inesplosa, del peso di 500 libbre risalente al secondo conflitto mondiale, trovata a Verona in via Gardesane 49. Lo ha deciso oggi il prefetto al termine di una riunione con i rappresentanti dell'amministrazione comunale di Verona, della Provincia, dell'esercito, delle forze dell'ordine, dei vigili del fuoco. Le operazioni tecniche di disinnesco, a cura del personale militare del comando VIII reparto genio guastatori "Folgore", inizieranno alle 7, mentre tutta la popolazione residente nell'area interessata, circa 120 persone, avrà già lasciato le proprie abitazioni entro le 6.30 e sarà stata accompagnata nel punto di raccolta messo a disposizione dall' Atv. Dalle 7 alle 8 avverrà la fase più delicata dell'operazione, il despolettamento. Tanto in questa fase come nella successiva, quella del brillamento, prevista tra le 12.30 e le 14 in località Boscomantico, verrà vietato il sorvolo degli aerei sulle aree interessate. L'aeroporto turistico di Boscomantico sarà aperto alle manifestazioni a partire dalle 14 circa.

Fonte:
http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2010/02_febbraio/23/veneto_il_7_marzo_disinnesco_ordigno_bellico_a_verona,23124437.html

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Ordigno bellico rimosso dalla cantina

(AGI) - Milano, 20 feb. - "Un ordigno bellico, lungo circa 45 centimetri e risalente alla seconda guerra mondiale e' stato rimosso oggi dagli artificieri di Milano da una cantina di un palazzo di via Picardi a Sesto San Giovanni". Lo hanno comunicato gli uomini del Commissariato del comune alle porte del capoluogo lombardo, a 'sestonotizie.it', quotidiano on line della citta'. Secondo quanto riferito dagli agenti della Polizia, coordinati dalla dirigente Paola Morsiani, il nuovo affittuario di un appartamento dello stabile, sito in una zona fortemente urbanizzata, nell'accedere alla cantina ha notato la presenza di qualcosa di strano. Quel qualcosa in breve tempo si e' rivelato essere una bomba. "L'uomo - dice l'ispettore Carlo Moro - si e' subito rivolto al proprietario di casa che, giunto sul posto, ha affermato di non essersi mai accorto di nulla. Il pronto intervento degli artificieri ha permesso di procedere alla rimozione dell'ordigno con la massima sicurezza e senza creare tensioni nell'area interessata". (AGI) Red/Car
Fonte
http://www.agi.it/milano/notizie/201002201854-cro-rmi0032-ordigno_bellico_rimosso_da_cantina_a_sesto_san_giovanni_mi

Il mio commento:
AFFITASI APPARTAMENTO MULTIVANI; ZONA CENTRALE E CON ORDIGNO BELLICO
La sorpresa per il novo affittuario è stata notevole quando all'interno della cantina ha visto un oggetto “stravagante”. In pochi attimi l'uomo intuisce che il pezzo di ferro è un residuato bellico risalente la Seconda Guerra Mondiale. La forte sensazione di stupore si trasforma in timore, perciò l'inquilino solerte si rivolge al proprietario dell'appartamento per chiarire l'inopportuna presenza della bomba, ma anche quest'ultimo è all'oscuro di tutto. Entrambi allertano le Forze dell'ordine, in pochi attimi artificieri P.S. giungono sul posto, analizzano lo stato del residuato e decidono di rimuovere in sicurezza la piccola granata.

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Come vivere 65 anni sopra una bomba
Domodossola, l'ordigno è della Seconda guerra mondiale

17/02/2010 - DOMODOSSOLA – Saranno gli artificieri a rimuovere l'ordigno bellico ritrovato stamattina al piano terra della stazione internazionale di Domodossola, da un gruppo di operai impegnati nella ristrutturazione in un locale. L’ordigno risale al secondo conflitto mondiale, e per oltre 65 anni nessuno s'era accorto della sua presenza, sebbene i due appartamenti soprastanti siano sempre stati occupati, fino alla recente evacuazione per lavori. Una volta arrivati, gli artificieri faranno evacuare temporaneamente la stazione, rimuoveranno l'ordigno e lo faranno brillare in una delle tante cave della zona.

Fonte: http://www.cdt.ch/ticino-e-regioni/cronaca/19739/come-vivere-65-anni-sopra-una-bomba.html

Seguirà commento...

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Treviso. Artigiano nei guai:
in casa arsenale di bombe della Grande Guerra

Centinaia di ordigni, detonatori e migliaia di proiettili sequestrati ad un 41enne di Guaia di Valdobbiadene

TREVISO (10 febbraio) - Nascosto in casa aveva un vero e proprio arsenale bellico, tutti pezzi d'epoca, risalenti alla Grande Guerra. Il materiale, più di cento oggetti fra bombe e altro, è stato trovato e sequestrato dai carabinieri nella casa di A.F., un artigiano di 41 anni di Guaia di Valdobbiadene. I carabinieri sono andati a colpo sicuro nell'abitazione del collezionista trovando nel garage 47 bombe a mano a frammentazione modello "sipe", di fabbricazione italiana; 20 bombe a mano a frammentazione modello "carbone", di fabbricazione italiana; una bomba a mano a frammentazione per fucile mod "benaglia"; 2 bombe a mano "lenticolari", di fabbricazione italiana, vari tipi di inneschi per proietti di artiglieria, 41 detonatori per innesco e migliaia di proiettili. In soffitta invece sono stati trovati un metal detector e 50 inneschi da impatto per proiettili d'artiglieria di vario tipo. Il materiale bellico, trovato dall'uomo molto spesso sul Greto del piave, è stato portato via dagli artificieri di Padova.

Fonte: http://online.gazzettino.it/articolo.php?id=90906&sez=NORDEST

Il mio commento

Sembra la sceneggiatura di un film, ma al contrario è tutto vero...!!!!

I Carabinieri di Treviso fermano un artigiano residente a Guaia di Valdobbiadene colpevole di aver nascosto e creato all'interno della propria abitazione, un vero deposito di residuati bellici esplodenti della Prima Guerra Mondiale. Vale a dire: 47 bombe a mano modello “SIPE”; 20 del tipo “CARBONE”; una bomba “BENAGLIA”; due “LENTICOLARI”; “INNESCHI”; “DETONATORI” e migliaia di “PROIETTILI”. Naturalmente tutto ciò a discapito dell'incolumità famigliare, condominiale, ecc...! Il protagonista di questa incosciente vicenda prima recupera il materiale bellico (forse dal greto del fiume Piave), per mezzo di un semplice metal detector, in seguito carica (sicuramente), il risultato della pericolosa caccia, nel cofano della propria automobile. Ovviamente il rientro verso casa espone le “granate” (posate in auto), a subire consistenti e pericolose sollecitazioni che mettono a repentaglio la sicurezza di ogni persona che incrocia durante il tragitto. Infine la strana “figura”, apre il cofano e con calma porta in soffitta le pericolose bombe a mano. Sembra la sceneggiatura di un film, ma al contrario è tutto vero...!!!!

Continua...

Giovanni Lafirenze

Perchè www.biografiadiunabomba.it

CASSINO - Ordigni bellici inesplosi rinvenuti nella zona industriale

CASSINO - Ancora un ritrovamento di due potenti ordigni bellici inesplosi dell’ ultima guerra mondiale, ad opera della Guardia di Finanza di Cassino. Dopo quelli trovati la scorsa settimana a Villa Santa Lucia, questa volta le Fiamme Gialle, a seguito di una segnalazione, hanno rinvenuto il materiale esplosivo nei pressi di via Cerro Antico, nell’area del conglomerato industriale. Anche in questo caso chi li ha rinvenuti ha omesso di denunciarli all’Autorità di Pubblica Sicurezza abbandonandoli su un terreno adiacente alla strada sterrata ed accessibile a tutti, dove di notte si notano spesso autovetture appartate. “Gli ordigni, in uso alle Forze Armate Tedesche nel corso delle terribili vicende belliche che hanno visto la distruzione dell’Abbazia – asseriscono dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza - erano in buono stato di conservazione, sebbene ossidati, e sarebbero potuti esplodere in qualsiasi momento. Probabilmente derivano da lavori di sbancamento effettuati sul terreno ove sono stati rinvenuti. Si tratta, nello specifico, di due 2 proietti da artiglieria contraerea da 88 m ( presumibilmente German 88mm Flak )”. Gli ordigni sono stati rinvenuti da una pattuglia delle Fiamme Gialle, impegnata nei quotidiani servizi di perlustrazione del territorio, su segnalazione di cittadini locali, allarmati dalla presenza delle bombe così vicino alla strada pubblica tutto ciò a dimostrazione del fatto che l’ informazione effettuata tramite gli organi di stampa da parte del corpo militare ha avuto effetto creando una sinergia tra popolazione ed autorità statale. L’area è stata delimitata salvaguardando la popolazione da possibili esplosioni, facendo scattare tutte le necessarie procedure di protezione e difesa civile in attesa del brillamento e della bonifica e mettendo in sicurezza la zona adiacente. Sono stati effettuati rilievi fotografici e si è proceduto a documentare formalmente le bombe, in quanto le modalità di ritrovamento fanno pensare che siano state depositate recentemente in quel luogo, a seguito di lavori di movimento terra: la segnalazione è stata inviata all’Autorità Giudiziaria, e i militari continuano le indagini per scoprire i responsabili dell’omessa denuncia. “La Guardia di Finanza – concludono dal Comando Provinciale - invita la cittadinanza a segnalare tempestivamente all’Autorità statale il ritrovamento di ordigni di ogni tipo, allo scopo di evitare rischi per la pubblica e privata incolumità”. So. Cos.

Fonte: http://www.ultimissime.net/Cronaca/CASSINO-Ordigni-bellici-inesplosi-rinvenuti-nella-zona-industriale.html

Il mio commento

CASSINO – La giostra dei rinvenimenti di ordigni bellici spostati senza segnalarli alle Forze di Polizia non è terminata. Infatti a pochi giorni dell'operazione messa in sicurezza del 4 febbraio, ( Villa Santa Lucia), di numerosi ordigni esplodenti ( ovviamente residuati della Seconda Guerra Mondiale), agenti della Guardia di Finanza a seguito di una giusta e solerte segnalazione in queste ore rintracciano altri ordigni bellici posati nei pressi della zona industriale della città di San Benedetto. In questo caso le bombe sono state posate da mani ignote, ai margini di una strada pubblica. Le Fiamme Gialle in attesa dei militati addetti hanno messo in sicurezza l'area involontariamente inquinata dai residuati bellici. Ancora una volta le indagini sono proiettate nei confronti di qualche impresa specializzata nel movimento terra.

Giovanni Lafirenze

PS: (copiato ed incollato dalle ultime righe della notizia)

“...La Guardia di Finanza – concludono dal Comando Provinciale - invita la cittadinanza a segnalare tempestivamente all’Autorità statale il ritrovamento di ordigni di ogni tipo, allo scopo di evitare rischi per la pubblica e privata incolumità...”

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Ordigno ritrovato all'aeroporto di Bari

(ANSA)- BARI, 8 FEB - Una bomba aerea di 500 libbre, di fabbricazione Usa e ad alto potenziale esplosivo, e' stata trovata a bordo pista all'aeroporto di Bari.Il ritrovamento e' stato fatto da alcuni operai durante i lavori per l'allungamento di una pista. La bomba e' stata messa in sicurezza dagli artificieri.

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/02/08/visualizza_new.html_1701529606.html

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Gitanti finiscono su campo minato, cinque feriti

Sabato 06 febbraio 2010 14.56 - A causa delle abbondanti nevicate che hanno coperto negli ultimi giorni le alture del Golan, alcuni gitanti israeliani sono entrati oggi inavvertitamente in un campo minato, dove hanno fatto esplodere un ordigno. Nella deflagrazione, riferisce la radio militare, si sono avuti cinque feriti, fra cui un ragazzino e la sorella di 11 anni che sono in condizioni gravi. Secondo le autorità militari, il campo minato era regolarmente segnalato ed era ben visibile malgrado la coltre di neve. Decine di migliaia di israeliani sono arrivati oggi sulle alture del Golan in occasione dell'inaugurazione della stagione sciistica.

Fonte: http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/News/167160

Israele (Alture del Golan) 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Inquinamento bellico, Giovanni Lafirenze: «La mia bonifica»
Sabato a Bari la presentazione del libro dell'esperto nel recupero degli residuati bellici

di Rosanna Buzzerio


Sarà presentato sabato 6 febbraio alle ore 18.30 nell’Associazione Federico II Eventi di Bari (via Latilla n. 13) per il ciclo “incontri con l’autore” a cura di Elisa Robino, il libro “La mia bonifica” di Giovanni Lafirenze - ed. Florestano, Bari, (recupero ordigni bellici in Italia).

Interverranno: Angela Milella, giornalista e i molfettesi Michele Spadavecchia, presidente dell’associazione Eredi della storia, e Matteo d’Ingeo, coordinatore del Liberatorio Politico.

Giovanni Lafirenze è un esperto nel recupero degli ordigni bellici sia in terra sia in mare, il suo libro “La mia bonifica” era già presentato a Molfetta presso il Centro culturale auditorium, in quella occasione l’autore raccontava con queste parole la sua bonifica: «la mia mente torna sempre agli inizi, ai miei primi lavori di bonifica, e il mio pensiero si isola e mi riporta ad una piacevole sensazione che provavo spesso, lì, sui campi da bonificare, in mezzo ai miei colleghi: la sensazione di sentirmi, io, l’attore protagonista di tutto quell’affaccendarsi per salvare, dai pericoli nascosti, la vita di tanti uomini, donne e bambini inconsapevoli e innocenti».

Con l’autore abbiamo cercato di fare il punto della situazione molfettese.

Il costruendo porto ha richiamato in auge gli ordigni bellici presenti nei nostri fondali, da esperto reputa che si riuscirà mai a bonificare completamente la zona costiera molfettese?
«Non conosco i particolari, ma tento una risposta: l'area destinata ai lavori di bonifica preventiva indicata nel progetto della nuova struttura portuale sicuramente sarà completamente bonificata, naturalmente queste operazioni devono confrontarsi e superare quotidiane difficoltà del tipo tecnico, atmosferico, ambientale, e non solo. La bonifica della costiera molfettese sarà (nel tempo) operazione molto complessa, ma dalle notizie già pubblicate, si evince che molto in questi anni è stato fatto».

E’ più difficile bonificare in mare o sulla terra ferma?
«La bonifica bellica deve seguire comportamenti obbligatori, vale a dire: “ricerca di superficie”, “indagine profonda” e “scavi per mettere in luce il residuato bellico”, queste fasi compiute sulla terra ferma, comportano determinati impegni professionali, tecnici e quantoaltro. In mare le procedure anche se identiche, subiscono rallentamenti tecnici, notevolmente amplificati».

Dopo tanti anni di permanenza nei nostri mari gli involucri potrebbero rompersi quali sarebbero le conseguenze per l’ecosistema e per i bagnanti, tenuto presente che torre Gavetone è una delle spiagge più frequentate dai molfettesi…
«In verità non è un segreto per nessuno la titanica presenza di residuati bellici presenti nell’area di Torre Gavetone e non serve chiamare in causa sempre l’iprite (aggressivo chimico vescicante e persistente), qualsiasi tipo di caricamento rappresenta una poderosa spada di Damocle per l’ambiente marino e non solo, ogni miscela esplosiva è in grado di rilasciare le proprie sostanze velenose. Ma comprendo che il problema Yprite assume una priorità assoluta. Questo gas nasce nel corso della Prima Guerra Mondiale è un vescicante soffocante, produce vesciche interne ed esterne, forti e complesse congiuntiviti, difficoltà respiratorie e calo della pressione sanguigna».

Il ritrovamento di un bossolo, piuttosto che di un proiettile, comportano pericolo per i bagnanti? Cosa occorre fare?
«Il sub che ritiene di individuare un bossolo o una granata non deve assolutamente incuriosirsi, ma segnalare la presenza dell’oggetto alla Capitaneria di Molfetta».

Quale è la “biografia di una bomba”, ma più in generale degli ordigni bellici presenti sulle coste molfettesi?
«Forse c’è di tutto: spezzoni incendiari e dirompenti, casse di munizioni, mine, cariche di lancio, spolette in genere, granate grosso, medio e piccolo calibro, ecc. Per approfondimenti consiglio la visione del dvd “Red Cod” curato dall'ex Icram».

Fonte: http://www.molfettalive.it/news/news.aspx?idnews=11407

Perchè www.biografiadiunabomba.it

MONTECASSINO, TROVATI ORDIGNI INESPLOSI BOMBARDAMENTO II GUERRA

Una Santa Barbara costituita da alcuni pezzi di munizionamento di grosso calibro sono stati rinvenuti da una pattuglia della guardia di Finanza impegnati nel controllo del territorio. Si tratta, nello specifico, di due proiettili di mortaio, due proietti d'artiglieria contraerea e di una bomba d'artiglieria pesante campale o costiera della lunghezza di oltre 80 centimetri. Munizionamento, quello rinvenuto nella zona di Santa Scolastica a Villa Santa Lucia (Fr), sulle pendici di Montecassino, riconducibile al bombardamento del secondo conflitto mondiale. Si ipotizza che proiettili e bombe, ossidate ma comunque integre nel potenziale esplosivo, siano riemerse nel corso di lavori di sbancamento effettuati per costruire una villa, senza che venissero denunciate alle forze dell'ordine, sono state abbandonate nel posto in cui, poi, i finanzieri le hanno trovate. Non si esclude che altri pezzi possano essere stati trafugati da appassionati del genere. I finanzieri, quindi, al comando del capitano Vincenzo Ciccarelli, hanno delimitato l'area in attesa che esperti di esplosivo possano rimuovere gli ordigni per il successivo brillamento. (omniroma.it)

http://www.frnotizie.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4345:montecassiono-ritrovati-pericolosi-ordigni-bellici&catid=34:notizia-in-evidenza&Itemid=83

Il mio commento:

Come è possibile nel Comune di Montecassino procedere a scavi di sbancamento senza una “indispensabile” operazione di bonifica preventiva. Ovviamente reputo scontato che l'area in oggetto sia in possesso della licenza imposta dal piano regolatore; libera da vincoli ambientali, fisici e legali. Non solo prima di procedere in operazioni di scavo è indispensabile valutare per mezzo di una dettagliata analisi geologica: “ eventuali corsi d'acqua, pendenze del terreno, eventuali pericoli di smottamento ecc...” Ma forse l'ufficio tecnico del comune di Montecassino ahimè ignora sia le proprie vicende belliche quanto il concetto di bonifica preventiva. Morale della pericolosa e triste vicenda: I residuati bellici sono stati spostati e lasciati per più giorni esposti alla curiosità di tutti!

Giovanni Lafirenze

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Bomba a mano della seconda guerra mondiale trovata ai lati di una strada a Vaiano

E’ stato un battesimo del fuoco nel vero senso della parola per il nuovo comandante della Stazione carabinieri di Vaiano, il maresciallo Quintino Preite, che si è subito trovato alle prese con l’emergenza provocata dal rinvenimento di una bomba. L’allarme è scattato stamattina quando un signore che abita nei pressi di via Pratellame ha segnalato alla caserma dell’Arma che aveva scorto un ordigno bellico al margine della via dove abita, in un punto dove la strada è sterrata). Il maresciallo si è subito recato sul posto ed ha potuto appurare che la segnalazione era fondata: ai lati della strada c’era infatti una bomba a mano di fabbricazione inglese risalente alla seconda guerra mondiale. La zona è stata subito interdetta al traffico ed è stato avviato un servizio di vigilanza. Fortunatamente non ci sono stati particolari problemi nè per la circolazione stradale nè per la sicurezza in generale visto che la distanza dalle prime abitazioni consentiva ampi margini di manovra. La bomba, il cui potenziale offensivo era modesto, è stata poi rimossa in sicurezza e fatta brillare alle cave di Serilli dagli artificieri dei carabinieri giunti da Firenze. Resta da accertare come mai l’ordigno sia stato abbandonato e da chi.

Fonte: http://www.notiziediprato.it/2010/02/bomba-a-mano-della-seconda-guerra-mondiale-trovata-ai-lati-di-una-strada-a-vaiano/

Il mio commento:

Trovare un residuato bellico per strada, ovviamente suscita meraviglia; genera
sbigottimento. La cronaca spiega che l’ordigno è stato casualmente notato da un signore residente nei paraggi di via Pratellame nel Comune di Vaiano. L’uomo naturalmente ha diligentemente segnalato la presenza dell’oggetto ai Carabinieri di zona. Logicamente per ragioni di sicurezza l’area è stata interdetta sia al traffico automobilistico, sia ai pedoni. Il disagio è terminato quando il team di artificieri (giunti da Firenze), decidono di rimuovere l’ordigno e smaltirlo presso la cava di Serilli. Il giornalista termina il proprio articolo con queste parole: “Resta da accertare come mai l’ordigno sia stato abbandonato e da chi”. Ma sarebbe stato opportuno concludere l’articolo con una domanda diversa: “ … Se la bomba a mano fosse capitata tra le mani di qualche gruppo di ragazzini…?????

Giovanni Lafirenze

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Ordigno bellico fatto brillare a Orvieto

24/01/2010 - Scoperto alcuni giorni fa sul greto del fiume Paglia, è la quarta bomba della II Guerra ritrovata in zona
ROMA - È stata fatta brillare dai genieri dell'Esercito alle 13:45 di domenica in una cava nei pressi di Orvieto, la bomba d'aereo americana della seconda guerra mondiale trovata il 16 gennaio sul greto del fiume Paglia. Dal 1995 ad oggi è il quarto ordigno bellico della seconda guerra mondiale trovato e fatto esplodere nei pressi di Orvieto. Il disinnesco dell'ordigno di 500 kg e del contenuto di 250 chili di tritolo è durato circa 6 ore. Per farla brillare la bomba è stata messa in un cava, coperta di sabbia e poi fatta esplodere. All'alba di domenica 50 persone erano state fatte evacuare dalle case nel raggio di mezzo chilometro dall'ordigno e ospitate nella scuola media di Allerona Scalo.

AUTOSTRADA CHIUSA - E' stata riaperta dopo la chiusura a partire dalle 8 di domenica mattina, la circolazione sull'autostrada A1 tra le uscite di Orte (direzione Nord) e Val di Chiana (direzione Sud), e lungo la ferrovia della direttrice lenta Roma-Chiusi tra le stazioni di Allerona e Orvieto. Conclusa la fase di despolettamento dell'ordigno, portata a termine nei tempi previsti dai genieri del sesto reggimento dei granatieri di Roma, la bomba è stata trasportata in una cava nei pressi di Allerona, a due chilometri circa dal luogo del ritrovamento, dove tra le 12 e le 14 è stata fatta brillare.

Fano, sarà rimosso domenica 24 l'ordigno bellico rinvenuto a Roncosambaccio

Domenica 24 gennaio 2010, a partire dalle ore 8,00, avranno luogo le operazioni, a cura di artificieri militari, di bonifica del territorio da un residuato bellico (bomba d’aereo) rinvenuto in località Roncosambaccio del Comune di Fano in prossimità dell’Autostrada A14 nell’area di ampliamento destinata alla realizzazione della terza corsia.

Le operazioni, coordinate dalla Prefettura, si articoleranno nel despolettamento, nel trasporto in altra località e nel brillamento dell’ordigno  e comporteranno l’evacuazione di un’area di 500 metri di raggio dal luogo di ritrovamento dell’ordigno stesso e di 300 metri dal luogo del suo brillamento.
Durante l’intero svolgimento dell’attività di bonifica sarà interrotta la circolazione nelle aree suindicate e l’accesso nella stessa zona; sarà, altresì, chiuso il tratto autostradale tra Pesaro e Fano dell’A 14, in entrambi i sensi di marcia, indicativamente nella fascia oraria 8,00 – 11,00.
A Roncosambaccio sarà istituito un Centro Operativo Misto, presieduto da funzionari della Prefettura di Pesaro e Urbino, con la partecipazione dei rappresentanti di tutti gli Enti, Uffici e Comandi coinvolti, che  coordinerà tutte le complesse operazioni di bonifica.

Perchè www.biografiadiunabomba.it

AUGURI DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO
DA PARTE DI BIOGRAFIA DI UNA BOMBA

Possa essere un Natale da passare con le persone più care, e che nelle Vostre famiglie possa regnare la PACE

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Somalia, esplode una mina: uccisi sei fratellini, tre in salvo

Sei bimbi tra i tre e gli 11 anni, quattro maschi e due femmine, sono morti in seguito all'esplosione accidentale di una mina, un vecchio residuato bellico. E' avvenuto ieri pomeriggio a Balambane, un piccolo villaggio del centro ovest della Somalia, poco distante dalla frontiera etiopica.

Martedì 15 dicembre 2009 - I ragazzi stavano preparando il cibo con i genitori ed un altro fratellino, molto piccolo: i tre si sono miracolosamente salvati. Ma la tragedia dei sei fratellini non è un incidente casuale, è uno spettro che incombe sull'intera Somalia, al di là della guerra civile infinita. Balambane era infatti una base militare dell'esercito somalo nel corso del conflitto con l'Etiopia alla fine degli anni Settanta. Tutta l'area, quindi, pullula di ordigni bellici inesplosi. Così come, più in generale, gran parte della fascia confinaria tra Somalia ed Etiopia. Secondo un rapporto del Mine Action Center, organismo Onu, in Somalia ci sono almeno 357 comunità intorno alle quali ci sono mine inesplose: un fenomeno iniziato addirittura con la guerra del '64. Moltissime poi le mine anche intorno a tutte le località strategiche e sensibili. Una vecchia spada di Damocle -nessuno neanche immagina una bonifica nell'attuale situazione somala- che incombe su una guerra civile che dura da altre 20 anni. E che ha accelerato dal maggio del 2007, quando gli Shabaab (ritenuti il braccio armato somalo di al Qaida) hanno lanciato una grande offensiva contro il Governo Federale di Transizione, internazionalmente riconosciuto, ma molto debole sul territorio. Da allora solo a Mogadiscio si sono contati circa 20.000 morti, quasi tutti civili ed 1,5 milioni di profughi. Shabaab, con altri alleati, controlla circa l'80 per cento della Somalia, e quasi tutta Mogadiscio. Ora sta cercando di infiltrarsi nel Puntland, regione semiautonoma del nord est della Somalia, le cui coste sono la Tortuga dei pirati somali.

Fonte: Unione Sarda

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Scoperta bomba in cartiera
Intervengono gli artificieri

SANTA GIUSTINA. Quando l’hanno visto dentro il contenitore che separa la carta dagli altri materiali, gli operai della cartiera Reno de Medici hanno strabuzzato gli occhi. Un ordigno bellico di 62 millimetri è stato individuato dal separatore che “lavora” il pulper, ovvero il materiale che ogni giorno viene portato allo stabilimento per la lavorazione. Gli addetti al macchinario hanno dato l’allarme e subito sono stati chiamati i carabinieri della vicina stazione di Santa Giustina. I militari hanno potuto appurare che si trattava di una bomba risalente alla seconda guerra mondiale, di fabbricazione italiana.

Quasi impossibile invece risalire alla provenienza del carico incriminato visto che il materiale viene acquistato per il 60 per cento in Italia e il restante 40 all’estero. La direzione dello stabilimento ha offerto la massima collaborazione alle forze dell’o rdine per la messa in sicurezza dell’ordigno. Per eseguire le operazioni in modo corretto sono stati mobilitati gli artificieri del 2º Reggimento Genio di Trento che si trovavano già in zona per altre operazioni. Sono stati loro a recuperare la bomba e dopo averla messa in sicurezza si sono trasferiti in una zona appartata dove hanno proceduto a farla brillare.
Il ritrovamento è avvenuto verso le 10, le operazioni di recupero e successiva messa in sicurezza sono durate un paio d’ore.

Il primo ad accertarsi sulla potenziale pericolosità della bomba è stato il maresciallo della stazione di Santa Giustina, artificiere pure lui. Poi si è messa in moto la macchina del recupero con la chiamata delle squadre di specialisti dell’esercito. Grande sorpresa naturalmente tra gli addetti all’impianto separatore che sono abituati a vedere scarti di tutti i generi aflluire allo stabilimento. Mai avevano avuto a che fare con una bomba, fortunatamente dimostratasi innocua.

Di Roberto Curto

Fonte:
http://corrierealpi.gelocal.it/dettaglio/scoperta-bomba-in-cartiera-intervengono-gli-artificieri/1800529

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Santa Barbara, aiutaci ad affrontare e bilanciare ogni pericolo con fede, forza e letizia.


Auguri a tutti

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Ritrovamento a Marghera

02 dicembre 2009
Rinvenuta a Marghera (VE) una bomba d'aereo di nazionalità americana (500 lb), nei pressi del Parco Scientifico Tecnologico (Vega). L' Immobiliare Complessi Srl Centro Parisi con sede a Venezia è l'impresa incaricata per la costruzione di nuove strutture, ma prima di procedere nei lavori, delega la ditta Mario Biotto di Camponogara (VE) specializzata in bonifiche belliche, a procedere per le verifiche appropriate. Vale a dire bonifica di superficie e profonda. Il team BCM è guidato dall'assistente tecnico Roberto Zinni che nel mezzo di uno scavo a sezione ristretta rinviene il residuato bellico già individuato dal rastrellatore Antonio Galletta. Il rinvenimento è stato segnalato ai Carabinieri di zona. Oggi 3 dicembre si attende l'intervento del terzo reggimento Guastatori di Udine.

Perchè www.biografiadiunabomba.it

SILLA VULPIANI

Silla grazie per tutto ciò che hai saputo donare... Grazie per ogni insegnamento...Grazie per il tuo silenzioso saluto, scolpito nel cuore di tutti...

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

"Dal greto del fiume emerge una bomba residuato di guerra"

19 ottobre 2009 - Noventa
Un pomeriggio di apprensione e curiosità quello vissuto a Noventa, in località Caselle a ridosso del ponte sul Frassine. Sul greto è stato rinvenuto un ordign...o bellico risalente alla seconda guerra mondiale.
Erano circa le 14 quando alcuni ragazzini appassionati di pesca, scesi su un tratto in secca del fondo del fiume, hanno scorto tra i sassi lo strano oggetto sollevandolo e poi lasciandolo cadere a terra prima di lanciare l'allarme ai carabinieri di Noventa, intervenuti sul posto assieme ai vigili del fuoco di Lonigo che hanno messo in sicurezza la zona, alla polizia municipale e al nucleo di protezione civile del Basso Vicentino.
Continua a leggere...
http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Provincia/96464__dal_greto_del_fiume_emerge_una_bomba_residuato_di_guerra/

Albergo evacuato a Messina per ordigno

A Mazzarò (Messina), la polizia ha evacuato un intero albergo, il "Baia Palace", perchè tra il fango e i detriti che hanno invaso la reception è stato ritrovato anche un proiettile bellico risalente alla Seconda Guerra Mondiale.
Continua ...a leggere...
http://www.tele90.it/news/2009/10/16/acquazzone-stanotte-sui-paesi-ionici-smottamenti-e-allagamenti-a-giardini-s-teresa-e-taormina-chiusa-una-corsia-dell-autostrada-a-mazzar-242-evacuato-un-albergo/7408/

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Un piccolo fortunato ritrovatore

... Luca un bambino di sette anni, il pomeriggio del 5 settembre probabilmente

esausto dei pur attraenti svaghi del computer, stanco delle proprie abituali e quotidiane letture decide di recarsi in compagnia della propria bicicletta al parco della Galleana (Piacenza). Lui sfreccia tra i prati del grande giardino...Pedala lentamente fra le strutture esistenti (ai tempi della seconda guerra mondiale il parco è stato sede militare) improvvisamente la propria attenzione si rivolge nei confronti di uno strano oggetto... Posa la bici e lentamente si indirizza verso la strana presenza...Luca nota immediatamente che il suo giocattolo è parzialmente interrato...
...Ovviamente il bimbo aggredito dalla curiosità inizia una manuale operazione di scavo...
...Il bimbo si diverte, forse non ci sono adulti, e continua il proprio “lavoro”, tra piccoli sassi e semplice terreno...Sordo ad ogni precedente “avvertimento” conclude la piccola faccenda e ciò che trova è un ordigno bellico, residuato della seconda guerra mondiale...Naturalmente la notizia richiama adulti che solerti segnalano il pericolo ai Carabinieri di zona. Le Forze dell'Ordine recintano l'area, in attesa del Reparto Genio competente...Interviene un giornalista del luogo, quest'ultimo scopre la verità ed intervista il piccolo Luca il quale dichiara: “Ho cominciato a scavare poi ho visto che la bomba era più grande di quella trovata l'anno scorso”...

...Il piccino è felice della prodezza compiuta, ma ignora ciò che è avvenuto 24 ore prima a Pisa:

Un ragazzo di 22 anni residente ad Asciano recupera un residuato bellico sui monti circostanti la zona, l'ordigno esplode tra le mani del giovane che subisce gravi lesioni traumatiche (amputate tre dita mano sinistra, gravi danni al globo oculare sinistro). Naturalmente contro il ragazzo scatta una denuncia per omessa segnalazione di materiale esplodente...
...Questa doppia incredibile cronaca contiene più morali...

La prima: Luca un bimbo di soli sette anni lasciato solo mentre scava un residuato bellico (lo stesso parco nel tempo ha restituito numerosi ordigni bellici, nessuno ha notato il piccolo mentre scava???

la seconda: perchè il bimbo è solo nel parco????

La terza: Signor Sindaco una bonifica dell'area (150.000 m2) non la ritiene utile????

Giovanni Lafirenze

 

Il luogo dove giacciono le due belle addormentate

L'Aquila, Giovedì 23 luglio 2009

I Vigili del Fuoco non scavano più tra le macerie, sono terminati i sopralluoghi atti a verificare agibilità o stabilità degli edifici colpiti dal sisma, l'Aquila è una città da ricostruire...

...Mercoledì sera Luigi mi indica città e località dell'intervento di bonifica bellica per conto del 10° Reparto Infrastrutture Napoli...

...Puntuale giovedì mattina 23 luglio alle ore 07:30 giungo all'Aquila, dopo qualche minuto incontro i colleghi...

...Ho tempo di notare le prime tende della Protezione Civile, i propri volontari. Uomini e donne d'ogni età, permeati da spirito d'abnegazione e d'amore per ciò che svolgono... ...Angeli gialli, azzurri, arancioni, custodi di chi in città ha perso parte del proprio passato... ...Penso all'ultimo sorriso del Vigile del Fuoco Marco, morto nel corso di una operazione di soccorso...

...Riconosco un gruppo di Alpini, con le proprie penne nere, colme di fatica, cuore e muscoli...

...Improvvisamente distinguo la voce di Leonardo Natale, dirigente tecnico BCM, fratello del mio titolare, non sorride, qualcuno mi cede un posto sul pulmino e lentamente ci avviamo, verso il luogo dell'intervento di bonifica bellica...

...Nicola, Andrea, Antonio, non proferiscono parola, sono intenti a guardare ciò che resta di una città collassata: macerie, edifici crollati, pareti segnate e distruzioni ...

...Sul posto, ci attendono Amedeo e Salvatore del Decimo Napoli. L'area della bonifica è adiacente l'uscita dell'autostrada Aquila Ovest, dobbiamo scandagliare una superficie di 5000 metri quadri, destinata alla costruzione di nuove palazzine antisismiche. Ma il terreno nasconde due bombe d'aereo della seconda guerra mondiale, notizia e segnalazione dell'ex proprietario dell'area...

...Iniziano le operazioni di bonifica di superficie, vale a dire indagare e garantire per mezzo di addette strumentazioni tutta l'area fino a un metro di profondità. Per questa delicata operazione Amedeo decide di utilizzare due squadre BCM, simultaneamente, altro personale CCM procede all'estensione in terra della maglia da 2 metri, necessaria alla bonifica profonda, cioè l'operazione che permetterà di individuare i due ordigni bellici anche se interrati tra i 2 e 5 metri di profondità. Si lavora in sicurezza e senza sosta, sappiamo che dobbiamo trovare prima possibile le due bombe d'aereo...

... Siamo tutti a conoscenza che il primo bombardamento aereo colpisce la città di San Massimo d'Aveia, il 24 ottobre 1943, l'ultima incursione la patisce il 5 maggio 1944, queste missioni sono opera della 12a e 15a Forza Aerea perciò l'Aquila subisce sia bombardamenti tattici, sia strategici. Quindi dobbiamo individuare le due bombe...

...Filippo Loiacono, del 6° Rgt Roma, presente all'Aquila dai tempi del G8, attende i due rinvenimenti per stabilire il modello dei due ordigni bellici..
...Nonostante il caldo, le operazioni proseguono spedite fino a sera, ma non troviamo nulla, maledizione proprio nulla...

La sera a cena non si parla d'altro: “Il luogo dove giacciono le due belle addormentate”.

Venerdì 24 luglio 2009

...Le nostre attrezzature devono accelerare ogni operazione, per l'indagine profonda utilizziamo una trivella munita di un'asta cava in grado di contenere nel proprio interno la giusta strumentazione. Un secondo escavatore è già impegnato in qualche scavo a sezione ristretta, per le verifiche del caso, ma delle due bombe non c'è traccia...

...A turno ognuno di noi, guarda i confini dell'area, e immagina oltre, Amedeo come tutti vuole eliminare le due bombe ed allarga l'area da bonificare, perciò si ricomincia ogni operazione. Ma verso le 17, il nostro lavoro è compiuto, l'area è scevra, pulita, In quei 5000 metri quadrati non ci sono residuati bellici interrati. Leonardo vuole proseguire, ma deve chinarsi al cospetto delle rigide e ciniche regole di sicurezza, oltre quei 5000 metri quadrati non possiamo operare...

...Siamo convinti che le due bombe sono interrate fuori area, ma siamo impotenti...

...Mentre Leonardo ed Amedeo provvedono a contattare i geometri dell'impresa, per la compilazione dei verbali, Filippo, mi accompagna al campo della protezione Civile in Via delle Forze Armate, dove opera una mia amica...

...Quest'ultima ci accoglie subito, il campo è immenso ed “ospitale”, Filomena spiega le molteplici emergenze: “Giovanni vedi queste tende, hanno superato maltempo, freddo, pioggia e forti venti, oggi il grande pericolo per anziani e bambini è il terribile caldo, ma il campo in fondo altro non è che umile rifugio per gli sfollati dell'Aquila e del suo circondario".

...Io e Filippo ringraziamo e salutiamo Filomena, i suoi colleghi della Protezione Civile... Lasciamo il campo per tornare al nostro posto di lavoro. La squadra è già pronta per rientrare a Caserta, chiedo loro di accompagnarmi a Pescara...
....Durante il breve tragitto ognuno giura la presenza delle bombe in un luogo particolare, chi indica il vecchio albero, chi cita una casa isolata, chi la scheggia di bomba d'aereo rinvenuta, il viaggio diventa un tormentone. Spiego che nel corso della II Guerra Mondiale, l'Aquila subisce pesanti bombardamenti tutti concentrati nella nella zona della stazione, su centri e caserme occupate dai militari tedeschi, ecc... Qualcuno mi chiede del movimento partigiano locale, ma siamo già in stazione, devo rientrare a casa, saluto tutti i colleghi e m'avvio verso il secondo binario...

Giovanni Lafirenze

Galleria delle immagini del lavoro. Cliccare per ingrandire

   

 

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Alessandro Di Lisio, guastatore E.O.D.

…Alessandro sei in missione di “Pace”, questa volta la tua professione ti ha condotto a Kabul, una città priva di tregua… …Sei con la tua squadra nei pressi di Farah, improvvisamente hai l’impressione d’udire un boato, un turbine infuocato lacera il tuo cuore… …E’ un istante: rivedi ogni figura che ha incrociato il percorso della tua vita. …La tua mente vola verso il tuo ieri tra sogni mai esauditi… …Le voci dei commilitoni sono già assenti, sei travolto dal silenzio della morte… …Venerdì 15 luglio la Cattedrale di Campobasso sarà stracolma, in migliaia vorranno porgerti l’ultimo saluto... …Lacrime su lacrime scivoleranno sul tuo feretro… …Alessandro la tua violenta scomparsa, accentuerà le numerose polemiche già in atto... …Le guerre, le missioni di pace, le vittime di Nassirya, i volontari sequestrati… …In tanti strumentalizzeranno politicamente il tuo assassinio… …La destra, la sinistra, per qualche settimana sarai l’argomento base del Bel Paese, ma nessuno, ripeto nessuno, sarà in grado di maledire, il sorridente traffico d'armi clandestino…
Addio Alessandro…

Biografia di una Bomba

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Scoppia proiettile nel muro
Operaio ferito ad Appiano

(ANSA) - BOLZANO, 2 LUG - Stava lavorando alla ristrutturazione di un edificio scolastico. Con il martello pneumatico ha forato un muro che e' scoppiato. La causa dello scoppio era un proiettile 'affogato' nel cemento. L'operaio, di 27 anni, ha riportato lesioni non gravi al volto ed al torace. Con il metal detector sono stati trovati altri oggetti metallici. I carabinieri sono impegnati a stabilire chi li abbia incorporati nella massa del cemento usata per costruire la scuola, realizzata nel 1968. (ANSA).

Recuperante' ferito aveva arsenale, denunciato
Si era ferito armeggiando con una granata

(ANSA) - BOLZANO, 2 LUG - Si era ferito in maniera fortunatamente non grave armeggiando con un residuato bellico. Ora e' stato denunciato per possesso delle munizioni da guerra. L'uomo, ferito ieri alle mani ed alle gambe ieri mentre tentava di aprire nel cortile di casa sua a Tubre la bomba con una sega circolare, e' stato trovato in possesso di varie munizioni, frutto della sua passione di recuperare residuati sull'Ortles-Cevedale, uno dei teatri della Grande Guerra.

Perchè www.biografiadiunabomba.it

La ruspa incappa in un ordigno bellico

Quando dal terreno, sei metri sotto il livello del suolo, è emersa la rotondità del corpo metallico la ruspa ha smesso subito di scavare. Non c'è voluto molto per stabilire che si trattava di un ordigno bellico. Immediata l'allerta, anche per la posizione del ritrovamento, in pieno centro abitato. Così, ancora una volta, i lavori in piazzale Mondadori si sono fermati.

Ma non per molto: ieri pomeriggio, a distanza di ventiquattro ore dal suo ritrovamento, gli artificieri hanno messo in sicurezza e recuperato l'ordigno, una palla da bombarda del diametro di una trentina di centimetri che potrebbe risalire addirittura al 16esimo secolo. Un reperto archeologico a tutti gli effetti, dunque. Tanto che sul cantiere, assieme agli artificieri e al personale della questura, sarebbe intervenuto anche un incaricato della Soprintendenza per esaminare il grosso proiettile, una volta stabilito che non era più pericoloso.

Il ritrovamento dell'ordigno risale a martedì mentre erano in corso i lavori di scavo di fronte alla biglietteria dell'ex stazione dei pullman. Ed è proprio lì, ad una quindicina di metri dalla palazzina, che gli operai hanno ritrovato il reperto bellico, sepolto sotto tonnellate di terra.

Dieci minuti dopo sul posto c'erano gli uomini della squadra volante e meno di un'ora dopo anche gli artificieri per compiere un sopralluogo. «Ordigno risalente alla prima guerra mondiale» dice la prima relazione inviata dalla Prefettura a tutti gli uffici interessati, Comune e Provincia compresi. Ma si trattava solo di un'approssimazione, in attesa di visionare con più attenzione il reperto. La zona dello scavo è stata transennata, in attesa dei lavori di bonifica.

Ieri nel primo pomeriggio l'intervento definitivo con l'arrivo di due militari del Decimo reggimento genio artificieri di Cremona. L'ordigno è stato prima liberato dal terreno attorno e quindi esaminato. Del peso di circa quindici chili, si presentava in discrete condizioni di conservazione. Tra le sue caratteristiche un foro (tappato) sulla superficie, utilizzato per inserire la polvere nera, un innesco a miccia e infine due ganci. E sono proprio i due ganci a far pensare non alla classica palla da cannone, magari di epoca napoleonica, che ha invece una superficia liscia e uniforme. Ma invece una palla da bombarda molto più antica, di quelle che venivano accese tramite miccia e quindi catapultate nel campo nemico.

All'interno, comunque, gli artificieri non hanno trovato polvere esplodente ma soltanto fango. L'ordigno è stato quindi sollevato e portato via. E a questo punto i lavori in piazzale Mondadori possono continuare.

palla di cannone

Articolo a cura del Sig. Giulio Starnieri.
Fonte: Gazzetta di Mantova del 13/05/09

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Gioca e trova 13 mine, potevano esplodere

Figline, il ragazzino le ha portate a casa, erano residuati dell´ultimo conflitto. Stavano sul greto dell´Arno, gli artificieri le hanno fatte brillare in un posto sicuro
di Michele Bocci
Ha visto i cilindri di ferro sul greto dell´Arno vicino a casa sua, a Figline Valdarno, ne è stato attratto in modo irresistibile e ha deciso di prenderli e portarli nel suo giardino. Il ragazzino di 14 anni giovedì ha rischiato grosso: trattava di mine di fabbricazione tedesca, ancora potenzialmente attive. Sono tredici, incrostate e arrugginite ma comunque pericolose. Potevano ancora esplodere, hanno detto gli artificieri. Sono stati i suoi genitori, quando le hanno viste accanto a casa, a telefonare ai carabinieri per invitarli a dare un´occhiata a quei cilindri di ferro.

Segue... continua a leggere sul sito...
Fonte: http://firenze.repubblica.it/dettaglio/Trova-13-mine-l-eporta-a-casa-Potevano-esplodere/1630649

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Ostiglia. - Il 17 Marzo è iniziato il processo per l’esplosione, nel maggio di sei anni fa, di una bomba da 500 libbre nel centro di Ostiglia.
Davanti al giudice, con l’accusa di crollo colposo, sono comparsi l’ex Sindaco e l’ex Prefetto. Secondo l’accusa, non si sarebbero adoperati per ottenere l’emanazione di un’apposita ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri o del ministero dell’Interno per una bonifica profonda del terreno dove l’ordigno era sepolto.
Sempre secondo l’accusa, la presenza della bomba sarebbe stata segnalata in una lettera del 1955 rinvenuta dalla proprietaria di una delle abitazione danneggiate dall’esplosione. Una bonifica superficiale commissionata nel 2001 aveva tuttavia dato esito negativo.

Fonte: http://www.mantova.com/ita/MPN004094.asp

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Donata al Museo una bomba lanciata su Milano dagli alleati durante il secondo conflitto mondiale.

Lunedì 2 marzo alle ore 10.15 i rappresentanti del X Reggimento del Genio Guastatori di Cremona hanno consegnato al Museo del Risorgimento, alla presenza del Vicesindaco Riccardo De Corato e dell'Assessore Massimiliano Finazzer Flory, un esemplare di bomba d'aereo di fabbricazione statunitense risalente al secondo conflitto mondiale.

L’ordigno, denominato AN-M-43 e dal peso di 500 libbre (circa 226 Kg),rappresenta una significativa testimonianza di un drammatico momento della storia della nostra città quando Milano nell’agosto del 1943 subì uno dei bombardamenti più distruttivi di tutta la Seconda Guerra mondiale.
Vennero colpite abitazioni private, edifici pubblici, industrie e i simboli della Milano storica, la Pinacoteca di Brera, la Galleria Vittorio Emanuele, la Scala, Palazzo reale, il Castello sforzesco.

Colpite e gravemente danneggiate anche l'Alfa Romeo, la Brawn Boveri, l'Innocenti e l'Isotta Fraschini. Al termine dei bombardamenti, la mattina del 16 agosto, il 50% delle abitazioni milanesi risultò distrutto o gravemente danneggiato. I senzatetto si calcolarono in 250.000 e gli sfollati in 300.000. L'energia elettrica, il gas e l'acqua tornarono dopo due giorni.

Come in tutti i momenti difficili, anche allora Milano ha saputo trovare dentro di sé la forza per reagire, prendendosi cura della ricostruzione civile e urbanistica.

Questa bomba rappresenta un ricordo di quelle sconvolgenti esperienze: la città ferita nel suo vivere quotidiano, scossa da boati, avvolta dal bagliore rosso degli incendi e dai proiettili traccianti della contraerea è un monito perchè simili tragedie non si ripetano.

Fonte: http://www.museodelrisorgimento.mi.it/evento.php?idEvento=42

Si ringrazia Giovanni Dalle Fusine per la segnalazione

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Modica: la rimozione domenica scorsa da parte degli artificieri

MODICA - 21/02/2009

Gli artificieri del gruppo regionale di Palermo hanno rimosso i due ordigni bellici, che si sono rivelati essere proiettili di mortaio, ritrovati sabato scorso nell´abitazione dove ha perso la vita Hamza Ben Bouguerra, 51 anni,tunisino, venditore ambulante. In precedenza era stato ipotizzato che si potesse trattare di due bombe aeree.

L’operazione di rimozione dei due residuati bellici, cominciate alle 11 di domenica, si sono protratte per un paio d’ore. Tutta la zona limitrofa a via S. Andrea al quartiere Vignazza a Modica è stata transennata ed una ambulanza della Asl 7 con un medico a bordo ha sostato nel corso dell’operazione di rimozione. I due ordigni sono stati poi trasferiti a cura degli artificieri presso una cava a monte di Marina di Modica, di proprietà della ditta Profetto, dove gli ordigni sono stati fatti brillare.

Continia a leggere
http://corrierediragusa.it/public/articoli/4969-tunisino-morto-carbonizzato.asp

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Ritrovata ad Ala (Trento) bomba d’aereo di nazionalità americana da 500 lb.
Le operazioni di bonifica bellica proseguono...

Contributo a cura del 2° REGGIMENTO GENIO GUASTATORI TRENTO

1°M.LLO GIOSUE' PROCIDA
C.LE MAGG. ANTONIO SAMAIS
C.LR MAGG. ORLANDO NAPOLITANO

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Altro che 2009, carico di serenità, la stampa tedesca segnala e denuncia, una notizia assurda: l’aeroporto di Tegel, (Berlino) è stato edificato, (1948), su un campo colmo di residuati bellici.

Oggi per l’aerostazione si parla di bonifica, ma ovviamente sono errori del passato, che stornano credibilità al presente ed oscurano il futuro dello scalo berlinese.

Giovanni Lafirenze

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Perdonate la pausa natalizia. Biografiadiunabomba riprende le attività con rinnovato vigore!
A presto!

Perchè www.biografiadiunabomba.it

 

GREGORIO GIANNATASIO

28/11/2008

 

L’AMICO

Carissimo Gregorio Giannatasio, non lo sai ancora, ma il tuo ciclo è terminato. Ricordo i tuoi insegnamenti. Lavoravamo in BOCAMI, la tua sostanziale voglia di vivere. Eri un naturale esempio per tutti. Ma oggi è venerdì e sei già in auto per rientrare al tuo paese: “Casale Sei Canali”. Il Mezzo su cui viaggi percorre l’A4, hai raggiunto il Comune di San Donà di Piave. Sicuramente stai già pensando ai ragazzi. Ma è finita. Un autoarticolato travolge il guard-rail e piomba sull’auto. Sei avvolto da Ipno e trascinato dal turbine dell’oblio. Risucchiato da un nulla contenente un grande sonno. I Vortici di Lete e d’Acheronte ti consegnano tra le braccia della morte.

UNA POLEMICA

Sicuramente Gregorio ha spento la propria vita senza rimpiangere nulla. Il suo altruismo è stato proverbiale. Per trent’anni ha contribuito allo sminamento in Italia. Oggi non c’è più. Ha condotto la sua opera per il prossimo in punta di piedi, coltivando la positività del silenzio. Una fetta d’Italia oggi dovrebbe piangere il professionista che non c’è più. Ma il silenzio avvolge la tua vita, la tua opera, il tuo ricordo. Per te non ci saranno bandiere o autorità. In fondo sei stato solo un “assistente tecnico bcm”. E la tua morte non fa notizia. Non procura immagine. Ma non farne un caso personale, il problema nasce dal fatto che l’operatore BCM non esiste o in sub-ordine da fastidio.

In Ultima analisi, grazie per ciò che hai svolto, ma per te non sventoleranno bandiere di pace.

Concludo l’amaro ricordo di Gregorio Giannatasio con la certezza, che i suoi ideali continueranno a viaggiare ancora per molto tempo, in ogni pulmino BCM.

Biografiadiunabomba

Perchè www.biografiadiunabomba.it

La bonifica bellica

…GRANDE DECIMO  BCM…

Mnemosine

I libri di storia indirizzati nei confronti dello sbarco in Sicilia (Operazione Husky), avvenuto il 10 luglio del 1943, considerano l’azione militare anglo-americana una strategica poderosa invasione   composta da quasi 160.000 soldati, 285 navi da guerra, 14.000 automezzi, 1800 pezzi d’artiglieria e 600 carri armati. La 7° Armata americana mira il golfo di Gela, l’ottava inglese, l’angolo di mare, tra Siracusa e Pachino. Ma una retrospezione di qualche giorno ci svela che, già a partire dal 3 luglio, molte zone dell’isola sono notevolmente colpite da B-17 e B-25 come per esempio Trapani, Marsala e Cosimo. In pratica il 10 luglio vede Comuni come, Castelvetrano, Porto Empedocle, Trapani, Sciacca, Licata, Marsala, Biscari, (Acate), Gerbini, Capo Passero, Milo, Canicattì, Gela, Palazzolo, Siracusa, Cosimo ecc… già in ginocchio, a causa dei continui bombardamenti aerei, che devono rendere più agevole lo sbarco. Ovviamente la truppa anglo-americana incoccia, la notevole resistenza della 6° Armata italiana, rafforzata dalla presenza di numerosi militari della Wehrmacht. Si creano sanguinose battaglie, che coinvolgono entrambi gli schieramenti. Naturalmente le aviazioni d’attacco e quelle preposte a difesa dell’isola lasciano piovere migliaia di bombe d’ogni tipo e peso.  Il comune di Serradifalco, anche se considerato dal Generale Patton, non tatticamente interessante, riceve la sua buona dose di bombe e spezzoni, (causa, una discreta presenza di militari tedeschi).   
…Passano gli anni e, a causa di un rinvenimento bellico, il 4° Reggimento EOD di Palermo interviene a Serradifalco, il Primo Maresciallo Andrea Conigliaro, si trova al cospetto di un ordigno bellico. Il Geniere è sicuro della presenza d’altri ordigni e il suo Comando interpella il Decimo Reparto infrastrutture BCM di Napoli. Il Capo Sezione, Mario Attardi, invia in missione l’assistente tecnico BCM Amedo Postiglione e il rastrellatore BCM Salvatore Beneduce. I quali, confermano l’intuizione del Primo Maresciallo Andrea Conigliaro e individuano, due bombe d’aereo, dotate di governale e di nazionalità tedesca. Ovviamente si chiedono come può essere possibile tale rinvenimento, visto che tutti i riferimenti storici indicano il paese spezzonato solo dall’aviazione anglo-americana…
…ma un vecchio testimone riporta un proprio ricordo: “ Si, e vero, un aereo tedesco era colpito, ma prima di precipitare scaricava una parte, del suo carico di bombe”.   
…I militari, incrociano lo sguardo dell’anziano signore, che non sorride più, il suo racconto riflette a ritroso le proprie memorie…
…L’anziano spettatore di guerra, attanagliato da vecchi orrori, rivive, bombardamenti, lutti, antiche disperazioni…
…È un momento, l’uomo assopisce la serenità conquistata, una triste lacrima lentamente spazia, tra le rughe, del viso; intanto sposta il racconto verso una giovane donna a suo dire, morta dilaniata dalle schegge di una bomba…
…I militari capiscono, ma non chiedono nulla, loro hanno da tempo imparato a gestire ogni emozione, conseguenza di una quotidiana considerazione tra forza e preoccupazione.
Le bombe sono ormai smaltite, ma grazie ad uomini come Andrea Conigliaro, Amedeo Postiglione e Salvatore Beneduce; oggi s’è scritta, una nuova pagina di storia…         
 
Giovanni Lafirenze

“Tutti coloro che dimenticano il loro passato sono condannati a riviverlo”
Primo Levi

Foto dell'intervento del 10° Rep. Infrastrutture BCM Napoli congiunto con il 4° Rgt. Guastatori Palermo per il ritrovamento di una bomba d'aereo da 70 Kg e una da 500 Kg. tedesche.



Perchè www.biografiadiunabomba.it

Imponente rinvenimento ad Amelia (Terni)

Il 10° Reparto Infrastrutture BCM congiuntamente con il 6° Rgt Genio Pionieri di Roma ha rinvenuto 5.771 bombe da mortaio da 81 mm. Ecco le foto del ritrovamento

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

STRANI PENSIERI

Già nel 429 A.C. durante la guerra nel Peloponneso, Tucidide svela, dell’impiego di gas, polveri e fiammate nell’assedio di Platea. In pratica, gli spartani collocavano sotto le mura delle città assediate, grandi cataste, di legno impregnato di zolfo e pece. Ovviamente, accesi i mucchi di legno, questi sprigionavano gas capaci di soffocare i militari preposti a difesa delle città.
Nel Medio Evo gli agenti chimici a scopo bellico, sono descritti come sfere infuocate, contenenti: “Zolfo e grassi, mescolati con salnitro, carbone, tiglio, solfuro d’arsenico, ambra e canfora”.
Naturalmente i gas prodotti da questi primitivi ordigni bellici, sono idonei (grazie all’arsenico), a rendere impossibile la respirazione del nemico.
Esempio: “Nel 1456 i Cristiani salvavano Belgrado (insediata dai Turchi), servendosi di semplici stracci, permeati da sostanze chimiche che fumanti producevano vapori tossici”.
Ancora: “Nel mezzo della guerra di Crimea, (1855), un ufficiale britannico, ( Lord Dundonald), proponeva di utilizzare contro le truppe Russe munizioni cariche di zolfo”.
Concludendo possiamo comprendere che l’impiego dell’arma chimica, sebbene disorientato e privo di una certa conoscenza delle sostanze utilizzate c’insegue da oltre 2500 anni.
Il 22 aprile del 1915 Ypres, (Leper in olandese) città belga delle Fiandre, è investita da 168 tonnellate di cloro. La velenosa nube spinta da un vento favorevole sorprende e soffoca 15.000 soldati francesi e provoca 5000 vittime. Il Cloro replica in Italia il 26 giugno del 1916, più precisamente fra Monte san Michele e San Martino del Carso, quando una densa nube di cloro è liberata da bombole da 50 Kg, che penetra le trincee e stermina 4000 fanti italiani. Ma il 1916 è l’anno del Fosgene, gas maggiormente tossico rispetto al Cloro e più maneggevole. A fine guerra sarà responsabile dell’ottanta per cento dei caduti per arma chimica.

L’ASSURDA NOTIZIA

“Un Idraulico di 35 anni, in località Arcade, (Treviso), all'interno del proprio garage, adoperando un trapano elettrico, tenta di perforare una granata, ignaro del contenuto chimico, dell’ordigno bellico. Immediatamente è investito dal gas, che gli procura problemi ottici e respiratori…”.

La granata viene rimossa, sè un 100 mm di fabbricazione austro-ungarica, caricata a Fosgene. Ovviamente, Vigili del Fuoco e Protezione Civile per ragioni di sicurezza evacuano 30 famiglie.

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Fiaccole umane

Non ho mai confrontato il mio ricordo con quello di Luciano, che ormai non c’è più. Di fronte al Bar Ciancolini, dove oggi c’è il negozio 2M di Manfredi, c’eravamo anche noi due.
Adolfo, Enzo, Umberto e Ughetto avevano deciso, in quel caldo pomeriggio di agosto, di andare per “balestite”. La guerra era finita da qualche mese, ma i treni carichi di proiettili ed esplosivi, che i tedeschi avevano abbandonato nella galleria del Borgallo, ancora non erano stati rimossi. Per noi ragazzi quella balistite che, tagliata a pezzi e accesa ad un capo, partiva sibilando con traiettorie imprevedibili, era una tentazione quasi quotidiana.
Invitarono anche noi, Luciano ed io, a quella tragica spedizione. Ma avevamo un diverso programma: andare al cinema. A quei tempi, sabato, domenica e lunedì, c’era anche una proiezione pomeridiana.
Eludere l’attenzione del guardiano addetto al controllo dell’ingresso del Borgallo, fu un gioco per loro. Così i quattro, saliti sui vagoni del treno e individuati i proiettili, si misero a svuotarli infilando tra maglia e petto quei lunghi “spaghettoni”, come si faceva quando s’andava a rubar mele.
Poi via, giù per il greto del Tarodine, correndo gioiosi come accade a quell’età.
Cosa sia successo non lo si saprà mai. Sta di fatto che a qualcuno dei quattro è forse balenata l’idea di provare subito l’emozione del “sibilo”, dando fuoco ad uno “spaghettone”. Forse gli altri gli stavano attorno per accendere anch’essi alla fiammella dell’amico….una vampata!
Dal greto s’alzarono quattro lunghe lingue di fuoco e fumo…”come ciminiere”, dissero. Tanto che l’ondata di calore colpì Mario e Bruno, che se ne stavano tranquilli a cavalcioni del parapetto del “Murajon”, a cinque metri di distanza.
All’uscita dal cinema, seppi la notizia. Arrivai trafelato in fondo al paese, dove c’era il vecchio ospedale. Il piazzale era pieno di gente: famigliari, parenti, amici. Un vociare concitato, notizie contraddittorie. Il più grave ora pareva questo, ora quell’altro. Le autoambulanze, almeno al Borgo, non esistevano. I soccorsi, in caso di incidenti, venivano prestati a mezzo di una lettiga a ruote, trainata a mano. Poi arrivò un camion per trasportarli a Parma.
Bruno Ficcarelli, allora tredicenne, unico superstite, che le ferite di quel giorno porta ancora nel fisico e ancor più nello spirito, mi dice: “Ci caricarono tutti e sei sul camion dell’alimentazione. Prima di Berceto ci fu un guasto al motore. Trovarono dei buoi che ci trainarono fino al paese, dove un meccanico provvide alla riparazione. Io svenivo continuamente, tanto che uno degli accompagnatori ripeteva che sarei stato il primo a morire, invece, fortunatamente, ero l’unico che stava reagendo…”.
Alle 14 del 22 agosto, Umberto (13 anni) diede il via alla lunga litania dei decessi. Poco dopo, alle 19,30, moriva Mario. Il giorno seguente, alle 23, era la volta di Ugo ( 16 anni). Alle 2 della notte se ne andava Adolfo(15 anni). Restava un superstite: Enzo (12 anni). Lo fu per poco: erano le 10 e mezza …e la morte, ormai, se li era presi tutti. Tutti ad eccezione di Bruno, rimasto all’ospedale per sei lunghi mesi a causa di un’infezione che gli procurava una febbre continua a quasi 40 gradi.
Un monumento eretto lungo “al mürajon” per ricordare il fatto, venne distrutto da una piena. Ora il nuovo si trova in San Rocco, davanti all’edificio della Scuola Media.

Giacomo Bernardi

Tratto dal libro "Borgotaro: qualcosa che conosco".

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Un pensiero del Dott. Maurizio Braggion

Trasmetto breve commento sul rischio derivante da presenza di ordigni residuati bellici in territorio nazionale.

Per brevità prendo in considerazione il periodo recente (2004-2008)

a) Sicurezza

- anno 2004 - l’autorità di vigilanza sui lavori pubblici emana una direttiva ed una determina relativa ad ordigni residuati bellici come potenziale causa di sospensione lavori, in cui precisa che, in sede di prevenzione, ente pubblico e privati sono tenuti a valutare ed analizzare il rischio bellico residuale di una determinata area di lavoro, pena responsabilità dirette a loro carico di omessa valutazione rischi residui;

- anno 2008 – (09 aprile 2008) viene approvato il D. L g s n 81 – definito Testo Unico Sicurezza, in cui si ribadiscono ed inaspriscono le norme sulla tutela della salute e della sicurezza nell’ambiente di lavoro

b) Cronaca

- 2004 – deceduto un signore a San Dona’ di Piave (Ve) per scoppio di ordigno residuato bellico (I guerra mondiale);

- 2006 – deceduto ragazzino a Reggio Calabria (Rc) per scoppio di ordigno residuato bellico (II guerra mondiale)

- 2008 - un signore a San Lazzaro di Savena (Bo) per scoppio di ordigno residuato bellico (II guerra mondiale);

- 2008 - deceduto un signore ad Asiago (Vi) per scoppio di ordigno residuato bellico (I guerra mondiale);

- 2008 – deceduto meccanico a Crocetta del Montello (Tv) per scoppio di ordigno residuato bellico (I guerra mondiale);

c) Commento

Nonostante le campagne medianiche di sensibilizzazione e la normativa esistente in materia tutt’oggi in Italia

- si continua a morire per lo scoppio di residuati bellici inesplosi (I e II conflitto mondiale)

- si continua a rimuovere la memoria collettiva “scomoda”, in particolare in merito ai “retaggi” del I e II conflitto mondiale;

- si continua ad omettere, anche se prevista, la valutazione del rischio bellico residuale delle aree oggetto di lavorazione

d) Morale

Visto l’epitaffio descritto (punto b-c), lascio al lettore attento un giudizio “morale” sulla situazione (regole e dati oggettivi) con la quale operiamo e ci confrontiamo quotidianamente nel nostro amato “bel paese”…

Dott. M. Braggion

Perchè www.biografiadiunabomba.it

PER NON DIMENTICARE...LA MORTE DI ALEX BOLZONELLO (Crocetta Del Montello)
Treviso - 15 Ottobre 2008

A cura di Stefania Saule - Segretaria Archivio Storico "Accame" PietraLigure

La morte accidentale del giovane meccanico nell'officina in Loc. Crocetta Del Montello, deve farci riflettere perchè la sua dipartita sia un monito per chiunque si trovi casualmente a contatto con ordigni bellici di cui ignora la pericolosità.
Ciò che mi stupisce di più è l'ingenuità non solo dell'inesperto e sfortunato giovane, ma di colui, il contadino, che lavorando la terra, ha trovato a detta sua un "SEMPLICE PEZZO DI FERRO", che gli ostruiva il movimento nell'ingranaggio della ruota del trattore.
Possibile che egli non si sia domandato cosa fosse? Possibile non conoscesse la zona che da sempre è stata teatro di cruenti battaglie tra la prima e la seconda guerra mondiale?

Non è giusto morire così per uno strano scherzo del destino.
Di solito questi oggetti hanno forme dverse, possono essere semplici schegge, oppure spolette o parti di bombe che al loro interno contengono ancora a distanza di anni una micidiale carica esplosiva - che non si è mai assopita nel tempo, ma che giace in un lungo profondo letargo, ahimé il più delle volte destato tragicamente come nel caso di Alex.

Quindi diffidate sempre se venite a contatto con oggetti di forma anomala, e siate pronti ad avvisare le Forze dell'Ordine.

Pietra Ligure 22.10.2008

Perchè www.biografiadiunabomba.it

La Bonfica Bellica

OCCHI PRIVI DI LACRIME

Crocetta del Montello, piccolo Comune in Provincia di Treviso

La notte del 15 giugno 1918, inizia l’ultima offensiva austriaca, (La Battaglia del Solstizio).

Gli scontri si concentrano, sia sull’Altopiano del Montello, che sul comune di Nervesa della Battaglia, (completamente distrutto).

Ma il 23 dello stesso mese, le truppe italiane costringono al ripiego i fanti austriaci, forzati ad abbandonare Paese ed Altopiano, dove ancora oggi è possibile vedere trincee, bunker e camminamenti severi testimoni del tragico periodo.

Nel 1930 a Nervesa della Battaglia, erigono un piccolo Sacrario che ancora oggi conserva le spoglie dei soldati italiani e austro-ungarici, caduti nel conflitto.

Nel periodo della Seconda Guerra Mondiale il Comune di “Crocetta del Montello”, diviene sede per la Corte dei Conti della Repubblica Sociale Italiana (R.S.I.).

Naturalmente, per presidiare l’importante palazzo, è chiamata la X MAS.

…Oggi la notizia…

…Un agricoltore del paese nota, la presenza di uno strano pezzo di ferro, ricoperto di terra, incastrato tra gli ingranaggi della fresa del suo mezzo agricolo.

Ciò impedisce di continuare il lavoro.

Solerte l’agricoltore, conduce il trattore dal suo meccanico di fiducia.

In officina il meccanico, figlio del titolare, non si perde d’animo e attraverso l’aiuto di una bombola d’Acetilene decide d’eliminare l’inconveniente.

Ma la fiamma a contatto del residuato bellico non perdona.

È un istante.

L’incolpevole, ragazzino, dilaniato, raggiunge i fanti della “…Grande Guerra…”.

Come può essere possibile una tragedia di tali dimensioni.

Operatori agricoli a Crocetta del Montello, che non immaginano la presenza di residuati bellici. Sembra impossibile, ma è amaramente vero.

Molti studiosi, Associazioni si battono per non assopire, memorie quasi spente.

Tanti connazionali credono, che le guerre siano argomenti scolastici e nulla più.

Ma al contrario, di guerra in Italia e nel mondo, si muore ancora.

Le guerre non hanno mai una vera fine.

Io non ho più parole. Non ho più lacrime. La disgrazia di Crocetta; sarà un’invisibile cicatrice per tutti noi.

Ma quest’anno nessuno mi chieda d’onorare il quattro novembre.

“…Per me sarà un giorno di colmo di tristezza…”

Giovanni Lafirenze

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

La Bonfica Bellica

DRAMMA DEL PIROSCAFO GIUDECCA

E’ il 13 ottobre del 1944, In laguna la giornata concede profumi primaverili, tra le calli, i chioggiotti vivono una insolita tranquillità.
Ma a qualche miglio dal porto di Chioggia, il vaporetto Giudecca, che da Vigo collega Chioggia a Venezia, naviga con quasi duecento passeggeri, in gran parte di Chioggia, Sottomarina, e d’altri centri del litorale.
Dopo quindici minuti di navigazione, vale a dire: “Le dodici e quarantacinque”, Il piroscafo è già oltre il pontile di Caroman e diventa bersaglio di tre “caccia-bombardieri” dell’aviazione anglo-americana.
Malgrado ciò, la nave a vapore riesce a giungere nei pressi dell’abitato di Pallestrina.
I Velivoli scemano l’altitudine e a volo radente, iniziano a mitragliare il piroscafo.

Non solo, precipita la prima bomba che involontariamente centra la cabina di comando ed uccide il timoniere.

La seconda bomba impatta contro la prua dell’imbarcazione Acnil.

La terza esplode all’interno del locale macchine.

Il piroscafo, s’inclina, mutandosi in una trappola mortale.

Non basta: gli effetti delle esplosioni scaraventano schegge di bombe, e frammenti della motonave, fino a raggiungere l’abitato d’Ognissanti.
Il “battello Giudecca” è avvolto da fiamme, urla di terrore e scene rosso sangue.
L’orrore della guerra, avvinghia la nave posandola sul fondo della laguna.
Una bomba punta in direzione di una piccola imbarcazione e dilania un’intera famiglia.
Intanto i caccia-bombardieri continuano le operazioni di mitragliamento, e le scene di panico si spostano sull’abitato d’Ognissanti.
Corpi straziati d’ogni età, urlano il proprio desiderio di non morire.

In tanti pregano per la vita dei più piccoli, ma non basta, i 20 mm dei caccia sono senza pietà.
Tra densi ed acri fumi, ad Ognissanti il terrore si trasforma in distruzione.
Ma la storia insegna e tramanda le virtù del popolo lagunare.

Infatti i pescatori della vicina Pallestrina indifferenti a bombe d’aereo, incuranti dei mitragliamenti s’imbarcano per adoperarsi a sostegno dei 150 naufraghi del Giudecca.
Ma l’impietoso sguardo della morte, anticipa l’immediato soccorso e trascina sessantasette vite, tra i vortici dell’eternità.

“Anime ingannate dai baci di una guerra mai compresa”

Giovanni Lafirenze

Perchè www.biografiadiunabomba.it

La Bonfica Bellica

Riemerge un pezzo di storia

03/10/2008 - SAN VITALIANO - La guerra riemerge, per alcune ore, dal suo passato. Un’ogiva di un carro armato, risalente al secondo conflitto mondiale, è stata, infatti, ritrovata in un fondo agricolo in via san Francesco. Il rinvenimento del reperto bellico è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri. A dare l’allarme un passante occasionale. Sul posto è subito giunta la volante del commissariato di Polizia di Nola. Gli agenti hanno circoscritto la zona. Con tre turni, hanno garantito l’inacessibilità al sito, fino all’intervento degli artificieri, entrati in azione nella mattina di oggi. L’ogiva, a causa, di un cattivo stato di conservazione, tra l’altro abbastanza evidente, rappresentava, a distanza di anni, ancora un pericolo reale e concreto per la incolumità pubblica. Anche una piccola ed inconsulta vibrazione avrebbe potuto, quindi, generare la combustione delle polveri e la conseguente esplosione. Proprio per questo, gli agenti hanno operato con la massima cautela ed attenzione, garantendo un monitoraggio costante al sito. Nella mattinata odierna, sono intervenuti gli artificieri che hanno proceduto alla rimozione dell’ordigno, che sarà fatto poi brillare in un luogo consono e sicuro. Intorno alle 11,30 in Via San Francesco, tutto è tornata alla normalità. L’operazione di rimozione diretta dal vice commissario Mariantonietta Ferrara, si è svolta in pieno rispetto dei protocolli ed in assoluta sicurezza. Un’ analisi più approfondita del reperto consentirà di stabilire, nei prossimi giorni, anche a quale forza armata fosse in dotazione quel tipo di proiettile. Anche l’ area nolana, infatti, è stata teatro di violenti scontri, durante l’ ultimo conflitto mondiale, in particolar modo all’indomani della firma dell’armistizio dell’8 settembre da parte del maresciallo Badoglio, che sanciva la resa degli italiani con le forze Alleate, avendo preso coscienza “ dell’impari lotta”. Una data chiave, quella dell’ otto settembre, per le sorti del conflitto, che però, come è noto, creò una grande confusione tra gli italiani che non sapevano in che modo rapportarsi con i tedeschi con i quali erano alleati da anni. Diverse sono state le rappresaglie naziste nei confronti degli italiani. Tra queste ricordiamo senza dubbio quella avvenuta l’11 settembre del 1943 a Nola, quando furono trucidati 10 ufficiali della Caserma Duca d’Aosta in piazza D’Armi.

di Autilia Napolitano
Anno I Numero 22

Il mio commento

Gentile Dott.ssa Autilia Napolitano.

l’articolo è una piccola riviera letteraria, in grado di concedere il piacere di navigare tra i particolari tecnici del residuato bellico e tra le oscure anse storiche, dell’ultima guerra mondiale.

Complimentandole l’osservazione tecnica e storica spero voglia gradire i grazie di biografiadiunabomba.

Con simpatia Giovanni Lafirenze

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

La Bonfica Bellica

17 feriti in Germania a causa di un residuato bellico

Nella zona industriale della città tedesca di Hattingen (Ruhr) Venerdì 19 settembre 2008 all’interno del Museo dell’acciaieria Henrichshütte, una squadra d’operai è impegnata in operazioni di scavo.

All’improvviso un boato, l’esplosione è causata da una bomba d’aereo USA da 250 lb della seconda guerra mondiale.
I lavoranti sono investiti da numerosi calcinacci, sassi, che feriscono 17 persone. Il portavoce dei Vigili del Fuoco dichiara ai giornalisti della Reuters: ”E’ andata bene, specialmente per l’operatore della macchina escavatrice perchè la bomba era sotterrata a poco più di un metro e questo ha attutito l’effetto termico dell’esplosione. Le schegge sono state rinvenute fino a 500 metri di distanza. L’incidente poteva produrre conseguenze peggiori.”

Questa è la notizia. Ovviamente l’accostamento con lo scorso allarme di Salerno è d’obbligo.
Continuano a ignorare i monitoraggi indirizzati nei confronti dei residuati bellici. A dispetto di ciò che prevede l’obbligatoria valutazione ed analisi rischi di cantiere.
Ma in fondo, quando spunta l’ordigno è sufficiente fermare la produzione di una parte di città, bloccare traffico ferroviario urbano, impiegare cordoni di Pubblica Sicurezza, (naturalmente stornati da altri impegni). Lasciare Salerno, anche per poche ore senza gas, blocca e costringe la città dello sbarco a patire un grave danno economico rivolto verso l’industria, commercio e terziario locale,(continuo a chiedermi chi pagherà i costi dell’emergenza).

Ma, in Italia, lo vediamo, è più importante multare lucciole e clienti. E se nella vicina Germania 17 operai assistono ad una esplosione, che importa è solo un dettaglio del gioco.

Polo Natatorio Ostia Docet

Giovanni Lafirenze

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

ORDIGNO BELLICO A SALERNO: CINQUEMILA SFOLLATI PER 144 ORE

Salerno - Per 144 ore in cinquemila, nel pieno centro di Salerno, dovranno vivere fuori dalle loro abitazioni: sfollati per un allarme bomba scattato ieri dopo che un ordigno bellico era stato rinvenuto in un cantiere di via Rafastia. Un ordigno ritenuto dagli artificieri ''pericoloso'': cinquecento libbre a innesco ritardato, il che significa che, una volta smosso, puo' esplodere nelle successive 144 ore.

Fino a domenica, dunque, resta l'allarme e cosi' per i cinquemila che risiedono nei 250 metri dall'area nella quale e' avvenuto il ritrovamento iniziano giorni di lunghe attese. Oggi il Comune di Salerno ha ritenuto di dover ampliare la 'zona rossa' per motivi di sicurezza. Secondo quanto rende noto la prefettura di Salerno, al momento circa il 65 per cento dei residenti interessati ha lasciato la propria abitazione: nelle prossime ore le forze dell'ordine provvederanno a sgomberare le restanti abitazioni che rientrano nella zona al confine con il luogo del ritrovamento. Intanto gli sfollati si organizzano come possono.

La maggior parte ha trovato sistemazione presso parenti ed amici; pochi, soprattutto anziani e nuclei indigenti, hanno trascorso parte della notte (e lo faranno anche nei prossimi giorni) nelle strutture di emergenza realizzate nel campo sportivo Vestuti e nella scuola elementare Medaglie d'Oro. Si sta valutando di attrezzare anche un altro plesso scolastico, il Costa, succursale della scuola Medaglie d'Oro, cosi' come si sta ipotizzando, laddove ce ne fosse l'esigenza, di allestire addirittura posti letto a bordo di alcune navi nel porto di Salerno. L'allarme e' scattato nel corso della scorsa notte. Gli agenti della polizia municipale hanno avvisato con altoparlanti la cittadinanza interessata dall'evacuazione, mentre in alcuni casi - raccontano gli sfollati - nelle strade adiacenti al luogo del ritrovamento le forze dell'ordine hanno addirittura bussato alle porte.

''Tornavo dal lavoro, dopo l'una di notte, quando ho visto tutto il mio quartiere transennato - racconta Filomena Proto , infermiera - ho preso mia madre di 84 anni, mia sorella e siamo scappati nella scuola Medaglie d'Oro''. La signora Maria La Camera, tra i corridoi della scuola, ringrazia tutti: ''Sono stati gentilissimi, il medico durante tutta la notte ci e' stato accanto e ci ha perfino portato qui i farmaci che ci servivano''. Ancora sotto choc Mariapia Bracciante, sessantenne sfollata con la figlia di 33 anni: ''Non abbiamo un posto dove andare, saremo qui fino a domenica. Ancora non mi sono ripresa dalla paura''.

L'ESPERTO: PUO' ESPLODERE DA UN MOMENTO ALL'ALTRO
L'ordigno bellico è lì a quattro metri di profondità, da circa sessant'anni e potrebbe scoppiare da un momento all'altro. Il capitano del 21esimo reggimento dell'Esercito, Genio guastatori della sede di Caserta, Fabio Fazino, sta seguendo minuto per minuto la vicenda. Descrive l'ordigno bellico del secondo conflitto mondiale, "una bomba intelligente" e anticipa anche quelle che saranno le fasi di bonifica, che, se andrà per il verso giusto potrebbero essere effettuate nel pomeriggio di domenica.

"E' una bomba inglese, è dotata di una spoletta che non ci consente di sapere in che condizioni si trova - spiega il capitano - dalle pochissime foto che abbiamo effettuato e da analisi tecniche il tempo massimo di scoppio è pari a 144 ore dal momento del ritrovamento". L'ordigno, sottolinea il capitano dell'Esercito, non può essere spostato: "La bomba sarà prima svuotata sul posto dopo di che sarà rimossa la spoletta. Il fatto che si trovi a quattro metri del livello stradale rappresenta una protezione visto che non può subire nessuno tipo di oscillazione".

Fonte: Ansa

[Il mio commento]

Incredibile ironia

L’otto settembre 1943, la quinta Armata americana sbarca a Salerno…

…Oggi ci rendiamo conto che la città di San Matteo non considera le opere di bonifica bellica. Infatti, nel mezzo di lavori edili destinati ad un parcheggio sotterraneo in Via Michelangelo Schipa, Una ruspa rimuove una bomba d’aereo da 500 lb ad azione differita. Sicuro, la bonifica bellica ha le sue procedure, tempi e costi. Ma forse per qualcuno è conveniente mettere a repentaglio la sicurezza d’operai, artificieri, Vigili del Fuoco, Carabinieri, ecc…

…Altri scrivono che la città è senza gas ed acqua.

…Sembra, che il traffico ferroviario sia bloccato, (disagi per pendolari ed aziende e costi ferroviari).

…Si vocifera di evacuare 5000 residenti, (chi paga le spese?), e attraverso l’utilizzo d’altoparlanti si riesce a comunicare con i ritardatari. Ma com’è stato possibile che, Comune di Salerno custode della propria memoria storica, ditta appaltatrice, direzione lavori, responsabili della sicurezza, siano stati travolti da questo titanico errore di procedura e valutazione d’analisi rischio?

Desidero che qualcuno di questi autorevoli signori, m’informi quanto sarebbe costata la bonifica sistematica e, quanto verrà a costare l’emergenza in atto.

Continua…

Giovanni Lafirenze

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Serie di articoli inviati da:

Laboratorio di Urbanistica XIII – LabUr XIII
Il Presidente
Dr.Ing. Andrea Schiavone

(20 marzo 1996) - Corriere della Sera

A Ostia saltano fuori 8 bombe tedesche

In agosto sul Lungomare erano gia' stati ritrovati 18 ordigni bellici

Quasi come fossero funghi: 7 sono stati trovati lunedi' mattina, interrati in un cantiere edile all' Infernetto, e uno ieri, seminascosto tra i cespugli della pineta di Castelfusano. In tutto 8 pericolosissimi proiettili di artiglieria risalenti alla Seconda guerra mondiale, calibro 105, di probabile fabbricazione tedesca. "Ordigni perfettamente funzionanti", raccontano al commisariato di Ostia Lido, "in grado di esplodere alla minima scossa". E poco c'e' mancato, effettivamente, che l'altro ieri si verificasse la tragedia. Il primo proiettile e' stato scoperto da un operaio ai comandi di una ruspa la cui scavatrice ha sfiorato per una manciata di centimetri l' ogiva. L'uomo, alle prese con lo scavo delle fondamenta di una villa in via Giovanni Legrenzi, a poca distanza dalla Cristoforo Colombo, dopo avere visto la sagoma del proiettile e' sceso d' un balzo dal mezzo meccanico e ha dato l' allarme. Gli agenti del XIII commissariato, arrivati immediatamente sul posto, hanno bloccato i lavori nel cantiere per permettere agli artificieri del Genio militare, giunti nel pomeriggio, di bonificare la zona. Interrati a poca distanza dai denti della scavatrice, c'erano altri sei proiettili, tutti ordinatamente allineati, lasciati dai soldati tedeschi nel maggio 1944 accampatisi in zona nell'ipotesi di uno sbarco alleato a Ostia. Ieri i sette ordigni sono stati portati presso il poligono di Nettuno dove sono stati fatti esplodere. Ma sempre ieri, poco dopo mezzogiorno, c' e' stato un altro ritrovamento, stavolta ad opera di un podista che stava facendo footing tra i sentieri della pineta di Castelfusano. L' uomo, alla fine dell' allenamento, stava eseguendo alcuni esercizi di rilassamento quando l' occhio gli si e' posato sull' ogiva del proiettile . anche in questo caso un calibro 105 tedesco . che, seminascosta sotto un cespuglio, spuntava dalla sabbia, di nuovo sono intervenuti gli agenti che hanno transennato l' area in attesa degli artificieri che arriveranno oggi. E frequente il ritrovamento di residuati bellici sul litorale romano: nello scorso agosto a Ostia, di fronte al lungomare Caio Duilio, in un terreno sul quale si tenne una manifestazione estiva che ogni sera ospitava migliaia di persone, vennero trovate 18 bombe da mortaio tedesche. (A. F.)

Fulloni Alessandro

(8 settembre 1995) - Corriere della Sera

Bombe. altre 4 a Ostia e 2 a Roma e Bracciano

BOMBE . Altre quattro a Ostia e due a Roma e Bracciano Bombe come funghi. A Ostia anche ieri ne sono state trovate altre quattro nel corso dell' opera di bonifica della zona dove per tutta l' estate si e' svolta una rassegna di musica e ballo; due residuati bellici sono stati scoperti a Roma, in via Ardeatina, sotto le cassette di un ufficio postale ed a Bracciano in un terreno agricolo. Salgono cosi' a 21 le bombe da mortaio di calibro 81 di fabbricazione tedesca trovate a Ostia a cinquant' anni dalla Seconda guerra mondiale; a Roma invece i carabinieri, in seguito ad una segnalazione anonima fatta al 112, sotto le cassette dell' ufficio postale in via Ardeatina 933, hanno trovato una bomba da cannone calibro 105, senza la spoletta di innesco, ancora contenente l' esplosivo. La bomba era ancora sporca di terra, e non si esclude che chi l' ha trovata l'abbia collocata in quel posto per disfarsene. A Bracciano invece il residuato bellico, un proiettile da mortaio lungo 80 centimetri, e' stato trovato dal proprietario di un terreno che stava facendo degli scavi.

 

(7 settembre 1995) - Corriere della Sera

Ostia. in via delle quinqueremi altre due bombe di mortaio.
Salgono a 13 i residuati bellici nell' area da bonificare; tutti i pezzi sono bombe da mortaio 81

 

(2 settembre 1995) - Corriere della Sera

Ostia. pista da ballo su residuati bellici

Ad Ostia ancora ritrovamenti di residuati bellici

OSTIA. Pista da ballo su residuati bellici Altri cinque residuati bellici della Seconda guerra mondiale sono stati trovati ieri a Ostia, dopo quello scoperto nel corso dell' operazione di bonifica nella zona del lungomare antistante piazzale delle Quinqueremi. I residuati bellici, secondo i primi accertamenti, sarebbero tutti in perfetta efficienza. Si tratterebbe di tre bombe da 88 tedesche, una mina anticarro e una granata di fabbricazione americana. Nel terreno, dove il primo ordigno e' stato scoperto la settimana scorsa al termine di una manifestazione serate danzanti, a luglio ed agosto sono passate circa 200 mila persone.


(1 settembre 1995) - Corriere della Sera

Allarme per i residuati bellici: trovata un' altra bomba a Ostia

Un colonnello dell' esercito: " nel Lazio cento interventi ogni mese "

di FABRIZIO PERONACI

Ore 10.30, lungomare di Ostia. E qui, ieri mattina, che e' scattato l' ennesimo allarme bomba. Nel corso delle operazioni di bonifica della zona davanti al "Tibi Dabo" (dove sabato scorso [26 Agosto] era stato disseppellito un ordigno ancora integro della 2 Guerra mondiale) e' infatti stata trovata un' altra bomba da mortaio calibro 88, di fabbricazione tedesca. Il residuato bellico era a 70 80 centimetri di profondita' ed ancora efficiente: uno scossone troppo brusco, o un impatto violento, e sarebbe esploso. Immediato l' intervento degli artificieri del Genio militare: l' ordigno e' stato portato via, in attesa di essere fatto brillare in un luogo sicuro. E poco dopo, nella stessa area su cui hanno ballato per tutta l'estate gli ignari partecipanti alla manifestazione "The Londoner summer garden", sono stati rinvenuti 10 12 proiettili di artiglieria. Ormai, insomma, e' una scena quotidiana. "Scoppia, non scoppia? Ma allora e' vero che abitiamo su una zona minata?". La preoccupazione tra gli abitanti dei palazzi vicini, ieri mattina, era palpabile. "Io me lo ricordo bene: pensando che gli Alleati sarebbero sbarcati a Ostia, i tedeschi avevano costruito un bunker proprio da queste parti", diceva un signore sopra i 70 anni. La probabilita' che nelle prossime ore saltino fuori altre "sorpresine", dunque, e' molto alta. E non e' solo sul litorale che bisogna fare attenzione a cosa si calpesta. Negli ultimi tre mesi . tra bombe a mano, mine antiuomo e proiettili vari . gli artificieri non hanno fatto altro che correre da un posto all' altro della provincia. Nemi, Castelgandolfo, Tivoli, Bracciano, Monterotondo (dove il 3 luglio tre ragazzi sono stati feriti dallo scoppio di una bomba in uno scantinato): gli ordigni che hanno fatto scalpore sono stati una decina. Ma, in realta' , gli interventi sono stati molti di piu' : addirittura 3 o 4 al giorno. Cento al mese. Trecento solo nell'estate che si sta per concludere. A rivelarlo e' il tenente colonnello Massimo Squartini, direttore d' artiglieria del Comando regione militare centrale dell' esercito. "Le segnalazioni di ritrovamento d’ordigni come bombe da mortaio, bombe a mano o granate sono numerosissime, spiega il tenente colonnello. E’ un fenomeno più diffuso di quanto si può pensare. Spuntano dappertutto: cantine, soffitte, giardini, orti, dirupi. Il nostro Nucleo, che si occupa anche di Marche, Umbria e Abruzzi, riceve una dozzina di richieste giornaliere. E da tre a cinque riguardano il Lazio. A chiamare sono soprattutto agricoltori, cercatori di funghi, persone che passeggiano all'aria aperta e s’inoltrano in luoghi sperduti. Ecco spiegato perchè, in estate, la nostra attività aumenta considerevolmente". Un residuato, bellico segnalato mette a rischio la popolazione, ma ce ne sono tantissimi altri che passano sotto silenzio. Disinnescare bombe "dimenticate" negli scontri andati avanti tra il luglio ' 43 e l'aprile ' 45, a quanto pare, e' un lavoro assolutamente di routine. Ma il pericolo e' concreto? "Certo che lo e' . risponde l' ufficiale .. Chi si imbatte in ordigni deve agire con la massima cautela. Ma cadere in preda al panico non ha senso: se una bomba e' rimasta 50 anni sotto terra, infatti, puo' tranquillamente aspettare uno o due giorni in più. E poi aggiunge: una mina, una bomba d'aereo o una granata d'artiglieria, restano perfettamente efficienti. Sono eterni. Possono semplicemente non aver funzionato 50 anni fa per un problema tecnico". Come comportarsi di conseguenza? "Non bisogna toccare o spostare nulla, ma avvertire subito le forze dell'ordine. E farei anche un invito: cercare di collaborare. Non sono rari i casi in cui gli artificieri arrivano sul posto e non trovano piu' nessuno". Ci sono zone piu' a rischio? "No, tutto il territorio della capitale puo' riservare sorprese. Dal litorale ai Castelli, dove i tedeschi avevano il loro quartier generale, alla fascia Nord della citta': in quei due anni, del resto, i combattimenti andarono avanti palmo a palmo. Sono gia' passati 50 anni. conclude il tenente colonnello Squartini  e chissà quanti altri ordigni salteranno fuori nei prossimi 50".

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

29 Agosto 2007 - 29 Agosto 2008

BIOGRAFIA DI UNA BOMBA COMPIE UN ANNO!!!!!!
Un augurio di buon compleanno a tutti gli utenti e tutti gli amici che collaborano al nostro sito, con le loro segnalazioni, le testimonianze, gli articoli e link, ecc.. ecc..

Grazie a tutti!

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

 

ESPOSTO

Oggetto: Residuati bellici su Via delle Quinqueremi.
Il Laboratorio di Urbanistica XIII (LabUr XIII), con sede *****************, ***** Roma, telefono
*******, netfax *******, nella persona del Presidente dr.Ing. Andrea Schiavone, nato a *****************

ESPONE I FATTI DI SEGUITO RIPORTATI

Nell’area prospiciente lo stabilimento balneare Tibidabo (Lungomare Caio Duilio 20, 00122 Ostia
Lido, Roma), sabato 26 Agosto 1995 fu disseppellita, ancora integra, una bomba da mortaio della II Guerra
Mondiale, di fabbricazione tedesca a 70-80 centimetri di profondità. Il 31 Agosto, a seguito delle operazioni di
bonifica dell’area, furono rinvenuti 12 proiettili di artiglieria. Sempre nella stessa area, il 1° Settembre si
rinvennero tre bombe da mortaio tedesche, una mina anticarro e una granata di fabbricazione americana.
Altre due bombe da mortaio il 6 Settembre e altre quattro il 7 Settembre 1995. Le operazioni di bonifica
furono condotte dagli artificieri del Genio Militare, parzialmente solo sull’area interessata dalla prima
segnalazione (in tratteggio nella figura). Tutte le notizie sono tratte dal Corriere della Sera del Settembre
1995 (1, 2, 7 e 8 Settembre, rispettivamente pagine 44, 41, 40 e 48).

PREMESSO

− Che per i Mondiali di Nuoto Roma 2009 è prevista la realizzazione di un Polo Natatorio ad Ostia;
− Che il Polo Natatorio di Ostia verrà realizzato nell’area sita nel Municipio Roma XIII Ostia tra il
Lungomare Caio Duilio, Via delle Quinqueremi, Via delle Scialuppe e Via delle Prore, individuata al
catasto terreni foglio 1090 particella 82 e foglio 1102 part. 59 per complessivi mq. 24.300 circa,
giusta nota del Commissario Delegato prot.n. 1588/RM 2009 del 24 Ottobre 2007, assunta al
protocollo del Dipartimento XX in data 25 Ottobre 2007 al numero 14086;
− Che tale area, con Delibera della Giunta Comunale di Roma, n. 519 del 21 Novembre 2007, è stata
affidata in concessione alla Federazione Italiana Nuoto alle medesime condizioni di cui alla
deliberazione Giunta Comunale n. 335 del 25 Luglio 2007;
− Che tale area, prospiciente gli stabilimenti balneari Tibidabo e Le Dune, comprende l’area del
rinvenimento dei residuati bellici sopra descritti;
− Che, per la realizzazione del Polo Natatorio di Ostia, è stata bandita una gara a procedura aperta
dall’Ufficio del Commissario Delegato per i Mondiali di Nuoto 2009, con sede in Via della Ferratella
in Laterano 51, 00184;
− Che tale gara è stata aggiudicata in data 4 Agosto 2008 alla ******* costituita dalle società *******,
******************** ;
− Che in data 13 Agosto 2008 è stato esposto, presso la medesima area, il cartello di inizio lavori;
− Che per il Polo Natatorio di Ostia dovranno essere realizzati (per le piscine, la foresteria e i parcheggi
interrati) scavi sotto l’attuale livello stradale, per un totale di oltre 1.500 mc;
− Che tali scavi verranno realizzati in regime di urgenza, in quanto tutta l’opera è stata subordinata alla
sottoscrizione di atto d’obbligo di ultimazione dei lavori, collaudo degli stessi e omologazione da
parte della Federazione Italiana Nuoto entro il 31 Marzo 2009 (Delibera della Giunta Comunale di
Roma, n. 519 del 21 Novembre 2007);
− Che dopo la bonifica parziale del 1995, svolta solo su una parte dell’area interessata dalla
realizzazione del Polo Natatorio di Ostia, non è stato svolto alcun altro intervento di bonifica

CHIEDE

che prima della data di apertura del cantiere, prevista per fine Agosto, l’Autorità indaghi, verifichi e certifichi
che nell’area del Polo Natatorio di Ostia siano stati eseguiti tutti gli interventi necessari per garantire
l’incolumità e la sicurezza per i residenti e la Cittadinanza tutta, nonché per garantire un regolare
svolgimento dei lavori all’interno dei tempi stabiliti,

CHIEDE

altresì, a norma degli artt. 90 , 406 e 408 c.p.p., di essere sentiti per fornire elementi di prova nonché di
essere informati dell’eventuale richiesta di proroga delle indagini preliminari e/o dell’eventuale richiesta di
archiviazione della presente istanza.

Con osservanza,
LabUr XIII
Il Presidente
dr.Ing. Andrea Schiavone

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

La bonifica bellica

Storia

L’abitato di Malcesine è al centro di un infernale triangolo: ”Salò, Peschiera, e Riva del Garda”. Questa posizione geografica conduce il piccolo centro urbano, a subire diversi attacchi, detti diversivi, da bombardieri medi, in forza alla 12° Forza Aerea USAAF. In paese è collocato un Comando RSI, perciò patisce e sopporta, numerose incursioni aeree, anche dai famigerati cacciabombardieri indicati da uno stravagante soprannome: “Pippo”.

Al contrario, la Vicina località di Bocca Navene, è obbiettivo appetibile per l’aviazione anglo-americana, in quanto il proprio Comando, riceve informazioni d’intelligence, che segnala l’area di Bocca Navene come luogo scelto dai tedeschi, per sperimentare i lanci delle V1. Ovvio, la zona è incursionata più volte e, con bombe molto potenti. I bombardamenti aerei, terminano, quando le truppe germaniche, in gravi difficoltà, abbandonano la zona…

Cronaca

Certo i teutonici in ritirata hanno necessariamente sotterrato enormi quantità di materiali bellici: “Granate, bombe, munizionamenti vari”, elementi idonei a spiegare la grave esplosione del cinque agosto 2008, in località Bocca Navene. Ma l’accaduto spinge verso più attente valutazioni:

Il 17 luglio del 2004 a San Donà di Piave un anziano signore è dilaniato da una granata risalente la Prima Guerra Mondiale…

Stessa sorte subisce un ragazzino residente a Reggio Calabria il 30 giugno del 2006 per mezzo dell’esplosione di un residuato bellico, dell’ultima guerra…

…Nel 2008 i morti a causa dei residuati bellici sono due, ad Asiago e San Lazzaro di Savena (Bo)…

…Questa estate e più precisamente il 17 luglio a Latina tre Vigili del Fuoco, intenti a spegnere un incendio in campagna, sono investiti da una tremenda onda d’urto; le fiamme, la temperatura del rogo, producono l’esplosione di un residuato bellico…  

Ironia della vita:

Il 29 luglio a Torbole una località molto vicina a Malcesine un gruppo di sub, (Vigili del Fuoco di Peschiera), da poco emersi, individua una bomba da mortaio, emanare fumo. Capiscono che il residuato e caricato con Fosforo. Immediatamente i sub, chiedono, l’intervento di una squadra di colleghi, che evitano all’ordigno di portare a termine, anche se post-datata, la propria missione…

 Quesito

Diventa indispensabile chiedersi le ragioni che spingono le emittenti televisive nazionali, ad ignorare le disgrazie causate dai residuati bellici. Probabilmente è un silenzio figlio del nobile: “Non procuriamo allarmi”.

Esatto, ma non del tutto. In fatti oggi un gran numero d’imprese, investono in sicurezza sul lavoro. Le fonti d’informazione trasmettono servizi televisivi capaci di far capire anche ad un bambino, quanto è utile possedere: “Caschi di sicurezza, guanti, imbracature, ecc…”.

Ma il pericolo residuati bellici è completamente ignorato, infatti, a Cisterna di Latina in località Franceschetti il 13 febbraio del 2007, alcuni operai, intenti a scaricare un camion carico di pozzolana, all’improvviso vedono rotolare verso terra una bomba d’aereo, ovviamente risalente la seconda guerra mondiale…

Ora non penso di procurare allarmismi inutili, se scrivo che le leggi sulla sicurezza non possono prescindere da una giusta informazione sul pericolo “residuati bellici”, in Italia. Desidero aggiungere ancora un esempio:

Cosenza 19 giugno 2007, Via Popilia, un gruppo di operai, opera poco distante da una macchina idraulica, impegnata in operazioni di carotaggio. L’escavatore, deve raggiungere una quota di meno tre metri. Sono le 10:05 all’improvviso un boato è la parziale l'esplosione di una bomba da 500lb…

 Anche in questa circostanza, si evince una gravissima mancanza d’informazione dedicata al pericolo “residuati bellici”. 

Intervista

Spiega il maresciallo Logotenente: “Rocco Oreste”, appartenente al 5° Reparto Genio Infrastrutture di Padova:   

- Nell’estate del 2005 ad Ostiglia provincia di Mantova esplodeva una bomba da 500 lb, che danneggiava contemporaneamente sia una villetta quanto una cascina, posta quasi a 200 metri dalla Stazione dei Carabinieri.

A Bagnolo, nel 1979, ricordo, fui chiamato per confermare l’esplosione di una bomba d’aereo. Non solo, nel mezzo della successiva fase di bonifica bellica, rinvenivamo altre otto bombe d’aereo. Ma ricordo, che durante la seconda scossa di terremoto, del 1976, patita nell’area friulana, poco fuori Pordenone, in prossimità del fiume Meduna, esplodeva una bomba d’aereo ad azione differita -.

…Un Mondo Più Quadrato…

 “…Cara Italia, impreziosita da spese pazze, girotondi ed ecomostri, perché evitare di prendere atto di ciò che le guerre del secolo passato hanno occultato e continuare a perseguire le proverbiali orme,                  d’Epimeteo. Per quale motivo, ci tocca rischiare, che una macchina escavatrice, possa incocciare un residuato bellico…”

“…Dolce, bella e grande Italia, cosa ti spinge a stendere vivaci locuzioni indirizzate nei confronti dell’importanza di un casco da cantiere ed evitare di chiarire ad agricoltori, imprese edili e non solo, i rischi che s’affrontano in presenza, d’ordigni bellici…” 

“…Monumentale Italia da tempo priva di memoria, desidero ricordarti che mai alcuna guerra potrà terminare tra sorrisi e strette di mano televisive. Ordigni inesplosi giacciono celati sotto qualche centimetro o metro di terra. Pronti in futuro, a portare a termine il proprio compito. In pratica: “Guerre senza fine”.  Eduardo De Filippo nella Sua commedia: Il Sindaco Del Rione Sanità, mentre è in fin di vita, confessa al suo amico medico, di augurarsi per i propri figli, un mondo meno rotondo, ma più quadrato...”

“…Ricca ed umile Italia, colma di speranze e delusioni.

Intellettuale, pragmatica, pigra e sportiva.

Italia del festival di Sanremo.

Della Scala di Milano, dell’Arena di Verona e dell’Euro.

Di Ballarò ed Enigma.

Italia di Santoro e Minoli.

Del TG4, Matrix e tutto il calcio minuto per minuto.

Italia universale e personale, perché, non varchi la soglia dell’indifferenza, rompi il tuo silenzio e persegui il prezioso suggerimento del grande Eduardo De Filippo ? ”         

“… Raffinata e colta Italia, che studi e tramandi le memorie delle guerre di ieri, non affannarti ad individuare ragioni dei vinti, crimini da attribuire a vincitori o viceversa, ma analizza come l’odio ha saputo mutare a quei tempi, la buona e saggia Europa”.

“…Oggi amata Italia, divina bancarella dei nostri sogni, sciogli gli orrori di ieri e divulga nel mondo, una semplice proposta di Pace…”.

Giovanni Lafirenze

 

“Tutti coloro che dimenticano il loro passato sono condannati a riviverlo”

Primo Levi

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Forse e' saltato un ponte minato

E' l'ipotesi di un geologo di Trento, il quale ricorda che i tedeschi si ritirarono anche lungo la "Graziani"

Cliccare qui per visionare l'articolo tratto dall'Arena di Verona di sabato 9 Agosto

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

Giallo sulla strada squarciata
Si chiamano gli artificieri

L ’asfalto volato a un chilometro di distanza e il guard-rail si è conficcato nel bosco. Difficile pensare a una frana o a un fulmine

Cliccare qui per visionare l'articolo tratto dall'Arena di Verona di mercoledi' 6 Agosto

 

 

Perchè www.biografiadiunabomba.it

LA FISICA E IL VASO DI PANDORA

Notte del 6 agosto 1945.

Ore 2,45

…Il colonnello Paul Tibberts appartenente all’aviazione americana accarezza con il proprio sguardo il suo B-29, ribattezzato in onore della madre Enola Gay.

Tinian, piccola isola nel Pacifico, è dotata di più piste di decollo. I bombardieri ne utilizzano tre

Ore 8,15

Il cielo è limpido. L’equipaggio dell’unità speciale 509 è sulla verticale d’Hiroshima. L’ufficiale addetto allo sgancio inquadra il ponte d’Aioi e lascia precipitare da oltre diecimila metri, una bomba da quattro tonnellate. Curiosamente l’ordigno ancora oggi è identificato dal nomignolo: “Little Boy”.

Questo nasconde al suo interno, un cuore d’Uranio puro ( 235 U ).

…Ma come previsto a 580 metri dal suolo esplode. La reazione nucleare crea una serie infinita di fissioni neutroniche, tempeste radioattive si estendono su una città che già non esiste più.            

Giovanni Lafirenze

“Tutti coloro che dimenticano il loro passato sono condannati a riviverlo”

Primo Levi

 

Hominum Memoriam

LA GUERRA

“… Già nell’estate del 1940 il comune di Tollo, in provincia di Chieti diventa un protagonista di guerra, il Ministero dell’Interno stabilisce nel paese, un campo di concentramento per prigionieri politici.

…Ma il piccolo centro abruzzese inizia a patire i primi pesanti cannoneggiamenti nell’inverno del 43, quando è colpito più volte. Il 9 dicembre Tollo risulta essere obbiettivo secondario, per l’aviazione australiana che non disdegna sganciare numerose bombe sul territorio comunale. Sempre l’aviazione australiana replica il 16 dicembre incursionando ancora una volta il paese. Ma le battaglie che investono la linea: “Orsogna, Tollo, Ortona”, non concedono pause e sul triangolo si scatena l’inferno.

Questo fino al giugno del 1944, quando la VII Brigata Indiana di Fanteria, il 6° Battaglione del 16° Reggimento Punjab e del 1° Battaglione del secondo Reggimento Fucilieri Gurkha, liberano il paese lanciandosi all’inseguimento della 278° Divisione del Generale Harry Hoppe”.

IERI

“…Ma il Comune di Tollo è devastato, il suo territorio è un paesaggio lunare colmo di crateri. L’area edificata non esiste più, solo case crollate e calcinacci ovunque. La bellissima Chiesa di Santa Maria Assunta, in pratica è ridotta ad un cumulo di macerie”.

A guerra terminata molte figure intellettuali, indicano i Comuni d’Ortona, Tollo, Orsogna ecc… come piccole “Stalingrado”. Nel 2004 il Capo dello Stato Azeglio Ciampi riconosce i drammi patiti dal paese e decora il comune di Tollo, insignendolo di medaglia al Valor Civile.           

OGGI

…Nel giugno 2008 il Comune di Tollo delibera il ripristino di una condotta per acque bianche, in prossimità della statale 16 e la provinciale che conduce al paese (di fronte la Stazione Ferroviaria).       

La ditta appaltatrice allestisce il cantiere, ma dopo qualche ora di lavoro è costretta a fermarsi, l’escavatore non urta contro un masso è una bomba d’aereo. Ovviamente interviene l’11° Reggimento Genio Guastatori Foggia. Il Comandante, il Colonnello Ezio Bottoni, invia in missione il Capitano Michele Manna, il Sergente Maggiore Donato Negro e il Caporal Maggiore Capo Francesco Piacenza. Il Capitano ed i suoi uomini giungono in paese e si avviano accompagnati da Carabinieri e Polizia Municipale d’Ortona verso il luogo del rinvenimento. La bomba è di fabbricazione italiana, posata a pochi metri da una palazzina, già sede nel 1943 di un Comando tedesco. Il Capitano Michele Manna, vede l’ordigno e percepisce la presenza di numerose mine. Ha ragione. Nel corso dei lavori, i militari EOD scovano 16 bombe da 104 Kg.

“Il disegno tedesco era quello di distruggere Statale, Provinciale e Stazione Ferroviaria”.

A definire le operazioni di bonifica interviene il 10° Reparto Genio BCM di Napoli. In fatti, il Dott. Mario Attardi, l’assistente tecnico Amedeo Postiglione, il Rastrellatore Salvatore Beneduce aiutati da giuste strumentazioni rinvengono altre 5 Bombe d’aereo collegate tra loro attraverso tritolo, miccia detonante ed una mina anticarro. In pratica una gigantesca carica esplosiva.

                   




Giovanni Lafirenze

“Tutti coloro che dimenticano il loro passato sono condannati a riviverlo”

Primo Levi

 

Elogio dell'inutile

Amo le azioni inutili.

Passeggiare pei campi, scrivere una poesia, ricomporre un puzzle, cantare una canzone, raccontare una barzelletta, carezzare i marmocchi, guardare le stelle, pensare al nulla.
Permettersi di fare cose inutili è ciò che distingue l'uomo dalla fiera. Anche se, a ben riflettere, anch'essa gioca e si trastulla senza uno scopo.
L'inutilità  è fanciullezza, non fa nulla perché deve ma solo se le va. E' libertà , poiché ciò che a nulla serve di nessuno è servo. E' gratuità , quindi una sottile forma d'altruismo.
Ebbene, proprio questa languidissima assenza di un qualsivoglia fine, quest'ammaliante inutilità  che rende vano ogni stupido mezzo, quest'essenziale vacuità  che nobilita le nostre azioni, sempre più appare come un raro privilegio.

Quasi tutti agiamo per utilità , quasi sempre per convenienza, continuamente barattiamo la qualità  col giusto prezzo, dosiamo gli sforzi per i massimi risultati e abbiam smesso di sognare, sia di giorno che nella cupa notte.
L'economia, schiava del pragmatismo, è la triste signora che ci governa tutti.
Non star lì imbambolato, ordina la mamma al figlio che sogna l'infinito, la maestra lo bacchetta mentre guarda oltre la siepe, lo censura ormai adulto il capufficio mentre fantastica sulla sua bella.
E ci diciamo ricchi di onori e di danaro, noi che non abbiamo il tempo per un inutile sorriso…
Mi chiedo che accadrebbe se tutti gli uomini, al richiamo d'un silente appello, d'improvviso decidessero di compiere solo azioni inutili.

Inferno o paradiso, caos o armonia?
Amo le cose inutili, come queste mie parole, che presto dimenticheremo saggiamente, rapiti dalle consuete occupazioni, dalle cose serie.                                                                         

Enzo Varricchio

 

La bonifica bellica

La Spezia, anche in Italia una scuola per "sminatori umanitari"

a cura di Claudia Azzara, giornalista de "L'Unità"

Ogni ora due persone nel mondo vengono investite dallo scoppio di una mina. Anche nei paesi dove la guerra è
finita da anni, ma che continuano a convivere con una minaccia latente e pronta a fare nuove vittime.
Ci sono intere pianure, a ridosso di villaggi e abitazioni, in Afghanistan come in Libano, come nei Balcani, che da decenni attendono di essere sminati.
Finora operazioni del genere sono sempre state appaltate a apparati militari o da paramilitari di grandi agenzie private di sicurezza. Fare il rischioso ma utilissimo mestiere di sminatore non era possibile per i civili con come bandiera solo quella iridata della pace che scelgono di andare in missione solo in ambito e su progetti umanitari, almeno in Italia. Ora non sarà più così.
Anche da noi esisteranno i volontari per lo Sminamento Umanitario.
Della loro formazione in Italia si occupa "Demining Action Italy" , un’associazione Onlus che ha creato la prima e unica scuola a livello nazionale per operatori anti mine. L’accordo è stato siglato con il Comune e la Provincia di La Spezia e l’obiettivo è quello di realizzare un polo di eccellenza per formare tutti i cooperanti che operino in paesi pacificati o con attività militari in corso.
Destinatari del progetto anche tutto il personale militare impegnato in missioni di peace-keeping e il personale della Protezione Civile nelle materie che possano rendersi necessarie, dal pronto soccorso in zone remote, alla sicurezza a corsi comportamentali.
Oltre alla realizzazione di corsi relativi alla ‘mine action’ intesa come bonifica del suolo, si svilupperanno anche apposite lezioni pratiche relative all’assistenza alle vittime di mine, le cosiddette Erw ( Esplosive Remnants of War ). Demining Action Italy (Dai) è un’organizzazione non a scopo di lucro che si finanzia grazie a donazioni e contributi pubblici e privati.
La Onlus nasce da un gruppo di persone con una lunga esperienza nel campo dello sminamento umanitario e della cooperazione, acquisita dall’Afghanistan all’Angola, dalla ex-Yugoslavia all’Iraq, al Sudan. «Lo scopo della nostra
attività», dichiara la Dia, «è il proseguimento delle operazioni di bonifica del territorio e delle aree sospette per garantirne il ritorno a normali condizioni di vita, intese come possibilità di vivere senza rischi di morte o di amputazioni, per garantire un libero sviluppo sia in termini economici che sociali che sanitari».
L’idea di creare una scuola nazionale in Italia, su temi come sminamento, sicurezza e primo soccorso, rivolto al personale delle Ong impiegato in zone a rischio, nasce dalla necessità di ampliare le risorse professionali da mettere in campo per operazioni di bonifica a fronte di conflitti che continuano a scoppiare in ogni parte del globo. Le stime parlano di 120 milioni di mine attive nel mondo. Se con le forze attualmente in campo si possono ipotizzare più di 1.000 anni di lavoro di sminamento per bonificare tutti i territori disseminati di ordigne, le risposte non possono che venire dall’aumento del personale in grado di svolgere queste attività.

morti bianche

E’ vero! Il clima arroventato di questi giorni impone, precisi suggerimenti, utili a combattere la calura. Tali indicazioni appaiono a tutela dei nostri anziani e bambini. Nasce per esempio una lodevole competizione tra le nostre TV nazionali che attraverso servizi televisivi affrontano il problema e spiegano come difendersi: “Bere molto ed evitare lauti pasti”. Intervistano compiacenti gruppi di villeggianti, stesi all’ombra di qualche ombrellone o mentre giocano a tamburello, sull’infuocata sabbia di meravigliosi stabilimenti balneari, altri intenti a tuffarsi in mare per lenire i violenti raggi solari.
Numerose scene presentano turisti impegnati nel compiacersi al cospetto delle preziose ricchezze culturali italiane, mentre gustano necessari gelati. Ma le immagini televisive evidenziano diverse persone trovare conforto infilando le proprie chiome sotto rigeneranti e festanti getti d’acqua di grandi fontane. Inviati televisivi sparsi in più città denunciano gravi disagi urbani peggiorati da multiple quantità di motivazioni, come per esempio, il calore emanato dall’asfalto o l’assenza d’aria.

Ma esiste un rovescio della medaglia, completamente dimenticato: “I lavoratori”, certo, molti stipendiati, sono favoriti, da numerosi impianti d’aria condizionata, ma chi opera all’esterno come può sopportare otto e più ore lavorative?
Desidero ricordare che questa fascia oraria solitamente inizia verso le sette, per terminare verso le diciassette. Questi lavoranti, si riconoscono subito: “Pelle bruciata dai raggi solari, labbra arse ed occhi, consumati da calce e sudore”, operano su impalcature, bitumi, cemento. Forse hanno smesso persino di sognare una vita più serena, confidano e pregano per quella dei propri figli. La loro giornata lavorativa finisce, in una drammatica e poderosa grondata di sudore e “fatica”, non godono d’alcuna fresca fontana, nessuno porterà loro, gelati o saporite granite al limone.

Mai alcun cronista potrà chiedere i loro pareri o informarsi delle quotidiane difficoltà da superare in nome di un modesto salario da “terza settimana”. Tutto ciò, mentre una nota azienda italiana chiede un vergognoso risarcimento economico, ad una giovane vedova, la cui unica colpa consiste nell’aver perso il marito nel corso di una disgrazia sul lavoro.

Giovanni Lafirenze             


La Bonifica Bellica

FRAMMENTI DI STORIA SULLA LINEA GOTICA

Come si divulgavano le notizie in tempo di guerra? Come potevano essere informati i soldati dell’andamento del conflitto? Attraverso delle granate d’artiglieria contenenti volantini.

Sono passati oltre sessanta anni dalla fine della guerra . Le truppe di liberazione si fermarono su quel fronte chiamato “linea gotica” il nome dato dai tedeschi alla linea lungo cui correva il fronte di guerra in Italia durante le ultime fasi della Seconda Guerra Mondiale.
A nord erano attestate le forze dell’Asse ovvero la Wehrmacht ed i militari della R.S.I. , a sud gli alleati anglo americani. La linea tagliava in due la penisola italiana da MASSA CARRARA a PESARO e si estendeva per una lunghezza di 320 km e per una profondità che in alcuni punti raggiungeva i 30 km.
La linea gotica era dunque una linea difensiva costituita da una serie di difese fisse tracciate lungo i crinali dell’ Appennino , costruita dai militari tedeschi a partire dalla sbarco degli alleati in SICILIA ( 9 luglio 1943). Lo scopo era quello di impedire che gli alleati raggiungessero la pianura padana o comunque rallentare il piu’ possibile la loro avanzata.
Su tutta la linea gotica , ci furono scontri tra gli alleati e i tedeschi e oggi, questi territori restituiscono ancora i ricordi di queste tragiche vicende .
Noi come Reggimento Genio operiamo giornalmente nelle province di BOLOGNA , PRATO , FIRENZE , AREZZO e SIENA nella bonifica occasionale del territorio da ordigni bellici . Tra tutti gli ordigni che giornalmente vengono alla luce , si trovano anche delle granate d’artiglieria  dette di propaganda . Questo tipo di ordigni non contenevano esplosivo ma volantini di diverso tipo.
In quel periodo  era molto difficile reperire informazioni , gli stessi militari che facevano parte dell’uno  o dell’altro esercito dovevano essere informati sullo stato del conflitto , ma questo non era certo semplice.
Cosi si e’ escogitato un semplice sistema per informare le proprie truppe , tramite messaggi “ a pioggia” sui territori in cui si svolgevano le battaglie.Venivano lanciate granate di propaganda , di diverso tipo e calibro , non pericolose , che contenevano i volantini.
Per esempio quelle che lanciavano gli alleati , potevano servire a convincere le truppe tedesche ad arrendersi , oppure potevano riportare cartine, mappe o comunicazioni di servizio per lo stesso esercito alleato.
Il piu’ famoso era il FRONTPOST , un giornale composto da 4 pagine in formato ridotto , con notizie di vario tipo riguardante il conflitto in atto. Anche i tedeschi lanciavano sulle proprie truppe questo tipo di volantini.
Come funzionavano le granate? Queste dovevano esplodere in cielo , grazie ad una spoletta a tempo , e liberare il loro contenuto in aria , sulla zona di interesse.
Evidentemente il meccanismo non sempre funzionava e quindi cadevano a terra intatte con il loro contenuto di volantini , scritti in varie lingue , per poter essere compresi da tutti.
Quello che si vede nella foto , e’ un lascia passare , sul fronte, in lingua inglese , si legge:
 “ Salvacondotto.. Il soldato  tedesco che porta con sé questo salvacondotto lo utilizza per manifestare la propria intenzione ad arrendersi.Deve venire disarmato , tenuto ben sorvegliato a vista , nutrito e se il caso lo richiede, ricevere adeguate cure mediche e deve essere rimosso  dalla zona di pericolo il prima possibile.” Firmato dal celebre Gen.  MARK CLARK comandante generale della 15° Armata in ITALIA.

Cap.Luigi FERRIERI

 

 

 

morti bianche


I primi di marzo 2008 a Molfetta muore il quinto operaio, vittima della “maledetta” cisterna. Ricordo che la Procura di Bari apre una dovuta inchiesta, idonea a chiarire sia cause quanto le responsabilità dell’incidente. Se la memoria non m’inganna la mente recupera immagini televisive, mentre un “AUTOREVOLE Personaggio Politico” del tempo trasmette ai famigliari delle vittime tutto il possibile cordoglio nazionale. Non solo, ho l’impressione di rammentare il “Rappresentante” di Stato promettere, ai numerosi giornalisti, nuovi e risolutori decreti legislativi indirizzati verso la sicurezza sul lavoro. In pratica, “Protezione, Controllo, sopralluoghi, sanzioni civili e penali”, giusti deterrenti, in grado di riordinare la prevenzione che regola i rischi dei lavoratori.…

… Trascorrono quasi quattro mesi d’assoluto silenzio e l’undici giugno 2008 giunge la notizia di sei lavoratori morti a Mineo (provincia di Catania), e in circostanze simili ai lavoranti di Molfetta. Ora è lecito chiedersi: la prevenzione, la protezione e controlli, solennemente promessi che fine hanno fatto? Oggi qualcuno replica le stesse garanzie udite a Molfetta: “Studieremo piani straordinari per arginare il fenomeno delle morti bianche”. Ora, se il protagonista della dichiarazione definisce “fenomeno” quest’ultimo dramma, si deve obbligatoriamente pensare che i morti di Molfetta non hanno insegnato nulla.

Ancora lui: “Lo Stato e le parti sociali devono reagire, aumenteremo i controlli”. Non è finita: “Serve la cultura della sicurezza”. Affermazioni queste, sicuramente leali, ma non possono colmare “Lacrime e sogni spezzati”, dei congiunti affranti dall’immenso e profondo dolore. Desideriamo posare i nostri pensieri, accanto ai disperati parenti delle vittime di Mineo. 

Biografia di una bomba

 

La bonifica bellica

    

Durante lavori di scavo, eseguiti da un privato a Roma, e più precisamente in Via del Maggiolino N. 120, (Torre Spaccata), è rinvenuto, un residuato bellico risalente la Seconda Guerra Mondiale. Ovviamente il cittadino segnala l’imprevisto ai Carabinieri di zona, i quali comunicano il ritrovamento in Prefettura, quest’ultima nell’attesa dell’intervento del Reparto Genio competente, delega la Polizia Municipale di Roma a sostegno dell’Arma per la messa in sicurezza dell’area e la sorveglianza dell’ordigno bellico. Ma sembra che qualcuno in città si chieda:

“E se l’ordigno dovesse improvvisamente scoppiare, non avendo i caschi di sicurezza per proteggere la testa si rischia di morire con una sassata partita dall’eventuale deflagrazione”.

Ora caro cittadino, Lei pone il quesito dei caschi di sicurezza, ovviamente obbligatori per le vigenti normative di sicurezza. Ma ciò che occorre spiegare, sono alcuni dettagli tecnici: un ordigno bellico non scoppia, (istantaneo e violento cambiamento di stato fisico di una sostanza), ma esplode, (reazione chimica). Ancora: Sarà utile un chiarimento sul vocabolo deflagrazione: “ Questa locuzione indica un’esplosione subsonica, che produce un’onda d’urto, capace di raggiungere una velocità di quasi 1000 metri al secondo e genera una pressione di circa 5000 atmosfere. Questo tipo d’esplosivo normalmente definito da lancio, non è mai stato presente all’interno dei residuati bellici, che viceversa contengono esplosivi dirompenti o detonanti, questi sviluppano gas ad altissima temperatura (3000 gradi) e velocità di quasi 8000 metri al secondo e pressioni, (un kg di Tritolo ), pari a 40.000 atmosfere.  Ciò con la speranza che il residuato bellico, non sia a frattura prestabilita: “In questo caso l’esplosione dell’ordigno causa la proiezione di minuscole schegge sempre, ad alta velocità, temperatura e pressione”.
Non ho terminato: da queste semplici righe si evince che in caso d’esplosione il casco difficilmente può essere d’aiuto.

La Bonifica Bellica

Per bonifica bellica oggi s’intende: ricerca, localizzazione, individuazione, scoprimento d’ogni tipo di residuato bellico e analisi della sua stabilità. Per la rimozione e il successivo smaltimento degli ordigni occorre l’intervento dei Reparti Genio EOD.

In Italia la bonifica può intendersi “occasionale” o “sistematica. La prima prevede interventi su residuati bellici rinvenuti accidentalmente e in circostanze non volute. La bonifica sistematica al contrario, anticipa lavori che prevedono opere edili e no, o scavi d’ogni genere. Vale a dire: evita le pericolose condizioni che generano gli interventi di bonifica occasionale. In fatti La bonifica preventiva o sistematica è richiesta giusto per individuare ciò che le “guerre del secolo trascorso hanno sepolto”.

Desidero attenzione, su quest’ultima affermazione, in fatti non serve un’ampia o profonda conoscenza storica, delle due guerre mondiali, per comprendere, capire e intendere, quanto il territorio italiano è ancora colmo di residuati bellici. Questa ragione pretende una leggera rispolverata indirizzata verso speciali contenuti storici, ma contrariamente alla mia stessa volontà, indirizzo l’argomento verso la Seconda Guerra Mondiale e più precisamente:

12 Mesi di Guerra

“Il 10 luglio del 1943 lo sbarco in Sicilia:

“La 7° Armata americana sbarca nel Golfo di Gela, l’8° inglese tra Siracusa e Pachino. A difesa dell’isola il Regio Esercito impiega la 6° Armata italiana, potenziata da numerosi militari della Wehrmacht. Si sviluppano poderose e sanguinose battaglie che coinvolgono entrambi gli schieramenti. Tali battaglie terrestri sono associate da forze aeree di supporto che lasciano piovere sui vari fronti migliaia di tonnellate di bombe d’aereo. Questo che segue è un piccolo esempio di comuni siciliani, vittime dei bombardamenti tattici “Assalto/difesa”, dell’isola: Milo, Sciacca, Catania, Gerbini, Caltanissetta, Trapani, Rizzo, Enna, Gela, Marsala, Mazara del Vallo, Agrigento Canicattì, Licata Ragusa, Caltanissetta, Carcitella, Randazzo.

La guerra di terra giunta a Messina, termina il 17 agosto, vale a dire: trentasette giorni, sufficienti a devastare e riempire l’isola di bombe d’aereo e granate d’ogni tipo, nazionalità e calibro. Ma attenzione, consideriamo i contemporanei bombardamenti tattici anglo-americani, eseguiti in previsione di future manovre militari: “Napoli, Vibo Valentia, Villa San Giovanni, Foggia. Crotone, Reggio Calabria, Bari, Ciampino, Bologna. Montecorvino Pomigliano, Roma”.

Il bombardamento del 19 luglio 1943 su Roma, è considerato particolarmente importante, dal punto di vista anglo-americano. Il Gabinetto di Guerra britannico lo considera, un bombardamento con più significati.

Il primo è sicuramente politico: “Colpire la città simbolo del potere fascista”.

Secondo: “ Destabilizzare incrinando psicologicamente, i già lividi rapporti con la dittatura ”. Terzo: interrompere i rifornimenti opportuni alle forze dell’Asse. Ma i Comandi americani impongono i migliori equipaggi. In fatti, le bombe intelligenti del 43, precipitano su San Lorenzo, Tiburtino, Prenestino e Salario ed evitano di colpire, sia “Stati Sovrani Neutrali”, quanto i luoghi d’interesse storico. “Le vittime sono quasi 3000, ma il 25 luglio è alle porte…”.

 … 12 e 13 agosto, il Bomber Command colpisce le città di Torino e Milano. Lo stesso giorno si ripete il bombardamento su Roma…   

…La mattina del 3 settembre inizia l’operazione Baytown, (Sbarco in Calabria). L’otto settembre, l’ottava Armata libera l’importante e strategico comune di Locri. Ma dobbiamo considerare il caos militare del momento, causato da Radio Londra che trasmette alle ore 19,45 il comunicato, che annuncia la resa italiana.  In pratica, dati ufficiali sentenziano 670.000 militari allo sbando. Certo non mancano atti d’eroismo sia all’estero quanto in Italia. Ma Purtroppo già dal 25 Luglio 43, i tedeschi prendono in seria considerazione la futura occupazione dell’Italia. Nasce una seconda guerra, ideologica, che moltiplica le numerose battaglie e sparge nuovo terrore, altro sangue. Il giorno dopo la prima divisione britannica sbarca a Taranto e le truppe del Generale Mark Clark, a Salerno. Ovvia, la certezza che questi percorsi di guerra, si lasciano alle spalle numerosi ordigni inesplosi.

Trenta giorni dopo nasce la linea “Gustav” un fronte che trancia l’Italia. Il pomeriggio del 12 settembre, mentre l’aviazione anglo-americana, incursiona la città di Benevento, le proprie truppe entrano in Bari, impossessandosi immediatamente delle strutture portuali e aeroportuali. Il 21 settembre truppe anglo-americane, liberano la città di Foggia, il primo ottobre Napoli. La Guerra di terra infuria tra il Volturno e la Valle del Liri.  In Puglia la 15° Forza Aerea piazza le proprie piste tra “Salento, Bari e Capitanata”. Il 20 gennaio 1944, la VI Armata sbarca tra Anzio e Nettuno. Il 15 febbraio è distrutto il Monastero di Montecassino. Intanto la linea Gustav impegna entrambi gli schieramenti militari, fino al maggio del 1944. In Fatti il 23 dello stesso mese Avezzano patisce ancora un’incursione. Inizia l’operazione Diadem e la V Armata, seguendo la Via Appia il 4 Giugno del 44, libera la Città Eterna”. Il 18 Luglio del 1944 le truppe polacche entrano in Ancona….”.

“Tutti coloro che dimenticano il loro passato sono condannati a riviverlo”

Primo Levi

Continua….

Interessante rilevare, ciò che in quest’anno di guerra i reparti germanici in ritirata, hanno prevedibilmente compiuto: bombardamenti aerei, estreme difese dei propri territori, “campi minati di sbarramento”, (Gela, Siracusa, Salerno, Anzio Fossacesia Pescara, Termoli ecc… ). Approntano numerose buche per occultare materiale bellico, da nascondere ai nemici e rendere più capace la ritirata. Questa memoria storica, in biografiadiunabomba diventa cronaca. “Bonifica Perché” e “Ultime” sono pagine web, che mostrano come i residuati bellici, siano ancora numerosi, nascosti ed in perenne agguato. Ciò giustifica la “bonifica sistematica o preventiva” e spiega quanto il sottosuolo italiano è capace di nascondere ancora oggi. Certo più di una volta, si gioca con una legge dedicata poco chiara. Ma normative di sicurezza sul lavoro prevedono la bonifica preventiva. Infatti, la “SNB di Mirano (PD)” m’invia la normativa che regola i “Regimi di Responsabilità Ordigni Esplosivi Residuati Bellici”in base alle legislazioni dell’Autorità per la Vigilanza sui lavori Pubblici:                                                                                                                                            

N.   9 del  09/04/2003
N 249 del 17/09/2003
Sentenza TAR Lazio N° 2890 26/03/2004

 

 

 

 

 

La Bonifica Bellica

 

EMERGENZA UMANITARIA

Messaggio inoltrato dal Prof. Giuseppe Scotti (Ordine Francescano Secolare di Puglia e Molise)

CINA: IL DRAMMA DEGLI SFOLLATI, 5 MILIONI SENZA TETTO

E' salito a oltre 22mila il numero dei morti accertati per il terremoto in Cina che il presidente cinese Wen Jiabao ha definito il piu' "distruttivo" che abbia colpito il gigante asiatico dal 1949. Un'ammissione della portata della catastrofe, visto che nel 1976 il terremoto che rase al suolo la citta' settentrionale di Tangshan fece 270mila morti. Del resto le crifre parlando da sole: il sisma di lunedi' scorso ha distrutto 436mila edifici, con 4 milioni e 800 mila persone senza tetto. Intanto c'e' stata paura per una forte scossa d'assestamento, pari a 5,5 gradi sulla scala aperta Richter, registrata nella contea del Lixian, a 50 chilometri dall'epicentro. La nuova scossa ha provocato frane e l'interruzione di altre linee telefoniche. Il presidente Hu Jintao ha visitato le zone piu' colpite e ha definito "arduo" e "pressante" il compito dei soccorritori. Hu, che ha atteso qualche giorno per la visita per non intralciare l'opera dei soccorritori, e' stato a Mianyang, una delle citta' distrutte dal sisma, e ha lodato il modo "energico, efficace e ordinato" in cui si svolgono le operazioni di ricerca condotte da 130mila tra soldati e poliziotti con l'ausilio di un centinaio di elicotteri. Poco dopo l'arrivo di Hu c'e' stata una forte scossa d'assestamento, pari a 5,5 gradi sulla scala aperta Richter, nella contea del Lixian, a 50 chilometri dall'epicentro del terremoto di lunedi' scorso. La scossa ha provocato frane, nuove interruzioni di linee telefonoiche. Il bilancio aggiornato parla di 14.000 persone ancora sotto le macerie e di 159.000 feriti, di cui almeno 12mila gravi nel solo Sichuan. La previsione delle autorita' e' che alla fine il numero dei morti potrebbe superare i 50mila. Per ora si sa che dei 22mila morti accertati, 500 erano fuori dalla provincia piu' colpita, quella del Sichuan. Intanto si continua a scavare nella speranza, ormai molto remota, di trovare ancora qualcuno in vita. Nella giornata di venerdi', a ben quattro giorni dal sisma, sono stati estratti ben 17 superstiti, l'ultimo uno studente sopravvissuto per 80 ore sotto le macerie. Per la prima volta nella storia della Repubblica popolare, ai soccorsi partecipano esperti stranieri. Una squadra d'emergenza giapponese con 31 esperti e i cani e' stata autorizzata a operare nella provincia del Sichuan. Sono arrivati anche 40 operatori della Protezione civile sudcoreana e altri soccorritori da Russia e Singapore. L'Ue ha stanziato due milioni di euro per gli aiuti alle aree colpite che saranno inoltrati per lo piu' attraverso la Croce Rossa Internazionale. L'annuncio e' stato dato dal commisario europeo Louis Michel. Da lunedi' scorso il premier Wen Jabao dirige personalmente i soccorsi sul posto e sorvola in elicottero le aree piu' devastate. Le piogge torrenziali che cadono nel Sichuan minacciano la tenuta delle dighe e il ministero per le Risorse naturali ha ordinato alle autorita' del sud-ovest della Cina di mettere a punto piani per un eventuale sgombero d'emergenza delle citta' a rischio. Dopo il sisma il governo ha elencato 400 "situazioni pericolose" nei bacini idrici della regione e l'ente nazionale per la pianificazione economica ha stanziato 5,3 milioni di euro di fondi di emergenza per quantificare e riparare i danni alle dighe. La preoccupazione maggiore riguarda la diga di Zipingpu, che minaccia una citta' di mezzo milione di abitanti, Dijiangyan. Ma intanto c'e' anche da sfamare e dissetare 4,8 milioni di senzatetto. Per questo ci sono auto con altoparlanti che girano per le citta' e le campagne invitando chiunque possa a farsi ospitare da parenti o amici in altre province.
Intanto da tutta la Cina giungono preghiere ed appelli alla solidarietà: la diocesi di Shanghai ha donato 1 milione di yuan (pari a 142.989 dollari) e il vescovo Aloysius Jin Luxian ha invitato tutti i sacerdoti a celebrare messe con preghiere speciali per le vittime e i sopravvissuti, raccogliendo offerte da donare ai terremotati. Anche mons. Joseph Wei Jingyi di Qiqihar nella provincia di Heilongjiang (nord-est della Cina) ha scritto e diffuso una preghiera per l’occasione. Nella Cina meridionale, nella diocesi di Jiangmen, sono stati lanciati appelli a tutti i cattolici per donare aiuti in denaro, indumenti, tende, inviandoli tramite gli uffici governativi e altre organizzazioni caritative. Secondo la Croce Rossa cinese (Rcsc) c’è urgente bisogno di tende, coperte, generi alimentari di prima necessità, acqua potabile, medicine e disinfettanti. Dal suo sito www.redcross.org.cn sta lanciando appelli per raccogliere offerte. Nel frattempo la macchina governativa dei soccorsi sta lottando contro il maltempo e le comunicazioni interrotte. Il vicegovernatore del Sichuan Li Chengun ha fornito oggi un bilancio aggiornato, ma parziale, di circa 22.000 vittime, con 36.000 feriti e 10.000 persone ancora intrappolate sotto le macerie.

 

EMERGENZA UMANITARIA

Messaggio inoltrato dal Prof. Giuseppe Scotti (Ordine Francescano Secolare di Puglia e Molise)

In Birmania la priorità assoluta è prestare soccorso alla popolazione.

Il 40% dei morti e dei dispersi potrebbero essere bambini. Lo afferma l'associazione umanitaria Save The Children, che da anni opera nel territorio birmano. Il bilancio è tragico. Per la tv di stato le vittime sarebbero 23mila e i dispersi 41mila. Ma altre associazioni che sono già operative lungo il territorio birmano flagellato dall'uragano Nargis, come "Action Aid" e la stessa "Save the Children" parlano di 50mila morti . Addirittura i senza tetto sarebbero tra i 2 e i 3 milioni.
Aung San Suu Kyi, la leader della Lega nazionale per la democrazia e premio Nobel per la Pace nel 1991, ha lanciato un appello alla comunità internazionale per i soccorsi urgenti.
"Le vittime del ciclone - afferma la Aung Suu Kyi - hanno urgente bisogno di assistenza di emergenza da parte delle agenzie internazionali, Onu compresa". La leader del Lega nazionale si trova agli arresti domiciliari nella sua casa alla perfidia di Yangon, attuale Rangoon, capitale del Myanmar, anch'essa flagellata dall'uragano.

Gli aiuti:
L'unione Europea ha fatto un piano straordinario ed è pronta a mettere in campo altri aiuti oltre ai due milioni di euro stanziati nelle prime ore per soccorrere la popolazione
Intanto è possibile effettuare donazioni a sostegno della popolazione della Birmania colpita dal ciclone anche tramite Sms.
I comitati italiani di Pam e Unicef hanno infatti attivato una raccolta fondi congiunta, a sostegno dell'azione delle due agenzie Onu che si sono immediatamente impegnate nel paese asiatico per soccorrere la popolazione nei distretti più colpiti.

Istruzioni:
Basterà inviare un Sms al numero 48581 dal telefonino personale Tim, Vodafone, Wind e 3 per donare 1 euro. La donazione sarà di 2 euro chiamando lo stesso numero 48581 dal telefono fisso Telecom Italia. Gli importi (esenti Iva) saranno interamente devoluti a Pam e Unicef per gli interventi urgenti.
E' anche possibile effettuare donazioni bancarie sul conto corrente congiunto Pam-Unicef presso Banca Etica, conto n. 303030, Filiale di Roma, Via Rasella 14, Abi 05018 Cab 03200, "Unicef-Pam per Myanmar".

 

 

LA BONIFICA BELLICA

La sveglia interviene puntuale ad interrompere il terribile sogno. La blocco, ma ancora vivo l’infernale esperienza notturna. Il tremore corporeo si traduce in terribili sensazioni di freddo. L’istinto spinge in direzione di una salutare doccia. Dieci minuti e sono completamente desto. Il tempo occorrente per rivestirmi e lentamente mi avvio verso il terrazzo dell’albergo che ci ospita, uno stabile d’epoca nel borgo storico di una bellissima città. Il balcone è al quinto piano e sfoggia il corso principale del centro. Nonostante l’ora, noto i primi passanti affaccendati tra i propri pensieri, è una visione curiosa, ma ho lo spazio mentale per collocare lo strano sogno della notte, accanto al reale rinvenimento del precedente lunedì:

L’INCUBO

“…Mi trovavo in un piccolo paesino della provincia, accanto al solito team di colleghi dopo quattro giorni di ricerche individuavamo un residuato bellico della Grande Guerra. Risultava essere un 203 millimetri, una granata lunga 4 volte il suo calibro. Subito restavamo coinvolti da strane e multiple sensazioni: timore per il tipo di granata, rispetto per i suoi richiami storici e un collettivo desiderio d’immortalare la sua importante testimonianza di ciò che era stato, per mezzo di una o più fotografie. Portavamo a termine i nostri desideri e, mentre i miei colleghi recingevano l’area del poderoso ritrovamento, io subito m’avviavo verso la stazione dei Carabinieri di zona a segnalare il rilevamento. I Militari dell’Arma non si stupivano, solerti si avviavano verso la località del rinvenimento. I Carabinieri prendevano visione del residuato bellico e con perizia mettevano in sicurezza l’area infestata da quel pericoloso testimone della Prima Guerra Mondiale. Dopo un informale arrivederci, i militari si allontanavano per completare le procedure d’ufficio. Mentre ricoprivamo la granata, Hypnos usufruendo di un percorso rivolto verso il passato, idealmente mi consegnava il paese nel mezzo della Prima Guerra Mondiale:

“…Era il 1915, quando il Comune diventava oggetto e bersaglio delle numerose artiglierie austro-ungariche e il ritrovamento dell’autorevole granata raffigurava la testimonianza del sangue versato in nome d’opposte bandiere”.

 A causa di una suoneria abbandono le mie riflessioni e rispondo al telefono, è la comunicazione di un collega; termino il dialogo e indirizzo nuovamente le mie considerazioni verso l’oggetto  protagonista delle trascorse visioni notturne:

”…Compiuto il nostro dovere, con calma ci avvicinavamo al nostro mezzo di trasporto, ma eravamo improvvisamente travolti da una discreta quantità di persone senza aspetto. Tra queste più figure si distaccavano dal proprio gruppo e con discrezione si avvicinavano verso la granata sotterrata. Iniziavano a scavare e dopo qualche minuto la raggiungevano. Noi eravamo immobili e non potevamo intervenire. Le balorde ombre s’impossessavano della bomba e la caricavano su una strana macchina. A quel punto riuscivo ad urlare:

-          Ma chi siete! - Da lontano udivo un’orrenda risposta:

-          Siamo la storia!” -

 BRACCONIERI IN NOME DELLA STORIA

Visto l’orario, decido di rientrare in stanza. Prendo l’immancabile cappellino e m’avvio verso la reception dell’albergo. Raggiungo i colleghi, ai quali accenno vagamente il curioso sogno della notte. Increduli i miei amici non riescono a comprendere la mia intensa emozione, quindi riprendo la parte finale dell’incubo, sostenendone il concetto morale:

-”La storia depreda se stessa”.-

Insisto:

-“Non è possibile, nessuno può ritenersi proprietario di un bene collettivo come la “Storia”.  Infine in suo nome, non si può commettere un pericoloso reato di tale dimensione. Rubare una granata già segnalata alle autorità competenti diventa un’azione da imbecilli. Ragazzi, se tutto questo fosse stato vero, i fantasmi di questa notte altro non sarebbero stati che semplici figure prive d’ogni alone storico o,  ancora peggio, dei mostri d’infima specie”. -

Il tempo di portare a conclusione l’aspra opinione, e siamo sul posto dove è nascosta la granata. Oggi attendiamo il Reparto Genio Guastatori. Ancora pochi passi e raggiungiamo la granata. La giornata è bellissima, il sole è già caldo, il mio sguardo posa il cantiere. Ancora due passi, ma qualcosa non convince. I colleghi notano una pala posta accanto alla recinzione. Non può essere vero, hanno rubato la granata... ed al suo posto c’è solo una spoglia buca, defraudata del proprio valore storico e al contrario colma d’atroci nefandezze…

FINE

“Ogni riferimento a cose, periodi o persone, è frutto della sola fantasia dell’autore”.   

 

LA BONIFICA BELLICA

A cura del Brigadier Generale
Antonio Torregrossa
Già Capo Sezione B.C.M. della
6a Direzione Genio Militare

Appunto sull’attività illecita dei “recuperanti” degli ordigni esplosivi residuati bellici

È ancora abbastanza frequente il rinvenimento dei più disparati ordigni bellici sganciati da aerei, lanciati con i mezzi più diversi, oppure abbandonati dai belligeranti per una qualsiasi ragione e sono, quindi, tuttora inesplosi, ma sempre pronti a manifestare lo scopo perverso per cui furono costruiti.
Queste trappole, nonostante migliaia d’interventi, ancora giacciono negli alvei dei fiumi, sui fondali dei laghi e del mare ed ancora infestano i terreni a varie profondità.
Oggi, in Italia sono casi che si concludono, di norma, positivamente, anche se mi è difficile dimenticare l’ultimo incidente occorso a tre colleghi Artiglieri di Piacenza che, coinvolti nello scoppio di un ordigno che stavano disattivando, trovarono la morte il 2 giugno 1995, festa della Repubblica, cinquant’anni dopo il conflitto.
            Dopo più di mezzo secolo siamo quindi ancora testimoni di fatti che, pur meritando la massima attenzione da parte dei media, vengono di solito appena accennati sulla stampa locale e, se qualche volta si concludono con la perdita di vite umane, allora passa un flash al telegiornale. Di norma l’evento “merita” qualche commento, più per lo scalpore destato dalla necessità di sgomberare una vasta area con l’intervento in forze degli organi preposti e soprattutto dei politici pronti a rilasciare interviste sui tempi necessari perché tutto torni alla normalità: il tutto ricorda una sagra paesana. 
            Questi ordigni si ritrovano ancora sparsi senza alcuna disposizione logica se si costruiscono strade, ferrovie ed edifici pubblici e privati; di solito però sono rinvenute da “collezionisti”. É mia intenzione riferirvi sull’attività di questi “appassionati” che genericamente si possono definire: “recuperanti”. Essi, in possesso di un apparato di ricerca detenuto legittimamente, vantano un’indiscussa capacità nel ricercare e rinvenire “ricordi” bellici di ogni genere e tipo; molti collezionano elmetti, piastrine, medaglie ed altri oggetti comunque usati dai militari delle diverse nazionalità che hanno percorso l’Italia, facendone, a volte, anche commercio. La maggioranza, rinvenuta la massa ferrosa, scava con la massima cautela, si accerta della natura dell’oggetto e, qualora anche solo supponga che possa trattarsi di un ordigno esplosivo, avverte le Autorità di Polizia Giudiziaria che attivano gli organi dell’Esercito preposti alla “bonifica". Esistono quindi delle Associazioni benemerite che, pur coltivando l’Hobby della ricerca, sono formate da soci molto sensibilizzati sull’argomento, che hanno frequentato ed ascoltato del personale esperto ed abilitato. Le conoscenze che vantano su questi oggetti, servono a riconoscerli con facilità contribuendo con la loro attività, alla segnalazione di queste presenze all’Autorità competente.
            Di contro e sempre più di frequente, nonostante i numerosi incidenti, esistono appassionati che, millantando profonde conoscenze spesso inesistenti di manufatti esplosivi, raccolgono ogni cosa, animati dalle più singolari motivazioni tra le quali spicca quella di creare “musei anche nel garage di casa”, che diventano dei veri “depositi artigianali”. Per fare ciò, maneggiano, raccolgono e trasportano i reperti, controllano l’esistenza delle spolette che servono a procurare lo scoppio, li puliscono, li aprono e li svuotano. In realtà non rischiano solo di persona, ma mettono a repentaglio la vita dei vicini ed, il tutto, in barba alle leggi vigenti ed a quella logica che dovrebbe far parte delle conoscenze di qualsiasi maggiorenne in possesso di scheda elettorale.
             Il Legislatore aveva previsto tutto ciò e ritenendo assolutamente inopportuno lasciare ai privati cittadini la facoltà di detenere dei residuati bellici rinvenuti, disciplinò la materia ed emanò precise disposizioni e diverse Leggi sull’argomento: la n. 497 del 14 ottobre 1974; la n. 110 del 15 aprile 1975 (G.U. n. 105 del 21.04.1975). Giova ricordare che la sopraccitata 497 ha modificato molti articoli della precedente Legge n. 895 del 2 ottobre 1967 e che l’articolo 9 della medesima, integralmente recita: “Chiunque illegalmente detiene a qualsiasi titolo le armi o parti di esse, le munizioni, gli esplosivi, gli aggressivi chimici e i congegni indicati nell’articolo precedente (chiunque senza licenza dell’Autorità detenga armi da guerra o tipo guerra, o parti di esse, atte all’impiego, munizioni da guerra, esplosivi d’ogni genere, aggressivi chimici o altri congegni micidiali, ovvero ne fa raccolta...) é punito con la reclusione da uno ad otto anni e con la multa da lire duecentomila a lire un milione e cinquecentomila. Legge di norma disattesa che, come mi disse un “cercante” interessato, non può senz'altro comprendere bossoli, proiettili vecchi ed ammuffiti (!), bombe a mano senza linguetta, materiale arrugginito ed inutilizzabile per l’impiego bellico; solo involucri insomma!

            Gli Organi di P.G., preposti a reprimere e contenere questo fenomeno, sono incappati in “specialisti” che hanno cercato di dimostrare l’innocuità degli oggetti rinvenuti asserendo che avevano esaurito negli anni, la loro capacità offensiva che, in ultima analisi, si trattava di un’attività di svago all’aria aperta effettuato nelle ore dedicate al tempo libero!
            Ecco perché la mia voce, la voce di un “bonificatore” che ha rischiato per anni la sua integrità fisica per salvaguardare la conservazione delle cose e l’incolumità delle persone, fa appello a tutte le persone di buon senso.
            Tutti gli ordigni residuati bellici, anche risalenti alla 1a Guerra Mondiale, presentano una più elevata pericolosità proprio perché sembrano vecchi, arrugginiti, degradati; infatti, il tempo e gli agenti naturali ne hanno potenziato la sensibilità elevandone l’instabilità chimica, fisica e meccanica. L’esplosivo contenuto negli involucri é di norma tritolo che è definito “sordo” per sua natura, perché necessita di un detonatore molto sensibile che, se presente e manipolato imprudentemente, innesca l’inevitabile esplosione con tragiche conseguenze.
            Esistono anche “sostanze” che possono creare incidenti autonomamente. Ricordiamo, fra gli altri, il “Fulminato di mercurio” o gli effetti dell’Acido picrico al quale è sufficiente una scintilla provocata dallo sfregamento di oggetto ferroso per farlo esplodere, oppure il Fosforo che, al contatto con l’aria, brucia fino alla consunzione; personalmente ne ho visto cadere una goccia che, perforata la scarpa di un operatore, gli ha trapassato il piede e scavato la suola.

            Gli “eventi imprevisti ed imprevedibili: questa definizione, nata stranamente nel momento in cui si sono approfondite e puntualizzate le norme sulla sicurezza, ha fatto si che, di fatto, fosse considerata “caducata” per vetustà la norma di legge che é ancora in vigore e che riguarda la “bonifica dei campi minati” intendendo con questa dizione la “bonifica” di ogni tipo di ordigno bellico interrato che è, ad ogni effetto, simile ad una mina (involucro, esplosivo, innesco, detonatore, etc.).
Perché evento imprevisto ed imprevedibile?

            Si conoscono con precisione tutte le zone che hanno subito i nefasti effetti dell’ultimo conflitto mondiale, per i bombardamenti aerei, navali, la presenza di campi minati, le aree in corrispondenza delle linee ove il fronte si é fermato, le battaglie dei fiumi e quelle avvenute in ogni luogo che offriva una valida linea di difesa e resistenza alle truppe in ritirata: i ponti e le strade minati e nelle quali ancora si possono trovare i cosiddetti “fornelli da mina”. Chiaramente queste zone sono ancora ad alto rischio, perché alla fine della guerra e negli anni successivi, nonostante le perdite di vite umane tra gli addetti alla “bonifica” ed i milioni di reperti rinvenuti, non esistevano le strumentazioni sofisticate e tecnicamente valide che oggi l’industria può fornire agli operatori.
            Potrebbe quindi catalogarsi come evento imprevisto ed imprevedibile il rinvenimento di reperti esplosivi in luoghi che pur non essendo stati interessati direttamente dagli eventi bellici, hanno subito gli effetti nefasti derivanti dal passaggio delle opposte fazioni belligeranti.  In sintesi, confermata l’attuale validità del D. L. Lgt 320/46, é evidente che la bonifica é un compito istituzionale per le Forze Armate. Ciò deriva da alcuni principi che dovrebbero forse trovare chiarimento e conforto da parte di chi ha il potere di decidere.  
            In termini semplici e brevemente si tratta di questo: l’infestazione bellica é conseguente alla formale dichiarazione di guerra che il governo legittimo ha dichiarato; l’allora nemico, legittimamente, ha colpito il territorio nazionale con ogni tipo di ordigno bellico e quindi la responsabilità di tali presenze é dello Stato che ha dichiarato la guerra e che ha legittimato il nemico ad usare le armi sul nostro Paese, per cui la responsabilità dell’inquinamento bellico é da ascrivere allo Stato Italiano ed a lui e, solo a lui, compete l’eliminazione di tali presenze ed il risarcimento dei danni prodotti (i famosi danni di guerra). 
            Lo Stato ha dato mandato di provvedere per suo conto all’organismo che istituzionalmente è, o almeno era, l’unico che poteva maneggiare, detenere, trattare, eliminare, esplosivi bellici di qualsiasi tipo.
            Da ciò si evince che tutti gli esplosivi residuati bellici presenti sul territorio nazionale sono da considerarsi proprietà delle Forze Armate.
            Basterebbe questo per frenare l’attività, a questo punto chiaramente illegittima, dei cosiddetti “recuperanti”.
            Mi pare un buon punto di partenza sul quale ancora argomentare!

                                                                                     
                                                                                                          Dirigente Tecnico B.C.M.
                                                                                                  Gen. B. (ris) Antonio Torregrossa

 

LA BONIFICA BELLICA

…TRAMA…

 

Il 10/9/1943

“… Le truppe della prima divisione britannica sbarcano a Taranto. Il Monastero di San Benedetto a Montecassino è colpito dalle prime bombe aeree. La quindicesima Divisione Panzergranadierer è padrona di una linea difensiva tra il Volturno e il Comune d’Itri. La famiglia Reale e il Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio, giungono a Brindisi. La città è sorpresa: “Ma si adopera ad ospitare, il primo Governo provvisorio del Regno del Sud”. Il 18 settembre 1943, mentre a Trani la Wehrmacht tenta di contenere una rivolta popolare, Badoglio invita i suoi soldati a combattere contro i tedeschi. In fatti i militari di Sua Maestà, Vittorio Emanuele III, s’impegnano a difendere con onore Monte San Biagio, ma le forze in campo sono impari. I tedeschi conquistano Monte San Biagio. Questa sconfitta non sfugge ai comandi angloamericani che lo stesso giorno bombardano le nuove postazioni tedesche. Purtroppo le bombe infieriscono sia sull’area urbana quanto sull’incolpevole popolazione civile. Il 18 ottobre 1943 l’incursione aerea si ripete, ma questa volta l’obbiettivo dei caccia bombardieri è rappresentato dai binari ferroviari, che attraversano il Comune. I bombardieri replicano nei giorni 20 e 21 dello stesso mese…”

“…15 febbraio del 1944 le truppe tedesche sono ancora saldamente attestate tra i Monti Aurunci e la valle del Liri. Ciò costringe il Generale Alexander, a sferrare molteplici missioni aeree e terrestri di smisurate proporzioni che distruggono prima l’antico Monastero di Montecassino e radono al suolo i numerosi comuni limitrofi…”

“…L’ultimo attacco dal cielo su Monte San Biagio è datato 7/5/1944. In fatti il 23 maggio, Monte e Comune, sono liberati…”

“…Rovine, macerie, lutti, menomazioni permanenti e umiliazioni sono, il contributo che il paese paga al mondo in guerra…”

“…La guerra, subita da Monte San Biagio, abbandona nel sottosuolo del circondario, numerose munizioni inesplose. Certo, a far tempo dalla fine del conflitto mondiale, seguono numerose opere di bonifica bellica e infinite operazioni indirizzate alla sensibilizzazione dei pericoli prodotti dai residuati bellici…

…Gli anni passano e come un letale cancro, “la guerra nascosta”, continua assurdamente a “scegliere” le proprie vittime.  Ma i seguaci della pirandelliana commedia:”Così è se vi pare”, insistono nel perseguire folli e mortali, raccolte di materiale esplodente. Perviene da Monte San Biagio la notizia: “Un uomo è arrestato dai Carabinieri, per la detenzione d’importanti munizioni risalenti la seconda guerra mondiale”. Questo, in Italia accade molto raramente. L’operazione militare, ha evitato all’odierno teatrante, di rincorrere la consueta “drammatica” trama finale…

Giovanni Lafirenze

 

LA BONIFICA BELLICA

Circe sorella di Pasifae vive nell’isola d’Eea, luogo dove numerosi compagni d’Odisseo sono trasformati dalla Circe in animali. Questa sorte è risparmiata all’eroe omerico grazie ad un suggerimento del dio Ermes che costringe la maga a subire un’evidente sconfitta, obbligandola ad annullare la magia subita dai marinai. Secondo il mito greco Odisseo e la maga intrattengono una relazione d’amore da cui nascono due figli, (Telegono e Cassifone). Odisseo decide di riprendere il suo viaggio verso Itaca, ma come ultimo dono la maga Circe decide di svelare ad Odisseo il rimedio ad un terribile ostacolo che coinvolgerà lui e i suoi uomini nel mezzo della rotta per l’isola d’Itaca:

“IL CANTO DELLE SIRENE”

Questo affascinante mito recupera fondatezza nell’irresistibile fascino prodotto dai residuati bellici del tipo esplodente (HE), forse anche le granate sprigionano irresistibili toni capaci d’incantare e rendere irriflessive una piccola quantità di persone che di certo non onorano la propria passione e discreditano un hobby antico ed ammaliante dal punto di vista storico. In realtà individuare, stringere tra le mani una gavetta appartenente al periodo della “Grande Guerra”, significa immaginare al nostro fianco un eroe immolatosi anche per noi. Ma ciò non autorizza nessuno a spostare, rimuovere o peggio ancora trasportare residuati bellici in giro per paesi o città. Necessita ricordare che le “granate”, sostantivo che include tutti i modelli d’ordigni esplodenti, appartenenti la Grande Guerra e quelle utilizzate nella Seconda Guerra Mondiale, sono state caricate con tritolo e questo perde la sua efficacia solo in presenza di luminosità. Da ciò si evince che il tipo d’esplosivo chiuso all’interno della granata non ha mai visto luce, quindi è ancora “efficiente e mortale”. Desidero terminare il mio intervento, inducendo questi esigui trasgressori del buon senso ad evitare ogni contatto con residuati bellici esplodenti e seguire le normative in vigore per non incorrere in reati perseguibili per legge.  E visto che i divieti in Italia non servono a nulla, spero che il Belpaese in futuro sia capace di seguire, addestrare, utilizzare e trarre vantaggi anche dalla cultura che sa trasmettere l’universo dei recuperanti.

Giovanni Lafirenze  

 

LA STORIA SEPOLTA

Voglio Immaginare d’essere in grado di coordinare principi e logiche della bonifica bellica in Italia. Questa in pratica è una delle numerose conseguenze dello sbarco anglo-americano avvenuto il 10 luglio 1943 in Sicilia. 

Infatti, mentre la guerra si allontana verso l’Italia del nord, le sue battaglie spargono lungo il proprio percorso migliaia d’ordigni bellici inesplosi d’ogni tipo e genere e tra questi una nuova munizione:”La Mina antiuomo”.

Questo cinico manufatto bellico è in quei tempi, posato e celato sotto pochi centimetri di terreno o nascosto tra vari cespugli, pronto a colpire sia civili quanto militari.

Il 12 luglio del 1944 il Ministero della Guerra grazie all’aiuto dei tecnici appartenenti all’Army Commision alleata, crea le prime Compagnie Rastrellatori Mine e, precisamente la 561° e la 562°. Qualche anno dopo, al termine del conflitto, nasce l’imprenditoria di settore, che col passare del tempo s’industria per bonificare il territorio italiano ancora infestato da una drammatica quantità di residuati bellici, della prima e seconda guerra mondiale.

Ancora oggi sono numerosi gli uomini BCM che contribuiscono allo smaltimento di queste tristi pagine di storia da 250,500, 1000 o 2000 lb.

Questi residuati bellici, sono in grado di minacciare grazie al proprio carico di morte, chiunque si trovi involontariamente in loro presenza.

Ma la storia sepolta non avrà mai fine, infatti da Vicenza giunge la notizia di un poderoso ritrovamento bellico.

Uomini BCM incuranti delle quotidiane e interminabili intimidazioni di questi residuati bellici continuano la caratteristica opera di bonifica bellica.

Ritrovano all’interno dell’aeroporto vicentino il Dal Molin sette bombe d’aereo di cui: due americane e cinque di fabbricazione italiana.

Bene! Il lavoro svolto all’interno della base aerea “Dal Molin” contribuisce a confermare quanto segue:

 

1)      I militari tedeschi prima di ritirarsi dall’aeroporto vicentino hanno minato con l’ausilio delle bombe d’aereo in dotazione all’aviazione della RSI, tutta la struttura, ma senza avere tempo di portare completamente a termine, il disegno sabotatore.

Se questa è la teoria esatta, ragazzi BCM, preparatevi ad affrontare altri numerosi ritrovamenti.

2)      Germanici e uomini della RSI prima di abbandonare la base vicentina hanno minato, la struttura, inoltre per rendere più agevole la ritirata, hanno sepolto all’interno dell’aeroporto i munizionamenti più ingombranti.

3)      L’aviazione del Governo del Sud, partecipa al fianco delle forze aeree anglo-americane alle missioni aventi come obiettivo la base aerea vicentina. 

Non importa quale potrà essere la teoria esatta.

Ma una piccola striscia di storia ancora da scrivere Vi ringrazia ragazzi BCM, augurandovi buon lavoro.

 

E’ possibile scrivere un racconto contrastante la “buona lettura”, ma ciò non lo priva, di una propria ragione

Giovanni Lafirenze                

LA BONIFICA BELLICA

Pasifae moglie di Minosse re di Creta, genera una strana creatura il “Minotauro”. Minosse quindi affida a Dedalo il compito di costruire a Cnosso un impianto dove rinchiudere il mostro. Dedalo accetta e configura